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TWF - Tex Willer Forum

Condor senza meta

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About Condor senza meta

  • Birthday 09/06/1979

Profile Information

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    Antonio Barreca

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    311
  • Favorite Pard
    Kit Carson
  • Favorite character
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  1. Dopo aver interrotto la rilettura dei primi albi, per dedicarmi agli inediti e ai cartonati, ho deciso di riprendere dove avevo lasciato alcuni mesi fa. E' fisiologico su Tex sentire di tanto in tanto il desiderio di "abbeverarsi alla fonte" e di conseguenza non si può fare a meno di riprendere e rigodersi il grande Bonelli. La storia in questione l'avevo letta già i mesi scorsi, ma non avendo allora avuto modo di recensirla, mi son accinto a riprenderla per poter esprimere delle considerazioni più "a caldo". Bonelli, ormai totalmente ben saldo al volante della serie, si diverte e diverte con una storia letteralmente scoppiettante. Si parte un po' in sordina con la scena a se stante del duello con Ken il duellista, per poi planare vorticosamente verso l'avventura più classica e spericolata. In un arco abbastanza breve di pagine succede di tutto: agguati, fughe spericolate, sparatorie furiose, tradimenti, lotte con le rapide, trucchi e piani ben escogitati. Anche le location sono tante e cambiano repentinamente: dalle aride lande della Sierra, in men che non si dica, fra treni lanciati a folle velocità senza conducenti e velieri con le tele al vento, il lettore viene catapultato fra le acque del Golfo, incontrando marinai infidi e indigeni crudeli. Il finale sull'Isola di Tiburon è un condensato di azione e adrenalina, con un Tex in perfettissima forma che padroneggia con acume e coraggio la situazione e riesce nuovamente a infliggere un duro colpo agli ufficiali ottusi del governo dittatoriale messicano. Questa è la storia dei ritorni: nelle prime strisce rivediamo il vecchio Ed, che purtroppo pagherà con la vita il suo aiuto fornito a Tex, ma non meno importante il ritorno di Montales, che prigioniero nelle segrete dell'isola, rappresenterà il pretesto per lo svolgimento dell'episodio. Tornano i rivoluzionari guidati dal fido George e i boriosi messicani in divisa, che anche stavolta non brilleranno per intelligenza visto il modo barbino con cui si fanno beffare. Ma fra tanti ritorni, la palma di migliore personaggio se l'aggiudica senza dubbio, la vivace e sensuale Lupe Velasco. Una donna coraggiosa, caparbia, sfrontata e generosa che fin dalle prime scene cattura la simpatia del lettore e di Tex. La sua proposta di matrimonio, con tanto di caffè andato di traverso al giovane ranger, fa scappare un sorriso ma è chiaro fin da subito che fra i due avventurieri corra una forte empatia e un'attrazione niente male. Tex riuscirà a mascherare meglio il suo interesse, mentre la bella messicana, fra eroici salvataggi e occhi dolci, si mostra subito cotta dal giovane texano in camicia gialla. Nella prima parte della storia il contributo della bella Lupe è notevole, via via che lo svolgimento dell'episodio avanza però, si affievolisce il suo slancio ed è in fondo un peccato ma forse Bonelli, resosi conto che i tempi non erano ancora maturi per far giungere all'altare il suo eroe, ha voluto "gettare acqua sul fuoco". Da notare come Galep sia riuscito a rendere attraente e Sexy la bella messicana anche in abiti alquanto "sobri". Bonelli dosa bene azione e ironia e come un fiume in piena, sfodera una sceneggiatura serratissima: con un soggetto così ricco avrebbe potuto riempire benissimo una storia di quattro albi attuali. Rocambolesca e pirotecnica la scena della liberazione di Montales, fra travestimenti, recite e furbizia tattica. Qualche striscia in più non avrebbe guastato, ma evidentemente il vecchio leone era ormai stretto con gli spazi. Il finale è malinconico ma l'unico possibile: Tex ha ormai svolto il suo compito e riprende il suo cammino verso nuove avventure. Nel suo destino non può esserci posto per l'amore (anche se a breve l'autore ci ripenserà parzialmente!) e non volendo ferire Lupe, si congeda di soppiatto per rendere meno dolorosi i saluti. Dolorosi pure per lui, poichè per me è chiaro che un po' di bene anche lui ne voleva alla ragazza. Le loro piste si divideranno a lungo, visto che, solo qualche anno fa per opera di Boselli, i due tornano a incontrarsi, ma anche con Montales la separazione sarà lunga, poichè Bonelli lo recuperà dopo molti anni, varcata la soglia dei 100 numeri della regolare. I disegni di Galep: strepitosi ed efficacissimi! Ogni sequenza è illustrata con classe e sapienza, con pochi fronzoli ma tanta sostanza e dinamismo. Brillano già le vignette marine, con velieri e lotte a cim di onda, così come trovo molto ben realizzata la sequenza dell'epilogo con ambientazione esotica. Artista immenso! Il mio voto finale è 8
  2. Grazie Jeff. Ammetto che, sebbene mi diletti a disegnare, non credo riuscirei a realizzare una storia a fumetti accettabile. Di rado mi capita di criticare eccessivamente i disegnatori, perchè so perfettamente che è un mestiere davvero difficile. Un conto è realizzare un'illustrazione, un altro interpretare una sceneggiatura e darle un taglio dinamico e conservare un livello alto nel numero di tavole. Io riconosco di non esserne capace, ma ciò non toglie che continuo a coltivare la passione del disegno con tanto amore, poichè mi piace davvero tanto gingillarmi con matite e pennini. Tuttavia ti ringrazio per il complimento.
  3. Visto la lieve attinenza col genere western, mi fa piacere condividere con voi un mio recente disegno, esuguito a china e tempera su cartoncino grigio.
  4. Concordo; di certo Brindisi, De Angelis e Del Vecchio sono di tutt'altra categoria, a mio modesto parere. Ho notato anch'io parecchia incostanza qualitativa tra le varie tavole: alcune, come quella di pagina 38, sono di buona fattura, ma di contro trovo che quella di pag. 43 sia davvero brutta. Le vignette 3-4 sono inchiostrate con tratto troppo grossolano e rappresentano delle fattezze di Tex tirate via e alquanto sproporzionate (soprattutto il profilo della 4); inoltre è davvero "curioso" il cavallo che bruca l'erba nella prima vignetta, con una testa piccola e collo da giraffa. Come già detto in un precedente commento, rivedo molto lo stile di Monti nei contrasti e in alcuni primi piani, ma non mancano visi molto stilizzati come quello di Katy a pagina 30, che sembra opera di Torti e sproporzioni fastidiose come quelle che appaiono nella rissa a pag.11: le prime due vignette non danno sensazione di proporzioni armoniose e pure alcune torsioni di busto (Tex nella vignetta 4 di tav. 13) mi sembrano alquanto eccessive. Nel complesso, finora, la prova di Aztori non mi sembra idonea per la serie Tex Willer, ma comprendo che ci muoviamo nel campo minato dei giudizi personali e potrei essere contestato da chi invece trova adatto il suo stile alquanto dinamico.
  5. Non mi stupisce che Letizia possa esserci riuscita: ho avuto modo di leggere le sue opere e denota padronanza di scrittura e un'innata di fantasia. Congratulazioni
  6. Preso solo stamattina e non ho ancora avuto modo di leggerlo. Sfogliando l'albo rapidamente, ho notato che i disegni di Atzori (artista che non conoscevo) mi ricordano vagamente quelli del compianto Vincenzo Monti, soprattutto per ciò che concerne il marcato contrasto fra il bianco e il nero nelle vignette.
  7. In proporzione alla notevole quantità di storie sfornate, sono una piccolissima percentuale, ma anche Mauro è incappato in alcune storie bruttine a mio avviso. E' fisiologico che accada!
  8. Per ragioni anagrafiche non l'ho visto giocare, ma so che veniva etichettato lo "sciagurato" Egidio per la quantità industriale di gol divorati. Certo che in rossonero a bidone non scherzò nemmeno Luther Blisset
  9. Beh... dubito che se non fosse stato l'editore, avrebbe avuto la minima chance di farsi pubblicare un polpettone simile. Povero Letteri piuttosto: dopo essersi sciroppato più di 600 tavole, ha subito pure la beffa di vedersene "tagliare" un bel mazzetto. Meno male che non apparivano gatti o posate da pesce in sceneggiatura, se no chi lo poteva sentire!
  10. Ho ribadito un tuo concetto pard? Scusa la ripetizione, non ho fatto caso al tuo commento. Spero che tu non mi voglia accusare di plagio
  11. Il "trionfo di Mefisto" potrebbe proprio essere quello di far fallire il piano del suo vecchio maestro Padma, per poi magari cadere sotto l'azione risolutiva di Tex. Manca poco e lo sapremo. Magari stiamo prendendo un grosso granchio. Certo che col "Titolo" dell'albo finale, Mauro è riuscito a metterci in difficoltà sul forum e farci ipotizzare le più svariate ipotesi.
  12. Come ipotizzai mesi fa: e se il piano di Padma sia proprio quello di permettere nuovamente a Narbas di riprendersi il suo corpo e rispedire Mefisto negli inferi?
  13. Comunque non sottovalutiamo un aspetto molto importante: una cosa è abbozzare un soggetto anche funzionale, tutt'altra storia comporre una sceneggiatura. Gestire i tempi, distribuire le sequenze di azione e intervallarle con le giuste pause, scegliere il taglio "visivo" delle scene, regolare i dialoghi per non intasare le vignette e donare le giuste indicazioni per il disegnatore non è affatto semplice. In fondo lo sceneggiatore è soggettista, montatore e regista allo stesso tempo. Esperienza e mestiere sono fondamentali pen non cascare in banali errori o snodi non convincenti. In fondo anche il soggetto migliore se non sviluppato con una degna sceneggiatura può divenire banale o noioso. Ci andrei piano a definire semplice scrivere un fumetto (non solo Tex!).
  14. Stavolta la domanda diretta e senza puntini di sospensione, mi dovrebbe impedire di "raggirarla" come feci nel simile topic relativo ai disegnatori. Ma da buon testa dura, lo faccio ugualmente. Sceneggiatore migliore (vecchia guardia): Gian Luigi Bonelli - [non potrebbe essere altrimenti visto che è il creatore del celeberrimo personaggio che adoriamo e non potremo mai ringraziarlo abbastanza per la sua opera.] Sceneggiatore migliore (nuova guardia): Mauro Boselli Sceneggiatore a cui sono particolarmente legato: il primo Claudio Nizzi - [ci son cresciuto con le sue storie del centinaio 300-400] Sceneggiatore che mi piace meno su Tex: Tito Faraci Sceneggiatore che più mi ha fatto sognare: Mauro Boselli - [storie come "Il passato di Carson" "Morte sul fiume" "Patagonia" "Gli invincibili" e "Gli eroi del Texas" sono un patrimonio artistico preziosissimo] Sceneggiatore poco adatto a Tex: Guido Nolitta - [grande autore ma mai in sintonia col personaggio anche al netto di qualche bella storia] Sceneggiatore più lineare: Pasquale Ruju - [ormai è nota la "zona Ruju" da me coniata per descivere quel limbo senza infamia nè grandi lodi in cui si attestano la stragrande maggioranza delle sue storie.] Sceneggiatore che potrebbe dare di più su Tex visto il suo valore: Gianfranco Manfredi Sceneggiatore che mi ha più deluso: l'ultimo Claudio Nizzi - [la seconda fase della sua carriera post 500 è stata una caduta costante e purtroppo non mi è piaciuto il suo inelegante commiato recente.] Sceneggiatore che non mi convince su Tex: Roberto Recchioni Sceneggiatore più simpatico: Giorgio Giusfredi Sceneggiatore presunta promessa per il futuro: Jacopo Rauch Sceneggiatore che rappresenta un grande rammarico: Giancarlo Berardi Sceneggiatore che mi incuriosirebbe su Tex: Alfredo Castelli Le mie scommesse per il futuro: Antonello Rizzo (Alias Barbanera), Carlo Monni e "Il suo vero nome" (Alias Letizia ) - [Faccio il tifo per voi pards]
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