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TWF - Tex Willer Forum

Arthur_Morgan

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  1. Saludos amigos! Appena terminata la lettura del terzo albo. Qualche pagina fa, avevo paragonato questa storia ad un pesante aereo che, in fase di decollo, sfrutta la lunga pista per accelerare e prendere faticosamente quota. Mi auguravo che potesse farlo, perché le premesse per una vicenda importante c’erano tutte. E la storia, rispettando le mie più rosee previsioni, è decollata senza intoppi. Un terzo albo dal ritmo incalzante, con numerosi colpi di scena e situazioni mai telefonate. Questo va sottolineato, perché non scontato. Dopo tantissimi anni è difficile continuare a stupire e creare dinamiche differenti. I numerosi comprimari sono gestiti sapientemente, come un Borden che pare particolarmente ispirato ci ha abituato negli anni. I dialoghi non mancano, anzi abbondano, ma non li ho trovati affatto stucchevoli bensì funzionali allo sviluppo della trama e dei personaggi. Anche il rapimento di Kit ha il suo senso nella vicenda, e noto con piacere che faccia la sua bella figura in come ragiona e agisce, non risultando l’anello debole del quartetto. Ho apprezzato anche un Carson meno svogliato e più sul pezzo rispetto ai precedenti due albi. Per l’aspetto grafico, ho trovato i disegni di Venturi davvero notevoli, tra i migliori apparsi negli ultimi anni su Tex a mio avviso. Non è semplice disegnare questa storia, i numerosi cambi di location, i costumi, le navi sono tutti riprodotti in modo impeccabile. La relativa documentazione deve essere costata al disegnatore un notevole allungo dei suoi (da quel che leggo sul forum biblici) tempi di realizzazione. Ma se la qualità del prodotto finale è di tale fattura, allora ben venga aspettare! Un particolare momento mi ha visivamente colpito, ossia quando i tre pards fanno il loro ingresso nella capitale. Delle tavole meravigliose, sono rimasto a bocca aperta. Sembrava di respirare quei profumi, sentire il vociare delle persone, vivere quelle atmosfere. Non so spiegarlo, ma era come se percepissi anch’io le inquietudini e i sentimenti dei pards, come se ne fossi partecipe, qui riprodotti in modo magistrale. Attendo con trepidazione l’ultimo capitolo di questa ottima storia che, ad ora, mi ha piacevolmente coinvolto, sebbene i primi due albi (soprattutto il primo) paiono essere un lungo prologo. Confido, seppure abbia delle ipotesi contrarie, in un finale meno scontato di quel che un lettore possa immaginare nel leggere i primi tre albi. Staremo a vedere Hasta pronto hermanos!
  2. Acquistato il Box celebrativo per i 75 anni che conteneva il magazine con la copertina alternativa del maestro Ticci. Che dire, dopo averlo letto una prima volta a metà tra l’ammirato e l’incredulo, l’ho riletto per ammirare nuovamente la parte grafica, a mio parere eccellente. Non poteva essere il contrario, disponendo in un’unica storia dei “cavalli di razza” della testata. Davvero un’ottima prova da parte di tutti loro. Menzione speciale a Giusfredi e Ticci, che ci regalano una breve, piacevole storia. Davvero originale come vengono presentate le splendide matite del maestro al naturale, mostrate come se fossero gli schizzi del pittore che portava le sue sembianze (credo tutti abbiate colto che nell’aspetto, nei nomi e nelle professioni i protagonisti del breve episodio siano proprio i coniugi Ticci). I servizi d’approfondimento sono davvero interessanti, creando un coinvolgente excursus di 75 anni di storia non solo del fumetto, ma anche della società, che Tex ha contribuito ad influenzare e di cui è anche specchio. Peccato per l’obbligata brevità dello spazio, in effetti quindici lustri sono un lasso di tempo difficile da racchiudere in poche pagine. La storia principale, ricordiamo celebrativa, convince. Era pericoloso scriverla, sbagliare o cadere nell’esagerazione “fantascientifica” erano rischi a portata di mano. Si vede la maestria di Boselli nel gestire bene tutti gli aspetti della vicenda, creando un qualcosa di originale che nella serie non si è mai visto. È strano ma piacevole rivedere volti noti, amici e non, che si sono affacciati nella vita del nostro eroe. Alcune scene sono davvero emozionanti, su tutte quelle con Lilyth. Ovviamente, ciò che fa nascere tutta la storia ossia la comparsa e il successivo duello con il fratello di El Muerto, avrebbe giovato di un più ampio respiro, di maggiori dettagli, ma va bene così. Credo che sulla regolare, magari su due albi, sarebbe stata leggermente “fuori luogo”, viste le tematiche il suo carattere celebrativo. Esperimento riuscito dunque, ma che vorrei restasse un piacevole unicum nella saga. Ancora complimenti a tutti, chissà cosa vi inventerete per gli 80! Saludos amigos
  3. Ciao a tutti, ho dubitato fortemente, visto quello che ho letto nelle precedenti 30 pagine, se condividere con voi o meno le mie impressioni su questo albo storico. Alla fine, a bocce ferme, scelgo di farlo, avendo in primis letto la storia, potendola dunque criticare, rispettando quello che è il pensiero di tutti e che in piena libertà avete espresso. Partiamo dall’aggettivo “Storico”. Il problema è essenzialmente solo qui. Ci aspettavamo il capolavoro definitivo, un punto qualitativo di non ritorno, beh.. non è così. È stata una vittoria mutilata. Forzando la sospensione dell’incredulità iniziale, la storia non annoia e la trama è scorrevole. Bel gioco nell’insieme dei quattro pard nel quale Boselli è un riferimento. La caratterizzazione degli antagonisti è molto valida, come pure quella di Jack Danuwoa che ho apprezzato. Lascia l’amaro in bocca solo il protagonista. Tex, sebbene anche indirettamente sia sempre il fulcro di ogni vicenda, qui è quasi un po’ in ombra. Sembra spento. Badate, è solo una legittima impressione. Ma proprio da lui mi aspettavo più azione, coinvolgimento e pathos, vista la portata della vicenda. Certo, forse noi tutti ci siamo caricati un po’ troppo di aspettative, attendendo una storia spettacolare, di quelle memorabili. Purtroppo non è così. Ma non perché la storia non sia buona, solo perché eravamo convinti, preventivamente, che fosse un’opera magna. Resta un ottimo albo, graficamente ECCELLENTE. Di sceneggiature il maestro Borden ne ha stese di migliori. Ma non si può dire nel modo più assoluto, come tanti per partito preso hanno asserito, che sia una brutta storia. Il ritorno di Higgins, alla fine poco più di un esecutore materiale, un po’ tirato per la giacchetta ma poteva starci. Non ho mai visto una contraddizione con il lavoro di Bonelli padre, che con il dovuto rispetto, lo dico senza presunzione, penso che non avrebbe disdegnato l’idea. Anzi, credo che sarebbe potuto essere tranquillamente un suo soggetto. Sicuramente, incastrare una storia del genere in un solo albo ha il suo peso (negativo). Di storie ad albo singolo meravigliose ce ne sono, ma un più ampio respiro avrebbe giovato. NON ho trovato fuori luogo il siparietto dello stivale
  4. Appena terminata la lettura di quest’albo, le sensazioni sono contrastanti. Ho ritrovato la stessa identica impressione che ho avuto leggendo la prima parte, ossia che ci troviamo di fronte a un grande, immenso prologo e che la vera vicenda interessante (almeno lo spero) debba ancora ingranare ed esplodere in modo sbalorditivo. Sebbene credo di capire come potrebbe evolversi la vicenda, il maestro Borden ha disseminato numerosi indizi, va detto che la storia scorre bene e si lascia seguire senza annoiare. Alcune scene eccessivamente verbose, sono talvolta necessarie e talvolta meno, ma utili all’economia del racconto e per la gestione dei numerosi personaggi di contorno. Ho apprezzato come il lato “sovrannaturale” venga affrontato, prontamente smentito a suon di piombo dalle colt dei quattro pard. A proposito, in quest’albo Carson (il mio preferito dopo Tex) risulta un po’ troppo svogliato nelle iniziative, distratto e lento nei movimenti. Peccato. Tiger poi è quello che si accorge di tutto, anche prima di Tex In definitiva, disegni di Venturi promossi a pieni voti e sceneggiatura valida che ho apprezzato e che promette molto bene, ma che mi appare quasi come un aereo sulla pista.. prende velocità, sempre di più, ma che ancora esita a staccarsi dal suolo e decollare. Ripongo allora molte e alte aspettative negli ultimi due albi, perché la storia è ben fatta e promettente
  5. Ciao a tutti! È il mio primo intervento su questo forum, che ho letto per tanto tempo da “ospite”. Sono felice di entrare in questa “famiglia”. Parlando del Maxi, avevo delle perplessità per quanto riguarda il tratto di Diso. Credo però che le storie vadano comunque lette per poter essere giudicate, dunque ho optato per l’acquisto. E devo dire che alla sua veneranda età il maestro sforna una prova discreta. La storia ha tematiche viste e riviste, eppure è ben scritta, scorre bene, riesce a catturare.. ho apprezzato molto la caratterizzazione dei personaggi e i non pochi colpi di scena. Forse uno dei difetti di Ruju è che si perda un po’ nel finale, che qui mi è parso leggermente sbrigativo, ma nel complesso “Laramie County” è un’ottima storia, dove nessuno dei pard fa brutta figura, con dei comprimari carismatici, insomma una storia classica che mi è piaciuta. E qui classica è da intendere come complimento, credo che molti lettori gradirebbero una maggior presenza di queste storie “normali” anche sulla regolare
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