Jump to content
TWF - Tex Willer Forum

kento

Cittadino
  • Posts

    266
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    1

Everything posted by kento

  1. Per me, tutto sommato, è una buona storia. Certo, avrei preferito che fosse concesso maggior spazio a Lilyth e, personalmente, avrei lasciato perdere Higgings... Però la storia coinvolge, ha uno svolgimento intrigante e coerente nel suo sviluppo (un po' eccessiva, forse, la scena con il fantasma della moglie di Tex). Nelle intenzioni di G.L. Bonelli Higgings era morto? (quasi) Certamente sì. Ma a mio parere, difficilmente possiamo dire che fosse intenzione di Bonelli riesumare Mefisto e Zhenda, o far arruolare Tex nell'esercito (sia pur forzosamente) o dare una figlia Kit Carson... Eppure lo si è fatto, e lo si farà in futuro. In una saga lunga 75 (!!) anni, i rimandi, i recuperi,, le più meno piccole deviazioni dalla strada principale e le strizzate d'occhio sono inevitabili. Vorrei poi sottolineare l'ENORME lavoro di Villa e del colorista, e il fatto che, per la seconda volta in meno di un anno, l'albo abbia 16 pagine in più (di Villa e Civitelli, mica Pinco Pallo)... Di questi tempi, un gradito regalo.
  2. Per me il fulcro di questo episodio celebrativo è rappresentato dalla presenza di certe atmosfere del "Giuramento" e dal ritorno di Lilith stessa, un personaggio molto amato che nei 70 anni trascorsi dalla sua creazione è apparso sulla serie, per forza di cose, con il contagocce. Il riutilizzo di tale Higgins (sinceramente faccio un po' di fatica a ricordare chi sia), se mai ci sarà, lo vedo come semplice espediente narrativo necessario a quanto sopra. Sinceramente credo che un lettore medio texiano sia più contento di rivedere in scena la moglie di Tex piuttosto che tirare giù tutti i santi per un personaggio secondario creduto morto più di cinquant'anni fa. Poi da lettore posso rimanere perplesso per la pubblicazione di quattro avventure di fila, o quasi, in cui tornano un avversari dati per morti... Però, d'altro canto, posso capire le esigenze di programmazione e le sue casualità.
  3. Da gennaio 1970 a dicembre 1989 Letteri Galep Muzzi Nicolò Ticci Fusco Giolitti Gamba Monti Civitelli Blasco Villa Buzzelli Della Monica Totale 1970 590 315 173 104 138 1320 1971 320 412 179 189 220 1320 1972 437 262 511 110 1320 1973 320 236 233 266 265 1320 1974 151 255 563 212 139 1320 1975 372 188 266 350 144 1320 1976 266 185 14 438 121 265 31 1320 1977 271 110 329 252 358 1320 1978 330 264 299 225 202 1320 1979 335 323 457 205 1320 1980 269 12 319 346 374 1320 1981 193 287 182 330 247 81 1320 1982 108 181 393 282 205 151 1320 1983 327 422 158 198 124 91 1320 1984 334 235 153 196 402 1320 1985 335 110 262 190 241 182 1320 1986 181 260 260 287 205 127 1320 1987 434 212 170 198 268 38 1320 1988 279 51 264 312 154 260 224 1544 1989 157 151 359 226 174 369 110 1546
  4. Purtroppo vado in controtendenza nel giudizio sulla prima storia. Il personaggio del bounty killer mi è sembrato un po' "finto", così come il comportamento di Tex che, nonostante fosse lecito avere più di una perplessità nei suoi confronti, se lo porta appresso fin da subito come se niente fosse. Anche il piano dello sceriffo è troppo arzigogolato e tirato per i capelli, ed inoltre nessuno degli altri cattivi emerge dall'anonimato. Sul lato grafico, ho trovato acerbi, davvero troppo acerbi i disegni di D'Agata, un incrocio (per ora, spero che migliori se avrà una seconda occasione) non troppo riuscito tra Villa e Piccinelli. Mi fa un po' strano che si critichino, spesso ferocemente, i lavori dei vari Danubio, Diso, Cossu, ecc. ,quando ognuno di loro ha perlomeno il merito di cercare una propria interpretazione di Tex, e poi si accolgano favorevolmente queste tavole, senz'altro professionali e leggibili ma anche parecchio derivative. Sul Magazine sono stati pubblicati lavori di Dotti, Civitelli, Bocci, Rubini, Font, Bruzzo, Biglia... Spiace per chi lo considera un prodotto di serie B.
  5. Ho votato. SERIE REGOLARE MENSILE Storia : Agente indiano Copertina : La Campana nella Nebbia Personaggio : Lorenzo Hubbel SERIE "TEX WILLER" Storia : Sull'alto Missouri Copertina : I Pionieri del Montana Personaggio : Lily SERIE SPECIALI Storia : Snakeman Copertina : Mississippi Ring Personaggio : Drunky
  6. Personalmente sono soddisfatto di questa lunga saga artica, vi ho trovato numerosi echi bonelliani (la tribù misteriosa, l'attenzione e la cura per gli aspetti geografici, un senso di grande avventura che ci accompagna dall'inizio alla fine), mescolati alle consuetudini boselliane, in primis la presenza di tantissimi personaggi (forse in questa occasione troppi davvero). A parere mio l'avventura decolla definitivamente a partire dal terzo albo, dopo un secondo numero, per i miei gusti, fin troppo verboso e statico. Forse è stato risolto un po' troppo sbrigativamente l'affare Dallas ma, non essendo quest'ultima uno dei miei personaggi preferiti, la cosa non mi ha dato particolarmente fastidio. In ogni caso penso che la sifda per lo sceneggiatore e, di conseguenza, il divertimento per il lettore, sia anche quella di calare il protagonista in un ambiente a lui poco congeniale, e vedere se e come ne è capace di tirarsi fuori dagli impicci e dagli imprevisti... Per questo trovo al limite del ridicolo alcune critiche lette in rete relative, ad esempio, ai salti sul ghiaccio compiuti da Tex e Tiger... Come se fosse una bazzecola per tutti compiere, in ambienti proibitivi, salti di 4 metri atterrando incolumi dall'altra parte. Buoni anche i disegni di Bruzzo, che man mano si stacca dal modello ticciano di "Sulle piste del nord" per pervenire ad un'interessante e personale versione di Tex e del suo mondo.
  7. Aggiungerei almeno Mefisto, Lupe, Tesah, Damned Dick... Insomma, c'è materiale per almeno 7 o 8 magazine.
  8. Purtroppo non mi è proprio piaciuto questo color... I personaggi mi sono sembrati delle macchiette e, nei migliori dei casi, sono tutti decisamente sopra le righe... Su tutti il "terribile" killer, che sfiora il parodistico e che, a conti fatti, non ne azzecca mezza. Se non avessi letto i credits a pagina due, non avrei mai detto che questa storia fosse stata scritta dal creatore di Magico Vento... Non ho trovato nulla del Manfredi che, per male che vada, sa (quasi) sempre regalare ai suoi lettori un onesto divertimento, tanto lo reputo un episodio buttato lì, scritto senz'anima, quasi di malavoglia oserei dire. Capita. Però spero (e credo) che il suo texone per Freghieri e l'imminente storia disegnata da Rotundo siano di ben altra levatura... Male anche Cossu, decisamente involuto rispetto alla discreta prova del maxi dell'anno scorso... I suoi personaggi paiono recitare, ma lo fanno assai male. Voto complessivo: 4,5.
  9. Favorevole. Vedere Kit giovane sarebbe forse più affascinante che nella sua versione "anziana".
  10. Beh, Zagor può avere miniserie di questo tipo e Tex no? E poi anche i cross over con i Tre Bill e Zagor sono stati annunciati sul forum...
  11. Ma sul serio c'è l'idea di fare una miniserie su Carson? E questa ora sarebbe a rischio per un parere contrario? Non ci credo. Personalmente, sento di far parte della "maggioranza silenziosa", e dico che state facendo un gran lavoro... TUTTI, nessuno escluso. Poi ci sta una storia sia appassionante più di un'altra, o che un episodio sia meglio costruito di un altro. A me, generalmente parlando, piacciono i color "lunghi", quelli "brevi", i maxi, Tex Willer e chi più ne ha più ne metta! Leggerei quindi molto volentieri una mini su Carson da te proposta.
  12. Per me, fino a questo momento, il miglior Ruju visto su Tex: trama godibile e ben architettata, buona gestione dei quattro pards, una notevole capacità di coinvolgere il lettore grazie alle tematiche del viaggio esotico (vedere Tex che si comporta da Tex in trasferta è sempre una goduria ) e delle ingiustizie sociali cui Tex deve porre rimedio. Molto divertente anche la trovata di Carson e Kit elegantoni, alle prese con le difficoltà del caso. Mi ha ricordato, per stile, alcune storie del miglior Nizzi. Anche il lavoro di Biglia è assai apprezzabile, specie nelle scene "coloniali" e quelle in cui i nostri si muovono nella giungla... In attesa delle rovine precolombiane del prossimo numero.
  13. Io l'ho trovata una buona storia, ben scritta, molto dinamica e briosa anche se con una punta di inevitabile malinconia... Ed i SONTUOSI disegni di Andreucci la impreziosiscono ulteriormente. Si vede che Recchioni si è, per così dire, "trattenuto" nelle sue consuete esagerazioni, avere Boselli come editor non può che avergli fatto bene! Scena con il maiale a parte, davvero troppo eccessiva e "fuori posto" per i canoni della serie. Non ci trovo particolari incongruenze nel comportamento di Sam Willer (al di là che, in effetti, aver sbaragliato 7 pericolosi avversari da solo è un po' troppo, forse era il caso di piazzargli a fianco un amico come il burbero proprietario della mandria), un personaggio del resto solo abbozzato da G.L. Bonelli e ripreso da Boselli con un certo profitto solo negli ultimi anni... Non direi che è uguale a Tex, reagisce in questo modo, prima ed unica volta nella sua breve vita, solo perché ci è costretto. Rimane pur sempre incapace di sparare all'ex amico (?!), ed è pieno di dubbi e scrupoli. Su Andreucci che dire... Solo che a vedere le sue tavole ti senti immerso in un'atmosfera fordiana, con altri disegnatori invece ti pare di vedere uno spaghetti western... Per godibile che sia, è tutta un'altra roba. Se penso però che leggerò la sua prossima storia texiana tra tre anni almeno, mi prende male...
  14. Esatto, io me lo immagino un aitante ultra cinquantenne alla Brad Pitt... Anche Zagor ha avuto le sue belle avventure western, penso alla "Marcia della disperazione" di Nolitta o alle incursioni nel sudovest dei comanches di Boselli ("Comancheros" e "Fratelli di sangue")... Quindi qualche punto di contatto c'è, io sono molto fiducioso!
  15. Una discreta storia, questa "Gli amanti del Rio Grande", molto veloce da leggere e per questo assai adatta ad un pubblicazione sul "color"... Atmosfera è piacevolmente retrò, da western anni '50, con Rauch bravo a mettere in scena i due pards, risoluti come devono essere. Lo sceneggiatore deve invece un po' migliorare nella gestione dei coprotagonisti, i due amanti sono di una rara antipatia il che, essendo entrambi dalla parte dei "buoni", lascia un po' perplessi. Scascitelli fa un ottimo lavoro, in particolare ho apprezzato la sua "regia" cinematografica e le sue prospettive, aspetti positivi che vanno a compensare una certa staticità nelle scene di azione. Anche i colori sono molto belli, caldi e con un tocco vintage. Per quanto mi riguarda, sono rimasto quindi complessivamente soddisfatto dalla lettura.
  16. Diciamo che è una storia piena di cliché e decisamente sopra le righe... Magari, come ipotizzavo, era una vecchia sceneggiatura tenuta nel cassetto per anni, ma all'epoca Bonelli, per la sua serie, aveva già svoltato verso un approccio realistico e verosimile... Magari è stata semplicemente pubblicata fuori tempo massimo. Non ricordo l'episodio di Ongaro che citi, ma per il resto l'autore veneziano per Mister No ha scritto delle signore storie ("Giuramento di sangue", "La donna del mistero" e gli episodi africani su tutti). Oppure, più semplicemente e realisticamente, la sua duttilità e la sua prolificità lo rendono un prezioso jolly da giocarsi su tutte (o quasi) le collane.
  17. Totalmente fuori canone, personalmente la ritengo una delle peggiori storie dei primi 200 numeri. Probabilmente era una storia scritta molti anni prima, che venne ripescata per esigenze di redazione (mentre lo stesso non accadde per una sceneggiatura, addirittura completamente disegnata, di Tristano Torelli, il creatore del Piccolo Sceriffo)...
  18. Bos, quali sono i soggetti scritti da Giorgio o te, approvati e sceneggiati da GL Bonelli? Il mistero della miniera Ore disperate Linciaggio Un mondo perduto La minaccia invisibile Ce ne sono altri, a tua memoria?
  19. A me questo texone è - moderatamente - piaciuto. Alcune scene mi hanno suscitato qualche perplessità (l'apatia degli abitanti del villaggio, le motivazioni un po' pretestuose per cui i due banditi si aggregano all'Indian Carnival), ma nel complesso è stata una lettura divertente ed appassionante. Mi ha intrigato soprattutto vedere Tex e gli altri alle prese con avversari tosti, in grado di metterli davvero in difficoltà. Qualcuno dotato di una memoria migliore della mia magari ne avrà la certezza. ma credo sia la prima volta in 72 anni che SPOILER i pards vengono catturati tutti e quattro contemporaneamente! Cercare di scoprire come ne possano venir fuori è uno di quei piccoli piaceri da lettori che valgono il prezzo del biglietto. FINE SPOILER Tutti i lettori hanno una sensibilità diversa, così ci sta che ad alcuni questa storia non piaccia (prima parte un po' lenta, qualche trovata eccessiva, ecc.), ma sul web leggo delle recensioni che fanno venire il latte alle ginocchia... Come se, per alcuni, Tex sia una specie di supereroe: non può sbagliare, non può essere catturato, deve sbarazzarsi con irrisoria facilità di qualsiasi tipo di avversario.. Che noia sarebbe un personaggio così (cosa che il Tex di GL Bonelli non è MAI stato, fortunatamente)? Per me invece l'importante è che, se viene messo alle strette, lo sia da avversari degni di questo nome e che se ne tragga fuori da par suo. Carnevale ha fatto un ottimo lavoro, personalmente gli preferisco (almeno) una decina di disegnatori dello staff, ma la qualità delle sue tavole è indiscutibile. Una menzione anche per i bei editoriali di Frediani e Barbieri.
  20. Stiamo dicendo la stessa cosa. 😀
  21. Ho detto che la riconoscibilità è un pregio, aggiungendo solamente, da profano, che mi ha un po' sorpreso che i volti siano presi di peso da quelli di Ortiz. Il Gros Jean di Mastantuono è lui, è riconoscibile, ma non è la copia di quello di Fusco, o di Galep, o di Venturi. Tutto qua. Il mio giudizio sui disegni di Seijas rimane positivo.
  22. In termini di riconoscibilità dei due personaggi certamente sì, mi ha solamente un po' stupito che Seijas abbia preferito rifarsi ad Ortiz, piuttosto che darne una propria interpretazione... Ma magari è stata una tua precisa richiesta.
  23. Buon inizio, molto classico, in cui mi intriga soprattutto il fatto che le due vicende corrano in parallelo senza (finora) incrociarsi.... Ci sono tutte le premesse per una grande avventura. Ho notato anche una maggior scorrevolezza e leggerezza rispetto ad altre storie del Bos... Probabilmente perché è una di quelle che lui stesso reputa "semplici". Buoni i disegni di Sejas, anche se ho notato un leggero calo, complessivamente parlando... I due cattivi sono poi la copia precisa della versione del compianto Ortiz.
  24. Tra gli altri "sfasamenti" ricordo l'episodio di Vindex, inserito tra una convalescenza e l'altra di Carson in un ranch. Una storia che invece è stato pubblicata certamente molto tempo dopo è "Il mistero delle Montagne Lucenti" (Tex gigante n. 22), ultima prova ai pennelli di Mario Uggeri, in cui Tiger viene rappresentato ancora come i tempi dell'"Ultima battaglia", e pubblicata in un momento di difficoltà di Galep, subito dopo la bizzarra "Avventura a Cedar Mines". 😊 Un'altra storia tenuta ferma per molti anni fu l'inizio di "A sud di Nogales" (mollata e poi conclusa da Ticci parecchi anni dopo), mentre è curioso notare che gli episodi "La caccia", "La sconfitta", "El Morisco", "Il giuramento", "Gilas" e "Massacro!" furono preparati - almeno per le pagine iniziali - per la consueta pubblicazione a striscia... Lo si nota dalle sistemazioni grafiche dell'ottantesima striscia di ognuna di esse. SuperTex a parte, il primo episodio pensato quindi per una pubblicazione nell'albo Gigante fu forse "Chinatown".
  25. Anche secondo me il vignettone con la didascalia "Tampa." era la prima del secondo albo...
×
×
  • Create New...

Important Information

Terms of Use - Privacy Policy - We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.