Jump to content
TWF - Tex Willer Forum

Ronin

Membri
  • Content Count

    26
  • Joined

  • Last visited

Community Reputation

3 Neutra

About Ronin

  • Rank
    Visitatore

Profile Information

  • Gender
    Maschile
  • Interests
    Fumetti, cinema, letteratura, arti marziali
  • Real Name
    Attilio

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    5
  • Favorite Pard
    Tiger Jack
  • Favorite character
    El Morisco

Recent Profile Visitors

38 profile views
  1. Ok, Borden, ma, visto che dei vecchi spunti di G. L. Bonelli sembra che non ci si possa ricavare nulla (neanche facendo una operazione di sviluppo di una trama anche esile come facevano i ghost writers salgariani lavorando sugli abbozzi del Capitano) e che il tentativo di clonare se stesso di G. L. tramite l'ausilio tuo e del figlio Giorgio non è mai andato al di là delle mere intenzioni, sarei interessato a chiarire anche alcuni aspetti del lavoro di revisione delle sceneggiature operato da Tiziano Sclavi su alcune storie del vecchio Bonelli. Tralasciando, per ora, "La minaccia invisibile" , della cui genesi ne sappiamo qualcosa, vorrei sapere se, per esempio, Sclavi, operando su una sceneggiatura di 80 pagine, dilatava soltanto alcune sequenze per arrivare alla canonica lunghezza di 100 pagine oppure inventava parti della sceneggiatura ex novo per poi raccordarle con il resto, cercando di imitare lo stile di G. L.? Se non poteva intervenire sui soggetti, molto esili e che comunque non credo G.L. portasse all'attenzione della redazione se non verbalmente (il famoso "Tex arriva e le suona a tutti!") magari aveva la possibilità di proporre lui stesso qualche spunto?
  2. Sai anche più o meno quanti sono? e se sono dei semplici spunti, degli abbozzi di storia o dei soggetti veri e propri? e a che periodo risalgono? Borden, sono un pò come gli abbozzi dei romanzi che il Capitano Salgari aveva lasciati in gran quantità nell'ultima parte della sua vita? Una serie di trame appenna accennate ma insufficenti a dare l'idea precisa della storia? Sono un pò come le storie uscite nel periodo tra l'83 e l'89 che furono in parte riviste dalla redazione (Sclavi per la maggior parte ed una lo stesso Nizzi)?
  3. Ohilà, non so se questa simpatica osservazione di Valerio sia riferita anche a me. Ma nel caso lo fosse, mi sento in dovere di rassicurarlo altrettanto simpaticamente: ben lungi da provocarmi terrificanti visioni in stile Mefisto le storie di Nizzi, almeno la maggior parte, data la loro estrema prevedibilità mi risultano noiose con, però, il piacevole effetto collaterale di conciliarmi per bene il sonno. Quindi, in caso di momenti di insonnia anche dovuti al caldo estivo, un paio di albi del Tex Nizziano mi conviene sempre tenerli sul comodino....
  4. Capisco. Peccato, un vero peccato. Magari, cosi organizzata, la produzione di storie texiane sarebbe stata assicurata ancora per molti anni.
  5. Approfittando della gentilezza di Borden, gli chiederei di precisare alcuni dettagli su questo. Acclarato che G. L. Bonelli, negli ultimi anni della sua attività, aveva pensato di farsi aiutare da voi due, giovani ed entusiasti discepoli, a scrivere per garantire il numero di pagine sceneggiate da inviare ogni mese alla SBE in modo da avere assicurata l'uscita dell'albo, esattamente in che modo pensava di organizzare questo lavoro? Nel senso, fermo restando che lui penso che aveva intenzione di continuare con il suo solito metodo della sceneggiatura "visualizzata" (si sa che G. L. Bonelli preparava una sorta di layout di ogni tavola) e voi gli avreste scritto i soggetti che poi lui avrebbe supervisionato, approvato e sceneggiato? Avreste portato più che dei soggetti, dei veri e propri trattamenti (una sorta di pre-sceneggiatura) che G. L. avrebbe poi sistemato e sceneggiato? E con il tempo, avreste fatto delle vere e proprie sceneggiature che lui avrebbe rivisto, magari solo nei dialoghi, e approvato? Grazie sempre della disponibilità!
  6. In tal caso speriamo che la Casa Editrice provveda per bene e per tempo. L'ultima cosa è che vorrei, come direbbero i francesi, apres Borden...le deluge!
  7. Beh, Valerio, è ovvio che uno scrittore che scrive Tex seguendo un suo schema studiato a tavolino non può piacermi, dato che nove volte su dieci questo porta a una storia dallo sviluppo più che prevedibile e che nel decimo caso trova una conclusione con un avversario che fa fare una figura da piccione al nostro ranger ("Fuga da Anderville", remember?) che non ha capito un accidente della faccenda fino alla fine. Più giallo, dici? Peccato che lo stesso Sergio Bonelli gli avesse consigliato di andarci piano, fino a prova contraria qui si sta scrivendo un fumetto western, gli stilemi gialli possono andare bene una volta su cento. Più humour? Ah certo, quando andava bene con Carson che si divertiva a gigioneggiare con qualche travestimento e quando andava male con lo stesso Carson trattato da vecchietto rimbambito. Il sarcasmo intatto con Nizzi? tenendo fermo che "Tex il Grande" ce l'ho ben presente e non ho bisogno di rileggerlo ti pregherei di andarti a rileggere alcune scene tratte da "Sulle piste del Nord" o "Terra promessa" per rivederti il concetto di sarcasmo secondo GL Bonelli e poi ne riparliamo.
  8. Questo messaggio è invece per il nostro esimio curatore. Borden, io ti auguro e sopratutto MI auguro che tu resti saldamente al timone della testata per moltissimi anni ancora (facciamo una dozzina se non ti stufi prima di sopportare anche le nostre osservazioni?^) ma, dato che ci hai parlato del tentativo di G. L. Bonelli di allevarsi "in casa" come eredi due giovanotti di belle speranze come te e Giorgio Bonelli e che questa operazione non è andata a buon fine per vari motivi, tra cui il fatto che è iniziata troppo tardi non è che avresti in mente per il prossimo futuro di dare il via all'addestramento al word processord di almeno un paio di giovani pards (anzi tre, cosi con te siamo a quattro| che è il numero canonico glbonelliano)? Magari il buon Giusfredi, già tuo assistente, potrebbe essere il primo.....
  9. Ma guarda, io da quanto detto da Nizzi e sopratutto da quanto affermato in alcune interviste anche recenti, non metto in dubbio tanto la sua conoscenza quanto la sua comprensione del personaggio. Lui stesso critica le storie di G.L. Bonelli dicendo che spesso "partiva senza soggetto" e per questo motivo "a volte sbandavano un pò" mentre elogia sè stesso dicendo che ha sempre uno schema ben preciso della storia che sta per scrivere. Quindi se lui crede di riuscire a scrivere bene in questo modo un personaggio che è nato dalla penna di uno scrittore tanto passionale quanto istintivo a mio parere sbaglia già nei presupposti! Carlo, sei davvero sicuro che l'abbia capito fino ad un certo punto? Secondo me Nizzi , sin dal principio, ha avuto una visione decisamente parziale del personaggio, con delle sue caratteristiche fondamentali (risolutezza, ascendente sugli indiani, carisma, sarcasmo verbale contro gli avversari) decisamente ridotte e una accentuazione del suo lato più "burocratico" se mi si passa il termine. Si capisce dalle storie e dalle sue tante interviste in cui difende il proprio modus agendi, e spesso lo fa cercando di sminuire quello degli altri. Sul suo stile di scritture posso dire solo che lo trovo schematico, e nelle storie dell'ultimo periodo, svogliato e sciatto.
  10. Ok, tanto di guadagnato per tutti, a partire dai lettori se le cifre sono queste. E mi auguro che insieme arriviamo fin dove è possibile arrivare. Per quanto riguarda Nizzi io conosco il suo laoro dai tempi di Larry Yuma su il giornalino e non credo di avere pregiudizi. Secondo me ha fatto il meglio che poteva, considerato che, parole sue, "era stato un lettore saltuario di Tex" e ha dovuto, sempre per sua ammissione, studiarsi il personaggio per poterlo scrivere. Sugli altri, beh, hai letto le sceneggiature che hanno scritto per altre serie o hanno fatto dei tentativi per Tex? Ah, infine, sono stato un lettore assiduo di Dylan Dog e so che è stato importante non solo per la Bonelli ma per tutto il fumetto italiano.
  11. Ne approfitto per ringraziare i veterani del forum, specialmente Carlo Monni, Diablero e Ymalpas, che con i loro mirati interventi hanno chiarito molti aspetti e resa più interessante la discussione.
  12. Avrei parecchio da dirti ma, dato l'argomento di questo post, siamo OT. Magari ne parliamo nella discussione su Mister No
  13. Sarà diversità di gusti ma io le storie di missaglia su mister no le trovo gradevoli. Non capolavori, certo, ma piacevoli da leggere e a, mio parere, è entrato nello spirito del personaggio. Mister No è un amabile perdigiorno e si ritrova sempre per caso o per motivi di forza maggiore nelle avventure che vive. E' stato concepito cosi dal suo creatore ed è contraddittorio ed impulsivo come molte persone reali. Se vedi le cose in questa ottica, magari capirai anche l'approccio di Missaglia alle sue storie, cosi come hanno fatto altri autori.
  14. Vero, ricordo in particolare la storia "Quanak l'apache" che, oltre ad essere abbastanza lunga, presentava anche un comprimario abbastanza texiano. Ma, come ho già detto prima, la prova generale per Nizzi credo siano state le due storie per Mister No.
  15. Innanzitutto ti dico che sono molto compiaciuto nel constatare che una persona intelligente come te non poteva irritarsi per cosi poco. Poi ti ringrazio per i dettagli inediti del rapporto di lavoro tra te e G. L Bonelli in coppia con Giorgio (a proposito, lui lavora in tutt'altro campo, vero?) e quindi passo a risponderti partendo proprio dai dati di vendita. A quanto ho sempre letto e sentito c'è stato un vero e proprio crollo delle copie vendute all'inizio degli anni '80. Si passò, secondo i dati che sono stati diffusi, dalle 700.000 del decennio precedente a circa 350.000. In altre parole, metà dei lettori. Se non è un crollo questo! E, visto che proprio in quel periodo, oltre ai cartoni giapponesi che impazzavano sulle reti private (me li ricordo bene) c'era stato anche un affacciarsi di altri media (pc domestici, consolle di videogames, i telefilm) che di sicuro facevano concorrenza ai fumetti per quanto riguarda i passatempi dei ragazzini e, per gran parte di loro, li soppiantavano del tutto. Se poi questi dati di mia conoscenza sono errati, ti pregherei di fornirci il quadro esatto della situazione. Su Missaglia ho già detto la mia in un altro post. Sul tentativo di Bonelli senior di crearsi dei successori in casa sono perfettamente d'accordo con le considerazioni di Diablero e aggiungo che, a mio parere, i risultati dati dall'unica storia da voi pubblicata, ovvero la prima del Maestro, sia pur rimaneggiata più volte, erano tali da poter consentire la prosecuzione dell'esperimento. Peccato fosse ormai tardi, data l'età di Bonelli. Su Sclavi penso che, forse, si poteva insistere di più piuttosto che tenerlo relegato al ruolo di anonimo revisore di sceneggiature. Certo, commissionargli delle storie comportava dei rischi ma a questo punto mi chiedo se fosse più azzardato puntare su un autore proveniente da un settimanale cattolico per ragazzi(con tutte le limitazioni del caso) oppure puntare su un altro già rodato da anni di redazione e che già aveva lavorato sul personaggio? Su Berardi abbiamo già discusso e non ci torno.
×
×
  • Create New...

Important Information

Terms of Use - Privacy Policy - We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.