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TWF - Tex Willer Forum

dario63

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Everything posted by dario63

  1. Premesso che quanto stiamo discutendo qui difficilmente potrà avere una qualche forma di attenzione e di applicazione da parte dei vertici delle edizioni Bonelli... Scusami però @Dix Leroy, ma non riesco proprio a comprendere i vantaggi della tua (a mio discutibile avviso) stravagante proposta di fondere, di fatto, la pubblicazione di Tex con quella della nuova serie "Tex Willer". Anzitutto, non spieghi quale dovrebbe essere il prezzo di copertina di questo albo (ma comunque l'aumento della foliazione del singolo albo credo sarebbe un motivo sufficiente per ritoccare i prezzi al rialzo rispetto alle due testate sommate)... Inoltre, questo implicherebbe lo stravolgimento dei ritmi di pubblicazione già programmati per le storie in fase di completamento, dal momento che, di solito, le storie di recente pubblicazione durano due albi interi (quindi 224 pagine e non solo 200). Dubito peraltro che questo tipo di cambiamento dell'impostazione della lunghezza delle storie (presumibilmente, un loro accorciamento) possa apportare vantaggi sul loro livello qualitativo. Infine, pur constatando che i partecipanti a questo forum sono in gran parte (ma non tutti) lettori di entrambe le serie, non capisco per quale motivo si debba costringere il lettore di Tex ad acquistare insieme due serie di cui magari una non è particolarmente gradita. Tutto sommato, mi pare proprio una prospettiva che irrigidisce l'attuale impostazione e può creare più scontenti che approvazioni... Che problema c'è a recarsi in edicola due volte al mese anziché una?
  2. Siete davvero poco romantici!! Avendo incontrato la donna della sua vita (sì, quella che lo ha indotto ad accantonare tutte le sue forme di attenzione per il "gentil sesso" che in gioventù lo hanno visto alquanto in movimento), ha deciso di mettere su famiglia in base all'aureo detto "due cuori, una capanna"... Altro che abusivismo edilizio: qualsiasi costruzione in muratura avrebbe inevitabilmente stonato rispetto a questo quadretto idilliaco...
  3. In generale, trovo piuttosto curioso che, non essendo ancora uscito l'albo in questione (e manca quasi un mese intero alla sua comparsa in edicola), già ci siano due pagine di interventi, focalizzati sia sul bollino del 75° (che anche a me non piace, ma penso si riesca agevolmente a fare astrazione dalla sua presenza per concentrare il nostro sguardo sul contenuto del disegno e per apprezzare lo stesso la copertina), sia sulla questione del "plagio" o ispirazione dei copertinisti di Tex... Per me le due copertine di Galep sopra riportate - che chiaramente rivelano un'imitazione di altri prodotti americani - rimangono bellissime e originali. Non solo perché i volti che compaiono sono quelli dei nostri (spero beneamati) personaggi, ma anche per tante scelte compositive che sono proprie del disegnatore italiano (diverse le armi, differente l'orientamento della ruota, la canna fumante della pistola nella seconda, i cappelli bianchi ecc.). Come si fa a non apprezzare l'originalità di impianto di queste copertine quando non ci troviamo di fronte l'uomo dalla camicia gialla, ma in entrambi i casi un Tex che indossa una sgargiante camicia rossa? Da ultimo, a mio avviso molto bello il titolo del primo albo, con i caratteri che riportano le parole collocate in verticale (scelta nettamente minoritaria nelle copertine, ma qui particolarmente azzeccata)...
  4. A me pare una "recensione" che parte con in testa un chiaro intento denigratorio e che insiste per tutta la sua durata nel voler gettare discredito su una storia certamente complessa e i cui meccanismi narrativi possono non avere soddisfatto in tutti i dettagli, ma parlare di noia e di fallimento a me sembra davvero eccessivo e immotivato. Perché, nonostante l'abbondanza delle parole profuse, mi pare che non ci sia un'argomentazione davvero puntuale e stringente. Che allo scrivente non siano piaciuti quegli albi si capisce benissimo e ci può stare, ma mi pare che l'intento polemico sia stato nettamente prevalente su ad un'analisi precisa e condotta anche con il dovuto rispetto di chi fa il lavoro improbo di proporre le storie di Tex, con una contrapposizione fra Bonelli padre e Boselli che a mio avviso è davvero stucchevole e inutile. Lo sappiamo tutti che nessuno sa scrivere le storie di Tex come le faceva il suo "papà" (peraltro, non immune da stecche a propria volta), ma la critica mi sembra davvero ingenerosa ed esagerata (anche perché non considera neppure il dettaglio, non da poco, della necessità di riprendere in mano per chiuderle le vicende di Tex/Mefisto dopo la scelta, quella decisamente molto più discutibile, di far rinascere l'arcinemico di Tex e di lasciarlo ancora a "piede libero").
  5. Ho letto anch'io questo primo capitolo di questa nuova avventura di Tex e l'ho trovato molto gradevole: certo, essendo incentrato sul passato di Cochise ci sono lunghi flash back e inoltre il ruolo di Tex è marginale, ma in una storia sviluppata su sei albi mi pare che questo sia più che comprensibile. Anzi, a mio gusto, questa ambientazione accurata rende ragione di un'evoluzione del personaggio di Cochise che fino ad ora non era stata sviluppata e l'ho apprezzata anche per la possibilità di farci percepire alcuni aspetti della vita quotidiana e alcuni valori tipici della cultura di quel popolo indigeno. Molto belli i disegni, giustamente lodati da tanti interventi prima di me. Sulla questione del bollino, proprio non capisco tanto ardore polemico. A me non ha disturbato affatto: posso capire che quello utilizzato per le sette puntate del ritorno di Mefisto possa aver fatto storcere il naso a qualcuno, ma qui questo intervento è davvero contenuto e, in fondo, anche comprensibile. Di fatto, lo sappiamo, certi numeri hanno assunto nella nostra cultura un significato più rilevante di altri: per quanto convenzionale, non mi pare che questa situazione sia così disdicevole o censurabile. Alzi la mano chi, raggiungendo la soglia dei cinquant'anni, non abbia avvertito una sorta di trepidazione più intensa all'approssimarsi di quella soglia (che ovviamente si può associare anche alla consapevolezza un po' più netta dell'implacabile scorrere del tempo, che non ci può lasciare indifferenti). E che quindi la casa editrice abbia voluto enfatizzare questo passaggio con un innocuo bollino a me non ha per nulla creato disagio (tanto più che è un'indicazione "una tantum").
  6. Accidenti, che giudizi perentori! Manco si vedesse Tex a letto contemporaneamente con le due avvenenti ragazze! A me quella scena ha fatto sorridere perché la trovo un po' ingenua e poco realistica, più che altro perché le due agguerrite rivali sul piano della gestione dei rispettivi ranch riescono ad appianare in brevissimo tempo, una volta scoperta la vera origine della loro faida, una serie di torti reciproci e di uccisioni avvenute in serie, mentre sembrano altrettanto veloci e senza la minima forma di competizione rispetto alla loro concorde "ammirazione" nei confronti del giovane e aitante texano. Di rimando, in questa situazione Tex sembra più imbarazzato che compiaciuto di sé... Ma se questa conclusione va a stridere con l'intera serie di Tex per una così innocente e forse puerile manifestazione di trasporto emotivo o "amoroso", allora non so come possano essere giudicate forme di ben più intensa alterazione del personaggio che abbiamo visto in tempi recenti e che riguardano il maturo ranger/capo dei Navajos...
  7. Decisamente contrario. I gadget non mi piacciono (le statuette dei personaggi di Tex che sono state realizzate qualche tempo fa mi sono sempre sembrate bruttissime) e penso che produrre questo genere di elementi non faccia neppure aumentare in modo significativo le vendite di Tex. Inoltre, dal mio punto di vista, si tratta di un inutile spreco di risorse e un aumento ingiustificato di rifiuti ad impatto ambientale non trascurabile...
  8. Ma il fatto che l'oste, appena sentito il nome di Tex Willer, cambi idea e gli consegni la chiave della camera è dovuto a) all'innato carisma di Tex; b) al fascino irresistibile delle sue colt; c) al fatto che ha collegato l'uomo con la camicia gialla con quel Tex Willer (unico ad indossarle nel raggio di 100 miglia); d) al fatto che l'oste è un lettore di Nizzi e quindi sa che Tex gli chiederà delle bistecche e lui non vede l'ora di cucinarle? 😇😜
  9. Non amo entrare in polemiche lunghe e sterili (non perché tema la discussione, ma perché ritengo che un batti e ribatti a due sia poco significativo in un blog frequentato da tante persone). Tuttavia mi permetto una semplice osservazione, riguardo ad un punto che @Diablero mi pare non abbia colto del mio intervento precedente (che non ritengo abbia fornito delle verità indiscutibili, ma solo il mio parere personale): certamente il corpo di Narbas non ha nulla di eccezionale, così come non penso si possano attribuire al medium indiano poteri straordinari. Invece, stante la relazione eccezionale con Mefisto, è il corpo di Mefisto a rendere individualmente incapace il suo "possessore attuale" di sintonizzarsi su di lui e andare a individuare proprio Narbas, segno di un'inibizione specifica e non generalizzata. Non a caso, Narbas deve trascorrere buona parte del tragitto nascosto in un carro (anche per evitare, come è di fatto successo con Padma, che lui possa essere visto da qualche spia di Mefisto, che possa quindi darne una descrizione fisica da cui Mefisto possa evincere che alleato con Tex è pure questo medium indiano e possa prendere le opportune contromisure). Non mi pare sia il centro di tutte le scelte narrative di Boselli, ma a me continua a sembrare plausibile. Rendere Tex invisibile a Mefisto (come ipotizzi tu per puro spirito polemico) sarebbe invece una situazione assolutamente forzata e non motivabile, mentre ciò che riguarda Narbas, per come è stato presentato quel personaggio, non mi pare affatto così privo di fondamento. Pensare che Mefisto debba verificare che Padma sia davvero morto mi sembra che richiederebbe davvero a Boselli di aggiungere un elemento narrativamente ben poco plausibile. Uno potrà contestare che Yama osi di fatto tramando contro suo padre, ma che Yama possa essere tornato in possesso di una parte dei suoi poteri e che quindi possa rendere occulte le sue manovre personali a Mefisto (salvando Padma per i suoi scopi) non mi sembra per nulla incredibile, tanto più che Mefisto è presentato sistematicamente come un padre presuntuoso che disprezza il figlio e ne disconosce capacità magiche ed eventuali meriti. Poi la figura di Yama è quella che per me rappresenta il punto più delicato di tutta questa serie di albi appena pubblicati, ma su questo specifico passaggio (che ovviamente fornisce poi una sponda importante per l'evoluzione della vicenda a favore di Tex) non ho obiezioni particolari. La questione dello "spegnere la ragione e l'intelligenza quando si legge una storia di magia", credo che sia una un'affermazione che io non ho mai fatto e che non mi sognerei mai di sostenere, così come non ho di certo preteso dire che non si possano valutare come più o meno riuscite delle opere letterarie (o dei fumetti) che prevedano l'uso di elementi di fantasia...
  10. Su questo punto, permettimi, la tua intensa attività analitica volta ad evidenziare ogni minima magagna mi pare non ti abbia sorretto a dovere. Padma non può rendersi invisibile a Mefisto mentre Narbas sì per il "semplice motivo" che il corpo al momento utilizzato da Mefisto è quello che era stato di Narbas. Ovviamente, siamo sempre dentro una componente di magia che, come tale, implica la sospensione di criteri di giudizio "normali" o comunque puramente razionali (ma se uno intende rigorosamente attenersi a questi, non deve prendere neppure in mano un albo che riguardi Mefisto e nemmeno qualsiasi storia horror, non solo dei fumetti). Tuttavia, a mio avviso può fornire una spiegazione plausibile sul fatto che Mefisto rimanga "accecato" per quanto riguarda proprio quella singola persona che è Narbas, quasi che il corpo che è sfruttato da Mefisto sia refrattario a compiere qualche operazione proprio in riferimento al suo originario possessore. E la mente di Mefisto, per quanto forte e sorretta dall'alleanza con entità infernali, deve pur sempre servirsi di sensi e funzioni corporee, che in questo caso non possono funzionare totalmente a dovere in pieno accordo con la sua mente e la sua volontà. Io la ritengo una soluzione narrativa adeguata, anzi, direi pure brillante...
  11. Evidentemente, bastava la canzone di Renato Zero!
  12. Anche io non ho gradito tutti i dettagli dell'uscita di scena di Mefisto, ma tutto sommato sono immensamente grato a Boselli per essersi assunto l'onere di compiere questo passo che non lasciò giammai persona viva... Per quanto riguarda la formula detta al contrario, anche se si può pensare che sia una soluzione semplicistica, a me ha fatto subito tornare alla mente un'altra situazione, sempre in una storia "horror" (o comunque la si voglia definire) in cui lo stesso GL Bonelli la utilizzò (e forse sarebbe interessante sentire da Boselli se quel precedente lo ha, più o meno, influenzato nella sua scelta, che comunque giunge all'interno di una storia ben più complessa). Faccio qui riferimento al personaggio del malvagio mago egiziano Rakos che, nell'albo n. 229 (L'orribile sortilegio - p. 68), viene definitivamente annientato (letteralmente, polverizzato) dall'intervento del Morisco che pronuncia appunto il suo vero nome al contrario (Sokar - oggi farebbe quasi venire in mente una marca di benzina azera...). Non so se pensi che anche quell'espediente adottato dal "papà di Tex" sia roba da Topolino...
  13. Preso l'ultimo albo di questa lunga e dibattuta serie di sette dedicati a Mefisto. Il giudizio sulla conclusione delle avventure è per me decisamente positivo. Anzitutto, perché questa lunga cavalcata è giunta a termine. A parte questa considerazione di fondo, cerco di entrare maggiormente nel merito di questo albo, ovviamente senza spoilerare direttamente nulla...
  14. Condivido le peraltro contenute perplessità evidenziate da @Letizia sul rapporto fra Lily e Mefisto e sulle modalità con cui viene presentato in questo albo. D'altra parte, che fra i due fratelli non ci sia una sintonia perfetta emerge anche dal ripetuto richiamo che Lily fa al fratello Steve (come ancora a lei viene spontaneo chiamarlo, forse perché non ne riesce a capire fino in fondo gli oscuri disegni, pur condividendo con lui una dimensione di malvagità) a lasciar perdere la sua vendetta nei confronti di Tex, visti gli alti rischi di sconfitta che questo implica. Addirittura, questi rilievi realistici suscitano una furiosa tirata misogina da parte di Mefisto (che fino ad ora, se non erro, non aveva mai palesato questo tratto del suo carattere). Forse su questa divergenza di prospettive fra i due fratelli potrà innestarsi qualche interessante sviluppo nelle pagine successive dei prossimi albi...
  15. Condivido in gran parte l'analisi puntuale e molto attenta svolta da @Condor senza meta. Tuttavia, mi permetto un rilievo su un punto che non l'aveva particolarmente convinto.
  16. Letto il nuovo albo, atteso con intensità. Devo dire che presenta certamente dei meriti, nell'insieme mi è piaciuto, ma mi fa nascere anche due perplessità
  17. Hai ragione! Chiedo venia, ma l'argomento era più connesso a presenze mefistofeliche che non a quelle "angeliche"... Peraltro, come ben sanno i lettori di quella splendida storia, quando Paperino si lancia nelle lodi sperticate della bellezza di quella papera, viene poi a pagare a propria volta il fio per queste sue ardite affermazioni... 😂 Grazie!
  18. Fermo restando che quanto dici è interessante e offre uno spunto di riflessione sulla legittimità logica di questa alleanza fra Mefisto e i vari demoni, penso si possa anche evidenziare che 1) La decisione, alquanto discutibile, di far uscire Mefisto dagli inferi si deve a Nizzi, che ha voluto riesumare Mefisto strappandolo dalla sua condizione ultraterrena - per poi far fare a lui e a Tex la figura degli imbecilli, senza tanto bisogno di diavoli incapaci o infidi. 2) Perché mai dei diavoli dovrebbero aiutare Mefisto ad uscire dal luogo di tormenti che, giustamente, gli è stato assegnato? Da sempre, coloro che fanno un patto coi diavoli devono pagare un costo, che si traduce nella destinazione infernale. A cominciare da Faust, quello dovrebbe essere il loro destino, se non interviene qualche forza avversa (positiva) ad invertire la tendenza. Ma anche così, il dottor Paperus insegna, non è detto che tutto vada proprio liscio e che un costo lo si debba alla fine scontare per un'uscita dall'inferno. Detto questo, mi pare che ci si stia avventurando in speculazioni che non possono avere particolari conferme, almeno al momento. Sappiamo che Narbas dovrà avere un suo ruolo, attendiamo di vedere quale sarà e come verrà motivata la sua forma di azione...
  19. L'unica cosa di questa copertina che non trovo particolarmente azzeccata è vedere Tex con il cane alzato, situazione che immediatamente mi fa tornare in mente un film di Totò ("I tartassati"), in cui il grande comico napoletano vuole ingraziarsi il maresciallo Aldo Fabrizi e si improvvisa cacciatore senza avere alcun tipo di esperienza. Dopo una serie di gaffes, l'esasperato Fabrizi gli chiede: "E poi lei punta senza alzare il cane?" E Totò si produce in un sollevamento da terra del fido animale (stile tenente Colombo ante litteram). Ecco, qui Tex sembra sul "chi vive", già pronto a sparare (anche se si trova nel bel mezzo della folla e un colpo potrebbe partire accidentalmente anche a causa di un urto imprevisto), ma con tutto questo non si avvede che alle sue spalle c'è una giovane donzella mascherata che gli punta contro una derringer. La scena a me pare involontariamente comica... Più che la gazza ladra, mi fa venire in mente "L'inutile precauzione", sempre di rossiniana memoria.
  20. Civitelli si conferma un disegnatore di eccezionale precisione e di grandissime capacità; anch'io ho apprezzato molto il suo stile e, soprattutto le sue scene notturne in cui è probabilmente difficilmente "battibile". Solo un dettaglio, facendo l'inevitabile confronto con l'episodio appena concluso e disegnato dai fratelli Cestaro, a mio discutibile avviso e gusto risulta un poco meno efficace e coinvolgente nei disegni di Civitelli: quando deve rendere i mostri che Mefisto evoca per traumatizzare i suoi avversari. In questa circostanza, il tratto pulito e sempre molto dettagliato del disegnatore toscano mi sembra meno adatto rispetto a quanto sono riusciti a realizzare di due fratelli prima menzionati, che, con i loro tratti più "sporchi" ma estremamente dinamici, per me riescono a dare un'idea molto più intensa emotivamente e inquietante di quella dimensione di male estremo e di quelle atmosfere da incubo che sono connesse a quel "genio del male" che in fondo Mefisto rappresenta. Per quanto riguarda la storia
  21. Premesso che ho nell'insieme gradito questa storia per come è stata impostata e, in parte, conclusa (fermo restando che dobbiamo ancora vedere il secondo episodio che sarà pubblicato), condivido che nella fuga di Tex ci siano delle soluzioni discutibili.
  22. Concordo sul disappunto su quel dettaglio (l'unico, a mio avviso, un po' stonato in tutti i tre albi) messo in luce da @Diablero. POSSIBILE SPOILER (?) In particolare, ben prima della scena "incriminata", lo stesso Tex aveva espresso un pensiero preciso. A p. 25 "...questi legacci non cedono di un millimetro". Inoltre, a p. 28 si vede chiaramente che Mefisto inchioda la lama incandescente vicinissima al viso di Tex, tanto da affermare esplicitamente "la lama rovente è a un pelo dalla tua guancia". Ora, fra la guancia di Tex e la posizione della sua mano ci deve essere una distanza notevole, se l'avambraccio di Tex è fissato in modo ortogonale o quasi rispetto al resto del suo braccio. A meno di sostenere che Tex, in un empito di tirchieria (in questo caso, quanto mai provvidenziale) sia dotato di un braccino corto.... Quindi questi elementi sono scarsamente compatibili con la piena verosimiglianza degli sviluppi successivi (e anche i disegni non contribuiscono a dissipare i dubbi, anzi...). Detto questo, abbiamo assistito a liberazioni di Tex ben più discutibili (già con GL Bonelli, un Tex che allarga la distanza fra sbarre che dovrebbero essere d'acciaio con le sue mani quasi fossero di burro), per cui io non me la prendo poi tanto .... Rispetto a quanto osservato da LedZepp, mi sento in disaccordo su un punto. POSSIBILE SPOILER Per me, Mefisto non fa la figura di un uomo poco intelligente. E' un uomo pieno di sé, che presume di essere invincibile e che vuole tendere tutto sotto controllo. Però viene anche pressato dalle iniziative non perfette, ma comunque incalzanti in primis dei pards di Tex, poi anche di alcuni dei suoi stessi sottoposti. Che senso avrebbe l'episodio di Lorna e Duke, se non quello di costituire un ulteriore elemento di deviazione dell'attenzione di Mefisto dal vero centro di tutta la vicenda? In tutta onestà, pur con una teleologia completamente differente, questo dato mi ha istintivamente fatto venire in mente il tentativo, chiaramente inadeguato e privo di possibilità di successo, svolto da Aragorn e un gruppo di uomini (ovviamente, ne Il signore degli Anelli) per andare ad attaccare il cancello di Mordor, giusto per distrarre Sauron e consentire a Frodo qualche chance in più di riuscita nella sua difficilissima impresa. Del resto, questo meccanismo di deviazione dell'attenzione del "cattivo", si vede anche con Carson che tenta (con esito positivo) di distrarre Yama. Quindi Mefisto pecca di presunzione, a mio avviso, non difetta di intelligenza. A meno di argomentare che la presunzione, spinta oltre certi limiti, si traduca in un offuscamento dell'intelligenza di una persona che pure non ne sarebbe priva... Su Yama, poi, mi pare eccessiva la definizione di imbecille. Per me la sua condotta è chiaramente segnata dalla follia da cui è stato da poco estratto, ma che lo mantiene ancora, con quell'efficace immagine impiegata da uno dei demoni su cui ha fatto affidamento, in questa condizione di confine. No, per me Yama ha proprio un comportamento "borderline", da persona instabile, che però, come il padre, è contraddistinto da un ardente orgoglio che non gli fa percepire in modo nitido i suoi limiti. Che certamente, rispetto al suo diabolico genitore, nel suo caso sono nettamente superiori, anche per comprensibili motivi contingenti, stante questa condizione di essere stato da pochissimo sottratto a un periodo lunghissimo di allucinazioni devastanti.
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