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juanraza85

Ranchero
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About juanraza85

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  1. La notizia di una seconda prova di Freghieri sulle pagine di Tex, per quanto mi riguarda, non può che essere accolta con estremo piacere. I suoi disegni saranno certamente, se non il quid in più, uno degli aspetti di maggiore rilevanza in una storia che, dalla breve anticipazione di trama, non sembra in tutta sincerità promettere di rimanere negli annali, in quanto sa molto di già letto e di trito e ritrito (unica parziale eccezione, forse, la presenza di una piacente vedova). Con ciò non intendo bocciarla a prescindere, aspetto anzi che esca in edicola per poterla leggere nella speranza di essere smentito, tuttavia una storia dalla trama simile mi induce a pormi alcune domande. In primis: era davvero il caso di pubblicarla in un'uscita bis, dunque de facto un'uscita straordinaria? Di conseguenza, se le uscite bis (tolta la meravigliosa storia sul bis dello scorso anno) devono essere di carattere così ordinario, vale davvero la pena proporre questo tredicesimo numero?
  2. In buona sostanza concordo. Diciamo che Mefisto, a suo tempo, trovò in Narbas il tramite ideale per tornare alla vita: il suo corpo materiale era morto, ma il suo spirito irriducibile di fatto era ancora vivissimo, e le pur forse limitate qualità di Narbas erano comunque sufficienti per garantirgli un ponte per resuscitare a tutti gli effetti. Nel rapporto - pur fuggevole - tra Tex e Narbas, inoltre, mi è impossibile non cogliere una forte similitudine con il rapporto - ben più durevole - che, nel recente Speciale TW, si venne a creare tra Steve Dickart ed l'illusionista persiano Farzan: anche in quel caso, Mefisto vide e trovò nel pur limitato Farzan un mezzo per arrivare a padroneggiare decentemente le arti illusorie, per poi disfarsene senza scrupoli una volta raggiunto l'obiettivo.
  3. Nel complesso, la lettura di questo Texone mi ha lasciato impressioni più che positive. Di certo, Manfredi ha realizzato un'ottima sceneggiatura, forse una delle migliori sulle pagine di Tex, senza ricercare il colpo di scena a tutti i costi e, non secondariamente, caricando nella giusta misura - senza eccedere - le sfumature psicologiche dei personaggi, sia quelli di contorno sia soprattutto i coprotagonisti Billy Cobb e Josephine (saggiamente situati in una posizione di ambiguità al pari del sedicente mago della pioggia Doc Spaulding), che gli antagonisti, da una parte la banda di criminali capeggiata da Wade Gorman e dall'altra la famiglia di cacciatori di teglie di Jeff Barnes. Ottima, globalmente parlando, anche la gestione dei pards Tex e Carson: deciso, risoluti, ma sempre con equilibrio, e - ciò che più conta - sempre in grado di prendere la decisione migliore senza stare troppo a rimuginare. Al pari del pard @Gunny, inoltre, anche io ho trovato che gli eventi si siano succeduti con ammirevole naturalezza e scorrevolezza, in modo tale da rendere la lettura scorrevole e piacevole, con qualche piccola parentesi di sarcasmo che ha strappato un sorriso al lettore ed ha sgravato un po' di tensione dalla vicenda. Grandissimi applausi, infine, per la performance di Giovanni Freghieri sulla parte grafica: disegni puliti e senza fronzoli, ma al contempo estremamente suggestivi ed evocativi.
  4. Si è trattato di un mio lapsus, in effetti Montales non mi pare sia destinato ad essere della partita, e forse è meglio così: come dici tu, la presenza di troppi comprimari storici sarebbe difficile da gestire e, probabilmente, rischierebbe di risultare un po' stucchevole.
  5. Letto tutto di un fiato La "ley de fuga", inaspettatamente uscito da queste parti con un giorno di anticipo. Inutile sottolineare, anzitutto, il grandissimo piacere per la comparsa in scena di un ancor relativamente giovane Jesse Hawks, ed altrettanto superfluo esprimere la mia soddisfazione per i tumultuosi sviluppi della vicenda in questo albo. Di conseguenza, mi attendo eventi ancor più tumultuosi tra un mese .
  6. Che Yama riesca in qualche modo ad uscire dal suo stato di follia mi sembra scontato, per quanto riguarda Devlin io ero convinto che il suo ruolo si fosse esaurito con l'ultimo albo, ma a quanto pare dalle anteprime mi accorgo che non è così. Sono d'accordo sul fatto che anche Montales dovrebbe avere un suo ruolo, ma ho qualche dubbio che apparirà perchè già ci son troppi personaggi da gestire... Secondo me, Devlin e Tony faranno un piccolo cameo nel primo albo, dopodiché entreranno in scena Montales e, soprattutto, El Morisco. Piuttosto, io sono curioso di scoprire come Boselli saprà gestire (do per scontato che ci riuscirà e ci sorprenderà) i tanti subalterni - Yama compreso, ho il presentimento che di fatto sarà così - che i due fratelli Dickart si ritroveranno al proprio comando.
  7. All'incirca lo credo anche io, di conseguenza la sorella dovrebbe avere una quindicina d'anni...
  8. Uno degli aspetti che più mi ha colpito di questa storia è stato proprio il rapporto tra il padre Mefisto ed il figlio Yama, ed i sentimenti ambigui che il primo mostra nei confronti del secondo. Se è pur vero che Mefisto si prodiga con abnegazione per ridestarlo dalla follia in cui il figlio è precipitato dopo il suo precedente scontro con Tex (in occasione del quale, come ricordiamo, contribuì a trascinarlo fuori dal crollo del tempio), mostrando a suo modo una sorta di affetto, è ancor più vero che non gli perdona i suoi passati fallimenti ed il carattere debole, ed una volta raggiunto l'obiettivo di ridestarlo non esita ad insultarlo e minimizzarlo, quasi a volergli rimarcare la sua condizione di sottoposto e ricordargli di stare al proprio posto. Nel momento in cui Yama viene messo alla prova dal padre, lasciato solo a fare la guardia a Tex e ad un ancora incosciente Carson, fallisce miseramente, propiziando la fuga dei due pards e costringendo il genitore a darsi nuovamente alla macchia. Tuttavia, a nuova dimostrazione del legame che comunque sente di avere col figlio, Mefisto lo recupera e se lo porta dietro. Inutile sottolineare come, nella prossima avventura, l'evoluzione (o, chissà, l'involuzione) di questo atipico rapporto padre/figlio rappresenterà per me ulteriore motivo di attesa ed interesse.
  9. Io spero di no, anche perché il fascino e soprattutto il prestigio del Texone credo siano ben altri rispetto a quelli di un cartonato, con tutto il rispetto.
  10. Con mia inattesa ma graditissima sorpresa, stamani ho trovato in edicola lo Speciale in anticipo di un giorno, e nella tarda mattinata mi sono tuffato nella lettura, rimanendo estasiato dalla puntuale ricostruzione dei primordi e dei primi anni di carriera del peggior nemico di Tex. Boselli, bisogna proprio ammetterlo, ha saputo realizzare un vero e proprio monumento alla mancanza di scrupoli ed al cinismo (ma anche, con accezione non positiva, all'intraprendenza ed all'astuzia) di Mefisto, svelando finalmente - ed in maniera più che convincente - come mai ai tempi di Fuorilegge non avesse più le già discrete capacità ipnotiche ed illusorie mostrate invece in Pinkerton Lady, ma il vero e proprio capolavoro lo ha a mio giudizio compiuto circostanziandone il "praticantato" e facendolo convergere con i primi eventi comuni a lui e Tex. Il Nostro è protagonista un brevissimo cameo nel finale, ma il protagonista indiscusso ed il mattatore dell'intero albo è Steve Dickart, spalleggiato con estrema abnegazione e complicità dalla sorella Lily, ancora giovanissima, ma già in possesso di un'annata capacità di organizzare e districarsi in intrighi e furbizie di ogni sorta. Di altissimo livello, come del resto era facile aspettarsi, anche la prova ai disegni di De Angelis, in grado a sua volta di illustrare con maestria l'atmosfera di intrighi, misteri e magia pionieristica (definiamola così) che gronda dalle pagine dell'albo.
  11. Finalmente anche io, poco fa, ho avuto il piacere di terminare la mia lettura del terzo ed ultimo albo della prima delle due avventure di Tex contro Mefisto. Un terzo albo dai ritmi incalzanti ed estremamente adrenalinici, che per ovvi motivi di contingenza (Tex e Carson prigionieri dell'Arcinemico, così come Devlin) parte forte sin dalla prima pagina, dipanandosi tra scontri, magie, corse contro il tempo e colpi di scena. Anche io ho molto gradito le varie situazioni, di varia rilevanza ma tutte comunque funzionali alla trama (ne avrei di aspetti da sottolineare, ma attendo diligentemente qualche giorno e qualche altro intervento ), che vengono ad intrecciarsi con la lotta tra i Nostri e Mefisto, ennesima dimostrazione della capacità di Boselli di imbastire sceneggiature ricche di sottotrame che non solo non ostacolano, ma addirittura valorizzano ancor di più la trama principale. Un plauso va giustamente riservato anche al lavoro dei Cestaro, bravissimi ad illustrare una storia di siffatta portata conferendole un sublime ed assai evocativo tratto gotico, che a mio giudizio raggiunge in culmine in quest'ultimo albo. Appuntamento tra un mese, con l'inizio del secondo capitolo di Tex vs Mefisto. Con la speranza, assai fondata, che possa risultare ancor migliore di questo appena concluso, ottimamente riuscito.
  12. Condivido tutto, in particolare questo primo capoverso. Tex, per convenzione e per tradizione, NON PUO' ottenere o tantomeno accontentarsi di una vittoria effimera . Certo, a volte non ottiene vittorie definitive (vedere gli scontri con Mefisto), ma prima o poi salda il conto una volta per tutte. E poi, a ben vedere, l'eventuale inserimento nella saga texiana di un'organizzazione potente e ramificata potrebbe ricordare a qualcuno la Volta Nera vista nella saga di Magico Vento (la quale, peraltro, a differenza di Tex, era soggetta ad una precisa continuity, che meglio si prestava forse ad un espediente del genere). Se qualcuno dovesse cogliere tale similitudine, poi sai le polemiche che rischierebbero di scoppiare ..!
  13. Anche a me, in linea di principio, stuzzicherebbe l'idea che Tex ed i pards possano in futuro doversi ciclicamente confrontare non con un nuovo singolo nemico ma, piuttosto, con un'intera organizzazione. Tuttavia, dal mio punto di vista, si tratterebbe di una soluzione di difficile gestione, oltre che poco adatta all'universo narrativo texiano, che a parte qualche sortita più o meno azzeccata nel mondo del fantastico è di solido impianto western. Anche perché, sempre secondo me, un'organizzazione del genere sarebbe di difficile contestualizzazione nel sudovest ancora semiselvaggio. Fosse radicata nel popoloso est, avrebbe tutt'altro senso, ma costringere Tex e compagni a troppo frequenti viaggi dalla parte opposta del continente nordamericano andrebbe di fatto a snaturare troppo le caratteristiche peculiari del personaggio e della serie.
  14. Più che di serial killers, parliamo di criminali efferati cui il giudice ha riconosciuto la seminfermità mentale (abbiamo visto nel secondo albo come mai). Inoltre, Tom Devlin stesso ha chiarito come alcuni di essi fossero stati trasferiti presso il manicomio da altri stati .
  15. A mio avviso sarebbe ripetitivo, e Boselli di solito queste cose non le fa. Almeno lo spero. Non necessariamente Mefisto deve rapire un amico di Tex perché questi debba con determinazione fare tutto il possibile per rintracciarlo ed acciuffarlo (se non peggio). In tale ottica, la storia di Nizzi rappresentò certamente un unicum che avrebbe potuto essere gestito meglio. Semmai, io sono curioso di vedere se la caccia a Mefisto sulla Sierra scaturirà da un'aperta sfida del negromante o, piuttosto, se i Nostri seguiranno qualche indizio.
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