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TWF - Tex Willer Forum

Testa di Vitello

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  1. Sul Texone darei sempre la precedenza a disegnatori esterni. Tra quelli proposti, prima scelta : Saudelli, con una storia in cui la gnocca davvero non può mancare. Seconda scelta : Bacillieri, per un Tex stiloso e arty da far incazzare i puristi. Tra quelli dello staff : il sempre ottimo Benevento. Altri nomi, all'infuori di quelli proposti : Guéra e Frank Miller (quest'ultimo testo e disegni, però).
  2. Ecco : questa a mio avviso andrebbe presa a esempio della genialità incontenibile del primo GLB : che, pur partendo da un soggetto debole, e oltre i limiti del delirante (la banda che compie rapine indossando zampe d'orso per sviare le indagini !!) riesce a tirarne fuori una storia non solo molto divertente, ma piena di cose, spunti, e suggestioni "cangianti" in linea con lo stile "free" che contraddistingueva questo suo periodo. Moto interessante la prima parte, in cui GLB scrive a tutti gli effetti un crime-noir incentrato sui membri della banda (e in cui Tex e Gros Jean rimangono spesso sullo sfondo), le gelosie, sotterfugi e tradimenti che portano al bel climax drammatico di "Troppo Tardi". La parte finale è più canonica, e ci presenta un altro assedio esplosivo (in tutti i sensi), con Tex tra gli assedianti stavolta... e una bella e veloce chiusa marittima su vascello. Tra le scene più esilaranti : le uova di Olaf lo svedese, e soprattutto Tiger che si libera di uno scagnozzo tramortito gettandolo in mare : "Ora lui essere tranquillo per sempre".
  3. Riesco a visualizzare solo fino al post di San Antonio Spurs dell'11 Novembre, malfunzionamento del forum o capita solo a me ? Ecco...adesso che ho postato me li ha sbloccati, va a capire...
  4. E' anche vero che le sparatorie in Tex sono sempre molto iperboliche. Non può esistere nessuno al mondo con una mira sempre infallibile e assoluta come la sua (e pure il suo culo nel non venire mai colpito, diciamocelo). Qui mi ha ricordato Clint nel finale de "Gli Spietati". Sparatoria in ambiente chiuso, da distanza ravvicinata, uno contro più avversari. Tutto si svolge molto velocemente : Tex è più freddo degli altri, e questo fa la differenza. Lungi dall'essere la cosa più inverosimile mai vista : trovo molto più fantasy quando decide di disarmare gli avversari, e colpisce esattamente le pistole senza arrecare neppure un graffio alle mani. E questo accade molto spesso.
  5. Letto anche "La Vendetta dei Caddo". Nel complesso storia bellina : ribadisco quanto già detto, anche da altri, che ci ho visto molto del GLB prima maniera a striscia, nelle sue storie meno ambiziose e più "action-packed". Trama semplice, ma ben costruita, con un numero considerevole di personaggi caratterizzati sommariamente ma bene. Sparatorie ben costruite-cosa per me di primaria importanza !- che sfruttano bene le peculiarità delle ambientazioni. Ho particolarmente apprezzato la parte finale Mi ha divertito ! Atzori molto discontinuo tra i tre albi, ma in quest'ultimo mi ha convinto : più "sporco", un po' Ticciano, e senza sproporzioni o svarioni come nel precedente.
  6. Molto interessante. Avevo sentito parlare di questi romanzi di Letizia, per inciso e in qualche discussione. Adesso che so anche dove sono, tempo permettendo, me li leggo. Sono parecchio incuriosito.
  7. Trama un pochino ispirata a "Le Pistolere" con Bardot e Cardinale ? Ma soprattutto : Tex si bomberà una delle due ranchere ? Entrambe ?
  8. I disegni di Mastantuono semplicemente MOSTRUOSI...al netto di un errore grossolano a pag. 63...ma a parte questo, la definizione degli ambienti, le panoramiche mozzafiato, i volti lombrosiani dei tipacci, le femmine...tra "Tex" e "Tex Willer" non si contano i disegnatori di alto, altissimo livello, ma Mastantuono può a buon diritto annoverarsi tra i migliori. Riguardo alla storia : non mi sbilancio troppo, ma per il momento molto apprezzata. Soprattutto il lato nostalgico-sentimentale, i dialoghi ("Ho qui una dozzina di passerotti dal becco di piombo che volerebbero molto veloci a fare il nido nelle vostre carcasse"), un Carson in forma smagliante, e ovviamente Angela Jewell, femmina che buca la pagina.
  9. Letto "I Contrabbandieri di Lagrange". Mi sta divertendo...mi ricorda le storie meno ambiziose e più riempitive del primissimo GLB a striscia. Tex nel suo vagabondare incontra qualcuno bisognoso di aiuto : seguono sparatorie a strafottere. Nota dolente : i disegni di Atzori : troppe imprecisioni macroscopiche e sgraziate.
  10. Hai citato i motivi per cui amo questo Maxi alla follia. Il western barbaro, trucido e infernale, se fatto bene, mi esalta a mille, e qua Segura lo fa da Dio. Anche la scena dell'allucinazione di Lilyth, è così bella e centrata proprio perché si materializza senza preavviso in mezzo a tutto questo. Il momento di "dolcezza onirica" che non ti aspetti. Due storie-capolavoro.
  11. Vero...il film l'ho visto molti anni fa, ma se ricordo bene il soggetto di partenza era proprio uguale alla storia di GLB, e Gary Cooper se non sbaglio era proprio un Texas Ranger ?
  12. Riletta anch'io con le anastatiche. Storia tra le più seminali e iconiche del primissimo Tex, seconda solo a "Il Patto di Sangue". Compare Kit Willer pargoletto e facciamo la conoscenza di Gros-Jean (inizialmente nemico di Tex !) e Jim Brandon. La prima striscia è sicuramente l'apice emozionale del GLB della prima ora...con un Tex malinconico ritiratosi a vita privata e pacifica, Freccia Rossa che capisce il suo tormento e prova a persuaderlo a tornare in azione...il ritorno dell'amico Carson sulle ali del richiamo dell'Avventura ; Carson che stringe la mano a Piccolo Falco ; la restituzione della vecchia stella dei ranger. La prima metà (circa) della storia, è probabilmente la cosa migliore vista su Tex fino a quel momento, e tocca il climax nel lungo, mitologico assedio a Forte Kinder ! Un capolavoro di selvaggia epicità, strategia, eroismo disperato, mattanza e devastazione esaltato da un Galep in grazia di Dio. Terminato l'assedio, la magica ispirazione della storia si sfalda parecchio...il ritmo si fa anticlimatico, e se ancora abbiamo sequenze notevoli (Gros-Jean che massacra il barman-spia e distrugge il saloon ; Gros-Jean che brandisce il totem come corpo contundente ; il salvataggio di Kit), abbiamo anche scivoloni notevoli o scelte comunque discutibili (Tex che si salva dal palo della tortura cantando la canzone dei Navajos ; il piano delirante di mandare a rapire Kit fino in Arizona per poter poi fuggire dal Canada (?) ; il pueblo Shoshone sulle montagne Canadesi (??) ). Insomma, per quanto mi riguarda, l'appuntamento col Capolavoro è ancora rimandato, e personalmente preferisco decisamente altre storie precedenti a questa ("La Mano Rossa", "Uno Contro Venti", "La Banda del Rosso", "Il Patto di Sangue")...ma è indubbiamente un gran divertimento da leggere.
  13. Nizzi torna a confrontarsi con la guerra di secessione e i suoi strascichi, riprendendo spunti e suggestioni dai suoi "Fuga da Anderville" (l'infernale campo di prigionia) e "L'uomo di Atlanta" (le ragioni dei vinti, le angherie dei vincitori). L'inizio è splendido, esaltante nella sua spietatezza. Bello il finale, tragico e crepuscolare (anche se è l'aurora a campeggiare nell'ultima vignetta, come l'aria pura che lavava via il cattivo sapore, alla fine di "Fuga da Anderville"). In mezzo, si dipana una storia del filone "indagine e inseguimento", che si snoda con ritmo dilatato, aggiunge amici, moltiplica i nemici (carne da macello), si riempie di digressioni- soprattutto culinarie, bistecche sontuose, patate croccanti e un tacchino da 10 e lode...ma chi sclera vedendo una bistecca su Tex non ha capito nulla della Poetica del quotidiano che innerva l'avventura in Nizzi. Alcune facilonerie, soprattutto all'inizio (la pista che nessuno è stato capace di trovare, individuata da Tex e Carson dopo due minuti ; l'origlione del vagabondo fuori dall'ufficio del capostazione). Sparatorie "corrette" ma ripetitive e prive di fantasia. Pestaggi e scazzottate che sono una boccata d'aria fresca. Grandi Tex e Carson, tenuti sul filo di battibecchi e un'ironia che non si avvicina ovviamente a quella di GLB (e nemmeno al Nizzi migliore), ma che Nizzi pare l'unico a mantenere-senza però sottovalutare l'ottimo sarcasmo di Manfredi. Casertano alla migliore-fin qui- delle sue prove su Tex...pulito e realistico negli ambienti, lombrosiano-e ben più grottesco che in passato, nonostante i proclami- nei volti, ha elaborato un suo stile western-texiano, ed è una gioia per gli occhi. Dunque, bella storia con grandi disegni. Mi ha divertito. Anche se, per come lo intendo io, nel Maxi ci vedrei qualcosa di più ambizioso... questa l'avrei vista più da regolare.
  14. Cito questo post che riassume come meglio non potrei anche il mio punto di vista su quello che è il PRIMO PROBLEMA di questa storia : la magia è troppo meccanica, razionale e "facile"...finisce per apparentarsi più ai superpoteri di una Marvelata che al fantastico come lo rapresentava GLB : Mefisto ha i suoi, Yama ha i suoi, Padma ha la spada de foco, Narbas agisce da kryptonite, etc. Il SECONDO PROBLEMA è il fantastico : troppo debordante e over-the-top...tra onde energetiche stile Dragon Ball, la spada de foco di Padma, gente che entra ed esce dai sette inferni come da un disco-pub col timbro sulla mano, le orde svolazzanti dei demoni che sconfinano sulla terra e attaccano in massa...siamo QUASI ai livelli del "Pistolero Vudù" a livello di eccessi e "facilità" del tutto. Il TERZO PROBLEMA è lo spiegazionismo...che aveva mollato un po' nell'albo precedente, e invece qui torna a tutto travolgere come un fiume in piena : davvero troppi spiegoni su cose inutili che azzerano il ritmo della narrazione...Kit spiega a Narbas come ha fatto a colpire il tipo al fianco ; Tex spiega a Kit che probabilmente avranno chiuso il passaggio segreto facendo rotolare delle pietre ; Tex spiega ai frati che potranno seguirli e che se troveranno il loro confratello potranno tornare indietro ; Mefisto che spiega a Lily il suo trucco del drago che ghermisce Padma ; Narbas che ogni tre per due spiega che lui può annullare i poteri di Mefisto che ha il suo vero corpo...etc. etc. Il QUARTO PROBLEMA sono sempre loro...Mefisto e Yama, anche stavolta si accaniscono a catturare la gente viva (Padma, Kit), litigano tra loro, Yama di un'idiozia fuori scala che salva e custodisce Padma, rendendosi artefice della loro disfatta...tra la storia precedente e questa, ridotti irrimediabilmente a macchiette, purtroppo... Il QUINTO PROBLEMA è il finale...la formula magica al contrario che piove dal nulla come deus ex machina, Narbas che riottiene il suo corpo (temevo che si andasse a parare su questo, e infatti), la campanella della giustizia che compare come-ulteriore- deus ex machina privando persino Padma della statura di eroe tragico che gli sarebbe derivato dal sacrificare la sua anima per un bene superiore (ma non solo, lo riporta nel mondo dei vivi, pronto ad essere "riutilizzato" di nuovo ?), Yama in stand-by in una follia da cui potrà-eventualmente- essere tirato fuori, e persino Ruth ne esce solo ferita e "pronta" per il ritorno...un finale a tarallucci e vino che, se "rimette le cose a posto"-forse definitivamente-con Mefisto, si tiene aperto su tutti gli altri fronti, ma soprattutto un finale senza sacrificio da parte di Tex e co. in cui-ancora una volta- è tutto troppo facile. Tutto questo, ovviamente, IHMO, ma devo purtroppo concludere che questa saga si è rivelata una grandissima delusione, e questo, considerati i primi due-ottimi-albi del "Manicomio", è davvero un peccato Capitolo disegni : per me Civitelli meglio dei Cestaro (che sull'ultimo albo calavano parecchio)...è vero come dicono alcuni che i mostri non gli riescono un granché, ma per il resto, e soprattutto a livello di atmosfera, niente da dire.
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