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TWF - Tex Willer Forum

virgin

Ranchero
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Everything posted by virgin

  1. L'exordium in medias res ex-abrupto mi sembra un'ottima idea! Aspetto di avere la storia completa per leggerla, ma al momento sembra promettere benissimo: spero che il buon Tito si meriti i miei complimenti anche per la terza volta!
  2. Il finale della "storia d'amore" (mettiamolo tra mille virgolette), trovo sia autenticamente struggente. Molti l'hanno criticato, ma secondo me è bellissimo, e rende questa l'ultima grande storia scritta da Nizzi. Intensa e composta. Bravissimo il buon Claudio!
  3. Ho riletto questa storia due sere fa e mi è sembrata una buona sintesi dello stile nizziano più puro: trama semplice ed estremamente lineare e colpi di scena telefonati, ma tutti questi difetti vengono allegramente compensati da un Tex esplosivo, da un Carson simpatico e non ancora "mignatta" e da una vicenda estremamente divertente. Le scenette fra Pat e Flora sono davvero da antologia!I disegni di Buzzelli: molto buone le figure umane, dotate di una vitalit? e di un'espressivit? eccezionali, ma... i paesaggi sono spesso appena abbozzati e le pistole semplicemente pietose. Un po' meglio i Winchester. Comunque credo che la storia un 8 globale lo meriti, soprattutto per la propria importanza quale capostipite dei Texoni.
  4. Scusa, Don Fabio, ma che film splatter guardi? Mai visto il remake che Nispel ha fatto di "Non aprite quella porta"? Perfino un filmetto leggero leggero come "San Valentino di sangue 3D" è molto, ma molto peggio di questa storia. Quando lessi per la prima volta "I sette assassini" a undici anni la violenza mi diede fastidio, è vero, ma ricordo che già alla prima rilettura, a tredici anni, non mi fece per niente paura...
  5. Nemmeno io, con tutta la mia passione per le citazioni, l'avevo pensato! :lupos: Ma la frase mi è piaciuta talmente tanto ("chi parte ha davanti a sè tutto il mondo") che l'ho utilizzata come finale del mio primo romanzo .
  6. Ah-ehm... nemmeno io! Sarà da un annetto che non rileggo la storia, e questo particolare mi sfugge, anche se mi ricordo di averlo notato a suo tempo. Mi sembra citi la canzonetta del "chi vuol esser lieto sia, del diman non c'è certezza". Ma preciso che io ODIO Lorenzo il Magnifico, soprattutto perchè era un pessimo poeta: le canzoni in napoletano scritte da Berlusconi sono più o meno allo stesso livello :generaleS: .
  7. Credo che tali contraddizioni siano volute per far risaltare la debolezza di carattere di Donna, che non è propriamente una "Satania". Su quanto poi ciò possa essere riuscito o meno, se ne può discutere, ma il fatto che non tutti l'abbiano colto è forse indizio che qualcosa potrebbe essere fatto meglio. Ma a me sembra a posto...
  8. Sulla scena da piccioni concordo, anche se la tollero, così come tollero molte di quelle fatte da Nizzi, che secondo me sono ben più imbarazzanti, ma a parte i casi più gravi, secondo me ogni tanto ci può stare. Anche sulle citazioni mi trovo d'accordo: è ovvio che debbano avere un legame con la storia, se no fanno cascare le braccia!
  9. A parte il fatto che non sono per niente d'accordo con il parere da te espresso (ma ognuno ha la propria opinione e il sacrosanto diritto di esprimerla), mi permetto di segnalarti un'imprecisione: Donna non cade fra le braccia di Kid Rodelo, anzi, il contrasto con Kit Willer è dato proprio dal fatto che, come già ho scritto, le due scene della passeggiata abbiano atmosfere, intenti e risultati radicalmente diversi. Poi il 5 alla sceneggiatura mi sembra particolarmente inegeneroso, in quanto io la trovo molto efficace e anche ben curata, senza contare le dotte citazioni da te argutamente segnalate (ce ne fossero di più, e più elaborate, in tutte le storie di Tex...), e adottando il medesimo metro di giudizio, penso sarebbero ben poche le storie di Tex a raggiungere la sufficienza. Non ti sei fatto un po' prendere la mano, Pedro?
  10. Il disegno non è nient'affatto male, ma lo trovo un po' immaturo. Vedendoli, appare ovvia la scelta della SBE di non coinvolgerlo in altre inziative: se la quinta copertina postata da due è molto bella, la terza sembra, per la forzatura delle posture, ripresa da un fumetto Dinsey...
  11. Il soggetto non sembra male... chissà, forse ne uscir? una storia discreta... speriamo! L'ultima volta di Fusco, in ogni caso, è un occasione da non perdere. Un altro grande che se ne va, mannaggia, anche se io non l'ho mai situato fra i miei disegnatori preferiti!Titolo bellissimo: "La banda dei Messicani" mi fa venire in mente una delle migliori storie del Nizzi post-500, "Puerta del Diablo"!
  12. Pedro, i casi da te citati mi sembrano profondamente diversi: non soltanto perchè Tex e Carson non rinunciavano del tutto alla ricerca (tanto che essa riprendeva nella stessa storia. Si trattava, dunque, di un espediente narrativo volto soltanto a movimentare la trama), ma anche perchè si mostravano molto rabbiosi nel non riuscirvi. Qui, invece, Tex è del tutto soddisfatto, e dice "Oh, lo sceriffo è scappato? E va bene, d'i, tanto siamo arrivati a pagina 220!". Non si mostra minimamente detrminato a riprendere la caccia, nemmeno in un futuro, e la storia avrebbe potuto benissimo terminare con Tex e Carson che si mettevano sulle tracce del fuggitivo: sarebbe stato un bell'effetto!Mentre invece nei casi da te citati, la fuga del cattivo è sempre esterna alla storia, tanto che ne è l'origine. Nizzi si è ripetuto nel finale di "Mefisto!", quando lascia che Mefisto scappi dai pards senza che questi riescano a raggiungerlo, e così nei primi due episodi della "Tigre Nera", ma in quei casi è accettabile: diamine, sono i "grandi nemici" della serie! Che, invece, scappi uno sceriffo di mezza tacca mi pare non troppo adeguato: non si tratta nemmeno del classico "vai a farti impiccare altrove, verme".
  13. Secondo me l'assurdit? sta nel fatto che i pards non facciano nulla per inseguirlo, poi. E' vero, si è arrivati alla fine della storia, ma dove sono finiti i Tex e Carson che seguivano una pista a distanza di settimane? Qui sembrano, appunto, due vecchi ragionieri che, una volta terminato il proprio compito, non hanno più voglia di mettere tutto a posto. E' la passivit? di Tex che, in quel caso, mi sembra non poco fuori posto.
  14. Un bel sei questa storia se lo merita! Certo, c'è qualche assurdit? come quella dello sceriffo che si d' alla fuga (?!?), ma nel complesso l'insieme è estremamente divertente, soprattutto nel secondo albo. Un Tex finalmente grintoso ed eroico, furbo e praticamente invincibile che ha a che fare con personaggi adeguatamente coloriti. Anche a me è piaciuto molto il dialogo fra Tex e Rhonda, e per una volta l'insolit? mancanza di aggressivit? da parte di Tex è anche giustificabile dal fatto che si trovi davanti una donna. Ottimo, infine, il finale! Non particolarissimo, ma nemmeno stanco ed annoiato: si notava una residua voglia di stupirsi e stupire... sigh...
  15. Ogni volta che rileggo questa storia mi convinco che si tratti di una delle migliori storie di Tex. Lasciamo stare il disegno grandioso sul quale è costruita la trama, i personaggi riusciti, l'andamento imprevedibile, il ritmo appassionante. E perfino il senso dell'avventura. Ciò che trovo perfino più magistrale del resto è la presentazione di Dawn, alla quale sono dedicate non una, bensì tre scene. Nella prima scena nella quale appare, Dawn è indagata nel proprio aspetto aggressivo: litiga con un uomo fin quasi ad accoltellarlo, porta vestiti molto pesanti che quasi ne nascondono il fisico ed ha il volto impiastrato di grasso. La seconda scena è quella, celebre, del bagno. Da notare come borden e Font siano stati abilissimi nel giocare con i limiti e raggiungere il limite massimo di ciò che può essere mostrato su Tex: un corpo nudo, esibito non integralmente, ma quanto mai presente. Viene così mostrato il lato più femminile e sensuale di Dawn, che non rinnega l'aggressività (estrae il coltello), ma la completa, e viene anche accennata la sua lieve fragilità, nella vignetta in cui lei guarda Jericho. Nella terza scena Dawn viene mostrata in un terzo abito (be', visto che prima era nuda, diciamo pure secondo): ordinato e dimesso, in una versione più misurata e della propria femminilità. Insomma, tre scene diverse, uno svolgersi progressivo invece di un punto: il personaggio viene presentato in modo profondo, perchè le contraddizioni e le ambiguità possono essere ampiamente intuite, ma che al tempo stesso non svela nulla di ciò che si scoprirà in seguito: il personaggio di Dawn avrà sì un'evoluzione, ma non tradirà mai ciò che si è visto in queste scene. Un'evoluzione talmente sfaccettata e viva da poter reggere una storia (certo, non di Tex) anche senza Golden Eye, Jim Brandon e tutto il circo che ne consegue. Mirabile il lavoro di Font e la sua interazione con borden, visto che in questa storia molto si basa anche sul disegnato (sguardi, sottintesi etc...).
  16. Trovo che questa storia sia molto bella nei primi due albi, ma quando comincia il terzo... non so, ho trovato il finale veramente stucchevole ed accelerato, con i cattivi che cadono a frotte e tutto che si svolge con una velocit? in alcuni tratti addirittura inconsulta, stile "scusate, ma ho fatto tardi", ma in modo molto più pronunciato delle altre storie recenti di Boselli. I Buffalo Soldiers, poi, sono "signori perfettini" privi di psicologia, i soldati bianchi tutto sommato ben disposti verso di loro... mi sarei aspettato più drammaticit? e più conflitti.
  17. Ehm... io sono uno di quelli che rimpiange la grandiosa idea scartata, ma...vista la finezza di disegno delle ultime trame di Nizzi, non sarei tanto ottimista! Anche se forse, chissà, finalmente a proprio agio su un soggetto molto "suo" e non sacrificato, Nizzi avrebbe potuto fare non un capolavoro, ma forse una storia al livello di "Athabasca Lake" o anche meglio... chissà. Purtroppo si tratta ormai di una delle molte occasioni sprecate in Tex... ed è veramente un peccato, perchè "risuscitare" la Tigre Nera non sarebbe impossibile, ma dubito che qualcuno degli altri autori vorr? farlo. Faraci, forse? Essendo la Tigre Nera il mio nemico preferito, spero proprio...
  18. Secondo me questa storia è stata la migliore del 2009 :generaleS: ! Certo, la storia del ricatto nei confronti di Montales non sta per niente in piedi, ed in effetti una volta scoperta la sua inconsistenza la storia perde un poco, ma trovo che Boselli sia stato abilissimo a giocare con l'elemento sovrannaturale nel primo albo e a creare una vicenda estremamente dinamica nel secondo. Per la velocit? dell'azione mi ha ricordato la parte finale della bellissima "Terra di confine", quella con Narvaez, per intenderci. Poi la storia del fuorilegge che si vuole redimere, ma muore prima di poterlo fare, è vecchia ed usata, ma resa molto bene, secondo me assai meglio dei Kimball nizziani de "I lupi del Colorado" e "Fort Sahara".
  19. Ho letto molte recensioni negative su questa storia. Premetto subito di averne un parere positivo, nonostante numerosi difetti di cui la mia valutazione terr? conto. Il soggetto appare subito di una bellezza aliena agli ultimi canoni della produzione nizziana: non molto originale, questo è impossibile negarlo, tanto che alcune scene molto sembrano dovere a storie le cui tracce sono riscontrabili in diverse sezioni del racconto. Mi riferisco, ovviamente, ad ?Apache Kid' di Bonelli-Nicol' e a ?Furia Rossa? dello stesso Nizzi in coppia col disegnatore Giovanni Ticci. L'insieme di ?Documento d'accusa? appare, tuttavia, molto equilibrato, non solo nello svolgimento, ma anche nell'orchestrazione tecnica: infatti, oltre a non esserci scene confuse o poco comprensibili, non sono presenti sezioni morte e dialoghi inutili, pesanti o troppo lunghi. I due albi si leggono sveltamente, e ciononostante non vi è mai un vero calo emotivo. Anzi, appare interessante lo sviluppo della vicenda su due piani paralleli, presente-passato seguendo l'asse padre-figlio, sebbene la vicenda narrata ?in presa diretta? non possa definirsi una storia vera e propria. Mi sembra di intuire, nello svolgersi della vicenda, una certa attenzione dell'autore ad evitare i punti in cui potrebbero esserci delle defaillance. Questo si riflette, positivamente, nell'assenza di pedanterie e, negativamente, nell'assenza di scene epiche o di dialoghi che si facciano ricordare per più di cinque minuti dopo aver terminato la lettura. Questo accenno ai dialoghi mi è utile per affrontare una questione dolente che, ahimè, costituisce il più pesante elemento a sfavore della storia, decretandone, di fatto, la mancata piena riuscita: la sceneggiatura. Come già accennato nella trattazione del soggetto, non sono presenti in maniera massiccia i tipici difetti della scrittura di Nizzi, ma vi è una certa superficialit? nel modo di raccontare, una mancanza di passione che si riflette in dialoghi banali, nei quali sono assenti epicit? o gusto per la recitazione: anche dopo aver rischiato la vita, nella prima scena del flash-back, un giovanissimo Natay non mostra alcuna emozione, limitandosi a declinare tutte le proprie generalit? a due individui (Tex e Tiger Jack) che, pur avendolo appena salvato, sono pur sempre dei perfetti sconosciuti. Nelle sue parole non si nota un minimo di diffidenza o di proverbiale laconicit? degli indiani, tanto che Natay dice, esordendo: ?Mi chiamo Natay, sono figlio di... abito a... con mia moglie e il nostro figlio di tre anni.? Farebbe piacere vedere simili esempi di trasparenza anche nei giovani che, ai giorni d'oggi, vengono fermati dalla polizia stradale. Purtroppo, neppure la mia proverbiale mancanza di pretese può spingermi ad ignorare simili esempi di sceneggiatura: non basta rallegrarsi per l'assenza di cadute di stile, bisogna indignarsi per la mancanza di apogei e perle di sceneggiatura che, in quanto povero consumatore che si ritrova a spendere 2,70 euro ogni mese, pretendo di ritrovare nei prodotti che acquisto. I disegni sono, invece, una cornice aurea che riflette un poco della propria brillantezza sul quadro che si trova ad ornare. Il tratto di Andrea Venturi, pur non eccellendo in ricchezza di dettagli e meticolosit?, si dimostra estremamente gradevole per la propria personalit? e la propria capacità espressiva. Inquadrature buone, resa eccellente di luminosit? crepuscolari, pose naturali nelle quali colgo influenze di Ticci e di Ambrosini. Ma su tali elementi non mi dilungo, poich? la mia inettitudine nell'arte figurativa non mi permette di apprezzare appieno l'arte del disegnatore e le influenze altrui. Mi permetto solo di dire che alcuni tratteggi mi ricordano quelli di Ambrosini, mentre nella composizione di certe scene, di certi campi lunghi e nella caratterizzazione dei quattro protagonisti mi sembra che Venturi si rifaccia non poco ai canoni di Ticci del cosiddetto ?periodo d'oro?. Per chiudere vorrei accennare una questione, solo per congedarmi da coloro che saranno stati così impazienti da seguire fin qui il mio noioso commento: la caratterizzazione del protagonista. il Tex Willer protagonista di questa vicenda, infatti, mi pare completamente inconsapevole della propria passata gloria, della propria passata irruenza. Laddove il Tex di Bonelli si indignava e batteva il pugno sul tavolo, parlando con rapide e decise parole, il Tex di ?Documento d'accusa? parla pacatamente non si infiamma e, anzi, nella scena dell'accerchiamento del trading-post da parte delle truppe del colonnello Leland, si limita a lanciarsi sul comandante giusto per seguire una tradizione ormai sbiadita, per poi apparire mogio col capo abbassato dopo solo due vignette. Tex Willer, come è rappresentato qui, altri non è che una marionetta vuota, che a tratti sussulta di vitalit?, ricordandosi del proprio glorioso passato ?bonelliano?, per poi tornare ad accasciarsi, come una vittima impotente. Forse è per questo che, terminata la lettura, la storia appare così amara...
  20. Bellissimo topic, Steffen :generaleS: ! Dunque, le mie considerazioni sul 2009 vanno condotte autore per autore, anche se si può dire in generale che sia stata un'ottima annata. Secondo me: MAURO BOSELLI Ha lavorato ad un livello altissimo: presenti due quasi-capolavori come Vendetta per Montales e Patagonia, che riscattano pienamente la prova per me deludente di Missouri. Ecco, se c'è un difetto nell'annata texiana, oltre al terzo ritorno della Tigre Nera, Missouri lo è senza dubbio: un ottimo spunto buttato via in una storia che non mi ha emozionato per niente, col ritorno di un personaggio come Damned Dick che sembra la caricatura di Kit Carson... piuttosto, meglio il Delmer Daves di La banda dei tre, senza troppe pretese. Proprio per la volont? di puntare in alto, la storia non funziona, almeno secondo me: peccato, perchè Boselli avrebbe potuto fare un altra ottima storia. TITO FARACI Dopo la buona prova di Evasione, Faraci torna con la sua primissima storia texiana, Lo sceriffo indiano, buona anch'essa: forse si respira molta normalit? che senza dubbio spicca rispetto all'esordio rumoroso che fece Boselli con Il passato di Carson, ma la storia convince. Ho l'impressione che Faraci non sia un grandissimo soggettista, ma uno sceneggiatore abile lo è di certo. Una buona scelta per il futuro, ma la speranza è che maturi un po', perchè al momento non lo vedo molto come un possibile "centravanti". Comunque sono molto ottimista al riguardo :soldatoS:! GIANRANCO MANFREDI Tutt'altro discorso per Manfredi: dopo il memorabile Maxi La pista degli agguati, il creatore di Magico Vento torna con una storia storicamente accurata, aiutato dai magnifici disegni di un Civitelli addirittura più in forma del solito (ma come fa, mi chiedo? Come fa quella macchina per disegnare??? Non capisco... comunque l'importante sono gli ottimi risultati!!!). Speriamo di rivederlo spesso in futuro, ad alternare le proprie peculiari storie con quelle di Boselli e Faraci. ANTONIO SEGURA Mi è sempre piaciuto, ma questa storia è molto, molto particolare. Praticamente invalutabile, arrischierei: un'opera quasi dotta, talmente particolare da non poter essere considerata una storia normale. Certo, non è perfetta: l'avventura mozzafiato de L'oro del Sud lascia spazio ad una narrativa a volte un po' affrettata, ma di grande valore. Tuttavia, per una storia così particolare le parole sono inutili: leggerla è l'unico modo per commentarla. Ah, stavo dimenticando... CLAUDIO NIZZI Purtroppo, una sua ripresa nelle ultime storie mi sembra ormai una speranza irragionevole: dopo l'assurda Capitan Blanco, Nizzi distrugge definitivamente il personaggio della Tigre Nera in una storia che, pur presentando qualche scena divertente (quelle ambientate a Chinatown e il duello finale fra Tex e la Tigre Nera, molto bello fino a quando Tex non finisce sul ciglio del burrone e... oh, mio Dio, lo sfacelo!!! ), si rivela una versione ridotta ed imbarazzante della prima avventura contro il mitico tigrotto! L'ultima storia dell'anno, La rivolta dei Cheyennes, pur essendo decisamente piatta regala qualche momento spassoso, ma annacquato dalla sceneggiatura bolsa, ed è complessivamente piacevole. In generale la storia che mi è piaciuta di più è Vendetta per Montales, i migliori disegni sono quelli del mio adorato Civitelli ne La grande sete, la peggior storia Capitan Blanco e i peggiori disegni quelli di Ortiz in Lungo i sentieri del West. Ecco, questo è tutto!
  21. Su queste parti sono d'accordo, riguardo ad entrambi gli autori. A proposito di Boselli devo dire che, se mi pare innegabile il suo piccolo calo qualitativo dal numero 500 in poi (due soli capolavori, I lupi rossi, Omicidio in Bourbon Street, mentre Patagonia ci va vicino), bisogna precisare che è sempre stato costretto a muoversi sulla distanza dei due albi, sulla quale secondo me non riesce a dare il meglio (così come sull'albo singolo: è vero che c'è Eroe per caso, ma poi è seguita Polizia Apache che, praticamente, è una storia di Nizzi sceneggiata bene ): secondo me tutte le storie di Boselli su tre albi sono capolavori, ma capisco benissimo che alcuni possano pensarla in maniera diversa. Riguardo alle etichette, anche a me non piacciono per niente: una storia può scriverla Claudio Nizzi, Giovanni Boselli, Umberto Eco o Marco Carta, l'importante è che sia una bella storia e Tex rimanga sempre un eroe.
  22. Ehm, non è chiarissimo quello che intendi, saresti tanto gentile da spiegarti meglio? Il messaggio è sibillino, per cortesia, rendilo comprensibile in maniera più immediata. Grazie. Suppongo che il suo parere sia positivo su "Matador!" e meno su "L'uomo con la frusta", per quanto riescco ad arguire... ma non ne sono sicuro. Certo che avrebbe potuto sprecare un paio di paroline in più...
  23. Bravo! Il fatto che forse ci siano troppi superuomini è un aspetto che non mi è mai piaciuto troppo, non tanto perchè Tex venga offuscato, piuttosto proprio perchè tale categoria di personaggi non mi è mai piaciuta: a parte Tex, ho sempre detestato tutti i personaggi forti e invincibili che popolano moltissimi romanzi e film, anche western.
  24. Ma guarda un po', è esattamente ciò che penso io! Finalmente ci si indirizza al cuore della questione senza soffermarsi su futili disquisizioni di contorno (manco il mio cervello fosse stato riprogrammato dai moderatori di TWO stile Blade Runner... :generaleS: ). Trovo che il tuo post, Ymalpas, centri in modo perfetto l'argomento: ciò che rimprovero a Boselli (e, andando OT, anche a Nolitta) è di presentarci un Tex totalmente privo di quell'ironia e di quella scanzonata spavalderia che per me hanno reso il Tex di Nizzi indimenticabile. Addirittura più di quello di GLB, ma questo è dovuto al fatto che quando avevo undici anni i miei mi regalarono un pacco di Tex dal numero 301 al 400, letture che, condotte nell'età più impressionabile e malleabile, mi hanno instillato l'impressione che sia il Tex di Nizzi l'"originale". Certo, è purtroppo un'impressione sbagliata, ma ormai è un fattore inconscio e posso farci poco... . Da un lato, però, se il Tex di Boselli è decisamente meno simpatico e ha la seriosit? di un eroe tragico, devo dire che ciò è riscattato dall'insieme estremamente vivo e realistico, oltre che ben delineato. Viceversa, il difetto che imputerei alle storie di Nizzi è una certa rozzezza nel trattare la trama, come ad esempio ne "L'uomo con la frusta", ove diversi punti avrebbero potuto essere trattati con molto più pathos. Per quanto mi riguarda è tutta una questione di umore: se voglio DIVERTIRMI, prendo "L'uomo con la frusta" e godo nel vedere Tex che sfugge alla prigionia, scambia battute esilaranti con Carson, turlupina, smaschera e umilia i propri avversari fino alla deliziosa scena in cui lui e Carson pestano Brooke e Cantrell. Se invece voglio EMOZIONARMI, prendo "Nei territori del Nord-Ovest", mi lascio coinvolgere dall'atmosfera inquietante, guardo la psicologia dei personaggi delinearsi (eccellente la presentazione di Dawn nelle prime tre scene in cui appare) e apprezzo la tessitura complessa e magniloquente della trama. Si tratta, a mio avviso, di due tipi diversi di PIACERE: quello delle storie di Nizzi è quello tipico del fumetto popolare, semplice e scanzonato, mentre quello delle avventure di Boselli ha un tono serio e quasi più letterario. Tutto dipende da ciò che si apprezza o ricerca. In questa discussione, parlando delle eccellenze, non considero ovviamente il periodo di decadenza di Nizzi: per me il suo ultimo capolavoro è "L'uomo senza passato" e le sue ultime storie molto belle "Il presagio" e "Congiura contro Custer". Boselli, dal canto suo, ha ancora tutto il tempo di incorrere in un periodo di decadenza, come succede a quasi tutti gli artisti (che crecono, maturano e, spesso... marciscono), ma non lo auguro n° a lui, n° a Tex. Spero di essere riuscito a spiegarmi :generaleS: .
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