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valerio

Ranchero
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  1. No, anche Boselli ha scritto storie brutte, la peggio di tutte Alaska, in cui si tende a dare la colpa solo ai disegni pessimi, ma anche la sceneggiatura è terribile in realtà. Ma anche altre, per foruna non tra quelle più ambiziose. Le storie ambiziose magari le sbaglia, ma brutte brutte è difficile che le faccia perchè è uno sceneggiatore molto accorto e sa cosa non deve sbagliare.
  2. Gli uomini giaguaro è la storia più noiosa di tutta la serie. Davvero difficile arrivare in fondo.
  3. Si, discorso che fila, probabilmente quella di Boselli ha qualcosa in più, appunto perchè è azzeccato Mefisto e molto azzeccata la location. Ma non è azzeccato Yama, mai così bischero e ridicolo, l'ultimo albo è molto molto deludente e pure la scena di Kit che si fa fregare così la trovo molto indigesta e non troppo dissimile da quella del Tiger Nizziano. Diciamo che tra le due è un pò meglio quella di Borden. Comunque continuo a ritenerle entrambe più che sufficienti pur presentando parecchi errori e ingenuità e un prosieguo (in Nizzi più lungo) non all'altezza delle premesse.
  4. Beh, ovvio che è quasi d'obbligo indicare il creatore del personaggio come il migliore. In fondo ciò che Tex e gli altri sono lo ha deciso lui. Ma GLB è anche figlio del suo tempo. Le trame erano spesso lineari, poi quasi basilari verso fine carriera. A volte erano invece già sorprendentemente variegate. Ma la gran parte era lineare. GLB era un grande narratore di pancia, di istinto. Quasi sempre azzeccava la cosa giusta. Un Boselli è molto più tecnico a mio parere, ma GLB aveva "l'istinto teatrale". Il Tex tagliato un pò con l'accetta di GLB, visto oggi da un novellino della lettura, potrebbe apparire eccessivo e terribilmente fuori tempo. Un ranger che agisce spesso contro la legge, con i suoi metodi, che tortura, picchia, incendia, distrugge, insulta oggi ha necessitato di un restiling e infatti i vari "limoncino" "palla di neve" et similia o non ci sono più o sono molto limitati. Le torture quasi scomparse, i cazzotti sempre meno, non si vede più Tex entrare in un saloon e in un nanosecondo mettersi a menare chi lo guarda di traverso. Non so bene quanto per il carattere dei nuovi sceneggiatori e quanto per i tempi che cambiano, ma insomma è così. In questo senso ha ragione Grande Tex (col quale concordo abbastanza raramente, è troppo estremo con Nizzi, così come altri lo sono allo stesso modo ma nel verso opposto) dicendo che in un certo periodo l'unico a seguire abbastanza questa strada fu Nizzi. Parlo soprattutto del periodo inoltrato del centinaio 300 (e dei relativi speciali da lui scritti in quel periodo). Il Nizzi iniziale era lontano...troppo investigativo e caratteriale quel Tex, e quello poi del declino diventa una sorta di Nolitta 2, ma il Nizzi del periodo Sioux-Leggenda vecchia missione-Uomo con la frusta-Furia Rossa e simili è quanto di più vicino alla tradizione di qualità ci è stato proposto dopo GLB. Boselli ha una capacità di sviluppo delle vicende superiore agli altri due. Nessuno può stargli dietro quanto a intreccio, controllo, modernità, idee. Non è un autore classico, il suo Tex somiglia pochissimo a quello originale, non tanto per i caratteri dei personaggi, sostanzialmente rispettati anche se è completamente sparito tutto l'armamentario guascone che dicevo più sopra (e anche l'ironia, che invece Nizzi ha magistralmente ripreso da GLB finendo pure per esagerare, dandoci al meglio il Carson più bello e divertente e poi invece più brutto e ridicolo della storia della serie), quanto per tutto l'impianto delle sue storie. La linearità sostanziale diventa intreccio a volte complicatissimo (per quanto di solito magistralmente gestito con enorme talento), la centralità di Tex diventa marginalità, il bianco e il nero diventano grigio, i cattivi un pò buoni, i buoni un pò cattivi, il numero di personaggi in scena esplode tipo le Aide di Zeffirelli dove non si trova più un buco libero in palcoscenico e Aida fatichi ad individuarla. Ma è un Tex molto moderno, dove puoi apprezzare vicende degne di romanzi di avventura e un talento non comune di scrittura e gestione delle storie, che francamente non era così sviluppato nei due autori precedenti. Non che Boselli non sappia scrivere classico (vedi alcune storie minori dei 400 e 500 o vedi il Texone di Villa), ma centellina questa cosa come se si vergognasse di essere semplice e diretto, cosa che è al contempo il suo forte e il suo limite secondo me. In conclusione, è difficilissimo dire chi sia il migliore, come già dicevo darei sempre la palma a GLB, anche se a volte lo trovo troppo antico, troppo diretto, troppo violento (amo i pestaggi e gli incendi, ma talvolta letto oggi siamo ben oltre la ragionevolezza), e non riesco a rileggere le sue prime storie fino al numero 80 circa e dopo il 200 se non poca roba. Quello che però ha tirato fuori nel centinaio 100 basta e avanza per perpetuarne il Mito. Gli altri due li metto al secondo posto alla pari, ognuno con le sue caratteristiche, i loro pregi, i loro limiti. Sul terzo gradino, staccato, c'è Nolitta, che pur non azzeccando minimamente il personaggio era un ottimo narratore e di riffa o di raffa ha indovinato un paio almeno di quasi capolavori, cosa che i vari Ruju, Manfredi, Faraci e gli altri manco ci sono mai andati vicini in anni e anni ormai di onorata carriera Texiana.
  5. Ho delle riserve anche io su "i sette assassini". Ci si può anche divertire (e curiosamente Borden ci dà dei cattivi-cattivi senza tante pippe mentali), ma siamo decisamente nello splatter-freak ed è davvero eccessivo.
  6. Verissimo. Ne sono piene zeppe persino le sue prime storie. D'altra parte così come il Bos l'eltro ieri diceva che il suo marchio di fabbrica sono le storie ingarbugliate piene zeppe di personaggi con Tex sullo sfondo, il marchio di fabbrica di Nizzi sarà l'origlione. Comunque, certo che rimettersi a leggere anche il Mefisto! in piena Mefisteide interminabile è davvero da indigestione. Questa storia paga lo scotto di una enorme aspettativa. L'ultimo e unico a scrivere di Mefisto fu GLB e trovare un altro ad occuparsene parve un evento incredibile. E le aspettative e i fucili puntati furono a livelli mai visti. Tutta la frangia anti Nizziana parlò ovviamente di disastro epocale, in realtà è una storia più che discreta, con una parte iniziale eccezionale e un prosieguo di livello più basso, con alcune cadute (talune piccionate, tipo quella di Tiger), la banalità di Mefisto chiuso in un retro negozio (cosa che toglie molta "poesia" dalla vicenda) e qualche scena ancora notevole (quella della finta pazzia di Tex, ad esempio). Nel complesso qualcosa di simile all'ultima di Mefisto conclusasi 3 mesi fa, anche quella troppo attesa, anche quella con un inizio folgorante, anche quella con piccionate maldigeribili (Kit, il coltello lasciato a un cm da Tex legato male, Yama-Fantozzi e pirla oltre ogni ragionevolezza) e un finale caotico. Difficile scrivere di Mefisto, d'altra parte non ci riusciva nemmeno GLB, finito il suo periodo di massimo fulgore.
  7. Eh le fistole sono dolorosissime. Io avevo le ragadi e mi volevo buttare dalla finestra. Un Mefisto con le fistole potrebbe essere molto vulnerabile e facilmente battibile.
  8. Si, bisognerà coniare un nuovo termine per la Mefistolata Boselliana, perchè un termine consono ci vuole dopo una persecuzione di ben 7 albi. Mefistolea potrebbe essere buono vista la lunghezza, un pò come l'Odissea, o Mefistoleide.
  9. Si, certo che è il tuo marchio di fabbrica, ma credo che certa complicatezza stilistica, diciamo, poi facilmente rischia di cadere quando magari non sei al 100 per 100 della forma e dell'ispirazione. Come ho più volte detto in sede di giudizio delle varie storie, questa cosa viene a rendere epiche le storie dove sei ispirato e viene a zavorra in quelle dove lo sei meno, perchè in quel caso appesantisce. Poi è ovvio che fai del tuo meglio e si spera sempre di divertirsi. Quella delle navi era ultra complicata, come sempre, ed era a mio parere molto bella (credo di aver messo 10 nell'entusiasmo del momento), la prima di Mefisto si ingarbuglia senza trovare lo sbocco che la rende indimenticabile. Dopo un inizio a mio parere stupendo, si arriva a una seconda parte verbosa, eccessiva, troppo piena di cose e personaggi e con alcune scene che a me proprio non sono piaciute (le ho dette prima). In qualche modo è una storia riuscita a metà come quella di Nizzi su Mefisto, anche quella con un inizio strepitoso e poi scene deprimenti (anche se li il problema erano le troppe poche idee nella seconda parte oltre agli errori, mentre in te il problema sono le troppe idee che vanno ad appesantire ed ingarbugliare tutto). Qui sto leggendo molte critiche e spero che invece mi piaccia. Io non parto mai prevenuto su nulla.
  10. Mi permetto di dire che a volte è proprio questo il problema. Non trattandosi di poemi epici, a volte è meglio una bella semplicità che raffinatissime vicende ingarbugliatissime e cervellotiche, che è poi quello che ti capita quando sei meno ispirato. Qui non so, leggo i commenti ma leggendo le storie solo alla fine non so nello specifico. Ammetto di cominciare un pò a preoccuparmi però, anche perchè il primo episodio della "Mefistolata" è iniziato in modo entusiasmante per poi perdersi in un vero e proprio caos e pagine affollatissime di personaggi e confusione nella parte inoltrata della seconda metà (oltre a qualche scena discutibile come quella del coltello di fianco al viso e il Kit un pò troppo ingenuo).
  11. Gli sceneggiatori di Tex sono solo tre: GLB - Nizzi - Borden. Gli altri sono di passaggio. Si può riconoscere una certa importanza a Nolitta, ma pure lui era uno sceneggiatore texiano improvvisato, che scriveva per necessità di serie e scriveva come gli pareva. Ha anche azzeccato alcune storie molto simili a capolavori va detto. Ma lo metto certamente al quarto posto. Gli altri...ho apprezzato certo Segura ma con Tex c'entrava poco, in fondo. Ruju è un buon mestierante di cui non si ricorderà nessun capolavoro. Gli altri non hanno lasciato traccia, se non il Berardi del Maxi, ma un episodio non fa primavera. Dunque restano quei tre. Brutto fare classifiche. Tutti e tre ci hanno offerto immensi capolavori e qualche caduta. GLB e Nizzi sono purtroppo invecchiati male. Borden vedremo, speriamo di no. Con la pistola alla tempia direi GLB perchè ha creato il personaggio. Gli altri due alla pari, più "oculato e meno ingenuo" Boselli che sa come fare a non finire in certe cadute davvero inspiegabili e più spontaneo forse il Nizzi al suo meglio, con storie dal sapore classico estremamente divertenti. La Storia.
  12. Ah beh, su questo te la devi prendere con GLB, è lui che li ha alimentati a bistecche, patatine e torte di mele senza altra variazione sul menù
  13. Beh, certo. A meno di essere completisti vanno fatte delle scelte, mica si possono spendere centinaia di euro per Tex ogni mese. Le uscite sono tantissime, ognuno di noi fa delle scelte. Io non compro Tex Willer, non compro i Maxi con due storie, non compro i color con le storie brevi e in generale qualunque speciale o fuori serie con storie brevi. Mentre compro la regolare sempre, i Maxi con una storia e i texoni sempre, chiunque li scriva. Nizzi? Da Nizzi non mi aspetto nulla che non sia, nella migliore delle ipotesi, una buona routine, già da tempo. Nè può essere altrimenti parlando di un ultra ottantenne il cui periodo d'oro è lontano alcuni decenni. Tuttavia, se compro e leggo opere di autori che resteranno solo nella cronaca di Tex senza mai sfiorare la storia (Ruju, Manfredi, Zamberletti eccetera), non si vede perchè non debba comprare un albo di chi la storia di Tex l'ha scritta, assieme a Bonelli e Boselli.
  14. Io lo leggo ma non lo compro. Anzi, lo compro, ne leggo metà, poi lo rivendo al mercato nero.
  15. Ah ok, avevo letto Dio con un errore di battitura...pardon.
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