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TWF - Tex Willer Forum

virgin

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  1. Tranquillo, @SaWi. Queste segnalazioni sono sacrosante.
  2. Scusate, ragazzi: si potrebbe evitare di riempire pagine di topic chiedendo se l'albo è arrivato in edicola, annunciando l'acquisto, la pagina a cui si è arrivati nella lettura e se nel vasino la si è fatta dura o molle? No, perché va bene le oziosità, ma consultare discussioni fatte di soli messaggi di questo tipo diventa snervante, soprattutto per chi leggerà fra qualche tempo. Teniamo queste informazioni nella shout.
  3. Escludendo discussioni di servizio (come quelle delle domande a Boselli, ad esempio), onestamente non lo so. So, però, che per gran parte di essa ci si è accapigliati su Nizzi o sui personaggi ruba-scena di Boselli (o, perché no, entrambi).
  4. Torno sul luogo del delitto (del resto, la storia mica si intitola "Gli assassini"? A A A) per buttare lì un paio di osservazioni che avrei voluto fare in occasione della rilettura, ma che causa stanchezza/scazzo/ottundimento farmacologico/boh non ho scritto. Preciso che si tratta di osservazioni puramente oziose. Ma il fatto stesso che ci troviamo in un forum di fumetti rende oziosa tala precisazione più del resto del messaggio. Anche a me ha fatto sorridere, come già accaduto a @Diablero, la pistola legata sotto il tavolo, così in bella vista: non perfetta l'interpretazione di Font, in effetti; ma non mi convince comunque la scelta di metterla lì, sarà che in vent'anni di carriera scolastica (tredici da studente, sette dalla parte sbagliata della cattedra) ho ormai imparato che sotto i banchi e i tavoli c'è appiccicato di tutto, quindi quando mi siedo controllo istintivamente se ci sia qualcosa, prima di muovere le mani a caso e ritrovarmi le mani impelagate nella cicca che il geometra che si è appena occupato della ristrutturazione del mio tinello attaccò lì nella sua beata gioventù studentesca, venticinque anni addietro. Un po' forzata pure la pistola sopra l'armadio, posto non solo banale (tanto che infatti i Regolatori la beccano; anche qui, sono portato facilmente a controllare, perché la parte superiore degli armadi si trova, in genere, proprio all'altezza dei miei occhi), ma anche difficile da raggiungere senza destare sospetti. Ma tant'è: Mitch una pistola doveva pure riuscire a tirarla fuori e mica poteva ficcarsela nel sedere. Morale: chissenefrega, si sorride, poi si va avanti, la scena funziona alla grande. Fanno sorridere anche Kit e Tiger che si precipitano a testa bassa all'attacco e poi finiscono, giustamente, infilzati come polli. Ma anche qui sfumatura veniale, si tratta del dettaglio di una scena e non di una scena nel suo complesso. Forse il GLB dell'epoca d'oro li avrebbe fatti comportare più sensatamente; ma il GLB dell'età eroica ci fa vedere Tex che viene sorpreso alle spalle dieci volte in trenta pagine perché distratto dalla scollatura di Tesah, quindi direi pari e patta: si sorride, si va avanti, la scena funziona alla grande. Ho notato anche i famosi complimenti delle storie di @borden: il giovane poliziotto, Mitch, i nostri... In effetti a un certo punto quasi speravo che entrasse in scena il signor Wolf: Finite le cose sciocche (ma come ha scritto giustamente @Leo, discutere con passione e precisione di assolute minuzie è proprio il bello di essere qui. A patto di essere consapevoli che di assolute minuzie si tratta, altrimenti si sprofonda nel delirio o nelle mie recensioni chilometriche che apparivano un decennio or sono sul Tex Willer Magazine, scusate la dittologia sinonimica), passiamo alle cose serie (serie, va be'... no, ho capito, niente precisazioni demenziali). Una delle caratteristiche della scrittura di Boselli, come ripetiamo tutti, è la sua natura fogliettonesca, il giocare con le coincidenze, gli incastri e le simmetrie: quasi tutto torna, da buona prassi romanzesca. Ciò fa sì che talvolta le sue trame siano in linea teorica prevedibili, perché da lettore scafato sai che un autore scafato non ti ha messo quel dettaglio lì o quell'allusione a caso, ma che prima o poi avrà un senso preciso; e più vai avanti, più quel senso diventa chiaro, prima ancora di svelarsi. Però... qui riprendo quello che diceva @Diablero in un altro topic: l'autore bravo sa farti dimenticare tutto questo, sa prenderti nella storia e sa farti trovare bella, fresca e nuova l'agnizione finale del fratello creduto morto da anni che chiunque, già dall'inizio, sa essere il finale della commedia. Qui Boselli ci riesce alla grande: non appena ci viene detto che la Vedova è leggermente meno infame di quanto sembrasse all'inizio, siamo sicuri che morirà per sbaglio per mano dei suoi stessi compagni (siamo sicuri che non morirà volontariamente per mano loro perché è sì meno infame di quanto inizialmente prospettato, ma non mostra i segni di ravvedimento di molti altri personaggi di Boselli), ma quando ciò accade il nostro non è uno sbuffo e un: "Ettipareva", ma un sorriso; però non il sorriso di chi ha trovato una sbavatura, ma il sorriso complice del lettore verso un autore che ha sì fatto ciò che era romanzescamente prevedibile, ma l'ha fatto al meglio. E magari te l'ha anche fatto capitare in un momento in cui non ci pensavi più, o in cui non te l'aspettavi. A me i fogliettoni non dispiacciono. Mi ci diverto, anche se in genere preferisco altro. Ho ad esempio una certa preferenza per le storie di genere che però a un certo punto si mostrano un po' sghembe, con improvvise irruzioni di realtà. Come quando l'autore caratterizza benissimo un personaggio e poi a un terzo del romanzo lo fa morire, per giunta in maniera banale. A volte un effetto simile nasce grazie a imprevedibili necessità redazionali. A me, ad esempio, piacque moltissimo la sequenza di Espectro nella recente "Gli schiavisti": lì si vede benissimo che Boselli a un certo punto ha allungato la storia a tre albi e si è inventato questa digressione che nella struttura della storia non ha minimamente senso... e la rende benissimo, da consumato prestigiatore che inserisce con naturalezza nel suo numero la sua assistente che inciampa e tira una culata per terra. La scrittura di una storia avvincente è anche estro, improvvisazione. Il nostro adorato fumetto popolare, con i suoi spazi limitati di revisione, le pagine già disegnate che si possono ritoccare fino a un certo punto, è un ottimo esempio di come l'arte del narrare sia ancora qualcosa di molto simile a quello che facevano i canterini medievali, che spesso improvvisavano e se qualcosa veniva leggermente storto... poco male, sarà la forza stessa del racconto a portarci oltre, buona la prima, c'è un altro orco dietro la svolta del sentiero, Orlando. Ho letto solo la prima storia e mi ha conquistato, come scrissi all'epoca nel topic relativo. La mia competenza letteraria e fumettistica è molto più ampia di una volta (fumettistica fino a un certo punto, però... come dico spesso a me i fumetti non piacciono. Mi piace Tex, mi piacciono i fumetti Disney, Asterix e poca altra roba. Ci sarebbero diverse serie a fumetti che vorrei leggere, come la Storia del West, il DyD di Sclavi, Ken Parker, Magico Vento etc., però non ho lo spazio), ma la mia scrittura si è inacidita e disseccata tanto che, ogni volta che arriva il mio compleanno, gli utenti del forum si stupiscono giustamente che io abbia trent'anni e non settanta.
  5. Mai che tu abbia letto richiami a Diablero? Ah, la sospensione di una settimana che gli comminammo tempo fa è un'allucinazione collettiva dello staff, allora... buono a sapersi.
  6. @Juan Ortega, è stato bello, ma... da questo momento la tua posizione è sotto osservazione da parte dello staff, che deciderà sulla sanzione da comminarti (leggasi: PERMABAN).
  7. Santo cielo, che cosa orribile. Tutte le mie preghiere per Emanuele e la sua famiglia, stasera, ma non solo. Dice bene @Leo. Le nostre sono conoscenze virtuali, ma col tempo impariamo a riconoscere le nostre voci e, pur non conoscendo i nostri volti, proviamo quasi affetto. A me succede con i messaggi di alcuni utenti: dopo più di dieci anni li riconosco dallo stile anche senza guardare il nome utente e l'avatar e sorrido. Li considero quasi amici che ogni tanto passano a salutarmi. Emanuele era uno di questi, anche se non interveniva da anni. Ricordo i suoi interventi con grande piacere. Con grande tristezza, in questo momento. Requiescas in pace, @Ulzana. P.S.: grazie per le tue bellissime parole, @borden. Mi hai commosso.
  8. Se la storia ha pochi commenti, poco male: una rissa su Nizzi completamente a caso e si arriva a tre-quattro pagine di discussione come niente.
  9. @andreadelussu74@gmail.com, adesso basta. Le offese personali non sono tollerate. Che tu sia un troll onestamente l'abbiamo sospettato anche noi dello staff, in alcuni momenti; ma poi abbiamo capito che sei solo una persona con evidenti limiti di comprensione. Fino a oggi abbiamo tollerato per mesi i tuoi atteggiamenti disfunzionali e i tuoi messaggi illeggibili, ma dopo aver ignorato reiteratamente i richiami dei moderatori seguitando a sporcare una discussione con interventi insensati, nonché quasi incomprensibili per quanto sono linguisticamente scorretti, e aver offeso un altro utente, la tua posizione è ufficialmente sotto esame da parte dello staff. Uno non può assentarsi due giorni che succede il finimondo.
  10. Come detto esplicitamente e inequivocabilmente da borden, solo quello con le storie brevi.
  11. Abitudine di Andrea Delussu rendere illeggibili interi topic copincollando all'interno dei propri messaggi (per sbaglio, evidentemente) paginate e paginate di roba che ha visitato prima. Lo fa spesso: di solito gli modifico io i messaggi e glieli ripulisco, dato che non lo fa lui. Ho proceduto anche questa volta.
  12. @andreadelussu74@gmail.com, gli attacchi personali non sono permessi dal regolamento del forum. Se proprio non ti stanno bene le idee di Diablero puoi contestarle rispondendogli nel merito (auguri...), oppure puoi ignorarlo; ma accusarlo apertamente di malafede e prevenzione, senza tra l'altro portare uno straccio di prova sul perché le sue opinioni sarebbero preconcette e non frutto di un ragionamento, è contrario al regolamento del forum. Ogni opinione è legittima, giusto. Quindi cominciamo col rispettare quelle altrui, altrimenti tutto è lecito.
  13. Sì, l'apprezzamento dipende proprio dall'importanza che si dà a quei difetti.
  14. Al di là che si dice obiettivo, ma va be'... andiamo al sodo. In realtà Oltre il fiume fa schifo proprio oggettivamente: come tenuta della trama, come ripetitivtà e piattezza delle soluzioni, ma soprattutto come illogicità del trucco centrale, che infrange qualsiasi regola non solo del buon senso, ma anche della logica interna alla serie di Tex. Uno può dire: "A me -Oltre il fiume- piace" e sta esprimendo un parere legittimo. Ma non può negare che narrativamente e texianamente sia una porcata, perché lo è in seguito a inequivoche risultanze di fatto.
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