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Magic Wind

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  1. Infatti. La grafica d'antan e i colori vintage coprono i difetti di un disegno veramente raffazzonato...
  2. Brevemente: Texone globalmente molto buono. Una storia corale nel più puro Boselli Style, con più linee narrative e decine di personaggi e cambi di scena. Sceneggiatura impeccabile, ma dialoghi in diversi punti rivedibili (talvolta prolissi o involuti o artificiosi). Ho l’impressione che Boselli sia arrivato “lungo” dato il finale troppo compresso (ad es. Shaman liquidato in un paio di vignette). So che adesso verrà Carlo Monni a dire che questo è il suo stile. Non tutti i personaggi, poi, mi sembrano essere stati sbozzati adeguatamente (i 2 cercatori d’oro si, Shaman no, Felton abbastanza, Duane Rogers no, Linder così così…). Rubini molto buono, ma molto più stilizzato del solito: o ha cambiato parecchio il suo stile (anche rispetto al suo Dampyr dello scorso anno) o ha lavorato più in velocità, oppure in grande formato le sue tavole fanno un effetto diverso… Al netto di tutti i piccoli difetti segnalati lettura molto piacevole.
  3. Le ha pubblicate De Vita nella sua pagina Facebook, aggiungendo di avere abbandonato il progetto dopo aver accumulato un enorme ritardo a causa dei suoi molteplici impegni (tra cui quello di direttore del PAFF!)
  4. Tavole di inizio storia realizzate da Giulio De Vita, a cui era stato inizialmente commissionato il Texone:
  5. Come uccidere la poesia e creare enormi problemi logici: volere incastrare a forza gli eventi di un mondo immaginario con quelli storici reali. In quale punto della serie viene detta l'età di Lupe?
  6. La “strategia” (se così vogliamo chiamarla) è quella di far leva sull’acquirente completista e fidelizzato, che compra qualunque cosa esce col marchio Tex. Le controindicazioni di questa “strategia” com’è evidente sono due. 1) la cosa va a discapito delle altre serie della casa editrice (se uno compra 4 Tex al mese probabilmente rinuncia - per soldi e/o mancanza di tempo - a prendere anche Zagor o Nathan Never, mentre una volta con un solo albo di Tex era molto più facile che l’acquirente Bonelli acquistasse anche gli altri personaggi). 2) lo stesso lettore di Tex si stanca (saturazione del mercato) e comincia a scremare. E quando uno comincia a mollare i collaterali diventa più facile mollare anche la serie regolare. Gli utili che fai nell’immediato, aumentando esponenzialmente il parco testate, con un effetto boomerang diventeranno quindi le perdite future.
  7. Forse, a storia già disegnata, non se la sono sentita di pubblicare Casertano sulla regolare (è uno di quei disegnatori, come Diso e Alessandrini, dal tratto peculiare e divisivo per i lettori di Tex) e hanno pensato di dirottarlo su un Maxi, finchè non si sono inventati questa nuova collana...
  8. 4.000 pagine inedite all'anno sono più di 400 al mese, il che significa che Tex di fatto è diventato settimanale. Negli anni '70 quando vendeva 700.000 copie ad albo e il mercato rispetto ad adesso era ENORME venivano pubblicate la bellezza di 110 pagine al mese. L'eccesso di offerta non può che portare alla disaffezione del pubblico, ovvero in termini economici: calo di interesse, stanchezza decisionale (choice fatigue) e aumento del tasso di abbandono (churn rate).
  9. In economia c'è una cosa che si chiama "effetto saturazione": la produzione supera la capacità di assorbimento del mercato. Secondo me ci siamo pericolosamente vicini...
  10. La copertina "nuda" di Claudio Villa La probabile fonte di ispirazione
  11. Ditemi che la grafica di copertina non è quella definitiva
  12. Magari è stata tagliata proprio per riuscire a incastrarci quella di Biglia...
  13. Ma non avevano introdotto la formula delle storie rigidamente divise in 110 pagine e multipli per arrivare ai numeri centenari senza patemi? Invece tagliano 10 pagine alla storia di Manfredi & Gomez, non so quante a quella di Nizzi & Volante e una trentina a quella di Eccher & Biglia. La domanda che mi faccio io è: perché stanno pubblicando le storie dei Color sulla serie regolare? Stanno modificando il set up di quella testata oppure erano storie troppo buone per finire su una serie collaterale che vende molto meno della regolare?
  14. Più che il difensore della redazione mi sembri l'inventore dell'acqua calda. Ti svelo anch'io un arcano: imporre delle decisioni comporta in genere due cose: 1) fare la mossa giusta; 2) combinare una cazzata Non so quando è avvenuto, ma il cambio di passo della storia mi pare oltremodo evidente e la mancanza di 'esplicitazione' lamentata da alcuni direi che è da attribuire principalmente a questo.
  15. Se qualcuno in redazione non avessero imposto un inopinato taglio di 30 pagine su una storia di 160, per gran parte già sceneggiata e disegnata, magari ci sarebbe stato lo spazio per esplicitare per bene tutto...
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