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TWF - Tex Willer Forum

virgin

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Everything posted by virgin

  1. Bravissimo, @pecos... Ho fatto anch'io queste stesse riflessioni e, dato che le hai scritte tu qui, posso evitare di fare un post mio che poi concluderei con qualche battuta acida e senza senso e limitarmi a metterti "mi piace".
  2. Hai letto una storia in più di me, quindi proprio non so risponderti. Però... Tex è Tex. Ne "Il giuramento" è texianamente vendicativo e violento, tanto mi basta. Ho sempre sentito parlare del Punitore come di un personaggio molto tormentato, ciò che Tex non è; quindi sarebbe contrario alla sua natura. Che poi sia proprio allegro e felice come dice Grande Tex, tu obietti di no e io sono sostanzialmente d'accordo con te, nel senso che è una visione parziale e semplificatoria, come accennavo prima. Tex è di sicuro un uomo con una fortissima spinta vitale interna e un carattere tendenzialmente volto alla positività.
  3. Tex vendicativo e violento talmente innovativo e scandaloso per i puristi che ce l'ha fatto vedere Gianluigi Bonelli ne "Il giuramento"... Comunque condivido quanto dice Grande Tex, anche se un po' semplificatorio.
  4. @Diablero, ho letto le prime due righe e messo "mi piace". Poi mi leggo il resto del messaggio, ora vado di fretta.
  5. Chiederò a @TexFanatico di elaborare una feature del forum che permabanni automaticamente chiunque pubblichi una frase contenente le parole "Nolitta", "capolavoro" e il verbo fare senza negazione.
  6. Stavo per metterti "mi piace", poi ho visto questa frase. Sarà per la prossima volta, pard.
  7. Esatto. Poi non bisogna dimenticare che "La pista degli agguati" fu scritta molti anni prima delle successive. Anche secondo me "Sei divise nella polvere" è una bella storia, quasi al livello de "La pista degli agguati". Preciso però che dal 2016 compreso in poi non ho più letto niente: qui sul forum le storie di Manfredi in genere non hanno riscosso molto gradimento, ma non escludo che, se le avessi lette, avrebbero potuto piacermi.
  8. In effetti in questa copertina le gambe di Tex sono veramente poco riuscite. Di solito Villa disegna le gambe corte, ma rimaniamo nel campo del plausibile; qui è troppo. Il salto di qualità, per quanto mi riguarda, già è stato fatto: "La pista degli agguati", di gran lunga la sua miglior storia su Tex. Peccato che sia anche la prima.
  9. Ma certo, Andrea: non mi risulta di averti contestato il fatto di esserti espresso; ma quello che hai detto, sì. Anche perché, se presa alla lettera, la tua regola impedisce sostanzialmente di fare i complimenti, cosa che non solo amo molto fare a chi lavora bene, ma che nella vita ho sempre fatto senza che nessuno avesse mai nulla da dire.
  10. Ma dai, @Andrea67, la tua mi sembra una visione un po' estrema. Mi piace molto perché nell'Ottocento doveva essere così e io adorerei vivere nell'Ottocento (cioè, più nel Millecento, ma va be', non sottilizziamo), ma purtroppo Orlando è morto e non è più quel tempo. Altrimenti dovremmo criticare anche @borden quando, prima ancora di diventare curatore, scrisse qui sul forum che "L'oro dei monti San Juan" di Nizzi era una storia ottima. Sulla reazione di Barbanera non mi soffermo: l'ho trovata anch'io eccessiva in alcuni punti. E tu certo non l'hai offeso col tuo messaggio. Però dire che non può esprimere soddisfazione per come Ruju ha lavorato sul suo soggetto, dai, siamo seri... quanto ha fatto @Barbanera "non implica l'impiccagione a Langtry, Texas; e, grazie a Dio, da nessun'altra parte", per citare quanto disse un celebre giudice a proposito di Paperon de' Paperoni e Doretta Doremì.
  11. Forse che non è così? Forse che Ruju non è umano? Stiamo parlando di un lavoro ordinario, mica di forze dell'ordine con una forte gerarchia... altrimenti tutte le volte che dico a un collega o al preside che ha fatto un buon lavoro dovrei essere sospeso dal servizio.
  12. Curiosamente, @Dix Leroy, è proprio quello che dice il protagonista del romanzo.
  13. Nel romanzo "Se l'acqua ride" di Paolo Malaguti, in una scena, si affrontano due bande di ragazzini: i fan del Grande Blek e quelli di Tex. I primi si lanciano all'assalto al grido di battaglia: "Tes Viler l'è 'n fenocio!" Come auctoritas mi pare sufficiente.
  14. Ho letto il soggetto solo fino a qui, ma già per me merita la pubblicazione.
  15. @Bob Rock, vorrei mettere una risata per la prima parte del post, ma poi potresti pensare che sarebbe rivolta al post intero, perciò dovrai accontentarti di un "mi piace".
  16. Non riesco a pensare a una più commovente applicazione del mos maiorum. Bravo, @JohnnyColt!
  17. Capisco uno che risponde saltuariamente per la fregna; ma farlo per gli esami universitari è imperdonabile.
  18. Su questo sono d'accordo. Ciò non toglie che qualcuno, anche non accecato da ostilità preconcetta, potrebbe dubitare della sincerità di alcune lodi. Vedere invece una storia che riceve un apprezzamento così basso, seppur espresso sempre con grande rispetto, dimostra inequivocabilmente che: I - su questo forum si è equanimi. Certo, nei confronti di Boselli si presta attenzione perché è qui presente (non direi mai scherzosamente che le sue storie fanno cagare, mentre lo dico di storie di un autore non presente qui e, per giunta, morto); ma non al punto di dire che sia bello ciò che bello non è; e dato che su questo forum si è equanimi possiamo anche dire che: II - il gradimento consueto che ricevono qui le storie di Boselli è segno della loro alta qualità media. Ma è sotto gli occhi, direte voi. Ebbene, non è sempre così per tutti; quindi, anche se non è stata molto apprezzata, ben venga "Una colt per Manuela Montoya".
  19. Forum che tra l'altro è stato accusato più volte di essere composto da fanboy di Boselli. Una volta che si dimostra che non è così, e che quindi le lodi a @borden sono sincere, saremmo pure esagerati?
  20. Per idealismo, o forse solo per farmi definitivamente del male, ho deciso di scorporare questi messaggi dal topic dell'albo in edicola e creare una nuova discussione, perché il tema è secondo me molto interessante. Certo, oltre al tema interessante ci vuole anche altro... ma va be', andiamo oltre. Come giustamente notava @pecos, il messaggio originale di @Diablero non ha ricevuto risposte in tema; e la stessa cosa è accaduta anche al suo messaggio in cui approfondisce la sua osservazione sul fatto che nelle storie di Nizzi non ci siano elementi western: @Grande Tex ha solo negato senza argomentare; @Barbanera anche se ha quotato il messaggio di Diablero non ha affatto parlato di Nizzi, ma di sé stesso. Be', dato che a quanto pare rispondere sensatamente a Diablero è impossibile, mi ci provo io, anche se sapete tutti che mi sono ampiamente rotto il cazzo di intervenire sul forum, visto il livello ormai demenziale delle discussioni (basti leggere i messaggi che ho scorporato fin qui per farsene un'idea); tuttavia, mi dispiaceva vedere l'ennesimo tema interessante sprofondare nella merda. Non che io pretenda di essere un interlocutore adeguato: mi pare però di avere qualcosa da dire in merito e mi pare anche (ma qui è probabilmente la mia debordante autostima che mi fa straparlare) che tra un paio di mesi possa non vergognarmene. Che Nizzi non abbia mai scritto western, ma gialli o commedie, mi pare un'affermazione provocatoria ed estremizzata, ma non priva di verità, come di solito accade a Diablero. Temi e atmosfere western si trovano in molte storie di Nizzi (non se davvero nel 70% di esse come dice Barbanera, dando ragione a chi dice che, nelle discussioni odierne, il 94,5% delle percentuali è costituito da cifre sparate a caso); ma è altrettanto vero che, anche quando presenti, gli elementi western vengono spesso rifusi in un'atmosfera comunque diversa. Un'atmosfera gialla, un'atmosfera da commedia? Forse. Soprattutto, per me, si tratta di un'atmosfera NIZZIANA. Nizzi ha il suo stile dei dialoghi, il suo modo di far interagire, pensare e agire i personaggi; e questo modo rimane grosso modo lo stesso in tutte le storie che scrive, indipendentemente dalla tematica. La differenza che io vedo, più che di tematica, ha una dimensione temporale: il Nizzi spumeggiante, divertente e spesso buffo del quarto centinaio non è quello ingessato del quinto, né quello il più delle volte abominevole del sesto. Ma anche attraverso il tempo io trovo diverse costanti, che qui non approfondisco perché non ho voglia di scrivere ogni volta un saggio come ha invece incomprensibilmente voglia Diablero. Ora, prendiamo il Nizzi del quarto centinaio: si vede la costante del suo stile fra una storia gialla (La locanda dei fantasmi), una misteriosa (La nave perduta), una avventurosa (Gli strangolatori), una più western (Il mulino abbandonato), una commedia d'azione e d'avventura (La congiura). Agevole notare come in esse gli elementi gialli e di commedia siano praticamente sempre presenti, perché Nizzi con ogni evidenza li ama e sono caratteristiche del suo stile; ma le pennellate western non mancano. Ciò su cui Diablero ha ragione è che Nizzi di rado trasmette LE ATMOSFERE del West: c'è sempre o quasi, nelle sue storie (soprattutto in quelle più riuscite), una bonomia di fondo, un'urbanità che io definirei da commedia italiana, che a me sistematicamente rompe la sensazione di un western classico. Un problema? Per me non più di tanto. Credo che ci sia un equivoco di fondo: considerare Tex una serie Western. Per me non lo è mai stata, fin dalle origini. Ora, è vero che GLB, fra tutti gli autori di Tex, è forse quello più western in assoluto; ma fra tutti gli autori di Tex è lui quello che più è riuscito a costruire un mondo (per forza, l'ha creato lui!) governato da regole proprie e personalissime, più che da quelle del genere western, pure indubbiamente presente. Ad esempio, nonostante l'ironia del suo Tex, l'atmosfera di fondo è più brutale, più dura delle storie di Nizzi: solo alcune storie di Nizzi ci si avvicinano e, non a caso, si tratta di storie drammatiche e cupe (Furia rossa, Le colline dei Sioux). Ma prendiamo le prime storie di Tex che, come ho già detto, in quest'ultimo periodo mi sto leggendo con sommo gusto: in esse il personaggio e la serie non hanno ancora preso la dimensione fortemente strutturata del secondo centinaio e si possono vedere meglio, in filigrana, le influenze di GLB. Ebbene, quelle storie sono Western solo in apparenza: funzionano molto meglio, per me, come poemi cavallereschi. Sono EVIDENTEMENTE poemi cavallereschi, con qualche prestito dal fogliettone ottocentesco-primo novecentesco, che comunque sempre dal poema cavalleresco deriva. Poi, certo, sono western certi temi, certe figure. Ma praticamente MAI, nei primi numeri di Tex, si trovano figure che, mutatis mutandis, sarebbero fuori posto nelle pagine di Boiardo o di Ariosto. Davvero, io ho la fortuna di essermi riletto Inamoramento de Orlando-Orlando furioso quest'inverno, come dicevo in un altro topic, e leggendo le prime storie di Tex ho continui déjà-vu. Anzi, ho capito molte altre cose: le trame proliferanti, per quanto semplici, il protagonista serioso che comincia solo dopo un po' a fare qualche battuta, e comunque sempre a denti stretti... il Tex dei primi numeri è il Tex più BOSELLIANO che sia mai stato scritto da un autore che non sia Boselli. Ho sempre messo in rapporto il Tex di Boselli con quello di GLB del secondo centinaio, rimanendo quindi non del tutto soddisfatto dalla sua resa; confrontandolo col Tex del primo, che da anni e anni non riprendevo in mano, molte cose tornano a posto. Tornando a bomba: Nizzi non sa scrivere western? Sì e no. Certo, il western non è il genere istintivamente alla base del suo stile; ma così non era nemmeno per Bonelli (che però del western trasmetteva bene le atmosfere, pur essendo la sua una realtà manifestamente personale) e così non è nemmeno per Boselli (per quanto @borden sia, per me, l'autore più classicamente western fra tutti quelli che abbiano mai scritto Tex). Di sicuro la misura in cui Nizzi è lontano dal western dipende dal peso che si danno agli elementi delle sue storie: per me fra gli autori di Tex è quello che meno ne ha restituito le atmosfere. Un problema? Per me non più di tanto: ho sempre percepito Tex come un fumetto anche western, ma nella sua essenza diverso. Bonelli lo trasportava nella direzione del poema cavalleresco prima e poi in una dimensione incredibilmente personale, anche se sempre western; Boselli nella direzione del fogliettone; Nizzi in quella della commedia e del buddy movie. Le loro storie mi hanno soddisfatto, quale più quale meno, a seconda delle oscillazioni del mio gusto nel corso del tempo. Questo è quanto. Non ho altro da dire.
  21. Anche perché di chiuderla qui i moderatori l'hanno già detto, però poi si continua a tirarla in lungo.
  22. @Barbanera, non abbiamo mai avuto niente da dirci... per il semplice motivo che è da sei anni che io, su questo forum, non ho niente da dire; ammesso che avessi qualcosa da dire prima (propendo sempre più per il no). In tutti i versi di Solone non c'è un'oncia di acrimonia, quindi Catone il Vecchio, mio personaggio storico preferito, va benissimo. Anche se io mi identifico più in Giovenale. Ma adesso basta parlare dei miei miti e di tutto ciò di cui si è parlato nelle ultime due pagine. Parliamo del numero 729bis della serie Gigante di Tex.
  23. Guarda, Barbanera: il livello di discussione su questo forum si è ormai attestato (per la maggior parte degli utenti; per fortuna c'è ancora una manciata di luminose eccezioni per le quali non salto l'intero messaggio dopo aver letto il nome dell'utente) su livelli sub-normali, quindi non devo fare il minimo sforzo per capire. Quando vedo Diablero che le tira dietro a Nizzi io, anche se sono d'accordo, sorrido, perché ormai fa parte del personaggio. Vedo altrettanto bene che di fronte a un messaggio lungo e interessantissimo le uniche cinque parole che vengono riprese sono proprio quelle su Nizzi, mentre del resto non si parla affatto. Ma va benissimo. Seguitate, seguitate pure.
  24. Chi mai si prende la briga di leggere un testo lungo, capirlo e intervenire in merito, quando si possono prendere cinque parole e discutere del nulla per due giorni e due pagine di topic? Non so se rimpiangere i tempi in cui su questo forum era possibile leggere discussioni articolate e sensate (e scritte in italiano) oppure prendermela con la mia memoria fallace che mi fa ricordare età dell'oro mai esistite.
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