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TWF - Tex Willer Forum

Condor senza meta

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About Condor senza meta

  • Rank
    Scrittore
  • Birthday 09/06/1979

Profile Information

  • Gender
    Maschile
  • Real Name
    Antonio

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    311
  • Favorite Pard
    Kit Carson
  • Favorite character
    Jim Brandon

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7,611 profile views
  1. In alcune vignette sembra proprio l'effetto di una 8B o giù di lì, ma una simile tecnica necessita pure un buon fissaggio che non comprometta le chine. Onestamente ignoro pure come possa essere l'esito in fase di scansione e stampa tipografica, ma magari la tecnologia di oggi, unita a ottimi macchinari, garantisce una buona resa.
  2. Per quanto possa servire una fredda media matematica per descrivere il gradimento soggettivo di un'opera artistica come il fumetto, finora il quadro della discussione in oggetto è la seguente: - Poe 6,45 - Jim Brandon 6,08 - Barbanera 6,40 - Condor Senza Meta 6,30 - Grande Tex 6,80 Medie non trascendentali, ma finora non fallimentari.
  3. Mi riallaccio alla tua frase per evidenziare un dubbio, già espresso nel mio commento. La tecnica dei chiaroscuri usata da Dotti non riesco a individuarla. Tu sostieni che si possa trattare di mezza tinta (ovvero china diluita con abbondante acqua) però non mi convince troppo. L'effetto della mezza tinta dovrebbe avere una resa più "acquosa" simile proprio agli acquerelli (vedasi il flashback di Calegari sulla "Ballata di Zeke Colter"). A tratti pare proprio una matita grassa su un foglio ruvido, ma anche questa ipotesi appare debole, una tecnica suppongo non indicata per tavole destinate alla
  4. Sebbene consapevole che siamo totalmente off-topic, da appassionato di medie e statistiche, non riesco proprio a esimermi dal stilare la mia lista di voti degli episodi recenti. Ci perdonino i moderatori . - L'assedio di Mezcali (Nizzi-Filippucci) 6 - I forzati di Dryfork (Rauch-Prisco) 7 - La Rupe del diavolo (Nizzi-Mastantuono) 6 - Netdahe (Boselli-Seijas) 8 - Sulla cattiva strada (Ruju-Font) 6 - Guatemala (Ruju-Biglia) 7 - Il monaco guerriero (Zamberletti-Candida) 5 - Il pistolero vudu (Ruju-Ramella) 5 - Una colt per Manuela Montoya (Bosel
  5. Sai cosa penso Loriano? Il calo che in tanti abbiamo percepito, è stato in parte "amplificato" da alcune circostanze. Mi spiego: al netto delle due prove con poco mordente di Nizzi, nei diciotto mesi da te citati sono capitati due palesi riempitivi. Il primo (senza infamia e senza lode) di Ruju per far quadrare le pagine dopo "Guatemala" e quello di Zamberletti (che evidentemente è stata spostata sulla regolare per impreviste esigenze redazionali). Mauro a mio avviso, ha composto una buona storia "Netdahe", e una poco ispirata con la Montoya, ma entrambe hanno suscitato opinioni contrastanti t
  6. Scusate se mi permetto: ma oltre ai contenuti, per mantenere sana e costruttiva una discussione, necessita pure che ci siano i giusti toni e una buona dose di rispetto per l'interlocutore. E' fuori dubbio che Diablero sia una risorsa per il forum, poichè è una mente brillante e molto competente in materia (io adoro leggere i suoi commenti, sempre e comunque) tuttavia un minimo di impulsività in meno sarebbe gradita. Come sosteneva Camilleri "le parole diventano pietre" e se tu preso dalla foga, dai dell'idiota o dell'incompetente al prossimo che non la pensa come te , rischi di scatenare una "
  7. Purtroppo è vero, la penuria di sceneggiatori è più marcata; nel fumetto in generale per via di un scarso ricambio generazionale, ma special modo su Tex, dove non è affatto semplice scriverlo. Oltretutto sulla celebre saga il metro di paragone, rappresentato dall'ottima opera di Borden in questi anni, è uno scoglio notevole su cui spesso vanno a sbattere autori di buon livello (vedi il pur bravo Ruju) che si disimpegna discretamente, ma non riesce né a eguagliarne i risultati, né a conquistare del tutto il cuore dei fans. Purtroppo però Borden non lo potremo clonare, e quando si stuferà di met
  8. E' innegabile che ultimamente un sostanziale calo di resa sulla regolare ci sia stato. Di certo una delle cause potrebbe essere il sopraffollamento di proposte, nessuno lo nega, ma prima di fasciarci totalmente la testa, direi di attendere e giudicare in un arco temporale più ampio. Magari è solo un appannamento momentaneo, come spesso capitava pure in passato, quando le uscite annuali erano minori. L'impressione da te citata, sorge spontanea al cospetto di alcune storie meno riuscite, ma mi rifiuto di credere che professionisti del settore facciano simili scelte azzardate, inoltre la presenza
  9. Se fossi un tizio suscettibile, potrei risentirmi un po' di questa risposta che mal cela l'intento di mettere in dubbio le mie capacità cognitive, su un punto poi che ho sempre condiviso in passato, ma non lo sono e ci passo sopra, a maggior ragione del fatto che reputo che tu sia un utente preparato e interessante, ma credimi, il confine fra l'arroganza ed essere il primo della classe a volte diviene molto labile. Ecco un punto su cui mi trovi d'accordo, ma è anche vero che noi ragioniamo da lettori, gli addetti ai lavori devono considerare altri aspetti che esulano da quello s
  10. Spoiler Una premessa: nel recente passato si è discusso qui sul forum in merito alla presenza dei lettori “dinosauri”, insofferenti alle novità editoriali della saga; il sottoscritto può essere annoverato in questa categoria, se le iniziative sono rappresentate da trovate un po’ fini a sé stesse come le figurine o le medagliette, ma di certo, al cospetto di albi speciali come questo o ristampe particolari, non ha nulla da eccepire, anzi! Mi sembra di capire che l’iniziativa del "bis" sia un unicum per i festeggiamenti degli ottant’anni della casa editrice, ma visto il risultato, mi viene
  11. Rileggendo questa breve prova, mi si è ripresentata l’annosa questione: ma quello di Nolitta è Tex? Personalmente ho sempre avuto un’idea chiara in proposito e spesso l’ho palesata nei commenti relativi alle storie composte dal compianto Sergio; un’idea in parte condivisa da altri forumisti e in parte no, visto che ho notato, che una buona fetta di utenti lo adora. Chiariamo: non ho mai messo minimamente in dubbio il talento compositivo di Nolitta, né tantomeno mi sognerei di dire che non fosse in grado di scrivere fumetti, anzi, a lui si devono storie memorabili e personaggi cardine del fumet
  12. Ripercorrendo a ritroso alcune vecchie avventure bonelliane, mi sono recentemente imbattuto in questo albo autoconclusivo. Ci troviamo al cospetto presumibilmente della "storia senza soggetto", poiché par chiaro fin dal principio che una vera e propria trama non c’è. Il fatto che i nostri si trovino a New Orleans per sgominare la famigerata “Banda del fiume” più che uno spunto rappresenta solo il pretesto per accompagnare il lettore in una serie ritmata di scazzottate, sparatorie e sequenze d’azione nel tipico stile texiano. Bonelli riesce comunque a far divertire, con il consueto stile pittor
  13. Nel mio caso finiscono nel dimenticatoio le storie catalogabili nella fascia dell'ignavia, ovvero quelle senza infamia e senza lode. Quelle davvero brutte (o ciofeche se preferite) le dimenticherei volentieri ma non ci riesco. Sfido a cancellare dalla memoria picchi memorabili come "Oltre il fiume" o "Alleati pericolosi" . E' già tanto se non ho ancora gettato dalla finestra gli albi.
  14. Ho recentemente recuperato tra gli scaffali di un mercatino, l’albo numero 188, colmando di fatto un buco della mia collezione e completando la storia in questione, dopo tantissimi anni dalla lettura dei volumi precedenti. Una prova molto valida del vecchio Bonelli, che imbastisce una trama accattivante che, soprattutto nella prima parte, coinvolge e trascina il lettore nel mistero ed è segnata da una sceneggiatura molto ritmata e ben calibrata. Le indagini dei nostri sono avvolte nel mistero e pagina dopo pagina, si arricchisce la curiosità di scoprire cosa bolle in pentola. Fra un attentato
  15. Di sicuro la rileggerò più avanti, come faccio di solito con le nuove uscite, per gustarmele senza interruzione di albo e metabolizzarle meglio, soffermandomi soprattutto sui disegni, che alla prima lettura non vengono attenzionati a pieno, presi dalla trama. Tuttavia ho la netta impressione che il mio giudizio varierà poco. Confido di rifarmi presto con il numero bis e il proseguo dell'avvincente avventura nordica del giovane "Tex Willer".
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