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Diablorojo82

Ranchero
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About Diablorojo82

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    gabriele vallefuoco

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  1. Allora...Storia che mi ha convinto poco quella imbastita da GLB e Ticci. Nella seconda parte Tex e Carson fanno veramente ben poco, alla fine le pallottole definitive per Carver, la sorella e il marito le sparano gli scouts apache. Anche nell'albo precedente, la fuga fittizia dal carcere di Yuma, vede come protagonista Dick. Nell'albo precedente i pards fanno veramente il minimo sindacale. Di questa storia salvo i disegni di Ticci e un po' d'azione ma per il resto è stata molto deludente( alla faccia delle lamentele degli ultimi anni). Buco nell'acqua stavolta per GLB. Se uscisse oggi questa storia con Nizzi o Faraci o Ruju sul tamburino secondo me ne leggeremmo delle belle. Sarò malpensante... Concordo al 100%
  2. Allora...Non faccio i confronti con i vecchi numeri e cerco di godermi la storia. Boselli, sfruttando il solito ottimo De Angelis, intreccia i suoi fili con quelli di GLB e lo fa mantenendo un buon ritmo, con tanta azione e con personaggi "vivi" e non posticci. Tanta roba...
  3. Allora…Storia non malvagia quella imbastita da Ruju con Font al comparto grafico. Lo sceneggiatore sardo presenta una discreta carrellata di personaggi, li tratteggia e cerca di svilupparli all’interno della vicenda. Qualcuno riesce bene, qualcun altro non convince. Sono protagonisti tutti e quattro i pards che si dividono per seguire due filoni paralleli. Non mancano qualche difficoltà ma sono abbastanza gestibili. Ruju in generale è un affidabile mestierante, non ci sono tamarrate eccessive, non ci sono grandi spunti. I due albi beneficiano dei pennelli “sporchi” di Font che, al netto di qualche discutibile proporzione, sono efficaci.
  4. Allora...Questa è una di quelle occasioni dove ci può essere un "problema" con la Storia. Boselli ci porta nuovamente, come tema e ambientazione, durante la Guerra Civile americana, ci mostra in questo caso come una banda di rapinatori (i fratelli Reynolds) possa aiutare la causa della Confederazione. Cosa ruota intorno alle due fazioni, i pensieri, le azioni, le emozioni, gli strascichi della guerra. Lo fa usando Kate Warne, personaggio ben noto ai lettori di Tex Willer (oltre al Texone di Dotti) e il giovane Kit Carson. Qualcosa forse stona con Kit, nel senso che per un bel pezzo dell'albo non è molto coinvolto, ma poi ci metterà del suo. Kate è resa un po' più "umana" e meno professionale rispetto ad altre uscite ma è molto presente nella storia. Globalmente questi progetti di Boselli sono ambiziosi e non banali (innestare nella vera Storia uno o più pards), in questa occasione come al solito ho apprezzato l'obiettivo forse però non sono stato molto coinvolto (il Texone di Dotti mi trascino letteralmente dentro la guerra). Speciale però molto "speciale" come format (senza Tex), dove ai pennelli il buon Atzori se la cava egregiamente, pur non raggiungendo però le vette di altri disegnatori che su Tex Willer la fanno da padroni.
  5. Allora...Lette queste due storie del Maxi e devo ammettere che non mi sono dispiaciute. La prima, quella di Mignacco con il tratto pulito di Cossu, è di ambientazione classica con una Cowtown come location, rodeo, vacche, tori, vitellini e i soliti personaggi (boss locale, suo braccio destro e sceriffo non irreprensibile). Nonostante questa "semplicità" la storia scorre, i nostri pards fanno il loro e non ci si annoia. Cossu, che non mi entusiasma, ha fatto secondo me un egregio lavoro. Nella seconda storia mi è piaciuta l'idea di Rauch, come ha sviluppato i personaggi, la dose di violenza, le difficoltà di Kit, la risolutezza di Tex (fin troppo avventato alla stregua del formato Tex Willer). Siniscalchi al comparto grafico è molto più diciamo "sporco" di Cossu ma rende bene il clima e l'ambientazione. Così, così sui volti. Globalmente un discreto Maxi.
  6. Mi sembra di aver capito che il format storie brevi sia concluso. Chiediamo conferma a @Carlo Monni 😉
  7. Allora...Purtroppo siamo al capolinea di questo format, le storie brevi, che mi è sempre piaciuto e per vari motivi : l'agilità nella lettura, la sperimentazione tra sceneggiatura e disegni. Una vena di malinconia c'è tra le varie storie, c'è una bella preponderanza di donne più o meno protagoniste, c'è un Tex che lascia spazio o a Kit o a altri personaggi. Globalmente non mi sono dispiaciute. Partendo dal comparto grafico, la prima storia con Scibilia e la Piazza mi è piaciuta molto. Uno stile non banale e non comune, colorazione che ne evidenzia i pregi (sembra un videogame). Non male anche Cipriani (terza storia), Perovic e Ghion (quarta e quinta storia) si difendono bene, Algozzino (seconda storia) poco convincente. Passando al comparto sceneggiatura... Troviamo il solito "ambizioso" Boselli che mette sul piatto una storia di superstizione(prima) e un'altra di onore medico(quinta), ambiziose e secondo me efficaci. Algozzino oltre ai pennelli pensa anche alla sceneggiatura e ci mette un bel po' di malinconia(seconda storia). Malinconia, tristezza e neorealismo con un Barbiere classico e forse un po' scontato (terza storia). Il solito Ruju con il colpo ad effetto nella quarta storia non dispiace al netto delle "solite" trovate dello sceneggiatore sardo. Si chiude un format interessante, ogni tanto sfoglierò e leggerò qualcuna di queste storie brevi e sono sicuro che ne trarrò forse più soddisfazione di qualche uscita della regolare che si trascina per mesi e mesi.
  8. Allora...Recuperata questa storia nel mio percorso di immersione negli albi più datati, devo ammettere che la partenza era stata gustosa. Cammelli, tuareg, eventi e situazioni insolite, fanatici religiosi, profeti. GLB ha sempre il suo stile diretto e riconoscibile, battute asciutte, senza fronzoli, freddure, battute. Nicolò ai pennelli è come lo sceneggiatore, cioè efficace ed essenziale. La storia però si sgonfia man mano e l'ho finita a fatica. Un bel colpo di scena e diverse sparatorie. Un po' di guerriglia e strategia, l'ingresso in campo di Cochise e alla fine una pax texiana. Mi aspettavo di più, quindi alla fine è stata una lettura con non molte soddisfazioni.
  9. Mmm...Su Majo non sono allineato. Mi era piaciuto di più sul Texone. Manfredi ha fatto una storia solida, con pochi fronzoli, con temi sociali e anche qualche introspezione. Sicuramente si respira la frontiera, e la polvere che c'è.
  10. Allora...Manfredi per la sua ultima fatica si lascia andare ad un primo albo straricco di sparatorie e da azione. Nel secondo cerca di tirare un po' il freno e di chiudere il cerchio degli eventi. Così e così i disegni di Majo (me lo ricordavo meglio), globalmente la storia è dinamica e un po' stile Magico Vento (sul sociale), Tex e Carson sono efficaci e non stonano, in generale una storia che non ruba l'occhio ma non annoia. Farò una seconda rilettura sicuramente e già è un buon segnale.
  11. Allora...Alcune tavole di De Angelis valgono il prezzo del biglietto come si suol dire. L'artista campano pennella che un piacere e nobilita la sceneggiatura "solida" del Bos. Un po' di fanatismo, messicani brutti, sporchi e cattivi, sceriffi sul pezzo, un Tex furbo, istintivo, guascone e indomito, sbaraglia i nemici e salva fanciulle indiane. Boselli equilibra un po' tutto cucinando un discreto trittico prima della "rilettura" Mefistofelica che ci aspetta, "sfruttando" le grandi idee di GLB.
  12. Bah...Mi fermo a questo Texone e ci vedo cose stonate, poco funzionali, all'interno di una lunga storia con poche sparatorie, una bella rissa, qualche siparietto simpatico. Al netto dei validi disegni di Seijas, troppi "meno" e pochi "più".
  13. Allora...Al netto dei disegni di Seijas, sempre accattivanti ed espressivi, questa storia non mi ha convinto molto. I Pards che si slacciano i cinturoni, Tex che "redarguisce" Tiger, lo sceriffo che mette a posto Tex, un po' troppe note stonate. Forse queste note messe dal buon Nizzi erano propedeutiche alla trama ma non mi ha convinto nelle scelte. Alla fine tutto abbastanza facile per Tex & soci, avranno sparato un paio di colpi e fatto un paio di pestaggi. Lamont, covo di serpi sicuramente ma non molto impegnative. Non male la caratterizzazione dei personaggi, il vecchio Martin, la disperata, la maliarda approfittatrice, però pietanza insipida. Venivo dalla Texone del Bos, I Pionieri, e non c'è partita.
  14. Allora...Boselli imbastisce una storia usando molte delle sue solite frecce (vari personaggi, alcuni "grigi", colpi di scena e ribaltamenti di fronte), lungo la Oregon Trail troviamo storie di speranza, redenzione, ambizione, avarizia, superstizione, fratellanza, disperazione. I pennelli di Andrea Venturi aiutano il dinamismo che Boselli ricerca nella sua sceneggiatura, alcune tavole sono da incorniciare, altre non rubano l'occhio ma sono efficaci. Globalmente la pietanza cucinata dal Boss mi ha tenuto incollato alle pagine, ed è già una buona notizia, non ha "bucato" lo schermo come in altre sue storie ma non sempre possiamo pretendere la luna. Le epopee dei pionieri sono sempre un tema interessante perché ci raccontano di come gli USA si sono sviluppati, di chi non è riuscito a giungere alla fine del viaggio, del classico assalto da parte degli indiani fomentati e armati da rinnegati contrabbandieri.
  15. Allora...Tra Storia e leggenda si dipana la vicenda di Lozen, sorella di Victorio, con intrighi, vendette e fughe. I meravigliosi pennelli di Del Vecchio (uno dei miei disegnatori preferiti), arricchiti dai colori di Laura Piazza, danno lustro alla narrazione di Barbieri. Sceneggiatura forse che fa emergere il personaggio di Lozen e forse rende meno accattivanti gli altri. Tex e Tiger si limitano in fin dei conti a un po' d'azione e più che altro a inseguire, condurre ed ascoltare. Ho letto cartonati migliori e quindi Barbieri non mi ha "catturato". Globalmente non malaccio ma è il comparto grafico ad eccellere. Concordo su molte cose (tranne che su Del Vecchio) però sono meno "cattivo". Non il peggiore tra i cartonati per me, poi la figura di Lozen emerge molto ed è fondamentalmente la protagonista. Non mi ha infastidito molto la sua efficacia perché la ragazza tra mistico, magico e pratico deve essere un po' sopra le righe. Ci può stare ma secondo me le note non avrebbero stonato, sia per chi non le ha lette, sia per chi è curioso o smemorato (io ad esempio).
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