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TWF - Tex Willer Forum

Laramie

Cowboy
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Everything posted by Laramie

  1. Mi ero completamente perso questo sondaggio, meno male che è stato prorogato! Tre scene sono troppo poche, comunque provo a rispondere: 515 - Il lungo viaggio: Tex e Carson salvati dai topi 597 - Il ponte di roccia: il trucco di Ukasi 560 - Moctezuma: Tex salvato dalla vecchietta Fuori concorso: Aryman in ogni scena in cui appare.
  2. Non so cosa mi abbia spinto a riprendere in mano questa storia e non so neanche che utilità possa avere questo mio commento ORA, fatto sta che ormai sono qui. In "Oltre il fiume" Nizzi sbaglia praticamente tutto a partire dalla riproposizione di Cane Giallo, qui descritto come un credulone che si fa infinocchiare da un Ukasi qualsiasi, per poi passare allo svolgimento che è tutto in tono minore: è minore la banda radunata da Cane Giallo (ma ve le ricordate le orde urlanti che assediavano il Devil Pass nella storia di GLB e Ticci?), è minore il piano bellicoso, è minore la reazione dei pards. Tex in particolare è del tutto spento, privo di guizzo e di vitalità. Il suo contrattacco è debole e senza nerbo, persino Carson (il Carson di Nizzi) appare più energico rispetto al titolare della serie. Qualche piccolo sussulto nei consueti tiri al piccione durante la battaglia al fortino e l'assedio sul ponte di roccia non bastano a salvare la baracca. Lo svelamento del trucco di Ukasi è una trovata terribile perché in questo caso la sospensione d'incredulità crolla come una vetrina centrata da un autotreno. Passi per la suggestione, ma com'è possibile che 1) Ukasi non sbagli mai un colpo, 2) non si vedano mai macchie di sangue o fori di proiettile, 3) tutti quelli colpiti muoiano sul colpo, neanche mezzo minuto di agonia e 4) Cane Giallo non si sia mai posto uno straccio di domanda? I disegni di Ortiz sono, purtroppo, in calo tremendo rispetto alle sue prove precedenti. Il decadimento del segno del maestro spagnolo si era già fatto sentire in precedenza, ma è con questa storia che diventa evidente. Insomma, un disastro. Una delle peggiori storie della saga di Tex e della produzione di Nizzi, praticamente impossibile da salvare.
  3. Mi ritrovo con pagine e pagine di topic in pochi giorni e penso "Caspita che forumista scarso che sono, arrivo sempre alla fine"! Ad ogni modo, io apprezzo moltissimo le capacità di analisi che hanno alcuni, nonché determinate competenze, ma mi sento affine ai discorsi di @Leo per il semplice fatto che dice una verità incontrovertibile: di fronte a un'opera di finzione, ogni persona reagisce, o meglio fornisce una lettura dell'opera del tutto individuale. Non sta scritto da nessuna parte che: 1) ci sia un'unica lettura possibile. 2) ci siano letture giuste e letture sbagliate. Nel caso della scena del ristorante, mi sento di dire che sì, se fossimo nella realtà storica e la analizzassimo da un punto di vista logico-razionale, il comportamento di Tex è molto discutibile, il modo in cui mette a repentaglio la missione è evidente. Di certo non ha avuto una bella pensata e qualcun altro, nella realtà storica, avrebbe lasciato Tom fuori dal saloon e, di fronte alla rabbia degli abitanti, avrebbe detto "Quello è il mio negro (ops), lasciatemelo stare che mi deve fare da appoggio per salire a cavallo". Oppure poteva dire "Quello è il mio negro (ops), lo tengo con me per evitare che se ne vada troppo a spasso a infastidire la brava gente come voi". Quindi sì, sul piano logico-razionale anche secondo me la scena è problematica, ma magari per qualcun altro non lo è sulla base di modi di vedere le cose diversi dai miei e che portano a notare cose che io, dal mio angolo di mondo, non avrei notato. Non c'è nulla di strano: per caso voi non avete mai compiuto un'azione che, a vostro avviso, è perfettamente logica e che per qualcun invece è una totale idiozia e viceversa? Ma come funziona questa scena sul piano della rappresentazione storica? Io in questa scena ci ho visto sempre e solo la volontà di dare una patina di verosimiglianza storica alla storia mostrando una qualsiasi comunità rurale del sud verso la fine della guerra civile. (disclaimer: io NON sto dicendo che Nizzi ha passato mesi sui libri di storia a documentarsi sulla guerra civile perché non lo so. Diciamo che non credo. Credo però che un minimo si sia documentato perché leggendo "Alabama" di Alessandro Barbero, il quale invece sì che si è documentato per mesi o addirittura anni, esce fuori un ritratto del sud degli USA molto simile a quanto messo in scena nel frangente della locanda) Cosa viene rappresentato nella scena? Una popolazione sfinita, a un passo dalla sconfitta, che ha visto morire i propri giovani a centinaia di migliaia, che si sente derubata in casa propria da qualcuno che sta a mille miglia di distanza e che non sa nulla di come si vive al sud. Io quella scena la trovo interessante PER QUELLO e, a mio avviso, fornisce una rappresentazione piuttosto verosimile di quello che era il clima politico/sociale al sud. La stessa scena ambientata PRIMA della guerra sarebbe stata molto diversa perché l'odio razziale nei confronti dei neri è esploso proprio con la fine del conflitto e poi con la fase successiva. Non che prima i neri se la passassero bene, tutt'altro, ma l'odio, l'odio etnico che avrebbe portato al Ku Klux Klan e ai linciaggi era ancora di là da venire. E sul piano della crescita dei personaggi proposto da @Leo? Prima di questa scena Tom è un remissivo, praticamente senza volontà propria, risponde "Sì padrone" a chiunque. Qui ritrova la propria dignità di essere umano, agisce, è presente e questa sua crescita culmina con il suo sacrificio molte scene dopo (la morte di Tom, l'ho detto in un mio precedente commento eoni fa, è problematica per il modo in cui Nizzi la gestisce e secondo me gli è riuscita male, ma è, appunto, una questione di metodo). Quindi no, non esiste una lettura unica. Di fronte a un'opera, il fruitore la esperisce a modo proprio e, per quanto a volte certe letture sembrino incredibili anche a me, si arriva a conclusioni diverse a seconda della persona. E qui veniamo al secondo punto: un conto è il confronto che, tradotto, significa dire "io da questa scena, da questa storia ho tratto questo, mi ha lasciato indifferente, mi ha stimolato una riflessione, ho scritto una lettera di insulti a Nizzi", e si confrontano le varie esperienze dei singoli lettori. Un altro conto è cercare di far prevalere le proprie visioni su quelle degli altri e insistere ad oltranza anche quando è chiaro che non c'è punto di incontro (tra "Tex si comporta da idiota" e "Tex si comporta da genio" che punto di incontro ci può essere) e arrivando anche alle velate offese. Su quest'ultimo punto non faccio nomi perché ognuno sa di casa propria, però trovo divertente un insolito paradosso: nel thread dell'attualità, dove si parla di cose che condizionano la vita di ognuno di noi (i femminicidi, il bonus edilizio, le politiche del governo, i migranti) si è quasi sempre tenuto un comportamento estremamente civile anche su quelle questioni dove è facile, oltre che comprensibile, accalorarsi, mentre nei topic dedicati a Tex, che sono il cuore del forum, ma si parla pur sempre di qualcosa legato ai fumetti, ho letto commenti al limite della denuncia (ne ricordo uno diretto a Nizzi particolarmente colorito). Ora io non propongo di invertire l'attitudine, ci mancherebbe, però inviterei a prendere maggiore ispirazione dalle nostre discussioni sul bonus 110.
  4. SPOILER SPOILER SPOILER Il quarto e ultimo albo mi ha soddisfatto, l'ho trovato una giusta conclusione per la saga della Tigre Nera. Unico neo veramente vistoso per questo quarto capitolo è che la ridda di doppi e tripli giochi, di gente che sa, ma non dice, di gente che appare e scompare è davvero eccessiva. Il finto prigioniero, per esempio, mi suona come un personaggio introdotto in modo molto intrigante, ma del quale Boselli a un certo punto non sa più cosa farsene e se ne disfa in fretta e furia. Tuttavia, lo ripeto, un buon albo per una buona conclusione. La storia nel complesso mi è piaciuta e la metto, come gradimento, al pari del primo capitolo (fare meglio del secondo e del terzo non era difficile). È una storia piena di ambienti e situazioni diverse, capovolgimenti di fronte, battaglie, intrighi e personaggi ben tratteggiati. Promossa, quindi, anche se vale lo stesso discorso che farei su altri recenti tour de force boselliani: fra il secondo e il terzo albo avverto una vaga sensazione di "lungaggine" che mi stona e mi fa pensare che con mezzo albo in meno sarebbe venuto fuori un capolavoro. Non saprei indicare delle scene specifiche, è proprio una sensazione che avverto leggendo il secondo e il terzo albo di queste mega saghe (vedi le navi perdute e la quadrupla sulla Mefisto family). Allo stesso tempo mi rendo conto che questo è il metodo di lavoro nel fumetto seriale: una volta che la scena è scritta e disegnata non si può tornare indietro, tocca per forza andare avanti. Mi riprometto di rileggere tutta la quadrupla in un colpo solo, magari fra qualche mese, per vedere l'effetto che fa. Al netto di questo, confermo quanto ho detto: una bella storia di Tex fuori dall'ordinario, magari non un capolavoro, ma di sicuro una di quelle che si fa ricordare per le sue peculiarità.
  5. Non credo proprio che sarà così. Che sia una frecciatina (anzi, frecciatona) inconsapevole o volontaria (io propendo per la seconda) all'ormai ex collega mi sembra palese dato che anche in questo forum si è sollevata più volte la questione della profezia. Poi è chiaro che ognuno la pensa come vuole, ma, per me, questa storia è un "What If" (chi vuole può definire "What If" la storia di Nizzi, sia chiaro), ovvero "Cosa sarebbe successo se Bonelli e Tarquinio avessero finito la loro storia?", peccato che è troppo lungo e nessuno intitola un volume in questo modo (a meno che questo uno non sia Lina Wertmuller).
  6. Al di là della qualità altissima del volume (si rassicurino i dubbiosi, è davvero un'opera di pregio), mi sta davvero sorprendendo, come già evidenziato da @Diablero, la fallace comunicazione della Bonelli in merito a questo albo. In nessun post sulla pagina Facebook viene detto che la storia è incompleta (ok, viene detto nella conferenza punblicata online, ma quanti se la vanno a vedere?). Una roba senza senso: il libro è uscito in anteprima ed è stato in vendita per GIORNI (per inciso, allo stand di Lucca c'erano un paio di ragazze gentilissime che mi hanno spiegato vita, morte e miracoli del libro incluso il fatto che la storia fosse incompleta e che la seconda parte sarebbe uscita prossimamente, ci mancava solo che mi leggessero il libro ed ero a posto), c'è già chi lo ha comprato e lo ha letto (IO), che sia un incompiuto è stato detto ESPLICITAMENTE alla conferenza di Lucca pubblicata online, ma il grosso della comunicazione omette completamente questo dettaglio. Ma perché????? Io posso capire che non l'abbiano voluto rivelare fino al giorno X, ma ormai non possono latirare ulteriormente.
  7. @DiableroMi dispiace fortissimo deluderti, ma quelle che si vedono nel video NON sono le tavole della storia pubblicata. Può essere che si tratti di un albo di Storia del West con in mezzo il ku klux klan o lo schiavismo in generale? Sono un po' indietro con la lettura dell'edizione a colori. E comunque, visto che l'avete voluto voi...
  8. Ma certo! Ritroviamo un Bonelli/Tarquinio dopo 60 anni e lo modifichiamo, che problema c'è? Alcuni nelle pagine scorse hanno fatto sostanzialmente DUE ipotesi su questo famoso "errore" di continuity. Ci avete preso. È una delle due. E comunque non è solo la questione della continuity. Il disegno è irrimediabilmente datato (bello finché si vuole, eh, sia chiaro), le strisce sono già impostate per il tipo di pubblicazione dell'epoca e potrei continuare. Per i tempi in cui è uscita, Tarquinio era un disegnatore alieno alla tradizione di Tex. Non è da escludere che abbiano tirato dentro Ticci proprio in seguito al passaggio di Tarquinio a Storia del West, a questo punto. Il Tex di Tarquinio suonerebbe "estraneo" a buona parte del pubblico se proposto sul mensile. Dedicare a questa storia e al suo seguito una collocazione extra per pochi super appassionati è la soluzione migliore, secondo me.
  9. La storia non poteva essere pubblicata sul mensile perché c'è un plateale "errore" di continuity (che poi errore non è perché GLB non lo poteva sapere) con la serie classica. Però regaz, o vi spiattello TUTTO il libro in barba agli spoiler o vi accontentate di quello che vi dico, abbiate pazienza
  10. Beh, è stato detto alla conferenza di Lucca, peraltro appena pubblicata su YouTube, quindi adesso ne posso parlare liberamente. Allora, la storia è INCOMPLETA. "Ombre di morte" è un INCOMPIUTO di GL Bonelli e Sergio Tarquinio. Sono 80 pagine di fumetto e altrettante di sceneggiatura. Appena la storia si interrompe ci sono una decina di pagine di Boselli e Torricelli che chiudono la scena rimasta "in sospeso" e fungono da "trailer" per il completamento di futura pubblicazione (sono pronto a scommettere che uscirà a Lucca 2024, ma è un'idea mia). Poi c'è la sceneggiatura originale che batte pari con le pagine del fumetto disegnate da Tarquinio. Tot pagine di sceneggiatura e tot pagine di fumetto. Stop. Sul contenuto della storia, abbiate pazienza, non spoilero niente.
  11. Skoosate se rispondo ora, ma tra altri giri, viaggio di ritorno, doccia per levarmi di dosso la sensazione di sacchetto dell'umido e cena trovo adesso un paio di minuti prima di eclissarmi sotto le coperte per i prossimi duemila anni. Forse è la stanchezza, ma non trovo il pulsante per caricare l'immagine direttamente dal locale (cioè dal mio telefono). Se mi date qualche dritta sarete soddisfatti Per il momento mi limito a dire due cose: 1) @DiableroLe pagine sono scansionate benissimo e sembra di leggere una storia uscita tre giorni fa (ehi, ma in effetti è uscita DAVVERO tre giorni fa, hahahahahaha, che battutona, geGNO) 2) In generale il libro è davvero ben fatto, una bella rilegatura e, come detto, un ottimo lavoro di scansione sulle tavole originali. Poi se ci sono degli errori (orrori?) di lettering non lo so, ve lo saprò dire domani. Per me merita l'acquisto.
  12. Sono a Lucca. Ho preso il cartonato "Ombre di morte". Ho controllato. Ora IO SO. E non vi dirò. MUHAHAHAHAHAHAHA!!! (scherzo, per chi le vuole info in pm)
  13. Io andrò a Lucca sabato 4, ma fino ad allora non entrerò più in questo topic Comunque la butto lì: se "l'errore di continuity", che poi errore non è, dovesse essere quello che è stato ipotizzato (Sagua R.I.P.) prevedo il redde rationem definitivo fra bonelliani e nizziani che "Fuga da Anderville" scansate (qualcuno sta già oliando la colt).
  14. Mi confesso. A dispetto del mio nickname (non vi devo dire da quale film è preso, vero?), questo sarà il mio primo albo di Tex vittima dell'app. A rivederci fra sei mesi su questo topic e buona lettura a tutti. Besos.
  15. @Letizia non so perché, ma nella "vita reale" ti immagino come Chiara Francini. O magari sei DAVVERO Chiara Francini (ecco perché non vuoi firmare il soggetto 🤭). Lo intendo come un complimento alla simpatia, sia chiaro. Anyway, propongo che dopo 30 pagine di Higgins, lance spezzate ma anche no, Lylith blu, cavalcate, stivali e Mister No ora si compensi con altre 30 pagine di cazzeggio purissimo dove ognuno confessa le sue più turpi voglie texiane (tipo un incontro fra Tex e Dostoevskij, oppure Tex che viaggia nel tempo fino alla Preistoria).
  16. Riguardo al tema portante del topic, ovvero cosa consigliare a un ipotetico nuovo lettore, il mio consiglio è e sarà sempre uno e uno soltanto: l'albo inedito in edicola (meglio se è l'inizio di una storia, se è il finale va bene lo stesso, gli albi di mezzo meglio evitare). Ommioddio, orrore, dirà qualcuno. Le motivazioni in realtà sono molteplici: 1) il presunto nuovo lettore deve leggere il Tex che esce OGGI perché è quello che tiene in piedi la baracca. Sono gli inediti, a prescindere dal loro formato, che devono essere venduti. Le ristampe, le riedizioni, eccetera, sono un di più. 2) si può anche indottrinare il lettore con il Tex di GLB e Galep, poi però va a leggere l'inedito e trova un Tex che, per grammatica generale, è lontano anni luce da quello che gli è stato fatto leggere. Begli amici! Meglio puntare direttamente al nuovo e poi, se piace, recuperare il resto. 3) Tex è una serie quasi del tutto priva di continuity interna (e meno male) e l'albo inedito può e deve essere letto liberamente. Nel giro di due o tre storie il nuovo lettore ha già più o meno chiaro l'ambiente in cui si muove Tex (sì, ci sono le eccezioni come i sette albi filati di Mefisto, ma sono, appunto, eccezioni). Poi, visto l'andazzo degli ultimi anni, dopo qualche storia apparirà un personaggio che dirà "Sono il cattivo del numero 72, sono tornato, bwa ha ha ha" e allora, se vuole, il lettore può andarsi a ricercare il numero 72. Riguardo al secondo tema, strettamente collegato al primo, ovvero come far interessare un nuovo lettore a Tex, la questione è vastissima e non ho risposte precise. Fermo restando che uno non è obbligato e il fatto di non interessarsi a Tex (o ai fumetti in generale) non lo rende una brutta persona in automatico, intercettare i desideri di un nuovo lettore è un'impresa difficilissima perché il pubblico di riferimento è immenso e l'azione istintiva è quella di sparare nel mucchio sperando di beccare qualcuno. Non esistono "i giovani", esistono tantissimi giovani con gusti e interessi diversi, ma, e qui sta il nocciolo, con il profondo desiderio di una loro identità. Ci sono quelli che si sentiranno realizzati nel fare parte della propria generazione e seguiranno i prodotti di massa e poi ci sono quegli altri, gli outsider, quelli che vogliono ritagliarsi il loro spazio al di fuori di ciò che propone loro il mainstream. Tex è, a modo suo, un disadattato come loro: in bianco e nero, fuori moda, lontano dalle logiche moderne. Non ha superpoteri, non colleziona donne a destra e a manca, non è privo di macchia. Per me presentare Tex in veste pedagogica è il modo peggiore per invogliare il pubblico a leggerlo. Presentarlo come un outsider, uno lontano anni luce da ciò che circola nei salotti buoni (o le spiagge di Capalbio) è il modo migliore per attirare nuovo pubblico. Però, come ho detto, è comunque una risposta vaga (cosa fare è abbastanza chiaro, come farlo è un altro paio di maniche), quindi mi taccio.
  17. Direi un buon primo albo. Apparentemente introduttivo (e in parte lo è), ma in realtà piuttosto denso di avvenimenti come da tradizione degli albi di Boselli. Ci vedo un po' "l'effetto Mefisto family" con il ritorno di tutti i personaggi legati all'universo della Tigre Nera più vari comprimari texiani come Devlin e MacKennet, ma il preannunciato viaggio in Borneo mi fa pensare che ben presto ci sarà una bella sforbiciata. Disegni di Venturi molto, ma molto belli. Un gran peccato che sia un disegnatore parecchio lento (anche se 4 albi non sono facili da disegnare) perché questo lo ha "condannato" ad essere una presenza abbastanza sporadica sulla serie. Riguardo all'escamotage usato per la "resurrezione" (NO SPOILER) posso solo dire che OVVIAMENTE non è credibile, ma allo stesso tempo posso dire che su Tex questo non è mai stato un problema. Lungi da me offrire sponde al tipo che sta spopolando su un altro topic, ma il ruolo stesso di Tex che è contemporaneamente ranger, agente indiano e capotribù dei navajo è un intrico di contraddizioni insanabili. Quello che conta è che l'escamotage abbia un senso all'interno del racconto e per me ce l'ha, anche sul piano simbolico. Mi fermo qui, rimando eventuali approfondimenti per i prossimi albi.
  18. Per puro divertimento e senza alcuna pretesa di autorialità o voglia di rubare il lavoro a chi di dovere, ho elaborato un soggetto che potremmo chiamare "La cavalcata del destino - Alternativ verscion" (errore volutissimo, chiaro). Tex e i suoi pards vengono chiamati da Ely Parker, il quale sospetta di essere preso di mira da qualcuno intenzionato ad eliminarlo. Mentre i cinque stanno parlando, un cecchino spara e ferisce Parker, ma nella sparatoria che segue il cecchino rimane ucciso. In lui Parker riconosce un bandito di nome Mark Gabler, uomo alle dipendenze di Steve Rivers, pezzo grosso dell'Oklahoma. Mentre Ely Parker rimane in convalescenza, Tex e i pards si dirigono in Olkahoma e raggiungono i possedimenti di Rivers. All'inizio Tex e i pards, non sapendo se Rivers sia davvero il mandante del tentato omicidio oppure no, si presentano come onesti tutori della legge, tentando di far commettere a Rivers un passo falso e questi sembra quasi tradirsi. Tex capisce quindi che Rivers è davvero il mandante, pur ignorandone ancora i motivi e quella sera organizza un raid nel ranch dell'uomo fingendosi un bandito mascherato. Ne brucia le proprietà e gli fa fuggire tutti i cavalli dal corral e poi fa confessare Rivers: egli prende ordini dal senatore Kurtzmann e ha provato a eliminare Parker perché il suo ufficio stava conducendo indagini sugli affari del senatore. Rivers confessa che Kurtzmann vuole sgombrare le riserve Cherokee, ricche di petrolio, provocando epidemie di vaiolo tramite coperte infette. Dato che l'ultimo carico è già partito, i quattro pards cavalcano ventre a terra in una corsa contro il tempo verso le terre Cherokee, ma arrivano tardi. Il carico è già stato consegnato e l'epidemia è appena iniziata. Tex organizza le operazioni mediche: fa isolare i primi malati e chi è entrato in contatto con il materiale infetto, brucia le coperte e tutti gli averi di chi ha contratto il morbo e manda Kit Willer ad avvisare l'agente indiano. Nel gruppo dei malati vi è anche la giovane Teh-Ka-Yeh, moglie di Jack Danuwoa, futuro capo della tribù. Quella situazione colpisce Tex, che in essa rivede ciò che lui ha vissuto con Lilyth molto tempo prima. Mentre Tiger Jack rimane con i Cherokee a gestire l'emergenza sanitaria, Tex e Carson si lanciano sulle tracce degli uomini che hanno portato le coperte infette. Jack Danuwoa vorrebbe unirsi a loro, ma Tex gli dice di rimanere accanto alla moglie perché, se dovesse accadere il peggio, in futuro si pentirà di essere stato lontano. Gli uomini che hanno portato il carico di coperte infette sono tre manigoldi e Tex e Carson li raggiungono al loro covo dopo un paio di giorni al galoppo. Nello scontro a fuoco i tre banditi vengono uccisi. Tex e Carson tornano al villaggio dove ritrovano Kit e Tiger. Nei giorni seguenti, i quattro pards, tutti con le bende sul volto per proteggersi dall'infezione, assistono i malati della tribù. L'epidemia è stata fermata in tempo: la giovane Teh-Ka-Yeh guarisce e le vittime fra i membri della tribù sono limitate. Nel frattempo, Parker trova le prove del complotto di Kurtzmann e ne ordina l'arresto. Il senatore, vistosi perduto, si suicida. Tex e i pards si congedano dai Cherokee. Epilogo con Tex sulla tomba di Lilyth al tramonto. Tex: "Erano tre balordi, Lilyth. Tre balordi come Higgins, Sherman e Tucker che portarono la morte nella nostra riserva. Gente pronta a vendere la propria anima in cambio di denaro. Hanno tutti pagato per le loro colpe e la riserva Cherokee è salva. Non sono riuscito a salvarti, ma laggiù, in Oklahoma, vi sono due giovani sposi che possono ancora amarsi e questo riscalda il mio cuore e vorrei che tu fossi qui con me per vederli vivere. Chiusura con Tex in piedi, il cappello calcato sugli occhi e il volto in ombra per non far vedere gli occhi lucidi. In cielo le nubi delineano la figura di Lilyth. Fine. Ed è subito Gran Guinigi.
  19. Adesso non esageriamo, "Il giuramento" è un capolavoro di portata galattica. Ovvio che ci sono scene non-sense, contraddizioni, eccetera, ma di fronte a tanta magnificenza scompare tutto. Mi viene in mente un aneddoto relativo a John Byrne che fece una storia dei Fantastici 4 in cui compariva il padre di Reed Richards tramite un escamotage riguardante i mondi paralleli o roba simile. I lettori gli fecero notare l'illogicità di certe robe e lui se ne uscì con un commento del tipo "Vi sto raccontando un'emozione e voi vi attaccate a certe cose", di fatto mandando al diavolo i lettori (e per me fece benissimo, sia chiaro). Il problema de "La cavalcata del destino", per me, è proprio l'assenza di emozione, una freddezza di fondo che diventa calore solo nella scena del sogno di Tex e in essa si esaurisce. Questa freddezza è indirettamente confermata da Boselli che ha ammesso di aver scritto una storia di mestiere. In altre occasioni Boselli ha rimarcato di non trovarsi a proprio agio con i soggetti altrui e questa storia ne è la prova provata. Anche perché altri speciali come il 600, il 700 e il 70ennale sono tutti farina del suo sacco e sono di tutt'altra caratura.
  20. Lungi da me voler fare il democristiano, ma per me sono valide sia "Il giuramento" che "La cavalcata del destino". Esse rappresentano due punti di vista diversi, ma entrambi validi. C'è il punto di vista di GL Bonelli, che noi non conosciamo e non possiamo conoscere, al massimo possiamo intuirlo leggendo. Ne "Il giuramento" la fine di Sherman e Higgins è lasciata sul vago. La scena della lancia per me ha sempre significato che erano morti tutti, ma, allo stesso tempo, accettavo l'ambiguità di fondo. Io ho sempre sostenuto la predominanza delle figure di Brennan e Teller rispetto agli altri, difatti il ritorno di Higgins non mi scandalizza (mi scandalizza semmai perché è del tutto inutile ai fini della vicenda. Come ho già detto, potevano metterci mio zio e sarebbe stato uguale se non meglio), ma dalla scena della lancia è evidente che dal punto di vista di GL Bonelli sono morti. Ma, e qui sta il punto, Boselli ha ragione: manca l'habeas corpus. L'interpretazione che siano tutti morti è la più probabile e la più ovvia, ma non è l'unica. L'ambiguità rimane. E qui si innesta il punto di vista dell'autore odierno, in questo caso Boselli e Frediani, che vede l'ambiguità oggettiva della fine di Sherman e Higgins e vi sviluppa un nuovo racconto. Visto l'esito finale, sia della storia in quanto tale che delle polemiche (benché su altri lidi stia spopolando), per me si poteva evitare, ma hanno visto una possibilità e l'hanno colta per un albo celebrativo. Piaccia o non piaccia, il margine di manovra c'era. Hanno sbagliato come svilupparlo, ma questo è un altro discorso. I due punti di vista, again, non si escludono. Perché un autore odierno non potrebbe sfruttare una possibilità offertagli, sia pure involontariamente, da una storia di oltre 50 anni fa? Perché si andrebbe a toccare un classico di GLB? Ma questi sono pensieri da nerd. Lo ripeto: un conto è l' universo narrativo e un conto sono le singole storie. Una storia è una storia. Ne "Il giuramento" Higgins muore nel deserto. Ne "La cavalcata del destino" è vivo. La Tigre Nera è morta davvero sfracellandosi contro gli scogli. A prescindere da cosa succederà il mese prossimo. Mefisto è davvero stato impiccato ed è davvero morto precipitando da una rupe. E via andare anche per tutti gli altri.
  21. L'universo condiviso a me va benissimo, a patto che questi eventi rimangano una tantum e solo su pubblicazioni extra, come ad esempio lo Speciale Tex Willer che è un contenitore perfetto, e che la psicologia dei personaggi non venga stravolta. Per il resto, citando il buon Cico Felipe Cayetano Lopez Martínez y González: "Vía libera alla fantasia!"
  22. Boh. Io sarò naif, sarò molto terra-terra, ma a me la storia in fondo è piaciuta. Non sarà un 10, ma un 7 sì. Poi sì, c'era bisogno di far ritornare Higgins? No, come non c'è bisogno della Tigre Nera, di Zhenda, di Mefisto, ma neppure di Tex, di Zagor, di Nathan Never, della Bonelli e dei fumetti. Di fatto, tolto il cibo e l'acqua il resto è un di più. Sarebbe stato meglio se il destino di Higgins fosse rimasto nel dubbio? Sì, ma in fondo anche estiqaatsi. L'avevo già scritto e lo ripeto: il fatto che Higgins si salvi non rende meno epico "Il giuramento" e non lo riscrive. Un conto è il fittizio universo fatto di continuity, ortodossie, texianità varie e altre cose che valgono fino a un certo punto e un conto sono le singole storie, più o meno collegate, che iniziano, si sviluppano e finiscono. Personalmente ritenere che Tex sia responsabile della morte dei Cherokee è un'assurdità: Higgins viene assoldato da qualcuno che vuole ripetere l'epidemia, ma se non fosse stato lui sarebbe stato un altro. Viene detto chiaramente alla fine. Questo casomai getta un'ombra sulla reale utilità di Higgins in questa storia: si poteva far fare il lavoro sporco a un Signor Nessuno e Tex sarebbe intervenuto comunque e forse la carica drammatica sarebbe stata anche più alta. Ma tornando a Higgins, non ha senso dire che Tex, non uccidendolo, provoca la morte di innocenti. Higgins si è salvato, poteva filare in Messico, suicidarsi, andare ad allevare coccodrilli in Louisiana, fare il gigolò, ballare il tango, invece ha scelto di riprendere, anzi di continuare la strada del crimine. Higgins è adulto , vaccinato "al naturale" e responsabile delle proprie azioni, non è sensato attribuire a Tex la responsabilità per la morte dei Cherokee. È lo stesso discorso che ho fatto per la storia "La palude del morto" di qualche mese fa per un caso analogo. Venendo alla storia in quanto tale, ripeto che a me è piaciuta, ma, al netto di qualche scena davvero intensa, ho percepito una certa "freddezza" nella scrittura. Per carità, siamo sempre in un western di Tex, quindi non si può prescindere dal momento spaccatutto, ma vista la particolarità della tematica mi sarei aspettato (e avrei preferito) un altro approccio. Per esempio, non condivido il modo in cui viene gestita la fine di Higgins, il quale arriva a togliersi la vita, di fatto reso folle dai fantasmi e non ucciso per mano di Tex. E, aggiungo, l'esiguo spazio dedicato a Lilyth. Avrei preferito qualche scena in più ambientata nel passato, ma prendo atto della decisione di Boselli. Alla fine della fiera questo albo celebrativo è la solita storia degli speculatori senza scrupoli con la presenza di Higgins come "guest star", niente di più. Poi per me è scritta bene, disegnata magnificamente (ma in bianco e nero forse avrebbe reso di più, alcuni effetti della colorazione non mi sono piaciuti) e scorrevole. Alla fine il 7 per me se lo porta a casa.
  23. SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER Finito ora il secondo albo. Sì, una storia migliore di quella dei mesi scorsi, ma, nel complesso, poco convincente. Wolfman mi ha sempre dato l'impressione di essere un personaggio da "una storia e via", a meno di una forte idea che ne giustifichi il ritorno in scena. E questa idea stavolta non c'è. Wolfman è sopravvissuto e fa le stesse cose che faceva prima, solo che sembra stia andando con il pilota automatico e la storia in generale mi sembra giri un po' a vuoto. Aggiungo che diventa quasi comico il finale dove il possibile colpevole della morte di McGriffin cambia a velocità pazzesca (mancava solo che i sospettati fossero Tex e Carson e avevamo toccato tutti i personaggi). Poi oh, la storia ha dei bei momenti e Del Vecchio è sempre un piacere da leggere (anche se il duecentomilionesimo gambler sosia di John Carradine mi ha frantumato gli zebedei, ma va detto che ha dovuto riprendere la fisionomia tratteggiata da Font), ma nel complesso non vado oltre un 6 abbondante.
  24. Sto dalla parte di @Poe perché quella che descrive è la realtà. Un seguito può anche essere bruttissimo, ma non per questo si ama di meno il capostipite o lo si "rovina". Bisogna distinguere l'opera singola dal FINTO universo fatto di continuity, ortodossie e texianità varie ed eventuali. Non smetto certo di rileggere i primi 100 numeri di Nathan Never pur sapendo come andranno i quasi 300 successivi. Anzi, per certi versi li apprezzo di più. Poi sarò onesto: non ho mai visto Higgins come quel personaggio così fondamentale, nel senso che la vera vendetta di Tex è indirizzata contro Brennan e Teller, è a loro che dà la caccia implacabilmente. Brennan viene di fatto ucciso a sangue freddo, mentre a Higgins viene concessa una possibilità, per quanto una su un milione. Poi noi possiamo discutere allo sfinimento, ma alla fine sapremo come stanno le cose fra meno di un mese.
  25. Un utente di Facebook mi ha fatto notare tramite messaggio privato che ci sarebbe un'evidente contraddizione tra questo Texone e "Tra due bandiere" (specificando che comunque è roba di poco conto). Nel Texone Carson incontra Tex e Damned Dick durante la guerra civile poco tempo dopo la battaglia di Shiloh. Ergo, quando Tex incontra di nuovo Dick all'inizio di "Tra due bandiere" Carson dovrebbe riconoscerlo. Invece, subito dopo la scena della rissa, Tex presenta Dick ai pards (presentazione che avviene fuori campo), poi nella vignetta successiva Carson commenta "Così voi due eravate insieme durante la guerra", lasciando sottintendere che per lui fosse una novità! Invece nel Texone interagisce con lo stesso Dick più volte. Sono andato a controllare al volo sull'app e in effetti è così Sia chiaro che è davvero una robetta di poco conto (Carson ormai ha una certa età e la sua memoria inizia a fare cilecca) che non inficia in nulla il valore enorme di questo Texone che non vedo l'ora di rileggere (prestato oggi a mio nonno per la consueta lettura, fino a sabato non lo rivedo).
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