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[202-203] Quattro Sporche Canaglie


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Allora...Piccola storiella di Nolitta dove usa una situazione usuale (la diligenza con il bottino da rubare), caratterizza bene i personaggi, mette Tex in difficoltà, lo rende sia tosto che filosofo (ultime vignette) contro quattro cialtroni. Storia riempitivo e disegni precisi di Nicolò.

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On 7/29/2022 at 4:11 PM, Nebulo1769 said:

Storia molto sottovalutata, con un Tex introspettivo, meno loquace del solito, malinconico e disincantato. La scena finale del saloon è la degna conclusione di quanto descritto nel racconto: al nostro eroe non resta che lasciare la città, senza più nessuna fiducia nel genere umano. Una chicca nascosta. Voto 10

Questa è una delle differenze nella "visione del mondo" fra padre e figlio.

 

Oltre alle differenze di stile, ciascun autore ha una sua visione di "come sono le cose" che trasmette nelle sue opere. può essere meno accentuata (o semplicemente più realistica tanto che il lettore non la vede, gli sembra "tutto vero", come negli anni 50 appariva normale magari il personaggio del nero ingenuo e scemotto che oggi spicca come razzista: la visione dell'autore è identica, ora la noti perchè non è più la tua), o può essere spiattellata ed evidente, con effetti fastidiosamente didascalici e paternalisti (tipo le storie attuali dove i cattivi sono sembra bianchi maschi etero e se vedi un personaggio di colore o gay sai che non solo è buono ma è pure perfetto sotto ogni aspetto). È da questo fatto perfettamente evidente che deriva l'idea molto in voga negli anni 70 che "tutto è politica" o "tutte le storie fanno politica", basata sullo scambiare ogni affermazione che riguardo l'umanità e la società con un affermazione politica.

 

Nelle storie di GL Bonelli, l'ho già sottolineato molte volte, la visione dell'umanità è positiva: la gente magari può essere spaventata, o può essere ingannata dal cattivo di turno, ma fondamentalmente tendono se ben informati a fare la cosa giusta. Quante volte abbiamo visto comuni cittadini schierarsi con Tex e aiutarlo, anche quando era un fuorilegge? Quante volte abbiamo visto le vittime rappresentate in maniera addirittura eroica? (pensate ai commercianti di Goldeena in "massacro"). Questa cosa si riflette persino nella rappresentazione dei criminali: nelle storie di GL Bonelli quante volte abbiamo visto gente diventata criminale per debolezza o sfortuna (la famiglia in "il cacciatore di taglie", Juan Ortega in "Inferno a Robber City, etc.) o anche criminali incalliti che, nel momento decisivo, mostrano che non erano poi marci fino in fondo? (anche per questo sostengo che ne "la grande invasione" la rappresentazione dei carcerati è perfettamente GLBonelliana, oltre che Boselliana: l'idea dei personaggi negativi di GL Bonelli come cattivi da operetta è una delle tante puttanate sparse da Nizzi e dai fanzinari lecchini che le copiavano a pappagallo per puro pregiudizio)

 

Per Nolitta NO: la visione dell'umanità di Nolitta è sostanzialmente negativa. Con Nolitta sono invece i personaggi "buoni" che messi alle strette mostrano quanto siano corrompibili, disonesti, avidi (quante volte in Mister No lo abbiamo visto?), la folla dei cittadini se la prende sempre con i "buoni", etc.

 

Da questo punto di vista, e con le ovvie distinzioni fra i vari autori, quello che vedo è che in generale:

 

- GL Bonelli e Borden hanno una visione positiva della natura umana (meno in Borden, ma comunque il saldo è positivo)

 

- Nolitta, Ruju, Nizzi hanno una visione negativa e pessimistica (li ho messi in ordine calante di pessimismo, Nolitta aveva un pessimismo cosmico fuori scala, ma Ruju con le sue folle che se la prendono sempre con la gente sbagliata supera il comunque già pessimista Nizzi: quest'ultimo più che mostrare folle omicide tendeva a rappresentare la gente come avida e pronta a vendersi, e in generale dava motivazioni puramente egoistiche ad ogni cosa, persino il suo Tex doveva darsi motivazioni egoistiche per alzare il culo e andare ad aiutare qualcuno, quante volte dice cose tipo "devo andare a salvare quella gente, mi tocca, devo un favore al Generale Davies"?)

 

- Gli altri: ancora non l'ho capito, non ne ho letto tante storie.

 

Notare che GL Bonelli è il più ottimista e Nolitta è il più pessimista: metterli uno dopo l'altro non può che accentuare questa differenza (se aggiungiamo poi le differenze stilistica e la visione del personaggio, davvero Nolitta era l'ultima persona alla Bonelli che avrebbe dovuto scrivere Tex...)

 

 

 

Edited by Diablero
  • +1 4
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  • 2 years later...

Riletta in questi giorni per commemorare il 15° anniversario della scomparsa di Sergio Bonelli.

 

Un buona storia nolittiana, con una trama che scorre via piacevolmente e con un Tex più tosto che mai.

 

Il titolo "Quattro Sporche Canaglie" è un po' troppo ottimistico, visto che Tex ne deve affrontare ben 8 di sporche canaglie: oltre alla gang formata da Kaminsky, Norton, Hobbs e Ratón, ci sono anche i tre Mescaleros liquidati all'inizio della storia e soprattutto il gambler Wendell, altro fior di furfante.

 

Non viene però specificato che fine abbia fatto Obregón, ovvero il proprietario del posto di scambio assaltato dai banditi, è facile pensare che sia stato eliminato.

 

Kaminsky è l'unico che salva la pelle ma viene consegnato alla giustizia. Basterà per neutralizzarlo o potrebbe tornare...!

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