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TWF - Tex Willer Forum

Diablero

Ranchero
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Everything posted by Diablero

  1. Visto che il discorso si è spostato sui punti specifici in cui la storia presenta problemi, e quali, aggiungo altre considerazioni. Non starò a mettere avvertimenti per spoiler vari, la storia è uscita da quasi un mese e siamo a pagina 10 della discussione, se qualcuno se l'è letta tutta ormai non c'è più nulla da spoilerare. La mia tesi è che il soggetto, effettivamente, era interessante, e la storia potenzialmente poteva essere ottima, ma il tutto è stato affondato da diverse scelte discutibili. Ne ho già parlato: escalation di situazioni drammatiche sciolte frettolosamente, escalation dei poteri, violazioni sia del setting che dello "stile" della magia in Tex. Oltre ad altri aspetti di cui non avevo parlato ma sono anch'essi presenti, tipo le somiglianze con il cartonato L'effetto di queste scelte discutibili ha portato all'effetto opposto di quello voluto: per rendere sempre più "invincibile" il pistolero, fino a renderlo invulnerabile... lo si è fatto vedere come un tiratore scarsissimo che non becca un bersaglio fermo da tre metri, e che con una difesa invulnerabile, la perde "perchè gli è caduta". Come spesso accade, l'escalation senza controllo dei poteri porta a sgonfiare l'avversario invece di elevarlo. Perché più un avversario è potente e invulnerabile... più deve essere fesso e incapace se perde lo stesso. Qui voglio parlare invece di come, con piccole modifiche, la storia poteva evitare questi problemi. Non per dire che io avrei fatto meglio (sarei ridicolo, non saprei nemmeno come sceneggiarlo un fumetto...) o per dire "io avrei fatto così" descrivendo una storia diversa: no, il dubbio che mi è venuto è "cosa sarebbe bastato, a salvare la storia di Ruju, senza stravolgerla e anzi cercando di rimanere il più possibile fedele a quelle che - per quanto si possa capire leggendola - erano le sue intenzioni?" Partiamo dall'inizio. Uno dei problemi che ho notato non solo in questa ma anche in altre recenti storie di Ruju, è l'eccessivo uso di casualità, coincidenze, botte di c.... , eventi fortunati, etc. (tipo, in questa storia, lo pseudo-origlione, la tipa non controllata che indica la strada, la strega che si incendia da sola, il pistolero che perde il medaglione, etc.). L'uso del caso nelle storie non è un difetto in sé, anzi, ben poche storie funzionerebbero senza eventi casuali e improbabili che però servono ai fini della trama (basta pensare a quanto sarebbe poco probabile che l'uomo ragno capiti per caso davanti a tante rapine mentre gira per la città, o il numero di donzelle in pericolo vaganti nelle storie d'avventura). Però è un ingrediente da usare con parsimonia, senza esagerare, o la storia perde credibilità. E qui invece Ruju ne fa larghissimo uso dall'inizio. Come entrano Tex e Carson nella storia? Per caso incontrano una ragazza, che per caso è nipote di un fan, per caso la seguono (cosa abbastanza out of character, sono sempre stati mostrati quasi infastiditi da festeggiamenti e da cerimonie...), per caso arrivano la mattina dopo il delitto, per caso beccano il maggiordomo che gli spiega tutto, etc... In pratica cosa succede? Che Ruju si è un po' messo nei guai da solo: per far arrivare drammaticamente Tex e Carson subito dopo l'omicidio, con la bara che esce dalla porta (scena madre), prima ha difficoltà a trovare la maniera di farli arrivare e deve mettere tante coincidenze, e poi deve mettergli il maggiordomo pseudo-origlione per dargli tutte le informazioni subito, perché questa storia non è un giallo (sappiamo da subito i colpevoli) e bisogna mettere anche Tex al corrente della situazione il prima possibile. Cioè, Ruju per fare quella "scena madre" con la bara deve prima aggiungere coincidenze, e poi metterne altre dopo per correggere i problemi causati dalle coincidenze iniziali che fanno arrivare Tex privo di qualunque informazione. Ma benedett'uomo... non poteva semplificarsi la vita? Bastava che a sapere i nomi dei possibili sospetti FOSSE LA NIPOTE e che fosse già informata dell'omicidio dello zio! Quante coincidenze e azioni out of character ci risparmiamo così! La nipote, addolorata e spaventata, chiede aiuto a Tex e a Carson, che la accompagnano per vederci chiaro. Certo, non possono arrivare la mattina dopo del delitto, ma se la nipote non arriva da troppo lontano, potrebbero comunque arrivare in tempo per il funerale. E la nipote in questa ipotesi ne saprebbe molto di più sulle varie questioni (lo zio potrebbe averle comunque solo scritto via lettera, mentre lei sistemava le ultime cose per trasferirsi). Non c'è nemmeno bisogno che sappia troppe cose. Basta che sappia il nome di Trevin, per spingere Tex ad andare da lui trovandosi di fronte il pistolero, che può raccontargli tutto il resto. Oltretutto, se magari ha avuto il tempo di far fuori più persone fra quelle che l'hanno tradito prima dell'arrivo di Tex, anche i mandanti stessi dell'omicidio possono essere spinti a confessare a Tex per salvarsi la vita (magari cercando all'inizio di dare una diversa motivazione alla sua vendetta, ma Tex può fare 2+2 con quello che sa già e farne parlare qualcuno a pugni). Insomma, per me almeno il primo albo non solo filerebbe benissimo anche senza quella massa di coincidenze e senza lo pseudo-origlione, ma filerebbe MEGLIO. Si perderebbe solo la scena di Tex che cattura lo pseudo-origlione perchè passava di lì per caso (cosa che per me sarebbe un vantaggio per la storia), mantenendo quelle ben più drammatiche con Victor. Il secondo albo è più complicato da sistemare perché entra più attivamente in gioco la strega. Che è un problema per tantissimi aspetti, in primo luogo perché si era già vista una coppia simile nel cartonato "la frustrata" molto recentemente. Una possibile soluzione potrebbe essere cambiare la sua natura. Se invece di una strega fosse un essere sovrannaturale, un demone, da una parte renderebbe più "pseudoverosimile" il fatto che possieda delle persone in quel modo, non farebbe così tanto a pugni con il range di poteri mostrato finora dai maghi, e potrebbe essere "scacciato" semplicemente dalla ribellione di Carson, senza bisogno di far bruciare da sola la strega. E non sarebbe così simile al cartonato. Ma non mi soddisfa pienamente come possibile soluzione. Sarebbe comunque un livello di sovrannaturale inconsueto su Tex, anche se più compatibile con la magia vista finora. E poi, più ci penso... più mi convinco che proprio la stessa presenza della strega nella storia è un problema. Perchè? Perchè sminuisce Victor. Lo riduce al rango di sgherro, quasi di burattino. Quando affronta Tex la seconda volta, è una figura sminuita, molto meno imponente. Quasi ridicola, mentre manca Tex da tre metri con le pallottole disegnate mentre deviano, e sconfitto perché perde il medaglione come un pirla. Ma, mentre Victor è una figura in qualche modo "originale", e potrebbe essere memorabile... la strega non lo è. È "inconsueta" solo per i poteri spropositati che dimostra, ma per il resto è abbastanza anonima. Nonostante i suoi poteri, se iniziamo a paragonarla a Zhenda, a Mitla, a Mah-Shai, o, per rimanere nel campo del Voodoo, a Loa, non c'è paragone. La scena in cui dice a Victor di rialzarsi è d'effetto, ma non richiede la sua presenza reale. Potrebbe essere una visione di Victor, un ricordo, potrebbe essere stata comunque colei che gli ha insegnato il voodoo e far vedere in flashback come gli abbia donato il medaglione. Avere Victor come unico avversario, aggiungendo alle sue particolarità il fatto che parla con uno spettro che lo consiglia e che vede solo lui (e quindi potrebbe non essere nemmeno reale, potrebbe essere una allucinazione), non lo renderebbe ancora più interessante e unico come avversario? E porterebbe come eventuale "bonus" una scena drammatica aggiuntiva, la possibile scoperta della sua tomba (o della sua inesistenza, o il fatto che non la vede nessuno) dopo averla mostrata come reale (in scene solo con Victor) precedentemente al lettore. Però una modifica simile comporterebbe molti cambiamenti al secondo albo, e mi sono ripromesso di cercare di tenerli al minimo. Quindi partiamo dall'ipotesi che sia una strega, ignorando il problema della somiglianza con gli antagonisti del cartonato. Quali sono le modifiche minime che risolverebbero alcuni problemi della storia? Prima di tutto, i poteri. La gente del villaggio potrebbe essere stata soggiogata con la suggestione e le paure, e drogata solo per quell'assalto. Spiegherebbe come mai al villaggio la donna (e chiunque altro, non sarebbe più un caso fortuito che si aggiunge ai tanti già presenti) sia ancora padrona della sua mente. Senza farli vedere dominati dalla mente della strega. E con Carson, potrebbe semplicemente ipnotizzarlo. E il duello finale con Victor? Non era necessario fare l'escalation di medaglioni. Bastava non svelare subito come funzionava il primo. Mantenerlo un mistero fino alla fine, e far colpire di nuovo a Tex il medaglione (magari disegnato più grosso per essere più credibile), e solo in quel momento, magari facendogli aprire la camicia, mostrare come faceva a "ritornare in vita". Se anche nel secondo duello Tex spara per primo e lo fa volare all'indietro, non c'e bisogno di farlo mancare da tre metri. E non si sarebbe più nemmeno bisogno del "medaglione che cade da solo". Semplicemente, la terza volta (dopo che Victor si fosse rialzato, mostrando per la prima volta al lettore il medaglione), Tex gli spara in testa (magari se si vuole mantenere l'atmosfera magica, mettere la morte della strega fra il secondo e il terzo scontro, così forse il medaglione semplicemente non funziona più, e solo per questo Tex lo colpisce in testa... o almeno lasciare la scelta su come interpretarla al lettore, è sempre stato solo fortuna e suggestione, o una magia che è svanita?) Ma vabbè, il mio scopo qui non era il riscrivere la storia, ma il mostrare come, davvero, mancava poco. I difetti della storia sono soprattutto in soluzioni di sceneggiatura discutibili, in dettagli. Come già nella storia su Guatemala, Ruju imbastisce una trama potenzialmente molto interessante... ma poi la spreca "tagliando gli angoli", risolvendo i momenti drammatici con faciloneria, e in questa seconda storia con un escalation di poteri che poi non sa gestire. E come con la storia sul Guatemala, l'impressione che rimane non è tanto un "che ciofeca", quanto "che occasione sprecata"....
  2. Per albi così recenti da avere il prezzo (originale) di 400 lire (cioè, pubblicati dopo il 1977, l'anno in cui il prezzo di un Tex arrivò a quella cifra), le condizioni di conservazione sono TUTTO. Sono albi che non hanno alcun valore "di rarità" assoluta, si trovano facilmente, il difficile è trovarli perfetti. Ci sono in giro migliaia di copie "vissute" e pochissime ben conservate, quindi è assolutamente impossibile dire quanto possano valere senza sapere anche come sono messi. Ed è una valutazione difficile per un profano (è molto difficile far capire a chi non è abituato il livello di perfezione che cerca un collezionista, e il fatto che siano in un garage non induce ottimismo. Come fargli capire che un albo che considera "perfetto" vale l'1% o meno di un altra copia dello stesso numero perché ha aperto troppo la copertina leggendolo?). Onestamente non ho idea del valore che potrebbero avere se perfetti, o che richiesta ci sia oggi per quegli albi. Ho completato la mia collezione all'epoca quando costavano ancora 350 lire. Quindi non saprei dirti la valutazione massima che potrebbero avere, se perfetti, o quella che avrebbero in altre condizioni, ma nessuno sarà in grado di darti una valutazione senza sapere in che condizioni sono.
  3. Sapevo che c'erano i Fratelli di Sangue, ma non sapevo che ci fossero anche i Cugini di Sangue...
  4. Comunque spiega perchè le sue ultime storie sono caratterizzate (oltre dalle continue figuracce di Tex) da pagine e pagine dedicate sempre ai soliti "tormentoni", tipo fare due scenette di fila, una dopo l'altra, in due occasioni diverse, di "Carson e la bistecca con patatine" nella sua ultima storia sulla regolare. Se crede davvero in quello che dice, lui è convinto che infarcire una storia di scenette simili, basta a fare contenti i lettori. Anche se la storia poi non ha senso. Anche se è brutta. Anche se proprio quelle scenette ammazzano il ritmo. Al punto (come nell'ultimo color) di avere una storia in cui Tex lascia andare due assassini, senza nemmeno tentare di inseguirli, perché preferisce mangiarsi una torta di mele DA SOLO (con Carson che lo redarguisce perché non gli ha lasciato una fetta) come un Poldo Sbaffini di Braccio di Ferro. È convinto che il lettore di Tex preferisca le scene al ristorante, e che abbia approvato quella scelta: "sì, dai, che bello, altre pagine al ristorante, per fortuna non se ne è andato ad inseguire quegli assassini!" Se quella è davvero la sua visione del lettore "tipo" di Tex (e le sue ultime storie per me dimostrano che è proprio così), si capisce anche perchè fa storie cosi elementari e banali: perchè sforzarsi per dare qualità ad un lettore simile, che non rispetti? E si capisce anche di più il crollo e il disgusto per Tex degli anni 90: non il superlavoro (che ho già dimostrato, con numeri e cifre, che non è mai esistito, anzi, dopo la crisi scriveva di più), ma lo scrivere "a macchinetta" storie ripetitive per un pubblico che non rispetti, il macinare pagine con noia come un impiegato che timbra il cartellino. Quella è stata probabilmente la crisi causata dalla morte della passione di Nizzi per il suo lavoro. Non mereviglia quindi che dopo abbia sempre scritto con pochissima passione (o proprio zero), senza essere più in grado di avere idee per storie nuove (tanto da riciclare vecchie storie di Larry Yuma o copiare opere di Pratt o D'Antonio o farsi scrivere i soggetti da altri), come dice lui stesso nel libro di Guerino). E se è vero che ci sono reazioni entusiastiche su Facebook (non frequento quel postaccio), vuol dire che c'è una parte di lettori che corrisponde pienamente alla sua descrizione, e lui scrive (senza alcuna passione o impegno) per loro. Ma questo è davvero "scrivere come timbrare il cartellino", macinare pagine con sempre i soliti tormentoni, probabilmente (anche se questo non lo dice) scrivendo cose che ritieni tu stesso infime, solo per la pagnotta. I preferisco gli autori che scrivono cose che piacciono prima di tutto A LORO. poi se li compro o no, dipende se piace anche a me, ma comunque preferisco l'onestà di un autore che scrive quello che gli piace, alla scarsa consideraziione di un autore che macina pagine a macchinetta perchè "è quello che vogliono, e allora glielo dò..."
  5. Beh, non so quanto fosse dettagliato il soggetto, se c'erano anche i dettagli che sono stati criticati qui. Ma anche se non puoi certo intervenire sulle scelte di sceneggiatura (altrimenti fai prima a scriverla direttamente tu), immagino che interverresti se venisse violato il setting di Tex, tipo il mettere El Morisco che vive in Alaska, o mettere come città più vicina alla riserva San Francisco. Quindi vabbè, il risolvere la sfida finale con la provvidenziale (e improbabile) caduta dell'amuleto, o lo pseudo-origlione che Tex ferma per caso e gli racconta tutto, sono scelte per me discutibili ma non tali da essere corretti, va bene... ...ma il mettere così, buttata lì, una strega così potente come non se ne erano mai viste su Tex, molto più potente di Mefisto, di Mitla, di Zhenda o di chiunque altro, e raffigurarla come una normale strega di paese, per me viola il setting di Tex.
  6. Sigh... mi stavo scaricando i numeri di "Sbam Comics" che all'epoca avevo saltato, e apro il numero 46 del settembre-ottobre 2019. E ci trovo una intervista al "degno erede", a "COLUI CHE NON PUÒ ESSERE NOMINATO!" (altrimenti ai suoi talebani viene un travaso di bile). Può darsi che all'epoca non l'abbia scaricato proprio per quello, chi si ricorda... Lo so che avrei dovuto immediatamente cestinare il pdf, ma è come con gli incidenti stradali, non ce la fai a non guardare, anche se sai che poi ti penti... L'intervista è di quelle "a intervistatore sdraiato adorante", ben al di là della normale cortesia È l'intervistatore, e non Nizzi, a dire che il suo ritorno è "una boccata d'ossigeno" e che gli autori attuali "si sono un po' persi", e qui già capisci di avere a che fare con qualcuno devoto al culto Nizziano e totalmente privo di spirito critico, specie pensando che la storia che l'ha mandato in estasi adorante è "un capestro per kut Willer" sul color, ma il bello arriva quando è Nizzi a rispondere... "Perché il successo ottantennale di Tex non è dovuto né alla bellezza delle storie (che se ci sono, meglio), né a quella dei disegni, ma unicamente alla personalità di Tex e dei pards, al loro modo di agire, di parlare, di rapportarsi tra loro. Gli sceneggiatori che hanno mandato avanti la serie negli ultimi otto anni – tutti più giovani di me – lo hanno parecchio tradito, magari con le migliori intenzioni, convinti di svecchiarlo, di modernizzarlo, di renderlo più simile agli eroi cupi, “eccessivi”, che vanno di moda nel cinema e nei fumetti americani di oggi. Tex non ha più la stessa personalità, non si comporta e non parla come dovrebbe. Lo si vede agire spesso da solo, quasi sempre con Carson, raramente in compagnia dei tre pards. Il carattere di Tex è cambiato: non più ironico e anche un tantino goliardico, ma troppo serio. Il suo modo di parlare non è più quello pittoresco di G.L., ma un dialogo qualsiasi (non basta far dire «Peste e corna!» a Tex o «Grande Matusalemme ballerino!» a Carson per simulare il diagolo bonelliano). In breve, i lettori non lo riconoscono più. Il successo della storia Un capestro per Kit Willer è dovuto al fatto che i lettori hanno finalmente ritrovato i quattro pards che da troppo tempo mancavano. Tutto qui." Io devo capire se Nizzi quando dice queste cose, accusando tutti gli altri delle cose che ha fatto lui (è come se Recchioni cominciasse a fare polemiche ovunque contro gli sceneggiatori moderni che hanno tradito Dylan Dog inserendoci la continuity e facendo andare in pensione Bloch) ci crede davvero, o se si prende gioco di certi intervistatori zerbini. Ma sentire lo sceneggiatore che praticamente ha eliminato kit e Tiger dalla serie mettersi a pontificare sul fatto che gli "gli altri" sceneggiatori di Tex usino solo Tex e Carson, non si può davvero sentire. Ci dovrebbe essere un limite a tutto...
  7. Ho OSATO dire il suo SACRO NOME!!!!!! ANATEMA!!!!! OOOOOOOOOOOOOOOH!!!!!!
  8. Rieccolo che ci prova... segnalato immediatamente ai moderatori.
  9. Sì, è vestito praticamente identico a come viene rappresentato dall'attore Lance Reddick in American Horror Story (ma la faccia è più somigliante a Slash da giovane....) (non seguo quel telefilm, l'ho scoperto facendo una ricerca per immagini su Papa Legba dopo il tuo post) Facendo la ricerca ho visto che la rappresentazione del telefilm è contestata, ho visto articoli che dicono che Papa Legba dovrebbe essere così: Il riprendere così fedelmente il personaggio di un telefilm così recente mi lascia abbastanza perplesso... finchè era Slash poteva essere un omaggio simpatico, se prendeva la rappresentazione tipica di una divinità aveva senso, ma riprendere un villain da un telefilm recente... (vabbè che nello Zagor in edicola )
  10. Dal preview, temo anch'io che sia così... Ma Laurenti ha cambiato qualcosa nella maniera in cui lavora? Anche a me le sue storie di Zagor piacevano (anche se parlo di quelle di più di dieci anni fa quando ancora leggevo Zagor), ma mi sembra di ricordare che avesse uno stile un po' diverso.. per esempio ho appena preso dalla libreria Zagor 467, "Acque del sud", e vedo un inchiostratura molto meno pesante, i visi più dettagliati e soprattutto con le ombre delineate... Mica sarà uno di quelli che ad un certo punto ha mollato la china e si è messo ad usare un computer? (vabbè che, anche senza cambiamenti così drastici, magari può bastare il fatto di dover cambiare un pennello o pennarello fuori produzione per modificare il risultato...)
  11. Mi sa che in realtà è molto più ispirato ad un famoso chitarrista... https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/3d/Slash%2C_Guitarist_of_Guns_N'_Roses_in_2017.jpg (notare le borchie sul cappello e i capelli) Mentre Baron Samedi sarebbe più così: https://comicvine1.cbsistatic.com/uploads/original/10/101779/7786669-6358927378-Baron.jpg Infatti il primo amuleto era molto più nello stile della magia in Tex. Prima di tutto, non è spettacolare (non si vede nulla di sovrannaturale, tipo pallottole che deviano, per quanto ne sappiamo non ha nulla di magico ed è solo la fortuna ad aver salvato il pistolero), poi non si dice come funziona (ha deviato la pallottole, o ha semplicemente spinto Tex a sparare proprio in quel punto, o ha spinto il pistolero a muoversi lui in maniera che la pallottola che Tex sparerà lo colpisse lì?), ed è usato anche con uno stile più consono al sovrannaturale in Tex (horror, non supereroistico: fino a quando non viene svelata la sua presenza, pensiamo di aver visto un cadavere rialzarsi ed andare in giro ad uccidere) Se Ruju si fosse limitato a utilizzare lo stesso amuleto anche nel duello finale, sarebbe stato molto meglio (e avrebbe avuto mille modi per far vincere Tex senza bisogno del provvidenziale capitombolo). Purtroppo pare che lo sceneggiate da scena madre in scena madre (con un pizzico di tamarraggine) richiede L'ESCALATION CONTINUA, se invece di affidarti ad intreccio e personaggi ti affidi a scene ed effetti speciali, poi devono sempre essere più potenti, più grossi, più spettacolari, etc... ed è solo una questione di tempo ma prima o poi si supera il limite dell'umorismo involontario. Sulle pistole: l'aver fatto mancare Tex da tre metri, frontalmente e senza bisogno di muoversi (chi sparava era protetto dal campo di forza come i fantastici quattro), non solo riduce molto la statura dell'avversario, ma riduce anche la sua mania delle pistole a pura superstizione. Sarebbe bastato non fargli fare un errore così grosso per mantenere la cosa nel mistero e mantenere l'atmosfera.
  12. Questo è il thread sulla storia di Ruju e Ramella, o è il thread su Recchioni, Dylan Dog, sul fatto che io ho citato Nizzi, su come posto io, sul fatto che a te sentire il nome Nizzi fa un certo effetto, o su quello che dovrei postare io? Invece di saltare su a "fare l'umorista" su di me, perchè non entri nel merito del thread e parli della storia?
  13. Eh, si vede che tu non hai gente che spulcia ogni messaggio alla ricerca del Nome Innominabile... Mi sa che inizio davvero a chiamarlo "innominabile", coi non gli funziona più la ricerca automatica...
  14. Sembra invece che altri abbiano la ricerca automatica del nome "Nizzi", e appena lo vedono in post, saltano su a strillare come pupazzi a molla, e iniziano ad attaccare chi ha osato fare il Sacro Nome. Se i poverini prima di copia-incollare le solite cazzate insultanti si prendessero cinque minuti per leggere i post, forse si renderebbero conto che fare il nome di Nizzi non solo era appropriato e logico in quel post, ma che senza farlo, non si capiva nemmeno il senso della critica alla storia di Ruju. Forse, se leggessero i post. E li capissero. Ma non trattengo certo il fiato nell'attesa. Adesso vediamo quanto tempo ci mette l'allegra brigata per accorrere in questo thread per mandarlo in vacca come al solito. Ma onestamente, certi comportamenti da talebani fanatici mi hanno rotto le scatole. Segnalerò ai moderatori qualunque post di quel tipo. Invito anche tutti gli altri utenti a farlo. È ora di iniziare tutti a difendere il forum e la libertà di critica.
  15. Ma poi... a che servono tutti quei grandissimi poteri, le li "butta via" in sceneggiatura così? Sembra che gli servano per fare UNA SCENA, una situazione di quelle da "trailer cinematografico"... e poi dopo? Buttiamo via tutto. Da qui in poi, SPOILER! "C'è una strega che ha preso il controllo di Kit Carson, fuggite". "oh, poveri noi, come potrà cavarsela Tex Willer adesso?" Semplice. Due paginette, Tex gli dice "sveglia Kit, non farti controllare" (comunque, troppo tamarra la scena dove butta la pistola. Nel senso che come tutte le cose tamarre diventa ridicola: fidarsi che Kit riesca a riprendere il controllo ci sta, buttare la pistola è da idioti, con l'altro pistolero in giro), e tutto è risolto! Non so se conoscete la serie di video "Pitch Meeting". Io la trovo fantastica, non ne perdo un episodio (e mi dispiace non ci sia niente di simile per i fumetti, di materiale ce ne sarebbe). Sono "presentazioni del soggetto di un film" (fittizie, ma di film e telefilm reali) che ne mostrano i punti ridicoli (con un produttore che, a differenza di Borden, accetta tutto! ), e c'è un "tormentone" che è diventato il vero titolo non ufficiale della serie: "Super Easy, barely an inconvenience" usato per tutte quelle scene dove i protagonisti risolvono con facilità assurda ostacoli insormontabili, perchè il film deve andare avanti senza lungaggini: https://www.youtube.com/playlist?list=PL--PgETgAz5FGoatB9KQzbnpv0bgZqU2l Ecco, con le situazioni che mette Ruju nelle sue storie (almeno quelle recenti che sto leggendo ultimamente, gran parte delle sue storie passate non le ho ancora lette) gli darebbe materiale per decine di video! "Oh, come farà Tex a scoprire questo intrigo?" "Super Easy, barely an inconvenience: Tex fa una passeggiata, vede qualcuno entrare in casa, lo cattura, è il maggiordomo e gli rivela tutto" "Oh, come farà Tex a scoprire dove sono, di notte, in una palude?" "Super Easy, barely an inconvenience: passa una donna che, unica nel villaggio, non è controllata, e gli dà le indicazioni stradali" "Oh, come farà Tex a battere Carson controllato dalla strega?" "Super Easy, barely an inconvenience: gli dice <Carson, liberati> e lui lo fa. Si vede che prima non ci aveva pensato" "Oh, come farà Tex a sconfiggere una strega così potente?" "Super Easy, barely an inconvenience: prende fuoco" "Eh? Come un fiammifero?", "sì, tocca un tavolo in fiamme e prende fuoco" "....." "Oh, come farà Tex a sconfiggere un avversario con un amuleto che respinge i proiettili?" "Super Easy, barely an inconvenience: gli cade l'amuleto" "ma non ce l'ha al collo? Non è che Tex glielo strappa?" "no, è proprio un caso, gli dà un cazzotto e la collana con l'amuleto vola via" "...." Il problema è che nei film, in cui le cose devono muoversi velocemente, quelle soluzioni possono essere ridicole ma capisci che lo fanno per mantenere il ritmo. Ma in un fumetto di quasi 200 pagine, dove Ruju si prende ampie pause, e dove non c'era alcun bisogno di mettere cose così apparentemente "invincibili", sono imperdonabili. Mi ricordano, davvero, le ridicole scorciatoie che usava il Nizzi degli ultimi tempi, tipo gli origlioni, e i cattivi che mancavano Tex da pochi metri, ogni volta la soluzione più "facile" per non sforzarsi troppo. Abbiamo già visto che Ruju ha usato uno pseudo-origlione (almeno ha fatto lo sforzo di mascherarla un po'), ma non si è fatto mancare anche l'altra cosa tipica dell'ultimo Nizzi: "Oh, come farà Tex a non farsi uccidere da un pistolero infallibile che non sbaglia mai un colpo, che può prendere la mira con calma da pochi metri perché sa che le pallottole di Tex non lo colpirano?" "Super Easy, barely an inconvenience: di colpo l'infallibile pistolero diventa una schiappa LO MANCA DA TRE METRI!. DUE VOLTE!" Nizzi faceva queste cose, che facevano cadere le... braccia, perché chiaramente era stufo, esaurito, non aveva più idee e non ne aveva manco più voglia di fare troppi sforzi. E Ruju? Perché? Ma che senso ha inventarsi un campo di forza antiproiettile (una cosa già totalmente estranea allo stile e all'immaginario della testata) se poi la risolvi in poche paginette con "oh, gli è caduto????" TEX NON È DYLAN DOG. Forse Ruju ha preso delle pessime abitudini negli anni in cui l'ha scritto, non so, ma se in Dylan Dog puoi andare avanti da scena madre a scena madre, senza grande attenzione per la logica (anzi, direi che Dylan Dog in gran parte è sempre così), in Tex non lo puoi fare! Boh, almeno Ruju non sta facendo passare Tex da figuraccia in figuraccia, è già qualcosa, ma più rifletto sulle cose che accadono in questa storia, più il voto si abbassa...
  16. Questa è una delle storie che non avrei dovuto recensire. Quando sono tornato a postare su Tex, mi ero ripromesso, per non ricadere in vecchie abitudini, di postare solo al riguardo di storie per cui avevo qualcosa da dire, non TUTTE, per eliminare la tentazione di leggere "da critico" e non da lettore appassionato di Tex. Solo che così, mi rendo conto adesso, finisce che posterei solo stroncature od osanna. Ed è difficile resistere alla tentazione di dire la mia quando tutti lo stanno facendo... La seconda parte mi ha preso meno della prima. Non è una storia che posso stroncare perché non è orrenda, anzi, è sopra la sufficienza. Però mostra ampiamente alcuni difetti degli autori, che qui si combinano male. Questa è una storia basata tutta sull'atmosfera. Come molte storie recenti di Ruju. L'intreccio è in diversi punti banale e in altri inverosimile (e non mi riferisco alla magia), è pieno di soluzioni narrative che sciolgono in cinque minuti situazioni complicate solo per andare avanti in fretta (soprattutto il maggiordomo onnisapiente dell'albo precedente, qui una fanciulla che chissà come mai è immune al controllo e passa di lì, e la soluzione della possessione di Carson). Pare appunto che a Ruju non interessino tanto le soluzioni, quanto creare situazioni piene di tensione e di atmosfera. La lugubra palude, il pistolero vudu che si aggira nella notte, la strega, etc. Solo che i fumetti che si basano sull'atmosfera, poggiano completamente sul disegnatore. Che deve reggere la baracca praticamente da solo, dando emozioni e tensione con la rappresentazione di quei luoghi e quelle situazioni. E Ramella qui non ci riesce. Appare quasi "frettoloso" in certe anatomie, i personaggi non "recitano" bene le loro emozioni. Come Ruju, il suo problema principale non è che non sia ampiamente sopra la sufficienza, e anzi certe tavole sono davvero belle. Ma è discontinuo. Proprio come Ruju che crea un complotto misterioso... e poi lo fa svelare in cinque minuti da un maggiordono che fa le veci del solito origlione, Ramella ti fa tot disegni in cui veicola bene l'azione, ma quasi regolarmente ogni tot c'è un anatomia frettolosa, una "recitazione" corporea "strana" che ti fa uscire dall'immersione nella storia. Immaginate questa stessa storia disegnata da Villa, o da Carnevale, o da Frisenda, o da Majo. Con tavole in cui la palude notturna prende vita, in cui il pistolero Vudu apparisse davvero come un incarnazione della morte, cupo e minaccioso, e non come un tizio vestito in modo strampalato. Saremmo tutti qua a dire che Ruju aveva scritto un capolavoro. Ma non perchè sia un capolavoro, ma perchè la sceneggiatura praticamente delega al disegnatore, con scene e ambientazioni "d'atmosfera", il metterci quella tensione che manca (o meglio, c'è ma si scioglie male alla fine) nella sceneggiatura. Inoltre... per me Tex si presta poco a storie basate solo sull'atmosfera. Certo, ci sono molti classici texiani che grondano letteralmente dell'atmosfera in cui sono immersi (pensate alle rovine, agli inferi e alla palude de Il figlio di Mefisto...), ma non gli si chiedeva di reggere la storia in questo modo. Pensate alla "dama di picche": GL Bonelli riusciva a fare una storia spaventosamente d'atmosfera con Muzzi e le faccine di Galep, perchè la sceneggiatura e i dialoghi facevano la loro parte! Vabbè, alla fine, come dicevo, si legge, non mi ha fatto arrabbiare come certe nizzate, non mi ha esaltato come certe storie che ho riletto recentemente. Forse alla fine mi ha lasciato un po' meglio, nel suo "volare basso", di storie che sembrano promettere molto ma poi deludono nel finale. Però se Tex fosse sempre così, direi "prodotto valido, storie sufficenti, vale il suo prezzo... ma non lo compro. Cerco storie che mi appassionino e mi esaltino" Ruju davvero dovrebbe cercare di evitare certe soluzioni facilone tipo lo pseudo-origlione o scene "da effetti speciali" ma con poco senso come la vecchia che getta la polverina la fiamma che DA DENTRO IL VETRO esplode immediatamente 9se la vecchia ha il lanciafiamme viene da chiedersi a che gli serva il pistolero...). È bravo a creare tensione, dovrebbe fare lo sforzo poi di farle evolvere in maniera soddisfacente. Su Ramella non so che dire, mi ricordo che disegnava molto meglio i vecchi Magico Vento, ma forse è solo il ricordo che migliora le cose... Capitolo "magia": per me il problema non è tanto che "tex è una serie realistica dove non ci dovrebbe essere la magia" (ridicolo, su Tex si sono visti alieni, mummie viventi, demoni, maghi e stregoni, dinosauri e fantasmi...), quanto il fatto che una serioe ha un certo stile, un certo "canone", e il mondo in cui è ambientato dovrebbe essere coerente. Si è citato spesso Zagor in altri post come esempio di "serie dove puoi metterci tutto", ma Zagor non era così: Zagor era una serie con un immaginario anche più preciso e con una sua personalità. Gli alieni di Zagor venivano dai film degli anni 50 così come i suoi mostri e i suoi maghi. I suoi zombie erano quelli dell'epoca e non mangiavano crani, i suoi robot erano grossi e goffi, etc. E badate bene, non è perchè Nilitta lo scriveva negli anni 60-70: era già anacronistico anche allora! Mentre Nolitta citava gli alieni dei film degli anni 50, al cinema c'era Guerre Stellari! Quell'anacronismo, quell'essere "old fashioned" era una delle caratteristiche di Zagor. Ma questa cosa si è persa! Sceneggiatori successivi non si sono preoccupati di mantenere quello stile, e adesso su Zagor vedi di tutto, dagli smartphone a Terminator al body horror allo splatter, rendendolo in questo senso una serie-pattumiera (non nel senso della qualità, anche se anche quella a volta è discutibile, ma nel senso che come la raccolta indifferenziata, puoi buttarci di tutto) Ecco, non voglio che capiti a Tex quello che è capitato a Zagor. Vorrei che ci fosse più attenzione, da parte degli sceneggiatori, nel curare sia lo "stile" della magia (gotico e horror, non supereroistico: ci sta che ci sia un corpo animato che lentamente avanza incurante delle pallottole, ma un campo di forza magnetico stona come un tizio vestito da pipistrello), sia la coerenza con le storie precedenti (se Mefisto è il servitore prediletto dell'inferno e avrebbe potuto dominare il mondo senza Tex... non ci possono essere streghe più potenti di lui in ogni piccolo paesino, e nelle ultime storie pare così, pullulano...) Per capirsi: non sto dicendo che non ci devono essere stregoni più potenti di Mefisto. (ne abbiamo già visti: Padma per esempio), ma dovrebbero avere una presentazione adeguata, degna della loro potenza, o una spiegazione nel setting del perchè invece vivano nascosti e non utilizzino più frequentemente i loro poteri. C'è un problema dell'inflazione dei poteri: è un errore e un problema tipico dei fumetti di super eroi: uno sceneggiatore, per creare un nemico che dia problemi all'eroe, si inventa un motivo per cui pare invincibile, e lo fa sconfiggere dall'eroe solo per un colpo di fortuna. OK, bravo, bis, lui si prende gli applausi... ma allo sceneggiatore dopo a cui ha mollato un metodo sicuro per sconfiggere l'eroe non ci pensa? Così finisce che lo sceneggiatore dopo si deve inventare che Iron Man ha scoperto una nuova lega ancora più resistente, e così è diventato ancora più forte e può sconfiggere di nuovo quel nemico. Ma poi torna lo sceneggiatore di prima, o un altro altrettanto noncurante, che ti fa qualcun altro ancora più potente e invincibile che l'eroe batte ovviamente per pura fortuna, e così via... Il mondo di Tex, per come è stato caratterizzato, è come quello di Conan: demoni, mostri, stregoni, ma "non esiste niente che non possa essere sconfitto dall'acciaio di una spada". Nel mondo di Tex, persino Mefisto teme le sue pistole. Può creare illusioni per fargli sparare al nulla, può stare celato o attaccarlo a grande distanza. Ma non può affrontare direttamente quelle pistole, nemmeno con la sua magia. Che sfigato! Bastava che si comprava un amuleto "campo di forza antipistole" da una strega, si fanno in poche ore e poi li vendono nei mercatini...
  17. Sì, ed è perfettamente equivalente a quello che ha detto borden. Ripeto, non so che loop strano ti provochi l'uso di termini tipo scemare, calare, aumentare, più meno, diviso, etc, tanto da dare un senso negativo all'intera frase che li contiene! Pensa che io dopo che ho visto come era stato equivocato il primo post, li ho utilizzato sempre e sempre di più, fino a fare anche l'esempio scemo con i numeri, pensando che così potevo spiegarmi meglio in maniera più chiara, e solo dopo ho capito che erano quelli che cancellavano tutto il resto della frase. Roba che se scrivevo "calcolò che la sua vita non valeva nulla in confronto a quella di cento bambini, e si sacrificò per salvarli", mi rispondete "che pezzo di merda, di fronte a bambini in pericolo fa dei calcoli!" Ma dire che vede con più calma la sua situazione e di fronte alla possibilità di morire riflette, e dire che gli cala la paura di morire, cioè il panico, la fuga dell'animale braccato, la corsa forsennata e rivaluta la situazione, è LA STESSA COSA! Dovete riuscire ad andare oltre a questo pregiudizio razzista contro le parole "calare" e "rivalutare"! E senza freccia, niente pausa. Senza pausa, niente riflessione. Senza la freccia quello non si fermava manco per farsi un caffè finchè non era in messico da tre giorni! E dubito molto che comunque una pausa-caffè gli avrebbe fatto l'effetto di una freccia con una ferita probabilmente letale (per l'infezione, non perchè abbia leso organi vitali) Se gli bastava una pausa-caffè, vorrebbe dire che tutto quanto è stato un equivoco causato dal fatto che mancava Carson! Se c'era Carson gli faceva un caffè e Corbett diventava subito buono! Invece Tex non gli offre il caffè, e Corbett fa ben TRE tentativi di fuga, si avvicina a Byrne con l'intenzione DECISA di sgozzarlo (è solo preceduto dagli indiani), attacca Tex alle spalle DECISO a ucciderlo, e dà un pugno al suo migliore amico abbandonandolo a morire... e per te gli bastava un caffè e cambiava idea?
  18. Mi trovo bene nel ruolo di quello che critica dalla sua poltrona piuttosto che in quello di chi viene criticato, grazie! in realtà, no (almeno, per come ho capito io il suo post), ma mi sono stancato di spiegarlo... Mi sembra che vi siete molto incantati sui termini "ricalcolare", "rivalutare", etc e appena li avete letti, un po' tutti siete partiti in un loop che parlava solo di biechi calcoli egoisti, perfide e ipocrite ricerche di salvezza personale,etc, non importa quanto mi sia sforzato di spiegarlo più e più volte. insomma... ragazzi, avete un PESSIMO rapporto con la matematica, se il solo usare qualcuno dei suoi termini vi spinge a pensare SOLO ad opportunismo, calcolo egoista e tradimenti! In realtà, sono totalmente equivalenti al "riflettere" di borden. Solo che io ho una formazione ingegneristica e non odio la matematica! Il punto fondamentale di disaccordo REALE fra noi due, a parte le letture distorte del mio "rivalutare", è che secondo te, Corbett si sarebbe fermato COMUNQUE prima di andare in Messico, e avrebbe aiutato gli altri anche senza la freccia. Secondo me, il suo "pentimento" senza la freccia sarebbe avvenuto molto dopo, solo quando si sarebbe fermato un po' (a riflettere, come dice borden), cioè GIORNI dopo, visto che è in fuga. Cioè quando sarebbe stato troppo tardi. Quindi in termini pratici: senza la freccia avrebbe salvato i suoi amici? Secondo te sì, secondo me e borden, no. (ma concordo anche con chi dice che, una volta pubblicata, una storia è interpretabile dal lettore: l'autore può al massimo dire cosa VOLEVA dire, ma su cosa ha EFFETTIVAMENTE detto, non ha più autorità di chiunque altro...)
  19. Se borden mi riconosce di capire i suoi fumetti, io devo riconoscergli che pare l'unico che capisce quello che scrivo nei miei post!
  20. Non proprio. Ma ci torno dopo Dissento sulla parte dopo: Come detto in mille film o fumetti o romanzi d'avventura, solo un pazzo non ha paura di morire. Il coraggioso è chi fa le cose nonostante la paura. Quindi, visto che non è un pazzo, Corbett ha paura. Esattamente come sicuramente ce l'aveva in guerra. E infatti, fugge. Non si comporta da coraggioso. La libertà l'aveva già ottenuta. Tex aveva già convinto il capo delle guardie a lasciarli andare, alla fine della battaglia, e lui aveva acconsentito. Corbett non era presente, ma era presente Doyle: è abbastanza improbabile che non l'abbia detto al suo migliore amico, e che non l'abbia usata come argomentazione poi quando hanno discusso. Semplicemente, del "morire libero" non gliene frega nulla, preferisce vivere. Cede alla sua paura, abbandonando il suo migliore amico. Sul fatto che "è sufficientemente esperto da sapere che la freccia non lo spaccerà", scusa, ma TI SMENTISCE DIRETTAMENTE LUI, non c'è bisogno qui di immaginare o di intuire nulla: possiamo leggere direttamente i suoi pensieri! E pensa: "Avrei potuto morire con loro, invece di crepare da solo nella prateria, come un Coyote". Notare che non sta parlando di onore, di parola data o simili, sta pensando che ora è "solo come un coyote", e da solo probabilmente morirà. Subito dopo, l'altra parte di Corbett ribatte con le sue solite sbruffonate, dicendo che "non morirò, Glen Corbett è più forte della morte stessa... sono vivo, sono libero!" Ma dopo una vita passata a dire simili sbruffonate, quanto può davvero crederci ora Corbett? Sperando (invano, mi sa) che Grande Tex non equivochi anche questa cosa, provo a specificare meglio, andando proprio sul terra-terra: Corbett non va a cercare aiuto perchè, facendo un calcolo utilitaristico, da quella parte ha più probabilità di salvarsi. Probabilmente ne ha di meno, con tutti gli indiani a scorrazzare per la prateria. Quello che è cambiata è la valutazione della somma dei vari fattori. prima erano "rimango 90, scappo 111". Ma adesso la paura di morire cala da 54 a 32, mentre arriva la paura di morire da solo dopo aver tradito il suo amico, che entra in gioco a 40, e il nuovo punteggio è 130 a 89... E qui torniamo alla prima frase... Alla luce delle precisazioni precedenti, spero ti sei già reso conto che questo non è quello che ho detto. la freccia forza un nuovo conteggio. Rende la morte qualcosa di vicino e probabile, e sposta l'attenzione dall'istinto di fuga dell'animale che ha ancora una via di fuga, al ragionamento di un essere umano che può immaginare il suo futuro, e immaginare due maniere diverse di morire: "da solo come un coyote", o per salvare il suo amico. Infatti, non fa come dici, non torna "a morire con gli amicii", futilmente, come un suicida che pensa che morirà sicuramente. No. Va a cercare aiuto. Perchè così, se muore, almeno l'avrà fatto per qualcosa.
  21. Evvabbè, l'ha rifatto. Ci rinuncio...
  22. I post vanno letti interi, non solo due righe... Se per te "senza la freccia non tornava" ha (assurdamente) lo stesso senso di "se tornava era più per calcolo utilitaristico ", allora guarda, vediamo la prossima volta che vai all'ospedale (è un esempio, non te lo auguro) Stavi andando in autostrada, senza l'incidente non andavi al pronto soccorso, al pronto soccorso chiami i tuoi, e loro cosa fanno? Ti rinfacciano "Mi ha chiamato solo per un mero calcolo utilitaristico! Se eri ancora in autostrada non chiamavi".. O per dirla senza esempi moderni: non hai chiara la differenza fra casualità e motivazione. Se torni a casa prima perchè ti sei scordato il portafoglio, non vuol dire che di casa tua ti interessa solo il portafoglio. Però se non te lo dimenticavi non tornavi subito. Oh, vabbè, quando si arriva a fare esempi strampalati per cercare di farsi capire da uno che non ha capito un wall of text dettagliato lunghissimo, forse sarebbe meglio rinunciare... E comunque, avevo scritto nel paragrafo precedente a quello che hai citato (quindi non era tanto lontano, bastava che non tagliuzzavi il quote per ridurlo a due righe Quindi, stai affermando che ho detto una cosa, dopo aver letto un mio post in cui dico esplicitamente che quella cosa non è vera. Ed è una cosa abbastanza frequente, che mi accusi di dire il contrario di quello che ho davvero scritto in un post. Potrei chiederti un minimo di attenzione in più, prima rispondere? Anche perchè se c'è una risposta rapida che quota una piccolissima parte di un wall of text, molta gente per pigrizia o disinteresse salta il wall of text per leggersi solo il quote e la risposta per farsi un idea. E quindi si convincono anche loro che ho detto il contrario. È un vecchio trucco che usano politici e giornalisti, il "riassumere" quello che altri hanno detto con una frase breve che dice il contrario. Funziona. poi quella diventa la verità, non importa quante volte la smentisci.
  23. Ho detto il contrario. Santa pazienza...
  24. Ovviamente, non ho detto questo...
  25. Ovviamente, la storia non lo dice, essendo un "What if...", nella storia la freccia c'è e quindi non sapremo mai con certezza se Corbett sarebbe tornato indietro se non fosse rimasto ferito. Ma io credo che non sarebbe tornato. Perchè lo dico? Perchè mi fido di Tex. Abbiamo letto centinaia di avventure in cui (a parte quelle scritte da Nolitta e dal tardo Nizzi dove si fa fregare da chiunque) abbiamo visto che sappia giudicare la gente, sbagliandosi raramente. E di Corbett pensa che è una carogna. Non si fida di lui (mentre invece si fida di più di Kirby), e gli mette un arma in mano solo quando non ha altre alternative. E comunque continua a tenerlo d'occhio. Non è solo Tex. I suoi stessi compagni di prigionia hanno ben poca stima di Corbett. A pagina 109 del numero 498, Sanders dice che Kirby forse non è una carogna, ma su Corbett non punterebbe. E subito dopo dice che la parola di Corbett non vale niente (e infatti Corbett in quel momento sta già pensando a tradire gli altri), e che anche Kirby lo sa. E Kirby non ribatte, sa benissimo che Sanders ha ragione. Kirby che, guardando una famiglia, pensa a come sarebbe stata la sua vita se non avesse mai incontrato Corbett. Corbett non è un "uomo onesto che ha avuto sfortuna", non è un Juan Ortega, non è nemmeno un Lucero mosso da vendetta. Corbett è uno che uccide alle spalle, che ha fatto parte di bande che saccheggiavano intere città nascondendosi dietro una bandiera, e a guerra finita ha preferito continuare ad uccidere e saccheggiare. Non per bisogno, ma perchè gli piaceva. Di una sola persona gli importa, a parte sè stesso. il suo amico Kirby. Ed è un amicizia vera. Come già dicevo nel thread de il passato di Carson a proposito di Clemmons, cattivo non vuol dire sociopatico. Sono persone con amori, affetti ed emozioni come gli altri. E mentre pianifica di sgozzare Byrne, si immagina che Kirby lo seguirà e sii salveranno entrambi. Degli altri non gliene frega nulla, e vede Tex solo come una minaccia da evitare., (apro una parentesi... Kirby, Byrne... mi sa che mentre scriveva questa storia Boselli si stava leggendo i fantastici quattro! ) Devo dire che, con questa serie di conferme sul fatto che Corbett sia la peggiore carogna fra i carcerati, Boselli ha un po' annullato il dubbio sull'identità della salma. Perchè, se all'inizio poteva essere uno qualunque dei carcerati (non i soldati, si dice esplicitamente che era un assassino), in seguito l'attenzione particolare data a Kirby e Corbett fa capire che può essere solo uno di loro due. E quando per due albi interi si ripete che Kirby è stato solo traviato da Corbett, che Kirby aiuta le donne e i bambini, mantiene la parola data, non tradirebbe gli amici, mentre Corbett è una carogna e lo farebbe... beh, per la tipoica "logica da film" (e da fumetto), per cui è sempre il meno sospettabile, mi ricordo che a questo punto dell'albo ero già sicuro che fosse Corbett Non mi ha rovinato la suspense, comunque: a parte la minaccia del Comanche, a quel punto il mistero era vedere come mai una carogna simile avesse salvato il Texas... Quando scopre che Kirby non vuole fuggire abbandonando donne e bambini, e impedirebbe anche la sua fuga, gli sparerebbe. Magari non per uccidere, ma in quella situazione fa poca differenza. Nella pagina successiva (pagina 37 del 499) cerca di PUGNALARE TEX ALLE SPALLE A TRADIMENTO (Alla faccia del "ti ho mancato apposta perchè volevo un duello leale"! e in ogni caso il duello non è leale perchè quando ha cercato di pugnalare Tex alle spalle l'ha ferito) A complicare la comprensione della scena c'è una frase per me sbagliata. Quando Tex dice "la scelta ti fa onore, Glenn" a pagina 39, implicitamente dà validità alla frase di Corbett. Nonostante il fatto che il cercare un duello leale è assurdo per il personaggio e per le sue azioni fino alla pagina precedente, Tex pare credergli. Qui per me Boselli fa un errore, anche se non è chiaro quale: si sbaglia nel far fare un gesto leale ma totalmente incoerente ed illogico a Corbett, o si sbaglia perchè, per amore di una battuta, fa dire a Tex una frase che dà validità alla vanteria di Corbett? Boh, qualunque sia stato l'errore ai tempi, oggi Boselli sposa la tesi che Corbett stia mentendo, quindi l'errore è la frase di Tex, che porta all'equivoco il lettore. Comunque, tornando alla morale di Corbett... subito dopo, fugge davvero. E ancora pensa sdi portarsi dietro Kirby. Alla fine, quando vede che non riesce a convincerlo, lo stende a pugni...e lo lascia lì (pagina 71) Ora, Corbett non è Amleto. Non è un personaggio problematico e indeciso. È un uomo d'azione. Ha preparato un piano per salvare la pelle, e lo esegue, portandosi dietro anche un "agnello sacrificale" da consegnare agli indiani come diversivo. Ti pare possibile che, quando il suo piano avesse avesse avuto successo, avesse detto "oh, ho cambiato idea. Io sono così capriccioso di natura, adesso voglio aiutare quelli del forte!" Oh, si sarebbe pentito probabilmente, poi. Quella notte è spaventato, terrorizzato dall'idea di essere ucciso e magari torturato. Per questo non ci pensa due volte a tradire il suo unico amico. Ma poi? Passata la paura? Abbiamo visto all'inizio della storia come il rimorso per l'averlo QUASI abbandonato gli abbia comunque avvelenato il resto della vita, e non ha più avuto amici (almeno, a detta dei due perdigiorno al cimitero). Figurati se davvero fosse fuggito in Messico. Ci credo anch'io che Corbett si sarebbe pentito... ma dopo. Molto dopo. E la sua vita sarebbe stata probabilmente anche peggiore di quella che ha avuto. Non ho mai detto che Corbett, cinicamente, cerca soccorsi solo perché è ferito dalla freccia. Probabilmente avrebbe corso meno rischi a cercare un medico altrove.. Ma la freccia aggiunta a tutto il resto? Corbett ha tradito il suo unico amico perché terrorizzato dalla morte. Ma in quel momento, sa che probabilmente morirà comunque. Nonostante il suo tradimento. Ci sta che questo l'abbia spinto a rivalutare le sue scelte. Ma senza la freccia, non penso ci sarebbe stata nessuna rivalutazione. Non è amleto, non è un eterno indeciso, e se fosse tornato indietro senza la freccia, vorrebbe dire che Tex ha davvero sbagliato a giudicarlo... La domanda allora è... perchè Tex, DOPO, si fida di lui? E (anche se accade solo in storie successive) lo avrà come compagno in un'altra avventura? La risposta forse viene da un altra domanda... come cavolo fa Tex a sapere cosa è successo DAVVERO a Corbett quella notte? Visto che subito dopo la battaglia gli ha rifilato un sacco di balle? L'unica spiegazione, è che Corbett gliel'abbia confessato poi. Che, dopo la morte di Kirby, e con il tempo, Corbett sia davvero cambiato. Meritandosi alla fine il saluto di Tex, e i due pugnali, simbolo della speranza che almeno dov'è adesso ritrovi il suo unico amico... O forse no. Perchè in quel caso... come mai Tex parla ancora di "lasciarlo andare" quando dice che avrebbe fatto l'errore peggiore della sua vita? Forse la sequenza della fuga notturna è da interpretare diversamente. Nelle didascalie la voce narrante dice poco, forse mentre il fumetto ci fa vedere quello che è successo davvero, la voce narrante di Tex racconta ancora le menzogne che gli ha detto Corbett. Che si è tenuto dentro quella vergogna e quella colpa tutta la vita, in silenzio. Alla fine, sono tante che lo cose interpretabili in questa storia, che mi sa che ciascuno ne ha letta una diversa!
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