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TWF - Tex Willer Forum

Diablero

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Everything posted by Diablero

  1. Vogliamo ricapitolare le "scoperte" di Tex? userò LE SUE ESATTE PAROLE, esattamente COME LE HA SCRITTE NIZZI. "il primo sospetto mi è nato quando mi sono accorto che la tua ferita alla fronte non sembrava provocata da un proiettile" [notare che mentre Tex ha potuto osservare la ferita, lo sceriffo non ha potuto farlo, perchè è andato verso il luogo della rapina con Carson mentre il ragazzo andava a casa col padre a medicarsi. il piano dei rapinatori fa comunque ridere perchè chiunque fosse arrivato avrebbe notato che la ferita non era da proiettile, ma hanno avuto l'incredibile fortuna che chi se ne è accorto - Tex - poi se ne andava via senza dirlo a nessuno, nemmeno a Carson] "il secondo sospetto mi è venuto non trovando la borsa che doveva contenere il denaro" [perchè nel loro piano diabolico, quei banditi dementi non hanno minimamente pensato non solo a questo, ma nemmeno al fatto che un intera banca poteva testimoniare che non aveva ritirato denaro e una città intera poteva testimoniare che non aveva preso la diligenza] "infine, i tuoi complici hanno commesso l'errore di riportare in città il cavallo con cui avevi raggiunto il luogo dell'agguato, che ormai non ti serviva più" infatti, in precedenza Tex aveva già identificato le tracce di due persone con tre cavalli. Arrivando in paese chiede chi è arrivato nell'ultimo periodo. E sono arrivati i Fratelli Stoker, e solo loro, con 3 cavalli. E hanno ancora nella sella i soldi rubati (sono andati in città, con i tre cavalli, hanno bevuto, e per tutto il tempo avevano i soldi della rapina nella sella? Non hanno mai pensato a nasconderli?] Cioè, a quel punto, pagina 82 (dopo sole 16 pagine) Tex ha già tutti gli elementi, addirittura sa già CHI HA FATTO LA RAPINA, ha il nome dei rapinatori. Tanto che va alla cantina a cercarli! Solo che non li trova. E cosa fa? MANGIA DA SOLO TUTTA LA TORTA DI MELE (pagina 86) e SE NE VA VIA! Senza dire nulla! Cioè, per il Tex di Nizzi, è MOLTO più importante mangiare l'immancabile bistecca, patatine, e torta di mele (tanto da dedicarci TRE PAGINE in una storia di 32, rendendola la sequenza più lunga e più importante dell'intera vicenda - ma si sa che il suo Texoldo Sbaffini di attività principale fa lo sketch comico del mangione, non il ranger) che non avvertire lo sceriffo e rendere giustizia a tre vittime innocenti assassinate! Se ne frega completamente. Notare anche una cosa: i fratelli Stoker sono andati a preparare l';agguato a Tex e Carson. Perchè? Il padre del ragazzo ha SOLO SENTITO I LORO NOMI. Non ha motivo per ritenere che abbiano sospetti e non sa nulla delle loro intenzioni. E che fa? Va dai complici a dirgli "Poco fa ho visto Carson e c'è pure Tex! Non li conosco ma ho letto sui giornali che sono ranger pericolosi, sicuramente staranno qui a torchiare tutti finchè non ci trovano, quindi adesso andate ad appostarvi lungo la strada che faranno subito fra due ore per andare via al più presto e fateli fuori" [o forse gli ha detto il contrario "sicuramente se ne andranno, quindi ammazzateli sennò non se andranno finchè non ci arrestano", insomma, comunque è una cosa priva di senso) Notare che i due complici non hanno visto Tex e Carson. Quali erano i loro ordini, "fate fuori tutti quelli che passano da questa strada stanotte"? Infine, un quiz per i fan di Nizzi (o anche per gli altri, se vogliono cimentarsi con l'impossibile illogicità di questa storia): da dove l'ha capito Tex, a pagina 96, che il ragazzo "è stato costretto dal padre", se con il padre non ci ha mai parlato e con il figlio ha solo ascoltato il racconto (finto) della rapina e poi non l'ha più visto?
  2. Lo dice lo stesso Tex, più avanti. Ma l'hai letta la storia? TUTTE le "prove" che porta, nelle pagine finali, sulla colpevolezza del ragazzo, sono precedenti alla sua partenza e dice LUI che se ne era era già accorto. Notare che sarebbe partito senza DIRE NULLA allo sceriffo, lasciando ad "arrangiarsi", anche se sceriffo non essendo stato presente alla scena, per esempio non poteva sapere com'era la ferita prima di essere medicata. Insomma, Tex gli ha deliberatamente nascosto delle prove, e poi se ne stava andando fregandosene di tutto... Ok, a questo punto non te lo chiedo nemmeno più, è chiaro che la storia non l'hai letta, al massimo l'hai sfogliata. Tex e Carson non stavano "arrivando". Vedono da molto lontano gli avvoltoi calare, e spronano i cavalli per andare a vedere cos'è successo. Arrivano che gli assalitori se ne sono andati da un pezzo e gli avvoltoi si sa che non scendono finché non è tutto fermo. Insomma, il ragazzo si è piazzato lì, in attesa di qualcuno (probabilmente lo sceriffo quando la diligenza non sarebbe arrivata in orario), con l'intenzione di stare fermo mentre gli avvoltoi beccavano i cadaveri, mentre i suoi compari si erano allontanati da ore (gran piano, eh?) E non c'è una sola ragione al mondo perché lo faccia. Nizzi non ne dà nessuna. E anche chi difende la storia, finora non è stato in grado di arzigogolare un qualunque motivo per una mossa così stupida e insensata. Davvero, non ha un senso.
  3. Perdonami Sandro, ma trovo la tua risposta una non-risposta, una maniera per deviare il discorso invece di entrare nel merito delle critiche, per ragioni sia logiche, che narrative, che di metodologia. Per la logica: Il fatto che ANCHE le altre storie possano avere difetti, non CAMBIA NULLA della valutazione della storia di Nizzi: non è che se la pubblichi di fianco ad una storia pessima, una storia brutta diventa improvvisamente bella e ben scritta. Al massimo si può dire che LA TROVI MAL SCRITTA ANCHE TU, E PURE LE ALTRE. Cioè, al limite una replica come la tua potrà PEGGIORARE il voto sull'albo (trovando nuovi problemi), non è possibile migliorare il giudizio su un fumetto... trovandogli molti più difetti. Per ragioni narrative: Non puoi paragonarmi una caratterizzazione che non ti convince del giudice, che è un personaggio usa-e-getta di una storia di 32 pagine che non si rivedrà più, con LO SBAGLIARE COMPLETAMENTE LA CARATTERIZZAZIONE DI TEX. I lettori (e in particolare, io) leggono Tex sperando DI TROVARCI TEX, non "sperando di trovarci il giudice". E se un autore sbaglia (io non ne sono convinto, ma sui dettagli magari ti rispondo dopo con più tempo) la caratterizzazione del "giudice"... beh, farà meglio la prossima volta, ma un autore CHE TI FA UN TEX MENEFREGHISTA CHE SE NE FREGA DELLE VITTIME... beh, quello NON PUÒ SCRIVERE TEX. (e infatti non lo scrive, da anni racconta le avventure di Texoldo Sbaffini, goloso pasticcione incompetente codardo ed egoista) Per ragioni metodologiche: Il tuo post si basa sulla tua tesi che "hai fatto come me", andando a cercare i difetti (alcuni davvero tirati per i capelli) con il lanternino. Ma non è così. Non ho usato nessun lanternino. Nizzi ci tiene moltissimo al fatto che tutti i lettori capiscano bene com'è questo Tex: che se ne freghi delle vittime e "sia una grana dello sceriffo" lo ripete più e più volte. Quando leggi ""Inutile che stiamo a scervellarci, questa rogna dovrà grattarsela lo sceriffo" "Parole sante! Noi dobbiamo pensare a zavorrarci bene lo stomaco!" non hai nemmeno bisogno di leggere il nome dell'autore, dai, LO SAI GIÀ CHI È! Non stiamo parlando poi di una storia "con qualche falla", stiamo parlando di UNA STORIA TANTO ASSURDA E STRAMPALATA E PRIVA DI SENSO DA ARRIVARE AL RIDICOLO. il piano dei "cattivi" non è senso dall'inizio: invece di nascondersi, piazzano lì uno di loro che nessuno ha visto nella carrozza alla partenza e che non ha ritirato i soldi in banca. Non c'era bisogno di Tex, bastava interrogare un cassiere ed era fregato. Non possono aver lasciato lì le ricevute, quelle le tiene ovviamente la banca. Il bandito si procura una ferita e si mette lì, anche se prima di diverse ore o di giorni nessuno sarebbe andato a cercare la diligenza. Tex in base ai suoi dialoghi successivi ha già capito che è una finta, ma... se ne frega e se ne va via senza nemmeno rivelare i suoi sospetti allo sceriffo. I banditi si appostano a caso senza sapere se Tex sarebbe passato di lì e quando, e ci prendono. Maddai, dire che questo è un cercare i difetti con il lanternino è un insulto all'intelligenza, questa storia TRASUDA di boiate e assurdità, come cavolo avrei potuto ignorarle? Non accorgermene? Dovevo leggere la storia ad occhi chiusi?
  4. Che vuoi che ti dica? L'amore è cieco, e quindi è ovvio che non si faccia dissuadere da quello che è effettivamente scritto, nero su bianco, in una storia....
  5. Come ogni volta, sono stato indeciso se comprare l'ultimo "odiato" (per me è una serie senza senso, paghi di più per avere di meno, il colore copre e danneggia e non aggiunge) Color Tex, e come ogni volta (fino a quando?) ha vinto il collezionismo completista del "non posso non comprare un Tex inedito"... Andando in dettaglio nelle singole storie: La casa del giudice (Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli Disegni e colori: Massimo Carnevale) Storia abbastanza carina, e per una volta i colori sono un po' più armonizzati ai disegni (bella forza, direte, li ha fatti la stessa persona... però a volte ho visto colorazioni pessime fatte dallo stesso disegnatore, se uno è bravo a disegnare non vuol dire che sia bravo anche a colorare). Cose positive: il ritmo sostenuto, con cui il Bos riesce a chiudere una vicenda abbastanza complessa in sole 32 pagine, utilizzando soprattutto un "montaggio" serratissimo e dialoghi che riescono a dare un sacco di informazioni senza essere innaturali o diventare gli esecrabili "spiegoni" Cosa negativa: come già accaduto nel Texone, la spiegazione "razionale" alla fine diventa quasi meno verosimile di una sovrannaturale (faccio meno fatica a credere in uno spettro, che al fatto che Tex sia riuscito a creare una simile messa in scena con tanti "attori" convincendoli tutti...) e toglie forza alla storia proprio nel finale. Rotaie (Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju, Disegni: Luca Michelucci, Colori: Oscar Celestini) Disegni un po' "ingessati" che non mi sono piaciuti molto, ma se davvero è il primissimo fumetto pubblicato in assoluto di Luca Michelucci, come appare dall'introduzione, beh, ne ho visti tanti esordire anche peggio e poi diventare ottimi disegnatori con l'esperienza (mi lascia giusto perplesso il fatto che oggi l'esperienza alla Bonelli la facciano fare su Tex...) Il colore qui decisamente non aiuta, visto l'effetto "ingessante" che il colore ha SEMPRE (rendendo molto più "statico" il disegno, rispetto al b/n), evidenzia proprio i suoi punti deboli. Sulla pista per Prescott (Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi, Disegni: Giuseppe Candita, Colori: Erika Bendazzoli) Nizzi, Nizzi, Nizzi... mi stavo rileggendo l'inizio di "Ritorno a Culver City" recentemente (per valutare quanti errori avesse fatto nella continuity texiana), e mi aveva ricordato quanto il Tex di Nizzi fosse spesso rappresentato dall'autore come menefreghista, egoista e abbastanza meschino, uno "sbirro" che timbra il cartellino ma non gliene frega poi molto (quanta differenza con il Tex di GL Bonelli che ha abbandonato il corpo dei rangers una mezza dozzina di volte per seguire il suo senso della giustizia...). Nel "ritorno a Culver City" Tex, dopo aver letto che il figlio dell'uomo che uccise suo fratello spadroneggiava a Culver City, e che un innocente rischia grosso, e dopo che un vecchio giudice lo implora di aiutarlo... starebbe volentieri con il culo al caldo senza alzare un dito, e si smuove solo perchè altrimenti ha paura che i suoi superiori si incavolino (cioè, ha paura di perdere il posto o di subire una lavata di testa dal "capo") Ancora con il ricordo di quella pessima impressione e di quel tex disgustoso, mi metto a leggere questa storia... e ritrovo di nuovo per Tex menefreghista e sfaticato. Tex ha notato che il racconto del ragazzo non fila, si è reso conto che la ferita è finta, e che probabilmente era d'accordo con gli assassini, e che fa? Se ne frega! Non sono cavoli suoi, NON DICE NIENTE ALLO SCERIFFO e SE NE VA VIA! Il menefreghismo di Tex è sottolineato, come solito di Nizzi, più e più volte, perché sia chiaro anche al lettore più distratto (inutilmente, un sacco di lettori non lo vedono comunque, non importa quanto Nizzi si sforzi). A pagina 81 per esempio c'è questo dialogo che fa capire bene le priorità dei due pards: "Inutile che stiamo a scervellarci, questa rogna dovrà grattarsela lo sceriffo" "Parole sante! Noi dobbiamo pensare a zavorrarci bene lo stomaco!" Mi aveva meravigliato un po' il fatto che nel corso della storia Tex si dimostri abbastanza intelligente da notare qualcosa di strano (molto inconsueto, nelle storie di Nizzi), ma penso che sia solo per aumentare l'immagine da menefreghista (il fatto che abbia cose da dire allo sceriffo e non lo fa, fregandosene totalmente), infatti le deduzioni di Tex NON SERVONO A NULLA, la "soluzione" del caso arriva, come sempre, dalla ridicola dabbenaggine dei "cattivi" Già il piano iniziale era pieno di buchi (perchè mettere il ragazzo con la finta ferita, se chiunque guardando la ferita avrebbe potuto vedere che era finta, e soprattutto visto che tutti avevano visto partire la diligenza senza il ragazzo? Poi qualcuno dovrebbe spiegare a Nizzi che le ricevute, quando si preleva denaro, le tiene la chi dà il denaro, non se le porta via chi l'ha prelevato, altrimenti che "ricevute" sarebbero?), ma poi questi geni del crimine dovrebbero solo STARE FERMI. Tex e Carson se ne fregano e stanno andando via. I banditi lo sanno che stanno andando via, e infatti li aspettano sulla strada per andare via. Come fa un bandito ad essere così cretino da non capire che se Tex sta andando via sulla strada per andare via, vuol dire che va via, e non sta rimanendo lì? Davvero, banditi così stupidi come quelli delle storie di Nizzi non li vedo manco nelle comiche di Stanlio e Ollio...) Comunque, alla fine il menefreghista Tex si trova sotto al classico agguato da banditi guerci che ti mancano da tre metri delle storie di Nizzi, ne cattura uno, e lui non solo è tanto servizievole da raccontare tutto, ma ha nella sella il denaro della banca ancora con le fascette che lo rendono riconoscibile Il finale è molto "nizziano", nel senso che come al solito Tex si è fatto fregare da un vecchietto, è sotto tiro, ma per fortuna viene salvato da Carson e dagli uomini dello sceriffo, che prudentemente Carson era andato a chiamare, visto che si trattava di affrontare in due avversari temibili come un vecchietto e un ragazzo! E il bello è la frase finale dello sceriffo, che fa da chiosa perfetta a questa farsa buffonesca! "La vera iella di Crandall è stata quella di essere inciampato in due vecchie volpi come voi" Ma se se ne stavano andando, senza dire niente allo sceriffo! La vera iella di Crandall è che è un totale idiota, e non si è nemmeno accorto che li aveva già fregati, Willer e Carson, e bastava che non faceva nulla, e il suo piano sarebbe perfettamente riuscito, grazie alla loro complice indifferenza! Ma qualcuno glieli controlla i testi a Nizzi prima della pubblicazione? Il mio nome è Waneka (Soggetto e sceneggiatura: Filippo Iiriti, Disegni: Giovanni Bruzzo, Colori: Erika Bendazzoli) Dopo aver letto la nizzata precedente, da una parte sono di pessimo umore e poco propenso a perdonare storie deboli, dall'altra rispetto a Nizzi ormai tutti sembrano dei grandi sceneggiatori, quindi sospendo il giudizio sulla storia, non certo aiutata dai disegni di Bruzzo (in alcune vignette Tex sembra deforme) La colorista, Erika Bendazzoli, come anche nella storia precedente, usa il colore in maniera più elaborata cercando di renderlo più "protagonista", vedere per esempio lo sfondo della seconda e terza vignetta di pagina 111, ma in generale un po' tutti i cieli, con riflessi e nuvole. Si scontra però con un paradosso tipico di molti disegnatori "moderni": uno dei problemi di molti disegnatori moderni è che distraggono l'occhio con dettagli e sfondi facendo perdere di vista l'azione (dovrebbero riguardarsi i vecchi film di John Ford e come costruiva le inquadrature con gli attori al centro, visto che dai vecchi maestri del fumetto pare non vogliano imparare). Oggi si cerca di usare il colore per arricchire le tavole (o omogeneizzarle), ma più un colorista si fa notare, più ha lo stesso effetto, che si somma a quello del disegnatore.... Al palo della tortura (Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju, Disegni: Aldo Di Gennaro, Colori: Matteo Vattani) Per contendere a quella di Nizzi il titolo di peggiore storia dell'albo ce ne voleva, ma qui Ruju quasi ci riesce. Sono dovuto tornare a guardare il nome dell'autore per verificare che non fosse ancora Nizzi, il Tex che come un pirla cancella lui stesso le tracce che provano la sua innocenza, per seppellire degli apaches (non mi ricordo più, nei loro riti funebri gli Apaches si facevano seppellire? In ogni caso anche se non sa cos'è successo Tex sta coprendo gli assassini nascondendo i corpi) e che si fa spiare senza accorgersi di nulla da una dozzina di persone, completamente allo scoperto, da meno di dieci metri di distanza (vedere pagina 147) che fanno conversazione, per diverse vignette, con lui che senza notarli continua ad andare avanti e indietro con i corpi... dai, è una scena comica! Come è comico Tex che corre, a pagina 160, ad affrontare il bianco che ha sparato e ucciso diversi Apaches... con gli apaches fermi e tranquilli che stanno a guardare! Boh, alla fine ho chiuso questo color pensando la stessa cosa che ho pensato dopo aver letto molti dei precedenti: "questo è l'ultimo, basta, non li compro più"....
  6. La loro (a parte Freud, che non so quando ne ha parlato) parlavano di cinema, e riprendevano a loro volta "regole" provenienti dal teatro. Situazioni in cui hai una progressione temporale continua (non puoi tornare indietro a rileggere una pagina) e spettatori con un attenzione limitata su cui non puoi fare molto affidamento. L'attenzione dello spettatore deve essere portata verso le cose importanti, senza distrazioni. La pistola crea aspettative che vengono soddisfatte immediatamente, entro un ora o due al massimo. In un fumetto pubblicato ad episodi, quella pistola potrebbe sparare tre albi dopo dopo tre mesi, quando il lettore se ne completamente dimenticato. Che delusione c'è se non spara? Ormai da un sacco di anni, è venuta la "moda" da parte degli "autori di tendenza" di fare fumetti che "devono essere come il cinema", ovviamente per riuscirci bisogna tagliare e castrare tutte le cose che il fumetto sa fare e il cinema no (quindi, niente didascalie, preferendo dialoghi artefatti, innaturali e spiegazionistici, per esempio), ma per me è un atto masochistico che mostra un forte complesso di inferiorità verso il cinema, fa pensare che questi autori avrebbero tanto voluto fare cinema, e si vergognino di fare fumetti... Il fumetto per me è una forma di letteratura, non "cinema su carta", e quindi vale piuttosto la regola generale che non ci devono essere cose inutili, quindi basta che la pistola serva a qualcosa nella storia (mostrare che il padrone di casa sa usare le armi, descrivere un ambiente minaccioso) anche se poi non viene più ripresa. Il vaso da fiori serve in quel momento a Bonelli per mostrare che Tex è una persona prudente e che non vuole mettere in pericolo la signora presso cui alloggia, e quindi va benissimo (non dubito che in quel momento Bonelli pensava di riprendere poi quel filo nel corso della storia e poi abbia cambiato idea, ma il fatto che non l'abbia poi fatto non mi ha mai lasciato perplesso, perchè la scena "funziona" comunque)
  7. Il problema principale che ci vedo, è che è una storia "con un grande avvenire dietro le spalle", cioè, tutte le cose importanti sono avvenute PRIMA. "In scena", Tex avrebbe di fronte solo l'ennesimo avversario che lo odia e vuole ucciderlo, con normalissimi pistoleri prezzolati. Tutte le parti che caratterizzano in maniera più originale il "cattivo", cioè il fatto che prima ammirasse Tex, la sua storia, cosa gli è successo, etc... dovrebbero essere narrate, a Tex o a qualcun altro, in un lunghissimo "spiegone" in mezzo alla storia. Oltretutto, la motivazione "è impazzito", è abusata proprio perchè è troppo facile, e qui infatti viene utilizzata per trasformare un fan in un nemico acerrimo. Perché? "Perché è impazzito". Un po' troppo facile...
  8. Quota nell'altro thread, poi fai copia-incolla in quello in cui vuoi rispondere.
  9. La Bonelli ci reicasca con le variant... https://www.sergiobonelli.it/news/2020/11/20/news/torna-il-texone-di-magnus-1008925/ (ho postato qui perché la discussione sulle variant di Villa è stata nel thread sul Texone di Villa, se è meglio creare un thread apposito chiedo ad un moderatore di crearlo spostando questo post) La nuova edizione del Texone di Magnus esce il 3 dicembre in libreria a 34,90 Euro, ma il 9 dicembre sarà venduta solo direttamente dallo shop Bonelli e dal Bonelli point di Milano una edizione "limited" in "sole" 1996 copie a 64,90 Euro. La scelta del numero 1996 la trovo abbastanza di dubbio gusto. Cosa si omaggia, la sua morte? Era meglio fare 2000 copie senza certe scuse....
  10. C'è anche il problema del nome. In breve, senza voler fare un elenco dei vari interventi che hanno complicato la questione: 1) la prima storia di Tex, "il totem misterioso", è ambientata a CAlver City, e ha come avversario COFFIN, e si capisce dai dialoghi che hanno già conti in sospeso. Nella prima versione (poi censurata nelle ristampe) Tex vuole uccidere Coffin, non gli passa nemmeno per l'anticamera del cervello di "consegnarlo alla giustizia" o robe simili. Dopo averlo perseguitato per un po' gli entra in camera la notte per ucciderlo, e lo uccide. 2) Quasi vent'anni dopo, dovendo raccontare le "origini" di Tex, GL Bonelli ambienta la vendetta che porterà Tex ad essere un fuorilegge in una città chiamata CAlver City, e fra gli avversari c'è un certo COFFIN che riesce a fuggire. Ma guarda che strana combinazione! Si potrebbe quasi sospettare che non sia un caso, e che GL Bonelli volesse che fossero la stessa città e la stessa persona! 3) In redazione fanno casini. Forse perchè non ricordano che Sam Willer si era trasferito, o chissà per quali strani viaggi mentali, si convincono che GLBonelli si sia sbagliato e che debbano essere per forza due città e due personaggi diversi! Quindi alterano le storie nelle ristampe, dicendo che quello delle origini di Tex era MOFFIN e la città era CUlver City, in Texas. 4) Nizzi abbocca, e scrive una storia, intitolata "ritorno a CUlver City" dove Tex torna a CUlver City... in Texas, vicinissimo alla tomba dei genitori di Tex e al loro vecchio ranch a Rock Spring. 5) Boselli rimette ordine in quei casini (provocati dalla redazione, che GL Bonelli non aveva fatto nessun casino, la sua versione era coerente) e Moffin ritorna Coffin. Ma visto che CUlver City è stata usata da Nizzi in un TITOLO, pare che ormai ci dobbiamo tenere il cambio di nome, e anche la città del il Totem Misterioso è dovuta diventare CUlver City...
  11. Secondo me il posto più logico per la sesta storia di Tex Willer è... fra la quinta e la settima. Il fatto che sia raccontata in flashback è solo un espediente narrativo, ma Tex all'inizio in quella storia si trova geograficamente vicino a dov'era alla fine della quinta, e non c'è nulla che spinga a retrodatarla. Inoltre, visto che la cronologia di Tex Willer non coincide perfettamente con quella già raccontata ne "il passato di Tex", direi che per semplicità quando lo stesso episodio viene raccontato due volte il totem misterioso, il passato di Tex) di inserire nella cronologia solo la versione "aggiornata", mettendo un eventuale riferimento alla versione originale (altrimenti hai una cronologia dove la stessa avventura è presente due volte) Nella pagina precedente poi Ken51 sostiene che Kit Willer non è presente all'incontro con Buffalo Bill perchè era ancora bambino nel 1868-1872. Ma sta facendo riferimento ad una "retcon" sulla guerra civile che sarà pubblicata solo diversi anni dopo (l'incontro con Buffalo Bill è stato pubblicato nel 1966 nella serie Cobra, mentre "fra due bandiere" è del 1970). All'epoca in cui viene pubblicata la Serie Cobra con la storia di Buffalo Bill, kit è nato abbastanza presto da aver partecipato alla guerra di secessione al fianco di Tex, Tiger e Carson... Ecco la mia cronologia, presa da un mio post nel thread sull'ultimo Tex Willer... ------------------------ 1) Nueces Valley (il Maxi o il cartonato) con la parte fra la nascita e il ritorno dalla California. 2) Tex 700, con il viaggio di ritorno dalla California e l'incontro con Tesah 3) La prima parte di Tex Willer 24 (fino a pagina 63) con la morte del padre di Tex. (espansione della storia già narrata ne "il Passato di Tex", Tex Gigante 82-84) Da qui prende il via il mini-ciclo (inserito da Boselli, GLBonelli se ne era disinteressato) della "vendetta contro la banda di razziatori: 4A) Il cartonato "il vendicatore" con la vendetta sui complici messicani dei razziatori, e spiega l'amicizia con Cortina. 4B) il cartonato "giustizia a Corpus Christi" con la seconda parte della vendetta, sui complici americani. 5) si ritorna a pagina 63-65 di Tex Willer 24, dove Tex riassume le vicende dei due cartonati, e si prosegue ripercorrendo "il re del rodeo" fino alla morte di Rebo e a pagina 65 del numero 25, con Tex che lascia Calver City, (per rifugiarsi, si scopre ne "il magnifico fuorilegge" a Robber's Nest in New Mexico) 6) il texone "il magnifico fuorilegge" con una storia che si pone fra l'uccisione di Rebo e il primo numero della collana, e spiega l'amicizia con Cochise. In questa storia Tex, dopo aver lasciato Robber's Nest, ci deve tornare per indagare su una falsa accusa a suo carico, e alla fine con l'aiuto degli Apaches distrugge la città. 7). Il flashback con la morte di Mallory nell'albo del settantennale "L'ultima vendetta" è di difficile collocazione, visto che alcuni dialoghi nei primi Tex Willer lo posticiperebbero, ma per me gli indizi sul fatto che sia cronologicamente immediatamente successivo a "l magnifico fuorilegge" sono troppi per essere ignorati. 8) La collana Tex Willer, dal numero 1. Le avventure sono in ordine cronologico di pubblicazione (con l'eccezione dello speciale, che sarebbe da mettere dopo il volume 15)
  12. Eh, speravo in una rivelazione, come quando mi hai detto che dalle sorgenti del Nueces non si può andare in Messico nei tempi di quella storia: qualche ragione a cui non avevo pensato, dei dietro le quinte del processo creativo (che è il motivo per cui mi metto a fare quelle considerazioni...). Comunque, confermi che quando hai scritto "l'ultima vendetta" l'avevi immaginata avvenire subito dopo "il magnifico fuorilegge"? (dove è già nella mia Cronologia personale, dopotutto mi pare che Tex non citi per nome Mallory in quei dialoghi) Ho scoperto comunque un altro motivo per approvare la tua "riscrittura e sistemazione" delle storie iniziali di Tex: mi sono reso conto che hai messo "fuori canone" la storia "ritorno a Culver City", compreso il Tex che pensa ai pescetti e farfuglia "lasciatemi spiegare". Dopo stappo un chinotto per festeggiare! (se usavi "Calver City" invece di "Culver" era ancora meglio, ma non si può avere tutto dalla vita...) Sulle modifiche alla storia narrata da GL Bonelli non mi interessa tanto il fatto che ci siano (ad un certo punto è inevitabile), quando cercare di capire se ci siano ragioni aldilà delle ovvie differenze di gusto e di stile. Qualche considerazione sui cambiamenti: 1) nella scena con Dinamite il motivo del principale cambiamento è ovvio: oggi usare gli speroni su un povero cavallo sarebbe disdicevole... 2) In generale, la storia è stata leggermente modificata. Bonelli scriveva "a braccio" dove lo portava la fantasia, gettava semi (tipo la pianta sulla finestra) che poi non utilizzava, in storie "cittadine" come queste, specialmente ai tempi in cui la pubblicazione a striscia richiedeva uno scontro o un pericolo ogni 80 strisce, si passava da uno scontro all'altro in successione, nella storia originale Tex si scontra prima con Mason, poi con lo sceriffo e Coffin, poi di nuovo con lo sceriffo, spalleggiato da due tirapiedi (che Tex fa secchi), e prende a pugni Mallory. poi l'incontro con Rebo al saloon, la distruzione del ranch e lo scontro finale. In tutto, questo occupa 43 pagine, dalla notizia della morte del fratello all'epilogo! (l'albo a striscia "il giudice Colt" e le ultime 49 strisce dell'albetto precedente, ma io insisto che anche da numeri come questi si vede che, all'epoca, LA PAGINA ERA LA STRISCIA, una striscia conteneva molte più informazioni di oggi e richiedeva più tempo per essere letta, quindi è fuorviante oggi contarle come strisce e non come pagine. La storia durava quindi 129 pagine, a striscia) Borden utilizza 56 pagine, quindi va molto vicino al ritmo di GL Bonelli (inserendoci anche i pensieri espliciti di Tex, che invece GL Bonelli lasciava solo intuire) ma trasforma il secondo incontro con lo sceriffo e il semplice agguato dei due tirapiedi in un agguato notturno, riallacciandosi alla piantina abbandonata da GL Bonelli. Perchè questo cambiamento? Beh, sperando che Mauro voglia parlarne, l'agguato originale era abbastanza banale e ben difficile da nascondere (Tex sarebbe stato freddato nell'ufficio dello sceriffo, con cui aveva avuto una lite in precedenza), ed era l'ennesimo scontro di Tex nel mezzo della strada in una storia che fino a quel momento ne aveva già avuti diversi. Nella storia originale capita proprio a cavallo fra un albo a striscia e l'altro (un albo termina con i due loschi figuri che attendono Tex nascosti con le pistole sguainate) quindi la semplicità dell'agguato si spiega facilmente: Bonelli aveva bisogno di un cliffhanger proprio lì e non aveva molte pagine a disposizione per prepararlo. Boselli, avendo più pagine e soprattutto non dovendo mettere un cliffhanger proprio lì, cambia un po' gli ingredienti, aggiungendo più varietà di situazioni, luoghi e atmosfere (agguato notturno, in una stanza, un ostaggio, etc.) Tutto positivo nel cambio? Quasi, ma una cosa si perde, ed è una delle cose che mi manca dei vecchi fumetti, di GL Bonelli ma non solo: una maggiore idea di un mondo che non gira solo attorno alla storia. Oggigiorno mi sa che nelle scuole di sceneggiatura insegnano che mettere una cosa tipo Tex che prende una precauzione che si rivela inutile sia un "errore", ma se lo fanno...è una boiata. In realtà è ovvio che Tex prenderà un sacco di precauzioni che si rivelano inutili. il farle vedere (così come sentirlo parlare di persone che gli sono sfuggite in storie che non leggeremo mai, di razziatori che ha cercato inutilmente per mesi, o farli in generale parlare di luoghi o persone mai viste nella serie) aggiunge ricchezza al mondo circostante: le azioni di Tex sono collegate alla situazione attuale, come dovrebbero, e non a quelle future. L'assioma secondo cui, "se fai vedere una pistola nel primo tempo, nel secondo tempo quella pistola deve sparare" è profondamente sbagliato, e GL Bonelli l'ha dimostrato un sacco di volte nelle sue storie. il seguirlo pedissequamente rende le storie molto prevedibili e "piatte" (in una storia "moderna" se vedi la pistola sai già che sparerà perché agli sceneggiatori insegnano così, come robottini, quindi quando accadrà non sarà una sorpresa, ma sarà banale e prevedibile). Ma questo è un rant generico, agli "sceneggiatori moderni", Boselli è fra i pochi che non inserisce solo "pistole che sparano nel secondo tempo" e anzi è accusato di aggiungere "dettagli inutili", quindi non è il mio bersaglio, è solo una considerazione sui vecchi vasi inutili delle storie di GL Bonelli e quanto rendevano più vivo il mondo di Tex... 3) Le vacche di Sam erano "più di mille" e ora sono "almeno ottocento", come mai? 4) Alla fine il concetto base della parabola, "il fratello di Tex muore perchè si fida della legge, Tex punta la pistola verso lo sceriffo e gli dice che gli bucherà la sua "risplendente stella di latta"" rimane, ed è la cosa importante!
  13. Con questo albo, finisce il racconto degli avvenimenti de "il passato di Tex - Il Re del Rodeo", e dal prossimo si dovrebbe tornare "in diretta" (con la scoperta da parte di Tex che Coffin è ancora vivo. A questo riguardo, una cosa "strana": l'incontro con Cochise e Jimmy è successivo alla morte di Mallory (lo dice Tex proprio nell'ultima pagina) quindi è successivo a "l'ultima vendetta". Ma nel numero 3, a pagina 52, Tex dice di non aver ancora acciuffato Mallory. Quindi "l'ultima vendetta" dovrebbe essere infilata (almeno nella parte in flashback) fre le avventure già pubblicate. Quando? E perchè non metterla semplicemente prima, senza tanti problemi? Ricapitolando la cronologia: 1) Nueces Valley (il Maxi o il cartonato) con la parte fra la nascita e il ritorno dalla California. 2) Tex 700, con il viaggio di ritorno dalla California e l'incontro con Tesah 3) La prima parte di Tex Willer 24 (fino a pagina 63) con la morte del padre di Tex. Da qui prende il via il mini-ciclo (inserito da Boselli, GLBonelli se ne era disinteressato) della "vendetta contro la banda di razziatori: 4A) Il cartonato "il vendicatore" con la vendetta sui complici messicani dei razziatori, e spiega l'amicizia con Cortina. 4B) il cartonato "giustizia a Corpus Christi" con la seconda parte della vendetta, sui complici americani. 5) si ritorna a pagina 63-65 di Tex Willer 24, dove Tex riassume le vicende dei due cartonati, e si prosegue ripercorrendo "il re del rodeo" fino alla morte di Rebo e a pagina 65 del numero 25, con Tex che lascia Calver City, (per rifugiarsi, si scopre ne "il magnifico fuorilegge" a Robber's Nest in New Mexico) 6) il texone "il magnifico fuorilegge" con una storia che si pone fra l'uccisione di Rebo e il primo numero della collana, e spiega l'amicizia con Cochise. In questa storia Tex, dopo aver lasciato Robber's Nest, ci deve tornare per indagare su una falsa accusa a suo carico, e alla fine con l'aiuto degli Apaches distrugge la città. 7) il numero 1 della collana "Tex Willer" dove si inquadra abbastanza bene la tempistica: si citano "il magnifico fuorilegge" e Cochise, ma Tex non ha ancora ritrovato Mallory. Nel numero 4 Tex lascia Coffin in una casa incendiata, e lo crede morto. (come noi, per 70 anni...) 8) fra la prima e la seconda avventura (i due disertori, Tex Willer 5-9) c'è una forte continuità e non c'è lo spazio per "l'ultima vendetta", e inoltre anche in quella storia Tex dice che ancora non ha beccato Mallory. La storia è ambientata in New Mexico e in Messico. Alla fine Tex dice che vuole andare ad est, e infatti... 9).. nella terza avventura (Tex Willer 10-13) è in Missouri, a Saint Luis. 10) Nella quarta (Tex Willer 14-15) è in Utah. Nella quinta (Tex Willer 16-17) è tornato dalle sue parti, nel Texas meridionale, e poi in messico. Nella sesta (Tex Willer 18-23) è di nuovo in Arizona, da Cochise, ma racconta una storia iniziata nel Texas, quindi probabilmente successiva al 17, che lo porta ancora più lontano, fino in Florida. Ecco, forse fra Tex Willer 13 e 14 c'e il tempo per una "capatina" a occuparsi di Mallory, o forse può essere successo fra gli eventi degli albi 18-23 e il momento in cui li racconta in Arizona (ipotesi sostenuta dal fatto che Carswell gli dice che "sa che non ha mai sparato ad un rappresentante della legge"), ma in generale... Tex Willer se ne è andato dall'Arizona dopo aver ucciso (crede) Coffin, e poi ne è rimasto lontano un bel pezzo. Mentre ne "L'ultima vendetta", Moss Keegan cerca Tex fra le montagne dell'Arizona/New Mexico, vicino a Robber's Nest, e solo lì scopre che è stata distrutta da Cochise. Nel racconto sembra ancora una cosa recentissima, ci sono ancora in giro banditi sfuggiti all'attacco, e pure Tex è lì in giro, sembra che siano passati al massimo pochi giorni da "il magnifico fuorilegge". Poi c'è Coffin che non sembra avere tracce di ustioni addosso (anche se Borden disse nella discussione della storia che non le ha messe per non confondere il lettore, alla fine la loro assenza confonde ancora di più). Il fatto è che "L'ultima Vendetta" avrebbe una collocazione più naturale fra "il magnifico fuorilegge" e "il totem misterioso". Tanto "naturale" che pare scritta con quell'idea (e mi sa che lo è stata....), e solo DOPO sia stata "spostata più avanti" nella cronologia. E non capisco perchè...
  14. Mi ero già "scollato" nella frase sul "sesto senso", perchè quella impatta proprio sul fluire degli eventi in scena: mi stavo godendo gli eventi senza pensare al fatto che fosse un fumetto, chi lo sceneggiava, etc (come preferisco fare quando leggo un Tex, almeno la prima volta) quando Tex dice quella cosa ridicola, ed è stato come sentire il rumore della frenata, ritornare indietro, verificare, eh, sì, ha detto davvero una cosa simile... È una frase che somma due incongruenze: quella storica e con il personaggio (Tex è tanto materialista da non avere nessuna paura di Mefisto, e poi si mette a parlare come uno spiritista convinto di avere poteri estrasensoriali?) e sopratutto quella con la scena. Visualizzala: qualche cospiratore, nell'ombra, ha pagato quattro sicari per uccidere il governatore, ma l'attentato è fallito. il fatto che ci riprovino non è una previsione incredibile, è quella più ovvia. Una frase simile me l'aspetto dal protagonista di "una pallottola spuntata", con Carson che ride e dice "ammazza che Nostradamus" Anche qui, è una frase da Dylan Dog, semplicemente arrontondata al 6 invece del cinque e mezzo... È anche per quello che poi, quando è iniziata la scena dell'assalto notturno, ho iniziato a notare in fila tutte le incongruenze e le cose che non avevano molto senso, poi incontro anche il dialogo di pagina 29, e passi, poi tutte le altre cose di cui ho parlato nel post precedente, ed ecco che l'atmosfera per me era completamente andata....
  15. Mai! Così ti tengo sveglio! Hai presente come sono sceneggiati i film horror, specialmente quelli pieni di "jump scare"? La logica delle scene, e troppo spesso l'intelligenza dei personaggi vengono sacrificate all'atmosfera di una scena. Sono film "tutta emozione niente cervello", ed è una maniera di realizzare un film totalmente diversa da quella di un film d'avventura, tipo un western classico. Ecco, qui mi sembra che Ruju abbia patito un po' l'imprinting di Dylan Dog. Il protagonista che in giardino trova solo corpi, con la gola tagliata. Rientra in casa, ed è tutto silenzioso, nessuna dà segni di vita, con ogni ombra della casa buia che potrebbe celare un mostro o un assassino... sono tutte scene da film horror, e sarebbero state adeguate in un Dylan Dog, dove non ci si fa troppe domande sul perchè delle cose (per esempio, un clichè che mi è venuto in mente adesso... l'assassino che si nasconde sempre nel sedile posteriore delle auto. Immaginatevi la scena nella realtà, con l'assassino accovacciato tutto raggomitolato nel sedile, l'autista che ovviamente lo vede benissimo prima ancora di entrare, o al massimo appena apre la portiera e si accende la luce...) L'avventura risponde a logiche diverse. Magari altrettanto improbabili, ma non così basate sul creare un atmosfera da incubo, che oltretutto su Tex scivolano senza problemi, visto che non ha paura. Dovendo giustificare in qualche maniera quelle scene, finisce che si devono infilare coincidenze davvero improbabili, comportamenti incoerenti e illogici, e distorsioni spaziotemporali con il tempo che va più veloce dentro la casa. Nel resto dell'albo, anche se rimane la ricerca del "colpo di scena" (il politico che sbuca dalla porta, il soldato traditore, etc.), l'atmosfera è comunque avventurosa, più adatta a Tex, e senza quelle incongruenze. (non sto dicendo che le atmosfere horror non siano adatte a Tex, sarebbe assurdo, ricordando certe storie. Vanno semplicemente costruite meglio...)
  16. Ma quello NON È una delle "strane ombre" e NON L'HANNO beccato loro... quella è una delle guardie con la gola tagliata. Quindi, Gregorio dice che "ha visto ombre in giardino", e diamo per scontato che non intendesse le guardie, di cui è a conoscenza. E Tex gli risponde, indicando la guardia con la gola tagliata "Eccone uno, gli altri devono essere qui attorno da qualche parte". Dalla logica della scena, intende i corpi delle guardie, ma si stava parlando degli assalitori...
  17. Ah, adesso ho capito da dove nascono molti tuoi post, e in particolare tutti quelli che hai scritto ultimamente contro di me, è tutto frutto di un equivoco! Il saper valutare quello che si legge, avere un giudizio critico, ragionare sulle storie (quello che si dice comunemente "leggere senza spegnere il cervello") non è esclusiva del curatore di una serie! Davvero! NON È PROIBITO PER I "COMUNI LETTORI", e se lo fai, non è che fai "il lavoro del curatore" o gli vuoi portare via il posto. Quindi, rilassati. Per leggere, non occorre spegnere il cervello.
  18. Io è un pezzo che le rubriche di Frediani le salto. Possibile che non ci siano maniere migliori di usare quella pagina? Utilizzarla per rispondere alle domande dei lettori, magari, oppure una rubrica tipo la vecchia "foto di famiglia" (che ormai sarebbe da aggiornare), usarla per approfondimenti storici o geografici sul luogo dove si svolge l'avventura, di possibilità ce ne sarebbero mille, invece di sprecarla così...
  19. Storia che (almeno per adesso) alterna ottimi momenti a momento un po' "what the...". Mi pare che Ruju, invece di far sviluppare gli eventi, cerchi il "colpo di scena" a ripetizione. A volte funziona (il dialogo con Aguilar), a volte pare un po' forzato (l'assalto alla villa di Montales), ma in generale non dà abbastanza respiro agli eventi, e potrebbe diventare stucchevole se continua così per diversi albi. Da qui in avanti, SPOILER! L'inizio è ottimo, con Montales che dimostra ancora una volta che la politica non l'ha rammollito. il dialogo successivo coi pards funziona bene e non fa pesare troppo l'info-dump, e mi stavo godendo la storia quando la frase di Tex in fondo a pagina 24 mi ha fatto un po' storcere il naso. "il mio sesto senso mi dice che ci potrebbero riprovare". Sesto senso? Ma che è, Dylan Dog? Già a quei tempi si parlava di poteri ESP? A dar fastidio comunque non è tanto l'uso di "sesto senso", quanto il fatto che è una frase da "piccione" ingenuo: È OVVIO che ci possono riprovare (e infatti anche Montales ci ha già pensato. Solo che non attribuisce questa deduzione a poteri extrasensoriali). È una frase ridicola in quel momento. E oltretutto, un dialogo totalmente inutile, visto che non prelude a nessuna azione particolare da parte di Tex, si troverebbe in mezzo al nuovo assalto anche se non se lo fosse aspettato... A proposito del successivo assalto.. la dinamica lascia molto perplessi. Ruju punta come dicevo prima al colpo di scena, alla situazione dove nei film ci sarebbe la musica drammatica, ma non si cura molto del senso degli eventi. Vediamo di ricapitolare che succede: 1) Tex e Carson escono in giardino a fumarsi una sigaretta perchè non riescono a dormire. Da dove sono usciti, visto che più tardi si dice che tutta la casa è chiusa sprangata e serve la scala per entrare dalle finestre? Come pensavano di rientrare? 2) Scoprono che TUTTE le sentinelle sono state ammazzate, tranne Gregorio (che però non era di guardia lì, dice che "ha visto ombre in giardino", quindi era dentro la casa ed è uscito anche lui in quel momento. Anche qui c'è un dialogo strano di Tex, terza vignetta di pagina 29. "Eccone uno". Eccone uno di che? Mi sa che il dialogo della vignetta precedente è stato modificato senza correggere questo... Comunque, a questo punto: gli assassini sono arrivati di nascosto, hanno ucciso TUTTE le guardie, ma non sono più nel giardino, evidentemente sono entrati in casa PRIMA che Tex e Carson uscissero, altrimenti avrebbero ucciso anche loro come tutti gli altri (o meglio, ci avrebbero provato...) Notare comunque che gli assassini sembrano essere all'oscuro dell'arrivo dei pards, visto che non li cercano una volta entrati in casa e non tengono conto della loro presenza (non sorvegliavano la casa?), quindi pare che abbiano attaccato proprio la notte del loro arrivo sia una mera coincidenza... 3) Tex e Carson (e Gregorio) dopo aver girato in giardino (Tex si era pure fumato una sigaretta), trovato i corpi, essersi fatti una chiacchierata, vanno a vedere sul retro... e trovano la fila di gente che sta ancora salendo le scale? Si erano fermati ad aspettarli? O c'era una fila lunghissima di persone che dovevano salire? (visto che la casa è già piena di intrusi dovrebbe essere questa la risposta, ma a quel punto perchè non aprire il portone dopo essere entrati invece di pendere un sacco di tempo sulle scale?) 4) Carson e Gregorio, inseguendo un bandito in fuga, incontrano un gruppo di banditi rimasti fuori... perchè? Se dovevano sorvegliare la casa che nessuno entrasse o uscisse, non avrebbero visto Tex che si fumava una sigaretta? Sembrano essere comparsi lì dal nulla solo per l'ennesimo "colpo di scena" 5) Tex entrato in casa scopre che i banditi hanno avuto il tempo di catturare TUTTA la servitù (quindi hanno perso un sacco di tempo, anche perchè li hanno legati e imbavagliati uno per uno... OK, bella scena d'atmosfera la casa vuota, ma che senso ha? Perchè banditi già penetrati in casa, mentre una colonna lunghissima e lentissima di loro sale le scale a pioli con una lentezza tale da metterci ore, girano per tutta la casa catturando e legando ogni cameriere, ogni cuoca, ogni sguattero... invece di andare ad uccidere Montales? Perchè fuori uccidono e qui catturano, e anzi perdono tempo prezioso per legarli come salami uno per uno? Se i banditi fuori sembrano dei bradipi, che nel tempo in cui Tex fuma sigarette e gira per il giardino non riescono a salire su una scala, dentro la casa invece sono rapidissimi, nel tempo di quella sigaretta hanno girato tutte le stanze, catturato tutti, e legato tutti in un unica stanza. A parte questa curvatura dello spazio-tempo per cui il tempo nella casa corre più veloce che fuori, notare l'incredibile coincidenza: Tex è uscito ESATTAMENTE nel momento fra l'uccisione dei guardiani e la cattura di tutti gli altri. Se usciva un minuto prima era nel mezzo dell'assalto ai guardiani, se usciva un minuto dopo era rintracciato in casa come tutti gli altri... va bene che questa è una serie che vive di coincidenze, ma non dovrebbero essere così assurdamente improbabili... Il resto dell'albo fila via tranquillo, anche se è ancora caratterizzato dalla ricerca del colpo di scena e da coincidente che spingono avanti la cattura dei criminali come se si avesse una gran fretta di finire questa parte della storia per andare in Guatemala. Carina la scena dei tori, e molto appropriato che sia Kit a pensarci (ah, i tempi in cui Kit si distingueva nel gruppo per queste idee), ma ormai ero un po' diffidente sulla storia e non ero più "immerso" come prima. Vabbè, niente di grave (mica è come vedere Tex che chiede scusa in mutande...), però dopo quell'inizio col botto sono un po' deluso, spero che la storia si riprenda nelle prossime puntate...
  20. Beh, ricordati che ne "il passato di Tex", i Willer vivevano, come già detto nel thread, a tre miglia da una cittadina con un onesto e bonario sceriffo... Il west di GL Bonelli (come il west in generale di tutti i western dell'epoca) era "un luogo della fantasia", nel senso che era un territorio dai confini storici e geografici incerti, usato come palcoscenico per i drammi umani (o le commedie, nel caso di storie più per ragazzi come Capitan Miki e i suoi Rangers del Nevada, un Nevada che evidentemente confinava direttamente col Messico...). Pare pazzesco a dirlo oggi, ma il west di GL Bonelli, con i suoi dinosauri e scimmioni tagliateste, era considerato un west "realistico". Ma lo era soprattutto per la violenza, le reazioni "realistiche" dei personaggi, e una coerenza geografica molto superiore allo standard dell'epoca. Ma non si era mai posto il problema del "piazzare" la vicenda dei Willer in un contesto storico-geografico davvero "realistico". Da qui la decisione di metterlo in un luogo all'epoca davvero selvaggio e disabitato e troppo distante dal confine messicano... e metterci una ridente cittadina (in un luogo dove storicamente all'epoca ci saranno stati 20 uomini bianchi in tutto il territorio) con un bonario sceriffo di fianco. E un fratello che sembra il protagonista di "L'uomo che uccide Liberty Valance" Piegare personaggi "mitologici" come Tex alla storia "ufficiale" è un grosso rischio. Chi riesce a farlo bene, ottiene dalla Storie nuovi spunti e riesce persino ad aumentare l'alone mitico, come ha fatto Don Rosa con Zio Paperone. Ma i Don Rosa si contano sulle dita di una mano, nella maggior parte dei casi i personaggi vengono "piegati" alla Storia per mero nozionismo, perdono la loro fantasia, il "realismo" diventa solo una scusa per fare storie banali. Quindi, in genere sono molto contrario a queste operazioni. Però, quando riescono... è affascinante, pare di assistere ad un miracolo "in diretta". È così raro vedere un operazione di questo tipo riuscire, che non si può non rimanere ammirati. Ma è anche come vedere un acrobata sul trapezio. Dici "che bravo" ma anche "adesso cade, adesso cade"... Quando in questo thread elenco i problemi causati dallo spostare Tex e Sam Willer nel west storico (e già questo ha comportato spostarli in una zona diversa, con lo sceriffo più vicino a 90 miglia), lo faccio con lo spirito di chi elenca le difficoltà di un "numero": "ed ecco che il nostro sceneggiatore si esibirà in un triplo salto mortale con caduta nel cerchio di fuoco, senza rete. Bendato!". Ma poi ovviamente spero che il "numero" riesca...
  21. Le storie a striscia sono già state ristampate, tutte, nella collana "Tex Gigante" che è quella che è arrivata oggi oltre al numero 700 e che pubblica storie inedite (i primi 90 albi circa ristampano le strisce, dai successivi iniziano le storie nuove) Quindi, anche tutte le ristampe successive della Tex gigante ristampano le strisce, sia che mantengano formato e bianco e nero (Tex Tre Stelle, tutto Tex, Tex nuova ristampa, etc) sia che cambino formato e numero di pagine e siano a colori (Collezione storica a colori allegata a Repubblica, Tex Classics) Quindi, la Tex Classics non è che una ulteriore ristampa delle stesse storie già pubblicate nella Collezione storica a Colori (anche i colori sono gli stessi, identici) che erano le stesse storie già pubblicate su Tex Gigante, su Tex Tre Stelle, su Tex Nuova Ristampa., solo che invece che volumi di oltre 200 pagine con redazionali, sono solo 64 pagine senza redazionali. Le copertine invece sono prese da una diversa ristampa delle strisce, la "Tex Quindicinale" o "Tex Albo D'oro" pubblicata negli anni 50 (la prima serie di Tex Gigante era la raccolta di quella ristampa, quella attuale è la seconda serie di Tex Gigante - sì, in pratica quelle storie sono state ristampate in un sacco di collane diverse...). Ma se ti interessano solo quelle copertine, ci sono volumi che le raccolgono, senza i rimaneggiamenti grafici fatti nella nuova Tex Classic. Insomma, in definitiva: 1) Quelle storie le trovi in un sacco di edizioni, la maggior parte delle quali ti costerebbero meno e sarebbero più simili all'originale. 2) Se proprio le vuoi a colori, attualmente la Collezione storica a colori te la tirano dietro su ebay, la trova a pochissimo (il più è avere il posto dove metterli), la colorazione è la stessa, i volumi migliori, spendi molto meno. 3) L'unico "vantaggio" che vedo nella Tex Classic è che spendi un poco alla settimana per anni invece di spendere tutto subito, ma alla fine spenderesti dieci volte quello che pagheresti una Collezione storica a colori Altri possibili motivi per preferire la Tex Classics potrebbe essere: 4) Feticismo della copia nuova, mai toccata da altre mani, ma allora devi fartela tenere da parte dall'edicolante o arrivare in edicola per primo, oppure... 5) Collezionismo, vuoi avere tutte le ristampe. Tieni presente che è molto improbabile che la Tex Classics ristampi TUTTE le storie di Tex, per il semplice motivo che continuano ad uscire storie nuove. TUTTE le ristampe di Tex si fermano, prima o poi. Quindi alla fine nella tua collezione dovranno "convivere" un tot di ristampe e un tot di inediti. Una volta, ai bei vecchi tempi, le ristampe di Tex erano esternamente identiche all'originale (almeno in costa) e quindi era facile avere una collezione omogenea, oggi no, visto che tutte le ristampe hanno coste e/o formati diversi...
  22. Beh, era gia entrato in scena nel numero zero (quindi.... prima di Tex!
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