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TWF - Tex Willer Forum

dario63

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  1. Fermo restando che, a mio avviso, la lettura di questo tipo di storie è in qualche modo condizionata dalla conoscenza dell'antecedente scritto da GL Bonelli e quindi il coinvolgimento emotivo risulta di fatto minore (tanto più che si sa già come "andrà a finire"), però ritengo che Boselli abbia saputo mantenere la componente di Tex come "lupo solitario" (o come "primula rossa" imprendibile), ma innestando questo elemento su una dimensione ugualmente molto intrigante, proprio nelle ultime pagine dell'albo. Infatti diventa l'occasione per presentarci un dinamico Kit Carson che intende mettersi sulle tracce dell'inafferrabile Tex con l'atteggiamento di chi sa bene che si tratta di un individuo molto abile nel non farsi "mettere il sale sulla coda", ma con il gusto di assumersi questa esaltante sfida sapendo di poterla superare. E questo, tutto sommato, prepara bene, anche se in poche battute, uno dei passaggi essenziali della saga, facendo pregustare quell'incontro e quella fondamentale amicizia che legherà per sempre i due personaggi.
  2. Interessanti gli spunti di confronto offerti da questo blog portoghese, per quanto ormai superati dalla scelta definitiva. In effetti, pur non considerando certamente inadeguata la copertina impiegata, la decisione di raffigurare i lupi con gli occhi rossi allude già ad una loro configurazione "soprannaturale", che però avrei evitato di enfatizzare ulteriormente con delle proporzioni dei corpi davvero esagerate (se rapportate ai due personaggi umani in primo piano). In questo senso, la seconda bozza mi piace di più, perché introduce un elemento dinamico con la corsa frenetica di questa "masnada" di lupi, che fanno da elemento separatore tra Tex e Gros-Jean, di cui emergono solo i torsi. Comunque, questi rilievi sono assolutamente marginali...
  3. Condivido sia l'apprezzamento per l'uscita anticipata di un giorno dell'albo, sia per la sua complessiva configurazione. Effettivamente, questo primo numero sembra far prevalere la sua funzione introduttiva, con ampi richiami alla precedente avventura ambientata sempre sul monte Rainier, ma non ho trovato faticosa né fastidiosa la serie di spiegazioni o di riepiloghi (necessari per chi non avesse letto l'episodio antecedente e che fanno capire come Tex e pards possano già ambientarsi rapidamente e senza diffidenze/incredulità in una situazione ampiamente "extra"... ). Bocci rappresenta, a mio gusto, uno dei migliori disegnatori presenti al momento su Tex, con la sua capacità di rendere in modo molto accurato sia scene diurne sia notturne e anche molto bene i volti dei personaggi. Per chi fosse infastidito dalla sua tendenza a "riempire" di dettagli le vignette (io non sono fra questi), segnalo che ce ne sono anche una quindicina in cui compaiono le persone, ma con sfondo totalmente bianco (più altre in cui lo sfondo è estremamente stilizzato)... A mia volta, ricordo la prova grafica ugualmente molto valida di Bocci, sempre secondo il mio gusto, effettuata con La regina dei vampiri (dove compariva ancora El Morisco).
  4. Trovo che questo sondaggio sia palesemente impostato in maniera poco equilibrata. La scena da "giudicare" è di certo molto discutibile, ma le due frasi proposte tra cui scegliere sono appositamente formulate in modo tale da indurre la stragrande maggioranza dei lettori a optare per la seconda, dal momento che valutare quella sequenza di vignette come emblematica dell'intera personalità di Tex sarebbe chiaramente da persone che ignorano la storia di Tex. Un Tex solo arrogante e prepotente proprio non esiste, neppure nelle storie di Nolitta. Suvvia, ma chi potrebbe sottoscrivere quella prima frase così caricaturale??? Pur non avendola apprezzata mai, anche nella sua prima lettura, quella breve e infelice scena non l'ho mai considerata paradigmatica, ossia come il criterio da cui partire per leggere (o rileggere) l'intera serie di Tex. Oltretutto, per quanto si possano valutare le storie di Tex scritte da Sergio Bonelli come nettamente diverse da quelle del padre e considerarle in termini negativi, sono convinto che questa scena non sia neppure esplicativa di tutto ciò che Nolitta intendeva comunicare a proposito del suo Tex. infine, pur ribadendo che non mi è piaciuta, non considero qui l'atteggiamento di Tex come quello di un prepotente (fra l'altro, non è lui che fa sparire brutalmente dalla scena il prestigiatore), piuttosto ha la parvenza di un "gaudente" che chiama a gran voce delle ballerine che, fra l'altro, finirà per non degnare neppure di uno sguardo quando compariranno sul palcoscenico, dal momento che il suo unico scopo - con le modalità sgraziate che Nolitta gli fa assumere - è quello di togliersi dalla vista una figura che gli ha fatto ricordare il suo acerrimo nemico Mefisto. Non mi piace affatto, ma non mi fa neppure gridare allo scandalo e non mi pare neppure il caso di montare un dibattito acceso su una questione di questo tipo.
  5. Mi stupisce che tu abbia dovuto attendere fino a questo albo per poterti togliere questa soddisfazione a proposito di Tex... Ma allora, pensi forse che Kit sia stato portato dalla cicogna?
  6. Davvero un albo ben riuscito, con una storia ("La Valle dell'Ombra") molto ben articolata, con la sua struttura adatta a compiere una rassegna di personaggi che hanno svolto insieme a Tex, (come avversari o suoi sostenitori), una parte importante della sua epopea. A mio avviso, molto apprezzabile come Boselli, con sapienza e arguzia, sia riuscito a gestire benissimo questa operazione senz'altro dagli intenti celebrativi ma anche condotta con fermezza e buon gusto. Forse avrei preferito, anziché vedere Ticci all'opera in quella storiellina aggiuntiva, graziosa ma molto breve e non particolarmente coinvolgente, autore di un ulteriore spezzone della storia sopra citata, magari (esprimo, ovviamente, un discutibilissimo parere di parte) facendo spazio alla riesumazione della coppia Guaimas- Mitla in quel viaggio irto di difficoltà che Tex deve affrontare. In ogni caso, la storia è molto bella e la prova finale è il momento più intenso e toccante. Molto bello vedere all'opera, in sequenza così ravvicinata, disegnatori con stili e tratti anche molto diversi fra di loro, ma tutti, mi pare, a proprio agio in questa vicenda, ognuno con un contributo prezioso e che fa anche apprezzare l'abilità con cui sono stati reclutati, nel corso degli anni, sulle pagine di Tex disegnatori di grande talento. Per quanto abbia apprezzato moltissimo la parte conclusiva, affidata giustamente a Claudio Villa, devo dire che la sua Lilith in alcune tavole mi ha dato l'impressione di assomigliare un po' troppo a Fiore di Luna. Sotto questo aspetto, preferisco la Lilith qui disegnata da Bocci, più giovane e originale come tratti fisici. Ma ovviamente si tratta di gusti personalissimi e che comunque non fanno venir meno l'alto apprezzamento per il disegnatore lombardo, sempre molto accurato nelle sue tavole.
  7. Albo insolitamente uscito dalle mie parti con un giorno di anticipo rispetto alla data comunicata! Mi permetto solo di dire che, a mio avviso, la ripresa del personaggio della "Tigre nera" è stata effettuata con grande cura e con spiegazioni che riescono a rendere plausibile, senza forzature eccessive, il recupero del personaggio. Si preannuncia quindi una storia ricca di emozioni, avversari insidiosi e con scenari piuttosto vari: questo lo si coglie bene già nel primo albo. Per quanto preventivamente fossi un po' scettico su questa operazione di ripescaggio del personaggio, avendo letto questo albo mi devo completamente ricredere (e questo mi fa solo piacere!). Molto buoni i disegni di Venturi
  8. Va bene, a uno Strigo è permesso di dire di tutto. Nessun problema, figurati.
  9. Io, leggendo certi post, ho ripensato alla famosa storia di GL Bonelli con la presenza dell'alieno. Credo che quest'ultimo si sia fatta di Tex un'opinione del genere e abbia riportato ai suoi simili un ritratto di questo tipo del ranger e del capo dei Navajos...
  10. Scusami, solo una piccola puntualizzazione proprio sull'uso della lingua italiana e per spiegare il mio intervento precedente. Se uno afferma che GL Bonelli intendeva presentare Sherman e Higgins come destinati a morire, sono perfettamente d'accordo (e mi pare di averlo detto). Se una persona afferma perentoriamente che GL Bonelli non li ha lasciati in vita, mi pare stia dicendo un'altra cosa e stia introducendo una forzatura, andando oltre quello che le vignette ci mostrano. Per quanto la situazione sia molto chiara e offra ridottissime, infinitesimali, possibilità di sopravvivenza, pure in quella storia GL Bonelli non ci ha fatto vedere per nulla Sherman e Higgins morti. Per questo, e proprio (e solamente) su questo punto, avevo in un post precedente fatto un accostamento con il Mefisto lasciato morente nel deserto (e poi salvato da Padma): perché ne "Il ponte tragico" Bonelli ci ha mostrato un Mefisto chiaramente destinato a morire (anche se non ancora morto), come qualsiasi lettore aveva a suo tempo inteso. Dopo di che, lui stesso ha successivamente deciso di farlo salvare dal lama tibetano, di cui ovviamente nella prima storia non c'era traccia. In entrambe le situazioni, a mio avviso, si evince un'intenzione molto chiara che poi è stata radicalmente cambiata, con interventi narrativi che sono, entrambi, esposti alla critica di avere stravolto qualcosa che era stato presentato in un primo momento in modo molto preciso e definitivo. In entrambi i casi, si potrà valutare se questa scelta sia stata opportuna e ben motivata, oppure inadeguata e spiacevole, ma quella possibilità, per quanto piccola, c'era in tutte e due le storie.
  11. @Letizia ha già risposto, in parte, a quanto scritto da Diablero. Io resto stupefatto non solo dalla cocciutaggine di questo utente, ma anche dalla sua spocchia nel considerare tutti dall'alto verso il basso! Che GLBonelli abbia lasciato vivi Sherman e Higgins è più che evidente: che poi le sue intenzioni fossero molto chiare nell'indicare una morte pressoché imminente e certa è pure chiaro. però non ce li ha fatti vedere esalare l'ultimo respiro. Dove si vede una vignetta in cui questo accade? Non esiste, punto e basta! Per cui affermare, anche a caratteri cubitali, che GL Bonelli non li ha lasciati in vita è una falsità bella e buona. Dire che non sai che cosa si sia fumato Boselli, oltre che essere - permettimi - la tua ennesima e insopportabile villania, è anche una stupidaggine bella e buona, se appena fossi capace di leggere le storie e di scendere dal tuo piedistallo. Mi viene come replica, ma che cosa ti sei fumato tu per trattare sistematicamente gli altri come pezze da piedi??? Io sono davvero stufo di vedere un utente che si comporta in questo modo. E non si tratta, caro Diablero, di persone che non sanno come argomentare per scalfire le tue adamantine certezze e le tue solidissime confutazioni (come di fatto arrivi a credere) - ho scritto in altri post, che non sono certo Vangelo, le mie osservazioni e opinioni fallibili su questa storia - ma solo un intervento di una persona che vorrebbe vedere in questo forum quelle strane cose che si chiamano educazione e buone maniere! Mi scuso per essermi accalorato a mia volta, ma non ne posso più!
  12. @Exit Vogliamo mettere i puntini sulle i del Tex inesorabile (oltre che infallibile) nella sua vendetta presentato da GL Bonelli ne "La paga di Giuda"? Allora, cominciamo da p. 8. Tex e Tiger hanno teso un agguato, indubbiamente ben progettato, per far fuori Brennan e Teller (più i loro scalzacani). Tiger è stato ferito da Teller e non è più in grado di nuocere. Allora Tex esce dal tugurio pensando "Dannazione! Quei due non devono sfuggire al giusto castigo!" (ossia, vendetta senza alcuno sconto) e rincorre i due fuggitivi. Prima incongruenza: p. 8 appunto, Tex spara un colpo di pistola. Lasciamo perdere che allo sparo siano abbinati due "bang bang" (come avviene anche in seguito) e immaginiamo che sia stato espulso un solo colpo. p. 9, prima vignetta: Tex esplode un altro colpo verso i fuggiaschi Brennan e Teller, ma non fa centro p. 9, terza vignetta. Tex impiomba alle spalle Teller, uccidendolo. p. 9, quarta vignetta, Tex esplode un altro colpo verso Brennan, ma lo manca. p. 10 seconda vignetta, Tex si volta perché un nemico steso a terra si è invece rialzato per lanciargli addosso un coltello: gli spara, ma lo manca p. 10 quarta vignetta, Tex esplode un altro colpo verso lo sgherro p. 10 quinta vignetta, Tex spara ancora un colpo e uccide definitivamente colui che lo ha infilzato col coltello. p. 11 quarta vignetta. Brennan si è gettato nel fiume e Tex lo manca ancora - che mira! Si vede che la pallottola giunge vicino al corpo di Brennan, ma non gli fa un baffo. Totale dei colpi esplosi (senza che si veda che Tex abbia tempo e modo di ricaricare): otto!! Cito questo dettaglio perché nell'ultima vignetta Tex si rammarica che la sua colt (si presume, unica, dal momento che in tutto l'inseguimento l'altra non ha mai fatto capolino - il fucile che pure aveva, l'ha lasciato evidentemente nel tugurio, ma perché rinunciare ad un'arma di più lunga gittata?) sia finalmente scarica e non riesce nemmeno a fare un tentativo per ricaricarla (né può fare ricorso all'altra che pare non esista). D'accordo, è ferito e questo ci può stare. Che fa Tex, consapevole del suo fallimento e della fuga del suo nemico? Si limita a dire "L'inferno ti inghiotta, sporco furfante..." Nella stessa p. 12, dietro richiesta del figlio, precisa poi che né lui né Tiger fossero nella condizione di seguire Brennan. Tuttavia, per non fare la figura del piccione, spiega subito che non ha abbandonato la partita. Però come lo fa? Dicendo che ci vollero QUINDICI GIORNI perché lui e Tiger fossero nelle condizioni di riprendere la caccia all'uomo. Quindici giorni per una ferita da coltello apparentemente piuttosto superficiale? Quante volte abbiamo visto il Tex di GL Bonelli ferito in modo ben più grave, alzarsi dal letto del dottore e riprendere indomito la caccia di avversari di ben minore importanza con fasciature improvvisate e magari con il solo ausilio di qualche non ben precisato stimolante fornito da un medico riluttante (se non da una sorsata di whisky) e rimettersi tutto d'un pezzo subito in viaggio? Qui ha bisogno di quindici giorni per riprendersi. Se l'è presa comoda? Per i censori inesorabili di tutto quello che Tex non dovrebbe essere né fare, verrebbe da pensarlo... Più ancora, anche se pensassimo che Tex fosse così debilitato da non potersi mettere immediatamente a cavallo, perché non mandare messaggi e richieste di aiuto ad amici o, tanto per dire una situazione poi più volte presentatasi in momenti di bisogno, chiedere aiuto ai Pinkerton (che ora sappiamo da Boselli, Tex conosceva bene fin da giovane ) per scovare notizie di Brennan? Ma non lo fa. E si limita a considerare che Brennan era salito su un treno diretto a Chihuahua e poi si sono perse le sue tracce. A rendere a Tex e anche ad eventuali altri aiutanti (non menzionati) la vita più difficile si precisa che in Messico era in atto una quanto mai opportuna guerra civile. E quindi, di fronte a queste avversità (non previste né certo controllate da un Tex di certo non onnipotente) deve rassegnarsi e fermarsi. Ma tutto questo, a mio avviso, è ancora poco... Che cosa puntualizza ulteriormente proprio Tex a p. 13 dietro l'esplicita richiesta di Kit: "Te l'aspettavi di ritrovarti prima o poi di fronte a Brennan?" E la risposta, spiazzante ma onesta, è "Francamente, no. Me lo figuravo già all'inferno da un pezzo, quello sciacallo". Ma come, Tex che ha perso la moglie (oltre che un buon numero di guerrieri Navajos) a causa dell'epidemia di vaiolo progettata proprio da Brennan, si è rassegnato per anni, lasciando evidentemente non solo raffreddare la pista perché non era, a quanto pare, nelle condizioni ottimali per riprendere subito l'inseguimento, ma ha praticamente lasciato cadere ben presto e definitivamente ogni ulteriore desiderio di ulteriore indagine e di vendetta, limitandosi a vestire i panni, destinati ad essere ormai una presenza costante, del vedovo inconsolabile?? Solo adesso dice "Ora non avrò pace fino a che non lo avrò visto calare in una fossa e ricoprire di terra". Questo è il Tex inesorabile che alcuni presentano come intoccabile e che ritengono non possa essersi lasciato sfuggire un Higgins nel deserto, con scarsissime probabilità di farcela, e invece che può dormire sonni tranquilli per anni sapendo che Brennan sia ancora a piede libero, confidando solo nel destino (guarda un po'!) che gli abbia fatto in qualche modo una vendetta che lui non è stato in grado di perseguire con il suo consueto ardore e spinto dal senso di giustizia che gli abbiamo visto tantissime volte esprimere? Perché non lanciare i propri strali contro una simile incoerenza del personaggio?? E' ancora Tex questo?? Lasciamo perdere poi, come accennato poco fa, al fatto che tutta la faccenda venga ad assumere una piega favorevole da una incredibile botta di culo (spiacenti, ma ci vuole...) quando, proprio mentre Tex ha ritrovato una traccia di Brennan e sta parlando con lo sceriffo che gli comunica che il ladrone e figlio di puzzole è sparito senza lasciare tracce, in quello stesso momento è interrotto da un provvidenziale intervento di un suo sottoposto che, ad onta del segreto postale, gli porta una missiva che avrebbe dovuto essere consegnata da tempo e invece, è risultata ancora giacente nell'ufficio postale dietro ad una scrivania ma ora è stata ritrovata. Insomma, la vendetta di Tex, nella sua genesi, dipende dal caso e da una serie alquanto aleatoria di circostanze piuttosto improbabili. Ma poi ci si erge a giudici inflessibili sull'operazione fatta da Boselli per riprendere la figura di Higgins, certo con qualche forzatura narrativa rispetto a quanto narrato a suo tempo da GL Bonelli (che però mi pare non abbia scritto una storia priva di sbavature)... Mi sono dilungato parecchio (e mi scuso per questo) perché credo che se ci si ostina a trovare incongruenze nelle storie di Tex, a mio avviso, ci si riesce. Anche in quelle scritte da GL Bonelli. Ma è davvero un'operazione così sensata e appagante?
  13. Ferma restanda la più che legittima possibilità di valutare negativamente questa storia per come è stata realizzata, francamente non riesco a capire tutto questo furore polemico per condannare la scelta di riprendere il personaggio di Higgins fatta da Boselli. Torno su questo punto, proprio perché (come avevo accennato in un post precedente) c'è un'analogia ambientale nel salvataggio del tutto inaspettato (e, se vogliamo, pure inverosimile) di Mefisto e di Higgins: Entrambi seriamente feriti, nel deserto, senza acqua e apparentemente senza nessun aiuto, evidentemente destinati a morte certa (ma non ancora morti). E' stato GL Bonelli che ha deciso che Padma vestisse i panni del "buon samaritano" e che salvasse un Mefisto altrimenti spacciato. Boselli ha solo cercato di dare una spiegazione a quello che Bonelli non aveva detto ed era nella necessità di farlo dato che ha deciso (scelta magari discutibile, ma a mio avviso più che valida) di riprendere le vicende di un Mefisto lasciato ben vivo da Nizzi e di chiarire come mai Padma fosse capitato in quella landa desolata e avesse potuto salvare Mefisto. E, fra l'altro, si potrebbe notare che, con questo intervento provvidenziale (comunque voluto da Bonelli), Mefisto sarà ancora nella condizione di tessere le sue trame malvagie da potente stregone. Quanti uomini sono morti in conseguenza delle azioni del ritrovato Mefisto? Anche quei morti vanno messi sulla coscienza di un Tex che non è andato fino in fondo, ma si è "accontentato" del racconto di Tiger Jack e dal fatto che Kit e suo figlio si fossero risvegliati dopo la quasi morte di Mefisto (quando Tex non poteva che pensare che fosse completamente defunto)? Era un Tex imbecille anche allora? Pretendere che Tex sia totalmente infallibile e onnisciente, per me è ben peggio rispetto a considerarlo capace di non prendere in considerazione eventi che NON PUO' controllare e di cui non può ragionevolmente sapere nulla. Sulla possibilità di Tex di venire a sapere dalla lettura fortuita di un giornale che Higgins è ancora vivo, mi sembra si possa fare un parallelismo con la lettera a suo tempo trovata per puro caso dietro un mobile e che permette a Tex (anche qui, a distanza di anni!), di venire a sapere dove è andato a finire Brennan e quindi di darsi da fare per ritrovarlo e porre fine alla sua meschina esistenza. Anche in questo caso, Tex ha dormito per anni ed è stato così incapace? Come mai non ha trascorso tutto il tempo dopo la morte di Lilith e l'uccisione di suo pugno di Teller per andare a cercare l'altro losco figuro senza mai darsi pace? E proprio su questo aspetto entra in gioco, a mio avviso, il concetto di destino che fa da cornice a tutta questa storia, proprio nella sua accezione di componente "sovrumana" che va ben oltre le valutazioni e le capacità di previsione degli uomini, anche di un uomo eccezionale come Tex; anche se poi, proprio quello stesso destino ha appunto deciso che Higgins non la farà franca, ma lo raggiungerà (grazie al decisivo contributo proprio di Tex!) per condurlo alla sua meritata fine. Pertanto, questa storia potrà anche non piacere nella sua genesi e nella sua articolazione, ma a me non pare affatto assurda né tanto meno una sorta di tradimento di un presunto canone di Tex, che mi sembra stia diventando per alcuni una specie di dogma indiscutibile e non modificabile (la cui difesa porta poi a delle posizioni intolleranti e con insulti a mio avviso ben poco sensati e decisamente molto meno giustificabili di qualsiasi scelta narrativa fatta a proposito di Tex). Come ha già detto @Letizia, la responsabilità di non avere premuto il grilletto e ucciso direttamente né Higgins né Sherman è del Tex di Bonelli. Che le condizioni del salvataggio di Higgins possano apparire poco verosimili e tirate per i capelli è una valutazione che ci può stare senz'altro, come la preferenza perché questo tipo di ripresa dei personaggi non fosse mai avvenuta, ma il fatto che Tex possa essersi sbagliato nel valutare che quei due uomini fossero destinati a morte praticamente sicura per me non è un fatto così assurdo e ritengo possa aver dato legittimamente lo spunto per questa storia.
  14. Sono in gran parte d'accordo con le osservazioni di @Letizia. La storia a mio avviso è stata scritta e realizzata con cura. Per quanto fosse evitabile scrivere una continuazione della storia suo tempo realizzata da GL Bonelli, le modalità della sopravvivenza di Higgins sono presentate in modo plausibile e non trovo affatto che sia un'operazione illogica e neppure un' "eresia" aver compiuto questo passo, dal momento che Higgins non è mai stato presentato in modo esplicito come morto stecchito. Pensare che la storia precedente fosse "intoccabile" e che sia diventata "nostra", mi pare veramente un'esagerazione priva di motivazioni. Cosa "nostra"? Ma di chi? Chi pretende di ergersi a interprete dell'intero blocco dei lettori di Tex, passati e presenti? Con quali credenziali? E come fa a conoscere il parere e i gusti di tutti i lettori? Credo proprio che sarebbe meglio e più corretto riportare le proprie opinioni (perché in questo forum, questo, ciascuno di noi, credo sia in grado di esprimere), senza presentarsi come detentori di verità universali e apodittiche. Si potrà discutere se valga la pena riesumare dei personaggi che erano stati considerati (dai lettori, ma prima ancora da Tex) come morti da tempo (e anch'io non amo la frequenza con cui questo accade recentemente). Però questo tipo di critica in fondo potrebbe essere rivolta anche al papà di Tex, ad esempio quando ci presenta Mefisto sopravvissuto non solo ad una caduta da notevole altezza, ma anche salvato provvidenzialmente da un lama tibetano che, per caso, passava da quelle parti. Poi c'è stato Boselli che ha cercato di giustificare come un personaggio che di certo ha ben poca attinenza con un'ambientazione western fosse davvero stato "attirato" in quei paraggi, ma la scelta narrativa di GL Bonelli a suo tempo credo che non potesse apparire se non alquanto bizzarra. Eppure, credo che il ritorno di Mefisto (nei nn. 77- 80) sia stato apprezzato dalla stragrande maggioranza dei lettori, al di là del dubbio espediente adoperato per dare l'avvio al recupero di quel personaggio, perché quella storia si è poi rivelata molto bella. Chiaramente, Higgins non ha la grandezza né l'importanza di Mefisto, ma a mio avviso, quanto Boselli ci ha presentato con questa storia autoconclusiva mi pare possa essere valutato come una bella storia, con dei disegni di Villa stupendi (e con una colorazione molto spesso alquanto suggestiva). E anche il modo con cui Higgins esce di scena (questa volta, senza alcun possibile dubbio), mi pare sia stato realizzato in modo conforme a un'idea di giustizia che, anche se non vede immediatamente protagonista Tex, ha comunque una sua coerenza con i valori che Tex incarna e a un'idea di destino (evocata fin nel titolo) che proietta queste vicende in una prospettiva più grande rispetto a quello che gli uomini intendono e riescono a compiere con le loro azioni.
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