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  1. Le solite estenuanti polemiche sul Degno Erede e i suoi fan mi hanno portato via gran parte del tempo che avevo per il forum questa settimana, e come risultato ormai sono in terrificante ritardo con i miei commenti alle strisce... Il post che avevo scritto il 4 novembre avrebbe dovuto essere, nelle mie intenzioni, il primo di due: se in quello parlavo delle caratteristiche "editoriali" di quel Tex (prezzo, formato, etc), nel secondo volevo parlare proprio del personaggio. del famoso ranger "Tex Killer", come lo aveva creato GL Bonelli... Ma adesso devo recuperare tempo, invece di un post faccio giusto un accenno prima di parlare della striscia 4. La minore cura per Tex rispetto ad Occhio Cupo per me alla fine si è rivelata un vantaggio. Il fatto che Occhio Cupo dovesse essere la serie "di punta", di grande formato e a prezzi da "gente bene", si riflette sia nel protagonista che nelle trame. Occhio Cupo è l'Eroe senza macchia e senza paura. Anche quando ha di fronte l'uomo responsabile della sua detenzione e della sua rovina, un traditore ladro e assassino... lo lascia andare. Da bravo "eroe" vuole che sia condannato dalla giustizia per i suoi crimini, e non vuole terrorizzare la brava fanciulla che assisterebbe al suo delitto e che non sospetta i crimini del bieco nobile. Il linguaggio è ricercato, la correttezza storica, per quanto molto sui generis ogni volta che entrano in scena gli indiani (con la "principessa indiana" innamorata di Occhio Cupo...), è ricercata in maniera insolita per un fumetto di quel periodo. (il fatto comunque che anche Occhio Cupo sia "amico degli indiani" è una delle poche cose in comune fra i due) il disegno di Galep è più dettagliato e ricercato. E come succede anche oggi con i dettagliatissimi disegni degli autori attuali, stimola di meno la fantasia e allunga i tempi di lettura (già molto rallentati, visto che ci sono solo 8 pagine, cioè 24 strisce, ad albo). Inoltre tutto è fatto per non far arrabbiare i genitori, i probabili acquirenti di un albo così costoso per i loro figlioletti. Non ci sono spalle scoperte o gonne cortissime, non c''è nulla di sconveniente, e persino la morte del cattivo viene raccontata fuori campo. Tex Killer, al confronto, è come Kriminal. Violento, sadico ed efferato (come i suoi avversari, gli piace farli patire un po' prima di saldargli il conto). Non è un puro di cuore incastrato da un bieco traditore, come Occhio Cupo, è uno che davvero ammazza a sangue freddo, e lascia una scia di cadaveri sulla sua pista. Anche se notoriamente "uccide solo chi merita di essere ucciso". Disprezza gli sceriffi e non si sognerebbe nemmeno di "consegnare Coffin alla legge" come fa Occhio Cupo con il suo nemico. Tex non solo ammazza senza farsi problemi e gli sceriffi lo cercano per impiccarlo, ma disprezza apertamente la legge, capace solo di prendersela con i pesci piccoli lasciando indisturbati quelli grossi ("impiccano solo qualche ladro di cavalli"... leggendo questo viene spontaneo collegare questa frase con l'amicizia di Tex con un ladro di cavalli nella serie "Tex Willer", cosa criticata da diverse persone... mentre invece si incastra a pennello con i dialoghi originali di GL Bonelli! Ovvio che il Tex dell'epoca non aveva avuto un amico ladro di cavalli che era morto per salvarlo, ma quando lo stesso dialogo (spero) sarà raccontato nella serie "Tex Willer", quell'accenno prenderà tutto un altro peso... Credo che, proprio perché lo scriveva più in fretta senza tante speranze sul suo futuro (in un epoca in cui le serie a fumetti duravano poco prima di chiudere), GL Bonelli abbia scritto Tex Killer in maniera più istintiva e viscerale, e lo rappresenti di più rispetto all'ingessato e più convenzionale Occhio Curo (così come Galep, per far prima, modellò il volto di Tex sul suo per potersi disegnare allo specchio, mentre per Occhio Cupo aveva creato un personaggio ispirato agli eroi del cinema di cappa e spada) Poi... forse mi faccio dei viaggi mentali su questo, ma in Tex Killer ci vedo l'espressione di quello che GL Bonelli vedeva attorno. E in questo era più "contemporaneo" di Occhio Cupo. Oggi si sa che alla fine della seconda guerra mondiale non ci fu in realtà nessuna "epurazione" di chi era stato potente sotto il fascismo. Quasi tutti furono amnistiati, e addirittura mantennero il posto: per decenni prefetti, giudici, alti funzionari dello stato che erano stati solerti fascisti, anche nel infliggere pene ai dissidenti, rimasero al loro posto (ci fu un "incidente diplomatico" al riguardo, abbastanza noto: quando Sandro Pertini, da presidente della camera, si recò in visita a Milano, si rifiutò di stringere la mano a.. [stavo scrivendo un ricordo pieno di "forse" e "non ricordo bene", quando mi sono reso conto che facevo prima a cercare la notizia con google, la trovate qui... Non so ovviamente che idee politiche avesse GL Bonelli all'epoca, ma il fatto che invece di farsi arruolare nella repubblica di Salò fuggì all'estero mi fa immaginare che non avesse molto in simpatia quel regime (anche perché se lo beccavano come disertore, rischiava parecchio...). E al ritorno in Italia trova gli stessi potenti che c'erano nel vecchio regime, magari gli stessi che gli intimavano quando era direttore dell'Audace di aderire con più zelo alla propaganda fascista e di italianizzare i nomi... all'epoca in tanti furono delusi da questa "restaurazione", dopo gli anni in cui la Resistenza aveva dato ben altre speranze (questo risentimento fu sfruttato in maniera propagandistica dai terroristi rossi negli anni 70, in documenti e volantini che parlavano di "resistenza tradita"..) Quindi, non so, magari sono proiezioni mentali mie e all'epoca GL Bonelli era lontanissimo da questi pensieri, ma è difficile non vederne un riflesso in Tex Killer che si fa giustizia da solo contro una legge imbelle se non corrotta... dopotutto erano a fine 1948, e questa "restaurazione" era partita dalla vittoria della Democrazia Cristiana nelle elezioni politiche solo 6 mesi prima. In ogni caso, qualunque sia la ragione, dopo aver sceneggiato le pagine per gente di buona famiglia di Occhio Cupo, GL Bonelli si scatenava a raccontare le avventure di questo Tex Killer che quando vedeva briganti e prepotenti li faceva secchi senza pensarci due volte... (e alla fine mi sono dilungato troppo e devo rimandare di nuovo il post sulla Mano Rossa, sigh...)
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  2. Assolutamente NO! Ricapitoliamo gli eventi. La Bonelli sta moltiplicando le uscite di Tex, e le aumenterà sempre di più in futuro. A chi protesta gli dicono che questi albi extra potrebbero pure non comprarli. Ed è vero.... finché non iniziano ad inserire gli albi extra nella continuity per COSTRINGERE i lettori a comprarli (o, in alternativa, a smettere proprio di comprare Tex del tutto) Saggiamente, per adesso ancora non lo fanno. (a me comunque già dà fastidio la maggiore continuity all'interno della serie regolare. Tex una volta era un fumetto che poteva essere preso e letto da chiunque senza essersi letto 700 numeri precedenti. Adesso per capire le storie nuove devi andare a fare un ripasso di storie pubblicate anni se non decenni fa...) E mi tocca sentire altri lettori INVOCARE il fare riferimento agli extra nella serie regolare. Cioè, vedere lamentarsi di non essere spremuti abbastanza e chiedere di essere spremuti di più... E a chi invoca strampalate motivazioni di "realismo", vorrei ricordare... 1) È impossibile che qualcuno possa avere avuto tutte le avventure di Tex. Considerando una settimana di tempo fra due storie (che è un tempo irrealisticamente basso, in molte storie ne passa di più e per spostarsi a cavallo di tempo ce ne vuole), dalla prima storia in cui viene mostrato sui 45 anni ne sarebbero passati più di dieci, oggi Tex ne avrebbe 55 e Carson 65, e kit quasi 30. Sarebbero paralitici per gli effetti delle numerose ferite e dopo aver ucciso più di 10.0000 persone sarebbero accusati dalla stampa di essere dei mostri. La logica della serie è SALVAGUARDATA dal fare finta che la maggior parte di esse non sia mai avvenuta (per convenzione, nel fumetto seriale prima della moda della continuity, le avventure precedenti sono accadute solo se ci fai riferimento) Quindi, IGNORARE COMPLETAMENTE la storia con Zagor, non solo si può fare, ma è quello che Tex FA SEMPRE. Fare diversamente sarebbe un eccezione. Sarebbe l'UNICA avventura fra tutte che viene citata a sproposito, senza senso, in altre avventure. 2) Il team up avviene IN UN MONDO ALTERNATIVO (come praticamente tutti i team-up a parte quelli Marvel o DC che già vivono nello stesso mondo). Abbiamo visto la mappa degli Stati Uniti diverse volte nelle avventure di Tex. Darkwood non c'è. Non c'è mai stata un invasione aliena. Non ci sono robot giganti costruiti da scienziati folli che devastano in giro. Non c'è Altrove. Nuvola Rossa quando contatta gli spiriti non parla con Kiki Manito. Il Tex della serie regolare NON HA MAI INCONTRATO ZAGOR. lo ha fatto una sua controparte di un altra dimensione parallela (questa è la spiegazione per quelli che non vogliono accettare come funzionano le storie, per tutti gli altri basta dire che per fare un team-up bisogna fare modifiche al mondo dei protagonisti tali che sono per forza "storie immaginarie")
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  3. Mi auguravo che mia nonna classe 1924 potesse leggerla... ora ne son sicuro.
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  4. Ho appena riletto questa storia nella versione a colori di Repubblica. Appena avrà tempo scriver? un commento più serio, per adesso dico solo che questa è una storia spettacolare, bellissima, una delle più belle in assoluto tra quelle scritte da Boselli! Non so se parlare di capolavoro sia esagerato o meno, ma qui siamo di fronte a un vero gioiello:una sceneggiatura perfetta, personaggi bellissimi e tutti delineati al meglio, tante scene d'azione, un Tex Willer carismatico e straordinario insieme a un Kit splendido... e un finale esemplare che chiude al meglio una storia in bilico tra avventura classica e atmosfere cupe e crepuscolari. Su una cosa non ho dubbi:con questi due albi Font realizza un assoluto capolavoro grafico! Guardate i paesaggi e gli interni della città fantasma, guardate i più disparati agenti atmosferici e quei nuvoloni carichi di pioggia e tuoni che gravano sui personaggi come una condanna... Un Font straordinario! Per me questa storia si prende un 10 tondo tondo!
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  5. Dopo averla riletta tutta d'un soffio, non posso che accodarmi a chi ha sempre considerato questa storia come un vero capolavoro!Non credo che questa sia la miglior prova di Boselli su Tex;tuttavia, almeno per quel che mi riguarda, non posso che considerare questo come il miglior maxi mai pubblicato. Ogni scena è costruita alla perfezione, e alla fine tutti i punti interrogativi vengono a risolversi all'interno di uno sviluppo della trama assolutamente perfetto. Un ingranaggio riuscitissimo, che si compone di una sceneggiatura magistrale che lascia il lettore attaccato alla pagina, che regala emozioni forti grazie a scene spettacolari e a personaggi che rimangono impressi. Comincio con Jim Brandon. Certo, non è questa l'unica storia in cui il poliziotto fa la sua bella figura, e non è certo grazie a questo maxi se Brandon è diventato uno dei personaggi di rilievo dell'universo texiano. Ma il merito di Boselli è stato quello di rivitalizzare un personaggio che avrebbe potuto impantanarsi in un ruolo (quello di integerrimo colonnello) ormai ampiamente decodificato e privo di sorprese. Che poi, a dire il vero, c'era già stata l'avventura nolittiana contro i Wolfers a mostrarci un Jim Brandon diverso dal normale?ma se quella scelta di Nolitta contrasta ampiamente con l'immagine di un personaggio leale, incorruttibile, fiero della sua divisa, non incline ai compromessi,Boselli non fa nulla di parimenti discutibile:Brandon non agisce in maniera subdola, ma, disinteressandosi delle conseguenze dei suoi gesti, mette da parte il suo rango per portare la giustizia in territori desolati. E non lo fa (questo è il punto) mascherandosi e spacciandosi per fuorilegge, ma lo fa in maniera onesta e leale, esponendo se stesso ai rischi della diserzione:? Jim Brandon ad agire, non un uomo mascherato;ed è l'uomo d'onore Jim Brandon ad agire, non il potente colonnello della Mounted Police!Oltre a questo,Boselli mette in scena un pezzo importante del passato del personaggio, un pezzo di cui eravamo totalmente all'oscuro:veniamo a sapere, più o meno di sfuggita, che Jim ebbe una (grossa?) delusione d'amore;e che questa delusione d'amore non gli imped' di seguire i suoi ideali e aiutare l'amico-rivale. Veniamo a sapere che il nostro ha un grande Nemico, un Nemico subdolo e crudele da cui Brandon esige vendetta. Tutte queste cose ci avvicinano al colonnello Brandon:lo rendono più umano, più vero, più complesso. Diciamo che nella prima metà dell'albo c'era un solo elemento che mi infastidiva. Un'elemento però che, oltre che veniale,? andato scomparendo man mano che la storia procedeva:il carisma di Kathy Dawn contrapposto a quello di Gros-Jean. Provo a spiegarmi meglio. A un certo punto sembrava che la miglior guida di tutto il Canada non fosse più il nostro beneamato meticcio, bensì la splendida meticcia:lei va in testa, lei decide la strada da seguire, lei conosce gli indiani con i cani migliori, ecc. Poi ho capito (non che ci volesse molto!):Boselli aveva bisogno di mettere in mostra il nuovo personaggio, di caratterizzarlo ?in presa diretta? di fronte al lettore-proprio perchè personaggio nuovo e quindi sconosciuto. Lo sceneggiatore ha avuto però il merito di non esagerare, di non lasciarsi prendere la mano:dallo scontro al Trading Post Katy ritorna nelle seconde linee, lasciando la prima linea a due Tex e Carson che, come al solito in Boselli, sono assolutamente fantastici. E la galleria di personaggi non finisce certo qui!-ma elencarli tutti, oltre che dispendioso in termini di tempo,? anche perfettamente inutile:chiunque, aprendo queste pagine, si farà un'idea chiara sulla bellezza e complessit? dei personaggi che agiscono. Stesso discorso per le scene:troppe sono memorabili o degne di nota! Ne citer? quindi solo un paio, che non sono certo tra le più spettacolari, ma che mi hanno incuriosito molto perchè rappresentano il lato umoristico dell'avventura. La prima è quella in cui Carson cade dalla slitta. La costruzione del siparietto è magistrale:Katy non fa in tempo a finire la frase che sente un tonfo alle sue spalle;accorsa sul posto, trova il vecchio cammello che non le lascia nemmeno finire la frase e che poi, dimostrando ancora una volta di essere un gran figlio di buona donna, fa la parte del vecchietto acciaccato per appoggiarsi alla ragazza con un espressione sul viso che dimostra tutta la bravura di Font. Tex, alle spalle dei due, vede la scena pensieroso e non si lascia sfuggire l'occasione di sfottere il pard'Pag.161, ancora Carson che brontola prevedendo una notte in bianco. Pagina successiva:Carson dorme beato!, e viene svegliato da un calcio di Tex (sbaglio o è la prima volta che vediamo Tex usare maniere così brusche col suo pard');il nostro crede che sia giunto il suo turno di guardia, e Gros-Jean non si lascia sfuggire l'occasione per prenderlo in giro, provocandone la collera. Due intermezzi simpatici e riusciti, due pause nel pieno dell'avventura. Font lo considero da sempre come uno dei migliori disegnatori moderni di Tex. In questa storia il suo tratto mi sembra più sporco e, in un certo senso, tirato via;ma il suo Tex di allora mi sembra migliore di quello attuale, o quantomeno più riconoscibile. Sui paesaggi e le ambientazioni c'è poco da dire:qui Font dimostra che la sua fama è tutt?altro che immeritata!
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