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Magic Wind

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  1. In linea generale si, ma a disegnare il west Serpieri è molto più bravo di Magnus (infatti per il suo Texone gli scrissero una storia notturna con sette cinesi e passaggi segreti). E il cartonato di Serpieri è l’unico che merita anche per i testi, il solo che osa qualcosa di nuovo e che tenta veramente di fare una storia di Tex “alla francese”, gli altri contengono delle normalissime storie di Tex adattate al formato più grande con quasi sempre gli stessi disegnatori della serie regolare. Quindi o trovi dei disegnatori come Breccia che con la loro arte riescono a trascendere la sceneggiatura, altrimenti è un’operazione che nemmeno per me ha più di tanto senso, se non appunto quello di vedere dei bei disegni (ma come giustamente osservi quasi tutti gli artisti coinvolti hanno fatto di meglio altrove).
  2. L'unico altro sceneggiatore ad aver centrato in pieno il personaggio di Tiger è stato Nolitta (e pensare che questa scena è stata tanto criticata)
  3. In realtà credo che Manara intendesse omaggiare lo stesso Pratt (poi non so se Pratt abbia copiato Caniff, considerato quanto Caniff abbia influito sul suo disegno non lo escludo di certo)
  4. Non è una prorogativa unicamente di Sergio Bonelli e di Tex, comunque. Il "correggere" o addirittura censurare le vecchie storie perchè non più in linea con la sensibilità attuale è stato fatto anche da Berardi con Ken Parker, dalla Disney con Paperino, da George Lucas con Guerre Stellari, da Spielberg con E.T. ecc. ecc. E' un vizio vecchio come il mondo.
  5. Tra il n. 500 e il n. 700 se eviti con cura le storie di Nizzi e Faraci caschi sempre abbastanza bene Dopo il n. 700 la scelta per autore non è più così scontata e devi guardare alle singole storie
  6. Mi accorgo che quel romanzo (che pure mi era piaciuto) ha fatto più danni che altro: Tex ha sempre vissuto in un periodo storico immaginario che abbracciava l’intera Storia del West, dalla Guerra di Secessione fino al mucchio selvaggio di Butch Cassidy. Volere imporre ufficialmente un “canone”, fissando tutta una serie di paletti cronologici, compreso l’anno in cui Tex vive le sue avventure (che se non ho capito male dovrebbe essere il 1885 o giù di lì), limita le potenzialità del personaggio, castra la libertà e creatività degli autori e infine, almeno per me, nuoce al divertimento degli stessi lettori.
  7. Da non salgariano (da bambino ero un appassionato lettore di Jules Verne prima e di Jack London poi, di Salgari avrò letto non più di 4-5 romanzi), sarei curioso di saperne di più su questi innesti. A me vengono in mente questi: - Il rajah bianco, figura ispirata a quella realmente esistita di James Brooke, è il grande antagonista di Sandokan ne I pirati della Malesia - La riconquista del regno con Yanez che agisce dall’interno e Sandokan coi suoi tigrotti nascosti nella giungla è un altro classico salgariano (ad esempio in Alla conquista di un impero) - La vendetta di Sumankan per la propria famiglia sterminata dagli invasori europei è ispirata chiaramente a quella di Sandokan - La bandiera con la testa della tigre è identica a quella di Sandokan Ma immagino ce ne siano sicuramente altri…
  8. Ma tu leggi le storie di Tex con il sussidiario di storia a fianco? Bei tempi quando Tex agiva in un Far West “indefinito”, la reale cronologia storica non era vincolante e Tex poteva incontrare senza problemi Geronimo, Cochise, Mangas Coloradas e Butch Cassidy...
  9. Non sono d’accordo nemmeno su questo. Su Tex sicuramente la cosa risalta di più perché Tex è un eroe “granitico”, che non ammette dubbi ma solo certezze, ma non è vero che Nolitta scrivendo Tex certe cose le “facesse apposta” mentre sui suoi personaggi invece no. Assonanze e convergenze nolittiane: Tex che prende a pugni Carson sulla copertina (bocciata) di Tex n. 241: Esse-Esse che prende a pugni Mister No sulla copertina (pubblicata) di Mister No n. 194: Tex che non ha il coraggio di uccidere a sangue freddo il navajo morente ne Il segno di Cruzado: Mister No che non ha il coraggio di uccidere a sangue freddo il colonnello Fonseca ne La vendetta del Gringo: PS: come mai solo a me quando inserisco le immagini vengono ‘rimpicciolite’?
  10. Sul gradimento o meno dei lettori al Tex di Nolitta: qui ovviamente dati certi non ce ne sono (ok Tex in quegli anni soffrì di un importante calo di vendite, come tutte le altre testate Bonelli, ma non esiste nessuna controprova che senza Nolitta questo non ci sarebbe stato ugualmente), ma alcune storie che ha scritto - El Muerto, I ribelli del Canada, Il solitario del West - sono notoriamente molto amate dai lettori (anche sui forum fumettistici, che non siano quelli texiani “ortodossi”). El Muerto se non ricordo male vinse anche il sondaggio sulla storia più apprezzata lanciato dalla casa editrice a inizio anni ottanta (quello per cui ti regalavano il portachiavi). Sul gradimento critico: qui un articolo della nota webzine 'Lo spazio bianco' che incensa nientemeno che Il segno di Cruzado https://www.lospaziobianco.it/guido-nolitta-e-aurelio-galleppini-tex-e-il-segno-di-cruzado/ Insomma, com’è giusto ognuno hai propri gusti e le proprie opinioni, ma che il Tex nolittiano fosse causa dell’emoraggia delle vendite e non fosse apprezzato dai lettori (che magari gli preferivano storie di GLB come Tex contro Yama), mi sembra del tutto opinabile.
  11. Non esce nella stessa identica data in tutta Italia, le consegne alle edicole dipendono dal distributore
  12. I lettori di TUTTI i fumetti italiani ad inizio degli anni ‘80 crollarono. La Corno, che pubblicava i supereroi, la rivista Eureka, Alan Ford e le Sturmtruppen fece fallimento. Il Corriere dei ragazzi chiuse per sempre nello stesso periodo. La Edifumetto chiuse tutti i suoi pocket erotici (che al di là di ogni giudizio di merito erano comunque una palestra formativa per molti grandi disegnatori) e si rilanciò con roba come Il paninaro. L’Intrepido e Il Monello della Universo si trasformarono in una rivista per adolescenti e in una di calcio per poi chiudere definitivamente negli anni novanta. E la Bonelli non se la passava certo meglio visto che tutte le serie che mandò in edicola tra la fine degli anni settanta e la metà degli anni ottanta chiuse per scarse vendite (Judas, Gil, Full, Bella & Bronco, Indiana Jones, TuttoWest…), tranne Martin Mystère, che comunque non si avvicinava minimamente al venduto delle testate della casa editrice del decennio precedente. Gli stessi Zagor e Mister No, oltre a Tex, persero centinaia di migliaia di lettori (Zagor negli anni settanta vendeva qualcosa come 600.000 copie, alla fine degli anni ottanta Sergio Bonelli affermava che entro pochi anni sarebbero stati costretto a chiuderlo), mentre Il piccolo Ranger chiuse i battenti. Quindi in questa situazione generale, in cui l’intero mercato del fumetto italiano entrò in una profonda crisi, dire che Tex perdeva migliaia di copie a causa di Nolitta che scriveva 1 albo su 3 mi pare decisamente fuorviante. Sarà stato l’arrivo dei cartoni animati giapponesi, dei videogiochi o delle videocassette, come soleva ripetere Sergio Bonelli, ma fatto sta che TUTTO il fumetto italiano in quel periodo perdeva copie su copie e gli adolescenti, che ne erano il target di riferimento, non sembravano più interessati ad esso. Poi, alla fine del decennio, arrivò il fenomeno Dylan Dog, che di fatto “salvò” il fumetto italiano.
  13. E’ un cascame del romanzo d’appendice ottocentesco. Boselli probabilmente è un lettore anche di Dumas, oltre che di Salgari. L’amicizia virile, in quei romanzi, era appunto condita di smancerie e risulta un po’ stucchevole (Sandokan che chiama “fratellino” Yanez), perlomeno a un lettore di oggi. L’amicizia virile “muta” di cui scrive Diablero deriva invece dal cinema western, soprattutto quello di John Ford, e dai romanzi hard-boiled. Anche GLB si ispirava sicuramente a Dumas (in una storia ci mette anche la maschera di ferro e i 4 pards possono essere visti come una rivisitazione dei 4 moschettieri), però per i dialoghi e la raffigurazione di Tex si ispirava molto di più ad autori come Mickey Spillane e Peter Cheyney.
  14. Ogni Autore (soprattutto se con la A maiuscola) scrive secondo una propria peculiare sensibilità e i suoi "stilemi" restano riconoscibili anche se scrive personaggi creati da altri. In Zagor uno dei momenti più divertenti è quando al rendez-vous dei trapper Zagor e Rochas (che è uno dei suoi più grandi amici) si sfidano a chi con un pugno spedisce l'altro più lontano. Probabilmente secondo la sensibilità di Nolitta il pugno di Tex a Carson (che comunque andrebbe contestualizzato all'interno della vicenda narrata, noi ne abbiamo visto solo un paio di vignette estrapolate) non era una cosa così "eretica" come può apparire a molti lettori. Del resto lo stesso Gian Luigi Bonelli quando scriveva Zagor non lo faceva certo secondo gli stilemi nolittiani, visto che di solito faceva sparire Cico con una botta in testa all'inizio della storia per poi farlo tornare solo alla fine visto che non sapeva come usarlo...
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