Arthur_Morgan
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About Arthur_Morgan
- Birthday 03/09/1997
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Sport, Musica, Arte, Architettura, Cinema, Libri
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Marco Savina
Me and Tex
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Number of the first Tex I've read
642
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Tex
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Glenn Corbett
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Quando seppi che il maxi avrebbe ospitato nuovamente l’accoppiata Ruju/Ramella, un brivido ha percorso la mia schiena. Sono tornati alla mente tutti i brutti ricordi del loro precedente, una delle peggiori storie mai lette, “Il pistolero Vudù”. Fu tutto orribile all’epoca. La storia, l’aumento di prezzo concomitante, il gadget orrendo. Ma… devo ricredermi. Questa storia, seppur con un soggetto abusatissimo,(ma è difficile dopo 80 anni) mi è piaciuta molto. Da bocciare solo il modo in cui Quintero riacquista la memoria (orribile), e il fatto che a Tex (tipico di Ruju) viene sparato, lui schiva e colpisce a sua volta. Tex per me dovrebbe essere così fulmineo che senza perdere tempo in frasi da gradasso anticipa l’avversario nelle intenzioni, non dandogli tempo nemmeno di estrarre. Tempi che non possono più tornare, forse. Comunque… Meglio, molto meglio, delle prove di Ruju sulla regolare degli ultimi due anni. Sono quindi d’accordo con @Doudousulla prima storia. Ma per me Poker Alice, per essere una breve, é una buona prova. Come ho già scritto altrove, Eccher mi fa ben sperare
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Poker Alice comunque non male per essere una storia breve… Eccher mi fa ben sperare.. P.S. Poker Alice tornerà in futuro, sicuro
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Caro Frank, se questa ti da fastidio… che ne pensi allora delle didascalie lunghe e spoileranti di Bonelli senior decenni fa? Pur trovandole ben scritte e poetiche, le trovo più “invadenti” di un “E così…” Non vorrei sembrare eretico, proprio giorni fa ho scoperto il capolavoro “Santa Cruz” (di cui ho lasciato recensione nell’apposito thread) ma, ogni tanto, alcune didascalie spezzano negativamente il ritmo o la suspance. Ditemi la vostra
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@frank_oneottima recensione. Concordo con tutte le tue osservazioni, soprattutto quelle nella sezione spoiler. Con le tue direttive sarebbe stata una storia da 8 e mezzo. Invece per me si ferma a 7- Vignetta superba Comunque una buona prova, può solo migliorare col tempo. Sto per leggere la sua breve sul Maxi.
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Grazie @frank_oneper aver creato il topic, che andrebbe spostato nella categoria “storie inedite” Che dire di quest’albo, sarò breve come la storia. Eccher non mi è dispiaciuto, anche se il soggetto era piuttosto banale, soprattutto nella svolta melodrammatica (mi fermo per evitare grossi spoiler). Una storia senza infamia e senza lode , semplice, ma per me merita la sufficienza. Sicuramente meglio delle ultime di Ruju o Nizzi. Il finale affrettato non mi è parso un grande problema, ne abbiamo visti di peggiori. Mi sono piaciuti alcuni passaggi, la caratterizzazione dei personaggi, forse un pard in meno avrebbe giovato… Ma tutto sommato se l’é cavata bene, supportato ai pennelli dal sempre bravo Biglia. Qui forse troppo, pulito, alla Civitelli, “spoglio”. Forse perché doveva essere una storia da Color?
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Mi era sfuggito. Vidi in proposito una tavola in anteprima di Biglia tempo fa e rimasi sbalordito dalla bellezza
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Peccato scegliere questa storia, evidentemente non si trovava altro per non saltare l’appuntamento editoriale. Bellissimi disegni comunque. Nolitta non è il mio autore preferito, ma gli riconosco di aver scritto ottime storie. Meno qualità su Tex invece, anche se ho un bel ricordo di Cheyenne Club, botte in testa a parte. Qualcuno sa quale sarà il prossimo inedito di questa collana?
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L’ho letta ieri, con la ristampa delle “Grandi Storie”. Trovo solo ora le parole, anzi una: straordinaria. Aggiungo, semplicemente perfetta. Il soggetto, il suo sviluppo, l’intesa e i dialoghi tra i pard, la sceneggiatura e il modo in cui é narrata. Tutto questo da applausi. Da tempo non venivo rapito così tanto da una storia di Tex. Anche il finale, per alcuni affrettato, per me é giusto sia così. I fratelli Cardenas sono stati condannati da quell’ultimo, fatale, rintocco di campana. Tex é stato letteralmente la mano del destino, l’esecutore della giustizia divina. Non aveva senso che si rivelassero ancora più rognosi o duri a morire, sarebbe stato un inutile protrarsi di una storia che chiudendo in poco più di due albi non ha corso il rischio di diluirsi annoiando il lettore. Forse avrei reso la sequenza del sogno rivelatore un tantino meno dettagliata, in modo da essere ancora più “plausibile”. Ma, tolto questo, non trovo difetti. La caratterizzazione di tutti i personaggi é impeccabile, ogni elemento é funzionale all’economia della storia. I ritmi sono di ineguagliata perfezione, solo Boselli ci si avvicina ancora. I disegni poi, sono sbalorditivi. Un Ticci meno alla “Vendetta Indiana” e già più vicino al suo personale tratto. Insomma, un capolavoro. E pensare che leggendo sul forum avevo letto che dopo il numero 200 la qualità di Bonelli padre calava a picco. Mito sfatato, o per lo meno posticipato. Ho tra le mani “Il ranch degli uomini perduti”, forse l’ultima o penultima storia di Bonelli dato che siamo ben oltre il 300. Vedremo Menzione speciale per la copertina di Galep ne “La mano del destino”, un primo piano stupendo
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Faraci qui aveva buone idee, un po’ perse nella resa finale. Di Altuna ho apprezzato molto la “regia”, le inquadrature, la fotografia molto cinematografica. Il gusto del tratto è soggettivo
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[Romanzi A Fumetti 04] Sfida nel Montana
Arthur_Morgan replied to ymalpas's topic in Romanzi a fumetti di Tex
In che modo? Me la sono persa Tu che ne pensi di questa storia? Non ho trovato un tuo commento. Trovo che il Tex di Manfredi sia stato (quasi sempre) riuscito, e soprattutto coerente con la caratterizzazione di Bonelli -
[Romanzi A Fumetti 04] Sfida nel Montana
Arthur_Morgan replied to ymalpas's topic in Romanzi a fumetti di Tex
Che storia! Forse i più bei disegni, soprattutto ambientali, apparsi su Tex. Hanno inciso sicuramente i colori del maestro Vattani… ma anche la trama essenziale, dura, violenta come la natura, vera protagonista di questa storia. L’unico difetto? La brevità. Storie del genere si vorrebbe durassero all’infinito -
Non lo ricordavo. Lo riprenderò stasera. Rammento solo che storsi un po’ il naso all’inizio per il tratto di Alessandrini, per poi comunque abituarmici.
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Con l’occasione della nuova ristampa, che seguo per recuperare il mio gap 400/630, ho appena riletto perché in edicola la famigerata “I fratelli Donegan”. Facendo un paragone con “i regolatori”, l’ultima fatica di Nizzi sembra molto meno sgangherata, se non per il finale assurdo. In entrambe però si vede il peggio di Nizzi. Troppe botte di cu..riosa fortuna, scrittura pigra per non dire sciatta. La passività nell’agire dei pards. L’eccessivo e nauseante spiegazionismo (soprattutto nei baloon dei pensieri) fa sembrare le storie di Boselli secche e asciutte, quasi alla late Manfredi. Salutiamo Nizzi, un grande autore capace di scrivere belle, meno belle, brutte storie. E speriamo in @borden, che per quanto possa valere ha tutta la mia stima. Comunque, capisco le posizioni sul maxi. Ne ho trovati di buoni come di meno buoni. E ultimamente li ho addirittura preferiti a molte storie della regolare. Ricordo Mississippi ring, Occhi nel buio, Laramie county, La grande congiura
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Perché, notoriamente é lento? So che il suo Texone ha avuto una gestazione decennale, ma credevo fosse dovuto a motivi editoriali
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Nessuna! Ma realizzare un numero centenario é un’altissima vetta per la carriera di un disegnatore. É toccato a pilastri della serie (Galleppini, Ticci, Civitelli) e Villa lo è, lo meriterebbe. Chiunque sia dei due, stiamo parlando di leggende vive della nona arte Piccolo lapsus, mi piace molto. Apprezzai il suo soggetto di “Carovana di audaci” sceneggiata da Faraci e tra poco sul TuttoTex. E poi moltissimo la storia breve sul color “Tornando a casa”. Non ho ancora letto “Lozen”