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TWF - Tex Willer Forum

kento

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Me and Tex

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  1. Per me, tutto sommato, è una buona storia. Certo, avrei preferito che fosse concesso maggior spazio a Lilyth e, personalmente, avrei lasciato perdere Higgings... Però la storia coinvolge, ha uno svolgimento intrigante e coerente nel suo sviluppo (un po' eccessiva, forse, la scena con il fantasma della moglie di Tex). Nelle intenzioni di G.L. Bonelli Higgings era morto? (quasi) Certamente sì. Ma a mio parere, difficilmente possiamo dire che fosse intenzione di Bonelli riesumare Mefisto e Zhenda, o far arruolare Tex nell'esercito (sia pur forzosamente) o dare una figlia Kit Carson... Eppure lo si è fatto, e lo si farà in futuro. In una saga lunga 75 (!!) anni, i rimandi, i recuperi,, le più meno piccole deviazioni dalla strada principale e le strizzate d'occhio sono inevitabili. Vorrei poi sottolineare l'ENORME lavoro di Villa e del colorista, e il fatto che, per la seconda volta in meno di un anno, l'albo abbia 16 pagine in più (di Villa e Civitelli, mica Pinco Pallo)... Di questi tempi, un gradito regalo.
  2. Per me il fulcro di questo episodio celebrativo è rappresentato dalla presenza di certe atmosfere del "Giuramento" e dal ritorno di Lilith stessa, un personaggio molto amato che nei 70 anni trascorsi dalla sua creazione è apparso sulla serie, per forza di cose, con il contagocce. Il riutilizzo di tale Higgins (sinceramente faccio un po' di fatica a ricordare chi sia), se mai ci sarà, lo vedo come semplice espediente narrativo necessario a quanto sopra. Sinceramente credo che un lettore medio texiano sia più contento di rivedere in scena la moglie di Tex piuttosto che tirare giù tutti i santi per un personaggio secondario creduto morto più di cinquant'anni fa. Poi da lettore posso rimanere perplesso per la pubblicazione di quattro avventure di fila, o quasi, in cui tornano un avversari dati per morti... Però, d'altro canto, posso capire le esigenze di programmazione e le sue casualità.
  3. Da gennaio 1970 a dicembre 1989 Letteri Galep Muzzi Nicolò Ticci Fusco Giolitti Gamba Monti Civitelli Blasco Villa Buzzelli Della Monica Totale 1970 590 315 173 104 138 1320 1971 320 412 179 189 220 1320 1972 437 262 511 110 1320 1973 320 236 233 266 265 1320 1974 151 255 563 212 139 1320 1975 372 188 266 350 144 1320 1976 266 185 14 438 121 265 31 1320 1977 271 110 329 252 358 1320 1978 330 264 299 225 202 1320 1979 335 323 457 205 1320 1980 269 12 319 346 374 1320 1981 193 287 182 330 247 81 1320 1982 108 181 393 282 205 151 1320 1983 327 422 158 198 124 91 1320 1984 334 235 153 196 402 1320 1985 335 110 262 190 241 182 1320 1986 181 260 260 287 205 127 1320 1987 434 212 170 198 268 38 1320 1988 279 51 264 312 154 260 224 1544 1989 157 151 359 226 174 369 110 1546
  4. Purtroppo vado in controtendenza nel giudizio sulla prima storia. Il personaggio del bounty killer mi è sembrato un po' "finto", così come il comportamento di Tex che, nonostante fosse lecito avere più di una perplessità nei suoi confronti, se lo porta appresso fin da subito come se niente fosse. Anche il piano dello sceriffo è troppo arzigogolato e tirato per i capelli, ed inoltre nessuno degli altri cattivi emerge dall'anonimato. Sul lato grafico, ho trovato acerbi, davvero troppo acerbi i disegni di D'Agata, un incrocio (per ora, spero che migliori se avrà una seconda occasione) non troppo riuscito tra Villa e Piccinelli. Mi fa un po' strano che si critichino, spesso ferocemente, i lavori dei vari Danubio, Diso, Cossu, ecc. ,quando ognuno di loro ha perlomeno il merito di cercare una propria interpretazione di Tex, e poi si accolgano favorevolmente queste tavole, senz'altro professionali e leggibili ma anche parecchio derivative. Sul Magazine sono stati pubblicati lavori di Dotti, Civitelli, Bocci, Rubini, Font, Bruzzo, Biglia... Spiace per chi lo considera un prodotto di serie B.
  5. Ho votato. SERIE REGOLARE MENSILE Storia : Agente indiano Copertina : La Campana nella Nebbia Personaggio : Lorenzo Hubbel SERIE "TEX WILLER" Storia : Sull'alto Missouri Copertina : I Pionieri del Montana Personaggio : Lily SERIE SPECIALI Storia : Snakeman Copertina : Mississippi Ring Personaggio : Drunky
  6. Personalmente sono soddisfatto di questa lunga saga artica, vi ho trovato numerosi echi bonelliani (la tribù misteriosa, l'attenzione e la cura per gli aspetti geografici, un senso di grande avventura che ci accompagna dall'inizio alla fine), mescolati alle consuetudini boselliane, in primis la presenza di tantissimi personaggi (forse in questa occasione troppi davvero). A parere mio l'avventura decolla definitivamente a partire dal terzo albo, dopo un secondo numero, per i miei gusti, fin troppo verboso e statico. Forse è stato risolto un po' troppo sbrigativamente l'affare Dallas ma, non essendo quest'ultima uno dei miei personaggi preferiti, la cosa non mi ha dato particolarmente fastidio. In ogni caso penso che la sifda per lo sceneggiatore e, di conseguenza, il divertimento per il lettore, sia anche quella di calare il protagonista in un ambiente a lui poco congeniale, e vedere se e come ne è capace di tirarsi fuori dagli impicci e dagli imprevisti... Per questo trovo al limite del ridicolo alcune critiche lette in rete relative, ad esempio, ai salti sul ghiaccio compiuti da Tex e Tiger... Come se fosse una bazzecola per tutti compiere, in ambienti proibitivi, salti di 4 metri atterrando incolumi dall'altra parte. Buoni anche i disegni di Bruzzo, che man mano si stacca dal modello ticciano di "Sulle piste del nord" per pervenire ad un'interessante e personale versione di Tex e del suo mondo.
  7. Aggiungerei almeno Mefisto, Lupe, Tesah, Damned Dick... Insomma, c'è materiale per almeno 7 o 8 magazine.
  8. Purtroppo non mi è proprio piaciuto questo color... I personaggi mi sono sembrati delle macchiette e, nei migliori dei casi, sono tutti decisamente sopra le righe... Su tutti il "terribile" killer, che sfiora il parodistico e che, a conti fatti, non ne azzecca mezza. Se non avessi letto i credits a pagina due, non avrei mai detto che questa storia fosse stata scritta dal creatore di Magico Vento... Non ho trovato nulla del Manfredi che, per male che vada, sa (quasi) sempre regalare ai suoi lettori un onesto divertimento, tanto lo reputo un episodio buttato lì, scritto senz'anima, quasi di malavoglia oserei dire. Capita. Però spero (e credo) che il suo texone per Freghieri e l'imminente storia disegnata da Rotundo siano di ben altra levatura... Male anche Cossu, decisamente involuto rispetto alla discreta prova del maxi dell'anno scorso... I suoi personaggi paiono recitare, ma lo fanno assai male. Voto complessivo: 4,5.
  9. Favorevole. Vedere Kit giovane sarebbe forse più affascinante che nella sua versione "anziana".
  10. Beh, Zagor può avere miniserie di questo tipo e Tex no? E poi anche i cross over con i Tre Bill e Zagor sono stati annunciati sul forum...
  11. Ma sul serio c'è l'idea di fare una miniserie su Carson? E questa ora sarebbe a rischio per un parere contrario? Non ci credo. Personalmente, sento di far parte della "maggioranza silenziosa", e dico che state facendo un gran lavoro... TUTTI, nessuno escluso. Poi ci sta una storia sia appassionante più di un'altra, o che un episodio sia meglio costruito di un altro. A me, generalmente parlando, piacciono i color "lunghi", quelli "brevi", i maxi, Tex Willer e chi più ne ha più ne metta! Leggerei quindi molto volentieri una mini su Carson da te proposta.
  12. Per me, fino a questo momento, il miglior Ruju visto su Tex: trama godibile e ben architettata, buona gestione dei quattro pards, una notevole capacità di coinvolgere il lettore grazie alle tematiche del viaggio esotico (vedere Tex che si comporta da Tex in trasferta è sempre una goduria ) e delle ingiustizie sociali cui Tex deve porre rimedio. Molto divertente anche la trovata di Carson e Kit elegantoni, alle prese con le difficoltà del caso. Mi ha ricordato, per stile, alcune storie del miglior Nizzi. Anche il lavoro di Biglia è assai apprezzabile, specie nelle scene "coloniali" e quelle in cui i nostri si muovono nella giungla... In attesa delle rovine precolombiane del prossimo numero.
  13. Io l'ho trovata una buona storia, ben scritta, molto dinamica e briosa anche se con una punta di inevitabile malinconia... Ed i SONTUOSI disegni di Andreucci la impreziosiscono ulteriormente. Si vede che Recchioni si è, per così dire, "trattenuto" nelle sue consuete esagerazioni, avere Boselli come editor non può che avergli fatto bene! Scena con il maiale a parte, davvero troppo eccessiva e "fuori posto" per i canoni della serie. Non ci trovo particolari incongruenze nel comportamento di Sam Willer (al di là che, in effetti, aver sbaragliato 7 pericolosi avversari da solo è un po' troppo, forse era il caso di piazzargli a fianco un amico come il burbero proprietario della mandria), un personaggio del resto solo abbozzato da G.L. Bonelli e ripreso da Boselli con un certo profitto solo negli ultimi anni... Non direi che è uguale a Tex, reagisce in questo modo, prima ed unica volta nella sua breve vita, solo perché ci è costretto. Rimane pur sempre incapace di sparare all'ex amico (?!), ed è pieno di dubbi e scrupoli. Su Andreucci che dire... Solo che a vedere le sue tavole ti senti immerso in un'atmosfera fordiana, con altri disegnatori invece ti pare di vedere uno spaghetti western... Per godibile che sia, è tutta un'altra roba. Se penso però che leggerò la sua prossima storia texiana tra tre anni almeno, mi prende male...
  14. Esatto, io me lo immagino un aitante ultra cinquantenne alla Brad Pitt... Anche Zagor ha avuto le sue belle avventure western, penso alla "Marcia della disperazione" di Nolitta o alle incursioni nel sudovest dei comanches di Boselli ("Comancheros" e "Fratelli di sangue")... Quindi qualche punto di contatto c'è, io sono molto fiducioso!
  15. Una discreta storia, questa "Gli amanti del Rio Grande", molto veloce da leggere e per questo assai adatta ad un pubblicazione sul "color"... Atmosfera è piacevolmente retrò, da western anni '50, con Rauch bravo a mettere in scena i due pards, risoluti come devono essere. Lo sceneggiatore deve invece un po' migliorare nella gestione dei coprotagonisti, i due amanti sono di una rara antipatia il che, essendo entrambi dalla parte dei "buoni", lascia un po' perplessi. Scascitelli fa un ottimo lavoro, in particolare ho apprezzato la sua "regia" cinematografica e le sue prospettive, aspetti positivi che vanno a compensare una certa staticità nelle scene di azione. Anche i colori sono molto belli, caldi e con un tocco vintage. Per quanto mi riguarda, sono rimasto quindi complessivamente soddisfatto dalla lettura.
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