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About Condor senza meta
- Birthday 09/06/1979
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Antonio Barreca
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[Romanzi A Fumetti 19] Dinamite
Condor senza meta replied to MacParland's topic in Romanzi a fumetti di Tex
Scrivo in questo topic solo per completezza di commenti, ma ammetto che il volume non l'ho preso, avendo già letto la storia sul Magazine. Di fatto non potrò esprimermi sulla colorazione, ma, anche comprendendo le necessità editoriali di piazzare una ristampa pur di non pagare a vuoto il distributore non avendo pronto un albo inedito, troppi doppioni nella collezione non mi vanno giù, quindi alcune rinunce da lettore sono doverose. Per ciò che riguarda l'episodio di Boselli-Dotti, dedicato al celebre pard a quattrozampe del giovane Tex Willer, ricopio per intero il giudizio che avevo scritto nell'apposito topic del Magazine il 1 gennaio del 2022. Dinamite Già è raro che Mauro "balbetti" su un episodio, quasi impossibile che ciò accada due volte consecutive, difatti, la seconda prova, che omaggia un caro "compagno" storico del nostro Tex, ovvero il fedele Dinamite, è di tutt'altra caratura. Già l'idea di base mi è piaciuta: di Dinamite si erano perse le tracce da anni e personalmente, come altri lettori desumo, pensavo che fosse morto da tempo. Invece Mauro ce lo mostra in una "tranquilla vecchiaia" con tanto di famiglia e branco, nel cuore della sconfinata riserva Navajo. Ma i grandi eroi non possono fare a meno dell'avventura e anche il nostro simpatico quadrupede è chiamato all'ultima grande missione, al fianco del suo celebre cavaliere. Storia atipica, ma gustosa, in cui le luci della ribalta sono tutte concentrate sullo straordinario cavallo. Borden stavolta non sbaglia una mossa e ci regala un finale intenso e commovente. Il sacrificio di Dinamite che spende tutto se stesso (e le residue energie) per salvare il caro padrone è molto struggente e non poteva esserci commiato migliore per un simile comprimario storico. Molto efficaci e belli pure i disegni di Dotti, disegnatore che apprezzo da sempre e reputo prezioso per la saga, visto la sua duttilità unita a qualità e celerità. Il mio voto finale è 8 -
Questo cartonato rappresenta la tipica storia che piace tanto al sottoscritto. Ci troviamo una bella e inquietante leggenda, una trama ben ingarbugliata, un bel parterre di personaggi magistralmente dipinti dalla penna di Borden, molta azione, pochi tempi morti, una spiegazione razionale che dovrebbe sconfessare il paranormale, ma una poetica vignetta finale con Adelma che si staglia ai raggi vermigli del tramonto dietro il suo spettrale amato che rimette in discussione ogni considerazione in tal senso. Se a tutto questo aggiungiamo il fascino dell'ambientazione messicana, la particolare e affascinante festa dei morti con tante maschere scheletriche e i disegni maestosi di Gomez e il dado è tratto. Mauro dosa bene sceneggiatura e dialoghi e riesce da par suo a creare una suspence particolare che accompagna il lettore durante la breve lettura. Il mistero che si aggira attorno alla spettrale figura del Charro Negro capeggia tra le pagine e il giallo a tinte noir che ne scaturisce mi è molto piaciuto. Alla tirata delle somme, la trama espone il suo intreccio "terreno" con la vendetta di un figlio che vuole punire chi ha causato l'ingiusta detenzione del padre, ma seppur plausibile come epilogo, il fascino paranormale del Charro con il viso di teschio e l'oro maledetto, rimane impresso nella mente. Oltre alla già citata vignetta finale, altre scene d'impatto mi hanno colpito, vedi la rapina in chiesa durante il racconto, con il terrificante gioco d'ombre creato sul viso della sacra statua da un fulmine, o la luna con sembianze di teschio. Molto particolare pure la figura di Adelma, che rappresenta il filo di congiunzione fra razionale e paranormale nella trama. In tutto questo Tex e Carson brilleranno nelle indagini e scopriranno chi si cela dietro la sanguinosa pantomima del cavaliere vestito di nero, facendo luce sugli avvenimenti del passato che lo hanno spinto sulla sanguinosa via della vendetta Personalmente lo ritengo il miglior cartonato, anche superiore a Pearl che già mi aveva appassionato e di certo non è secondario il contributo di Carlos Gomez alla riuscita della prova. Il maestro argentino bissa il suo ottimo esordio sul format, con un'ulteriore esecuzione perfetta, dimostrando che anche cambiando le latitudini dell'ambientazione, il suo tratto è comunque garanzia di qualità sopraffina. Molto belle e suggestive le sequenze carnevalesche, ma tutto nel complesso merita un plauso, dai paesaggi ai personaggi, dalle scene di azione, ai cavalli. Prova letteralmente sontuosa. La colorazione della Piazza è più accesa rispetto a Yellow Bird, ma vista l'ambientazione e la tematica, ci sta tutta. Comparto grafico ideale che integra e completa la sceneggiatura ispirata di un Borden sempre a suo agio su queste tipologie di storie. Il mio voto finale è 8
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[Romanzi A Fumetti 18] Bounty Hunters
Condor senza meta replied to MacParland's topic in Romanzi a fumetti di Tex
Prosegue il mio recupero (tardivo!) degli albi facenti parte questo Format. Dopo due episodi notevoli, stavolta sono rimasto un tantino più freddo. Ruju confenziona si una storia classicamente western, ma, a mio avviso, non coinvolge più di tanto il lettore, per via di una certa prevedibilità di trama e per alcune trovate, usate altrove, che non mi hanno convinto. Pronti via, una movimentata sparatoria in Messico, con Tex che rischia di essere impiombato per non sparare tra la folla (idea reciclata anche nell'ultima storia sull'inedito con Kit protagonista). Ora, capisco che Tex non vuole spargere sangue innocente e ci sta, ma la sua abilità gli permette di disarmare un avversario pure tra la gente, soprattutto in circostanze in cui l'indecisione ti porta a rischiare di essere impiombato a tua volta dal nemico, che simili scrupoli non se li crea. Una prova alla mia ipotesi? Poche pagine dopo il ranger uccide il Bounty Killer di colore con uno sparo di precisione chirurgica, nonostante il rischio di colpire la giovane messicana presa come scudo dall'avversario. Sorvolando questo aspetto, trovo forzato l'accordo dei quattro cacciatori di taglie. In primis il premio di mille dollari non mi sembra fosse una cifra così stratosferica da portare il "gambler" a dividere con altri colleghi la posta, (e soprattutto loro ad accettare, a che pro?) ma poi, visto che l'esigenza nasceva dal fatto di dover confrontarsi con un mastino come Tex, che senso ha il piano di attentati a gradi, con la sequenza scelta dal tiro dei dati truccati? Magari sono un po' troppo severo, ma la scelta mi sembra più dettata dall'esigenza di creare un briciolo di originalità allo scarno soggetto, piuttosto che alla plausibilità narrativa. Mi ricorda vagamente l'idea delle quattro vedove a caccia di vendetta: magari due potevano funzionare, ma il doppio è obiettivamente esagerato. Piccola parentesi: la presentazione dei quattro bounty hunter fatta a beneficio del lettore, forse era meglio che la facesse un personaggio esterno magari parlando con un amico all'arrivo del gruppo in villaggio, scegliendo invece che sia proprio uno di loro a farla, mi sembra Carlo Conti alle prese con la conduzione del Festival. L'epilogo a suo modo rivaluta l'onore del bandito, ma nonostante la sorpresa non riesce a infliggere nemmeno una ferita di striscio al ranger, però ammetto che la tempistica dell'arrivo perfetto per togliere la corda dal collo al giovane ingiustamente accusato di omicidio, mi fa storcere il muso. Per ciò che ho appena cercato di illustrare, l'episodio di Ruju, stavolta faticherebbe a raggiungere la sufficienza ma l'accordo comunque grazie all'opera grafica di Rotundo. I disegni sono tutto sommato ben fatti e funzionali ma ho apprezzato soprattutto la raffinata colorazione pittorica e manuale, che arricchisce oltremodo le tavole e dona un tocco di classe all'opera. Sono rimasto letteralmente estasiato da alcuni effetti in sfumatura sugli sfondi e i paesaggi, ma mi ha molto colpito anche la maestria nel dipingere volti e panneggi di abiti, con i jeans di Tex che alle volte sembano davvero reali. Ottime finora le colorazioni digitali sulla collana, ma quando l'artista ci delizia con pennelli, ecoline e sfumature manuali (vedi Serpieri, Breccia e lo stesso Rotundo) l'albo che stringi fra le mani assume un tocco di magia retrò che intenerisce il cuore. Il mio voto finale è 6 -
[Romanzi A Fumetti 17] La fonte della giovinezza
Condor senza meta replied to MacParland's topic in Romanzi a fumetti di Tex
Ho avuto come l'impressione, durante la lettura, che l'albo avesse una durata maggiore rispetto agli altri cartonati. Ciò è dovuto molto presumibilmente alla trama alquanto ingarbugliata, che si dipana tra le pagine. Giusfredi, ricollegandosi a una vecchia storia di Zagor, tira fuori un soggetto molto particolare e una sceneggiatura possente che si fa apprezzare. Storia molto boselliana, sia per tematica che per ricchezza di personaggi, "l'allievo" Giorgio si guadagna una promozione sul campo, riuscendo a tenere il lettore sull'attenti e incollato alla pagina. Personalmente mi son sentito totalmente rapito dalla trama e anche il colpo di scena finale ci sta come una ciliegina sulla torta. Azione, leggende, misteri e Tex che scaglia pure la scure di Zagor durante la battaglia, cosa volere di più. La ricerca della mitologica fonte della giovinezza, si rivelerà un'arma a doppio taglio e il padre della ragazza la pagherà cara, secondo la punizione del destino che sulla saga colpisce spesso chi si macchia le mani di crimini. A me, nel flashback ricorda un giovane Piero Pelù , mentre nell'epilogo il figlio col pizzetto pare un omaggio allo stesso Giusfredi, ma magari Civitelli non ci aveva affatto pensato e sono io che ho scorto somiglianze non presenti. Cartonato avvincente che mi ha lasciato soddisfatto. Sotto l'aspetto grafico, la presenza di Civitelli (uno dei miei disegnatori preferiti da sempre) era una garanzia. Concordo tuttavia con chi prima di me ha detto che il maestro aretino è alquanto "imbrigliato" nel colore e che il suo talento è decisamente più valorizzato nel classico bianco e nero. Consapevole della originalità del formato, il disegnatore varia un po' il suo stile, per lasciare più spazio al colorista (ovviamente quasi del tutto assenti i puntinati) ma mantiene la consueta maestria nella costruzione delle vignette, nei paesaggi e sulla realizzazione dei personaggi. Interessanti alcune trovate in quanto a gabbia non bonelliana, porto l'esempio della tavola divisa in nove vignette di uguali dimensioni ma alternate fra quelle contornate e quelle non. Meno memorabili invece quelle in flashback, che anche a me ricordano vagamente le pagine dei vecchi album Panini delle figurine. Prova alquanto positiva, non poteva essere altrimenti trattandosi di un asso come Civitelli, ma continuo a preferirlo decisamente in bianco e nero e nella classica gabbia bonelliana, suo naturale habitat artistico .Il mio voto finale è 8 -
[Romanzi A Fumetti 16] Pearl
Condor senza meta replied to MacParland's topic in Romanzi a fumetti di Tex
Ti ringrazio per il chiarimento Mauro. In effetti, come già scritto nel commento, non ero a conoscenza della biografia storica della Hart, ma la tua storia mi ha fatto venire voglia di informarmi. Joe Boot, aldilà della sua reale esistenza, porta comunque tutte le caratteristiche del tuo stile di accurata personalizzazione. ☺️ -
[Romanzi A Fumetti 16] Pearl
Condor senza meta replied to MacParland's topic in Romanzi a fumetti di Tex
Davvero un bel cartonato. Borden riesce bene a coniugare la figura storica di Pearl con l'universo texiano e pazienza per l'inevitabili "licenze" che in questi casi non possono evitarsi. Pearl buca la pagina, con la sua sfrontatezza, simpatica follia, ma al contempo non manca di coraggio e strategia. Una donna decisa, che sa ottenere ciò che vuole anche a costo di prendere gli uomini per ... beh abbiamo capito , ma non deve scandalizzare, nel far west per le belle donzelle sole e povere era davvero difficilissimo tirare avanti. Tex e Carson, visto l'impostazione del soggetto, sono costretti a stare un po' ai margini, ma non manca l'occasione di fornire il loro deciso contributo. Un cartonato che dosa azione, alcuni frangenti drammatici e una buona dose di scanzonata ironia, con una sceneggiatura molto fluida e una narrazione funzionale e piacevole. Ho trovato molto ben calibrati anche i dialoghi, e ciò aiuta a rendere la lettura lineare e senza momenti di stanca. La sequenza del processo, con Pearl che riesce a tenere abilmente testa a giuria e platea, mi ha molto colpito. Non conosco del tutto la storia reale del personaggio, di conseguenza non so quanto sia storico o frutto della farina del sacco della fantasia del nostro Mauro, tuttavia, aldilà di tutto è una parte molto interessante. Così come è molto dolce e drammaticamente poetico il prologo, con l'uccisione del bandito gentiluomo e il recupero della pistola con il calcio di madreperla, che diverrà l'arma inseparabile per la carriera della coraggiosa biondina. Joe Boot suppongo sia un personaggio di fantasia, in caso corregetemi se sbaglio, ma ha tutte le caratteristiche caratteriali che di solito Borden riesce a dare alle sue creature. In poche pagine a disposizione di un cartonato, l'autore riesce a dipingere degnamente i suoi personaggi e non è poco. Cameo sul finale di Bill Cody (inevitabile dato che la reale storia lo imponeva visto la militanza della Hart nel Wild West Show), d'altronde con Borden l'amicizia di Buffalo Bill con i nostri è ben cementata. Molto curati e puliti i disegni di Laura Zuccheri. La disegnatrice si cala perfettamente nella parte e illustra con eleganza la trama affidatale. Le gabbie sono poco ardite rispetto ad altri cartonati, ma forse questa scelta più classica ha aiutato la narrazione a essere più fluida e quadrata. Prova grafica molto ben riuscita, con tratto pulito ed elegante, reso alquanto vintage dalla colorazione a tinte retrò ma funzionale della esordiente Annalisa Leoni. Ammetto che la prova precedente del duo Gomez-Vattani, a mio avviso è di alcune spanne sopra, ma nel complesso anche il talentuoso duo al femminile ha contribuito alla ottima riuscita di questo cartonato, che reputo uno dei migliori (come trama) di quelli finora letti. Il mio voto finale è 8 -
[Romanzi A Fumetti 15] La leggenda di Yellow Bird
Condor senza meta replied to MacParland's topic in Romanzi a fumetti di Tex
Inizio il mio commento dal comparto grafico: Gomez letteralmente mostruoso! Prova sontuosa che mette in risalto tutto il suo innato talento artistico e che vale praticamente il "prezzo del biglietto" Di disegnatori argentini su Tex ne sono transitati, ma Carlos è il fuoriclasse assoluto; vuoi per i suoi paesaggi innevati mozzafiato, l'espressività dei suoi personaggi, la dinamicità dei cavalli e delle scene d'azione, la costruzione delle vignette e per tutte quelle doti che lo rendono, a mio avviso, uno dei migliori disegnatori della nuova leva su Tex e non solo. Una nota di merito va data pure al grande Matteo Vattani, un colorista di spessore che riesce a fare la differenza e che nei vari cartonati lo sto davvero adorando. Un binomio perfetto che ha fornito una prova grafica di altissimo livello e perfetta per il format alquanto particolare. Esaurite le considerazioni sul comparto grafico, che in maniera insolita ho anteposto alla storia nella mia recensione, veniamo al nostro neo curatore Giorgio Giusfredi. Non sono il solo a pensare che Giorgio sia un giovane sceneggiatore dalle grande potenzialità, molto a suo agio poi in formati simili, più liberi dagli schemi e meno importanti in termine di foliazione. Giusfredi negli speciali dà il meglio di se, (l'ho gradito meno nella sua ultima storia su Tex Willer, dove la lunghezza dell'episodio alla lunga lo ha portato a una sceneggiatura un po' soporifera e contorta) tuttavia, sebbene la prova sia ampiamente sufficiente, poteva benissimo riuscire meglio. Se alcune sequenze sono molto poetiche, vedi il dialogo fra nonno e nipotina e varie premonizioni oniriche, la sceneggiatura la trovo poco bilanciata, con un condensato di azione eccessiva sul finale che a tratti mi ha dato un po' fastidio. Comprendo che il soggetto lineare non poteva offrire chissà quale cambio di schema, comunque la lunghissima sparatoria con i Cheyennes mi ha ricordato alcune scene di faraciana memoria. Anche alcune scene tamarrate, già fatte notare nei precedenti commenti, come Carson all'uscita della locanda e Tex tra le pallottole nemiche, potevano essere evitate, ma tolto ciò, tutto sommato errori da matita rossa non ne vedo. Yellow Bird che dà nome all'albo, tutto sommato rimane un po' in sordina, di contro ho trovato più apprezzabile la figura dell'amato, che con la sua diserzione dall'esercito, dà la stura al soggetto. Storia che prometteva molto, ma che, sebbene sostanzialmente riuscita, non sfrutta appieno la buona epicità del soggetto, anche a causa di una sceneggiatura poco calibrata e alcune trovate da rivedere per una saga classica come Tex, dove l'azione da imbattibili supereroi sono poco digerite da una platea di lettori molto sensibili a questi aspetti. Il mio voto finale è 7 -
[604/605] Attacco Alla Diligenza
Condor senza meta replied to Sam Stone's topic in Le Storie dal 601 al 700
Svelato dunque l'arcano, in effetti ero convinto di averlo scritto quel commento, difatti c'era. Ne è venuto fuori un piccolo esperimento, ovvero confrontare i giudizi dopo diverse letture. Stavolta i commenti sono molto coerenti, trattandosi di una storia effettivamente scarsa, magari in altri casi, il tempo e la disposizione d'animo diversa durante la lettura, potrebbe portare a valutazioni diverse, ma non chiedetemi di rileggere tutte le storie 🤣 Comunque, a parte gli scherzi, ti ringrazio @Poe, e se riesco in futuro seguo il tuo consiglio per uno riepilogo delle valutazioni storia per storia e centinaio per centinaio. 😊 -
[604/605] Attacco Alla Diligenza
Condor senza meta replied to Sam Stone's topic in Le Storie dal 601 al 700
Su gentile segnalazione del sempre attento pard @Poe, che ringrazio, ho effettivamente notato che manca la mia recensione alla storia in questione. Rimango dell'idea che allora la scrissi ed evidentemente è andata perduta nel taglio dei moderatori in qualche litigio scaturito sul post in quei tempi, difatti risulta che avevo votato pure il sondaggio e il post mi viene contrassegnato dal forum con la stellina, ma per completare il quadro dei commenti (e con questa realmente credo di averle commentate tutte le storie della regolare) l'ho riletta di recente per riscrivere due righe di commento. Perdonatemi ma stavolta sarò più conciso, tuttavia visto l'entità della storia, non è poi un male che se n'è perso il commento. Nizzi ormai bollito a puntino, spreca senza scusanti un soggetto interessante con una sceneggiatura piatta e piena di forzature. Ne evidenzio qualcuna: la banda di scalcinati banditi che assalta la diligenza è davvero composta da idioti, non solo non controlla il bottino (che consiste in rondelle come nel texone di Ortiz) ma poi si fa seppellire come vermi da Tracy, senza sospettare nulla. Anche il salvataggio di Davis è a mio avviso esagerato visto il crollo della diligenza dal dirupo, ma magari qui si può soprassedere. Davvero pessima la trovata del cercatore d'oro che spiattella a Tex tutti gli eventi e pure come recuperare il bottino seppellito nella miniera. Davvero una sequenza illegibile, composta da un autore che non ha affatto voglia di escogitare nulla di plausibile e si appoggia a scorciatoie davvero improponibili. Fra sparatorie e altri nodi labili, si arriva nel finale dove i nostri in pratica incidono poco, visto che il generalotto messicano la fa franca e pure Tracy che fugge alla chetichella, viene lasciato libero di scorazzare oltre confine. Un finale che mi ricorda alcune storie di Nolitta, dove i nostri si rassegnano mestamente senza punire tutti i colpevoli. Poco utilizzato pure Davis e tirando le somme si conclude la lettura molto delusi e di conseguenza la sufficienza è davvero una meta lontana. I disegni di Rossi sono buoni, ma personalmente il fatto che ricordi molto Civitelli e in alcuni casi Monti, mi fa chiedere come mai l'artista non abbia nel tempo cercato di personalizzare maggiormente il suo stile. Al debutto può starci mantenersi nei solchi di uno stile affermato, ma col tempo bisognerebbe osare un po' di più per caratterizzare la propria cifra stilistica. Comunque, a differenza dei testi, il comparto grafico la sufficienza la supera abbondantemente. Il mio voto finale è 4 -
Sebbene in ritardo, sono riuscito a ultimare la lettura della storia attuale in edicola. Episodio leggibile e dignitoso, ritmato e con molta carne messa sul fuoco da Ruju durante la narrazione. Si parte con un classico colpo al denaro destinato all'Agenzia dei Piutes, perpretato da una banda di criminali che vanno a colpo sicuro, grazie alle informazioni avute dall'agente indiano corrotto. A essere più precisi Brubaker, essendo in pugno a degli strozzini per debiti di gioco, si vede quasi costretto a vendere la preziosa informazione al capobanda Jason Hanger, difatti il colpo riesce senza problemi e tutta la manfrina dell'uso della dinamite e le poche banconote bruciacchiate per depistare le indagini, lascia il tempo che trova. Ancora più assurdo che qualcuno possa ipotizzare che la rapina l'abbiano condotta i Piutes con un simile operandi, difatti è lapallissiana la cosa e stona che Tex debba sostenerlo dinanzi lo sceriffo accorso sul luogo. Tralasciando questa considerazione, la banda commette un errore assurdo recandosi in paese dopo il colpo, scialacquando in saloon, ma Hanger ha un legame affettivo con una vedova che vive in periferia e ciò lo porta a trascurare ogni sorta di precauzione. Inizia da qui il tradimento di Vivien, che d'accordo con il giovane braccio destro del bandito, fugge nottetempo col bottino, dopo aver drogato il vino di Jason. Anche qui mi chiedo il perchè Brendan Cassel, che non ha avuto alcun rimorso a sparare a bruciapelo a uno dei due incolpevi soldati di guardia al bottino, non si liberi definitivamente del suo capo, ben sapendo che lasciarlo in vita può essere una sorta di condanna a morte, comunque i due colombi, in compagnia della piccola Sue, fuggono con un carro, destinazione California. E i nostri? Invitati alla veglia funebre del vecchio capo Piute, si ritroveranno ben presto invischiati nella storia e non meno fastidiosa l'azione del giovane testa calda Nakash, che mal sopporta che le insigne di capo vengano affidate a Tateh e si muove nell'ombra per fare scoccare una scintilla, sobillato da infidi comancheros. Il primo albo, non è male. Brendan, come prevedibile fa una brutta fine cadendo nelle grinfie dell'inferocito rivale, ma ha il tempo di svincolare l'amata che sfugge alla banda e viene accolta dai Piutes, dopo essersi persa nel deserto. Il secondo albo continua a mantenere molto ritmo e verve, ma ho avuto l'impressione che alcuni nodi di trama, l'autore li forza per far quadrare i conti. Tex e pards si ritrovano sempre al posto giusto, ripetitiva la trovata di far entrare nel gioco un vecchio socio di Henger per affrontare gli indiani e impossessarsi di Vivien e il bottino. L'albo è un condensato di sparatorie e lotte con i Piutes, con Tex e brigata che forniscono il loro supporto e rimettono ben presto le cose in ordine. Anche Tateh avrà il suo breve arco di gloria, sconfiggendo facilmente il rivale in un duello atto a consolidare il suo ruolo di capo, anche se il lettore comprende che il supporto della saggia sorella è indispensabile, visto che sembra quasi conduca lei le decisioni più importanti. Ruju d'altronde è sempre abile a tratteggiare profili di donne che si fanno notare nelle sue storie e tutto sommato, anche la controversa Vivien, nel proseguo della narrazione, ha il modo di riscattare il suo operato non del tutto encomiabile nella faccenda. Che dire, la storia mi ha intrattenuto in giorni alquanto tesi e carichi di apprrensione per via del ciclone Harry, anche se alcuni passaggi li ho capiti poco, vedi Kit che a bordo scarpata inseguendo l'infido Nakash evita di sparargli per non farlo precipitare, ma si mantiene a distanza tale che il nemico, che di certo non ha i suoi scrupoli, possa spedirgli al creatore il cavallo e difatti, senza l'intervento di Tiger, Bye bye Piccolo Falco! Concordo parzialmente anche con chi sostiene che senza i nostri la storia avrebbe funzionato lo stesso, ma non è la prima volta che accade negli ultimi anni. Hanger luci e ombre, il suo socio e i comancheros di Fort Harper onestamente evitabili, ma nel complesso storia soddisfacente, seppur lontana da potersi definire di grande spessore. Capitolo disegni: Font ha da sempre diviso le platee e non è certo una novita, tuttavia il suo livello era sempre stato tale da giustificarlo sulla regolare, sebbene il suo stile al limite fosse alquanto lontano dalla classica visione grafica della testata. Tuttavia è brutto ammetterlo, noto dopo questa prova una lieva ma evidente involuzione che ahimè, non vorrei rappresenti l'incipienza di un declino qualitativo dell'artista. La dinamicità è ancora buona, così come la narratività dei disegni, ma le vignette cominciano a essere un po' troppo sfoglie, alcune fattezze abbozzate e tavole un po' tirate via. Pochi tratteggi e un bilanciamento fra bianchi e neri meno valente rispetto al passato. Ancora la prova rientra nei paletti della sufficienza, ma sarà sempre così? Anche i più grandi invecchiano purtroppo. Il mio voto finale è 7
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Ben tornato Juan
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[726/727] Il pistolero vudu
Condor senza meta replied to Sam Stone's topic in Le Storie dal 701 al 800
Grazie pard, effettivamente manca la recensione a quella storia, eppure mi sembrava di averla scritta. L'avevo riletta ma evidentemente mi son scordato di commentarla allora, ma provvederò al più presto. Per tutto il resto, che dire pard, ti ringrazio per le tue gentili parole. Non credo di meritare alcun premio , tuttavia, vuoi la mia passione ormai trentennale per Tex o il fatto che mi trovo molto bene qui sul Forum, è stato un piacere scrivere le mie recensioni. Ho intenzione in primis di finire i commenti dei cartonati, (me ne mancono pochi mi par di ricordare) poi si vedrà. Gli speciali e collaterali sono tanti, ma con calma e tempo permettendo, cercherò di affrontare pure quelli, se non mi bannate prima. P.s. Accanto alla storia "Attacco alla diligenza" vedo la stella che di solito nel Forum contrassegna i post commentati, ma effettivamente nel topic non c'è traccia del mio intervento. Strano, in effetti ero certo di averla riletta la storiellina di Nizzi con Davis, risulta pure che ho votato al sondaggio. O ricordo male o sarà scoppiato allora qualche "tafferuglio" e i commenti sono stati tagliati in toto, in effetti rileggendo uno degli ultimi interventi scritti da Valerio, si può ipotizzare che ci sia stata maretta visto che si fa riferimento a critiche astiose. Beh, poco male, la rileggerò. -
[726/727] Il pistolero vudu
Condor senza meta replied to Sam Stone's topic in Le Storie dal 701 al 800
All’epoca dell’uscita, avevo più volte partecipato al dibattito con i miei commenti, ma mi accorgo che una vera e proprio recensione non l’avevo scritta. Provvedo adesso, a distanza di anni, facendo presente che questo commento ha una certa importanza statistica: al netto di qualche dimenticanza (ma verificherò in questi giorni con più calma), con la recensione di questa controversa prova di Ruju, il sottoscritto ha commentato e recensito tutte le storie della serie regolare! Un record? Un traguardo da celebrare? Una rottura di cabbasisi per i forumisti che si sono visti costretti in questi sette anni a sopportarsi i miei commenti? Giudicate voi. Ma torniamo al topic in questione. Ogni autore nella carriera conosce la sua Waterloo; succede a tutti e purtroppo il buon Pasquale non è sfuggito alla tradizione. Storie sottotono lo sceneggiatore, soprattutto in quel periodo, ne aveva composte alcune, ma questa è davvero una storia sbagliata per una saga come Tex. Cercherò di spiegare, come mio solito, i motivi che mi inducono a bocciare la prova, ma già adesso posso dire che alcune sequenze e trovate sono più adatte a un albo di Dylan Dog o Topolino. Il primo albo tutto sommato si regge in qualche modo, facendo leva su un’idea di soggetto che, se sviluppata meglio, poteva far portare il compito a casa. Una congiura politica ai danni di uno scomodo candidato a sindaco, l’ingaggio di un pericoloso pistolero, alquanto pittoresco, il tentativo della gang di sbarazzarsi pure del killer per non lasciare testimoni e risparmiare il premio pattuito, lo scenario esotico e misterioso della palude infestata da alligatori. Fino a qui l’episodio sembrava filare, ma a breve si spegne del tutto la luce. Già la circostanza che vede Tex e Carson “abbordati” da una bella fanciulla in difficoltà sul battell a centinaia e centinaia di miglia dalla riserva e la promessa di farle da scorta, nel raggiungere lo zio che, guarda caso, è proprio la vittima della congiura, mi puzza di scorciatoia narrativa che fa leva su una bella forzatura per colmare la carenza di un’idea più plausibile per far entrare i nostri nel gioco. Purtroppo non è solo questo l’aspetto fastidioso, ben presto la trama deraglia spingendosi verso sentieri non del tutto consoni in Tex. Il soprannaturale è sempre stato presente nella saga, ma va comunque sempre dosato bene per non tracimare nella banalità. Purtroppo Ruju, forse stressato dal troppo lavoro o non in sintonia con la tematica, si fa prendere eccessivamente la mano con la presenza della vecchia strega Marine. Oltre a fare del tutto ombra a Carillo, che tirando le somme, nel secondo albo perde lo spessore e quell’alone di pericolosità e mistero delle prime sequenze, ma soprattutto è davvero esagerato che la strega possa tranquillamente vagare da corpo a corpo a suo piacimento e addirittura arrivare a possedere pure Carson. Praticamente il potere della strega è quasi illimitato e batte su tutta la linea quello di Mefisto, Yama, Demoni vari e stregoni indiani. Non ci siamo a mio avviso, oltretutto ci si aspetta da un tale prodigio chissà quale vittoria e invece viene banalmente battuta dalla nipote del colonello in pratica. Ancora più indigesta la scena in cui i proiettili di Tex sterzano in corrispondenza del corpo di Carillo, neanche fossero soggetti a chissà quale campo magnetico (una delle scene a mio avviso più basse di tutta la saga al pari di Arymar e il trucco di Usaki). Non me ne voglia il buon Pasquale, che spesso ho difeso e soprattutto gli riconosco una media realizzativa accettabile seppur non eccelsa, ma questa storia è davvero indigesta. Come non citare altresì la stucchevole sequenza da telefilm di vampiri di terza categoria, con Tex che riesce a far “uscire” dal corpo dell’amico fraterno la presenza della strega, così come non mi sono affatto piaciute le due scene aggiunte quasi ad allungare il brodo dell’assalto degli alligatori “telecomandati” o dei pescatori Cayun posseduti che vagano come zombie sotto effetto da Lsd. Mi fermo qui, ovviamente riassumendo il giudizio in insufficiente. Sfortnuato Ramella che si è trovato a dover illustrare due storie poco ispirate di Ruju (quella precedente con Proteus, sebbene non a questi livelli, non eccelleva di certo). Il disegnatore sfodera il suo stile molto dark adatto alla tematica e se la cava tutto sommato bene, ma ho avuto l’impressione che abbia perso interesse e concentrazione col proseguo, difatti noto un piccolo calo di tenuta alla distanza. Mi pare di aver capito che Ramella sia uscito fuori dei radar dalla scuderia di autori texiani e ciò mi dispiace, se confermato. Sebbene non rappresenti il prototipo del mio disegnatore preferito, lo ritengo comunque un autore valido e adattto per il ranger. Il mio voto finale è 4 -
[Romanzi A Fumetti 03] Painted Desert
Condor senza meta replied to Sam Stone's topic in Romanzi a fumetti di Tex
Cartonato letto di recente. La curiosità di vedere Stano all'opera su Tex era tanta e il formato particolare, più adatto a una visione fuori dagli schemi, la stuzzicava oltremodo. Mauro, che di solito è a suo agio nelle sceneggiature più ariose e complesse, dimostra anche in questo caso di sapersi adattare benissimo alla foliazione ridotta e al ritmo più serrato del format. Storia breve, ma intensa con un nugolo di personaggi di tutto rispetto. Oltre al coraggioso sceriffo (che purtroppo spenderà male il suo interessamento per il salvataggio della moglie visto che si ritroverà "cervo a primavera" ) rivediamo all'opera anche l'interessante cacciatore di uomini Silent Foot e tutto sommato la banda dei banditi, sebbene non del tutto memorabile, assolve al suo compito. Fughe, tradimenti, pueblo nascosti e misteriosi, fantasie oniriche e qualche sprazzo di apparente soprannaturale, vengono mescolati molto bene da Borden che ci offre così un "Drink" stuzzicante ed effervescente. Su tutti, Tex e Tiger sono abilissimi a tenere le fila della trama e sul rovente finale, ove accelerano drammaticamente gli eventi, fungono da buoni comprimari a quello che sembra essere un piano arcaico del destino degli antichi, atto a punire i profanatori del tesoro. La moglie dello sceriffo rappresenta la pedina più imprevedibile del lotto, visto che apparentemente sembra essere in combutta con i rapitori, ma poi scopriamo che no, è solo soggiogata dal fascino del capo banda, con cui non esita a unirsi anche carnalmente, sul finale mostra pure un fitto pelo sul cuore che la porta a sparare al prossimo senza remore pur di salvarsi. Figura un tantino troppo controversa, a cui Borden fa fare una fine non eroica ma che in qualche modo richiama quella sorta di "destino punitore" per chi nel pueblo degli antichi entrava con fini non positivi. Episodio che, sebbene non sia il sottoscritto un grande fan di questo formato, mi è tutto sommato piaciuto. I disegni di Stano sono all'altezza del suo stile e fama. Mi ha molto convinto la sua prova e, non perdendo le caretteristiche pecuniari del suo stile personale, l'artista ha dato una bella rappresentazione dell'universo western contraddistinto da paesaggi polverosi e desertici, puebli antichi incastonati fra le rocce e grinze di tutto rispetto per i suoi personaggi. Anche la colorazione, che in principio mi aveva un po' disturbato, nel complesso è azzeccata per dare quel tocco in più alla particolare trama. Buona la sua visione di Tex, accettabile quella di Tiger, ho trovato solo poco piacevoli i lineamenti della moglie dello sceriffo, ma questo giudizio è figlio del gusto, non certo un presunto errore. Stano promosso a sua volta e peccato non ci sia stato più un suo seguito sulla testata, un texone illustrato da lui sarebbe stato davvero invitante. Il mio voto finale è 7 -
[724/725] Il monaco guerriero
Condor senza meta replied to natural killer's topic in Le Storie dal 701 al 800
Non so come mai non commentai in diretta questo breve episodio. Magari non mi aveva per nulla preso o il tempo non me lo permise, tuttavia, adesso che sto per ultimare il quadro delle recensioni della serie regolare, mi accingo a colmare quella mancanza di allora. Non è un mistero che la storia era destinata a una pubblicazione collaterale e finì sulla regolare solo per esigenze redazionali. Rappresenta così un doppio debutto, cosa molto inconsueta per Tex. Rileggendo a distanza di un lustro l’episodio, le impressioni contrastanti di allora sono state confermate. Zamberletti opta per un soggetto molto semplice e poco originale, con intenzione di arricchirlo con la presenza di Lai Chen, un atipico monaco cinese che padroneggia la nobile arte del karate e giunto in America, non si sa per quale motivo, si ritrova ingiustamente accusato dell’omicidio di un ingegnere ferroviario della compagnia di cui presta servizio. O meglio dire fa lo schiavo, visto le condizioni in cui versano lui e i suoi connazionali. Purtroppo lo sceneggiatore non sfrutta a pieno il personaggio e si impelaga in una trama più consueta, molto lineare e con parecchia azione. Concordo con i giudizi di chi prima di me, ha apprezzato la caratterizzazione di Tex e Carson, d’altronde l’idea di farli agire per grande parte dell’episodio su due piste parallele, non è male e permette di mostrarci un vecchio cammello in pieno spolvero. Tuttavia la storia è comunque prevedibile e alquanto piatta. Le eccessive scene di sparatorie annoiano un po’ e tirando le somme, il tutto suona come un’occasione mancata. Poco incisivi pure i villain, ma è tutto il parco personaggi ad apparire monodimensionale, una maggiore attenzione alla caratterizzazione era dovuta, ma il tutto appare appena abbozzato. Sceneggiatura pure a tratti frammentata e con tempi dell’azione un po’ dilatati. Un debutto non da buttare, ma nemmeno cosi tanto soddisfacente. Zamberletti l’ho preferito decisamente in un recente bis, qui tenta il compitino ma rimane poco al di sotto della sufficienza a mio giudizio. Candida paga il peso del debutto e mi ha convinto poco. Se nei primi piani si difende, imitando molto Villa e Ticci, perde parecchio nei campi lunghi e nel dinamismo. Tex cambia troppe volte lineamenti e appare sempre troppo corrucciato, Carson decisamente più azzeccato. Molta approssimazione nelle proporzioni anatomiche dei personaggi e scarso bilanciamento dei neri, con tavole in cui il bianco è troppo esagerato e alcune vignette senza sfondo o a mal appena abbozzato, appaiono troppo scarne e povere. A mio avviso livello non da regolare, sebbene i margini di miglioramento ci possono essere. Il mio voto finale è 5