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TWF - Tex Willer Forum

dario63

Cowboy
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  1. Certo, non c'è storia! Anche io ho votato convinto per Galep. Fra l'altro, la tendenza (il diktat?) attuale che penso sia stato imposto a Villa, che la copertina debba riflettere alcuni aspetti della vicenda trattata nell'albo, a me non garba molto proprio come principio, anche se riconosco che Villa è e rimane bravissimo. Rimane il fatto che, sulla mia scelta, pesa di certo anche l'età nella quale mi sono accostato a Tex e che ha lasciato un'impronta (anche emotiva) indelebile proprio per ciò che nel mio immaginario infantile e poi adolescenziale proprio Galleppini è riuscito a depositare. Villa è comunque bravissimo e di certo un valido continuatore, ma quelle copertine (fra cui quelle riportate qui sopra) fanno ancora sognare! Un ultimo rilievo, riguardante la copertina di "Condor Pass": ma come faranno, mi dico, gli indiani a prepararsi ad affrontare il loro (potenziale) nemico, se questi contravviene alla sua regola, che lo rende ormai unanimemente riconosciuto e riconoscibile in tutto il West, come l'uomo non dal braccio d'oro, ma dalla camicia gialla?
  2. Anch'io, dovendo dare una sola indicazione, mi sono deciso a scegliere la voce "Altro", avendo in mente Mitla, che risulta un personaggio di un fascino indubbio (con grande merito per i disegni indimenticabili di Letteri, per me in una delle sue prove migliori), e anche perché dotato di un'ambiguità non risolta (non ci viene detto in modo esplicito perché lei e il fratello si accaniscano con tanta insistenza contro i malcapitati, se non perché sono intrinsecamente malvagi). E forse il suo primato sta anche nella consapevolezza che rimane per sempre consegnata al nostro ricordo in quella storia, senza possibili e magari malcapitati tentativi di "ripescaggio" dal momento che è inequivocabilmente morta.
  3. Premesso che la questione della copertina è secondaria rispetto alla bontà complessiva della storia (ancora tutta da leggere), a me questa copertina non dispiace affatto. Fra l'altro (e qui ci possono essere ulteriormente pareri discordanti), mi pare si attenga ad un criterio spesso adottato in tempi più recenti, ossia di illustrare qualche aspetto che poi sarà riscontrato nello stesso albo. La presenza di Mefisto (per me, opportunamente allusa - salvo poi rovinare del tutto questo effetto con la presenza del "marchio di satana" del logo "ad hoc", ma questa non è scelta di Villa - con quegli occhi spiritati, necessariamente dilatati e quindi un po' "gufeschi"), mi pare richiami la capacità di Mefisto di tenere sott'occhio, spiandoli, i suoi malcapitati "pazienti" o visitatori che dir si voglia proprio con uno strumento che gli permette di vedere senza essere visto, ma lo stesso lanciando un'inquietante sensazione di sorveglianza a chi capita sotto le sue grinfie, come si può evincere da alcune delle vignette già rese visibili in anteprima. Insomma, forse non sarà la migliore di Villa, ma mi pare pur sempre centrata ed efficace. Vedremo con i successivi albi, ma questo, che fa da "apripista", non mi sembra affatto malvagio con queste sue scelte. Opinione personale, ovviamente!
  4. Concordo con il fastidio per la comparsa di un logo di assai dubbia legittimità e che svilisce il ruolo delle copertine di Tex. Per quanto riguarda invece la ripresa di una storia con Lupe (ma ci sono davvero possibilità di un suo ritorno?), devo dire che il suggerimento (ironico) di Ymalpas ci rende già tutti... allupati.
  5. Al di là della somiglianza più o meno piena del personaggio di Arkansas Joe (peraltro reso di proposito, con scelta magari discutibile, con tratti somatici molto distanti dalla sua prima e fugace comparsa) con Barella, penso che sia stata comunque una scelta di Valdambrini (delle cui preferenze calcistiche non so nulla, né mi pare nemmeno elemento fondamentale), più che dell'autore/sceneggiatore, che non penso dia delle indicazioni così stringenti ai disegnatori, per di più sui personaggi minori... 🤣😇 Invece io penso che la donzella furiosa per la morte del padre non abbia molte chances di tornare in un'avventura futura di Tex (né lo auspico). Mi pare si tratti di una conclusione per evitare di ripercorrere il cliché della bella fanciulla che si vede abbandonata dal cow-boy o ranger di turno che le ha spezzato il cuore per quella partenza che infrange progetti che sanno di fiori d'arancio. Ho invece gradito l'ultimissima vignetta, in cui Carson (non ancora "vecchio cammello") accetta di trascorrere una nottata sotto le stelle con la ragazza che ha avuto un ruolo ben più rilevante nel corso dei quattro albi, mostrando una personalità ben più determinata e coraggiosa della scostante messicana. Per questa ragazza potrebbe forse avere un maggiore senso un'eventuale riproposizione, ma penso proprio che questo ripescaggio non avverrà.
  6. Operazione difficilissima, dal momento che ci sono un numero enorme di strisce memorabili nei primi albi di Tex (e concordo con molte segnalazioni già fatte da altri). Mi permetto però di evidenziarne una, che mi ha sempre fatto morire dal ridere, e che è riapparsa in una delle nuove ristampe anastatiche pubblicate in questa settimana, "Il fantasma di Villa Rica". Ora, già l'ambientazione scelta da Bonelli, con il vecchio convento trasformato in residenza privata, ma che cela al suo interno passaggi segreti, è ricca di fascino e viene presentata con grande abilità narrativa. Ma la vignetta per me impagabile è quella in cui Tex e Drigo sono nascosti mentre Dickart-Mefisto scende le scale e scopre uno scheletro appositamente sistemato lì per dare un tocco macabro e ulteriormente destabilizzante alla situazione di tensione che le apparizioni a cavallo e le grida di Tex hanno già generato presso gli sfortunati peones del dispotico fazendero. Quando se ne vanno, alla domanda di Drigo se fossero molto spaventati, Tex pronuncia la memorabile frase: "Il servo tremava come un negro nudo su di un banco di ghiaccio, ma Dickart sembrava solo arrabbiato!". Nella versione "purgata", il termine negro è stato sostituito dal generico "uomo", che è di certo molto meno efficace nell'evocare nella mente del lettore il contrasto cromatico di pelle e di abitudini climatiche fra una persona qualsiasi e un uomo di origine (più o meno recente) africana che si dovesse trovare sul pack. Una mirabile sintesi del linguaggio disinvolto ma estremamente pregnante utilizzato dal Tex delle primissime storie...
  7. Sondaggio in gran parte interessante. Mi permetto però di segnalare una forzatura: nella n. 28 non è stata data la possibilità di rigettare completamente OGNI possibilità rispetto a quella situazione che, devo dirlo chiaramente, per me è assolutamente disgustosa. Francamente, trovo la vendita di gadgets inseriti in Tex un'eventualità completamente negativa, non solo per l'aumento del costo di ogni albo, ma prima ancora per la qualità totalmente insignificante e di dubbio gusto (per usare un eufemismo) di questi oggettini privi di qualsiasi senso. Come rilevato da altri utenti, inserire la possibilità di esprimere più di una sola preferenza in alcune domande (ad esempio sui disegnatori del passato) sarebbe stato preferibile, ma va comunque bene così...
  8. Concordo sulla sostanza dell'intervento di @James Kirk e sul gradimento complessivo di questa nuova (e meritevole) iniziativa della Bonelli / RCS. La qualità della carta e della stampa mi sembra decisamente buona. Fatico invece a comprendere un intervento come quello di West10, con i suoi calcoli sul costo delle strisce tutto incentrato sulla storia di Burattini/Torti. A me pare evidente che lo scopo di questa iniziativa non stia tanto nel pubblicare una nuova storia di Tex, facendo "digerire" ai lettori le ristampe anastatiche dei primi numeri, quasi che si trattasse di un amaro boccone da sopportare per potere aggiungere alla propria collezione questa nuova storia (che peraltro dura solo per sei uscite). Il ragionamento di fondo (certo, opinabile come impostazione, in base ai gusti e alle inclinazioni dei lettori), mi pare essere quello di fornire agli appassionati le strisce originali di Tex in una versione originale finalmente accessibile, mentre la storia di Burattini/Torti la vedo come un riempitivo e un elemento collaterale decisamente marginale (dal mio punto di vista, ne avrei anche fatto a meno, ma non mi dispero per la sua presenza né penso di aver speso dei soldi invano). In ogni caso, opino che un lettore "completista" di Tex, se proprio desidera anche avere questa nuova storia di Burattini, sarà, a maggior ragione, più che interessato ad acquisire, a prezzi decenti, le ristampe anastatiche, che non credo possano mancare alla sua collezione. Pertanto, il costo complessivo a me pare più che ragionevole in relazione ad una qualità valida e ad un'operazione editoriale intelligente ed eseguita, mi pare, con cura. Rivedere i testi originali, pur con qualche svarione (ad es. Wiscky) o espressioni come "scagnozzi" e "pelle sporca" - oltre naturalmente ad ammirare i disegni di Galep nella loro intenzione originale, con le forme di Tesah rese in maniera molto più naturale e accattivante (peraltro senza alcuna ostentazione), vale pienamente, a mio avviso, il prezzo "del biglietto".
  9. Mi sembra quanto meno singolare che in un post in cui si dovrebbe parlare di Tex (e di una fase ben definita delle sue storie) ci si metta a parlare di Zagor. Non che quest'ultimo argomento sia, di per sé, privo di senso, ma mi appare un po' fuori contesto... Per quanto mi riguarda, le storie che hanno dato inizio a questo nuovo "blocco" sono anche coincise con la mia decisione di riprendere ad acquistare sistematicamente Tex mensile proprio dal n. 700 (dopo che avevo smesso di comprarlo dal n. 255 in poi). A dire il vero, prima di questo "rientro", mi ero procurato buona parte dei volumi mancanti e quindi ho avuto modo di entrare in contatto con le storie di Nizzi e dei vari altri autori (e disegnatori) subentrati, certo, con più di una sorpresa per i cambiamenti di impostazione subentrati nel frattempo. Mi fermo qui, perché anch'io sto andando OT. In ogni caso, le prime quattro storie mi sono piaciute parecchio, sia pure con qualche differenza. Fra tutte, ho apprezzato particolarmente "La maschera di cera", storia davvero avvincente e ricca di rilevanti suggestioni (per me, nell'insieme la migliore storia di questi ultimi anni, specie se letta progressivamente, perché si nota e apprezza meglio la suspense sapientemente messa in atto di albo in albo da Boselli). La regina dei vampiri la trovo eccellente per i disegni splendidi e accuratissimi di Bocci (ma senz'altro buona anche per la storia di Manfredi). Il ritorno di Bowen è una storia con un personaggio tormentato, forse la migliore di Ruju che abbia letto fino ad ora. Poi il livello mi pare si sia abbassato un po', ancora con qualche punta positiva, pur non perfetta (Netdahe e Guatemala), un livello più che accettabile e qualche esito proprio debole o imbarazzante (Shaolin e Pistolero Vudu). Una pistola per Manuela Montoya, che pure ha suscitato tante polemiche e che certo è una storia anomala, nel complesso a me è piaciuta (anche se i disegni sono proprio bruttini), ma sia lo spunto di Carlo Monni, sia gli sviluppi e i dialoghi di Boselli a me sono sembrati per lo più validi (pur con qualche passaggio un po' forzato). Infine, le ultime due: Agente indiano l'ho proprio gradita, con una storia coerente e ben articolata e ottimi disegni. L'introduzione del "numero bis" è discutibile: quella storia avrebbe meritato di essere pubblicata nella serie regolare senza questo espediente un po' artificiale, ma poco importa, alla fine. Vedremo se l'esperimento sarà ripetuto. Meno riuscita Il mostro del gran lago salato, pur con un punto di partenza decisamente bello e suggestivo, ma forse non sfruttato in tutte le sue potenzialità e un finale comunque un po' affrettato. Ad ogni modo, pur qualche albo con storie non particolarmente memorabili, gli unici due che a mio avviso non convincono sono proprio quelle del monaco guerriero e del pistolero vudu. La parallela serie "Tex Willer" invece è davvero stata una piacevolissima novità e su quella mi pare si possano solo esprimere giudizi altamente positivi. Ma questa è un'altra storia (serie!) 😉
  10. Rimango fortemente perplesso dopo aver letto il commento che mi precede... Barbanera, apprezzato ideatore di una storia che non avrà accontentato tutti, ma comunque a detta di molti (anche da me) nel complesso gradevole, ha solo espresso una valutazione alquanto contenuta e per nulla altisonante in rapporto al lavoro compiuto da colui che ha raccolto il suo spunto e l'ha poi elaborato e fatto diventare una storia di Tex. Stiamo parlando di Tex, che pure piace a tutti noi, pur con qualche giudizio discordante, non di questioni di Stato. Ha affermato "secondo me ha svolto un buon lavoro"... Che cosa avrebbe dovuto dire invece Barbanera?? E se uno dice "secondo me Boselli ha fatto un buon lavoro" dovremmo condannarlo o evocare scenari in cui si alzano le mani verso un'altra persona?? E poi dovremmo stare con i piedi per terra! Del Questore e dei suoi metri di giudizio, francamente non mi importa nulla... Ma in un forum in cui si parla di fumetti mi pare che si dovrebbero mantenere dei toni un po' più sereni e contenuti. E anche accogliere un parere (a mio avviso, più che legittimo, oltre che presentato con garbo, senza alcun secondo fine - senza andare a domandarsi se espresso in modo consapevole o meno) in maniera più pacata...
  11. P O S S I B I L E S P O I L E R Concordo con le osservazioni espresse poco fa con chiarezza da @juanraza85 e quindi con un giudizio complessivamente positivo su questa storia. Tuttavia, due piccoli rilievi: a mio avviso, Ruju ha chiamato in causa anche in questo caso un interessante tema che mi pare gli stia molto a cuore, ossia le relazioni familiari tormentate, per lo più quelle fra padre e figlio - come, ma in maniera decisamente più complessa, ancorché non totalmente riuscita, con "La seconda vita di Bowen", oppure fra fratelli (come in "Sulla cattiva strada"). Ecco, proprio su questo versante la sua attuale storia mi sembra un poco un'occasione mancata, dal momento che mi sarei aspettato che l'incontro finale fra il maggiore Conroy e il figlio Melvin venisse esplorato con una cura superiore, non in pochissime vignette. La soluzione tragica ci può stare, ma almeno preceduta da qualche riflessione o minimo scambio di parole fra i due. Inoltre, il "Siats", per quanto ormai chiaramente sconfitto da Tex sulle rive del lago, sembra totalmente sottomesso (prima a Tex, poi al ritrovato padre), privo di parola, ben diverso dal "cattivo" combattivo che era apparso all'inizio. Altro dettaglio poco realistico a p. 74. Colter è ormai in fin di vita con la schiena spezzata e completamente sdraiato a terra: Tex sopraggiunge nella radura dove si trova il malcapitato, senza parlare e, si presume, facendo il minor rumore possibile. Ora, Colter individua senza esitazioni, pur senza avere la possibilità di vedere la persona che sta sopraggiungendo come Tex. Sarebbe stato facile evitare questa eccessiva perspicacia (per di più da un personaggio che non è apparso come dotato di grande acume, visto che si è fatto seguire da Tex e Kit conducendoli sulle tracce dei suoi complici) almeno disegnando Colter in una posizione diversa, oppure (meglio, a mio avviso) aggiungendo alla sua "nuvoletta" un elemento dubitativo (ad es. "Willer, siete voi?"). Non un gran difetto, ma stona un po' nella narrazione.
  12. Premesso che questa cosa degli spoiler io proprio non la capisco (voglio dire, se uno viene a leggere i commenti in una sezione dedicata all'ultimo albo in uscita, che cosa sta cercando? Vuole sbirciare qualcosa tenendo le manine di fronte agli occhi, facendo finta di non capire nulla, oppure guarda dei commenti che, o sono costretti ad essere molto asettici per non rivelare nulla - e finiscono per essere poco significativi e generici - oppure esprimono un legittimo parere su una storia, e allora possono "rivelare" qualche dettaglio. Ma se uno teme questo tipo di anticipazione, che ci viene qui a fare, almeno in questo preciso momento??), non mi pare di aver fatto significative rivelazioni... 😇
  13. Conclusione piuttosto prevedibile (e un po' affrettata) di una storia comunque interessante e articolata in modo abbastanza valido. Non aggiungo altro, altrimenti piovono critiche contro gli "spoiler", ma devo dire che, pur non essendo un capolavoro, partendo da un soggetto originale Ruju ha ripreso alcuni temi a lui cari, anche se, a mio avviso, avrebbe potuto approfondire maggiormente le motivazioni dei comportamenti dei protagonisti. Mi sarei aspettato un Siats più combattivo fino alla fine. Comunque, storia gradevole e ben disegnata, con anche un ruolo non insignificante assegnato a Carson.
  14. Non credo che la pronuncia sia così arbitraria o equivalente, dal momento che Walter è un nome di origine germanica, mentre gli altri prima citati sono di derivazione anglosassone, con le specifiche peculiarità per quanto concerne la pronuncia. Del resto, guardando il nickname che ti sei scelto, anche solo nella tua mente, come lo pronunci? OLD PAVNEE BILL?? 😇
  15. Mi scuso per il post irriverente, ma la prospettiva di una riesumazione e continuazione della storia degli uomini giaguaro mi sembra una proposta in stile Tafazzi...
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