Jump to content
TWF - Tex Willer Forum

joe7

Membri
  • Posts

    48
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    5

joe7 last won the day on May 25

joe7 had the most liked content!

Profile Information

  • Gender
    Maschile

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    1
  • Favorite Pard
    Kit Carson
  • Favorite character
    Pat Mc Ryan

Recent Profile Visitors

1,972 profile views

joe7's Achievements

Enthusiast

Enthusiast (6/14)

  • Dedicated
  • Conversation Starter
  • First Post
  • Collaborator
  • Week One Done

Recent Badges

28

Reputation

  1. Una stella per Tex/Canyon Diablo è una delle mie storie preferite in assoluto. Con due copertine indimenticabili. Come non si può non amare una storia che finisce con Roba da delirio fantasmagorico, davvero un finale col botto. La perfetta conclusione di un crescendo di scene con un Texas Bill e Old Kit in gran spolvero, o se preferite Tex Willer e Kit Carson che fanno piazza pulita di tutta la marmaglia con l'aiuto degli immancabili due, Kit e Tiger. Con un terribile killer che fa una figura da fesso come pochi. Con dei cattivi che cadono come birilli e vengono pestati una vignetta sì e l'altra pure. Con il manifesto che dice che tra 24 ore tutti i farabutti di Canyon Diablo devono sparire. Con Tex che accompagna una donna dei cattivi portandole la valigia e facendo il galante, cosa più unica che rara: Lena Bond, tutte le donne di Tex ti invidiano. Metodi spicci, dialoghi forti, un quartetto organizzato manco fossero i Vendicatori, ma cosa volete di più?
  2. Bè, ci sono divergenze di obiettivi, chiaramente: noi vogliamo delle belle storie in cambio dei nostri soldi; la Bonelli vuole i nostri soldi in cambio di brutte storie. Noi vogliamo leggere delle avventure appassionanti, loro vogliono fare delle speculazioni. Difficile trovare dei punti di accordo, a queste condizioni...
  3. Il rapporto qualità/prezzo è un problema vecchio come il mondo. Capisco l'osservazione di Letizia (no alla diminuzione delle pagine, perchè, a causa dell'inflazione, alla fine abbiamo dei numeri di Tex con poche pagine allo stesso prezzo di prima, se non di più), ma lo scopo della diminuzione delle pagine è proprio il contenimento dei prezzi: se questo non accade, vuol dire che si è presa la strada sbagliata. Permettetemi una mia esperienza personale, senza pretendere che sia il modello per tutti: io comperavo diversi fumetti, sia bonelli che manga e altro, ma adesso compero molto poco e ho tagliato molte serie, riducendomi all'osso. Perchè questo? Perchè i prezzi sono aumentati all'inverosimile. E non parlo solo della Bonelli: parlo per tutti i fumetti (rendetevi conto: è assurdo che un fumetto base come Topolino, uno dei più diffusi in assoluto, costi 3 euro e 50, l'equivalente di 7.000 lire!). In sostanza, se la Bonelli (e gli altri, manga compresi) non fanno qualcosa per diminuire i prezzi, tipo diminuire le pagine, i fumetti diventeranno (anzi, siamo onesti, lo sono già) roba da ricchi che si parlano tra di loro in un forum. Cioè, per pochissimi. Mentre un fumetto dovrebbe essere alla portata di tutti. Ma con prezzi simili diventa per pochi. Soprattutto, Diablero ha sottolineato il problema a un livello più alto: non tanto il numero di pagine di un albo di Tex, ma il numero di albi di Tex prodotti in un anno. Cioè, un numero incommensurabile di pagine all'anno, in un blob mostruoso di pubblicazioni che si ostacolano a vicenda. E non parlo solo di Tex: Topolino ha innumerevoli serie e collane prodotti a valanga, i manga sono impossibili da contare tutti (ci ho provato e alla fine ho lasciato perdere), e così via. Se non si diminuisce il numero di serie di Tex pubblicate, la qualità di tutte le storie ne risentirà: è come un brodo allungato che alla fine diventa insipido, quasi come bere dell'acqua. Immagino che lo scopo della Bonelli sia quello di guadagnare di più nel breve tempo possibile: ma questa tattica, se permette guadagni rapidi all'inizio, a lungo andare porta alla disaffezione e alla diminuzione sempre più drastica delle vendite. E' la qualità delle storie che fa vendere una collana, non la quantità di pagine pubblicate. Sarebbe come fare della moneta falsa, che alla fine scaccia la moneta vera, come sanno gli economisti. Come ultima cosa, il racconto a strisce: può darsi che abbia una narrazione più veloce (a me non sembra, ma sono gusti), ma resta sempre un prodotto che costa troppo (le strisce anastatiche allegate alla Gazzetta costavano 4,99 euro, quindi come un fumetto normale di Tex; lo Zagor formato striscia inedita costa 2 euro e 50, la metà di un albo Bonelli). E così torniamo al punto di prima.
  4. Non voglio offendere nessuno e rispetto l'opinione e i gusti di tutti, anche di quelli che la trovano bella: ma la serie di Tex Willer io personalmente l'ho trovata davvero noiosa. Più addirittura del Tex attuale. Infatti non la prendo più.
  5. Se pensate che la riduzione delle pagine porti a storie sviluppate meglio senza lungaggini, vi illudete. Sia il Sassaroli che Dix Leroy, infatti, hanno confermato quello che già avevo notato: le storie di oggi, sia lunghe che brevi, restano tutte con un ritmo lento. In una striscia di Tex di Gianluigi Bonelli c'era talmente tanta azione che bastava per due (soporiferi) albi attuali di Tex almeno. Non è il numero delle pagine che conta, ma la capacità di raccontare degli autori. Che credo siano pagati un tanto a pagina, e questo spiegherebbe le lungaggini: così si guadagna facilmente senza fare una gran fatica. Se comunque questo servisse a far diminuire i prezzi, o almeno contenerli, va bene diminuire le pagine, senza contare molto però sul miglioramento della qualità delle storie. Un ultimo cenno sulla "ecosostenibilità per il risparmio di carta": è una cosa su cui non ha senso parlarne. Infatti ci sono delle coltivazioni di pioppi, o altri alberi, fatti crescere e tagliare proprio con lo scopo di produrre della carta. E non c'è nessun problema di disboscamento, visto che gli alberi abbattuti vengono subito rimpiazzati, come si fa in ogni piantagione. Quindi, non vi preoccupate: la carta non mancherà mai, nè ci sarà mai alcun disboscamento. Non si usano alberi amazzonici per la produzione della carta: hanno un pessimo legno per questo scopo, tra l'altro.
  6. C'è una scena strana in "Duello a Laredo": Tiger viene a sapere dei problemi di Tex a Laredo, mentre è nel villaggio navajo, e va a chiedere aiuto a Manyuka, lo stregone dei Navajo. Ebbene, per due volte Manyuka si rivolge a Tiger chiamandolo "figlio mio". Tiger è il figlio dello stregone dei Navajos? Certo, c'è la possibilità che Manyuka si rivolga a Tiger chiamandolo "figlio mio" nel senso di membro della tribù dei Navajos, ma il fatto che lo abbia chiamato due volte così mi sembra strano. Non lo poteva chiamare semplicemente "Tiger Jack", allora? Tra l'altro, credo che questo Manyuka non sia più ricomparso e lo stregone dei Navajos sia diventata un'altra persona. Qualcuno può spiegare meglio questa faccenda?
  7. Io avevo letto Larry Yuma sul "Giornalino" e anni fa fui sorpreso nel vedere una storia di Tex di Nizzi che RICALCAVA un'intera storia di Larry Yuma ("Quanah l'Apache", se ricordo bene) e da lì cominciai a pensare di essere preso in giro.
  8. E' VERO! "La notte del Dio nero", con Mala che si suicida per evitare l'offesa! Come ho fatto a dimenticarmela? Mi aveva ingannato il titolo. Era una delle storie "non ufficiali" di Conan, infatti, ma è stata indimenticabile: a distanza di anni, ce la ricordiamo ancora, io e mio fratello! "Thorfel il Giusto, che non ride più...e non riderà mai più!" A quei tempi, facevano degli adattamenti e delle storie da capogiro. Si trattava di un racconto di poche pagine, ma indimenticabili, sceneggiate e disegnate da dei maestri! Grazie per avermela fatta ricordare!
  9. Non so a quale storia di Conan "The black man" tu ti riferisca, Diablero, visto che le ho lette tutte (almeno credo). Forse intendi "Black Colossus", con la principessa Yasmela di Khoraja. Ma, nè lì, nè in altre storie di Conan, c'è una scena di donne che si suicidano per evitare la vergogna. Forse Yasmela aveva intenzione di farlo, visto che lo stregone Natohk voleva abusare di lei. Comunque, spesso le donne del mondo di Conan sono disposte ad uccidersi, prima di lasciarsi abusare. Oppure si vendicano. Red Sonja era stata abusata, ma poi si è vendicata diventando la diavolessa Hyrkaniana. Taramis, la regina di "Nascerà una strega", era stata abusata anche lei: non si è vendicata direttamente, ma ha partecipato all'azione vendicativa gestita da Conan. Comunque, nel mondo di Gianluigi Bonelli ci sono delle donne che si suicidano per scampare alla forca o per vendicare l'amato: Satania, Eugenia Moore, la donna di "Massacro", la scena frequente di mariti o parenti che danno la pistola alle donne per spararsi per non cadere in mano agli indiani. Nel solco di questa "tradizione", chiamiamola così, è coerente l'ipotesi di Florecita che si sia suicidata per sfuggire alle violenze di Bill Mohican. Le donne del West del mondo di Gianluigi Bonelli sono molto fiere e orgogliose: non sono tipe da spararsi dopo essere state abusate. Al massimo cercano vendetta. Da questo punto di vista, il mondo di Conan e di Tex (di GLBonelli) si somigliano.
  10. E' vero, come dice Diablero, che la Bibbia protestante è la Bibbia di King James: cioè, la "Bibbia di Re Giacomo". Solo che quella è la Bibbia per la confessione protestante anglicana. Ogni confessione protestante ha la sua Bibbia: tutti gli immigrati protestanti in America, o meglio la maggior parte, era andata lì come conseguenza delle persecuzioni religiose protestanti. Infatti, ogni confessione protestante è in lotta con le altre confessioni protestanti, non solo con la Chiesa Cattolica (sono in conflitto anche con gli Ortodossi, e loro contraccambiano, ovviamente). E mi sembra anche logico; se ciascuno di loro dice di interpretare in modo corretto la Bibbia, un conflitto è inevitabile. In America, in tribunale, nonostante lo si veda nei film, è raro che si giuri su una Bibbia: semplicemente, il testimone si impegna di dire tutta la verità. I problemi religiosi sarebbero innumerevoli, qualunque sia la Bibbia che venisse usata per i giuramenti in tribunale. Passando ai Quattro Cavalieri dell'Apocalisse: all'inizio anch'io pensavo che fossero tutti e quattro con connotazioni negative. Ma ho visto che non è così: il cavaliere col cavallo bianco è presentato nel testo sempre con connotazioni positive, a differenza degli altri tre. Ecco il testo: "Quando l'Agnello (Gesù Cristo) apri il primo dei sette sigilli, udii in visione il primo dei quattro Viventi dire con voce di tuono: "Vieni!" E vidi apparire un cavallo bianco, su cui sedeva un cavaliere con un arco; fu data a lui una corona; venne dunque fuori da vittorioso per vincere ancora." (Apocalisse, 6, 1 e seguenti) Gli altri tre cavalieri sono visti con toni negativi e rappresentano la guerra, la carestia e la pestilenza, che genera la morte: per questo l'ultimo cavaliere è la morte. Il primo cavaliere, invece è visto con toni positivi: la corona è segno di regalità; l'arco è simbolo di superiorità divina (Dio colpisce con un arco, nelle visioni dei profeti della Bibbia); il bianco è il colore della purezza e della bontà; la "voce di tuono" che saluta la sua comparsa (ma non quella degli altri tre cavalieri) esprime il compiacimento divino su di lui. Inoltre, è chiamato "vittorioso" (termine riferito a Cristo, che ha vinto la morte) e "per vincere ancora", cioè sempre. Sarebbe assurdo, in un testo sacro, presentare un Anticristo - nemico di Dio - che vince sempre. Gli altri tre cavalieri seguono la tradizione profetica della Bibbia, che presenta sempre questo trittico di flagelli: guerra, carestia, peste. Sono le punizioni per i popoli malvagi. Non c'è mai stato un "quartetto" di flagelli nella tradizione biblica: di norma, i flagelli erano sempre tre, ed erano quelli indicati. E allora perchè tutti e quattro sono sempre visti come negativi? Perchè questa è la versione protestante, appoggiata spesso dai mass-media, che sono in gran parte protestanti. Abbiamo così il protestante Durer con le sue incisioni sui Quattro malvagi cavalieri, stampate e pubblicate ovunque. Anche nei fumetti protestanti c'è questa versione: mi ricordo una vecchia storia dei Fantastici Quattro che combattevano contro quattro Cavalieri dell'Apocalisse, cattivi tutti e quattro. E poi tutti, cattolici e compagnia, hanno seguito l'andazzo, visto che tutti i mass media presentavano la stessa impostazione. Ma all'inizio, prima della venuta del protestantesimo, l'interpretazione del primo cavaliere con Gesù Cristo e degli altri tre come flagelli di sterminio era generalmente accettata. Scusate se ho fatto qui un discorso teologico: non ne parlerò più, perchè siamo fuori argomento., Se poi si vuole sapere qualcosa di più, mi potete contattare via PM: ma, pubblicamente, qui chiudo l'argomento, senza pretendere di convincere nessuno. Ciascuno è libero di credere come vuole. Tornando a Sangue sul Colorado, sono d'accordo con l'interpretazione di Diablero su Nizzi: io avevo sempre letto le sue storie, ma non mi avevano mai convinto del tutto, e non capivo bene il perchè. I disegni erano ottimi, poi Tex sconfiggeva i cattivi, quindi tutto era a posto, no? Eppure non ero soddisfatto. Le sentivo come storie noiose. Il Texone di Magnus era disegnato splendidamente, ma la storia mi sembrava di una banalità allucinante: e mi ero arrabbiato nel vedere Magnus sprecato ad usare le sue ultime energie per una storia così piatta e senza guizzi. Leggevo Fuga da Anderville: disegni splendidi, eppure c'era qualcosa che non mi quadrava, mi lasciava insoddisfatto. Il Tex che strillava come un matto davanti a Walcott mi era sembrato ridicolo, ma sentivo che non era solo quella la scena che non mi quadrava. Stesso discorso per tutti gli altri suoi lavori. Nel vedere l'analisi di Diablero, avevo capito la causa: un Tex idiota e incapace, ma con una idiozia e incapacità nascosti in modo splendido, in mezzo a disegni perfetti e scene azzeccate che riescono a far apparire Tex come un cretino, senza che lo si capisca subito. E' tutta una "narrazione nascosta", dove lo sceneggiatore demolisce il personaggio, senza farlo mai capire apertamente. Complimenti all'abilità di Nizzi: mi ha tenuto nascosto questo fatto per decenni, senza che me ne sia mai accorto. Almeno il Tex di Nolitta era stupido in modo evidente: qui lo è in modo nascosto. Ringrazio Diablero per le sue analisi, che mi hanno anche portato a rivalutare Gianluigi Bonelli. Dovrò lavorare parecchio nel rianalizzare queste storie, ma credo di aver capito l'impostazione giusta di lettura.
  11. Il nome originale del film "Cavaliere pallido" è "Pale Rider", quindi la traduzione è corretta. Solo che non è corretta la citazione biblica del film. Riprendo dal post di Diablero: "And I looked, and behold a pale horse: and his name that sat on him was Death, and Hell followed with him." Cioè: "Io guardai e vidi un cavallo pallido; e il nome di chi era su di lui era la Morte, e l'Inferno lo seguiva". L'errore è proprio nel termine "pallido": la versione originale parla di cavallo verdastro, nella versione greca glaukos, cioè glauco, cioè un colore che va dal blu al verdognolo. Ma non è certo un colore "pallido". Inoltre, "pallido" è un aggettivo, non un colore, e indica una tonalità del colore. Un uomo pallido, per esempio, ha sempre la sua colorazione rosa-carne, ma più chiara, pallida appunto. Il nostro Clint nel film cavalca un cavallo bianco, non certo "pallido", e il cavaliere della Morte nell'originale non cavalcava un cavallo bianco: cosa impossibile, tra l'altro, perchè il bianco, nella tradizione cristiana, è un colore positivo, simbolo di purezza e bontà. Simbolo del bene, in sostanza. Uno solo, dei Quattro Cavalieri dell'Apocalisse, porta il cavallo bianco, ed è il primo, l'unico che tradizionalmente è presentato con tratti positivi: è associato a Cristo, che fa giustizia. Ma, nella Riforma protestante (ricordate che la Bibbia letta nel film è una bibbia protestante, non cattolica) si è voluto associare il primo cavaliere con una realtà negativa, per rendere omogeneità al quartetto. Il cavallo rosso, per tradizione, rappresenta la guerra; il cavallo nero la carestia; il cavallo verdognolo la morte. Simboleggiano la giustizia divina contro i malvagi e la protezione verso i buoni (il fatto che il primo cavallo sia quello bianco e il cavaliere sia Cristo, indica il dominio del Bene su ogni circostanza avversa). Tornando al film e alla citazione biblica: come si vede, contiene un errore, chiamando "pallido" il cavallo, anzichè verdognolo, fino a coinvolgere in questo modo tutto il film e il titolo stesso del film. Le Bibbie protestanti, infatti, spesso contengono errori di traduzione, perchè chi le ha redatte non era molto ferrato in teologia.
  12. Sei stato perfetto, Diablero, i mie complimenti. Come avevo detto in un altro post, chi parla molto è perchè non ha niente da dire. Qui sembra che Gianluigi Bonelli parli molto...invece sintetizza, dicendo molto in poco. Fa una scena di due pagine dove oggi ne impiegherebbero trenta o quaranta e una scena di una pagina dove oggi ne impiegherebbero minimo venti. E lo stesso discorso si può fare per i film, che, come i fumetti, oggi parlano tanto per non dire niente. I manga (quando sono fatti bene, ovvio) dicono molto in poco: i volumi, come ha detto frank_one, sono delle puntate riunite in volume: ogni storia era infatti una puntata, dove si diceva tutto quello che c'era da dire e di più. Il Giornalino aveva puntate di 10-12 pagine al massimo che dicevano le stesse cose che dice oggi un volume Bonelli da 120 pagine. La sintesi non significa rifiutare l'uso delle didascalie: è usarle bene. La sintesi non è imitare Ken Parker: è saper narrare.
  13. Ho riletto la storia e mi sono anche riguardato il Cavaliere Pallido: praticamente, la storia è stata ricalcata dal film, comprese le facce di molti coprotagonisti. E, sì, la decisione di Tex di mandare fuori dalla zona le donne è stata una decisione incredibilmente idiota. Tanto che ha provocato il fallimento dell'impresa. E non si può sentire Tex che dice in modo rassegnato che hanno perso. Quell'allocco non è Tex. Per non parlare di Kit Carson/Cico che muore di fame e Kit Willer che, per soddisfarlo, va a fare la spesa in città e poi, per farsi un bicchierino, anche se il padre non voleva, va al saloon con l'indiano, provocando tutti, facendo lo smargiasso e così allungando inutilmente la storia. Sono scene davvero ridicole. Purtroppo Diablero ha ragione, e io sono d'accordo con la sua analisi.
  14. I momenti più emozionanti di Tex? E' la prima volta che vedo questo topic, ma è un'occasione per dire quali siano stati... - il viaggio di Yama nell'abisso dei Saggi di Pietra; - Loa col volto di demone mentre sta per strangolare Yampas; - Mefisto che appare sotto forma di teschio baffuto con la croce di Baron Samedi in mezzo al mare, di notte, davanti a Tex e Carson; - la morte di Mefisto divorato vivo dai topi; - "Cani! Cani! Tutti all'inferno!!" "Hombres...è un demonio...ci ammazzerà tutti! Via! Via!" "Cani! E' finita per me...ma molti di voi mi seguiranno...nella buia strada...della lunga pista!" Tex crolla coperto di ferite, e uno dice: "Diavolo! Ranger o non ranger...era un uomo di fegato." Forse sarebbe stato il finale ideale per Tex. - Il treno che parte come un diretto e sfracella tutto il saloon di Tom Clebber a Canyon Diablo. - La morte di Rod a Shiloh Church. - "Corri, Blanco! CORRI!" grida la donna di Shedar, trascinando il colonnello Arlington lungo la pista portandolo ad una morte orribile. - l'incedibile carneficina di Tex e degli Irlandesi nella roccaforte di Carrasco. - "Poker di donne, Hogan!" nell'ultimo poker. - "Ti ricordi di Ken Willer, Tom Rebo? C'è qui suo fratello Tex che ti aspetta!" E sono solo i primi che mi vengono in mente...
×
×
  • Create New...

Important Information

Terms of Use - Privacy Policy - We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.