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TWF - Tex Willer Forum

Diablero

Ranchero
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Everything posted by Diablero

  1. Ce la fa a scrivere un post, uno solo, che non sia pieno di insulti agli altri forumisti? Il solito atteggiamento passivo-aggressivo: atteggiarsi a "più intelligenti degli altri", anzi facendo pesare quanto siano stupidi gli altri a... ...ragionare sulle storie --analizzare le storie --ricordare le storie passate --distinguere lo stile e le capacità di autori diversi Tutta roba da "segamentalisto" per il tuo atteggiamento da "bullo di paese che si crede stocazzo!"
  2. Spiegalo a Lovecraft... In generale, a far vendere un autore è l'abilità di creare emozioni nel lettore. Emozioni, NON spiegazioni. Gran parte della letteratura Horror si basa su emozioni tipo paura, ansia, etc che sono evocabili proprio con l'ignoto, l'oscurità, il mistero. Con gli "spiegoni", evochi al massimo l'emozione nerd del "ci sono riuscito a conciliare gli alieni del numero 23 con quelli del numero 445 e collegarli, e ci ho aggiunto anche il gatto del numero 67 dicendo che era il gatto della vicina di fronte! Sono un genio!"
  3. Sul perchè gli alieni-piante assassine vadano bene, e gli alieni con l'astronave no: mi pare più che ovvio, come si fa a non vederlo? Le piante assassine sono horror, non fantascienza. GL Bonelli non ha mai avuto problemi con l'horror. Pure Vindex alla fine è solo un creatore di mostri, non si è messo ad introdurre nel mondo di Tex gli smartphone come recentemente Hellingen su Zagor... E, per essere precisi: non concordo nemmeno con l'opinione di Joe7 sul fatto che il Tex di GL Bonelli non credesse nel sovrannaturale: ha un certo scetticismo perchè ha visto tantissimi ciarlatani che ingannavano gli indiani ingenui, ma ha visto anche cose innegabilmente sovrannaturali: ma per un uomo della sua epoca era molto più semplice credere a streghe, magie e mostri che non a robot, navi spaziali e armi a raggi. Gli alieni però non sono "strani" nei "western bonelli" e in generale nel fumetto western: li ha incontrati (più volte) Zagor, il Piccolo Ranger, Kerry il Trapper, etc, si può dire che sono "di casa"... se non proprio banali e dozzinali. Tex aveva una eccezionale specificità: aveva incontrato UN alieno, e uno solo, e l'aveva sconfitto senza mai capire che era un alieno. Un idea credo UNICA nel fumetto mondiale, o almeno, non conosco altri fumetti che l'abbiano utilizzata così. Tutto quello che rende Tex unico ultimamente è minacciato. Vedere per esempio la sorte che ha riservato ad Higgins, davvero terribile per un "buono", e oggi ripulita con Dixan, oggi Higgins si è sparato, non è stato ucciso in quel mondo da Tex. Si veda pure anche la fine di Coffin: non è più vero che Tex l'ha lasciato in una casa in fiamme, ripulito con Dixan, l'ha ucciso a revolverate. E adesso anche queste "insopportabile" unicità di Tex è stata cancellata, adesso ha ammesso che ci sono gli alieni, come in tutti gli altri fumetti, li ha accettati. Perché Tex deve diventare come tutti gli altri! Altrimenti non è "moderno"...
  4. E secondo voi perchè GL Bonelli non glieli fa mai vedere? (fino a rimuoverne persino la presenza nella seconda storia, non c'erano alieni lì, ma solo umani)
  5. Sono due "viva" un po' contraddittori: viva lo sceneggiatore che ha "torturato" Ticci con questa storia, che ha fatto tanto di malavoglia da farci aspettare tanti anni? (se la storia fosse stata migliore avremmo avuto probabilmente più tavole di Ticci, ecco, meno Nizzi, più Ticci, e viceversa). E viva il disegnatore che si è lamentato dello sceneggiatore? Per me, coerentemente, è "Viva Ticci". Quindi abbasso lo sceneggiatore che l'ha annoiato al punto da farne calare la produzione, non si può sprecare Ticci così!
  6. Se ricordo bene, GL Bonelli fu "costretto" a fare quella storia per l'insistenza del figlio (maggiore) che voleva vedere "gli alieni su Tex" Per me è bellissimo come lo accontentò... ribadendo che su Tex non c'era posto per gli alieni! L'alieno viene messo in fuga da Tex, scappa con la coda fra le gambe risalendo sulla sua astronave... ma Tex non ha il minimo sospetto di essersi trovato ad affrontare un essere da un altro mondo, l'avversario era un folle che si è fatto esplodere con la dinamite. Pensate a QUANTE cose dice GL Bonelli, tra le righe, con quella storia: 1) Su Tex non c'è posto per gli alieni, il personaggio titolare della testata non ci pensa proprio manco a riconoscerli come tali! 2) Il lettori di Tex, "i miei lettori", sono ragazzi intelligenti che capiranno al volo chi è l'avversario senza inutili spiegoni, anche se Tex non se ne rende conto. La storia in sé non è delle sue migliori. Si capisce che l'ha fatta di malavoglia. Ma prende l'occasione per dire la sua sugli "alieni su Tex". E sarebbe una parola definitiva. Se non che... Il figlio (minore) ancora non l'ha capita. Molti anni dopo, con il Grande Vecchio ormai in difficoltà con seri problemi di salute (questa credo sia stata una delle ultimissime storie pubblicata subito e non "recuperata" dal cassetto dove era stata messa), che ha bisogno di idee per nuove storie, il figlio gli propone DI NUOVO un soggetto con alieni! Di nuovo??? Deve essere proprio un ossessione! Quella volta la ciambella non riesce proprio con il buco, la sceneggiatura è debole, ma ancora, nonostante stavolta la cosa faccia sembrare Tex un po' tonto, GL Bonelli si rifiuta di mostrare Tex che crede a cose tipo gli alieni. E per decenni, è l'ultima parola su Tex riguardo agli alieni. E allora, davvero, questa sembra essere una RIPICCA di Boselli, amicissimo di Giorgio Bonelli, che riprende la storia e COCCIUTAMENTE stavolta costringe Tex ad ammettere che sì, quelli forse erano esseri di un altro mondo. Andando CONTRO quella che era, chiarissimo, il desiderio di GL Bonelli. Forse una sorta di "rivalsa" per il suo amico Giorgio, ma a me come lettore? Mi pare una pizza inutile. Preferivo si fossero rispettate le volontà di GL Bonelli. Anche perchè questa è l'ennesima storia di Boselli che STRAVOLGE punti fermi della saga, dopo l'imperdonabile "cavalcata del piccione", le pesanti rectcon su Mefisto, etc. Direi che sarebbe ora di piantarla, con tutti questi "miglioramenti" alle storie di GL Bonelli. Hanno davvero rotto il....
  7. E pensando alle robe scritte da Nizzi che Ticci ha disegnato senza lamentarsi, sapere che su questa storia si è lamentato pure lui, mi fa quasi diventare curioso... che roba ha fatto stavolta Nizzi? Più di quello che ha fatto in precedenza? Certo, è possibile che la storia che vedremo non sia esattamente fedele alla sceneggiatura che ha letto Ticci, spero che in redazione abbiano cambiato almeno eventuali cali di pantaloni con sfoggio di mutande...
  8. Oddio mio, volevi pure un albo aggiuntivo di spiegoni????? A me bastavano e avanzavano le cose mostrate nelle due storie precedenti "citate" da questa. A cui questa storia non aggiunge nulla. Ma più che prendermela con Boselli (che a livello di sceneggiatura qui ha fatto un buon lavoro, anche se... totalmente inutile!) sono irritato dal coro di lettori "moderni" che vogliono che gli sia spiegato ogni piccolo dettaglio, anche i più noiosi e pallosi, e pretendono la morte di ogni mistero e quindi di ogni storia "misteriosa" (e poi dopo aver preteso che gli spiegassero la rava e la fava poi magari si lamentano che le storie sono troppo lunghe) Da dove arriva questa incapacità di usare la propria immaginazione? E perchè mai gli autori adesso si fanno in quattro per accontentarli, scassando la min###a a tutti gli altri?
  9. Purtroppo... hanno ripristinato proprio solo le gambe delle donnine! Non è vero che nelle ristampe successive abbiano ripristinato anche le storie, di cui erano stati cambiati i finali, il senso (ne abbiamo un esempio recente con la Mano Rossa, e i salti mortali di Borden per ridare un senso ad una storia che le censure avevano reso insensata cambiando completamente la motivazione di Tex). Anzi, hanno aggiunto ALTRE censure e modifiche, per i motivi più strampalati, ma sempre di "censure" si tratta. Se non è per non far arrabbiare i preti, è per non far arrabbiare un sepolcro imbiancato del politicamente corretto, o del "pensate ai bambini!" stile le censure fininvest anni 80-90. Da quando hanno iniziato a censurare Tex, non hanno mai smesso, le versioni pubblicate oggi nella CSAC o su Tex Classic sono più alterate di quelle con la Garanzia Morale (a parte le gambe di Tesah, quelle le hanno ripristinate, segno che erano davvero la cosa meno "importante" da censurate...) Sul "valore artistico" dei fumetti con nudi... direi che la storia ha dimostrato quello che era già per me ovvio: il valore di un opera non si misura dai nudi che ci sono dentro. I nudi sono come i tramonti o le scene dove sparano a qualcuno: chi darebbe credito a qualcuno che valuta il valore artistico di qualcosa dal numero di morti ammazzati? Quindi, uno dei principali capolavori del fumetto italiano, l'opera principale di Magnus, è stata pubblicata da un editore di pornazzi nel formato dei pornazzi, e anche se non era certo un porno, è rimasto nella storia del fumetto italiano come l'opera in cui si vede il primo pene eretto ben visibile. Questo ne diminuisce o aumenta il valore? Ovviamente no. È vero che ci sono certi "critici" assolutamente incapaci di valutare il valore di un opera perchè hanno il cervello che gli va in tilt davanti ad una donna nuda, ma è un problema mentale loro, non dell'opera (penso qui a certe recensioni di "Poor Things" che parlavano solo delle scene di sesso con la Stone, era chiaro che una volta arrivate quelle non erano stati più in grado nemmeno di seguire la trama del film, me li immagino piangenti con gli occhi chiusi ranicchati sulla poltrona in preda al terrore...). La cosa non dovrebbe stupire un texiano: non sono anche il Tex di GL Bonelli, Ken Parker, etc dei veri e propri capolavori pubblicati in formato "basso e popolare", e considerato "robaccia" dai soliti critici parrucconi? La storia del fumetti ci ha tramandato capolavori come i paperi di Barks (zero nudi - anche se Barks aveva iniziato disegnando pin-up erotiche per un quotidiano, quindi sarebbe un "vole pornografo senza talento") o come l'opera omnia di Robert Crumb (piena di nudi e non solo), e il bello è che Crumb prese moltissimo da Barks, e a sua volta ha influenzato generazioni di autori che non disegnano nudi... in realtà non esiste nessuna distinzione fra "pornografi" e no, metà dei disegnatori attuali Bonelli ha iniziato disegnando pornazzi, la distinzione è semplicemente fra autori bravi e autori scarsi... (per i curiosi, nello spoiler i link a cosa disegnava Carl Barks prima di dedicarsi a Paperina, che ricordiamocelo, è una gran papera che va in giro senza gonna e mutandine, poi ti meravigli che Paperino sia sempre stanchissimo e sfiancato...)
  10. La domanda messa così ha poco senso. Ha fatto male PER CHI? A se stessa? Ai bambini? A Tex? Per sé stessa? Credo di no. Gli ha reso soldi. Non importa se ci saranno sempre persone che se ne fregano, quelle persone NON SONO IL LORO TARGET. Hanno un certo pubblico a cui vendono proibizioni, anatemi e liste di cose "peccaminose". È il loro prodotto (e lo era ancora di più all'epoca). In più tieni presente che da sempre la chiesa cattolica pubblicava tramite diverse case editrici un sacco di materiale per l'infanzia, fra cui il famoso "giornalino". Quelli all'indice erano EDITORI CONCORRENTI, e si diceva ai genitori "non comprare quei giornalacci privi di valore perchè peccaminosi, COMPRA I NOSTRI! DAI I SOLDI A NOI!!!" (sui motivi reali alla base di ogni chiesa, concordo con l'opinione di Leonida in "300" di Frank Miller. Il fumetto, non il film censurato). Per i poveri bambini che volevano leggere quello che ritenevano valido? Certo che ha fatto danno. Che gli ha fatto del male. Come ogni forma di censura: si basa sull'affamare il cervello, non dargli nutrimento ma solo la solita pappina omogeneizzata. I censori sono in primo luogo pervertiti sessuali, ovvio che come vittime preferiscono i bambini... ll danno è stato limitato perchè comunque i lettori trovavano Tex comunque? Fino ad un certo punto. È vero che grazie a secoli e secoli di lotte l'Europa sia era in gran parte liberata dal dominio oscurantista di quella setta malefica (lotte che avevano causato il sacrificio di milioni di morti, sia liberi pensatori messi al rogo come Giordano Bruno, sia semplici persone che sono state uccise per aver fatto del bene come i milioni di levatrici messe al rogo durante l'isteria inquisitoria in Germania), ed era finalmente stata conquistata la libertà di stampa (una libertà comunque sempre a rischio, con diverse proposte di legge parlamentari per rimettere tutto sotto il controllo dei Sepolcri Imbiancati), ma questa libertà dipendeva dalla famiglia. Ero figlio di bigotti? Ti potevi scordare non solo Tex, ma pure qualunque altra cosa valida dal punto di vista letterario... E anche per questo... a Tex HA FATTO MALE, Tanto. Io mi chiedo come sia possibile DIMENTICARSI che oltre al ridicolo marchietto "garanzia Morale" (di cui Sergio Bonelli in seguito si vergognò al punto di scusarsene nella posta dei TuttoTex) su Tex arrivarono VALANGHE DI CENSURE. Tutte per renderlo "accettabile" a dei bigotti baciapile. E come sa bene chi conosce l'argomento (anche magari solo per essersi letto gli originali o le anastatiche) quella cappa di censura rimbecillente non si limitava a coprire due minigonne: devastava trame, rendendo le storie insensate, non si potevano più discutere o criticare rappresentanti della legge o dell'ordine costituito, le donne non solo dovevano essere coperte ma dovevano stare a casa a fare la calza, non potevano più sparare a nessuno... un ondata di assoluta e totale idiozia, forzata sulle storie di Tex, da un italietta vile che invece di gioire della libertà conquistata si era buttata a cercare nuovi padroni nella Chiesa...
  11. I dati di vendita "storici" sono stati dati molte volte dallo stesso Sergio Bonelli, lo stesso che ammise che il suo Tex scontentava i lettori, lo stesso che diceva che Nizzi "salvò Tex". Ma capisco che quando si ha una tesi pre-cotta, e non si vuole "ammettere la sconfitta" in una discussione da forum anche quando TUTTI TI HANNO GIÀ SMENTITO dicendo TUTTI che si erano resi perfettamente conto della differenza, e non si ha l'onestà intellettuale di ammettere di essersi sbagliati, si inizia a strillare più forte. Se non sai una cosa e te la citano, strilli più forte che non esiste. Ed è chiaro ormai che non smetterai di strillare amenità come queste, tanto chi può impedirtelo? Hai mandato a donne di facili costumi la discussione, ma che importa, mica puoi ammettere di esserti sbagliato... Io a questo punto ti lascerei qui a strillare da solo, tanto la discussione l'hai già mandata in vacca...
  12. Quindi secondo te Sergio Bonelli ha sempre detto cazzate? Quando diceva che l'arrivo di Nizzi aveva "salvato" Tex? Eppure (per quanto per me abbia commesso il peccato imperdonabile di trasformare Tex in una serie comica, e che più che fermare l'abbandono dei vecchi lettori ne abbia attirati di nuovi che cercavano risate), con lui il crollo verticale si ferma quasi del tutto. In 10 anni con Nolitta Tex ha perso quasi 500.000 lettori (passando da 800.000 a 350.000). Nei 10 anni successivi con Nizzi (un Nizzi ancora ben diverso da quello "bollito" che si vedrà poi) non so quanti ne perda ma ne guadagna abbastanza da ridurre il calo a circa 50.000 lettori. Un decimo di quelli persi nel decennio precedente! Ma capisco che ignorare le cifre e i dati per farsi la propria "verità" nel boschetto della propria fantasia è facile e costa poca fatica/ Sergio Bonelli, che i numeri li vedeva davvero e non se li inventava nel boschetto della sua fantasia, diceva che Nizzi aveva salvato Tex (per me l'avrebbero potuto salvare anche altri autori, bastava che non fossero Nolitta che era proprio la persona che non avrebbe mai dovuto scriverlo, ma è un ipotesi personale). Come avrebbe fatto a salvarlo, se la scrittura (dici tu) non conta nulla, e se non gli metti il nome in copertina i lettori non si accorgono della differenza? (insomma... parla per te, ci sono decine di post in questo forum con testimonianze di chi delle differenza se ne accorse, eccome. Se tu non ci sei arrivato, forse è colpa tua...). Forse Nizzi è andato personalmente a scassare tutte le antenne TV italiane? Se il crollo delle vendite era dato solo dalle TV, allora vuol dire che il numero di TV in Italia a fine anni 80 è crollato? La gente non guardava più la TV? (poi quelli che nel boschetto della loro fantasia insistono che gli autori non contano niente e che è colpa di un mostro chiamato "crisi" devono ancora dare uno straccio di spiegazione per il fatto che nello stesso periodo di tempo per una testata la "crisi" toglie ad un fumetto il 90% dei lettori, ad un altro il 50% e ad un altro tipo Dylan Dog c'è il boom... quando gli citi questa cosa fanno finta di non averti sentito o si arrabbiano, ma non rispondono...) P.S.: Le cifre note dicono ESATTAMENTE questo. Il crollo inizia dall'arrivo di Nolitta (1976). Non dall'arrivo di Canale 5 (Novembre 1980 come TV nazionale, il nome esisteva come TV solamente locale dal 1979) e delle altre successive TV private nazionali. Per i primi anni queste TV oltretutto non trasmettevano per tutto l'arco della giornata e avevano uno share molto basso, il vero boom della TV privata con ascolti che minacciano quelli RAI arriva... in contemporanea con il boom di Dylan Dog! E proprio contemporaneamente al crollo di Tex, "Corrier Boy", la nuova versione del Corriere dei Ragazzi, ha un deciso aumento delle vendite (tanto da spingere sia la Bonelli che la Corno a lanciare testate simili) Ovvio che "il mondo attorno" influisce sempre (non solo le TV: le paghe, i soldi disponibili, il livello di scolarizzazione, il costo della carta, etc) ma È UGUALE PER TUTTI, poi le differenze fra testata e testata le fanno gli autori e gli editori! Ma tu dici che è "presuntuoso" farsi convincere da questi dati, da queste cifre, dalla testimonianza diretta di chi c'era, fra cui quella di Sergio Bonelli, ed è molto meno "presuntuoso" fare come te e dire "la verità è quello che mi immagino io e basta! State tutti zitti!" Possiamo continuare la discussione precedente senza queste intemperanze di tifosi esagitati che insultano chi non crede che la terra sia piatta, please?
  13. il solito straw man... O, per dirla in italiano: la solita fesseria... Se un lettore legge il nuovo Tex e vede Tex triste, remissivo, deriso, logorroico, in vicende allungate che terminano con lui sconfitto, tristi, deprimenti, in cui non parla nemmeno come Tex, insomma, in breve NON SI DIVERTE PIÙ A LEGGERLO, smette. Come avevo smesso io. Senza avere la minima idea di chi lo stesse scrivendo. Non capire il fatto che semplicemente erano Tex diversi, vuol dire semplicemente non aver capito un tubo del discorso (o far finta di non aver capito un tubo per negare l'evidenza) (Comunque, mi sto davvero rompendo le scatole: stavamo facendo un discorso storico, basato sulle poche cifre che sappiamo, e arriva come sempre il solito tifoso negazionista che non può accettare di sentire fatti che facciano ombra al suo "idolo", a fare flame e polemiche...)
  14. L'ultimo Tex a striscia inedito è stato pubblicato nel giugno 1967, in contemporanea con Tex Gigante 80, e l'ultima striscia in assoluto è la 194 della "Serie Rossa" (che anche se viene chiamata "raccoltina" era una ristampa, non una raccolta) pubblicata nel marzo 1972, strisce e albi giganti sono stati venduti fianco a fianco in edicola per quasi vent'anni. Non occorreva vendere tanto per fare raccolta/ristampe/buste, etc, "non si buttava via niente", anche serie che non hanno avuto successo come Yuma Kid sono state successivamente ristampate più e più volte in vari formati (oltre alla Tex quindicinale furono ristampate in formato "albo d'oro" anche un sacco di altre serie, tipo Hondo o i tre Bill, nella collana "Avventure nel west" - con bellissime copertine di Galep - e anche di questa collana formato albo d'oro fu fatta una raccolta "gigante", la prima collana Zenith) Era una trafila normale nell'editoria, anche se particolarmente "sfruttata" dall'Audace, forse proprio per le ridotte dimensioni che spingevano a sfruttare ogni pubblicazione il più possibile. Tex a striscia ha avuto due collane di raccolta, una ristampa albo d'oro, una raccolta albo d'oro, e una serie di ristampe giganti, prima del 1960 sarà stato ristampato minimo una decina di volte... Fino a "la caccia", la storia di Muzzi è la primissima inedita pubblicata nel formato gigante, nel 1968 (notare che le strisce erano durate fino al 1967, per più di un anno di Tex uscirono solo ristampe). Può confonderti il fatto che la storia di Mefisto che contiene "Black Baron" è stata l'ultima avventura pubblicata sulle strisce, DOPO la Carovana dell'Oro, ma poi nella serie gigante l'ordine delle due storie è stato invertito e la Carovana dell'Oro è stata l'ultima storia ristampata. Come dicevo, stavano ristampando contemporaneamente anche "Hondo", "Lobo Kid", etc, non è dalle ristampe che si valuta il successo. Le raccoltine le facevano semplicemente perchè... altrimenti le rese le dovevano buttare via! E per questo le raccoltine uscivano subito dopo la prima pubblicazione: che senso aveva tenersi le copie di resa in casa per mesi o anni? Quindi, le prime due serie di raccoltine (le raccoltine vere e proprie) iniziano subito, così come le raccolte degli albi d'oro seguono a ruota gli albi d'oro. Ma sono tirature MINUSCOLE: pensa, se vendevano 60.000 copie (al massimo, non sempre), quante rese gli arrivavano? Utilizzabili, intendo (gran parte delle rese sono troppo danneggiate): 5.000? (A quei tempi le raccolte avevano tirature così basse che venivano "punzonate" dalle famose spille a mano...) La serie Rosse è molto meno rara della Bianca proprio per quello: è una ristampa, non una raccolta. Idem per le Tex Gigante seconda serie rispetto agli 1-29... A far vedere il crescente successo più che queste, sono le famigerate "ristampe non dichiarate", che oggi fanno impazzire i collezionisti: perchè mostrano che un albo è stato ristampato SUBITO, a ruota, tanto da non indicarlo nemmeno come ristampa: QUELLO indica il successo, le copie già esaurite e che richiede una ristampa immediata... ma allo stesso tempo i primi Tex Gigante seconda serie non avevano manco la data, erano "special" probabilmente rimandati in edicola ogni tanto, quindi anche per quello si esaurivano... P.S,: Ancora con questa "fissazione" che i lettori non siano in grado da soli di capire se una storia gli piace o meno, ancora con questa "fissazione" che chi dice che le storie di GL Bonelli fossero migliori lo faccia per partito preso e solo dopo aver scoperto che non erano di GL Bonelli, ancora con questa "fissazione" che basti scrivere "GL Bonelli" in copertina e il pubblico dei texiani, come tanti allocchi, non siano capaci di dire "ma che è sta' schifezza"? Le storie di Tex sono PRECIPITATE in qualità. Tex era diventato IRRICONOSCIBILE. Dove una volta il lettore trovava avventura, azione, brillantezza, ora trovava pesantezza, tristezza, pessimismo. Tutti ottimi motivi per dire "non mi piace più, smetto", anche senza avere la minima idea di chi fossero GL Bonelli o Nolitta... Negli anni 60 Barks non poteva firmare le sue storie. Nella mentalità di chi è "fissato" con l'idea che se non ci metti il nome, il lettore è stupido e non capisce niente, questo avrebbe impedito di riconoscerlo. E invece lo riconoscevano, eccome, e non potendolo chiamare per nome, i fan lo chiamavano "The Good Duck Artist" (soprannome con cui sarà noto anche in seguito quando si scoprirà il suo nome)
  15. Non ho informazioni di prima mano o "segrete", nessuna confidenza da gente della casa editrici o simili. Questo è solo quello che "si dice", l'ho sempre sentita raccontare così e così la riporto. Non so se è davvero la verità o se sono false informazioni passate di bocca in bocca. Alcune sono cose dette da Sergio Bonelli in varie interviste, ma non mi ricordo più esattamente quali, e in ogni caso anche lui non sempre diceva la verità. Tex a striscia fu un grande successo per una piccola casa editrice come l'Audace, era di gran lunga l'albo più venduto, ma bisogna capire i limiti di questo "successo": parliamo di una casa editrice minuscola che pubblicava in genere personaggi di breve durata. Prima dell'uscita delle strisce di Zagor e del Piccolo Ranger, l'unico personaggio che durava era Tex, tutti gli altri dopo poche serie chiudevano costringendo GL Bonelli e gli altri autori come Roy D'Amy a inventare continuamente nuovi personaggi. La cifra che ho sentito era di un massimo di 60.000 copie, probabilmente verso la fine degli anni 50, all'inizio erano sicuramente molte meno e successivamente le strisce persero lettori in favore dei giganti. Per fare un paragone, negli anni 50 Capitan Miki a striscia vendeva 200.000 copie e il Grande Blek 400.000 copie Tex vendeva abbastanza da giustificare non solo le ristampe a striscia (serie rossa, la serie bianca è una raccolta) ma anche una ristampa quindicinale in formato albo d'oro, con le rese di questi albi d'oro facevano delle raccolte (albi di resa rilegati assieme e rimandati in edicola, ovviamente non una tiratura limitata), raccolte chiamate oggi "Tex 1-29", e si accorsero che si vendevano come il pane. Avevano inventato il "formato Bonelli" Visto che il formato vendeva, lanciarono la "Collana Tex Gigante Seconda serie", quella attuale, chiamata semplicemente "Tex Gigante" e oggi "Tex", che è quella che prosegue tutt'oggi. Quando il "boom"? Cosa intendi per "Boom"? Per me vuol dire "vendite in crescita sensibile" (cosa rarissima nei fumetti, l'unico esempio negli ultimi 30 anni nel fumetto italiano penso sia Zerocalcare, e nel fumetto Bonelli l'ultimo caso è Dylan Dog), quindi anche passare da 60.000 copie a, per esempio, 100.000, è un boom per una testata già avviata. Se la vedi così il boom inizia nel 1958 con Tex Gigante Seconda serie numero 1. Che dovette essere ristampato. E poi ristampato ancora. Sempre con tirature minuscole, ma andava sempre esaurito, nel corso degli anni (i collezionisti stanno impazzendo oggi a contare quante ristampe ha avuto). Fino a che hanno smesso di fare ristampe estemporanee e sono partiti, mel marzo 1964, con la ristampa mensile "tre stelle", a larga tiratura. Se invece per "boom" intendi proprio una cosa tipo Dylan Dog che arriva a 500.000 copie in pochi mesi... su Tex non c'è mai stato nulla di simile. Le vendite sono aumentate man mano per tutti gli anni 60 e inizio dei 70. Acquisiva sempre nuovi lettori da bambini e non li perdeva da adulti. Il massimo è stato circa a metà degli anni 70, credo subito prima dell'arrivo di Sergio Bonelli come co-autore dei testi, ed era pare di 800.000 copie d'estate (all'epoca le vendite estive erano maggiori di quelle invernali, molti compravano per leggere in spiaggia, non erano collezionisti). Da quell'epoca poi è andato sempre in calo: un calo rovinoso all'inizio, con la tiratura più che dimezzata in una decina d'anni, poi una certa stabilità con il traino di Dylan Dog e le storie di Nizzi e poi Boselli, con un calo "fisiologico" ma ininterrotto anno dopo anno da allora. Aggiungo una mia considerazione personale: perchè il boom iniziò con il "formato Bonelli"? Perché era un formato collezionabile che non ti faceva vergognare. Le strisce, a parte che erano un passatempo costoso per il numero di pagine quindi "si scambiavano" (tutti i vecchi lettori che conosco si scambiavano fumetti, mio padre non leggeva Tex ma si scambiava gli albi dell'uomo Mascherato, ne compravi uno e con gli scambi ne leggevi 5-6...) e non si collezionavano, erano un formato legato ai "ragazzi" e in libreria non ci stavano. Con il formato gigante, i ragazzi che leggevano Tex potevano conservarlo in libreria senza vergognarsene. Erano volumi eleganti, sobri, non gridavano "roba per bambini", non avevano pubblicità di merendine. Per questo per me le vendite aumentavano costantemente e regolarmente: Tex aveva SMESSO DI PERDERE LETTORI. Continuava a prendere ogni anni i ragazzi che iniziavano, in numero simile a quello delle strisce (in aumento a causa del baby boom), ma rispetto alle strisce, non li perdevano più quando compivano 14 anni. Anzi, sempre più gente continuava a comprare Tex anche dopo i venti o trent'anni. E questo pubblico poiù adulto permise anche a GL Bonelli di rendere più "adulte" anche le storie. (avrebbe forse dovuto essere una lezione per i vari editori che si sputtanarono negli anni 70 per mettere la pubblicità delle merendine o le "fantalire", per poi chiudere: vedevo i miei coetanei vergognarsi di comprarli, mentre nessuno si vergognava di comprare Tex. Ma nessuno impara mai dalla Storia...)
  16. Calma, che i boomer non erano bacchettoni per niente! (e infatti, io sono uno di loro!) È DOPO che è arrivato il riflusso, il ritorno di influenza della chiesa dopo le batoste degli anni 70, il "privato", gli anni 80 e il "tradimento" del femminismo della terza ondata che rinnega le posizioni pro-liberazione sessuale degli anni 70 per diventare una delle principali forze reazionarie e censorie americane (la generazione delle "Karen"...) Fa impressione vedere le varie versioni delle copertine di Lucifera, Maghella, etc nella varie ristampe... Mentre il contenuto era sempre più "spinto" (ormai dopo il boom delle VHS il porno era definitivamente sdoganato... a proposito, per chi non lo sa: il bieco "pornografo" che osò mostrare per la prima volta un pene in erezione nel fumetto italiano fu... Magnus. Ed era sempre lui che scriveva pure i testi, quindi la responsabilità era tutta sua. Il fumetto ovviamente, pubblicato come pornazzo in una collana di pornazzi da un editore di pornazzi (Barbieri, amco di Sergio Bonelli, che era sempre in tribunale per le denunce di squallidi censori isterici e sessuofobi) è uno dei massimi capolavori del fumetto italiano, lo Sconosciuto...), per le copertine, esposte, la "pubblica morare" diventa sempre più.. mortale! Quando arrivano gli anni 80, con la nuova ondata di bacchettonismo dopo la liberazione sessuale degli anni 60 e 70, le copertine vengono via via censurate: va bene far vedere donne assassinate, cadaveri, mostri, etc ma ogni piccolo accenno di tette e cubi va censurato, pena il sequestro...
  17. Fattela tu una risata ogni tanto, invece di essere tanto permaloso che basta criticare un fumetto e...
  18. Certo. Un bell'esempio del tipo di "argomenti" dei censori: visto che magari in un film di Pierino ci potevano mettere il C### di Gloria Guida, con i terrificanti danni che potrebbe portare all'umanità e al vostro cervello, va bene distruggere tutte le copie del "Salò" di Pasolini e di "Ultimo tango a Parigi" di Bertolucci. (notare che, ovviamente, i film di Pierino non li hanno distrutti: chissà come mai con la scusa della pornografia se la prendono solo con i capolavori, si vede che bruciare Pierino contro tutti non dà lo stesso orgasmo solitario del distruggere un capolavoro per sempre...) Ma come fate a non vedere che sono tesi folli e deliranti, che questa è gente CHE NON STA BENE e che NON VUOLE IL VOSTRO BENE? Va bene che questo tipo di "ragionamento oppressivo" lo sospingono ogni giorno in TV, ma davvero siete convinti che ci debba essere qualcuno a pensare per voi, che se foste lasciati a voi stessi vi fareste dei danni terrificanti, se magari vi scappasse di vedere una tetta? Questo non è nemmeno smettere di pensare, è proprio portare il cervello all'ammasso dicendo "prendetelo e fatene quello che volete, se lo lasciate che lo usi io rischio di vedere delle tette"
  19. Vuoi un elenco di opere che sono state accusate di pornografia (se non proprio bandite, proibite, bruciate per questo "crimine"?) Alcuni titoli te li ho già dati, compreso il massimo romanzo di lingua inglese del XX secolo... "pornografia" è semplicemente un etichetta per censurare qualcosa. Serve, essa stessa, a praticare una particolare perversione sessuale, quella del "proibire agli altri" (se ci pensi, non ha alcun senso nemmeno religioso, non esiste il comandamento "non permetterai agli altri di leggere le cose che ti offendono", anzi il vangelo chiama questi guardiani della morale "sepolcri imbiancati"), è solo una particolare perversione, praticata da pervertiti chiamati "censori", che godono nel proibire (godrebbero probabilmente anche nel torturare e uccidere, vista la mentalità, ma oggi per fortuna non c'è più l'inquisizione...). Di solito viene applicata a quella che, per la legge di Sturgeon, è effettivamente "merda" (ma che in ogni caso non merita di venire censurata solo per far godere quei pervertiti), ma in quei casi non viene davvero applicata con vigore: la vera soddisfazione sessuale quei pervertiti la provano solo quando possono censurare qualcosa di valido: Oscar Wilde, Joyce, Pasolini, Rushdie, etc. Il giudizio sulla censura l'ha già dato la storia. Su come tanti autori di capolavori siano stati attaccati, ostacolati, o persino uccisi da questi piccoli ometti che godevano nel Proibire il Pensiero troppo alto per loro. Non c'è, qui sì, più nulla da dire o da dimostrare: dei pluriomicidi oscurantisti che si sono sempre accaniti contro le menti migliori dell'umanità non hanno più diritto ad alcuna difesa. Dovrebbero solo essere internati ed essere curati (se possibile, altrimenti separati dagli esseri umani sano e non pericolosi), come fecero con Wilde. Fino ad estirpare questa perversione. P.S.: ma davvero stiamo ancora a discutere su queste cose in un forum dedicato ad un fumetto che fu PROIBITO dalla chiesa cattolica per il suo livello di sesso e violenza, e che ha subito per anni ridicole e offensive censure da ignoti braghettoni?
  20. "tromboni": in questo caso leggete "politici" e "giornalisti trombette dei politici". Ma questo non è il thread della politica e ho preferito usare una parola che li comprende tutti, invece di fare nomi e cognomi...
  21. Irrilevante. Cosa dicono i tromboni scandalizzati in TV? "Nell'arte non si deve parlare di queste cose sconce!". Non si fa mai il minimo cenno allo scopo e al senso dell'opera, o a motivo per cui si potrebbe parlarne. Se L'INTENTO, lo scopo, con cui si citano, fosse un minimo rilevante, il "Salò di Pasolini, che ne fa uso per una condanna ancora più feroce, non sarebbe stato sequestrato. Quella che viene propagandata in TV da quei tromboni è una CARICATURA della cultura, "ad uso delle masse" che ovviamente spinge come "educative" solo propaganda dozzinale di scarso valore, citando i "classici" solo per dire bestialità tipo "Dante non parlava di certe cose". Al popolino devi fare sempre e solo far credere balle, sempre. E da sempre alla censura fa comodo far credere che se gli impedisci di leggere un libro è per il suo bene, perchè è "sconcio"... Regolina semplice semplice, per autodifesa: quando in TV sentite qualcuno dire che nell'arte "non ci devono essere certe cose", sappiate che o è un ignorante totale che non conosce nulla della letteratura, o vi sta semplicemente prendendo per il cubo... (e visto che basterebbe citare due premi nobel per la letteratura, o quattro, o venti, o cinquanta, per smentirlo e schiantarlo, chi nello studio non si mette immediatamente a ridere o è ignorante o è complice)
  22. OK, quindi Tex Willer che ci mostra "la merda" (l'imperfezione umana) mostrando personaggi che sono costretti a fare il male dalle circostanze (sia in Wanted che in Apache Kid, per nominare due storie fra tante) "è sbagliato". Idem per la Divina Commedia, l'Ulysses, Leopardi, fino a Dario Fo, e i tanti altri autori che ne parlano, nello stesso senso "metaforico" come imperfezione umana o anche in senso letterale, "Cattivo Dante, non si fa, è sbagliato" La "vera arte" sono cose che esaltano la perfezione umana, tipo "Il trionfo della volontà" del 1934 di Leni Riefenstahl (regista eccezionale, prova che qui non si sta parlando di "bravi" o "non bravi") Basta capire che scala di valori usate... (scusate la delicatezza degli esempi, tipo "martellata nelle gengive", ma davvero qui mi rendo conto che senza esempi più che espliciti si continua a scambiare la questione con "mamma mamma ha detta cacca"...)
  23. Non commettere una delle tipiche fallacie logiche insegnate dalla TV (che oggi insegna davvero a ragionare "male") Il Kitsch è la negazione della merda nell'intenzione: non nominarla non è la negazione: semplicemente un opera parla d'altro. La propaganda è una negazione ATTIVA, non passiva. La negazione non è l'astensione, sono concetti diversi.
  24. Hai mai visto una moda "moderna" trattata bene in una storia di Barks? Non molto tempo fa nel forum si era parlato (per una supposta - e inesistente - somiglianza con "Diablero") della storia della ragazza allevata dai dingo. Che viene catturata e rincitrullita tramite la moderna musica rock... Si potrebbe dire che questa continua derisione di ogni "modernità" (dall'arte alla pubblicità alla moda, tutto ciò che è "moderno" viene deriso in Barks) sia dovuta solo al fatto che doveva far ridere: ma allora come mai in "Old California", con i Paperi che viaggiano indietro nel tempo, tutto viene trattato con rispetto e nostalgia? Cosa rappresenta davvero Zio Paperone nella versione "eroica" matura? Il cinismo di Alan Ford è eterno e immutabile: nelle storie del Numero Uno, tutti sono sempre stati cialtroni, dall'alba dei tempi, nessun eroe è mai stato davvero degno di rispetto e tutto ciò che li faceva muovere era l'avidità o la stupidità. La stessa cosa viene detta in MaxMagnus: cambiano i suonatori, ma la musica è sempre la stessa, e l'amministratore fiduciario è sempre al suo posto ad ogni cambio di regime. La visione del mondo di Barks è diversa: è nostalgica, Barks crede che un tempo le cose fossero migliori, e che il mondo sia gettato in caduta libera in un vortice di stupidità. In Barks non è tutto immutabile: dice proprio che stiamo peggiorando. In entrambi i casi, credo siano visioni del mondo così chiare e contrastanti con il falso ottimismo del "mondo migliore possibile" da aver contribuito al loro successo e alla loro qualità: a rimanere nel tempo in genere non sono le opere che dicono che stiamo tutti bene e siamo governati benissimo... Beh, ormai sono 15 anni e il successo non solo non cala, ma continua ad aumentare... direi che il tempo ha parlato! Visione "idilliaca dall'alto", che non trova molti corrispondenti con la realtà. Se guardiamo la REALE storia del fumetto, cosa scopriamo? Che in generale le storie più "eversive", più controcorrente, sono state quelle realizzate per "robaccia commerciale", proprio appunto perchè "non ci faceva caso nessuno, basta che vendano" Negli anni 70, Steve Englehart scrisse una saga di Capitan America in cui una cospirazione vuole distruggere la democrazia e imporre una dittatura, dominata dall'"Impero Segreto". Capitan America sgomina, in una storia lunga con l'aiuto di altri eroi tipo gli X-men, l'Impero Segreto, e alla fine ne insegue il capo fino al suo covo: la Casa Bianca. Il capo dell'organizzazione golpista e criminale è il Presidente degli Stati Uniti (all'epoca credo fosse ancora Nixon, ma non sono sicuro, in ogni caso non se ne vede la faccia). Il Presidente degli Stati Uniti si spara un colpo in testa, di fronte a Capitan America. Negli albi successivi Capitan America cambia costume perchè non crede più nella bandiera americana, diventando "Nomad" [Englehart comunque è anche quello che in una storia del Dr Strange mostra che il Dio creatore del mondo al momento del Big Bang era un mago criminale proveniente dal futuro, e in una storia dei Vendicatori una prostituta di Saigon viene eletta "Madonna Celestiale". che partorirà il salvatore dell'universo... era un tipetto così insomma... ] Perché potevano farlo? Perché a nessuno importava nulla dei fumetti. Erano "robaccia". C'era stata la campagna di stampa di Wertham negli anni 50 che li aveva esposti all'opinione pubblica bigotta e beghina che credeva nella "cultura alta" e che era rimasta scandalizzata che i ragazzi avessero simili letture invece di opere "educative" e "di qualità" e ne erano stati quasi distrutti. Ma poi la politica se ne era fregata. "roba da poco che non fa girare troppi soldi" significa, in genere, poca censura e MASSIMA libertà espressiva. Erano i tempi in cui nei "pornazzi" si poteva deridere la politica, e in cui GL Bonelli poteva tranquillamente far vedere Tex che combatteva contro gli Stati uniti, o proteggeva un rapinatore dalla Legge, o solidarizzava con un criminale assassino ricercato come Apache Kid, o poteva uccidere crudelmente Higgins (oggi no!) Facciamo un salto di qualche decennio. Una ventina di anni fa la DC pubblica una serie "irriverente" e molto più "eversiva" dei suoi normali Supereroi, chiamata "The Authority". L'idea di base era che se un supereroe avesse davvero a cuore il bene pubblico, diventerebbe un supercriminale. Perché si troverebbe come nemici tutti i governi che NON vogliono il bene pubblico. Quindi questo gruppo di personaggi dai poteri eccezionali, The Authority, prende in pratica il controllo del mondo, proibendo guerre, genocidi, giudicando le dispute fra nazioni secondo (la loro) giustizia, etc. Nell'ultima storyline della serie, il "nemico" è il governo degli Stati Uniti, che vuole eliminarli e li sostituisce con supereroi "governativi" sponsorizzati. Dopo aver vinto la lotta uccidendo le loro controparti "autorizzate dalla legge" (ma in realtà erano un campionario di sadici assassini motivati soprattutto dai soldi), decidono di "punire", a scopo intimidatorio, gli Stati uniti. Vanno alla casa bianca, prendono Bush Junior (all'epoca presidente), con lui che si difende balbettando "non è colpa mia, io non conto niente, mi dicono loro cosa devo dire...", e... lo teleportano in Afghanistan. Di fronte ai poveri contadini che stava "liberando" a furia di bombe. E lo lasciano "alla loro clemenza" (non viene mostrato, ma è chiaro che non sopravvive a lungo). Però stavolta la storia viene censurata. La serie viene bloccata per mesi, e poi esce in una versione molto censurata, e poi viene chiusa dalla DC nonostante avesse vendite elevate, con gli autori che smettono con la DC e vanno alla Marvel. Non si può più fare. I film, telefilm e i videogiochi di supereroi iniziano a macinare soldi, e soprattutto, adesso i fumetti DC vengono analizzati, recensiti, se ne parla nel web e su youtube, e quindi... NON SI RISCHIA PIÙ LO SCANDALO! Andatevi a vedere cosa c'era nelle "Riviste D'autore" passato il primo momento di novità (e di libertà), diciamo nella seconda metà degli anni 80: storie stereotipate, banali e "buoniste" che più inoffensive non si può. Magari "poetiche", al grido di "bisogna salvare i cuccioli" e "la guerra è cattiva", ma nulla che facesse incavolare qualcuno (qualcuno ancora ci provava, gli autori davvero "popolari" che facevano aumentare le vendite e quindi erano più tollerati tipo Pazienza, ma le storie di Pazienza su Comic Art venivano sempre criticate da lettere in redazione che dicevano che Pazienza era un autore "da pornazzi", non "da fumetto d'autore". Che idea avevano di "roba d'autore" questi lettori? Evidentemente si confondevano con le letture consigliate dalla parrocchia... La maggior parte della gente che se ne riempie la bocca, i classici NON LI HA MAI LETTI. Senti emeriti tromboni ignoranti (politici soprattutto ma anche tanti presentatori e giornalisti lecchini) mettersi a pontificare in TV sul fatto che nella "letteratura alta" non si parla di cose "basse" e "peccaminose", e ti rendi conto che sono ignoranti come capre (o fingono di esserlo per fare propaganda alle menti semplici) James Joyce è considerato il massimo autore di lingua inglese della prima metà del XX secondo, l'Ulysses è il suo capolavoro riconosciuto: e nell'Ulysses c'è una scena con una descrizione dettagliata di un personaggi che va a defecare in un gabinetto, cosa prova istante per istante, nel famoso "stream of consciousness" di Joyce. I suoi personaggi si masturbano, trombano, e fanno tutte le "robacce" che secondo i tromboni benpensanti "non si devono scrivere". Ah, ma Joyce era notoriamente un dissoluto, ateo, anticlericale, e messo all'indice dalla Chiesa! Deve essere per quello, no? No. Dante nella Divina Commedia mette merda e scoregge. E trovatemi un qualsiasi premio Nobel per la letteratura in tutta la storia del premio che passerebbe il vaglio dei "benpensanti" tromboni televisivi... (chi dice "Dario Fo" si prende il premio per la battuta più bella della giornata ) Milan Kundera, che non era solo un eccezionale romanziere ma anche un saggista e polemista, definisce la differenza Arte e il Kitsch (tipo la propaganda) dicendo che il Kitsch è "LA NEGAZIONE DELLA MERDA". L'arte parla dell'uomo REALE, parla della nostra vita, di noi come persone reali. Con luci e ombre, e noi produciamo anche merda. L'essere umano è anche questo, tromba, rutta, scoreggia, e produce merda. Se vuoi parlare dell'esperienza umana con ONESTÀ e fare arte, non lo puoi negare. Anche se scrivi fantasy o fantascienza. O puoi essere uno che vuole rifilare balle, uno che vuol fare propaganda per un politico o un detersivo, che ti racconta fuffa falsa e priva di valore, e per venderti il suo prodotto ti dice che tu non produci mai merda, e chi ti dice il contrario è una persona brutta, un pornografo, un maiale e non è "un vero artista", che i "veri artisti" descrivono un umanità che non fa "cosacce" ed è perfettamente lavata con Dixan... C'è più "arte", vera, nella produzione "popolare" (certo, sempre secondo la legge di Sturgeon, "il 90% di tutto è merda", con "merda" in questo caso non in senso letterale ma come oggettivo e veritiero giudizio critico, nel mare della produzione "popolare" se non hai una mappa o una guida ne devi leggere di schifezze prima di trovare qualcosa di valido, a questo servirebbe la critica...se davvero servisse a qualcosa!) che non nella produzione "d'autore". Perché vale anche qui un altra grande verità: se parti convinto di essere un "artista" e vuoi fare cose "artistiche", produrrai solo kitsch. Perché sarai molto, molto, molto più "inquadrato" e limitato dal fatto che vuoi fare una cosa che piacerà ai critici, ai tromboni, che possa vincere premi, etc, di un autore "popolare" molto più libero (poi la legge di Sturgeon vale anche al contrario: anche in queste condizioni, il 10% non è merda, se un autore è valido riesce a fare cose valide anche con i mille paletti del "fumetto D'autore"...)
  25. Quoto. la definizione stesse di "fumetto D'autore" vorrebbe dire che si tratta di opere "autoriali" in cui l'autore è insostituibile, mentre nel "fumetto popolare" ci sarebbero anonima manovalanza che si può sostituire senza che nessuno se ne accorga. Ora, in base a questa definizione... trovatemi un fumetto più "d'autore" di Tex, in cui nessuno è mai riuscito a sostituire davvero GL Bonelli e i suoi fumetti si riconoscono subito dagli altri! Era una posizione appunto "SNOB" di gente che i fumetti che considerava "popolari" NON LI AVEVA MAI LETTI. E attenzione... NON ERA la posizione di Umberto Eco, Vittorini, e gli altri critici che "nobilitarono" il fumetto negli anni 60! Vedo spesso attaccare questa nobilitazione assieme al "fumetto d'autore" come se fossero la stessa cosa: NO, quella divisione era una REAZIONE della cultura italiana chiusa e conservatrice CONTRO le tesi di Eco! In "Apocalittici e Integrati" Eco deride la visione "apocalittica" di chi rifiuta la cultura di massa e la versione "integrata" per cui è tutto la stessa cosa, e sostiene che TUTTO è degno di analisi critica, da Mike Bongiorno ai Peanuts. Più in generale, lui e altri critici sostenevano che i fumetti avessero la dignità di qualunque altra opera, avessero SEMPRE contenuti che si potevano analizzare, e che si poteva farne un analisi critica. La reazione di una certa sotto-cultura ignorante e snob italiana, di fronte all'arrivo di fumetti come Corto Maltese, La Rivolta dei Racchi, etc e a queste posizoni critiche? "Certo, ALCUNI fumetti, MA NON I FUMETTI "NORMALI", SOLO QUELLI "D'AUTORE". Che era il contrario di quello che aveva scritto Eco... Il problema è che la moneta cattiva scaccia quella buona. Le cazzate che consentono a qualcuno di sentirsi superiore viaggiano e si diffondono, leggere invece "è fatica". E per molti autori l'essere "fumetto d'autore" era un modo per "vendersi", mentre invece appunto il fumetto "popolare" ha abbracciato la propria "popolarità" come metodo per sottrarsi a qualunque critica. "Non è scritto con i piedi, è fumetto popolare, cosa pretendete?" Come Dylan Dog? Come la Storia del West? Come Alan Ford? Alcune risposte, come, scusa, la tua, fanno trasparire ancora questa idea che esistano "due fumetti diversi": stai ancora sostendendo che esisterebbe un fumetto "popolare" che sarebbe "buono" contro un fumetto "troppo ambizioso" che sarebbe d'autore, mentre il fumetto dovrebbe essere "mero intrattenimento"... Ma non è così! OVVIAMENTE ED EVIDENTEMENTE non era così! Il Tex di GL Bonelli non esprime una visione del mondo e un etica esattamente come qualunque altro fumetto? Quella che "va bene sono diversi ma il popolare è meglio" è ESATTAMENTE una delle due posizioni "opportuniste" tenute dagli editori che hanno fatto proliferare quela divisione strampalata. Il Paperino di Barks era di un pessimismo COSMICO sul futuro del mondo e sulla modernità. Sulla critica alla "società moderna" ha fatto decine di storie. Va bene accorgersene, o visto che è fumetto "popolare" NON POTREBBE FARLO? E noi non dovremmo accorgercene? P.S.: Oggi il vero "fumetto popolare" è Zerocalcare, che vende più di tutti e viene pubblicato sui giornali e anche gratis online.. La Bonelli pubblica in libreria cose costose con tirature che una volta avevano le fanzine....
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