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TWF - Tex Willer Forum

Ronin

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    Maschile
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    Fumetti, cinema, letteratura, arti marziali
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    Attilio

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    5
  • Favorite Pard
    Tiger Jack
  • Favorite character
    El Morisco

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  1. Diablero, bisogna considerare che Mignacco è molto più giovane di Nizzi (un classe 1960 contro un classe 1938) e davvero ai suoi esordi (nel 1987 con la storia "Venti di guerra" su "Mister No") era giovanissimo e sembrava essere, dati i buoni risultati, un autore su cui contare per il futuro. Poi, a parte il superlavoro che si è sobbarcato su "Mister No (per anni praticamente l'unico sceneggiatore fisso della testata), ha lavorato moltissimo anche su altre serie (praticamente tutte quelle della Bonelli tranne quelle fantascientifiche) dimostrando di essere, se non altro, un ottimo conoscitore dei vari personaggi bonelliani e un autore prolifico ed affidabile. In tutta questa variegata produzione c'è stata, come è inevitabile che sia, una sequenza di alti e bassi. Tra i primi posso mettere di sicuro la storia di esordio su "Mister No" assieme a qualche altra prova sulla serie , almeno un paio di "Dylan Dog" (tra cui il memorabile "I conigli rosa uccidono), un Maxi Zagor ("Il vendicatore nero", la miniserie "Tropical Blues" e alcune sue prove per la collana "Le Storie". Tra i bassi, ahimè, molta altra roba ma, dato il tipo di lavoro quantitativo che svolgeva anche per altre testate, credo non si potesse evitare. Su Tex finora se non ha brillato di certo non ha steccato. Vediamo in seguito...
  2. Le prove di Mignacco sul Maxi e sul Magazine non le ho trovate male. A differenza dell'ultima di Nizzi sulla serie regolare dove i nemici facevano a gara a chi faceva più idiozie....
  3. Io la ricordo come una storia banale ma non totalmente fuori canone. Grecchi ci mise dentro un pò di tutto quello che si credeva facesse avventura, dai mostri resi tali dalle mutazioni al giacimento aurifero come meta finale (e motivo di perdizione per i cattivi) fino allo scambio di identità e alla perfida dark lady che poi alla fine ci lasciava le penne ma mai per mano dell'eroe. Insomma, prevedibile, forse noiosetta ma non fuori registro. Diciamo che con qualche aggiustamento poteva anche andare. Del resto molte storie di Ongaro avevano trovate peggiori (ne ricordo una con due fratelli ma uno era bianco e un altro di colore....). Verissimo, Diablero. Il ritmo e la modernità del Tex delle origini facevano mangiare la polvere a tutta la distinta concorrenza. Quindi se all'epoca, Bonelli a parte, c'erano solo scrittori "ingessati" che inducevano allo sbadiglio oggi, a parte le varie categorie da te elencate, non esistono scrittori in grado di scrivere una storia avventurosa come si deve. Quei pochi che ci sono sono già al lavoro sulla testata (Boselli, Ruju, persino Mignacco) e si deve persino ripescare un 82enne (Nizzi) dalla pensione.....
  4. Bel colpo, Diablero! Non ne sapevo nulla. Sarei curioso anch'io di sapere cosa ha proposto Grecchi...
  5. Ronin

    Gino D'Antonio

    De gustibus......
  6. Ronin

    Gino D'Antonio

    Scusa, non ho capito, non sei d'accordo con quanto dico su Nizzi?
  7. Ronin

    Gino D'Antonio

    Beh, credo che in questo post tu ci abbia messo molta ironia. Io invece credo che Berardi avrebbe rigato dritto e, da professionista serio quale è, avrebbe dato un Tex all'altezza della tradizione bonelliana e senza per questo essere costretto ad infilare pagine e pagine di "bistecche & patatine". Ci siamo già sorbiti quasi trent'anni di Nizzi con origlioni e botte di fortuna ad ogni storia. Sui disegnatori non credo che Berardi avrebbe avuto la facoltà di imporre allo staff texiano di "omogeneizzare" il tratto nè avrebbe potuto far sloggiare i disegnatori storici per far posto a dei neofiti yesman. E' curioso constatare che Marcello Toninelli , sceneggiatore titolare di Zagor e notoriamente in contrasto con Gallieno Ferri ed altri nomi storici dello staff aveva fatto una proposta simile per il rinnovamento della serie: nuove tematiche e sopratutto nuovi disegnatori scelti da lui con Ferri ed altri relegati ad una collana parallela gestita da altri. E' notoria anche la risposta che Sergio Bonelli diede ad una proposta del genere....
  8. Ronin

    Gino D'Antonio

    Non sarebbe stato fattibile? Forse, ma non c'è la controprova. Partendo dai dati certi, Berardi (all'epoca disoccupato visto che Ken Parker aveva chiuso uno dei suoi cicli) accettò la sfida propostagli da Sergio Bonelli e sfornò una signora storia. Peccato che al Sergione la storia in questione non piacque affatto altrimenti le redini della serie gliele avrebbe date eccome. E dato che si richiedeva una produzione costante di storie il buon Giancarlo non avrebbe potuto fare altro che adottare il metodo "Julia" con qualche anno di anticipo. Per me se la sarebbe cavata alla grande.... Su D'Antonio ho appena letto l'editoriale di Borden sul nuovo numero di "Tex Willer" in cui spiega i dubbi dell'autore su Tex. Dice che lo considerava un personaggio "tagliato con l'accetta". Salvo poi specificare che, come tutti ben sappiamo, l'apparente semplicità del nostro ranger nasconde ben altre cose. Forse D'Antonio aveva preso davvero una brutta svista...
  9. Ronin

    Gino D'Antonio

    Direi che su Ken Parker ti ha risposto con dovizia di particolari il post di Diablero. Su D'Antonio continuo a pensare che l'abbandono dopo pochi numeri di Calegari e l'impegno di dover badare anche ai disegni per più numeri del previsto abbia influito sulla sua produttività. Beh, quindi il famoso format di 64 pagine che adesso la Bonelli sembra tanto apprezzare per il suo Tex Willer l'ha inventato D'Antonio? Un grande in tutto! P. S. Carlo, non ho il volume che citi, esattamente cosa avevano proposto? Posso fare una piccola provocazione? A me sarebbe piaciuto, dopo l'uscita del suo "Oklahoma", vedere Sergio Bonelli che consegna a Berardi le redini della serie "Tex", al posto dello ormai sfiancato Nizzi, e quest'ultimo che, in anticipo di qualche anno, applica la sua idea di "fumetto di qualità fatto in serie" che poi avremmo vista applicata su "Julia" a partire dal 1998. Lui autore di tutti i soggetti e un paio di aiutanti fissi alle sceneggiature per mantenere una produzione costante. Avrebbe funzionato?
  10. Ronin

    Gino D'Antonio

    Molto interessante e precisa la tua ricostruzione, Diablero. Ma sul tema "qualità" che ne dici delle dichiarazioni di Berardi stesso il quale ha detto chiaramente che c'erano dei problemi con alcuni disegnatori come Marraffa, suggeriti e/o imposti da Sergio Bonelli, che non riuscivano a sintonizzarsi sulle sue sceneggiature? Credo che comunque anche questo abbia influito sulla produzione di albi necessari alla presenza mensile nelle edicole. Tornando al tema di questo topic, credo che il problema di D'Antonio con la sua serie fosse più o meno lo stesso, dato che Calegari si ritirò dal progetto quando era ancora agli inizi e lui, in qualità di unico sceneggiatore, doveva pensare a rifornire i disegnatori rimasti oltre che darsi da fare lui stesso con i pennelli per arrivare alla conclusione della serie....
  11. Ronin

    Gino D'Antonio

    Capisco. Beh, solita vecchia storia. Anche se mi permetto di aggiungere un dettaglio. A mio parere, quello che davvero ha determinato la fine di Ken Parker in edicola (parlo della mitica prima serie) è stata la snervante irregolarità delle uscite. A parte il primo anno di pubblicazioni (e forse metà del secondo..) la serie non è mai riuscita a rispettare la canonica mensilità a cui erano abituati i lettori delle altre serie Bonelli. Ora uno può avere in mano anche una serie di qualità eccelsa ma se non riesci a fidelizzare il lettore e lo costringi a passare in edicola ogni giorno a chiedere se è uscito il nuovo numero, se lo obblighi a saltare uno, due o anche sei mesi prima di leggere l'avventura successiva è chiaro che, per forza di cose, la serie è destinata a non avere mai uno zoccolo duro di seguaci che gli garantisca la sopravvivenza. Forse, in piccolo, è stato questo anche il problema della "Storia del West"....
  12. Ronin

    Gino D'Antonio

    D'Antonio si meravigliava del successo di Tex? questa mi giunge nuova.... Ne sai di più? Puro buon senso!
  13. Ronin

    Gino D'Antonio

    Affatto, Carlo. Ho creato questo topic per parlare non solo di quello che D'Antonio ha fatto per Tex (per nostra sfortuna una sola storia) ma anche e sopratutto su quello che aveva in mente di fare. Le tue informazioni in merito sono state preziose. Qualcuno ne sa di più? Decisamente. Nizzi, per il suo impegno totalizzante su Tex, abbandonò la sua creatura Nick Raider nelle mani di altri autori, tra cui anche alcuni futuri sceneggiatori texiani come Manfredi , Faraci e Mignacco. Tra i vari che si alternarono ai testi della serie poliziesca della Bonelli ci fu anche il grande Gino che diede ampie prove della sua classe. Ma pensare che si era ritrovato a lavorare su una serie minore della Casa Editrice, in sostituzione di Nizzi,, mentre il creatore della stessa sudava sette camicie per assicurare la presenza in edicola del ranger fa pensare che uno scambio dei ruoli avrebbe giovato a tutti. Occasione persa.
  14. Ronin

    Gino D'Antonio

    Posso gentilmente ricordare a tutti i forumisti che in questo topic si parla solo del Gino D'Antonio autore di Tex? Grazie a tutti!
  15. Ronin

    Gino D'Antonio

    Grazie, Diablero. E' singolare notare che lo stesso D'Antonio scrisse molte ottime storie di Nick Raider, proprio la testata che lo stesso Nizzi aveva creato e che fu costretto ad abbandonare per dedicarsi interamente a Tex. Insomma magari un pò più D'Antonio su Tex e un pò più Nizzi su Nick Raider non avrebbe proprio guastato......
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