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TWF - Tex Willer Forum

Leo

Ranchero
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Everything posted by Leo

  1. Concordo perfettamente con quanto dice Virgin sui personaggi "ruba-scena": Mitch indubbiamente ha un ruolo centrale in questa bellissima storia, più di quanto non lo abbiano gli stessi Tex e Carson: Anche secondo me, quindi, se c'è un protagonista, in questa storia, allora quello è più Mitch che non Tex e Carson. Ma questo, a mio parere, arricchisce la saga di Tex, perchè offre al lettore personaggi di rilievo, non facilmente dimenticabili. Quando sarà passato qualche anno dalla lettura di questa storia, io la ricorder? per la sua bellezza ma anche per il personaggio di Mitch, E sarà contento di questo, perchè è un'altra bella storia nel carniere, una storia con Tex, di Tex, ma non "monoliticamente" incentrata su Tex. Ritengo che proprio in ciò stia la grandezza di Boselli, nell'ampio respiro delle sue storie dato proprio da questa varietà di personaggi. Anche mio padre è un appassionato Tex (tra l'altro, come me, adora Carson): ebbene, quando parliamo delle storie, non parliamo di Tex e Carson (i cui comportamenti conosciamo a memoria e il cui ruolo è obbligato ad essere quello dei vincenti della storia, senza possibilità di sorpresa); parliamo invece dei comprimari, dello Sceriffo Clemmons e della sua nobile fine, di Shane 'O Donnell e dei ragazzi dell'Oca Selvaggia, del Sergente Torrence, dei detenuti della Grande Invasione... Personaggi che possono concludere la loro vicenda da vincenti ma anche da perdenti, il cui destino comunque non è segnato ma aperto ad ogni situazione... ciò, questa loro "fragilit?", li rende umani, e qui sta la loro grandezza, che fa da contraltare all'obbligato superomismo dei protagonisti Tex e Carson (che, comunque vada, non possono ovviamente n° fallire n° morire...)In un altro commento, Ymalpas ha scritto che il capolavoro degli anni '80 è stata Fuga da Anderville: sono d'accordo, e infatti, anche qui, Tex è co-protagonista, ma i veri protagonisti sono i due cugini legati dal sangue ma divisi dalla guerra fratricida... In definitiva, forse non sarà molto "texiano", ma io spero che Boselli continui così...
  2. Io ho trovato la storia un p? contorta, Anche il personaggio di Raza non è azzeccatissimo, proprio per la sua linearit?, e trovo anch'io, come Anthony, Non sono d'accordo invece sul fatto che Raza sottragga spazio a Tex, ma in generale io sono per un alleggerimento della figura di Tex a favore di comprimari all'altezza, del calibro di Ray Clemmons o Shane 'O Donnell: la presenza di simili indimenticabili personaggi, lungi dallo sminuire la figura di Tex, a mio parere accrescono di gran lunga il tenore e lo spessore della saga.
  3. Concordo con quanto dice jack65 sulle debolezze della storia, soprattutto nel finale. Ciononostante, ritengo la stessa più che buona, avvince il lettore senza annoiare mai, ha il merito di proporre il non banale personaggio di Gus e di destare curiosità su chi sia il traditore del marito della bella June. Non è una storia scontata, e scusate se è poco... Complessivamente un 7,5
  4. Ciao Paco, mi dispiace che Boselli stia scrivendo una storia su Yama: capisco che Mefisto sia uno dei nemici più amati, ed è sicuramente il più famoso, quello il cui nome è noto anche ad un pubblico non propriamente texiano. Purtroppo, io cerco in Tex la verosimiglianza, e mi infastidiscono le storie dove invece è presente l'elemento soprannaturale. Sia chiaro, io leggo Dylan Dog e ho comprato diversi Dampyr, quindi non sono a priori contro il soprannaturale. Ma in Tex proprio non riesco a vederlo: se compro Dylan Dog, so cosa mi aspetta, se compro Tex voglio leggere storie western, non horror-western. Poi, lo so che Mefisto e il soprannaturale, essendo stati introdotti da GL Bonelli, appartengono ai canoni "classici" texiani, ma, per l'appunto, speravo restassero "classici", senza ritorni futuri... Comunque, al di l' di questa mia pregiudiziale, se a tanti appassionati queste storie piacciono, è giusto che gli autori ne tengano conto. Io, quando uscir? la storia con Yama, seppure del grande Boselli, non so se la comprer?...
  5. Francamente non mi aspettavo che questa storia potesse mietere commenti così entusiasti. L'ho letta nel 2002 e poi non ci sono più tornato sopra, perchè anche per me, come per Piero e per Cheyenne, è una pregiudiziale troppo forte Un vecchio nemico, peraltro, che poteva andar bene negli anni '70, e la cui saga si era conclusa in quegli anni: che senso ha, mi sono chiesto già nel 2002, all'uscita dell'albo, riscrivere una storia su di esso? Eppure, mi accorgo che un senso ce l'aveva, eccome, se a tanta gente è piaciuto... De gustibus: personalmente, spero che Mefisto non torni mai più nelle pagine di Tex. E mi dispiace anche per tutte quelle tavole del grandissimo Villa: avrebbero meritato, vista la rarit? degli interventi di Villa nelle storie di Tex, una sorte migliore...
  6. Sono d'accordo che questa storia sia una bella storia: si fa leggere bene e alla fine ci si sente appagati, e questo è incoraggiante per il futuro perchè può significare che abbiamo trovato in Tito Faraci un altro bravo sceneggiatore Tex. Non la definirei però assolutamente capolavoro: il soggetto è poco originale, la trama si sviluppa su binari saldi sul terreno senza mai "scartare" con qualche colpo di scena, e i comprimari (cattivi e buoni che siano), che ritengo fondamentali per "alleggerire" Tex e rendere più ariose le storie (e che mi fanno amare le storie di Boselli), non sono assolutamente all'altezza. I disegni dei fratelli Cestaro sono davvero belli: l'espressivit? del volto dei personaggi è superlativa, e anche Tex è in grandissima forma. Buona storia, quindi, godibile, appagante, ma assolutamente non memorabile.
  7. Questa storia è semplicemente epica, ma ti lascia l'amaro in bocca: considerata la qualità di queste pagine e la grandezza di questa sceneggiatura, è davvero un peccato che Berardi non abbia mai più scritto storie per Tex. In Bonelli si pensava che lo stile kenparkeriano di Berardi avrebbe snaturato Tex: chissà cosa ci siamo persi, invece (l'esperienza successiva di Boselli insegna...). Peccato: ci resta, almeno, questa pietra miliare; poi, per attutire il rimpianto, ci si può sempre leggere qualche bel Ken Parker...
  8. Il Passato di Carson è semplicemente il più grande capolavoro dell'intera saga texiana, una storia che meriterebbe una trasposizione cinematografica che consentisse di apprezzarla anche ad un pubblico più vasto di quello texiano. Il critico Gianni Canova defin° i film di Sergio Leone come partite di calcio fatte solo di azioni da goal. Ebbene, qui è un goal continuo, spettacolo ed emozioni purissime. I protagonisti assoluti della storia sono Carson (e già questo me la fa piacere ancora di più, perchè ritengo che al Vecchio Cammello si debba ritagliare un ruolo di spessore ancor maggiore, rendendolo non semplice spalla di Tex, ma vero e proprio co-protagonista, capace di pensare autonomamente e di risolvere i problemi senza che la soluzione debba necessariamente venire dalla ?balia? Tex) e Ray Clemmons: L'altro punto di forza di questa storia è l'atmosfera : sono dettagli, ma quanto significativi! Semplicemente magistrale Marcello: il suo Carson è tra i miei preferiti in assoluto, ma, anche in tal caso, al di l' dei singoli personaggi o situazioni, ciò che preme sottolineare è l'atmosfera: il Montana, la polvere, il vento, il Golden North, il Trading Post, la prateria, il passato, il presente, la desolazione, la nostalgia: tutto questo è tangibile, presente, vivo, grazie ai disegni di Marcello. In definitiva, un grazie a Boselli e Marcello per questa storia: non un semplice fumetto, ma, per quel che può contare il mio parere, una vera opera d'arte.
  9. Un grande augurio a Mauro Boselli. La persona giusta. Buon lavoro
  10. Ho riletto oggi questo Maxi Tex, e l'ho trovato davvero godibile. Nonostante il soggetto non sia per niente originale (la solita storia del grande allevatore che vuole ingrandirsi a spese dei suoi vicini), è talmente ben sceneggiato che davvero non ci si annoia mai. I ritmi sono serrati, i dialoghi tra Tex e Carson sono gustosissimi e mi hanno fatto sorridere spesso, e poi anche i personaggi sono tutti ben caratterizzati: da Mac Coy, che nonostante rappresenti la classica figura del pioniere spicca per la sua obiettivit? sugli indiani (cosa probabilmente rara tra i pionieri dell'epoca) e anche per il suo "romanticismo" (si vedano i dialoghi con la moglie morta sulle attività più minute del ranch), al figlio di Bascomb, la cui figura d', a mio parere, spessore alla vicenda per la lotta intestina tra il padre-carogna e il figlio-idealista; da Bascomb padre, le cui parole finali sul figlio che segue il proprio istinto, mentre in precedenza l'aveva bollato come "smidollato", in parte riabilitano ai miei occhi questo personaggio, che si mantiene obiettivo e privo di rancore anche nel momento della disfatta, alla vedova Herrero, figura, direi, "epica" sia quando accarezza la testa del marito morto con occhi pieni di disillusione, sia quando, alla fine, la si vede in sella al proprio cavallo sulla sommit? della roccia in attesa di consumare la propria vendetta. Un Nizzi, a mio parere, davvero in grandissima forma. Anche i disegni di Repetto mi sono piaciuti, e concordo che ricordino tanto il grande Ticci. Voto: 8 PS: è la prima volta che scrivo su questo forum, e volevo ringraziare i curatori per averci dato la possibilità di scambiare opinioni tra appassionati texiani.
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