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TWF - Tex Willer Forum

San Antonio Spurs

Ranchero
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Everything posted by San Antonio Spurs

  1. Ci sarebbe Alaska, che usa come cilicio regalato da Lito Fernandez e la sua gang.
  2. Visato che il termine accessorio l'ho usato io, dovrei provare a spiegare perché è stato male interpretato e probabilmente accade perché, usando lo stesso verbo, sono io ad essermi spiegato male: nella sua etimologia significa complementare o secondario e questo sarebbe se riferito ad una figura da affiancare a quella di un Tex che propaganda ai valori che ritieni potrebbe provocare una presenza fissa di Ware come quinto pard. E, scusa se sembro uscire dal seminato, mi pongo la stessa domanda che mi frulla in testa da qualche tempo (accessoria, per carità): se nessuno l'ha mai veramente fatto, il ponte di Messina, è cambiato qualcosa in maniera tanto rivoluzionaria da riproporlo? O ancora: qualcuno aggiungerebbe un elemento alla coppia Holmes-Watson (e nessuno citi per favore Irene Adler)? Se nessuno dopo 70 anni, ha mai discusso la numerazione dei pard a quattro, magari sarà stata una scelta ben ragionata. Io mi accontento dello spessore del personaggio, della possibilità, visto il favore con cui è stato accolto, di rivederlo, ma non più spesso di un Cochise o di un Eusebio.
  3. John Ware è un personaggio interessante intorno al quale Ruju ha finora costruito una storia interessante. Da qui a immaginarlo come un protagonista fisso solo perché appare come un elemento rivoluzionario ce ne corre. Anzi: non si corre proprio, con la fantasia. Perché nel canone texiano abbiamo visto decine di personaggi decisamente non wasp - se si immagina questo l'elemento più importante del nuovo arrivato - di qualsiasi sesso, razza e religione. Alcuni sono diventati presenze ricorrenti e dunque fisse a rotazione, altre lo avrebbero meritato. Io mi accontento di una figura certamente di spicco, sul conto della quale, cambio discorso, mi è parso di captare anche discorsi sbrigativi sul fatto che Tex lo ritenga "a naso" innocente, quando magari le comunque poche volte che si è preso delle critiche è per essere stato allocco o essersi fatto sorprendere in mutande (eventi sovrapponibili?). In più e infine, il colore della pelle di Ware è accessorio, non è nemmeno troppo lontana la storia in cui di omicidio era accusato un cowboy altrettanto abile, colpevole solo di essere un nativo americano.
  4. Inutile perché l'incendio potrebbe essere stato visto da altri e mette comunque sul chi va la? i cow boy di ritorno. Mi riferisco alla singola devastazione, non all'intera azione in sé.
  5. In ogni albo Civitelli reca sempre con sé un bonus da regalare allo sceneggiatore, eleva la somma dei voti e in questo caso alza la media di un Ruju che ogni tanto propone scelte discutibili. Primo esempio, a a mio avviso inutile devastazione frettolosa del ranch. Il dialogo fra Tex e Carson a pagina 72 e 73 ripete il cliché "telenovela" che avevo già segnalato presente nel color, un campionario di banalità che il brodo più che allungarlo lo fanno diventare stucchevole nel senso di "mappazza", come la digressione sul salvataggio della ragazza prima di arrivare a conoscere un capo indiano che era già obiettivo della ricerca di Tex e del quale avrebbe saputo comunque cancellare lo scetticismo, ma... il wampum simbolo del suo status presso i Navajos non lo si vede più dai tempi in cui veniva accluso a una Box Bonelli Editore: forse per far credere che i gadget erano originali e numerati? . PS Su Civitelli: noto solo che io che nella penultima vignetta di pagina 38 c'è un riferimento a "American Gotic"? Almeno per la donna, tutti e due sarebbe parso scontato (ma anche divertente)
  6. Partiamo dai disegni, senza il rischio di spoilerare. Diso mostra evidenti limiti e anche in fortissima non apparteneva alla schiera dei miei disegnatori preferiti, ma gli do atto di mantenere un certo dinamismo che un po' mitiga certe connotazioni non proprio riuscite, ad esempio nei volti di Tex.Il colore non lo trovo nocivo, per questa occasione. In quanto alla storia, la conclusione mi sa di un po' di sboronaggine che Kit si concede, dopo aver dimostrato nel corso dell'avventura che la sua insofferenza per certe restrizioni paterne è ben meritata. Non mi sono piaciute certe paginate intere di dialoghi da telenovela, vedi la prima fra i due pard, perché va bene spiegare ma - ipotesi - un dialogo sul caldo che si evolva con dei "fa caldo oggi, eh sì, del resto è comunque sua stagione, del resto è caldo anche per loro, e noi abbiamo acqua, per fortuna che sapevamo che qui fa caldo, già e ci siamo regolati di conseguenza...". Non sono da bang bang-zip zip in preponderanza ma di più inutilmente ripetitivo trovo solo certi commenti delle "spalle" nelle telecronache di calcio. La storia la lascio commentare ad altri, restando alla metafora, un'ultima di campionato fra due tranquille squadre di metà classifica senza più ambizioni né patemi, al solito prezzo esagerato: lo so che sono più pagine, e a colori, e con probabilmente una tiratura più limitata rispetto al mensile, che si tratta pur sempre di due o tre caffè in più una tantum. Faccio comunque parte di quella schiera che comprerebbe le nuove storie (degli arretrati in veste nuova rimpiango solo la Csac e il non aver mai saputo con precisione il perché della rottura con Gedi) anche se le sceneggiasse il generale Vannacci con disegni fatti in stile Roselline, quarta elementare.
  7. Rivista giusto quel paio di annetti dopo, in effetti... Numero e storia a loro modo epocali e forse il Tex con il più basso indice di gradimento.
  8. Fin dai tempi di "L'oro di Klaatu" adoro le copertine di Claudio Villa con lo sfondo scuro. Le ultime due però vedono un Tex un po' ripetitivo nella posa guardinga, con la colt già estratta. Intanto sappiamo già che John Ware come minimo una botta in testa la prende.
  9. Fossimo in una soap tipo Beautiful o Sentieri, minimo minimo Nick Castle dovrebbe aver conosciuto (in senso biblico) Lily Dickart e Juan Zaza infatuarsi di Donna, mentre il figlio di Juan Cortina sarebbe diventato il cofondatore insieme al rampollo Montales di un nuovo schieramento politico chiamato Partito Conservatore Provvisorio in antitesi ai sostenitori del Porfiriato. Io poi, lui lo sa, spero sempre nella rendere di Bethanie Marsh, di gran lunga la più sexy Dark Lady dei tempi moderni.
  10. Ne facessero, ma penso che il genere sia stato dichiarato morto e non sia trasformabile in comparto zombie.
  11. Affermazione nel più classico stile bonelliano senior: "Peste! Che i musi gialli e i mangiatortillas si accontentino della Città Proibita e di Chichén Itzà!"
  12. Soggetto: Rauch Jacopo Sceneggiatura: Rauch Jacopo Disegni: Scascitelli Sandro Copertina: Villa Claudio Alla fine dell’audace colpo al convoglio della Wells Fargo, la banda Mason rimane con un pugno di mosche in mano… Il bottino è nelle mani di una donna e qualche tempo dopo tutti le danno la caccia, chi per il malloppo, chi per vendicarsi dello smacco subito… Tex e Carson seguono la pista di sangue per dipanare l’intricata matassa di misteri e tradimenti e capire chi nasconde la famigerata rapina… Per la storia c'è tempo, qui e ora bisognerebbe solo salmeggiare fra i paletti di uno Spoiler Speciale. Quindi, i disegni: Scascitelli si conferma abile nel gioco delle righe per gli sfondi o per le cose di una certa dimensione e l'effetto è una piacevole/ingannevole quasi tridimensionalità dei soggetti. Ma sono efficaci anche i fondi vuoti negli spazi aperti. C'è una certa libertà nelle sembianze dei personaggi, pards compresi, non sempre simili, e il gioco "provocatorio" del ldisegnare personaggi di volti famosi: in questo caso Ernest Borgnine, mentre lo sceriffo ha le fattezze di un altra star di Hollywood e pur avendo colto la somiglianza mi sfugge il nome dell'attore traslato qui. Ultima nota: il Kit Carson dell'ultima vignetta assomiglia poco a quello delle precedenti e anche qui la memoria non mi aiuta se immagino che anche per lui siano state proposte fattezze di personaggi veri. In ogni caso, un lavoro da 8 pieno, anche sei il cosiddetto stile engrave sembra essere adatto a storie non eccessivamente lunghe: un albo e via con altro fino al prossimo lavoro di Scascitelli.
  13. E con questo colpo da maestro ci hai rivelato il nome del tuo successore, spinto in Via Buonarroti 38 da un'insurrezione popolare al grido di: "La gente ha nel cuore/Diablero curatore/Al posto di Boselli/tutti zitti, pure i ribelli".
  14. Un eccellente extra, con un "Family Feeling" che riporta all'ultimo mensile e al Texone, fra assalti a villaggi di indifesi che si improvvisano garibaldini a Calatafimi e aspiranti eroine impegnate in uno slalom parallelo con altrettante virerete. Qui in Tex sembra di rivedere il figlio Kit di una ventina di anni dopo: storia - d'amore non si sa, di sesso presumibilmente sì - con la ragazza che lo/si aiuta e poi separazione finale magari con un sottinteso "E quando mi ricapita uno così?", che nella capitale verrà certamente impalmata da un più anziano barone della medicina che le farà fare vita da signora ma non più da donna.
  15. Vero, i volumi tematici sarebbero un'ottima idea. Da riprendere, come è stato fatto per altre ambientazioni, e per proporre commenti e approfondimenti sul tema forte. Ma mi pare di capire che l'aria di revival che tira adesso in redazione sia quella dei singoli eventi, quindi con temi scollegati.
  16. Il passato di Carson... La partenza con il piede giusto, in tutti i sensi.
  17. Dunque l'ultimo titolo sarà "L'orrendo massacro". Finalone splatter ;-) Ricordi invece il primo titolo farina del tuo sacco?
  18. Da molto lontano, non geograficamente ma dalle questioni personali, immagino un Borden fra lo scaglionato e il deluso. Non come sentimenti principali, eppure intuibili in percentuali non da bilancia del farmacista. Ci sta, ad ogni passaggio di consegne e in un contesto che probabilmente da qualche tempo aveva visto rapporti in calando. Mi fermo qui, ma l'ultimo atto è un ringraziamento a Mauro per il suo passato, presente e futuro al "servizio dell'eroe".
  19. Sono completamente d'accordo a metà sul doppio di tutto. Scherzi a parte, un'ottima analisi per una storia davvero insolita ed anche per certi versi insoluta. Ho apprezzato anche i disegni, pure se a volte le tavole sembrano zeppe di particolari come quelle del Corvo sulla Settimana Enigmistica e in altre Tex sembra un imitatore che imita le fattezze di Tex. ma avercene di storie "sospese" così, con i confini sottilissimi e a volte schizofrenici di tutti i personaggi secondari. Ed una sola certezza di innocenza assoluta: quella del piccolo indiano.
  20. Non ho valutato la novità della proposta in sé, ma la qualità della stessa in questo episodio a confronto delle figure maschili. Come valuto azzardato il paragone con le quattro vedove, di spessore molto più basso. Quindi che cosa dovrei fare? Correggere il voto in avrei dato di più, ma siccome Manfredi (...) allora il mezzo punto lo rimetto in saccoccia? Posso aggiungerne uno a Borden per la sua Lily Dickart nel mensile e in Tex Willer?
  21. Fra i paletti obbligatori di un canone e le insidie di ripetitività ormai consueti dopo 77 anni di storie, questa vicenda fila via come un the fresco nella calura: gradevole ma non indimenticabile. ottimi disegni, trama da 7 con mezzo punto in più per la contrapposizione sulla scena delle due figure femminili assai più profonde ed interessanti dei corrispettivi maschili. Soprattutto Jimena: personaggio meritevole di altra chance. Io quasi quasi sogno un futuro incontro con Kit Willer
  22. La parola "Curatore" dovrebbe essere di appannaggio esclusivo di Borden, nel senso che dovrebbe portarsela dietro concedendone un'altra al suo successore. Lo dico da appassionato di etimologia e da estimatore del lavoro fatto da Mauro, che è riuscito a coniugare passione e competenza - e non è mai scontato - più fantasia e meticolosità. Una figura .professionale completa, dal valore aggiunto della disponibilità al dialogo (che è poi la sintesi fra confronti e a volte scontri). Alti e bassi come tutti, segno + larghissimo nella qualità delle proposte. Penso di essermi lamentato solo per l'importanza data a Nick Castle e all'uso del punto esclamativo dopo i titoli di una sola parola: come lamentarsi se la Juventus nella sua storia ha creduto anche Magrin e il Milan Tosetto "(il Keegan della Brianza"). Lunga e buona vita come autore è l'augurio migliore, reciproco.
  23. Richiesta amichevole al volo (visto che per oggi non riesco a verificare di persona: della fuga di Lily che cosa sanno esattamente i pard e/o che ipotesi hanno fatto sulla sua assenza/sopravvivenza? Grazie, era per uno spunto da ricollegare all'ultima storia, quella con Rick Master.
  24. Noi siamo inclusivi. Noi emiliani. E perché la Via Emilia è la terra di mezzo fra Po, Adriatico e Appennini. Solo la romagnola Ravenna e l'emiliana Ferrara fanno le snob, stando distanti ma inesorabilmente attratte. Risposa rapida a
  25. Non doveva esserci e giustamente non c'è stato nulla di galeppiniana memoria, ed era un'idea di fondo accettata ed anzi sottolineata nei primi Texoni, opere uniche quando non capolavori, con più libertà di intervento che discontinuità con il creatore di Tex. Opinione totalmente condivisa su Nizzi, per quello che riguarda forse un "unicum": una storia ricordata quasi esclusivamente per i disegni, la certezza che se il voto complessivo massimo, è 9,5 (il 10 non esiste, in quanto perfezione), la distribuzione fra Magnus e Nizzi è 9 e 0,5.
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