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TWF - Tex Willer Forum

Il sassaroli

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Everything posted by Il sassaroli

  1. Non me ne ero neppure accorto. Però a pensarci "nativo americano" è una definizione che ha in sé la stessa concezione "biancocentrica" del mondo che "indiano d'America". Voglio dire che l'America è America per l'europeo, non certo per chi ci abitava. Forse "popolo rosso" è l'unica definizione neutra. Ma onestamente di 'sta roba non ne so niente e parlo senza aver studiato.
  2. Eccerto. Ma in fondo, perché scriverla una storia? Pubblicate l'albo solo con copertina e poi pagine bianche, che tanto ci pensiamo noi lettori a immaginarla, no?
  3. Ho letto solo le prime pagine e -posso dirlo?- l'incipit è M A G I S T R A L E !
  4. Anch'io, da vecchio true beliver, non posso che apprezzare una storia di Tex che si collega a una di Zagor in modo così equilibrato. L'universo condiviso deve essere un valore aggiunto per la storia stessa, ma nelle mani di un autore maldestro finisce per appesantire la lettura. Sotto questo punto di vista, invece, Giusfredi si è dimostrato estremamente abile: i riferimenti alla storia zagoriana non sono orpelli inseriti a forza per collegare in modo artificioso le due storie, ma, al contrario, costituiscono l'ossatura della vicenda. Ciononostante la storia di Zagor non è premessa indispensabile a questa, perché l'avventura di Tex vive in se stessa, autonoma e perfetta. In questo mi sento di dire: bravo Giusfredi! Poi però devo dire che non sono stato altrettanto convinto dalla sceneggiatura e non condivido il tuo giudizio, Natural Killer: non vedo una differenza nello svolgimento della vicenda tra questo "albo alla francese" e la serie regolare, anzi trovo che la sintassi narrativa rimanga quella abituale. Ad esempio i dialoghi non sono caratterizzati, cioè tutti i personaggi si esprimono con lo stesso linguaggio forbito in qualunque situazione si trovino, e molti di questi dialoghi hanno unicamente una funzione didascalica, cioè con la scusa di spiegarsi le cose tra personaggi, vengono spiegate a noi. Niente di male nella serie regolare: è lo stile di Tex (ma anche di Zagor, di Martin Mystere, ecc.). Però credo che in un albo con poche pagine certe consuetudini potrebbero essere abbandonate in favore di un ritmo più serrato. Con poche pagine a disposizione sarebbe interessante tornare a dialoghi essenziali fino alla rudezza in stile GLB. Due parole anche sui disegni: molto al di sotto delle mie aspettative. Non che improvvisamente Civitelli abbia preso la mano, ma preferisco di gran lunga i chiaroscuri iperdettagliatti del Civitelli in bianco e nero, all'inchiostratura essenziale di questo albo. Certo la scelta era obbligata per lasciare spazio alla colorazione, ma la mia impressione è quella di un disegno meno curato dello standard civitelliano. Devo dire che anche le tavole con un grande illustrazione di fondo e singole vignette che "galleggiano" sopra non mi ha convinto. L'effetto che mi ha fatto è quello di un album di figurine. Alla fine dei conti credo che la gabbia bonelliana non sia un limite per Civitelli, ma che invece esalti il suo disegno, la sua capacità di rappresentare un paesaggio affascinante.
  5. Ma come fate a dire che i nemici non tornavano con GLB? Tornavano sempre! In ogni storia c'era il cattivo di due storie prima. Anzi tornava tutta la banda di cattivi! Cambiavano i nomi, certo, ma in fondo erano sempre loro. Archetipi di villains, essenziali, tanto perfetti nel loro ruolo immutabile da non aver neppure bisogno di essere caratterizzati. Il Borden invece ha questa fissa di creare personaggi vivi, credibili, con una personalità tanto complessa da mettere in ombra i pards. Ah, Borden! Anche tu come Omero, Manzoni, Bram Stoker, Jack Kirby, Frank Miller a credere che per una grande storia ci voglia un grande nemico!
  6. Oh sì! Questa storia Borden l'ha scritta per me! Per me e tutti quelli che leggono un albo per gustarsi l'avventura. Magari non saremo i custodi della verità della 75ennale saga texiana, ma a noi lettori occasionali -vecchi reprobi come siamo- ce ne importa pochino. È una bella storia? Sì, lo è perché c'è tutto quello che si può volere in una storia di Tex di 120 pagine. È una storia ben disegnata? No, non è ben disegnata, è MAGNIFICANTE disegnata! Quanti "bellissimi" cattivi ha creato Claudio Villa per questa storia! E per finire è eccellente anche la colazione. Colorare Villa può rivelarsi un'operazione inutile e invece qui i colori esaltano l'atmosfera. Bravissimo il Matteo Vattani!
  7. E se è freddo ci si lamenta perché è freddo. E se è caldo, perché è caldo. E se è medio, perché è medio... Uff... Quando una casa editrice pubblica qualcosa, fa il suo lavoro. Se l'edizione non piace, si aspetta con pazienza la prossima. Prima o poi arriverà.
  8. Ma io non farei paragoni tra volumi che in comune hanno ben poco (per dire la più eclatante: questo Tex è un inedito, gli artist edition presentano storie che hanno altre spalle decine di edizioni precedenti in tutti i formati possibili). Ciò detto, da lettore occasionale di Tex, sono davvero stupito della differenza con cui molti texiani hanno accolto questa notizia. Per me è una bomba! Mi sarei aspettato torme di texiani urlanti che si strappano i capelli come le ragazzine negli anni 60 coi Beatles, e invece (non solo di questo forum) pare che a qualcuno abbiano servito una minestra con lo scarafaggio dentro.
  9. Io mi stupisco che arrivino in edicola sia la TuttoTex che la Tex Nuova Ristampa. Ma se ci arrivano, vuol dire che c'è chi le compra. Evidentemente non di soli lettori assidui vive la SBE. Allo stesso modo immagino che anche la GSB abbia il suo pubblico.
  10. Comunque utilizzare Grandi Storie Bonelli per riproporre in volume le storie collegate ai "ritorni" inediti mi pare un'ottima cosa. Purtroppo la periodicità è un po' limitante. Se si potesse avere GSB bimestrale... Se si potesse...
  11. E poi tutto quanto fino a Platone, passando per Verne, Dante e Topolino
  12. Pur non conoscendo i dettagli della storia di Giusfredi, suppongo che basti sapere ciò che di Atlantide e Mu già conosciamo tutti.
  13. Laredo, non sei un lettore atipico, sei un lettore adulto, libero dagli estremismi dogmatici adolescenziali.
  14. Non è proprio così, Letizia. La provocazione è stata iniziata da te scrivendo: Tarzanincalzamaglia. In quel termine c'è tutto il tuo disprezzo per il personaggio, le tematiche, gli autori e i lettori.
  15. Il Sakem senza piume è un apocrifo francese. Ora capisco molto di come si è formato il tuo pensiero su Zagor, Letizia.
  16. Sì, ricordi perfettamente. MM e MNo si sono incontrati sia sul (pessimo) speciale Fuga da Skynet, sia sul secondo numero della serie regolare di MM (molto brevemente), ma recentemente sono stati coprotagonisti anche della storia speciale di NN Uniti per il pianeta. In quest'ultima il MM è quello vero, non la lattina (come viene chiamato da Legs), e i personaggi sono prelevati ognuno dal proprio continuum.
  17. Qualche tempo fa ho chiesto a Giuliano Piccinino cosa ne pensasse di Zagor. Mi ha dato una risposta che forse è il caso di riportare qui: Io non so cosa accende negli animi delle persone Zagor e il costume di Zagor, ma c’è qualcosa di misterioso, di non del tutto indagato... Potremmo dire che è il “fascino dell’avventura”. Sicuramente, ma quello ce l’hanno anche Tex, Corto Maltese, ce l’hanno tanti altri personaggi, apparentemente più spessi, più densi di storia. Zagor risveglia qualcosa di fanciullesco e ancestrale in tutti noi. Non so spiegarmelo, però anche quel giallo, quel rosso, quel blu, messi assieme... tutti colori primari... Io mi chiedo come abbia fatto Ferri a centrare fin dal primo numero qualcosa di così perfetto dal punto di vista stilistico. Deve essere successo qualcosa di magico, perché Zagor è iconico fin dalla prima apparizione! Ma io penso ci possa essere anche qualcosa di psicoanalitico, perché mi sono fatto l’idea che in Zagor ci sia quel sentimento di ribellione tipico degli anni 60. Zagor parte dal desiderio di Sergio Bonelli di fare qualcosa di diverso, rispetto al tipo di fumetto che faceva Gianluigi Bonelli. È quasi un gesto di ribellione verso la figura ingombrante del padre, quasi un tradimento verso un certo tipo di fumetto, quello tradizionale. Tradire la tradizione, insomma. Sembra un gioco di parole, ma invece è un processo necessario per la crescita della persona, soprattutto per chi ha ambizioni creative. Per me in Zagor, ancora oggi, c’è qualcosa che viene dritto dritto dagli anni 60, da quel sentimento di ribellione di molti giovani che dicevano: “No, io non seguo la strada di mio padre, non voglio fare quella carriera, io ambisco a qualcos’altro”. Non è una ribellione fine a se stessa, non è nichilista, al contrario è una ribellione costruttiva, quasi a dire: “Questo mondo è brutto, questo mondo è pieno di ingiustizie, io mi ribello contro questo mondo, ma la mia ribellione esprime una necessità di giustizia sociale”. E dagli anni 60 questa istanza di giustizia sociale viene traslata al mondo della frontiera di Zagor e da lì arriva fino a noi.
  18. Credo proprio che ti manchino gli strumenti culturali per comprendere Zagor.
  19. Nessun pregiudizio, assolutamente! Come ho già detto sono cresciuto a pane e supereroi, in più sono un lettore di Zagor molto più di quanto lo sia di Tex, quindi, per quanto mi riguarda, sono curioso di vedere il risultato. Detto questo, ho l'impressione che i lettori assidui di Tex non siamo particolarmente bendisposti verso storie fantastiche di questo tenore, quindi -lo ripeto- mi chiedo se la storia di Zagor, che i lettori di Tex non zagoriani leggeranno nel volume GSB, sia la storia giusta per mettere a contatto i due universi. Poi, tengo a precisarlo, di Giusfredi ho una grande considerazione e sono -appunto- curioso di vedere se saprà gestire anche questo multiverso in modo che sia gradevole sia per i lettori di Tex, che per quelli di Zagor. Voglio dire: anche il Punitore si è trovato ad aver a che fare con l'Alto Evoluzionario e quell'annual a me è piaciuto, però non è la storia che mi sento di consigliare a chi voglia leggere le storie urbane, caratteristiche del Punitore.
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