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TWF - Tex Willer Forum

dario63

Cowboy
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Everything posted by dario63

  1. Sondaggio in gran parte interessante. Mi permetto però di segnalare una forzatura: nella n. 28 non è stata data la possibilità di rigettare completamente OGNI possibilità rispetto a quella situazione che, devo dirlo chiaramente, per me è assolutamente disgustosa. Francamente, trovo la vendita di gadgets inseriti in Tex un'eventualità completamente negativa, non solo per l'aumento del costo di ogni albo, ma prima ancora per la qualità totalmente insignificante e di dubbio gusto (per usare un eufemismo) di questi oggettini privi di qualsiasi senso. Come rilevato da altri utenti, inserire la possibilità di esprimere più di una sola preferenza in alcune domande (ad esempio sui disegnatori del passato) sarebbe stato preferibile, ma va comunque bene così...
  2. Concordo sulla sostanza dell'intervento di @James Kirk e sul gradimento complessivo di questa nuova (e meritevole) iniziativa della Bonelli / RCS. La qualità della carta e della stampa mi sembra decisamente buona. Fatico invece a comprendere un intervento come quello di West10, con i suoi calcoli sul costo delle strisce tutto incentrato sulla storia di Burattini/Torti. A me pare evidente che lo scopo di questa iniziativa non stia tanto nel pubblicare una nuova storia di Tex, facendo "digerire" ai lettori le ristampe anastatiche dei primi numeri, quasi che si trattasse di un amaro boccone da sopportare per potere aggiungere alla propria collezione questa nuova storia (che peraltro dura solo per sei uscite). Il ragionamento di fondo (certo, opinabile come impostazione, in base ai gusti e alle inclinazioni dei lettori), mi pare essere quello di fornire agli appassionati le strisce originali di Tex in una versione originale finalmente accessibile, mentre la storia di Burattini/Torti la vedo come un riempitivo e un elemento collaterale decisamente marginale (dal mio punto di vista, ne avrei anche fatto a meno, ma non mi dispero per la sua presenza né penso di aver speso dei soldi invano). In ogni caso, opino che un lettore "completista" di Tex, se proprio desidera anche avere questa nuova storia di Burattini, sarà, a maggior ragione, più che interessato ad acquisire, a prezzi decenti, le ristampe anastatiche, che non credo possano mancare alla sua collezione. Pertanto, il costo complessivo a me pare più che ragionevole in relazione ad una qualità valida e ad un'operazione editoriale intelligente ed eseguita, mi pare, con cura. Rivedere i testi originali, pur con qualche svarione (ad es. Wiscky) o espressioni come "scagnozzi" e "pelle sporca" - oltre naturalmente ad ammirare i disegni di Galep nella loro intenzione originale, con le forme di Tesah rese in maniera molto più naturale e accattivante (peraltro senza alcuna ostentazione), vale pienamente, a mio avviso, il prezzo "del biglietto".
  3. Mi sembra quanto meno singolare che in un post in cui si dovrebbe parlare di Tex (e di una fase ben definita delle sue storie) ci si metta a parlare di Zagor. Non che quest'ultimo argomento sia, di per sé, privo di senso, ma mi appare un po' fuori contesto... Per quanto mi riguarda, le storie che hanno dato inizio a questo nuovo "blocco" sono anche coincise con la mia decisione di riprendere ad acquistare sistematicamente Tex mensile proprio dal n. 700 (dopo che avevo smesso di comprarlo dal n. 255 in poi). A dire il vero, prima di questo "rientro", mi ero procurato buona parte dei volumi mancanti e quindi ho avuto modo di entrare in contatto con le storie di Nizzi e dei vari altri autori (e disegnatori) subentrati, certo, con più di una sorpresa per i cambiamenti di impostazione subentrati nel frattempo. Mi fermo qui, perché anch'io sto andando OT. In ogni caso, le prime quattro storie mi sono piaciute parecchio, sia pure con qualche differenza. Fra tutte, ho apprezzato particolarmente "La maschera di cera", storia davvero avvincente e ricca di rilevanti suggestioni (per me, nell'insieme la migliore storia di questi ultimi anni, specie se letta progressivamente, perché si nota e apprezza meglio la suspense sapientemente messa in atto di albo in albo da Boselli). La regina dei vampiri la trovo eccellente per i disegni splendidi e accuratissimi di Bocci (ma senz'altro buona anche per la storia di Manfredi). Il ritorno di Bowen è una storia con un personaggio tormentato, forse la migliore di Ruju che abbia letto fino ad ora. Poi il livello mi pare si sia abbassato un po', ancora con qualche punta positiva, pur non perfetta (Netdahe e Guatemala), un livello più che accettabile e qualche esito proprio debole o imbarazzante (Shaolin e Pistolero Vudu). Una pistola per Manuela Montoya, che pure ha suscitato tante polemiche e che certo è una storia anomala, nel complesso a me è piaciuta (anche se i disegni sono proprio bruttini), ma sia lo spunto di Carlo Monni, sia gli sviluppi e i dialoghi di Boselli a me sono sembrati per lo più validi (pur con qualche passaggio un po' forzato). Infine, le ultime due: Agente indiano l'ho proprio gradita, con una storia coerente e ben articolata e ottimi disegni. L'introduzione del "numero bis" è discutibile: quella storia avrebbe meritato di essere pubblicata nella serie regolare senza questo espediente un po' artificiale, ma poco importa, alla fine. Vedremo se l'esperimento sarà ripetuto. Meno riuscita Il mostro del gran lago salato, pur con un punto di partenza decisamente bello e suggestivo, ma forse non sfruttato in tutte le sue potenzialità e un finale comunque un po' affrettato. Ad ogni modo, pur qualche albo con storie non particolarmente memorabili, gli unici due che a mio avviso non convincono sono proprio quelle del monaco guerriero e del pistolero vudu. La parallela serie "Tex Willer" invece è davvero stata una piacevolissima novità e su quella mi pare si possano solo esprimere giudizi altamente positivi. Ma questa è un'altra storia (serie!) 😉
  4. Rimango fortemente perplesso dopo aver letto il commento che mi precede... Barbanera, apprezzato ideatore di una storia che non avrà accontentato tutti, ma comunque a detta di molti (anche da me) nel complesso gradevole, ha solo espresso una valutazione alquanto contenuta e per nulla altisonante in rapporto al lavoro compiuto da colui che ha raccolto il suo spunto e l'ha poi elaborato e fatto diventare una storia di Tex. Stiamo parlando di Tex, che pure piace a tutti noi, pur con qualche giudizio discordante, non di questioni di Stato. Ha affermato "secondo me ha svolto un buon lavoro"... Che cosa avrebbe dovuto dire invece Barbanera?? E se uno dice "secondo me Boselli ha fatto un buon lavoro" dovremmo condannarlo o evocare scenari in cui si alzano le mani verso un'altra persona?? E poi dovremmo stare con i piedi per terra! Del Questore e dei suoi metri di giudizio, francamente non mi importa nulla... Ma in un forum in cui si parla di fumetti mi pare che si dovrebbero mantenere dei toni un po' più sereni e contenuti. E anche accogliere un parere (a mio avviso, più che legittimo, oltre che presentato con garbo, senza alcun secondo fine - senza andare a domandarsi se espresso in modo consapevole o meno) in maniera più pacata...
  5. P O S S I B I L E S P O I L E R Concordo con le osservazioni espresse poco fa con chiarezza da @juanraza85 e quindi con un giudizio complessivamente positivo su questa storia. Tuttavia, due piccoli rilievi: a mio avviso, Ruju ha chiamato in causa anche in questo caso un interessante tema che mi pare gli stia molto a cuore, ossia le relazioni familiari tormentate, per lo più quelle fra padre e figlio - come, ma in maniera decisamente più complessa, ancorché non totalmente riuscita, con "La seconda vita di Bowen", oppure fra fratelli (come in "Sulla cattiva strada"). Ecco, proprio su questo versante la sua attuale storia mi sembra un poco un'occasione mancata, dal momento che mi sarei aspettato che l'incontro finale fra il maggiore Conroy e il figlio Melvin venisse esplorato con una cura superiore, non in pochissime vignette. La soluzione tragica ci può stare, ma almeno preceduta da qualche riflessione o minimo scambio di parole fra i due. Inoltre, il "Siats", per quanto ormai chiaramente sconfitto da Tex sulle rive del lago, sembra totalmente sottomesso (prima a Tex, poi al ritrovato padre), privo di parola, ben diverso dal "cattivo" combattivo che era apparso all'inizio. Altro dettaglio poco realistico a p. 74. Colter è ormai in fin di vita con la schiena spezzata e completamente sdraiato a terra: Tex sopraggiunge nella radura dove si trova il malcapitato, senza parlare e, si presume, facendo il minor rumore possibile. Ora, Colter individua senza esitazioni, pur senza avere la possibilità di vedere la persona che sta sopraggiungendo come Tex. Sarebbe stato facile evitare questa eccessiva perspicacia (per di più da un personaggio che non è apparso come dotato di grande acume, visto che si è fatto seguire da Tex e Kit conducendoli sulle tracce dei suoi complici) almeno disegnando Colter in una posizione diversa, oppure (meglio, a mio avviso) aggiungendo alla sua "nuvoletta" un elemento dubitativo (ad es. "Willer, siete voi?"). Non un gran difetto, ma stona un po' nella narrazione.
  6. Premesso che questa cosa degli spoiler io proprio non la capisco (voglio dire, se uno viene a leggere i commenti in una sezione dedicata all'ultimo albo in uscita, che cosa sta cercando? Vuole sbirciare qualcosa tenendo le manine di fronte agli occhi, facendo finta di non capire nulla, oppure guarda dei commenti che, o sono costretti ad essere molto asettici per non rivelare nulla - e finiscono per essere poco significativi e generici - oppure esprimono un legittimo parere su una storia, e allora possono "rivelare" qualche dettaglio. Ma se uno teme questo tipo di anticipazione, che ci viene qui a fare, almeno in questo preciso momento??), non mi pare di aver fatto significative rivelazioni... 😇
  7. Conclusione piuttosto prevedibile (e un po' affrettata) di una storia comunque interessante e articolata in modo abbastanza valido. Non aggiungo altro, altrimenti piovono critiche contro gli "spoiler", ma devo dire che, pur non essendo un capolavoro, partendo da un soggetto originale Ruju ha ripreso alcuni temi a lui cari, anche se, a mio avviso, avrebbe potuto approfondire maggiormente le motivazioni dei comportamenti dei protagonisti. Mi sarei aspettato un Siats più combattivo fino alla fine. Comunque, storia gradevole e ben disegnata, con anche un ruolo non insignificante assegnato a Carson.
  8. Non credo che la pronuncia sia così arbitraria o equivalente, dal momento che Walter è un nome di origine germanica, mentre gli altri prima citati sono di derivazione anglosassone, con le specifiche peculiarità per quanto concerne la pronuncia. Del resto, guardando il nickname che ti sei scelto, anche solo nella tua mente, come lo pronunci? OLD PAVNEE BILL?? 😇
  9. Mi scuso per il post irriverente, ma la prospettiva di una riesumazione e continuazione della storia degli uomini giaguaro mi sembra una proposta in stile Tafazzi...
  10. Premesso che per me il colore per le storie di Tex è sempre un elemento problematico da accettare, questa storia con i particolari disegni di Cossu riesce forse un po' meglio che se fosse stata realizzata in B/N. Questo perché lo stile di Cossu mi sembra ben poco contraddistinto da chiaroscuri, ombraggiature particolareggiate ecc. Quindi qui lo "digerisco" maggiormente che nelle sue precedenti prove. Peraltro, come già ha evidenziato @Poe, c'è proprio scarsa profondità nei suoi ambienti, talvolta con risultati imbarazzanti. Provate ad es. a guardare la seconda vignetta di p. 26: con quel particolare inquadramento dall'alto, il pavimento e il tappeto sotto i piedi di Tex e Carson (con assenza pressoché totale di prospettiva che rende gli ambienti proprio bidimensionali), danno l'impressione che stiano scendendo una parete verticale. Invece, le facce di Tex e Carson sono rese solitamente in modo valido. La caratterizzazione degli altri volti non è sempre ben riuscita: spesso sono piuttosto rigidi e poco espressivi. Il killer mi sembra una copia non tanto ben riuscita della maschera di Jim Carrey... La storia non l'ho trovata costruita male: ad esempio ho gradito il fatto che non ci sia stata un'eccessiva insistenza nel lasciare in sospeso la questione del "fantasma". Il killer non sarà irresistibile, ma l'ho comunque trovato senza dubbio più abile e autonomo nella sua malvagità del pistolero vudù: lo scontro finale con Tex non è epico, ma di recente abbiamo visto altri "cattivi" squagliarsi al momento opportuno in maniera più clamorosa. Per questo, considero questa storia tipicamente "estiva" un discreto risultato narrativo e una lettura piacevole, senza troppe pretese. Il costo dell'albo non mi sorprende, vista la scelta della casa editoriale di ritoccare questo elemento in tutte le pubblicazioni...
  11. Di certo, giudizi tagliati "con l'accetta" e, fra l'altro, che propongono stroncature sommarie senza entrare nei dettagli, farebbero cadere le braccia anche al più entusiasta e motivato degli scrittori/sceneggiatori di Tex... Poi ci si lamenta che la politica della Bonelli sia solo legata a logiche commerciali e di ricerca di guadagno immediato... Se si dovessero aspettare come ricompensa la riconoscenza dei lettori di Tex, almeno a vedere certi interventi spocchiosi, rimarrebbero a secco ben presto. E poi ci si interroga sulla crisi dei fumetti. Forse è anzitutto crisi dei lettori, ma anche della decenza degli stessi, viene da pensare. Fare critiche sulle storie è più che legittimo, ma con un minimo senso di equilibrio e di misura.
  12. Sono d'accordo sul ragionamento complessivo e quindi all'invito a moderare facili entusiasmi richiedendo ulteriori storie da autori già oberati di duro lavoro e dall'altra ad evitare una proliferazione di albi che rischiano poi di avere come ricaduta complessiva delle avventure con un livello qualitativo debole. Mi sembra però eccessivo (se non offensivo) pensare che anche i disegnatori/sceneggiatori da te citati (che anche a me piacciono decisamente meno) siano equiparabili al "primo che passa" per strada! Ritrovare un maggiore equilibrio nelle pubblicazioni di Tex e anche ridurne in parte il numero sarebbe a mio avviso preferibile, salvaguardando un valore più elevato della serie principale rispetto ad alcune cadute recenti (quella di Tex Willer, fortunatamente, è nata con un taglio e con criteri che fanno sperare che si continui su questa ottima strada). Ma mi affido al buon senso e alla competenza anzitutto del curatore e alla professionalità di coloro che verranno scelti per svolgere il difficilissimo compito di far proseguire le avventure di Tex...
  13. @betta53 Un commento molto equilibrato (che riporta fra l'altro la discussione all'interno del suo argomento specifico) e che condivido in pieno, soprattutto nella sua capacità di mostrare alcuni tratti della personalità di Manuela e del suo modo di ragionare da donna passionale e non sempre lineare, ma nemmeno isterica, come qualcuno ha preteso di definirla. L'esplorazione dei sentimenti dei due non è amplissima, ma fornisce degli accenni per me gradevoli e motivati e che non stonano in questo particolare tipo di avventura (peraltro, bilanciati dalle vicende del tentativo di rapina in banca). Certamente, una storia atipica, ma comunque con momenti gradevoli e, soprattutto, che dà al giovane Kit un rilievo molto maggiore, una volta tanto.
  14. A me pare che ci si stia fissando su una questione (quella del "linciaggio"), esasperandone le valenze... Il richiamo a "Giovani assassini" non mi pare calzante: anzitutto, in quella circostanza si trattava anzitutto di una decisione interna al solo quartetto dei pards (più un personaggio esterno) e comunque i tempi in cui assumere la decisione erano completamente diversi. Qui Kit non può confrontarsi con i suoi più fidati amici/parenti. Deve decidere da solo, e per di più di fronte ad una comunità di villaggio che già si è schierata chiaramente in una ben precisa direzione, quindi deve anche fare in fretta. E poi, si coglie come quel bandito presenti una serie di connotazioni talmente negative che una sentenza estrema rappresenta una soluzione discutibile, ma non poi così immotivata. Può non piacere questa storia, ma uno dei suoi pregi, a mio discutibile avviso, sta proprio nel presentare un Kit Willer che prende iniziative e decisioni da solo, una volta tanto e se ne mostra una fisionomia, come carattere e personalità, che in precedenza non sono emersi. Operazione molto rischiosa e innovativa, ma che ha, per me, il pregio, di mostrarci un personaggio che finalmente esce dall'ombra e assume connotazioni più proprie, non necessariamente segnate da una totale imitazione dell'illustre genitore (ma peraltro senza stravolgere in modo radicale i suoi connotati precedenti).
  15. A mio avviso, il comportamento di Tex nei confronti di Frazer non è affatto una "questione personale", dal momento che quel personaggio si è reso responsabile del massacro di Goldeena e quindi Tex lo insegue e lo punisce per questioni che vanno ben oltre il rapporto fra due individui. Ma non credo abbia molto senso stare a insistere tanto su episodi di linciaggio in Tex, discutendoli per di più con una consapevolezza su questi temi (come su quello della liceità o meno della pena di morte) che sono tipici di uomini del XXI secolo. Oltretutto, il significato di quella scena controversa (nell'albo 729) a mio avviso non è quello di dar sfogo ad una sorta di "giustizialismo" gratuito. Quella scena è correlativa, da una parte, all'abile azione di Kit, che sconfigge nettamente Keel, battendolo con le armi e punendolo con foga per avere messo a repentaglio l'incolumità di Manuela e al bacio che i due "piccioncini" si scambiano come primo atto di riconciliazione. Ma quel gesto così intimo e privato (e che potrebbe essere visto, se mantenuto in questa sola dimensione, come una sorta di siparietto da "romanzo rosa"), viene di fatto collegato alle improvvise grida di giubilo e di approvazione degli abitanti del villaggio (a loro volta offesi dalla condotta dello spregevole Keel, che aveva ucciso gratuitamente un locandiere). E quindi ad una prospettiva di punizione di uno squallido personaggio, che - come sappiamo - si era macchiato di azioni nefande in più circostanze: ed è proprio questa stessa comunità di villaggio che chiede a Kit di non ostacolare il desiderio di punire, a propria volta, il bandito. Questo intervento "corale" dà quindi una sorta di approvazione/benedizione al rapporto fra Manuela e Kit e introduce indirettamente una potenziale prospettiva che sta prendendo sempre più quota: quella di Kit che, riconciliatosi con Manuela, possa poi diventare un rispettato ranchero con tanto di beneplacito della popolazione circostante anche per le azioni benemerite compiute. Eventualità questa che poi, comprensibilmente, Kit rifiuta (e che ovviamente, rappresenterebbe la morte del suo personaggio), senza peraltro troncare brutalmente il rapporto con la giovane messicana. Pertanto, questa parte conclusiva della storia la vedo permeata dal desiderio di bilanciare con cura la componente sentimentale della vicenda (cui si è dato spazio, ma con giudizio, in questa storia) con altre dimensioni più tipiche dei personaggi (la capacità di punire i malvagi e di ristabilire l'ordine violato). E a mio avviso, questo impegno ha dato dei frutti positivi e apprezzabili.
  16. Al di là delle diatribe sulle precedenti esperienze amorose di Kit Willer e su confronti vari in questo ambito, a me la storia nel complesso è piaciuta. Le due vicende (quella "amorosa" di Kit e Manuela e quella della rapina) si intrecciano in modo da dare sia al giovane Willer sia alla coppia dei più "anziani" rangers un ruolo attivo e di primo piano (anche Carson svolge una funzione tutt'altro che irrilevante). La chiusura dell'albo lascia comunque aperte possibili continuazioni del rapporto fra Kit e Manuela, senza peraltro implicare obblighi narrativi eccessivi che possano stravolgere i personaggi principali. Come arricchimento della personalità del giovane Kit, anche su un terreno molto delicato (quello dei sentimenti e delle esperienze amorose), a me sembra una storia valida. E pensare che su Tex questo genere di tematiche, (ovviamente trattate in maniera eccezionale), siano stonate e non debbano comparire, mi sembra una posizione eccessiva.
  17. POSSIBILE SPOILER Anch'io trovo questa storia complessivamente gradevole e piuttosto ben disegnata: certo, è bene evitare il confronto diretto con i due precedenti "Texoni" , con Villa e Carnevale autori di prove maiuscole (e con storie decisamente più coinvolgenti e intense di questa). Spiace anche a me la tendenza di Ruju di dover a tutti i costi realizzare il "colpo finale" ad effetto: come già sottolineato da @Barbanera, una forzatura notevole quella del cannone trascinato da un solo cavallo. L'unica motivazione è quella di realizzare la scena conclusiva con il cattivo di turno la cui avidità gli si ritorce contro, con il denaro al lungo concupito che cade addosso beffardamente al suo cadavere. Ma per ottenere questo tipo di finale (un po' pacchiano), si crea anche una forzatura narrativa abbastanza fastidiosa. In precedenza, l'idea dell'incursione di Tex nell'accampamento dei ribelli apache non mi convince: mi pare realizzata in modo piuttosto fragile, costringendo l'autore ad inserire una serie di circostanze fortuite che permettono ad Aquila della Notte di scampare dal palo e, in più, di far fare la prima figura meschina al capo ribelle Nadeh. Mi pare che qui compaia nuovamente il desiderio di Ruju di "strafare", complicando oltre modo le situazioni per poi essere costretto ad uscirne in modo contorto e poco verosimile....
  18. Al di là delle più che legittime differenze di gusti, non riesco però a comprendere questa indignazione così intensa per una storia che non mi pare proprio che forzi oltremodo le situazioni... Manuela "assatanata"? Io proprio non l'ho vista nei suoi comportamenti! La (s)cena di seduzione mi pare chiaramente funzionale ad un intento ben preciso e non così gratuita. E che in UNA storia su 728 albi si possa fare spazio anche in Tex a questo tipo di situazioni non mi fa affatto gridare allo scandalo né tanto meno ad una sorta di cedimento alle mode del momento. E' UNA storia, non è il nuovo e consolidato filone delle vicende di Tex. Andiamo... UNA storia che ha l'ardire di scalfire il "canone" consolidato, facendo anche di Kit Willer un essere umano, con le sue esigenze/pulsioni sentimentali e, se proprio vogliamo, anche sessuali. E' così assurdo e censurabile tutto questo, oppure un elemento che lo rende più autentico e realistico? Dobbiamo sempre e soltanto avvalorare un'idea di eroi a una sola dimensione, forse pienamente coerenti (con se stessi o con l'idea che NOI ce ne siamo fatti, in base ai nostri gusti?), ma anche prevedibili e monotoni, che rimangono entro una struttura rigida e sempre identica a se stessa, o personaggi che, entro certi limiti, possono anche essere presentati con aspetti ulteriori della loro personalità? Se poi, per "riequilibrare" lo stile perso mi citi gli zombi (nemmeno tali) e i medaglioni di Ruju della storia che ha preceduto questo, allora devo dirti che, pur rispettando senz'altro le tue preferenze, sono alquanto perplesso sulla tua nozione di stile...
  19. A me sembrava ben più trasparente delle vesti succinte indossate da Manuela... Fra l'altro, mi pare evidente che questa strategia sia anche concordata con Kit, che non si trova nel minimo imbarazzo nella situazione: non tanto perché voglia fare il "guardone", ma perché sa capire benissimo che si tratta di una scaltra linea d'azione volta a far capitolare don Domingo senza eccessivi spargimenti di sangue e anche conducendo il ranchero a fare una figuraccia - cosa di cui i due ragazzi si compiacciono, chiaramente divertiti da questo loro gioco di squadra. L'evoluzione di Manuela come personaggio a me pare del tutto legittima e ben calibrata, anche se ovviamente avrebbero potuto esserci anche altre strade percorribili. Ma che fosse una ragazza determinata in precedenza e che quindi mostri adesso un volto ulteriormente volitivo (specialmente dopo la scomparsa del genitore), mi sembra più che accettabile. Già la copertina di Villa ce la presenta, con fine allusione, con una mascella volitiva...
  20. Francamente, non ho trovato le pagine con i dialoghi (volti a richiamare le vicende precedenti) così pesanti. Certo, avrebbero potuto essere realizzati altrimenti, ma non li trovo inutili. A proposito di "spiegoni" e della loro presenza quantitativamente "ingombrante" nella storia, che dire proprio a proposito di Mefisto, non tanto nella sua seconda apparizione (in cui Bonelli, in modo magistrale, lascia in sospeso a lungo Tex e il lettore su chi possa essere il nemico che torna dal passato, avendo deciso di fare di Mefisto un uomo con poteri completamente diversi rispetto a quelli constatati da Tex nel loro primo incontro), ma in quella che apre "Il figlio di Mefisto"? In quel caso abbiamo ben 12 pagine (in buona parte, riportate tali e quali dal n. 95). Qui il vantaggio è che la storia prosegue disegnata sempre da Galep. Rimane peraltro uno "spiegone" bello e buono e di notevoli dimensioni. Ma tutto funziona bene, a mio avviso... In questa nuova storia il grande problema è che Boselli/Monni hanno osato presentare Kit Willer non soltanto come figlio di cotanto padre, non solo capace di seguire una pista, di fare indagini, di sparare con precisione ecc., ma anche come un uomo con dei sentimenti e degli interessi verso le donne. Insomma, un po' lontano dal consueto cliché. Ovvio che questa operazione implichi di addentrarsi in un terreno minato, perché modifica alcuni tratti già noti e ben collaudati di un personaggio principale conosciuto (e anche una revisione del personaggio secondario, Manuela, con aggiunte che fanno cogliere ulteriori aspetti della sua personalità). Ma a me non è parso un delitto di lesa maestà, anche per come è stato realizzato. C'è già Tex che deve vestire i rigidi panni del vedovo inconsolabile (Piera permettendo...). Che Kit voglia concedersi un peraltro imprevisto richiamo di fiamma per una ragazza che comunque lo ha coinvolto non poco (a me non pare che Kit sia stato così "per nulla preso" da Manuela nella prima vicenda), per me non stona. E nei dialoghi io vedo anzitutto un desiderio dei due di punzecchiarsi a vicenda, di sfidarsi con le parole, perché per entrambi (soprattutto Manuela), la sorpresa dell'incontro ha fatto riemergere emozioni rimosse ma non del tutto cancellate. E il fatto che si comportino in maniera non pienamente razionale (ma dove è scritto che le persone seguano sempre nella loro vita, specialmente in una dimensione sentimentale, una logica ferrea?) ci può stare. Anche perché entrambi ostentano con parole e comportamenti una sorta di distacco, quando probabilmente dentro di loro le cose vanno diversamente... Manuela, dei due, fa capire che un rimpianto per essere stata "abbandonata" a suo tempo lo ha covato, forse con un po' di risentimento e adesso queste emozioni riemergono in modo consistente: dall'altra, Kit si difende mostrandosi piuttosto presuntuoso, forse per non riconoscere a se stesso che ha rimpianto la scelta fatta a suo tempo. La parte in cui Kit e Manuela mostrano una notevole (forse fin troppo rapida) intesa, anche nei particolari operativi, per fronteggiare il nuovo spasimante/prepotente di turno a me è sembrata ben riuscita. Soprattutto, in questa circostanza si nota come Kit e Manuela, oltre a sostenersi a vicenda in modo molto efficace, si stiano divertendo, anche un po' da ragazzi che sono, nel ridicolizzare il ranchero, oltre che ridimensionarne il potenziale offensivo. Il fatto che, per far scattare la trappola, Manuela si mostri in atteggiamenti provocanti non mi pare affatto insensato o eccessivo: proviamo a pensare se questo tentativo di don Domingo Torres fosse avvenuto senza la presenza di Kit... Come avrebbe potuto comportarsi Manuela di fronte a questa minaccia? In questo caso, sapendo di avere l'aiuto di Kit, si sente libera di dar sfogo alla sua capacità seduttiva sapendo di poter in tal modo far abbassare... la guardia al suo "spasimante", ma senza doverne pagare le conseguenze. Anzi, sapendo che così la sua vendetta lo umilierà in modo ancora maggiore, rovesciando bruscamente le sue aspettative da "macho" che non deve chiedere mai in una posizione di vile perdente. Vedremo poi come si concluderà la vicenda, ma fin qui io l'ho gradita.
  21. Una storia carica di molte aspettative, anzitutto per la ripresa di un personaggio femminile di un certo rilievo: devo dire, dalla lettura di questo primo albo, che sono state rispettate. Buona trama, (ottimo lo spunto di Carlo Monni: complimenti vivissimi!) con ingresso progressivo dei tre pards con funzioni ben definite e con loro valido coordinamento: ovviamente, a Kit stavolta è stato riservato un ruolo molto più ampio del solito, ma per ciascuno dei tre c'è modo di mettersi in mostra adeguatamente. A parte questo, sono soprattutto i dialoghi ad essere decisamente ben strutturati, divertenti e vivaci, con una vicenda che scorre bene, tenendo sempre desta l'attenzione del lettore. Sarà interessante vedere la conclusione della storia: soprattutto, suscita curiosità come verrà gestito l'epilogo del rapporto fra Kit e Manuela (forse con qualche lieve sorpresa ad attenderci...). Per quanto riguarda i disegni, pur riconoscendo che sono meglio di quanto si potesse rilevare dalle sole tavole della "preview", nell'insieme non mi fanno impazzire, specialmente per la caratterizzazione non sempre omogenea dei protagonisti (e soprattutto del volto del giovane Kit). Con un altro disegnatore, penso che la storia avrebbe potuto essere ulteriormente impreziosita, ma di certo non è affondata da Laurenti.
  22. Premesso che ognuno ha legittimamente i propri gusti e che può esprimerli qui in tutta libertà, francamente il tuo giudizio mi appare esagerato e contraddistinto da un entusiasmo che mi pare eccessivo per una storia scorrevole e, per qualche tratto gradevole, ma nell'insieme non molto equilibrata e narrativamente non molto efficace. Che Carrillo sia un personaggio "grandissimo e memorabile" mi pare davvero discutibile: già altri utenti hanno sottolineato non poche carenze nella parte della trama che lo riguarda, ma pensare che un personaggio di questo tipo, che ha soprattutto i tratti di un presuntuoso fanfarone (alla prova dei fatti, non riesce mai ad impensierire seriamente Tex e comunque ha sempre potuto beneficiare di aiuti misteriosi ma che esulano completamente da sue abilità personali) sia davvero degno di essere ricordato si scontra con decine di altri avversari ben più agguerriti e presentati con capacità molto superiori e che sono stati apparsi in altre avventure. A mio avviso fortunatamente, Carrillo è un personaggio che è stato nettamente sconfitto e tolto di mezzo da Tex, così non ci saranno possibilità di riesumarlo e farlo comparire di nuovo in un'altra storia. Anche se non perfetta, la storia "Guatemala" di Ruju era nettamente più interessante e meglio articolata rispetto a questa... Ad ogni modo, non mi straccio le vesti dopo averla letta e non mi sento così "offeso" pensando che sia stata pubblicata su Tex, ma le incursioni nel fantastico (che, ben dosate e meglio motivate, non mi dispiacciono) penso siano state sviluppate molto meglio in altre circostanze.
  23. Perfettamente d'accordo con quanto messo in rilievo da @Leo. Le mie aspettative sulla storia e sul suo svolgimento sono molto elevate e sono contento che un personaggio interessante come Manuela Montoya venga riproposto. Le perplessità (pur se circoscritte alle anticipazioni, che sono finora legate solo a poche tavole) riguardano la qualità dei disegni e le modalità con le quali un Kit che sarà chiaramente protagonista di questa storia verrà reso graficamente (al momento, mi verrebbe da chiamarlo Kit "Mascara" Willer)...
  24. A dire il vero, a me l'impostazione di questa copertina fa maggiormente tornare in mente "Il ritorno di Lupe" (anche se in quella, l'ambientazione notturna era ancor più suggestiva). Ad ogni modo, due belle copertine di Claudio Villa. E in effetti questo elemento grafico d'apertura crea un dislivello netto rispetto alle tavole d'anteprima, che non sembrano esaltanti. Certo, riprodurre il fascino della Manuela Montoya di Erio Nicolò sarebbe stato molto difficile, quindi lecita una sua "reinterpretazione" di un personaggio comunque apparso una volta sola, ma sul viso di Kit Willer in effetti una maggiore aderenza al modello più noto sarebbe stata auspicabile (nelle due vignette messe una dopo l'altra e quindi a confronto, la lunghezza delle ciglia di Kit e di Manuela sembra identica...). Da poche tavole, comunque impossibile esprimere un giudizio puntuale... Staremo a vedere.
  25. Perdonami, ma leggendo questa tua espressione conclusiva, non ho potuto fare a meno di rammentare una famosa battuta di Tex rivolta a Gros-Jean: "Che un uomo fumi, lo si può capire, ma che si mettano a fumare anche i vestiti..." 😇
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