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juanraza85

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  1. Ieri, comunque sia, ho anche letto il terzo albo, nel quale la vicenda inizia ad entrare nel vivo, non tanto sotto il profilo dell'azione - nel complesso di portata non superiore a quanto visto nei primi due albi - quanto sotto quello della narrazione, poiché iniziano a dipanarsi molte questioni sulle quali Giusfredi aveva in precedenza sorvolato, o al massimo aveva lasciato intuire qualcosa ma senza chiarire del tutto, per ovvi fini di sceneggiatura. La lettura prosegue sui binari della piacevolezza e della scorrevolezza, e soprattutto lascia presagire un quarto ed conclusivo albo pieno di fuochi d'artificio, sia per quanto riguarda Tex ed Hutch che per quanto riguarda Kit Carson ed i suoi compari rangers.
  2. Anche nel Texone dello scorso anno, i personaggi e gli animali tendevano ad apparire un po' tracagnotti, ma evidentemente tali fattezze sono nello stile di Casertani, che per quanto mi riguarda non risulta poi così spiacevole, in quanto siffatte fattezze vengono compensate da un gran lavoro di caratterizzazione. La copertina, al netto delle caratteristiche sopra evidenziate, non mi pare così brutta, anzi, al pari delle tavole in anteprima, che secondo me grazie al colore mettono ancor più in risalto il lavoro di Casertano.
  3. Al massimo si è creato 60 anni fa, con "Assedio al posto n.6" Io mi riferivo esclusivamente alla serie Tex Willer... Ricordavo perfettamente i tanti precedenti sulla regolare, mentre della cover dello Speciale Tex Willer 2020 non ho tenuto conto poiché, appunto, cover di un albo fuori collana.
  4. La tua vista va ancora a meraviglia, in effetti di Tex non vi è traccia. Si è dunque creato un precedente...
  5. La migliore storia della serie regolare del 2021 è stata a mio giudizio per distacco Alla ricerca delle navi perdute, realizzata con cura certosina dalla coppia Boselli/Bruzzo. Ho talmente apprezzato il loro lavoro che ho ritenuto di premiare quale miglior personaggio della scorsa annata per la regolare la bella ed indomita Dawn, mentre il terzo capitolo di tale avventura, La campana nella nebbia, si è cuccato la mia scelta quale migliore copertina della regolare (anche se, un questo caso, sono stato indeciso fino all'ultimo tra questa ed un altro paio di opzioni). Trattamento speculare ho riservato, per quanto riguarda la serie Tex Willer, a Sull'Alto Missouri, migliore storia tra tante altrettanto valide. L' albo omonimo è stato secondo me anche quello dotato della migliore copertina, e come miglior personaggio ho premiato anche stavolta una tipa tosta e determinata come la bella Lily, compagna di Birdy. Tra gli albi speciali, invece, ho deciso di dare il mio voto al Texone Old South, mentre la miglior copertina ho ritenuto fosse quella del cartonato L'ultima missione, il cui coprotagonista Joe Beauregard è stato da me votato quale personaggio preferito.
  6. Prima di tutto, grazie ad @ymalpas per aver approntato e pubblicato il sondaggio per le storie dello scorso anno. Una domanda per quanto riguarda i messaggi che scriveremo: vi potremo indicare solo i voti che abbiamo dato o anche una o due preferenze?
  7. grazie dello spunto, recupererò la seconda storia che sono certo di non aver mai letto Fai benissimo, storia bellissima e soprattutto molto importante.
  8. Ottima trovata, la tua . Mi ricorda la proposta che io avanzai tempo addietro di riferirsi a lui come a COLUI CHE NON SI PUO' NOMINARE, benché impossibile in questo topic per motivi fin troppo evidenti. Per quanto mi riguarda, intendo parlare solo del NIzzi autore texiano, e penso di mantenermi nei limiti dell'obiettività se sostengo che il Nizzi nel pieno della forma, ossia tra gli anni '80 e '90, ci ha senza dubbio regalato stupende pagine texiane, mentre il Nizzi nella sua versione attuale, artefice di storie senza infamia e senza lode che rasentano il mero compitino, è un lontanissimo parente del Maestro che è stato per lunghi anni addietro. Sulle sue dichiarazioni magari non particolarmente "simpatiche" riguardo altri autori, invece, non conoscendone i retroscena eventuali preferisco astenermi.
  9. D'accordissimo che l'ultima apparizione di Mefisto ha deluso un po' le aspettative di noi tutti, chi più chi meno, tuttavia mi permetto educatamente di dissentire riguardo l'emotività palesata dallo stregone. Molto accentuata, senza dubbio, ma dal mio punto di vista pertinente: non sottovalutiamo, difatti, che Mefisto era pur sempre tornato dalla morte. Personalmente, non ho mai provato esperienze del genere, ma non fatico a credere che possano lasciare un certo segno : a mio avviso ci sta, dunque, che Mefisto si lasci trasportare da un odio indescrivibile che metta a dura prova i suoi nervi ogni qual volta sbircia dallo spioncino e rivede i suoi acerrimi nemici Carson e Tex (in rigoroso ordine sequenziale e crescente). Magari, per quel che ne sappiamo, tra il sogno premonitore e l'effettiva ricomparsa di Mefisto, Nuvola Rossa ha provveduto ad aggiornare la magia dei bracciali, un po' sulla falsariga di quanto avviene oggi con pc e cellulari. A me, almeno, piace immaginare possa essere andata così. Un conto è avere a che fare con i balordi da due soldi che frequentano una taverna, ben altro conto credo sia sostenere la pressione che esercita la minaccia di una pistola maneggiata da Tex Willer, che è in grado di fingere perfettamente assoluta risolutezza . Su questo mi trovi d'accordo. Partendo dalla liberazione dei pards e dalla contestuale precipitosa fuga di Mefisto, si fatica ad accettare che Tex, pur tenendo conto del fatto che fosse notte ormai fonda e quindi la visibilità assai difficoltosa, non abbia quantomeno provato ad inseguire l'acerrimo nemico, affidando i pards al vicesceriffo Moran affinché li portasse da un medico per disinfettare le ferite loro inferte dai morsi dei topi. Che in conclusione Mefisto si diverta a stuzzicare i pards travestendosi da frate lebbroso, penso anche io che il minimo che potesse concedersi era tentare (vanamente, tuttavia) di infondere un po' di strizza nel quartetto di avversari, lasciando intendere che prima o poi si sarebbero scontrati di nuovo.
  10. Avventura tra le meno epiche del cosiddetto - con buona ragione! - "centinaio d'oro", tuttavia la trama decisamente insolita e l'esordio sulla collana del compianto Marcello nel complesso la rende abbastanza gradevole e scorrevole. Tex, orfano di Carson preso prigioniero, cade ferito in un fiume vorticoso da cui lo ripesca un vecchietto origiario dell'Africa, Kende, che lo cura e di fatto gli si affianca come pard d'eccezione, non facendo rimpiangere - con le debite distinzioni, sia chiaro - il Vecchio Cammello, il quale però dal canto suo una volta liberato fa eccome la propria parte, contribuendo in larga misura alla neutralizzazione della banda di desperados di Matìas, alleatisi al corpulento tiranno Thonga (in realtà, forse, sfruttandolo) per dedicarsi a saccheggi e ruberie di vario tipo. Proprio l'anziano Kende rappresenta senza alcun dubbio la nota più lieta dell'intera storia: non solo spiega di essere stato il solo, ab illo tempore, a tentare di opporsi alla presa del potere da parte di Thonga e di essere di conseguenza scappato via dall'inaccessibile valle in cui la sua gente (i cui patriarchi erano schiavi africani liberatisi per effetto del naufragio della nave che li aveva trasportati in America) vive nascosta da decenni, e non solo salva Tex ferito da una freccia nella spalla dalle acque vorticose del fiume, ma diventa sua guida ed alleato per sconfiggere i predoni di Thonga e Matìas (sulle cui imprese lui e Carson stavano indagando), e si toglie addirittura lo sfizio di porre di fatto fine alla lotta catturando il tiranno, obbligandolo ad ordinare ai suoi uomini di arrendersi e favorendo il ritorno al potere del vecchio capo Omoko. Il finale è tipicamente improntato sul lieto fine, col capo Omoko che perdona i discoli che prendevano ordini da Thonga e si limita a mettere agli arresti l'ormai ex tiranno in attesa di processo, ma tutto sommato ci può anche stare. Quel che personalmente non ho molto apprezzato della sceneggiatura di Nizzi è stata la sua scelta di dare l'impressione che Tex capisca gli ordini che THonga impartisce ai suoi durante la prima imboscata che costa la libertà a Carson (dubito, difatti, che Thonga si rivolga in inglese ai suoi uomini, anzi già è tanto che lui e Kende ne mastichino un po'), inoltre ritengo non corretta la trasposizione dei pinnacoli indicati come Tusks Dragon, "zanne del drago": sarebbe stato più corretto, credo, denominarle "Tusks of Dragon", che secondo me suona anche meglio, o tutt'al più "Dragon's Tusks".
  11. Assolutamente! Bruzzo ha svolto un grandissimo lavoro anche nella caratterizzazione grafica di ogni singolo personaggio.
  12. Verissimo, sarebbe stata una cover degnissima, di certo molto più adeguata di quella prescelta per un albo che, sia piaciuto o no, ha comunque sia rappresentato un evento di portata storica per il fumetto italiano.
  13. Hai detto niente, per l'appunto..! Un ambiente sterminato, dai confini non ben definiti, così selvaggio, ancora pressoché inesplorato e dunque da considerarsi ostile è già di per sé un nemico formidabile. Se poi ad esso vanno a sommarsi tribù primitive dedite al cannibalismo e reduci della spedizione di Franklin che hanno nel tempo adottato le medesime abitudini alimentari, oltre che cacciatori inuit psicopatici, direi che il nemico non è grande, bensì GRANDISSIMO !
  14. Per simpatici che possano risultare, ed a me Brandon e Dawn lo sono molto (un po' meno, devo dire, la pur bellissima Dallas), ci sta che tendano ad assumere ruoli di secondo piano, se non proprio di mero contorno, dinanzi ad un personaggio come Tex, assoluto protagonista della testata cui dà il nome. Se così non fosse, del resto, parleremmo di storie CON Tex, ma non DI Tex. E non credo vorremmo questo .
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