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Testa di Vitello

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  1. Riletta questa seconda avventura Moriscana, nonché primo importante punto di arrivo di tutto un micro-filone dedicato ai popoli pre-colombiani, che aveva attraversato la serie fin quasi dalle origini. Il sapiente di Pilares è qui-come altre volte accade-poco più che una guest star atta ad introdurre-e illuminare- gli aspetti più esotici ed enigmatici della vicenda. E ciononostante, gli vengono dedicati il titolo di un albo e una-bellissima- copertina. Più interessante Eusebio, in uno dei suoi momenti più ambigui e drammatici, che lo vede combattuto tra la fedeltà al suo Popolo e quella verso il suo amico e Maestro. Ma al di là di tutto, la cosa che più mi ha colpito a questa rilettura, sono stati Tulac e i seguaci di Xihutecutli. G.L. Bonelli non ti spiattellava antagonisti "grigi" per cui Tex finiva per simpatizzare e magari fraternizzare. Tex + Pards e gli Atzechi sono, idealmente, due linee rette destinate a non incontrarsi mai EPPURE G.L.B. ci mostra i nemici nelle loro ragioni e nel loro idealismo, con un trasporto crescente che tocca, nelle fasi finali, vette di lirismo tragico e potentissimo. Poi, per come la vedo io, Tulac e il suo popolo non sono niente meno che Eroi, ma ognuno è libero di farsi una sua opinione senza che GLB te la spinga giù a forza nel gargarozzo. Per il resto, bella storia, con almeno tre momenti da antologia Texiana : le sabbie mobili ; la lunga, articolata sparatoria-carneficina all'imbocco della gola (momento da fare leggere a chiunque, per far capire che G.L.B. è, incontrovertibilmente, il DIO del fumetto d'azione) ; lo splendido, struggente finale da "pelle di cappone", con la fortezza rasa al suolo a cannonate, Tulac e i suoi Nobili che fanno seppuku come Samurai pre-colombiani, e l'urlo di dolore distruttivo delle fiamme dell'Abisso che rende onore ai suoi Eroi e tutto devasta. Un finale tragico ed evocativo in cui Letteri al top scatena tutta la sua forza espressiva a briglia sciolta. Voto : 8,5
  2. Letto "La Riscossa degli Hualpai" : un secondo albo semplicemente esaltante. Il carosello dei personaggi che si incrociano e scontrano nel deserto dell'Arizona si srotola con ritmo e fluidità. Western purissimo, cazzuto e crudo (l'attacco degli Hualpai alla famiglia Yavapai). Personaggi che si stagliano imponenti, e caratterizzati nelle piccole-ma importanti-sfumature (Raza che, da ardito, non può fare a meno di ammirare l'ardito Tex Willer ; Tex che alla morte di Carlos si rende conto d'aver perso un amico). Tra le facce patibolari dei comancheros di Raza, spicca per turpitudine Peluquero, con l'hobby di scalpar viva la gente. I disegni di Gomez sono incanto incarnato dall'inizio alla fine, ma nei notturni raggiungono vette di pura estasi.
  3. Bellissima "I Sabotatori" ! Con il glaciale killer Mondego dall'onore di ferro e la sociopatica Bethanie. Anche quella riletta recentemente...oddio, recentemente, sarà passato un annetto.
  4. Riletto. Storia forse meno ricordata di altre tra i grandi classici (penso a "Il Passato di Carson", "Gli Invincibili", "Patagonia", "La Grande Invasione") e colpevolmente anch'io me ne dimenticai, ai tempi di stilare la TOP 50 Eppure, a questa ennesima rilettura, lo posso ben dire con certezza. Una delle storie più belle, sicuramente da TOP 5 Boselliana. Una narrazione che si colloca a metà strada tra il Ford crepuscolare e problematico di "Sentieri Selvaggi", e l'Aldrich più aspro di "Ulzana". Già il prologo ambientato nel passato, con nubi gravide di tragedia che riversano la furia dei cieli, è un capolavoro nel capolavoro. Quella che segue, è un'avventura intrisa di odio, rabbia, frustrazione, paura, rivalsa. Un inseguimento estenuante (nella migliore accezione possibile !) dove i ruoli tra cacciatori e prede si confondono e si scambiano. Tex privato dei pards può essere un azzardo, ma è stato protagonista di alcune delle storie più cazzute di sempre. Questa è una di quelle. Intorno a lui, una galleria di personaggi, senza che ve ne sia uno solo fuori fuoco. Ovviamente resta scolpito nella roccia Charvez, un concentrato di tenacia, astuzia, e spietatezza dai tratti quasi sovraumani. Ma Ada Stark, soprattutto in rapporto alla sua evoluzione nella storia, resta impressa come uno dei migliori personaggi femminili nella storia di Tex. Esagero ? La migliore. Mastantuono è un Maestro esagerato, si sa, e questo rimane sicuramente il suo capolavoro Texiano di sempre, dove il suo tratto carica ulteriormente di sporcizia polverosa questa storia selvaggia : tra lande aride riarse, sole implacabile, corpi graffiati/segnati, volti attoniti, agonizzanti. E Tex trasfigurato in entità di pura rabbia e determinazione. Voto : 10
  5. I disegni di Gomez, esattamente come ce li si aspettava, sono un qualcosa di mastodontico. Lui è veramente un disegnatore fuori scala : quando mi trovo a leggere fumetti illustrati così ci metto molto più tempo, rimango a rimirare le pagine come ipnotizzato... A livello di storia, si pongono le basi per dare un seguito come si deve alla vicenda cominciata nel "Passato di Cochise". La parte finale al covo di Pedro Raza è davvero intensa, col ritorno del figliol prodigo Rayo, e il gioco-crudele- sulla sua sorte. Raza è ben delineato con pochi tratti affilati : un leader carismatico, spietato ma con una sua ferrea e coerente linea di condotta. In compenso non ho capito la cosa della pelle di lupo. Ma Tex se la portava veramente dietro in previsione di poterla usare per un'eventualità del genere ?? Sul discorso "spiegazionismo" sottolineato da qualcuno : si, nella parte iniziale c'è qualche dialogo e monologo che si attorciglia un po' su sé stesso, ma poca roba...
  6. Letto "Dentro la Montagna". Il primo "Wolfman" per i disegni di Font mi aveva addirittura entusiasmato. Anche a successive riletture. La considero la più bella storia Texiana di Ruju, pari merito con "L'Orda del Tramonto". Questo ripescaggio si presenta nel complesso come un ologramma sbiadito di quanto visto nella prima storia. Sbiaditi sono i cittadini di Silver Bow, riproposti-alcuni- senza sentimento né empatia. Sbiadita è la stessa Silver Bow, privata del claustrofobico e sinistro fascino notturno e invernale di paese-prigione in cui brancola un'umanità persa e spaventata, sotto una coltre di neve perenne (che qui non c'è. La bella stagione non giova a Silver Bow). Sbiadito è ovviamente Wolfman, strappato a una morte epica e in qualche misura eroica (che si era ben "meritato" perché era una carogna, ma con un suo codice d'onore personalissimo), per tornare in una versione depotenziata di sé stesso, ormai lontano dall'entità di puro terrore che teneva in scacco la cittadina con l'imprevedibile sharp che dispensava morte dai boschi ombrosi. E per chiudere la partita con un Wolfman sbiadito, arriva nel finale un duello al coltello sbiadito, dove il brutale gigante inarrestabile viene messo a tappeto da una ginocchiata e una gomitata come l'ultimo degli scagnozzi, e viene privato, dal cinico Ruju, persino del lusso di una morte onorevole (estrae la pistola a tradimento, ESATTAMENTE come l'ultimo degli scagnozzi). La storiella gialla che scorre parallela a tutto ciò, non orribile in verità, è ulteriore segno di quanto a Ruju, verosimilmente, non freghi più nulla del povero Wolfman. Da essenza di puro terrore della prima storia, a capro espiatorio cinicamente utilizzato per coprire intrallazzi e beghe economico-familiari. Varrebbe la pena anche dilungarsi sulla scena iniziale in cui Tex sorprende Wolfman alle spalle, lo tiene sotto tiro, e invece che liquidarlo, risolvendo così il problema una volta per tutte, lo chiama, si fa sparare addosso (evitando il colpo, ovviamente buttandosi di lato, perché per evitare gli spari si fa così) e solo allora spara a sua volta ! Tutto questo in nome del bon ton che sembra avere investito il povero Tex che, proprio come Han Solo riveduto e corretto, non può sparare per primo. E per concludere questa mia sin troppo prolissa opinione : a un Ruju sbiadito, che riporta in vita un Wolfman sbiadito, corrisponde un Del Vecchio sbiadito, lontanissimo dai suoi esiti migliori. Voto : 4
  7. Poi non so se succede solo a me...a parte la carta tangibilmente più spessa (che può anche essere un bene) da un po' di strisce a questa parte la qualità di stampa è calata verticalmente, con l'inchiostro nero spesso sbiadito...
  8. Curiosità a mille sul cattivissimo genitore di Juan Raza. Trama che ricorda un po' "Comancheros" di Michael Curtiz. Tavole PAZZESCHE. Grande hype !!
  9. "Le Avventure di Nonno Audace" è un gioiellino di umorismo scritto con una goliardia irresistibile, nonché un concentrato di quanto non si può più dire ne scrivere oggigiorno A mani basse il miglior racconto "d'accompagnamento" mai pubblicato su Tex fino a questo punto. In compenso, nell'allegato, per voce di Maurizio Colombo ho appreso che : John Sturges era un mestierante senza infamia ne lode Burt Lancaster nel ruolo di Wyatt Earp è fuori parte "La Grande Fuga" è il finto remake dei "Magnifici 7" (?) "L'Ora delle Pistole- Vendetta all'Ok Corral" utilizza la violenza sensazionalistica degli spaghetti western (??)
  10. Letto "La Miniera d'Argento". E boh...non mi ha detto niente. Canovaccio ultra-generico e stravisto. Non un personaggio che lasci minimamente il segno. Sparatorie totalmente faraciane. E alla fine l'asessuato Tex non combina nulla neanche con la biondina, che pure lo implora. Disegni di Giardo decenti, ma TROPPO statici nelle sparatorie (faraciane). So che per molti l'assenza di bistecche e patatine basterà da sola per farne una buona storia...io la vedo in modo un po' diverso. Voto : 4
  11. 2010 - "La Mano del Morto", "I Demoni del Nord", "I Giustizieri di Vegas" 2011 - "Sei Divise nella Polvere", "I Trappers di Yellowstone", "I Sabotatori" 2013 - "Salt River", "Il Segreto del Giudice Bean", "El Supremo" p.s. qui però mi è spiaciuto moltissimo dovere lasciar fuori "La Stirpe dell'Abisso" e "Luna Insanguinata" 2021 - "Alla Ricerca delle Navi Perdute" p.s. Qui invece non potevo votare altro. Ritengo le altre storie del 2021 nel migliore dei casi mediocri, ma la storia delle Navi è IL capolavoro Texiano degli ultimi 10 anni (almeno !) e reputo le altre annate degli anni 20 fin qui scarsissime, in nessun modo capaci di competere con quella singola magnifica storia.
  12. Laredo, Grande Tex & Sassaroli, il club si allarga, firmiamo una petizione per fermare gli spari alle pistole
  13. Si, e comunque questa è una cosa totalmente plausibile. Mentre far saltare le pistole di mano senza nemmeno ferire l'avversario è impossibile, quindi cartoonesco. Però più avanti nella storia, Tex abbandona Coffin incosciente a morire nella casa in fiamme perché non vale neanche lo spreco di una pallottola-anche se poi, molti anni dopo, Boselli farà in modo che costui riesca a scamparla - Nella storia successiva stila una lista di uomini da giustiziare, e li uccide uno a uno-alcuni a sangue freddo, almeno nella prima versione non censurata- dopo essersi lungamente divertito a terrorizzarli. E così nelle storie immediatamente successive : sparerà quasi sempre per uccidere, compiendo autentiche stragi (es. "Uno contro 20"). Grande Augustus, mi sento meno solo I duelli al coltello di base mi infastidivano meno, ma pure con quelli ultimamente si sta esagerando, infilandoli nelle situazioni più improbabili-es. nell'ultima di Giusfredi : ci sta come la marmellata sui maccheroni
  14. Nelle primissime storie Tex uccideva moltissimo, anche a sangue freddo e sparando alle spalle (il famoso "scaldare la schiena"). L'abuso di pistole saltate di mano e colpi "per non uccidere" sarebbe arrivato qualche anno più tardi, in contemporanea con le prime avventure di Kit. Ma mi rendo conto che probabilmente è un'idiosincrasia mia, dal momento che non sembra dar fastidio a nessun altro. Ma qui per esempio, nella scena del vicolo, di fronte a un figuro che ha appena accoltellato un uomo, sta aggredendo una donna con lo scopo di ucciderla, e gli ha sparato contro con l'intento di ucciderlo, Tex deve veramente aver l'accortezza di disarmare, invece di mandare a spalar carbone per direttissima ? Secondo me no. Per questo dico che a mio avviso si sta esagerando...
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