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TWF - Tex Willer Forum

Diablero

Ranchero
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Everything posted by Diablero

  1. Leo, ritratta tutto IMMEDIATAMENTE!
  2. E in effetti, questo è un depistaggio: perchè la storia in realtà ci rivela... che Corbett avrebbe abbandonato gli altri a morire! Rivediamo l'ultimo albo. A pagina 7, Corbett è pronto ad uccidere Byrne. Sta per farlo, l'ha già deciso. Si sta avvicinando, fingendosi amichevole. Byrne non si fida, lo conosce. E proprio perché si distrae e si rende visibile, probabilmente, diventa un bersaglio per la freccia degli indiani. Ma gli indiani hanno solo preceduto Corbett. A pagina 32, pianifica e inizia a mettere in atto la sua fuga. Non ha il minimo scrupolo a lasciare gli altri a morire. Per fortuna Tex lo scopre, altrimenti sarebbero stati spacciati. A pagina 59, è con Madsen quando tortura l'indiano. Ma interviene solo quando Madsen minaccia Jethro. Come gli dice Tex, "avresti dovuto impedirglielo". Ma non ci ha nemmeno provato. Stava a guardare mentre Madsen torturava l'indiano. A pagina 71 fugge con Madsen, abbandonando gli altri, dopo aver colpito il suo migliore amico, abbandonandolo. Come poi abbandonerà anche Madsen, sacrificandolo freddamente come diversivo. Alla fine, messi sul piatto della bilancia la fedeltà alla parola, la solidarietà, l'amicizia... la sua scelta è che tiene di più alla sua pelle, e li abbandona. Li abbandona tutti. Amici, nemici, bambini, donne, tutti quanti, pensando a salvare solo sè stesso. E NON È IL PENTIMENTO, a farlo andare a cercare soccorsi. Questo è un punto che molti, a leggere le recensioni, non hanno colto. È UNA FRECCIA. La freccia che lo ucciderà, per l'infezione, se non riuscirà a trovare soccorso. Certo, potrebbe ancora farcela. potrebbe trovare aiuto in Messico. Ma mentre prima, la prospettiva più probabile era salvarsi lasciando crepare gli altri, adesso la cosa più probabile è che muoia anche lui. Quella freccia, buttata sul piatto della bilancia insieme a tutto il resto, alla fine pesa di più. Ma senza quella freccia, non sarebbe andato a cercare soccorsi (e un medico, ovviamente, assieme ai soccorsi). E arriviamo a pagina 111. La cosa buffa è che Tex crede di essersi sbagliato all'epoca, su Corbett. E non saprà mai che invece, aveva visto giusto. Come sempre, Tex sa giudicare gli uomini. E aveva visto che carogna fosse Corbett. Solo che, in quel caso, è vero, la sua "infallibilità nel saper leggere l'animo umano", li avrebbe condannati. Sarebbe stato il peggiore errore della sua vita... anche se aveva ragione! Ma Tex sa leggere nell'animo umano, non prevede il futuro. Non poteva prevedere la freccia, e la serie di fortunate circostanze che hanno portato all'arrivo dei soccorsi. Qui, ad essere sconfitta, non è la capacità di Tex di saper distinguere le carogne. È piuttosto la sua convinzione che agire correttamente sia la strada per avere il miglior risultato. Mentre invece le vite degli uomini sono dominate dal caso, e alla fine è la fortuna che conta. Ma c'è una persona che lo sa. Un unica persona al mondo, che sapeva che l'eroismo di Glen Corbett era finto, che non meritava elogi e onori, che in realtà, nel momento in cui c'era da prendere quella decisione, Corbett aveva anteposto la sua vita a qualunque altra cosa, abbandonando gli altri. Corbett lo sa. Corbett nonostante le sue bugie e le sue sbruffonate, ora ha ben chiaro quello che veramente vale. Per questo, come dice Jethro (pagina 112) "per tutta la vita ha preferito dimenticare". Si è isolato, evitando ogni compagnia (i becchini si meravigliano che abbia amici da qualche parte). Perchè lui stesso era l'unico giudice a cui non era potuto sfuggire. P.S.: c'è una scena a pagina 39 che ha fatto tanto discutere, anche se si è vista già mille volte in nella serie... No, è che Corbett è uno sbruffone e un bugiardo! Rifletti. Si è già visto che è un assassino senza scrupoli. Avrebbe sparato al suo amico (magari tentando di ferirlo solamente. In quella situazione, con Tex fra lui e la libertà... pensi davvero che abbia gettato il coltello "per risolverla a pugni" E per gettare il coltello.. l'avrebbe gettato a 5 cm dal naso di Tex... rischiando che poi Tex prenda il suo coltello, mentre lui è ancora disarmato? No, non sta in piedi. Se avesse voluto gettare il coltello, l'avrebbe gettato lontano da Tex (come si è visto fare a Tex decine di volte in casi simili). Corbett l'ha semplicemente mancato, ma da sbruffone qual è, ha detto di averlo fatto apposta (magari sperando così che Tex ricambi la sua "lealtà" non afferrando il suo coltello). E la cosa "strana", riguardo a come è stata vista questa scena dai lettori... è che l'abbiamo già vista decine di volte. Quante volte abbiamo visto un "cattivo" dichiarare che avrebbero potuto far secco Tex, se solo non avessero avuto fretta, se non avessero aspettato troppo, se non avessero esitato, se non avessero tirato prima ad un altro, etc... tutti dei gran "guarda, se volevo vincevo io, eh, tranquillo, che se io sparavo a Tex lo beccavo, mica come tutti gli altri" Perchè a tutti questi il lettore non ha mai creduto, mentre con Corbett ci crede? Cosa cambia? Cambia che per lunghi tratti della storia, vediamo le cose dal punto di vista di Corbett, quindi ci appare "protagonista", in più proprio l'inizio ci spinge a pensare che sotto sotto sia "buono", e su Tex siamo abituati a credere al protagonista, mettere un "narratore bugiardo" è una tecnica sconosciuta in Tex. Ma in realtà, Corbett NON È "buono", e lì è semplicemente uno dei tanti villain che, a parole, hanno "graziato" Tex, ma guarda, che se ci riprovano, Tex lo fanno fuori facilmente, tranquilli... E se volete un'altra conferma... andate a pagina 109. Cosa dice Corbett a Tex nella quarta vignetta? Glen Corbett è un bugiardo e uno sbruffone. E voi gli state ancora a dare credito!
  3. Per me invece Ray è un personaggio che, moralmente, non può non essere considerato "cattivo". Non ha solo partecipato, ma ha ORGANIZZATO rapine, omicidi, e altri delitti, per arricchirsi, a danno degli altri, nascondendosi dietro una stella da sceriffo. Ha comunque amici a cui vuole bene? Una donna? Una figlia per cui si sacrifica? È NORMALE! Pensate che i "cattivi" siano quelli incapaci di avere queste cose? No, quello sono gli PSICOPATICI. Nei fumetti capita spesso che come cattivi mettano psicopatici. Si fa prima, è più semplice, puoi giustificare qualunque cosa, "ma perchè ha sparato al cane?" "perchè è cattivo". Mentre nella vita "reale", Hitler amava gli animali ed era vegetariano... la gente è molto più complessa si come viene dipinta (in certi) fumetti... Ray Clemmons è semplicemente un "cattivo" che, oltre a complici e soci nel crimine, ha una "vita sociale normale", con amici, amori, affetti, ed è normalissimo che quando crede di avere una figlia, non la tratti da "vittima come un'altra". Ma alla fine, anche se gli dispiace, manda Carson a morire. Fra un amico e i soldi (e, ricordiamolo, la sua salvezza, che Carson l'avrebbe arrestato e con i suoi crimini finiva sulla forca) ha preferito i soldi. Ma quale personaggio "borderline"... abbandona persino Lena, per scappare con i soldi... Il Ray che torna, anni dopo, è diverso? Si può sospettare. Ha comportamenti diversi, forse quindici anni in compagnia solo dei soldi non sono stati tutto questo gran che. O forse è perchè ha saputo di Donna (ma il fatto che Lena gli abbia fatto credere che sia figlia sua, indica che l'ha fatto per proteggerla). Ma anche i lupi proteggono i loro cuccioli, non è tutto questo segno di grande bontà...
  4. Beh, il Tex che vendica suo padre è già un asso con la pistola, con i cavalli e con i pugni (allenamento e insegnamenti di Gunny Bill), tanto che diventa un campione di Rodeo. Da quel punto di vista Carson non aveva certo più nulla da insegnargli (te lo immagini Carson che dà lezioni di tiro a Tex?). Sugli indiani, già a questo punto Tex (avendo vissuto per lunghi periodi nascosto fra di loro, e in popoli diversi, dagli Apache ai Seminole), direi che Tex già ne sa di più di Carson. La primissima volta che si incontrano dopo il breve incontro al momento del giuramento, è quando Tex salva Carson, legato come un salame dalla banda di Kid Billy. Si vede qualcosa in quell'avventura: a pagina 74-75 del numero 2 è Carson a spiegare la situazione a Tex, ed è lui a decidere la loro strategia (caso credo quasi unico nella serie). Ma è troppo poco per dire che sia stato suo "maestro". Ci viene però in aiuto il seguito di quella storia. A pagina 86. Arrivano in paese all'alba. lo sceriffo probabilmente ancora dorme. Tex da stakanovista com'era all'epoca vorrebbe andare a svegliarlo. Notare cosa gli risponde Kit. E poi lo porta a dormire in un albergo, e si vede che Tex non c'è abituato, tanto che dice che "ogni tanto è piacevole stendersi su un buon letto"... Mi sa che Carson gli è stato "maestro" nel... godersi la vita! E gli ha insegnato l'ubicazione dei migliori saloon e ristoranti di tutto il west!
  5. Può darsi che in questa avventura già ci sia una traccia di come Boselli intenda "adattare" la faccenda del "servizio segreto dei rangers": mi pare si sia già detto in un albo precedente che i rangers (nati come corpo combattente contro Comanche, messicani, comancheros, etc.) stanno solo in quel momento iniziando ad assumere anche un ruolo investigativo contro criminali comuni. Carson qui sta inseguendo un criminale fuori dai confini del Texas e quindi fuori dalla sua giurisdizione, e lo fa rimanendo in incognito e nascondendo la sua identità. In questo senso, informalmente, i rangers potrebbero avere una sorta di "servizio segreto" di fatto nel senso che alcuni di essi opererebbero in incognito, come fa Tex nelle prima avventure. Però, a questo proposito... ...è credibile che nel 1864, cioè cinque anni dopo il loro incontro, non solo Clemmons ma nessun altro nella banda degli innocenti o in paese, abbia mai saputo che Kit Carson era un ranger? Per renderla credibile per me la storia dovrebbe avvenire prima...
  6. Perfetto! Possiamo fare appello a questa stranezza ("andiamo, ci credete davvero che non avessero un servizio segreto?") per inventare un servizio segreto dei rangers, talmente efficiente e segreto da non essere mai stato scoperto dagli storici! (e in effetti, se gli unici due agenti superstiti erano Tex e Carson... chi li scopriva quelli? @james Tex lo dice pure, che gli altri due sono famosi (pagina 137: "Non pensavo che i due più famosi uomini del west fossero dei Rangers" La reazione di Tex la vedo come quella che un chitarrista in una garage band si trovasse ad essere presentato a Keith Richard... Carson e Arkansas Joe sono già famosissimi, vere leggende del west, e lui si vede solo come un fuorilegge (non per colpa sua) Nel numero 5 la confidenza fra i due non mi pare assolutamente strana. I due si conoscono di fama, e... 1) Nel numero 2, Tex salva la vita a Carson, prigioniero della banda di Kid Billy (numero 2, pagina 63). Notare che Carson lo chiama "Tex Willer" quando lo vede, non solo "Tex", e che Tex lo chiama per COGNOME ("Carson"), segno che non sono in grande confidenza (normale, se si sono visti una sola volta al momento del giuramento di Tex. Non tanto normale se avessero già avuto avventure insieme). 2) Poco dopo, Kit Carson salva la vita a Tex (pagina 70, stesso albo) 3) In seguito, i due uniscono le forze contro gli indiani di Wabinoga. Dopo un po' i due sono abbastanza in confidenza che Tex lo sveglia all'alba con "Ehi, sveglia, vecchio bacucco!" (e quel Carson avrà nemmeno 40 anni! ) 4) Alla fine dell'avventura, i due continuano a viaggiare insieme, finché non vengono inviati in missioni diverse (pag. 87) 5) nel corso della sua avventura in solitario, Tex viene incastrato da Mefisto e lily. A quel punto Carson riappare (e scopriamo con certezza che la stella è la numero 2 (pag 94 del numero 3), quindi la numero 1 era di Arkansas Joe), e aiuta Tex ad evadere! Cioè, nel momento in cui persino Marshall crede Tex colpevole, Carson è l'unico che crede ancora in lui abbastanza da rischiare di farsi arrestare per farlo fuggire! 6) Carson insiste a difendere Tex, anche a costo di litigare con il suo superiore Marshall! (pagina 127 del numero 3) E ti meravigli se quando si ritrovano, nel numero 5, sono in confidenza?
  7. Il piano delle uscite è qui: https://www.sergiobonelli.it/in-evidenza/2021/03/25/news/preparatevi-alle-medaglie-1020153/ 22 medaglia sono allegate a 22 albi Bonelli, la medaglia numero 23 (Furio Almirante) è allegata al cofanetto raccoglitore. Ciascun albo va come prezzi da 3.5 euro a 8,90 euro, il raccoglitore costa 9,90, non ho fatto i conti esatti ma farle tutte costa più di centoventi euro. Le medaglie dedicate a Tex sono 5: 6/4 - Maxi Tex 28, medaglia celebrativa di Mefisto 7/4 - Tex 726, medaglia celebrativa di Kit Carson 20/4 - Tex Willer 30, medaglia celebrativa di Tiger Jack 7/5 - Tex 727, medaglia di Tex 19/5 - Tex Willer 31, medaglia di Kit Willer Fa un po' ridere che su Tex Willer abbiano messo proprio i due pards (Tiger e Kit Willer) totalmente assenti dalla serie... (mettere la medaglietta di Tex e Carson su Tex Willer almeno avrebbe spinto qualcuno di quelli che non la legge a comprarsi un numero...)
  8. Non è proprio così. Anche all'epoca per quanto le fonti fossero più scarse e il suo un west molto "fantasioso", GL Bonelli probabilmente qualche film western o qualche romanzo con i rangers l'avrà letto. In quella striscia non dice che I RANGERS sono un servizio segreto. Dice che Tex si sta arruolando nel servizio segreto DEI rangers. Un corpo separato dai rangers "normali", con stelle particolari (numerate). Probabilmente lo fa per non mutare troppo le caratteristiche del "suo" Tex, che così potrà continuare ad agire da persona al di fuori della legge (e senza seguire ordini e regolamenti), pur avendo un motivo per dare la caccia a criminali vari. Visto che non credo sia esistito davvero qualcosa di simile (il Texas prima di unirsi agli Stati Uniti avrà avuto probabilmente una sorta di servizio segreto o comunque spie e contro-spie, come ogni stato del mondo, ma dubito molto facesse parte dei rangers...), mi sa che quando arriverà a quella scena Boselli dovrà fare parecchie retcon...
  9. Non so se Masiero è "interventista" come lo era Sergio Bonelli che controllava tutto, quindi non so se ha dato l'OK a questa copertina o se le approva di prammatica senza intervenire se non in casi gravi, o se viceversa è stato lui a pretendere le "correzioni" che gli danno il colpo di grazia (ho letto in diversi commenti che la copertina originale vedeva Zagor materializzarsi dal fumo del fuoco, e così la posa avrebbe un pochino più senso. Ma il triangolo giallo che copre tutto l'angolo superiore non l'ha deciso Burattini. E in generale la grafica di una nuova testata immagino sia un po' discussa a livello di casa editrice, così come il titolo (dubito molto che un curatore possa di punto in bianco decidere di lanciare una nuova serie di Zagor) Inoltre, come ti capita un po' troppo spesso, evidentemente hai risposto senza leggere: Se avessi letto... ...ti saresti magari reso conto che non criticavo solo questa copertina, e nemmeno solo le copertine di Zagor.
  10. Alcuni post fa portavo ad esempio (in negativo) le copertine di Zagor di Piccinelli. E, molto gentilmente, la Bonelli mi ha subito fornito un esempio del peggio del peggio, un vero e proprio campionario dei problemi di molte copertine attuali della Bonelli (di Zagor ma non solo) È un buon esempio anche perché fa capire bene,. per me, che il problema non è Piccinelli. (non solo lui, almeno). Il suo Zagor può piacere o non piacere (a me onestamente non piace molto) ma in questa copertina, è l'ultimo dei problemi. Qui si vede per me l'intervento di troppi cuochi, la traccia di maldestre correzioni al disegno già fatto, l'intervento incontrollato di troppi "strilloni" e "pataccari" su una grafica già affollata Se un albo Bonelli può uscire in edicola con una copertina simile, il problema non è a livello di un singolo disegnatore o di un singolo grafico o di un singolo curatore: qua non funziona proprio l'insieme! (cioè la casa editrice...)
  11. Allora, per "l'angolo del rompiscatole" alcune cose dell'albo precedente a cui avevo accennato ieri... Numero 29: 1) pagina 34 "fu a quel punto che arrivammo noi", cioè, a combattimento finito e Mister Tyrrell già scalpato. ma poi... Pagina 37: va bene "l'aria limpida", ma quanto cavo l'ha urlato forte il suo nome Tex per farlo sentire a gente che NON ERA ANCORA ARRIVATA? E quanto è forte il suo accento per farlo riconoscere subito come texano, da una frase sentita da così distante? Mi sto immaginando Tex che parla come l'equivalente texano di Diego Abatantuono ("questo whisky è ecceziunale veramente!") 2) Non solo: nel flashback, pagina 40, "hai visto come spara con quel fucile" parlando di Lily... no, come faceva a vederla, sono arrivati a combattimento terminato... Finito il nitpiking arretrato, passiamo alle "avvincenti avventure di kit Carson", visto che il (non ancora) vecchio cammello fa la parte del leone affrontando un intero saloon (mentre per far menare le mani a Tex borden ha dovuto metterci il classico ragazzino irruento come scusa...). Non è un problema, anzi non mi dispiacerebbe eventualmente (e se c'è la storia giusta) anche vedere avventure del giovane Carson in solitaria. Dunque, da quello che si legge nella storia, Tex non è passato da Fort Owen nel suo viaggio verso il deposito di Birdy. Sapevamo già che non era passato da Fort Benton o sarebbe stato riconosciuto. Quindi... come ha fatto a trovare il deposito? Certo, Birdy nelle sue lettere potrebbe avergli descritto la strada con tanbti dettagli da permettergli di trovarla... ma perchè non dirgli semplicemente di passare da uno dei due forti? Boh, a parte il divertimento di fare queste domande, la storia per ora mi sta piacendo molto. Con la descrizione dei due ambienti in cui e sempre meglio stare attenti, fra gli sbandati di fort Benton e gli indiani in guerra fra loro, non si sa chi è più pericoloso.. Gli unici due personaggi che mi sembrano gestiti con più difficoltà (con una personalità abbastanza "piatta") sono proprio i due ereditati da Manfredi, Birdy e Lily. Sembra abbiano un dialogo fatto sempre delle stessi 2-3 argomenti. Probabilmente più per il fatto di essere nati per un cartonato di 46 pagine (quindi con caratterizzazioni tagliate con l'accetta fino al limite del caricaturale) che per demeriti di Manfredi. Sulla conoscenza di tutti gli usi dei Piedi Neri e dei Crow da parte di Tex, mi rimetto a chi ne sa di più: gli usi delle varie tribù e dei vari popoli erano così simili che Tex dopo aver vissuto con gli Apaches (e aver combattuto i Comanche) potrebbe trattare con le tribù del nord così da esperto, o invece gli usi erano diversi? Perchè dovrebbero essere praticamente i primi contatti di Tex con quelle tribù, in un territorio dove non è mai stato, e ne sa più di Birdy che ha vissuto lì e trattava con le tribù la vendita delle pelli... La presenza di Clemmons mi rendeva un po' diffidente (diffido dalle storie con "origini" ormai, e "il passato del passato di Carson" sembrava una maniera per narrare "le segrete origini dell'amicizia fra Ray e Carson". Ma anche come sta vendendo trattata quella parte parte mi è piaciuta, invece di "clamorose rivelazioni" o colpi di scena, si vede come un personaggio come Clemmons e Carson possano essere diventati amici, ma tenendosi per sè i loro segreti...
  12. Ma su questo concordo! L'umiliazione pubblica al processo, la perdita dei gradi, era una ottima conclusione. Però è un po' paradossale sta' cosa... "no, non deve morire in Messico, una pallottola è troppo poco per lui, deve essere umiiato e degradato" -----> "no, essere umiliato e degradato è troppo poco per lui, deve morire per una pallottola!"
  13. E perchè il fatto che "ti stufi" di sentire nominare il nome del tuo Dio invano dovrebbe essere un problema di importanza vitale per tutti gli altri, mentre DI QUANTO SONO STUFI GLI ALTRI del tuo comportamento, che continua a mandare in vacca e in flame discussione dopo discussione, non te ne frega assolutamente nulla?
  14. Sarebbe vero se Tex fosse il solo fumetto, circondato dal nulla. Ma invece quei numeri sono usciti in edicole piene di finali come quello, attorniati dalle altre testate Bonelli dove quei finali erano praticamente la regola... e anche su Tex Nizzi ne aveva già scritti (espliciti come in fuga da Anderville o impliciti, facendoli evitare all'ultimo secondo da un paralitico di passaggio), ed erano praticamente la regola nelle storie di Nolitta. Quindi dire che lì sei stato originale è come sentire dire da De Andrè che per fare l'originale e distinguersi, avrebbe cantato cover di Gigliola Cinquetti e dei Ricchi e Poveri! Per la serie Tex, è un finale non tanto "originale", ma "non molto consueto" solo se guardiamo a tutti i suoi 73 anni di storia. Se invece guardiamo alla storie di quel periodo (con storie di un Nizzi post-crisi e di Nolitta) mi sa che la cosa più originale di tutte sarebbe stata mostrare Tex che trionfava con la sua abilità... Ma anche parlare di "originale" manca il bersaglio. Io non cerco finali "originali". Cerco finali conseguenti dalle premesse (che non vuol dire prevedibili: vuol dire che alla fine, a posteriori, deve sembrare ovvio che sia finita così. Ci può stare anche il colpo di scena, ma dovrebbe essere di quelli che esclami "ma certo! Questo spiega tutto! Come ho fatto a non pensarci?". Non di quelli "eh??? e questa cosa da dove salta fuori?" Quello che ho esclamato io invece in questa storia è "ma no! Anche qui? Ma che senso ha?" Ma vabbè, qui ciascuno resterà della sua opinione, non voglio "convincere", mi basta spiegare cosa intendo. È un problema che ti sei creato tu da solo: Craig si era beccato una pallottola nella pancia poche pagine prima, bastava lasciarlo morto. Un finale triste più conseguente poteva essere che sarebbe stato celebrato come un eroe mentre i disertori non sarebbero più stati riabilitati. Un finale triste ma più "logico", più "legato a quello che era avvenuto prima". Se proprio volevi morto il sergente, poteva fare scudo alla prigioniera e sacrificare la sua vita per salvarla. O, se ti sembrava troppo retorica come cosa, poteva semplicemente morire lì mentre fischiavano pallottole ovunque e lasciarci la pelle, normalmente, in combattimento. (non perchè non ha guardato prima di attraversare la strada, e lui e Tex e Carson cadono nel più banale degli agguati, ma per pura botta di culo sparato a Torrence e non a Tex...) Finire con la condanna di Craig sarebbe stato un finale tanto "zuccheroso" da non piacerti? Ma l'avevi creato tu, fino a quel momento, se lo volevi meno "lieto fine"... bastava farlo meno "lieto fine"! (anche per questo dico che il finale è incoerente). È come se mentre guidi sul ghiaccio, ri rendi conto di esserti spostato troppo a destra e rischi di cadere in un fosso. Allora dai una frenetica sterzata buttandoti completamente dall'altro lato, a sinistra. Non è una manovra che di solito migliora la situazione... Ah! Ahi confessato finalmente! Tu vuoi punire i lettori! (e questo spiega pure il ritorno di Nizzi... )
  15. ...e mi sa che siamo finiti totalmente off-topic Riassumo il mio giudizio sulla storia e chiudo (almeno per me): una buona storia che mi ha appassionato per diversi albi... ma mi ha lasciato con una forte delusione per il banale finale.
  16. Ma sono perfettamente consapevole che sto generalizzando cose molto più complesse, ti garantisco che non mi stavo illudendo di aver trovato la chiave per predire la storia umana in un post in un forum! Sono tendenze molto generali e si combinano a molte altre (per esempio, la già citata concorrenza di altri media, o ideologie che si diffondono che impongono l'ottimismo, il boom di specifici personaggi, etc.) e stiamo comunque parlando di lettori che hanno ciascuno gusti e idiosincrasie personali. Non è una legge assoluta tipo "quando c'è una crisi tutti vogliono storie a lieto fine", ma piuttosto un effetto che si somma a tanti altri, ma che comunque è percepibile (infatti, non voglio millantare di averlo scoperto io...) Tanto percepibile che un po' è entrato anche nella mentalità e in certi pregiudizi: il pregiudizio snob secondo coi il lieto fine è "ingenuo e popolare" mentre i finali tragici sono "più artistici" (tesi facilmente smentibile in assoluto semplicemente pensando al successo dei film strappalacrime con Amedeo Nazzari degli anni 50) si basa comunque sul vedere che c'è una differenza percepibile in base al ceto del lettore. Può essere spiegata con il livello di alfabetizzazione, e con il fatto che un lettore "ingenuo" che ha letto poco rimanga spiazzato da un finale triste? Solo se parliamo di bambini, mi sa. E bambini abbastanza piccoli. La divisione fra "gente che legge" e "gente che non legge" è sempre stata abbastanza marcata anche in passato, ma vista la scarsa concorrenza di altri media, quelli che leggevano leggevano veramente TANTO (basta vedere il boom prima delle dime novels, poi delle riviste pulp, dei tascabili, e anche dei fumetti...). Dubito che qualunque lettore sopra i 13 anni non avesse mai letto una tragedia o una storia triste o una storia horror... Ma io non ho detto che la storia umana è una tragedia continua! Come ha detto efficacemente Barbanera, in realtà la storia umana non è a lieto fine e nemmeno con un finale triste, perchè... non ha un finale! (e non essendo una storia scritta da qualcuno non ha un tema o necessariamente un senso). Ho detto che un finale tragico è più facilmente copiabile dalla realtà, perché per ciascuno di noi purtroppo un finale ESISTE (e di solito è sempre tragico o almeno triste. Almeno per il defunto o i suoi cari) e quel tipo di finale può lasciare tranquillamente gli altri personaggi in sospeso e le altre trame non risolte, mentre un lieto fine scritto bene deve riallacciare tutto in maniera soddisfacente: e quando mai si è visto nella vita vera? L'effetto di cui parlo è notabile sia nel cambiare dei periodi storici (parlo soprattutto di boom e crisi economiche, che toccano molto la vita quotidiana dei lettori, destabilizzandole o rendendole prive di rischi. Quando parliamo invece di guerre o dittature queste hanno un effetto diretto sulla fiction che va molto più in là di queste vaghe tendenze, imponendo magari un ottimismo propagandistico o causando proprio la chiusura di testate che vendevano) La fantascienza in realtà mi sa invece che è l'esempio perfetto! Lasciamo stare Wells, Verne e pure Orwell, come dicevo sto parlando di tendenze generali nella letteratura di consumo, non di singoli autori Parliamo quindi del tipo di storie che riempivano all'epoca "Amazing Stories" o "Astounding Science Fiction" o poi "Galaxy", e poi dopo il declino delle riviste, delle storie che vendono di più. La fantascienza ha una caratteristica che la rende una buona cartina di tornasole per valutare ottimismo e pessimismo: parla (spesso) del futuro. Che tipo di futuro dipingevano le storie degli anni 30 su Amazing Stories? Un futuro in cui l'umanità, grazie alla scienza, dominava l'universo! Proprio, guarda caso, nel periodo in cui ci fu la grande depressione e c'era la paura della prevedibile guerra imminente. E le riviste che offrivano un futuro ultraottimistico a dieci centesimi si vendevano come il pane! (nello stesso periodo, "Weird Tales" pur avendo autori come lovecraft e Howard era sempre ai limiti della sopravvivenza, l'horror all'epoca vendeva molto meno della fantascienza ottimista) Cosa succede nel dopoguerra? Che la fantascienza "commerciale" cambia, progressivamente, prima con la cosiddetta "fantascienza sociologica" di Galaxy, poi con futuri via via sempre più pessimisti e distopici, fino ad arrivare al plumbeo e deprimente (per più di una ragione) cyberpunk (e come per il fumetto, questo si accompagna ad un continuo calo di vendite) Nel mentre, con la crisi economica degli anni 70 (che negli USA si associa al post-vietnam e al watergate), mentre la pessimista fantascienza letteraria diventa sempre più di nicchia, al cinema fa il botto "Guerre Stellari", spazzando via gran parte del cinema deprimente precedente (e dando via ad una valanga di ciarpame, purtroppo). I rest my case...
  17. Se è per questo, quale evento storico ha mai avuto un lieto fine? Prendi quella che potrebbe essere considerata la più grande "vittoria del bene" del xx secolo: le truppe alleate (sovietiche) che che liberano i prigionieri dei campi di sterminio. Solo che se non fermi la storia PROPRIO LÌ come fanno di solito, la storia reale prosegue e scopri che quasi tutti gli aguzzini l'hanno fatta franca, molti aiutati dagli USA in funzione antisovietica, e hanno fatto la bella vita da ricchi mentre le loro vittime spesso non hanno nemmeno riavuto indietro i loro beni... Se non puoi fare storie a lieto fine su eventi storici finiti male, non puoi fare nessuna storia a lieto fine che non sia di fantascienza. Asterix non dovrebbe esistere (I galli furono sottomessi, tutti). Robin Hood dovrebbe essere una triste storia di sconfitte (alla fine Giovanni Senza Terra diventerà re). Il finale di tutte le storie non è "e vissero tutti felici e contenti", è "e prima o poi morirono tutti". Insomma: se le storie che finiscono male, in tragedia, morte, distruzione, tradimenti le puoi benissimo ricalcare dalla storia, copiarle proprio pari pari, fare un lieto fine credibile è un atto creativo in cui devi rendere credibile qualcosa di inesistente in natura, sfruttando la possibilità di poter far finire una storia al momento giusto. È per questo che tutti gli autori, anche quelli noti per storie comiche, sono capaci di scrivere una storia tragica (che ci vuole, basta che racconti un normale fatto di cronaca), mentre molti autori che non l'hanno mai fatto non sono capaci di scrivere storie a lieto fine credibili: quella è una cosa che non puoi copiare dalla cronaca nera, quella è un abilità che devi imparare e sviluppare (e molti non ne saranno mai capaci) Riguardo alla storia degli indiani, già in partenza ridurre tutta la storia di tutti gli indiani alla tragtedia dei loro popoli è una semplificazione che sotto il mantello del "rispetto" ne cancella l'individualità, considerando un personaggio "indiano" non solo un individuo, ma ogni singola volta un rappresentante dell'intera cultura indiana, che passa le sue giornate ogni giorno a dolersi della futura fine causata dall'uomo bianco (notoriamente gli indiani non si divertivano e non ridevano mai, tutti concentrati sul fatto che di lì a pochi decenni la loro cultura sarebbe stata sopraffatta). Come se tutti i personaggi italiani di storie ambientate negli anni 80 dovessero parlare solo della crisi in arrivo negli anni 90... Persino quando si trattano direttamente gli eventi storici, la potenza della narrativa e della fantasia viene sottovalutata. Prendo due esempi, la storia del west e magico vento, e la guerra delle black hills. La storia del west si propone di raccontare la storia del west, usando le vicende dei protagonisti solo come un aggancio per il lettore e non trasformare tutto in una noiosa lezione di storia. Quindi giustamente si prende poche libertà "storiche", e ti racconta come andarono le cose (o meglio, una versione di come andarono, visto che su diversi punti gli storici stanno ancora ad azzuffarsi e lo faranno per sempre) Invece, magico vento per quanto sia una serie in cui il setting storico è molto curato, è anche una serie horror con mostri, magie, poteri esp, etc. E quindi Manfredi non era "legato" dai paletti della storia del west. E io sono rimasto abbastanza impressionato da come Manfredi, pur mantenendo un assoluto "rigore storico" notevole (molto superiore a quello di altre serie in apparenza "realistiche", compreso Tex), sia riuscito a dare una sorta di "lieto fine" e una vittoria per Magico Vento, alla fine di una guerra che ha visto la sua parte totalmente sconfitta. Perchè un fumetto di fantasia ha la possibilità di riempire i buchi che la storia ufficiale non copre, e il fatto di poter "mentire sapendo di mentire ad un pubblico che finge momentaneamente di crederci" (la letteratura, insomma) ti dà MOLTE possibilità. Chi non le sfrutta, dicendo "che ci posso fare, il mio è un fumetto storico, la storia è andata così, mica posso cambiarla" sta dimostrando la SUA personale impotenza (o il fatto che in realtà non è che non può, non vuole), perchè la letteratura è molto più "potente" di così, e la "storia ufficiale" se vuole se la imbarbaglia come vuole!
  18. Non mi pronuncio, dovrei rileggerla. Sulle altre domande... scusa ma non ho voglia di riscrivere il post perso. Un po' per il malumore per averlo perso, un po' perché, avendolo scritto, si è un po' esaurita la voglia di "dire la mia" (è una tecnica che uso ogni tanto con le risposte da arrabbiato, le scrivo e poi le cancello...). Ho risposto a Grande Tex sul finale "originale" perchè era un altro argomento più generale. Sul suo ultimo post invece sono abbastanza d'accordo. Storicamente, credo si sia visto un rapporto inverso fra "fiction" ed "eventi belli e brutti". Il boom degli eroi tutto di un pezzo e dei musical c'è stato durante la grande depressione. Le storie tristi che ti dicono che la vita è uno schifo sono arrivate al successo con il boom economico. È proprio quando la vita non va benissimo che in generale la gente cerca rifugio in narrativa rassicurante e a lieto fine (come tendenza generale, poi un grande autore può avere successo anche andando controcorrente. Ma da qui in poi parlerò solo di tendenze generali, le eccezioni ci sono sempre, e Tex è una di esse) È come se, mentre nei momenti di crisi si cerca rassicurazione... nei momenti in cui va bene si cerchi espiazione, si usi la narrativa come modo per "lavarsi la coscienza" pensando che basti partecipare, emotivamente, al dramma dei meno fortunati leggendo fumetti su di loro, per poterli poi sfruttare con la coscienza tranquilla dopo. Una ipotesi confermata dal fatto che, apparentemente, sopra una certa fascia di reddito pare vada di moda SOLO letteratura triste e "impegnata" (chi ha bisogno di evasione quando la tua vita reale è fantastica?), mentre la narrativa più "bassa" e "popolare" tende sempre ad essere più rassicurante. Questo potrebbe dare una spiegazione razionale ad un fenomeno abbastanza illogico: il fatto che, dopo gli anni 80 (gli anni della "Milano da bere" che hanno dato vita a Dylan Dog e Nathan Never), nonostante i gusti del pubblico con l'aumentare delle disuguaglianze sociale siano tornati ad andare sempre più verso l'evasione (e si vede bene al cinema), il fumetto pare bloccato sulle cose che funzionavano allora (come obiettivo, ma con ben altri risultati...). Vedo articoli online che propongono la tesi che questo abbia ammazzato il fumetto "popolare" riducendo il fumetto ad un media di nicchia per privilegiati. Ma forse è una visione che vede la cosa a rovescio: forse, il fumetto è diventato sempre più un media di nicchia per privilegiati (a causa della concorrenza con altri divertimenti più economici o gratuiti) e PER QUESTO, i contenuti sono sempre più passati dall'escapismo alla auto-macerazione, al "oh come siamo cattivi oh come fa schifo il mondo" tipico di chi nella vita ha pochi problemi reali...
  19. 1) Quello NON era ovviamente il post che ho perso. Non metterti a contestare due battute come se fossero le mie argomentazioni (c'era un motivo per cui il post era venuto lunghissimo, mannaggia...) 2) Anche da questo si vede la tua scarsa esperienza di lettura (anche comprensibile, se davvero hai l'età che dici). In realtà il tuo finale "originale" è quello di gran lunga più banale, scontato e frequente. Era originale negli anni 60, cioè più di 50 anni fa! Poi negli anni 70 è diventato una moda (il lieto fine era considerato vecchio e sorpassato, i fumettisti alla moda dovevano fare solo storie tristi), negli anni 80 dopo anni di "moda" è diventato un clichè, il finale standard. E tale è rimasto. Nel momento in cui ho visto che la storia proseguiva dopo la condanna, e non veniva messo in galera, con quei dialoghi fra i pard, avrei potuto scommettere sul seguito. E infatti è stato esattamente come me lo immaginavo. L'unico dubbio è che fino all'ultimo ho sperato invano che Boselli facesse qualcosa di un minimo un po' più originale (la pallottola a tradimento in strada appena usciti è tanto stra-iper-abusata che dovrebbe essere proibita, se vuoi il personaggio morto stecchito per fare facile dramma almeno fai la fatica di inventarti un agguato serio) Piuttosto, quello che è rarissimo oggi è un "lieto fine" (Tex è un anacronismo in questo, anche per questo non si trovano più sceneggiatori in grado di scriverlo: se gli chiedi un lieto fine non sanno di che parli, gli sceneggiatori moderni non l'hanno mai visto, ti chiedono che roba è e se si mangia...). Quand'è l'ultima volta che ne hai visto uno? Senza finali amari, senza finali che ti devono far "meditare", senza tragedie? Quale serie Bonelli oggi ha abitualmente storie a lieto fine? Orfani? (i cattivi vincono sempre e la terra viene distrutta) Dragonero? Nathan Never (ah ah ah...), Dylan Dog? Mister No? Julia? Non li vedi più manco in Zagor e Martin Mystere ormai... Il problema è che, come accennavo prima, negli anni 70 i finali amari di Ken Parker erano ancora una novità almeno per il grosso pubblico (in altri fumetti c'erano da decenni, ma nei fumetti Bonelli prima della storia del west non si erano visti molto). Ora invece TUTTI i fumetti Bonelli, tranne Tex, hanno praticamente SOLO QUELLI. Su Tex non ci devono essere? No, il problema non è che non ci devono essere, è che se ce li metti devi avere buoni motivi. E qui per me non ci sono. [e magari se li metti, non così stra-telefonati please]
  20. Avevo scritto un post lunghissimo in cui trattavo la storia in generale e soprattutto il finale, confrontandolo con altri simili (o diversi, come quello di Vendetta Indiana in cui Bonelli trova una maniera migliore per far morire il militare ottuso). Facevo considerazioni anche su quel tipo di finale e sulle polemiche americane su "fridging" nato da un simile uso dei personaggi (in quel caso, femminili, ma negli USA trovano il sessismo ovunque). Parlavo del ruolo dei finali nelle storie e in Tex in particolare. Parlavo di come il sergente Torrance non muore per salvare sua moglie (come sarebbe avvenuto se fosse morto in quello scontro), non si sacrifica per salvare la sua gente, non si sacrifica nemmeno per far condannare il colonnello: fa tutto questo restando vivo, vegeto e in buona salute. Alla fine muore perchè attraversa la strada senza guardare... Di come non era un buon servizio al personaggio, sacrificato senza una conclusione decente per lui per dare dramma nella maniera più banale. E di come alla fine per "punire maggiormente" maggiore, invece di limitarsi a degradarlo... lo si fa riuscire proprio nella cosa che ha cercato per tre albi, e che Tex cercava di evitare. E di molto altro, ma.... ho premuto per errore il tasto sbagliato, il browser è tornato alla pagina precedente, e tutto è svanito per sempre, come lacrime nella pioggia... In ricordo di quel povero post, sacrificato sul finale per ottenere questo banale dramma (ma io almeno non l'ho fatto apposta), mi chiudo in un rispettoso e addolorato silenzio... (e me lo dico da una vita che dovrei salvarli ogni tanto, ma non mi ricordo mai... )
  21. Bella storia del duo Boselli - Marcello che risulta un po' sottovalutata rispetto alle altre che hanno fatto (o almeno, è la mia impressione guardando che titoli vengono più spesso citati parlando di loro). Eppure dovrebbe avere tutti i titoli per piacere: presenta "cattivi" caratteristici, un Tex e un Tiger in gran forma (se pensiamo che arrivò dopo anni di "gialli" in cui Tiger appariva raramente e solo per fare da spalla, nonostante il buon apprezzamento che aveva avuto Nizzi per "furia Rossa", si capisce quanto fossero per me come acqua nel deserto...) Credo che la danneggi un po' il finale. Non perché è tragico (ci può stare), ma perché è banale. il classico "colpo di scena finale" che ricorda al lettore che comunque il mondo è cattivo, la vita fa schifo e i buoni muoiono. Nel momento in cui il maggiore viene lasciato andare anche se degradato, ho capito come finiva, anche se ho sperato che non accadesse. Il cattivo che, indisturbato, fa secco il personaggio "buono" di fianco a Tex e a Carson, senza degnarli di uno sguardo, solo perchè è cattivo fino in fondo, per poi finalmente morire. È il tipico finale che, per il bene di un "colpo di scena" prevedibilissimo, fa andare tutto nei binari stravolgendo le caratterizzazioni (se è così facile sparare a Tex e Carson e uccidere, come fanno ad essere ancora vivi? Il maggiore è stato fino a quel momento descritto come un codardo, perché va a sparare lui invece di pagare qualcuno?). Tematicamente, che senso ha quel finale? Vuole dirci, magari "berardeggiando" un po', che i buoni perdono sempre e che non c'è giustizia? Va allora in contrasto con quello che si visto poche pagine prima, con il maggiore degradato sulla base della testimonianza di Torrance. Se si voleva un finale simile, il maggiore doveva farla franca, ridere in faccia a Tex e poi far sbattere Torrence in galera (sarebbe stato un finale molto alla Guido Nolitta...). No, il finale così è contraddittorio con tutto quello che si è visto prima, e pare messo solo perchè si pensa che il "finale tragico" dia maggior "peso" e valore ad una trama. Se si voleva far vedere la morte del maggiore, ma si pensava (anche giustamente) che sarebbe stato poco realistico farlo condannare, Tex poteva farlo secco prima che uccidesse Torrance. Boh, comunque un finale debole e deludente (e credo che sia per questo che la storia viene spesso "dimenticata", capita con le storie che non danno soddisfazione ai lettori), ma che non inficia quello che si è visto prima, a partire dall'incontro con i due disertori fino alla "confessione" finale di Mickey Finn, in queste prime storie Boselli fa un vero e proprio lavoro di "restauro" del mondo e della reputazione di Tex, in storie drammatiche, avvincenti e soprattutto "western". A proposito di Mickey Finn, non concordo con chi lo definisce un personaggio "grigio". un villan con motivazioni chiare a magari condivisibili non è un villain "grigio", è semplicemente un villain scritto bene. Se non ce le metti, se metti un villain alla "sono cattivo perchè sono cattivo, oh come sono cattivo", non è che sia un villain "meno grigio", è un villain meno caratterizzato. Poi in una serie western ci vogliono anche quelli (che mica puoi raccontare tutta la vita di ogni sgherro che Tex fa fuori...), e semplicemente avidità, vendetta o orgoglio possono bastare a giustificare tutti i nemici che vuoi: però quando vuoi un villain più "tridimensionale", un po' di spessore in più bisogna darglielo. Questo non lo rende "grigio": Hannibal Lecter è "grigio"? E Voldemort? E Thanos? e Il Dottor Destino? e Yama? Sono tutti villain che hanno motivazioni "comprensibili" per le loro azioni, ma non per questo sono "buoni" o "grigi"...
  22. Dipende dalla fattura della copertina, secondo me. Se una copertina è brutta o mal costruita rimane tale indipendentemente dall'origine. Io sono tra quelli che nel 2021 PRETENDE l'attinenza alla storia... E allora bisogna accettare ORGOGLIOSAMENTE che CI DEVE ESSERE MENO FANTASIA, MENO DRAMMA E MENO VARIETÀ. Quando si fanno scelte devono essere CONSAPEVOLI. Vuoi che la copertina sia "attinente alla storia"? Devi essere disposto a pagarne il prezzo, SENZA LAMENTARSI ( e per me "attinente" come vocabolo è fuorviante, una copertina attinente è una con Tex. Quello che si chiede da parte dei lettori "modernisti" non è attinenza, è l'avere una vignetta interna ridisegnata come copertina). Basta vedere le copertine postate da Poe qualche messaggio fa: Di quelle di Galep NON CE N'È MANCO UNA che presenti una scena che appare nell'albo. E sai quanto eravamo delusi dalla cosa? Per nulla! Nessuno ci faceva caso! Io credo che il vero tratto distintivo dei lettori del 2021, purtroppo, sia... il tafazzismo! (che mi sa che ormai è diventato il simbolo di tutta la nostra cultura: vogliamo cose che danneggiano i nostri piaceri, anzi, le pretendiamo!) Non è solo il volere copertine anonime e "attinenti": vogliamo storie più lunghe e ci lamentiamo che sono noiose. Vogliamo grafiche "moderne" e poi ci lamentiamo che sono plasticose e banali. Vogliamo le stesse cose che si vedono in TV e poi ci lameentiamo (si lamentano) che sono banali come la TV. Per questo dico che le cose che erano eleganti e ben fatte nel 1975 lo sono anche oggi: perchè non è che nel 2021 si sia arrivati ad "un gusto più moderno": si è arrivati alla totale perdita del gusto! E un lettore compra Tex PROPRIO perchè è un anacronismo, perchè gli ricorda tempi migliori, e un epoca in cui anche i fumetti, in gran parte, erano migliori. Ed è per questo che Tex, ANACRONISTICAMENTE, vende ancora come "un fumetto anni 70". Se fosse "moderno", dovrebbe vendere come i fumetti "moderni": duemila-tremila copie, al massimo, come la maggior parte dei manga... (adesso di seguito rispondo anche a Ymalpas, dovrebbe venire concatenata se mi sbrigo.... Mi accorgo che non ho risposto alle domande iniziali, avevo preferito fare un discorso più ampio, ma poi la replica di Ymalpas mi ha fatto capire che voleva proprio una risposta a queste domande specifiche (che avrei preferito non dare, visto che mi sa che partiamo da punti di vista opposti sul valore del "moderno"...) Non so se sia stanco, per me è ancora il top per le copertine di Tex Nessuno. Malissimo. le copertina di Rubini per le "Darekwood Novels" presentano in gran parte gli stessi problemi di quelle di Piccinelli, per certi aspetti ingigantiti. (per chi non le ha presenti, ecco i link ad alcune: https://shop.sergiobonelli.it/zagor/2020/08/31/albo/fiore-della-notte-1008647/ https://shop.sergiobonelli.it/zagor/2020/08/05/albo/harbour-ranch-1008572/ https://shop.sergiobonelli.it/zagor/2020/06/29/albo/bersaglio-umano-1008445/ Come Piccinelli, rappresenta un chiaro errore (per me, ovvio) di valutazione del proprio pubblico: danno l'idea che l'editore voglia "svecchiare" Zagor, dandogli un look più "moderno", da supereroe magari ("ha il costume, è un supereroe!". No, Sergio Bonelli odiava i supereroi, Zagor ha un vestito caratteristico come Spirit, e non ha manco la mascherina). E i supereroi in Italia vendono al massimo 5.000 copie (anni fa, oggi mi sa ancora meno). Come se fossero convinti che i lettori di Zagor siano tutti innamorati del "moderno" e che soffrissero da anni come cani a vedere i "vecchi" disegni di Ferri... Carnevale invece si prende le lodi perchè è un bravo copertinista, ma anche perchè NON DISEGNA SCENE. le sue copertine in genere sono molto "idealizzate", con volti, icone, non scene. Ecco per esempio la copertina del Texone: https://shop.sergiobonelli.it/tex/2020/04/29/albo/la-vendetta-delle-ombre-1008166/ Bella, ma che scena rappresenta? o l'ultimo cartonato di Tex Willer: https://shop.sergiobonelli.it/tex/2021/02/23/libro/tex-willer-nella-terra-dei-seminoles-1020019/ Se vuoi fare un confronto con Villa, dovrebbe essere ad armi pari: lascia libero Villa di fare copertine davvero "alla Galep", senza dover ridisegnare vignette interne. Oppure costringi anche Carnevale a farlo. Fagli fare copertine che rappresentino una scena dinamica, non solo "tematica", e vediamo... Per adesso, per quanto apprezzi Carnevale come copertinista su altri fumetti, per me è davvero poco compatibile con l'immaginario "western classico" di Tex. la copertina del Texone, visto che era su un SUO fumetto, era "onesta" e valida, e mi è piaciuta. Le copertine dei volumi di Tex Willer in generale no. Promettono una cosa diversa dal contenuto. Mi fanno immaginare un interno con storie di Quentin Tarantino o Sergio Leone, magari con fotoromanzi invece dei disegni. E i lettori avrebbero perfettamente ragione a riempire la Bonelli di letteracce dicendo che "non assomiglia"... Se proprio la Bonelli vuole suicidarsi, potrebbe farlo più piacevolmente per noi calando il prezzo ad 1 euro, invece di mettere un copertinista che farebbe crollare le vendite al punto che andrebbe in perdita con 4.40 euro... Secondo me quelle copertine provocherebbero una rivolta dei lettori, on assalti con forconi e torce alla casa editrice, crollo a picchiata delle vendite, fallimento in brevissimo tempo dell'editore (se sopravvive all'assalto con i forconi), licenziamenti generalizzati e ricerca di chi ha avuto la balzana idea per fargliela pagare... Noi lettori spesso viviamo in una specie di bolla, in cui certi autori, magari davvero validi, dovrebbero "piacere a tutti" solo perchè piacciono a noi e magari ai critici. Gli stessi critici che hanno sempre disprezzato Ferri e Galep perché piacevano al pubblico, e quindi erano "popolari", e quindi infimi (e questo fa già capire che seguire questi critici ti porta sempre al crollo delle vendite, se qualcuno fosse in grado di vendere, non importa la qualità, lo disprezzerebbero a priori) il lettore non cerca arte o avanguardia. Non cerca snobismo. Cerca chiarezza, leggibilità, e la riconoscibilità del personaggio. Questo ANCHE quando si trova di fronte a cose che per i pochissimi appassionati sono belle. Figurati di fronte a robe inguardabili come le "spettacolari" copertine delle edizioni americane!
  23. In generale, no. Ma come ho spiegato nei miei post precedenti in questo thread, in genere il problema non è l'abilità dei disegnatori, ma piuttosto: 1) la grafica (il crollo rispetto all'epoca di Corteggi mi pare più che evidente) 2) le interferenze (patacche, triangolini, squilli, concorsi, variant, etc.) 3) il volere a tutti i costi (non ho mai capito se davvero è una fissazione dei lettori o un idea strampalata delle redazioni) copertine che siano un fotogramma ingrandito dell'interno 4) l'ossessione per l'aggiunta di dettagli, anche qui non ho mai capito se per imprinting dei nuovi disegnatori, per ossessioni redazionali o per ossessive richieste del pubblico) Poi, se dal "generale" andiamo sulle singole serie, Tex per me è fra quelli ancora messi meglio. L'ossessione per i dettagli sullo sfondo e la richiesta di fare scene interne sono addirittura calate. Il principale problema (solo su Tex. eh, che altre serie ne hanno di ben maggiori) è la proliferazione di triangolini, patacche e simili. Infine, dire "di oggi" per me è fuorviante. I lettori di fumetti non sono ragazzini fanatici della trap, e in particolare non lo sono i lettori Bonelli. I criteri di una buona copertina per un albo Bonelli oggi sono gli stessi di 40 anni fa. È solo più difficile (per le ragioni dette prima) riuscirci.
  24. No, nemmeno questo. A volte è una vendetta personale (o per altri), tipo Il giuramento o Massacro. A volte si difende (Mefisto) o difende la tribù (le storie con i cercatori d'oro). in realtà anche questo schema semplificato non rispecchia la serie nel periodo di GL Bonelli. L'unico schema che la rispecchia è (1) Tex si trova in una sorta di conflitto con un qualche tipo di avversario o avversari, e (2) La situazione si risolve nel finale (di solito con la vittoria di Tex ma questa può avere diverse modalità o aspett) Che è semplicemente uno degli schemi classici delle storie di avventura e si può applicare tranquillamente persino a quasi tutti i Dylan Dog o ai Ken Parker... Ovvio che NELL'OTTICA DI QUALCUNO CHE CERCA UNA FORMULA DA RIPETERE, se la cerca LA TROVA.. ecchissenefrega se non copre manco il 20% delle storie in realtà? Non gli serve per fare una onesta analisi critica di GL Bonelli, gli serve come schema per imitarlo "quanto basta". Poi è un attimo autoconvincersi che quello schema corrisponde all'originale e non lo tradisce... Ciò non toglie che nemmeno Nizzi, per quanto dica oggi, ha mai seguito sempre quella formula...
  25. Ah! Grazie per l'informazione! Questo fa calare il voto per i rispettivi volumi! (Che già per Guéra era piuttosto basso...)! Riguardo alla critica che vedo fare da tanti sulla "scarsa fantasia" delle cover di Villa.... non è che molti vogliono la moglie ubriaca e poi si lamentano che la botte è vuota? Voglio dire... vedo anche un sacco di lamentele ogni volta che la copertina presenta scene non presenti nell'albo (cosa che Galep faceva praticamente SEMPRE). Ma benedetti ragazzi... se pretendete che la copertina... 1) riguardi una scena presente nell'albo, e 2) non faccia spoiler ...è OVVIO che il 90% delle copertine saranno di Tex in posa generica o che guarda con sfida gli avversari (se possono essere svelati)! Non si può pretendere di imbrigliare fantasia e creatività... e poi lamentarsi perché c'è poca fantasia e creatività! Guardiamo le cover di Galep portate ad esempio: non ce n'è una che presenti una scena che avvenga nella storia! (quella di "inferno a Robber City" non ha proprio niente a che fare, e quella di "massacro" poi... e "i killer", "Chinatown", "la regina della notte"... oggi quanti strillerebbero alla copertina ingannevole? Se volete che Villa spazi di più e faccia copertine più varie, forse sarebbe il caso di smetterla con la richiesta che disegni praticamente una vignetta dell'interno, e dargli la stessa "licenza creativa" che aveva Galep (io sarei totalmente favorevole, la copertina deve farti sognare, deve attirarti, non deve essere un semplice riassuntino o peggio uno spoiler...)
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