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TWF - Tex Willer Forum

Barbanera

Ranchero
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Everything posted by Barbanera

  1. canovaccio della Storia: la Virginia...lo Stato più colpito in assoluto tra tutti gli Stati Americani, in cui spero che un giorno Tex possa ritornare ( ) Nizzi magistarlmente descrive la condizione nell'ultimo anno di Guerra dello Stato leader della Confederazione : grandi proprietà terriere ormai in decadimento, bifolchi incattiviti dalla Guerra che odiano i negri, tradimenti e atti di eroismo, idealisti e opportunisti, speranza e disillusione, grandi e illusorie aspettative nell'aura messianica di "problem solver" rappresenatata dal Generale Robert E. Lee, che ogni soldato in grigio incontrato da Tex alias Edward Tennison (ve lo ricordate il falso documento a firma di Lee?) venera come una reliquia ("il Vecchio leone è ferito, ma i suoi artigli non sono ancora stati spuntati" dirà ad un certo punto un giovane ufficiale confederato): quando una Guerra è persa, ci si aggrappa sempre a qualche eroe in grado di "raddrizzare" una situazione compromessa... Anderville: campo di prigionia immaginario (e qui si vede che Nizzi segue Glb fedelmente, storpiando il nome di un gulag antesignano, per rendere la vicenda Storica reale al servizio della storia di Tex)che si ispira volutamente al vero e tristemente famoso campo di prigionia di Andersonville, in Georgia. il conflitto "brother Vs brother" che da macroscopico (Anericani del Sud contro Americani del Nord) diventa familiare (Leslie contro John)..Leslie è un tacchino gallonato pomposo ma leale nei confronti del cugino John (che rappresenta un idealista molto "positivista" da "Sogno americano": il Nord è il progresso, il Sud è il passato) Entrambi due idealisti, che combattono in mod cavalleresco su fronti opposti, ma che finiscono entrambi "risucchiati" dalla brutralità e bestialità della Guerra, vedendo entrambi traditi da un parente, lo zio, che in modo pragmatico e brutale sta già preparandosi a diventare uno Skalawag (un ex confederato che collabora nel difficile dopoguerra con i Nordisti vincitori) per accrescere il proprio potere: lo spietato e cinico"pragma" dello Zio Walcott, dicevo, fa a pugni con l'idealismo quasi infantile e da "Viva la Guerra" iniziale di due nipoti, che diventano loro malgrado parte di un meccanismo diabolico che porta Tex a sospettare di entrambi i ragazzi, che muoiono senza sapere di essere stati usati dallo Zio...una tragedia Shakespeariana, direi... poco importa, a mio avviso, che Tex non si sia reso conto da subito che il vecchio Walcott non fosse il vero colpevole...nel finale riesce a riabiliatare nel suo cuore la figura di John, e anche a provare compassione per la figura di Leslie, che ha creduto nel suo ideale sbagliato ma che è comunque stato un uomo di onore fino alla fine. Tom, lo schiavo negro, che urla a squarcia gola "Viva l'Unione" quando viene ucciso per coprire la ritirata a Tex...un uomo semplice, ma vero, che grazie a Tex compie un gesto eroico e disinteressato, dimostrando l'orrore della schiavitù. tanti comprimari, tanti Redneck resi ancora più beceri dalla micrania e bestialità della Guerra, tanti prigionieri Yankee che aspettano la morte in mdo quasi liberatorio... storia che a più riprese non può non commuovere... voto 11
  2. "C era una volta il Tex di Claudio Nizzi"...questa, a mio modo di vedere, è la definizione più consona ad una storia immortale come questa. un vero feuilleton storia in cui si respira a piene mani tanti clichè dell'America della seconda metà dell'800... il teatro, ad esempio...nuova forma espressiva "colta" e "europea", giunto nelle rozze contrade dell'Ovest nella Seconda metà dell'800 sulla spinta di un desiderio di "civilizzazione"...la messa in scena della tragedia Amleto, che tutti i papaveri della cittadina del Colorado attendono con trepidazione in frac e vestiti alla moda parigina( tragedia che Carson guarda con gli occhi stupiti del Frontierman) viene volutamente "resa umoristica in chiave western" da Nizzi con l'ausilio del falso ubriaco che spara al teschio al grido "vogliamo le ballerine"!... la setta orientale, dominata dalla Tigre, che sfrutta i "fratelli" bianchi illudendoli con l'accumulazionde di una facile richezza, è un omaggio alle tante sette che gli Orientali, Cinesi ma non solo, fondarono in America nella seconda parte dell'800. La Stessa Tigre, per assurdo, è una perfetta "nemesi" del Sogno americano...il principe viene salvato da una nave americana, inizia a lavorare per la ferrovia come semplice manovale "sfruttato" dai Bianchi insieme ad altri Orientali, impadronendosi poco a poco grazie alla sua astuzia, intelligenza e spietatezza del "modus vivendi e operandi" degli Americani, sfruttando addirittura le sue conoscenze legali e notarili per "fregare legalmente" le proprietà dei suoi avversari morti ammazzati...il suo sogno però non è diventare un cattle Baron o un Pezzo grosso americano, ma è distruggere a poco a poco le fondamenta stesse del sistema che Summankan ha imparato a conoscere e servirsene, pur disprezzandolo, per soddisfare la sua sete di vendetta e la sua voglia di dominio...in questo è un Sandokan "invertito", vale a dire non qualcuno che lotta per il suo popolo in nome di una ricerca di "revanche" contro la Perfida Albione, ma quella di un uomo reso malvagio dalle avversità della vita, che vuole distruggere da dentro un sistema utilizzando le armi del suo nemico, per arrivare a diventarne il Satrapo assolutista e vanesio. Personaggio geniale.
  3. Nizzi semplicemente descrive la realtà di quelle terre...tutti i bianchi bifolchi del posto, chi più chi meno, detestano i Negri.la differenza sta nel fatto che Harding e lo sceriffo menefreghista "stolkerizzano" i negri senza un chiaro disegno da "suprematisti", invece il Klan (che come hai giustamente detto poteva essere reso meglio da Nizzi) vuole l'ELIMINAZIONE FISICA DEI NEGRI (e il dominio sull intero territorio, in secondo ordine, come afferma mac Cook). Nizzi per rendere ancora "peggiore" Mac Cook lo fa non solo razzista ma pure traditore venduto in guerra (oltre ad essere un bieco propietario terriero).l'Ho trovato un bel personaggio è un innesco, per giustificare la puntata in Alabama
  4. di questa storia, a aprte l'ambentazione sbagliata e la non spiegazione del perchè Tex si trova in Tennesse (peccato veniale, ma pur sempre una forzatura per giustificare una storia "strana" con una trama diversa dai canoni western classici: legittimo) ho apprezzato quasi tutto, ma o sottolineato volutamenet, partendo da una azzeccata intuizione di Valerio, l'ambiguità del personoggio di Boone...ripeto, che Tex capiti per caso a casa del piantatore del Tenneesee, che è PER CASO un suo vecchio amico, ci sta assolutamente per me (anche se capisco Condor).Ho trovato un limite il non voler "caricare" di più la figura di Boone, che é UN RAZZISTA o quantomeno un wasp menefreghista (perchè, ripeto, Boone sa del passatempo del Fratellino di andare a stuzzicare i Negri, lo sa...basta leggere i ballons).Successivamente Boone, per evitare di dare spiegazioni a Tex del "passatempo" del caro fratellino e degli altri razzisti del paese, taglia corto e fa andare via i due razzisti...Tex semplicemente non si interessa, o se sospetta qualcosa, non interviene comunque. ovvio che la cosa è studiata per giustificare l'intervento successivo di Tex, poi Boone praticamente scompare dalla trama (ormai non serve più) riapparendo per poche pagine nel secondo albo, uscendo definitivamente di scena in modo "neutro" Gl dava molto più importanza alla storia e al ritmo che alla sfaccettatura dei personaggi, però il grigio Boone avrebbe meritato forse una parte più interessante nella storia, che non ha avuto.pazienza...soprattutto, nella storia manca un elemnto che più avrebbe dato un quid: il KU Klux Klan, che nacque proprio inTennessee se non ricordo male...ma le scelte di GLB sono state diverse e legittimate da una buona trama. Glb non penso si rivolterà nella tomba per delle osservazioni analitiche su una sua storia... personalmente, e lo ripeto, ho trovato più interessante la storia di Nizzi (La cRoce fiammeggiante" e il Ritorno di Jehtro i Boselli, rispetto a questa storia...
  5. vedo che qualcuno ha capito dove volevo arrivare... dal Tennesee all'Arizona ci sono 1608 miglia di distanza,,,si tratta di un altro Continente, a momenti... ma non è stramo che si trovi in Tennesse, lo strano è che si trovi lì "per caso"...
  6. in questa storia, Tex è in Tennesee non per raddrizzare un torto nè perchè è andato a trovare uno dei suoi tanti amici...farlo trovare in Tennesee "per caso", senza alcuna spiegazione logica è l'unico modo per innescare una storia "strana" (nel senso non puramente western) ambientata in uno Stato a mille e più miglia dall'Arizona. Qui Tex è abbastanza ingenuo a non "fiutare" subito Boone (si capisce da subito che Boone conosce le malefatte razziste del fratellino, tanto che quando Warner lo va a trovare, Boone dice ai due razzisti una frase tipo "andate pure non vi trattengo"...sembra che lo dica proprio per non rendere noto a Tex le malefatte razziste del fratello...).
  7. direi di sì...visto che anche recentemente si è fatto osservare che Tex ha sempre qualcosa/qualcuno che lo muove
  8. trovo che la storia sia un po' lacunosa, non solo per l'ambientazione... partiamo dall'innesco: Tex in Tennessee...mah...perchè?non viene spiegato esatto, ma non è sfrutatto a dovere.Boone viene a mio modo di vedere sprecato, rimanendo "buono" e uscendo apparentemente "indenne"dalla trama, ma appare da subito un personaggio grigio, a tinte fosche...è conscio del fatto che il fratellino è un razzista, ma non fa nulla per impedirne le azioni, e si guarda bene dal raccontarne le "gesta" a Tex. i due piani del razzismo, quello brutale di Fatsy e quello calcolatore di Boone sono resi molto bene da Glb...nel suo manierismo, Nizzi nell'episodio a mio parere più riuscito "la setta dei Tre K" ricalca questa duplicità dei Redneck tontoloni e violenti sfruttati dal falso Gentleman del Vecchio Sud mac Cook: Mac Cook, freddo e calcolatore oltrechè razzista e leader del locale Ku Klux Klan, riesce però a mantenere la sua "rispettabilità" sfruttando l'odio primordiale e ignorante dei reduci confederati nei confronti dei Negri, capro espiatorio della sconfitta del Sud... per concludere: episodio interessante, ma a mio parere un po' banalizzato dall'ambientazione e dal non aver sfrutatto a dovere alcuni comprimari
  9. Scrivo un bel commento su Winnipeg, così è la volta buona che Boselli mi toglie definitivamente il saluto Premetto col dire che per me Winnipeg rappresenta la peggiore storia di Boselli su Tex...con un aggettivo, la definisco inclassificabile. Dopo Winnipeg, decisi di chiudere con Tex (e per due anni non sono riuscito più a leggerlo), perchè questa storia a tinte gotiche, piena di verbosità e di atmosfere cupe mi angosciava letteralmente, pagina dopo pagina...non tanto perchè Boselli cerca fino all'ultimo, per altro in modo del tutto insufficiente, di tenere "coperto" il finale (ci potrebbe stare, in realtà) ma perchè il finale è qualcosa di indecente, perchè comporta un fallimento dei quattro pard, soprattutto di Tex, che non riesce MAI a comprendere la vera natura del Kid. Nella storia in questione i protagonisti sono il Bieco Thunder, trasformato in modo improprio da guerrigliero di Quantrill, ammazzasette dannatamente in gamba e privo di pietà, lurida feccia del vecchio Missouri, in una sorta di assassino psichiatrico e abile negli intrighi, ben poco interessante...per assurdo perde la sua fisionomia, diventamdo solo un vecchio folle assetatto di vendetta. il vero protagonista della storia, in fin dei conti, è il Cieco insieme a Kid Rodelo, mentre i pard stanno sullo sfondo, brancolando nel buio. Parliamo di Kid Rodelo...in "Giovani assassini", ottima storia, già Boselli aveva cercato di rendere il Kid un cattivo reso "quasi" buono dalla contingenza, un tronco umano senza un braccio distrutto nella psiche e ormai "finito" dopo aver cercato e ottenuto la sua vendetta. Ma qui a mio modo di vedere errore non vi è stato, dal momento che il Kid viene sempre dipinto come uno speitato assassino, "rabbonito" nel finale solo dalla sua condizione di infermità e dall'affetto per lui da parte di Dallas...Tex nella famosa votazione non sbaglia, perchè in cuor suo sa che il Kid è rimasto uno spietato assassino, ma lascia aperta una votazione con i pard, cui Borden aggiunge volutamente Mike, per "evitare" un capestro al Tronco Umano, proprio perchè Tex non essendo un uomo di legge ma di giustizia, non se la sente di consegnarlo al boia...e qui Il Bos non sbaglia assolutamente, dal mio punto di vista: l'avrebbe fatto anche GlBonelli. il riprendere il Kid per un'avventura successiva è stato invece tragicamente un errore, perchè Boselli ha dovuto nuovamente "ricostruire" un personaggio già destrutturato (con un certo successo, per altro, come dicevo) nella sua seconda apparizione, dimostrando a tutti che il giudizio di Tex nella storia precedente sul Kid è stato in buona sostanza sbagliato...la morte del Kid nel finale, che di tragico proprio non ha nulla, dal momento che neanche per un minuto il lettore "medio" può immedesimarsi in un personaggio reso qui male psicologicamente, senza una chiara personalità, fa credere al lettore che Tex ha sbagliato a giudicare Rodelo... Ho provato a rileggerla, senza pensare che sia una storia di Tex, e ho trovato ovviamente interessanti molte trovate del Bos ( tra cui il carro dei saltimbanchi cinesi e le allucinazioni succesive). Per fortuna quando ho ripreso a rileggere Tex ho trovato un Boselli redivivo...questa storia dimostra a mio modo di vedere, che i ritorni ad libitum di alcuni personaggi possono produrre un avvitamento creativo dell'autore, che per far quadrare la trama e tirare le fila deve fare salti mortali, rischiando di appesantire la storia. Ancora amici, Bos?
  10. dopo divesri giorni in cui non ho potuto scrivere sul forum, causa troppi impegni e zero ferie, oggi ho deciso di fare il kamikaze e di buttarmi letteralmente con il mio caccia Mitsubishi "Zero" sul ponte della Uss Saratoga (il thread in questione) tentando una volta per sempre (ne dubito ) di dare da parte mia, quella di un semplice affezionato lettore di Tex, un contributo il MENO PARTIGIANO POSSIBILE (EVVIVA TRA L'ALTRO IL 25 APRILE!) su un punto divisivo in modo incredibile tra i FANZINARI di Tex...vale a dire, la diatriba infinita, snervante e stucchevole sul Tex del Vecio Nizzi. PRECISAZIONE DOVEROSA: io sono uno dei pochi fortunati ad aver visto un mio soggetto (ne seguiranno altri)accettato su Tex, per cui, al netto delle mie poche storie accettate e delle molte bocciate (ci sta, i curatori servono a questo) avrò sempre nei confronti sia del persoanle della Bonelli da me conosciuto (in particolare mando un grande abbraccio a Luca Barbieri e alla gentilissima Stefania BAjocchi) sia verso il curatore della testata (con cui ogni tanto mi sento) un affetto quasi fanciullesco, del bimbo che da adulto è riuscito a coronare un suo sogno. Detto questo, cercherò di formulare un mio pensiero articolato e obiettivo sull'intervista di Nizzi che sta facendo discutere in modo incredibile noi fanzianari (parlo volutamente dei fanzianari, non dei semplici lettori)..e ora, si comincia PREMESSA: I ritorni non sono mai semplici per nessun grande autore, soprattutto se ti ritrovi a scrivere sotto un altro autore che tu ritieni essere, secondo il tuo opinabile punto di vista, il tuo "Segundo", per dirla alla Messicana. non me ne voglia il buon Borden, che è parte lesa ovviamente, e a cui saranno girati i cabazizi sentendo le affermazioni di Nizzi (io al suo posto lo avrei chiamato per pretendere le scuse, poi ovviamente non so se i due si fossero già mandati a stendere in modo diretto mesi prima, al momento della famosa bocciatura del soggetto del telegrafo, di cui ovviamente Nizzi non fa cenno nell'intervista del Guarino). Di tutto questo, mi stupisco soprattutto del come non siano "volati gli stracci" prima! A livello psicologico e professionale, un autore di 80 e fischia anni, che non è mai andato d'accoro lavorativamente con il suo successore (perchè è tale Boselli, successore in linea cronologica come Terzo grande autore di Tex, escludendo ovviamente la parentesi di Sergio) e attuale supervisore, prima o poi era gioco forza che avrebbe "sbroccato": troppe sono le differenze tra i due Tex, e moltissime sono le divergenze anche caratteriali tra i due autori, che non si amano (e ci sta, nei luoghi di lavoro)...Mi si obietterà, giustamente in linea TEORICA:il Nizzi che ha accettato di Riscrivere storie di Tex grazie a Boselli (che ovviamente glielo ha proposto per necessità di lavoro in primis, non per affetto nei suoi confronti), non poteva non accettare la supervsione di Boselli come curatore, esseno strapagato (beato lui)...fin qui le regole scritte e giuste, in linea di princiapio...c'è un però Nizzi è stato il successore di Glb, l'unico che abbia avuto le palle di prendere il suo posto in anonimato e a portare avanti la baracca da solo per dieci anni(poi, se qualcuno conosce altre versioni, le porti a conoscenza, ma la Storia si fa coi fatti, non con il "what if"...)d'accordo, è stato strapagato, d'accordo ha scritto ciofeche negli anni 2000...ma ha preservato negli anni 80 90 Tex, sbagliando come tutti i grandi autori, ma non limitamdosi a far fare figure di letame a Tex...non è vero, questo, è una banalizzazione capziosa e volutamente provocatoria...Nizzi si sente (ed è stato fatto sentire da Bonelli per anni, e non solo da lui) il DEGNO EREDE di GLB...Secondo tutti voi, accetta di buon grado critiche legittime (e giuste, credo io) da chi lui ritiene essere un suo ex aiutante e un autore che gli "portava via il lavoro" e lo scettro di prima donna negli anni 2000? perchè tale è il pensiero di Nizzi, inutile girarci intorno: a livello psicologico secondo me Nizzi non è mai riuscito a liberarsi da questa idea, e non c entrano i soldi...Nizzi ci crede per davvero al fatto che il suo Tex sia migliore di quello degli altri autori, e ha sbattuto alfine la porta sentendosi trattato, secondo lui, come un Faraci qualsiasi...fin qui nulla di nuovo sotto al sole sull'intervista, mi piace rispondere SU ALCUNI PUNTI Nizzi sputa nel piatto in cui mangia: capita anche con gli attori, i calciatori e i grandi registi, strapagati anche più di Nizzi, criticare in modo duro chi li ha strapagati per anni, ma da cui non accettano critiche per il loro operato, sentemdosi AL DI SOPRA DELLA LEGGE: in questo la casa editrice è stata responsabile per anni, facendolo sentire intoccabile e non fcendolo mai scendere dal trono su cui era stato issato da Sergio. Nizzi critica glb: non è vero, dice semplicemente che glb era un omino basso di statura, che le sue ultime storie erano bruttine( e in questo è stato fin troppo edulcorato, perchè le ultime storie di GLB non hanno nè un capo nè un coda, dico purtroppo) e che all'inizio non gli piacevano le storie diluite di Bonelli (può essere, infatti, dal momento che Nizzi scriveva solo storie brevi per il Giornalino e quindi era abituato ad un altro stile...però ad un certo punto Nizzi ha anche detto che lo stile di Glb era inconfondibile e gli piaceva il lessico... Nizzi critrica Boselli: sbaglia perchè lo critica in modo diretto, davanti ad una folla di persone...di per sè legittimo ma di cattivo gusto, oltre che ingiusto GUARINO: ecco, il ruolo di Guarino mi ha davvero indisposto...non solo non riesce a dare una scaletta a Nizzi e a fare domande interessanti, ma USA UN NIZZI IN PIENA E INTAZZATO PER ATTACCARE VOLUTAMENTE LA SBE E IL CURATORE. Un Guarino che si crede il segretario di Nizzi, anzi la sua guardia del Corpo, l'unico in grado di avvicinare il sacro profeta del Verbo texiano (lo dico ironicamente)...ma Guarino è così, so di cosa parlo. Anni fa quando incontrai Nizzi l'ultima volta, e gli parlai in modo meno superficiale di altre Texofili, mi sentii ad un certo punto il fiato di Guarino sul collo, che mi chiese se lui poteva firmare al posto di Nizzi la copia del mio "tex secondo Nizzi": capì in un attimo che Guarino era infastidito dal fatto che qualcuno dei presenti potesse anche solo per due minuti "portargli via il suo eroe" e infastidirlo con domande meno banali e più pregnanti. la cosa mi ha infastidito a tal punto che me ne andai subito...e benchè sia io un uomo di mondo e sappia benissimo perchè Guarino sia entrato nella grazie di Nizzi (...) la cosa mi dà doppiamente fastidio, perchè secondo me a Nizzi Guarino sta dando un pessimo servizio. Per concludere, cosa penso dell'intervista: penso che se una buona metà dei commenti su youtube sono a favore di Nizzi, ciò significa che a una buona parte di lettori di Tex piace il suo stile e rimpiange le sue storie, che per altro anche lui non sa più scrivere come prima...sul fatto che Nizzi critrichi Boselli è legittimo da parte sua, anche se lo fa da vanesio. Sulla qualità delle ultime storie di Nizzi, comunque credo non si discostino molto dalla media degli altri autori, eccetto Boselli ovviamente. Adios "old Timer" da Fiumalbo, hai chiuso su Tex...peccato per l'epilogo, ma te la sei cercata anche tu. Detto questo, il suo Tex prima maniera mi è rimasto "appiccicato addosso" e mi manca moltissimo. Come ha detto qualcuno, al netto di tutti i limiti delle sue storie, l'ironia del suo primo Tex e i dialoghi con Carson nessun altro è riuscito a replicarli successivamente...
  11. Nizzi si sarà appuntato frasi e clichè dando una rapida lettura agli albi per poi leggerli in modo approfondito con il passare del tempo...d'altra parte, gli è stato chiesto di scrivere DA SUBITO Tex, e infatti lui parte da un ritorno, quello del Carnicero, probabilmente perchè gli sembrava più comodo partire dal ritorno di un supercattivo per dare una idea di continuity con GLB. Secondo me ha letto BENE gli albi dall'80 in avanti, e tralasciato più o meno volutamente i primi, riprendendoli magari a spizzichi succesivamente...il Tex prima maniera, per intenderci quello delle strisce,lo ha detto mille volte, infatti, non gli è mai piaciuto. Ricordo che ha ripreso l'Uomo della Morte su indicazione di qualche lettore che aveva mandato delle lettere in Casa Editrice per lamentarsi che non si erano più fatte storie con esso. potrebbe essere, ma ciò in parte allora stona con il fatto che a Nizzi le storie di Mefisto piacevano, mentre le aborrava Sergio... ci vogliono anni...infatti a mio modo di vedere uno stile suo Nizzi lo fa crescere con il tempo, probabilmente con una più approfondita disamina delle storie del Vecchio Bonelli.
  12. a mio modo di vedere, l'errore di Nizzi è stato quello di "sbandierare"ai quattro venti la sua rabbia senza citare per altro il "casus Belli"...e Guarino ci ha messo del suo, sbagliando ancora di più (se lo becco in giro per Barotto City, come mi è capitato qualche volta di incrociarlo anni fa, glielo dico ) nelle redazioni le discussioni e le incazzature, miste ad incomprensioni o a rancori, ci sono sempre state...il curatore esiste proprio per "sovrintendendere" una testata. Nizzi ha un carattere di un certo tipo, e a 84 anni non cambia di certo.Diciamo che per il SUO NOME e per la SUA DEGNA STORIA DI SERIO E INNEGABILE PROFESSIONISTA DEL SETTORE, poteva scegliere un altro modo per congedarsi dal suo pubblico: criticando in modo pretestuoso e ambiguo un collega davanti ad un pubblico di appassionati non fa una bella pubblicità al suo nome e alla sua indubbia capacità di fumettista. dal letame nascono i fiori, talvolta...
  13. le storie che Nizzi ha scritto dal 2017 in avanti sono più che discrete, soprattutto il Color Tex di Torti uscito ormai tre a nni fa è molto ben scritto e piacevolemente ripetitivo con l'innesto di clichè...che sono importanti in una serie che nella SERIALITA ha uno dei suoi tratti distintivi e vincenti. Il pensiero di Leo è tra tutti precedenti il più equilibrato e condivisibile, come al solito .Guarino sta esagerando. Su Nizzi: ha esposto in modo molto chiaro e poco elegante il suo pensiero...chi parla di Senilità galoppante ha preso un bel granchio, Nizzi è molto lucido e tagliente in questa intervista...e Leo ha colto nel segno: chi è stato per anni, a torto o a ragione, una Prima Donna non tollera essere messo in discussione...Cosa stona però è che in altri interventi passati Boselli abbia affermato che Nizzi avesse accettato delle correzioni suggerite da lui stesso senza battere ciglio: Nizzi stesso ha affermato in un'intervista deloo scorso anno che lui ha accettato il ruolo di Boselli come curatore senza battere ciglio...
  14. i Texani...li odia Juan Nepomuceno... Cortina era politicamente duttile. un uomo molto border line e di carattere vendicativo. Capace di repentini cambiamenti di fronte e di alleanze, col pensiero unico della liberazione dei Tejanos dal giogo dei Janquis...venti anni di guerra e guerriglia che lo hanno segnato nel profondo dell'animo, quel vecchio brigante Io lo considero molto simile al Raysuni del Marocco ("il Vento e il Leone") o all'anarchico ucraino Machno...entrambi i personaggi sono descritti dai detrattori come briganti e da molti invece sono visti come eroici condottieri...a proposito di Machno: chissà se gli Ucraini stanno rispolverando le sue tattiche di guerriglia?per un periodo di circa tre anni la sua Repubblica anrachica dominò un terzo di Ucraina. il Raysuni si alleò ad Abd el Krim nella guerra del Rif
  15. io avrei scelto Hancock... per la straordinaria difesa del Centro dello schieramento unionista durante il terzo giorno della battaglia di Gettysburg...
  16. Il Partito Democratico e il Partito Repubblicano all'epoca di Lincoln erano molto diversi dagli attuali: il PD era maggioritario negli Stati del Sud, con una solida base tra i piantatori della Virginia. Il partito Democratico ha mantenuto A LUNGO TERMINE la maggioranza dei voti tra i Redneck del Sud...accadde pure per un periodo che i Bianchi del Sud votavano per i Democratici alle elezioni locali, mentre per le Presidenziali votavano per i candidati repubblicani. L'ultimo candidato DEMOCRATICO alla presidenza ad essere votato in massa negli Stati del Sud fu Jimmy Carter...che fu anche l'ultimo candidato democartico a conquistare lo Stato della Grande Stella Solitaria (Texas) e la Georgia (che però ha votato democratico le ultime elezioni con Biden). ps: nel 1880 avvenne un unicum nella storia americana...due ex generali dell'Unione, Scott Hanckock (Democratico) e James Garfield (Repubblicano) si scontrarono alle presidenziali di quell'anno. Scott perse per appena duemila voti in meno!e fu votato in massa negli Stati del Sud e nel Texas, chissà per chi votò Tex alla'epoca?diccelo tu, Bos
  17. classica media texiana, per ora, senza infamia ma manco cum laude
  18. ci sono tanti personaggi nella storia...Pat prende il posto del proprietario della compagnia di pellicce, Hogan causa effetto dell'intervento dei pard, che poi GLB accantona volutamente una volta che non serve più alla trama: la storia è tutta basata sull'azione e sull'incalzante susseguirsi di eventi...Glb ha uno stile inconfondibile in cui i vari personaggi ruotano nel canovaccio senza mai divenirne "padroni" a discapito dell'azione pura, che rimane la vera protagonista della storia...la Banda dei Corvi viene eliminata dai Dakotas, senza che Tex abbia bisogno di intervenire lasciando mano libera ai suoi nuovi improvvisati alleati (occhio per occhio, sono gli indiani Dakotas vessati in passato dalla "banda dei Corvi" a distruggere i rinnegati. Ogni parte della storia è calibrata in modo perfetto, con ogni singolo personaggio a servizio in modo attivo della trama, personaggi che "scompaiomo"una volta esaurito il compito (un esempio: la squaw Snake, che dà modo a Tex di non finire ucciso al palo della tortura ma di compiere "la corsa della freccia", ripagando il suo debito passato, poi eclissandosi definitivamente). segno tangibile che Glb oberato da super lavoro non aveva tempo di riguardare le sceneggiature...oppure, altrimenti, che per chiudere la trama ormai esaurita, Tex dà il compito a la Motte di diventare testimone contro il suo antico padrone, ormai rovinato nei traffici: il compito di Tex è finito con la distruzione del traffico e dei principali trafficanti senza bisogno che il Nostro perda ulteriore tempo con un capoccia ormai spomapato e già "battuto" dallo stesso Tex in tutti i sensi
  19. saper mischiare i generi letterari è un punto di forza di un autore. Monni ha in parte ragione quando dice che il primo Nizzi è un manierista, d'altra parte è stato assunto per questo, non certo per innovare. certamente all'inizio prende spunto anche da film western d'Altan (chiaro esempio, l'ispirazione da "Il Grande Sentiero" nella storia del Colonnello Middleton). ne il "Bisonte Bianco" oltre ad un omaggio a Moby Dick (che si può in parte trovare anche nell'ultima storia di Boselli con il cacciatore Tornuak) vi è un chiaro riferimento all'ononimo film. ne "i Cospiratori" troviamo oltre al redivivo Montales (una intuizione di Nizzi riprenderlo in veste più istituzionale, una sorta di clone del reale Juan Cortina) diversi omaggi a "I Promessi Sposi" con l'innesto di un frate e di frasi in latino che si rifanno al capolavoro Manzoniano. elemento giallo e poliziesco permangono in molti suoi albi, mentre è poco presente per sua stessa scelta l' horror (che Nizzi aborra, lo dice lui stesso) per cui, elemento western contaminato da altri generi...come faceva ovviamente Glb e come fa Boselli. e come inevece NON FA PRATICAMENTE MAI Faraci... io contesto a Nizzi la tendenza a seguire in Tex ad un certo punto lo schema Larry Yuma, come ho sempre sostenuto: granitico Sole circondato da macchiette che tendono a esaltarne il carisma...Carson in primis
  20. sono personaggi autoconclusivi...esattamente come il Dingo de "Gli eroi dei Devil Pass"... mi soffermo su particolari non ancora analizzati ma che a un incallito studioso di Storia come il sottoscritto sono molto piaciuti... l'innesto dello shotgun (arma effettivamente usata durante la spedizione di Franklin, anche se non era di ordinanza nei Royal Marines, dal momento che a metà Ottocento i fanti di marina utilizzavano il fucile a canna rigata Brunswick, modello Marina con parti ottonate appositamente studiato per il suo uso in mare aperto: l ottone non si corrodeva con la salsedine, a differenza del ferro). Chi ha notato che i metis (pag 59 de i Dannati dellArtico) utilizzano non i Winchester ma il fucile a colpo singolo Martini Henry, Fucile di ordinanza dell'esercito di Sua Maestà Britannica fino alla Prima Guerra Anglo Boera? come al solito il curatore è attento a tutti i particolari ...essendo membri di una spedizione britannica, infatti, non potevanop che utilizzare il fucile di ordinanza simbolo della colonizzazione dell'Impero Britannico di fine Ottocento (ne parla anche Kipling nel "uomo che volle farsi Re" e in un sacco di altre opere... le bombardiere Erebus e Terror erano le navi più piccole della Royal Navy, equivalenti come dislocamento ad uno sloop e più piccole di una corvetta. Originariamente progettatte per tirare con mortai a bersagli terrestri, non venivano mai utilizzate per combattimenti navali: in seguito vennero disarmate del tutto ed utilizzate come navi da esplorazione. sulla storia: mi è piaciuto molto il finale, onirico e reale allo stesso tempo: d'altra parte ho trovato esagerato l'innesto di tanti personaggi. Penso (e spero) che la telenovela Dallas/ Mike abbia finalmente trovato un finale... Dawn ha invece assunto una più chiara fisionomia, bel personaggio femminile in tutti i sensi. Brandon doveva esserci, è la causa effetto dell'intervento di Tex, e Gros Jean avrebbe uleriormente "appesantito" il team di un altro comprimario che non serve.
  21. Caro forumista,coi se e con i ma non si fa la storia...i processi per qualcosa che io non solo NON HO MAI SCRITTO ma neanche NON ho mai pensato mi fanno letteralmente arrabbiare!!!Ruju mi ha fatto contento perché ha accettato la mia storia e la svolta come meglio ha potuto.punto.sono arcistufo di queste basse e false insinuazioni ,io sto sempre coi piedi per terra... secondo me ha fatto un bel lavoro,sono altri atteggiamenti tipo le tue insinuazioni tendenziose e offensivr a farmi arrabbiare come una belva.dopo ciò che ho letto mi autosospendo dal forum, non perché non accetti le critiche alla storia,del tutto legittime, ma perché mi fanno arrabbiare questi atteggiamenti che hanno la solo volontà di creare tensioni tra l.iedeatore di un soggetto e un autore che non esistono né sono mai esistite.i processi alle intenzioni fateveli da soli.chiudo.adios
  22. Come detto,non commento la storia... alcune criticita evidenziate le condivido per altro. Ma C è un problema non da poco... rendere un soggetto una sceneggiatura è assai difficoltoso.ci sono da creare le scene, vanno dettati i tempi della storia e soprattutto ci sono delle "semplificazioni"da attuare per rendere fluida la trama... rileggendo il mio soggetto originale ho notato un paio di snodi un po' elementari che Ruju ha dovuto correggere in fase di sceneggiatura... secondo me ha svolto un buon lavoro,sono convinto che rimanga una buona storia,che volutamente non sconfina nel giallo e meno che mai nel dramma melenso,cosa che andava evitata perché se no ci sarebbe stata troppa immedesimazione con il Siats...e con il maggiore Conroy... ciò detto, avanti con la prossima,😉🤠
  23. Già, tipicamente nolittiano... scartato a priori 😉
  24. Come detto non commento la storia, né tantomeno la sceneggiatura di Ruju che per me rimane ottima... Ho letto che qualcuno ritiene la storia poco western... Non so che cosa d altro ci debba essere in tale storia per definirla tale 🤔 Ci sono i coloni,le tribù indiane,la cavalleria,una leggenda nativa(che serviva da innesco per il "mostro")i trafficanti di armi...un paesaggio lugubre e spettrale come il grande lago salato,mai visto finora in una storia di Tex... Su colter: è stato da me ripreso per più motivi,non ultimo per il fatto che era stato risparmiato da Tex nella precedente storia.inoltre viveva vicino al Grande Lago Salato,e aveva sempre un conto sospeso con gli Utes,che in passato aveva armato conyro i Navajos.l.oro serve come pretesto per far entrare in scena il Siats alleato a Colter,uno strumento di morte nelle mani di un affarista senza scrupoli legato ad un comandante di forte corrotto. Conroy è il classico verme gallonato,che viene punito per la sua ybris nel finale con la scoperta che il figlio non solo è ancora vivo ma è stato anche lo strumento che sia Il maggiore (inconsapevolmente) sia colter hanno utilizzato per le loro malefatte contro un intero popolo...il finale doveca essere tragico ma senza assolutamente diventare pietoso...sia Siats sia Conroy sono due autentiche canaglie e meritavano la morte in modo terribile. La storia non è magica,il mostro è reale...uno spettro in carne ed ossa, che agisce con lucida follia (come i Berseker,chi ha detto che combattevano solo in campo aperto,senza utilizzare la furtivita?!)per perseguire il suo obiettivo che è la morte del suo nemico giurato,il.popolo Ute...i suo compagni sono una confraternita,reietti e maledetti... drogati e folli,quindi posseduti dagli Spiriti, secondo gli indiani,che sono superstiziosi e li temono per questo... Tex nel finale lascia di proposito incontrare padre e figlio da soli,che altro doveva fare? secondo me non poteva esserci altro finale che questo. Ah piccola curiosità:nel mio originale spunto la storia doveva svolgersi sulle Montagne rocciose e il Siats doveva essere un sopravvissuto dea tragica spedizione Donner, che uccideva i malcapitati che passavano da quelle parti... Poi Bos mi ha spronato a rivedere lo spunto e io ho pensato al Grande Lago Salato, proprio per la sua fama sinistra e perché abitato da più popoli indiani...il Siats è figlio di Focus 😉🤭,nel senso che essendo io appassionato anche di paleontologia... lessi di sto dinosauro assassino che i paleontologi chiamarono Siats in onore del demone temuto dagli Utes.la cosa mi interessó e aporofondi la leggenda Indiana...
  25. Spoiler Il Siats è ispirato in buona sostanza al Berseker...il guerriero nordico, furioso,violento,avido di sangue. È insensibile al dolore,non teme la morte, è un essere feroce e privo di pietà.è un killer, punto..ha subito un trauma terribile da giovane, diventa consapevolmente uno strumento di morte contro un intero popolo,gli Utes. Non doveva comparire in alcun modo con traumi nel finale. se fosse stato troppo sfaccettato psicologicamente avrebbe perso la sua vera natura e il suo fascino secondo me.è stato sconfitto,ha cercato di compiere la sua missione,accetta la morte per mano del padre...la morte di entrambi chiude il cerchio di una storia fatta di vendetta cieca, insensata e di oro sporco di sangue... Nolitta non c entra una verza...
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