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TWF - Tex Willer Forum

Dix Leroy

Ranchero
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Everything posted by Dix Leroy

  1. E' una uscita obbligata per mancanza di materiale inedito, chiaramente in perdita pur di non perdere l'appuntamento periodico. Edizione ampiamente fuori tempo massimo in quanto dall'edizione originale (ancora reperibile nelle fiere), ci sono state delle ristampe in bianco e nero (in scala di grigio) più o meno amatoriali e poi il volume a corredo del dvd "Come Tex Nessuno Mai", peraltro con la stessa colorazione, che credo sia presente in moltissime librerie dei texofili, tra cui la mia!
  2. E' che qui in Italia la narrazione è diluita oltremisura e il pubblico apprezza. Con i "cineromanzi" delle epoche passata in dieci pagine si raccontava una vita intera, mentre oggi in trenta non si è ancora capito dove lo scrittore vuole andare a parare. Chiaro che nei "romanzi a fumetti made in Italy" o nelle storie brevi si va a raccontare poco più che un aneddoto.
  3. Proposta sensatissima per noi lettori, peccato che il "contratto capestro" non lo permetta, quindi ogni "evento speciale" deve trasformarsi in una "testata regolare", a scapito della qualità prima e della effettiva voglia di comprare per noi appassionati. E difatti il primo Texone (e forse quello di Magnus) assieme a "Oklahoma" restano albi impressi nei nostri cuori in quanto "eventi speciali".
  4. Purtroppo questa serie ha come uniche frecce al proprio arco il nome del disegnatore e il formato più grande. L'ospite, tranne pochissime eccezioni, si trova a disagio perché trova una enorme eredità con cui confrontarsi e quindi è guardingo e preferisce restare sul solco della tradizione. Lo scrittore ha gli obblighi del padrone di casa e cerca di non mettere in difficoltà il nuovo arrivato, insomma è tutto un "permesso", "ma si figuri", "facci come fossi a casa sua", "ma non mi permetterei mai". Poi con l'enorme sforzo produttivo i tempi per la revisione sono minimi (tipo le diverse imperfezioni che ho notato sul texone di Villa) e quindi i risultati questi sono. Rifondare il Texone è pressoché impossibile, anche se lentamente si è trasformato in un normale albo doppio cresciuto troppo in diagonale. Disegnatori grandi ce ne sono stati parecchi, ormai quelli che mancano sono quelli che hanno declinato l'invito!
  5. Il Texone dovrebbe essere "l'evento" annuale di Tex. Sappiamo che per contratto deve uscire altrimenti si scatena il putiferio tra editore, stampatore e distributore (altrimenti avrei scritto che se qualche anno saltasse non sarebbe certo la fine del mondo), ma almeno che il volume valga la pena di essere acquistato. Un compromesso da tener presente è diminuire leggermente la foliazione, giusto per non far scappare a gambe levate i disegnatori interpellati. L'albo costerebbe un po' meno e magari qualche nuovo lettore ci fa un pensiero. L'altra soluzione è prendere a prestito un modo di lavorare americano: disegni di uno e chine di un altro...
  6. Non si può non essere d'accordo con tutto. Si pensava di poter "osare" di più perché essendo una questione "tecnica" e non "artistica" non si andava a urtare la suscettibilità di nessuno, ma soltanto occupandoci del modo in cui la casa editrice pensa di limitare la qualità di realizzazione per motivi economici, negligenza o anche selezione tra disegnatori di fascia alta o meno. Il caso Frisenda (di cui avevo già sentito) purtroppo fa pensare male, ma come ipotizzavo io poteva esserci una possibilità che Brindisi stesso non sia nella possibilità di scansionare i suoi disegni in maniera ottimale.
  7. C'è del vero in quello che scrivi e che pensi, ma come si discute della sceneggiatura, delle sue pecche o dei suoi pregi o del tratto eccelso o "tirato via" di quello o di quell'altro disegnatore, perché (in una storia che non si è conclusa e quindi non se ne può dare un giudizio definitivo) non soffermarsi anche su particolari più tecnici? Un fumetto deve essere gradevole da ammirare, ma se il risultato finale non è quello che l'artista si aspettava, non è come se lo aspettava il curatore della testata e in più colpisce negativamente il lettore più attento, mi sembra un argomento abbastanza importante. Io vedo una ingrossatura sistematica del tratto, voluta o non voluta che sia, e quello rende brutta l'ombreggiatura e anche tutto il resto. Lasciando perdere la "tavola originale" il cui mistero resta avvolto nelle nebbie... Come ho detto ieri (o l'altro) in altri contesti ma sempre Bonelli tavole a mezzatinta esistono eccome, e vanno trattate in maniera diversa da come si tratta un disegno "a tratto". Peccato che l'artista non sia dei nostri: facesse un piccolo schizzo per noi in esclusiva potrei processarlo in vari modi e farvi vedere quanti risultati si possono ottenere da uno stesso originale.
  8. Però potrebbe esserci di aiuto nel capire cosa nelle informazioni che abbiamo o che erroneamente ipotizziamo invece di farci passare per deficienti. Così quel pochissimo che abbiamo per animare il forum viene tacciato sul nascere e ci troviamo non solo senza argomenti ma anche restiamo col dubbio nella discussione in corso. Ma non è la prima volta e non mi arrabbio più come un tempo, perché è solo tempo sprecato. Io evinco ancora che il tratto di Brindisi in quella tavola (di prova? Ridisegnata? Stampata e venduta come originale?) ha un tratto molto più gradevole di quello che vedo nelle anteprime Bonelli e negli albi stampati (il 27 ce l'ho). Si tratta solo di una matita? La zona grigia dei pantaloni di Tex sembra avere il medesimo effetto "carboncino", solo che meno marcato. Su quello ci voleva chiarezza da parte dell'"addetto ai lavori". E poi si, sono sordo e ho anche l'acufene a 8500hz (si tratta di una nota MI).
  9. Come al solito l'ex curatore si inalbera per sciocchezze e non vede mai il punto del discorso, quindi lasciate perdere, comprate Tex Willer e statevene zitti, soprattutto sul forum. Io se devo commentare Tex vado in edicola. Là mi danno spesso ragione e non si arriva mai a male parole come succede sempre qui. Le tavole le scansiona Brindisi e sono perfette, in redazione le trattano come fosse oro e in tipografia fanno gli straordinari controllando con una lente di ingrandimento grande un metro che siano uguali all'originale che viene loro fornito per fare il confronto. E fino alla conclusione dell'avventura (con lodi per la splendida storia) non c'è niente altro da aggiungere. Dimenticavo: Frank_One (che saluto e spero non me ne voglia anche lui) va cacciato e denunciato, in quanto ha postato e pubblicizzato un sito dove vendono dei falsi
  10. Ci lavoro con gente che fa del suo meglio per non dover far fare a chi è del mestiere. Non sto facendo l'avvocato dell'accusa, ma sto solo mostrando agli utenti del forum le possibilità reali che potrebbero causare il problema. Che poi a qualcuno la discussione non piaccia è un suo problema, visto che altri utenti dicono la propria in merito. Il tipografo (come giustamente dici tu) fa le magie, ma solo se ha tempo e per quelle grandissime perdite di tempo ci guadagna qualcosa, altrimenti (e ammetto alla corte la mia colpevolezza perché mi succede tutti i giorni), lascio correre imperfezioni, aggiustamenti e perfino errori di ortografia. Se dobbiamo finire il lavoro stasera e sono le 18.00 salvo e mando avanti, non mi daranno una medaglia al valore, ma non ero tenuto a sistemare! Abbiamo stampato depliant a colori con immagini a 72dpi in RGB, perché quello avevamo. Se le foto si vedono sgranate e si permettono di contestarle e dire che è stata colpa mia, allora come mi insegnano Tex e Carson, piovono legnate! E questo mostra che la tavola originale poco a che fare con quello che si vede sul "giornaletto". Sembra che la vignetta sia stata rimaneggiata molto e quello che era un paio di jeans grigi è diventato l'odioso scarabocchio nerastro di cui stiamo parlando. Poi c'è da capire com'è questa scansione da originale, che sembra veramente appena abbozzato, ma forse è stata troppo schiarita da chi l'ha postata. Insomma che il discorso piaccia o no ce n'è da approfondire, senza dover per forza sfociare in caciara o denigrare le competenze o i pareri altrui. perfino il contorno della vignetta è stato rifatto!
  11. Il fatto che Brindisi provveda a sue spese a realizzare le scansioni vuol dire gran poco, dipende che impostazioni usa, che apparecchio adopera, qual'è la qualità del sensore... Poi se vi arrivano jpg compressi il danno è alla fonte. Disegni come i suoi vanno "scannati" alla massima risoluzione possibile, senza aggiustamenti cromatici automatizzati, salvati in png o tiff in scala di grigio e poi in stampa le zone grigie andranno retinate. Tale e quale la prima storia dello Zagor+ N°19 che ha una resa eccellente. Presumo invece che i disegni di Brindisi vengano processati come normali disegni a china vecchio stile: tutto nero senza alcuna sfumatura (con l'effetto fotocopia, appunto). Siamo sempre lì: occorre metterci più cura, occorre più tempo ma a volte la regola dall'alto è: muoversi e costare poco! Bruno stesso dovrebbe accorgersi di lavorare inutilmente, speriamo rinsavisca, il suo stile ai tempi di Nick Raider piaceva, ma mi piaceva anche Ramella, oggi invece non lo riconosco più!
  12. In ufficio abbiamo una multifunzione A3 che scansiona fino a 600 dpi a velocità superiore a quella che ci metterebbe a fotocopiarla e con definizione che a casa non riesco ad ottenere. D'accordo costa un po' il noleggio, ma se non si deve stampare molto il toner lavora parecchio prima di dover cambiare le cartucce. Mi rifiuto di pensare che in Bonelli non abbiano qualcosa di anche migliore. Diverso il discorso se è lo stesso artista che, per non portare il suo lavoro in via Buonarroti, manda le scansioni a 150 dpi usando il suo scannerino usb1 comprato al centro commerciale vent'anni fa. Ricordo anche che salvando i file in jpg con compressione anche minima, a ogni apertura e risalvataggio qualcosa viene perso. In ultima nel passaggio prima della stampa l'operatore assembla il volume e genera un pdf per l'esecuzione delle matrici di stampa. In quel caso un salvataggio con compressione (che non si dovrebbe fare) può causare bei danni.
  13. Se non si può scrivere la propria opinione sulle storie (sceneggiatura o disegni) allora è inutile iscriversi a un forum. Diso ha fatto una vita su Mister No e sarebbe stato disumano lasciarlo per strada, soprattutto alla sua età. In redazione hanno valutato che solo su Tex avrebbe potuto lavorare con lo stipendio a cui era abituato, ma solo sui collaterali i lettori avrebbero "sopportato" il suo stile. Quindi massimo rispetto per la persona, ma da subito non era un disegnatore "da regolare". Il fatto che era prolifico non giustificò il Maxi semestrale: lo rese obbligatorio! Per quanto riguarda Volante mi trovo d'accordo con quanto letto su "Baci e Spari", con l'aggiunta che la sceneggiatura affidatagli non gli fu d'aiuto a lavorare con il necessario entusiasmo. Speriamo che le prossime storie lo appassionino di più.
  14. In realtà all'elenco manca "Gli eredi di Vindex" della collana a striscia in 12 episodi solo per fumetteria. Ma credo di averla comprata solo io. E' l'unica storia inedita di Tex che ho comprato e letto nel 2024, seppur non a ogni uscita quindicinale anche perché arrivava a singhiozzo al negozio e almeno una l'ho dovuta richiedere come arretrato in quanto svanita nel nulla, pur in abbonamento. Avventura dimenticabile illustrata "alla Galleppini" da un buon Torricelli ma scritta abbastanza coi piedi dal veterano delle strisce Burattini. Credo siano oggi entrambi allegri pensionati.
  15. Con la risoluzione dell'immagine postata non posso far miracoli, ma con Photoshop la cosa si può sistemare abbastanza bene (ma nel 2026)
  16. Immagino la tristezza con cui venivano esaminati questi disegni in redazione. Il volto di Tex ridisegnato (ma anche il cappello e la proporzione rispetto al resto) è più galeppiniano di quello effettivamente realizzato dal maestro. Il fatto è che ancora ci sapeva fare (tutto il resto è pressoché perfetto), ma non riusciva più a curare i dettagli.
  17. La componente colore è quanto di più soggettivo si possa avere (dopo i gusti musicali). La colorazione alla "Topolino" è semplice e d'effetto, ma per personaggi non realistici. Colorare i supereroi con tinte naturali toglie tutta l'atmosfera surreale del racconto. Il west è fatto di mille sfumature, tinte vivaci e paesaggi spettrali, lo può certo confermare chi ci è stato. La colorazione della collezione storica ha un tipo di cielo di giorno e un tipo di cielo di notte, qualunque sia la zona in cui i Rangers operano; qualunque pianta venga raffigurata avrà lo stesso marrone per il tronco e lo stesso verde per le foglie! Tex 200 ha tinte estreme quasi psichedeliche e sempre vivaci, ma resta il mio fumetto a colori preferito della collezione. I primi libri Cepim/Mondadori avevano una colorazione magica, quasi artistica, alla faccia di chi dice che i disegni nati per il bianco e nero così devono restare. Poi c'erano alcuni personaggi in primo piano monocromatici (verdi, rossi, gialli): il colore diventava emozione e soprattutto gli sfondi spesso non mostravano il paesaggio ma indicavano la rabbia, l'attesa, la violenza o viceversa la quiete o il ristabilito ordine!
  18. Si è presentata l'occasione di una coloritura industriale a prezzo vantaggioso, per cui si è preferito affidare tutto il possibile a GFB Comics. Probabilmente i libri "strenna" di Mondadori (e Cepim) non erano stati colorati "in casa", oppure il materiale cartaceo si è perso e comunque anche le pellicole sarebbero dovute essere riscansionate con risultati modesti (come lo sarebbe comunque scansionare vecchie copie stampate). La colorazione per le edizioni storiche di Repubblica (che in Bonelli oggi riciclano in qualsiasi occasione) è così: standard, tenue, con un uso sempre uguale dei toni, degli sfondi, per non dire dei cavalli e degli abiti, escludendo ovviamente la camicia giallo acceso del protagonista. Non hanno mai tenuto conto delle edizioni precedenti, anche quando ricoloravano i numeri centenari. Dopo cento pagine così io comincio a sbadigliare e perdere l'attenzione, difatti arrivato al 52° volume mi sono dimenticato di comprare i successivi!
  19. E' più che altro un documento di uno dei rari casi di Galep che disegna qualcosa che non è Tex dopo gli anni cinquanta. L'autore non aveva ancora i problemi di salute che segnarono il suo declino artistico, ma il grande formato non gli era più congeniale. La storia poteva essere migliore vista l'occasione, ma sia Bonelli (Gli Sterminatori) e sia Nizzi (Il segno del serpente) non seppero essere di valido supporto al Galep in "trasferta" su un formato diverso dal consueto. I colori di GFComics come sempre sottotono, pigri e ripetitivi. Capisco che si voleva omaggiare Nolitta anziché Galep, ma io in questa collana aspetto "Occhio Cupo"!
  20. Parlo per sentito dire quindi il mio pensiero vale quello che vale. Al tempo della Collezione Storica si disse che non tutto quello che veniva scritto era in realtà opera di Sergio Bonelli (si tratta veramente di un sacco di testo). Quindi deduco che c'erano altre persone in grado di recuperare memoria storica, aneddoti e curiosità interessanti da leggere. Nell'anastatica a strisce la cosa presto si è ridimensionata a favore di articoli che veramente hanno a che fare con i fumetti di cui sono compendio. Come se o nessuno conserva più memoria di quei tempi, o che si è valutato che al pubblico pagante la cosa non importi. Stessa cosa per quel catalogo sulla mostra anniversario su Tex, in cui gran parte delle pagine è dedicata agli avvenimenti che cambiavano il paese durante i decenni (a volte erano meri anniversari delle altre pubblicazioni Bonelli...)
  21. E ogni tanto buttavano (almeno quando compravo le strisce) nella busta il contenitore (sempre uguale) per conservare con cura questi opuscoli. Non mi ricordo neanche dove li ho messi. Continuo a ritenere Gianni Bono un pilastro della cultura fumettistica, ma qui di certo non fa quasi niente per dimostrarlo.
  22. Ho come il sentore che non si farà! Mi sarei offerto per leggere tutte le storie di quell'anno (ma a casa posseggo un solo albo), anche soltanto quello oggi potrebbe essere problematico!
  23. A me è andata molto peggio di Diablero: pur avendo sovvenzionato la Bonelli molto più dell'anno prima (in cui avevo preso soltanto il bis), nel 2025 non ho letto una sola storia inedita di Tex, preferendo altro o rileggendo vecchie avventure, autoescludendomi totalmente dalla votazione.
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