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TWF - Tex Willer Forum

Poe

Ranchero
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  1. SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER Anche secondo me il terzo albo è inferiore ai primi due, però l'dea di concludere la storia carceraria su un'isola sperduta e in particolare sull'Isla Mujeres, l'Isola delle Donne (che ho scoperto esistere davvero, al largo dello Yucatan, con tanto di rovine del tempio dedicato alla dea maya Ixchel) mi è piaciuta molto. Idea buona, ma sviluppata in fretta, ci voleva un altro mezzo albo (come "El supremo", lungo 3 albi e mezzo) per rendere ancora meglio l'atmosfera misteriosa dell'isola e allungare alcune sequenze (prima fra tutte lo scontro con Nick Castle, che tra l'altro non muore in modo accidentale). Tex gli strappa di mano la colt e gli spara volutamente in pieno petto e gli dice anche: "Stai per tornare all'inferno". (Tex in questa storia spara per primo e spara per uccidere.) L'ultima pagina, con un finale brusco, invece mi è piaciuta. E' molto suggestiva l'ultima vignetta, con Tex che nuota verso le donne sulle piroghe e la barca che affonda alle sue spalle, anzi l'avrei fatta persino più grande, quasi come una tavola, per renderla più precisa, spettacolare e, in fondo, poetica: in questa storia di uomini violenti e assassini (o custodi di amori morti) una luce di speranza nelle officianti della dea Ixchel, simbolo di vita e fertilità. Nick Castle è davvero morto? Rimane la possibilità che si sia salvato. Anche qui avrei preferito vedere galleggiare il suo cadavere e chiudere per sempre il sipario su di lui, ma evidentemente Boselli, contrariamente al Maestro, si è voluto lasciare un piccolo spiraglio per un suo eventuale ritorno. Nel complesso la storia secondo me è più che ottima, migliore delle altre storie avventurose di questo centinaio, migliore di "Alla ricerca delle navi perdute" e del ritorno della Tigre Nera. Storia che sarà sicuramente un gran piacere rileggere in futuro. Dotti sempre eccezionale.
  2. Guarda che chi ha avuto finora un tono piccato e poco simpatico sei tu. Io ho fatto una normalissima critica negativa, come ce ne sono a centinaia in questo forum, su una storia che non mi è piaciuta e su personaggi che ho trovato poco riusciti, e l'ho fatto con un tono tranquillo. Non mi sembra di aver offeso nessuno (e non era mia intenzione) né tantomeno "denigrato lo sceneggiatore" (forse non conosci il significato della parola). Sceneggiatore che in recensioni di altre storie qui sul forum ho invece elogiato. Sui Cherokee. Te lo ripeto anch'io per la terza volta: NON è vero come dici tu che Boselli ha spiegato nell'introduzione che i Cherokee sono entrati in guerra perché avevano degli schiavi. Se vai a rileggertela parla di schiavi solo in riferimento ai Seminoles (e questo l'avevo già scritto nei post sopra, però ripetiamolo pure), non ai Cherokee di Stand Watie protagonisti dell'albo. Ma in ogni caso NON era questo il centro della mia obiezione su cui ti sei invece fissato tu, io mi riferivo alle pecche e alle mancanze della storia (sempre a mio modesto parere), non all'introduzione, che va benissimo così (e magari molti non leggono neanche). Dopodiché smetto anch'io di ripetere le stesse cose inutilmente. Ognuno resti della propria opinione. P.S.: non sono io a metterti le faccine "negative". Meglio precisare
  3. A me sembra una semplice critica, e anche motivata (vedi post precedenti). La denigrazione è un'altra cosa. Non ho niente contro Ruju, diverse sue storie mi sono piaciute, una su tutte "Mezzosangue" (a cui giustamente è stato dedicato recentemente un cartonato di lusso). Penso però che macinare ogni anno migliaia e migliaia di pagine di Tex non gli stia facendo bene per niente (magari dovrebbe variare scrivendo ogni tanto altre serie) e la qualità delle sue storie mi sembra sia mediamente peggiorata (opinione personale). In più è aumentata la sua tendenza a creare - non sempre - avversari eccessivamente caratterizzati, sopra le righe, cosa di cui Tex non ha bisogno (Zagor invece sì): per esempio di recente El Lobo, e poi andando indietro il pistolero vudu, Artiglio d'Orso, Chunz, Wolfman (ricordo il finale quando con un pugno spezza in due un albero!), Wasape, ecc. e altri che non ricordo. In più, non mi hanno convinto neanche il bis, la storia delle 4 vedove, quella di John Ware, Rancheras (in Tex Willer), gli ultimi suoi 2 Texoni, e altre storie minori poco memorabili. Che devo dire? Sarò io che sto diventando troppo severo nei giudizi? O che mi faccio troppe aspettative?... Mah... Io dei Cherokee mi ricordavo la triste storia del Sentiero delle lacrime, cioè della loro deportazione, per cui quando ho fatto una veloce ricerca su internet sul loro coinvolgimento nella Guerra Civile americana è saltato fuori che i Cherokee avevano molti schiavi afroamericani (l'ho scritto anche nel post sopra) e la cosa, nella mia ignoranza, mi ha stupito molto, non lo sapevo, come non sapevo che lo stesso Stand Watie possedesse schiavi e una delle cause della loro partecipazione al conflitto dalla parte del Sud - non l'unico - fu proprio difendere i loro privilegi di schiavisti. Secondo me questa cosa non lo sapeva nessuno neanche dopo aver letto questo albo... Poi, per carità, Tex Willer non è un libro di Storia, è vero, ma a me comunque, mentre leggevo, mi è parso importante, a parte i bang bang, sapere il motivo per cui un indiano indossa una divisa confederata e ammazza dei nordisti.
  4. Be', il mio commento si può non condividere, ma non è difficile da capire: c'è, sì, la bella introduzione di Boselli che chiarisce alcuni aspetti del coinvolgimento delle tribù indiane nella Guerra Civile, ma - a mio parere - anche nella storia di Ruju sarebbe stato interessante che emergessero informazioni sul ruolo dei Cherokee nel conflitto (il fatto che, per esempio, avessero degli schiavi al loro servizio, di cui non parla nemmeno Boselli nell'introduzione, accennando solo a quelli dei Seminoles), maggiori dettagli sul personaggio di Stand Watie (di cui di fatto l'unica cosa che sappiamo è che fu l'ultimo generale sudista ad arrendersi), oppure sul fatto che Stand Watie facesse parte dei Cavalieri del Cerchio d'Oro, i nemici di Tex (come ho scoperto su internet)... Naturalmente la storia funziona anche senza simili riferimenti storici (che potevano essere diluiti nei vari dialoghi per non appesantire con spiegoni), però - sempre a mio parere - avrebbero dato maggiore spessore ai personaggi e alla vicenda, che invece mi pare piuttosto misera, sia nel soggetto che nella sceneggiatura. Tra l'altro, non si capisce perché ci si aspetti storie complesse solo da Boselli, mentre gli altri sceneggiatori possono limitarsi a fare storie di routine e vanno bene lo stesso (e poi oltretutto questo dovrebbe essere uno Speciale, quindi qualcosa di più del solito... in teoria). A me non è piaciuto il personaggio di Chasko, l'ennesimo tamarro di Ruju sopra le righe che si lancia da solo contro le linee nemiche anche quando non era frastornato (e d'altra parte non basta che uno abbia la mente offuscata per giustificare qualsiasi suo comportamento), non mi è piaciuto il melodramma finale di Chasko che si sente tradito dal fratello, e non mi è piaciuta la retorica di Tex e le sue frasi ad effetto nel finale, tipo "Ha scelto una morte da guerriero..." "Era l'ultimo dei combattenti del Sud", ecc. ecc. Frasi che, oltre ad essere retoriche non sono nemmeno vere, perché Chasko nella sua confusione mentale non stava combattendo per il Sud ma per la rabbia e il desiderio di morte conseguente al "tradimento" del fratello e della moglie. Insomma, non so se si è capito, a me non è piaciuta per niente questa storia...
  5. Secondo albo anche migliore del primo. Grande ritmo, tanta azione ma ben orchestrata (da prendere come modello). Avventura senza personaggi “grigi”: ci sono i buoni e i cattivi. Non ci sono quei carcerati - tipici di storie simili - non del tutto malvagi, oppure vittime di errori giudiziari o che cercano un riscatto: qui sono tutti criminali incalliti che uccidono senza scrupoli, pur di fuggire. (E secondo me faranno tutti una brutta fine - compreso Nick Castle - nell’isola misteriosa su cui sbarcheranno). Storia, insomma, senza alcuna redenzione, almeno finora. Tex e Carson duri e determinati, senza tanti fronzoli, come la situazione drammatica richiede. Grandissimo Dotti, come sempre, soprattutto nelle ultime venti pagine in mezzo alle onde dell’uragano e agli squali. Questa, se continua così, potrebbe persino essere la migliore storia della fascia 700. È vero: onore quindi alla fantasia inesauribile di Boselli che non si adagia sugli allori e non si limita a storielline piatte, insipide e prevedibilissime (vedi per es. l’ultimo bis, che a p. 43 sai già come andrà avanti e si concluderà… E a proposito, perché a Casertano assegnano sempre storie ambientate nel Sud-Ovest, perché non in qualche grande città tipo Boston, Washington, New York, dove darebbe il meglio di sé?). Tornando a Shark Island: molta curiosità per il terzo albo, per i misteri e i pericoli che gli evasi e i Nostri incontreranno nell’isola sperduta.
  6. Be' a me vengono in mente: - Il figlio di Mefisto (superiore alla comunque ottima "Black Baron") - Il mistero del Monte Rainier (sequel di "Un mondo perduto" e migliore dell'originale) - La seconda vita di Bowen (sequel più riuscito di "Il ragazzo rapito") - anche le 3 storie del Maestro vanno in crescendo Invece "Il ritorno del Carnicero" , "Zhenda" , "La tribù dei dannati" (sequel di Mezzosangue") e "Wolfman è vivo" a mio parere sono peggiori delle rispettive storie d'origine. Vedremo tra un paio d'anni come sarà il seguito di Rick Master...
  7. SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER Sì, non ho mai letto il libro "Terra di nessuno" ma il tema dei soldati e dei reduci della Prima Guerra Mondiale è tristemente noto. Ho visto diversi video sull'argomento, per esempio sui cosiddetti "scemi di guerra", soldati distrutti psicologicamente dalle atrocità del conflitto. Dovrebbero farli vedere nelle scuole, sono molto più utili e convincenti di tanti discorsi o pagine di libri sulla guerra e sulla pace. Per esempio questo, di soli 4 minuti, terribile e commovente https://www.youtube.com/watch?v=zT-hjBAsFdE Detto questo, però, sinceramente non mi sembra che si possa fare un paragone con la figura del reduce presente ne "L'ultimo guerriero", anche perché Chasko non è un povero contadino a cui hanno messo in mano un fucile e buttato in una trincea, ma un guerriero esperto, abituato alla guerra probabilmente anche prima della Guerra Civile, e infatti Ruju ce lo mostra come valoroso, eroico, che addirittura si butta da solo contro le postazioni nemiche! Da solo!!! Se voleva fare una critica della guerra, Ruju poteva risparmiarsi questa retorica da "il migliore dei guerrieri" "forte e indomabile", "l'ultimo dei combattenti del Sud", e fare come il buon GLBonelli in "Tramonto rosso" che ci mostra un campo di battaglia e un soldato (Rod) che muore appoggiato a un albero, rimpiangendo di essersi arruolato. "L'ultimo guerriero", per quanto mi riguarda, mi sembra molto semplicistico. D'accordo che "Tex Willer" non è un libro di storia e neanche Storia del West di Gino D'Antonio, ma se decidi di affrontare un argomento impegnativo (il tema del reduce) e utilizzi anche eventi realmente accaduti e personaggi esistiti (Stand Watie) fallo almeno con un minimo di approfondimento. Altrimenti si possono benissimo usare personaggi di fantasia... Per esempio, qualcuno ha capito perché i Cherokee (almeno una parte di loro) si schierarono con il Sud? Perché erano a favore della schiavitù dei neri, anzi loro stessi avevano degli schiavi al loro servizio (nel 1860 la Nazione Cherokee possedeva 2511 schiavi, il 15% della loro popolazione), credo addirittura lo stesso Stand Watie che - udite udite! - fece parte persino dei Cavalieri del Cerchio d'Oro, gli acerrimi avversari di Tex!!!... Magari tutto questo, nei dialoghi tra Tex e Stand Watie, poteva anche venire fuori (visto che di fatto erano stati su fronti opposti), invece di far dire al capo indiano come in fondo lui e Chasko sono "nati per combattere" e fargli ammettere che un pochino rimpiange il brivido di quei bei momenti in cui si trovava con le armi in pugno insieme ai suoi soldati... (pag. 74)
  8. Questo Speciale secondo me è la conseguenza della superproduzione texiana. Troppe storie da scrivere tra Tex e Tex Willer, troppi maxi, bis, Speciali, ecc., e il risultato è che alcuni devono per forza essere scritti in fretta e tirati via: come appunto questa specie di Rambo nel West… SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER La storia non sta in piedi fin dall’inizio (un soldato cherokee mezzo smemorato che, nonostante la fine della Guerra Civile, continua a combattere e ad ammazzare dopo anni (non settimane o mesi, ma anni) durante i quali non si capisce bene cosa abbia fatto, cosa abbia ricordato e cosa no, e come nessuno si sia accorto di lui (né bianchi nè indiani). Il personaggio principale, Chasko, appartiene alla categoria dei guerrieri grandi, grossi, muscolosi (Tex lo chiama “bestione”), di poche parole e poco cervello (in questo caso per colpa di un trauma di guerra) che piace molto ultimamente (vedi il recente El Lobo su Tex, ma a ben pensarci ce n’erano anche in passato, Chogan, Wasape, o simili). Un grande guerriero monodimensionale tanto elogiato, che però non sa neanche per cosa sta combattendo (e anche di fronte a un civile senza uniforme, come Tex, è solo capace di sparare e uccidere, senza nemmeno prima chiedergli chi sia). La trama e i personaggi (Tex compreso) sono semplicistici. Il finale è fastidiosamente melodrammatico e retorico. L’ultima vignetta con Tex che dice: “Ora la Guerra Civile è davvero finita” non ha alcun senso. E poi almeno in Rambo 1 il protagonista aveva una speranza di redenzione, qui il suo capo Stand Watie all’inizio si augura persino che il suo grande guerriero sia morto (meglio per lui e per tutti). E infatti alla fine Chasko si suicida. (Non era meglio, invece, se andava a far visita alla sua tomba, come il fu Mattia Pascal? ) Per fortuna, invece, la serie “Tex Willer” sta attraversando una fase di miglioramento. Direi che rabbia e istinti suicidi in Chasko vanno insieme.
  9. Grande primo albo! Azione, ritmo, avventura, atmosfera cupa e piovosa, cattivi belli tosti, tutto funziona bene. E soprattutto viene voglia di leggersi subito il seguito. Finora la qualità è quella della storia di "El supremo", cioè alta. Proprio bravi gli autori...
  10. SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER Silent Foot è il miglior personaggio di questo Texone, anche se in realtà mai come questa volta più che un personaggio sembra il deus ex machina della situazione, quasi una metafora dello stesso sceneggiatore che intreccia i vari fili narrativi conducendoli dove vuole lui. “Stanotte sognerò tutte queste piste che s’intrecciano e in sogno cercherò di districarle”, dice Silent Foot. E infatti Boselli è abilissimo a tessere la sua trama complicata e a districarsi tra decine di personaggi che alla fine devono convergere tutti nello stesso punto, però in modo naturale e senza pestarsi i piedi a vicenda. Si è allenato per anni, d’altra parte, non solo con Tex ma anche con Dampyr, scrivendo storie che, con abili montaggi alternati, mettono in scena una moltitudine di personaggi senza perderne per strada nemmeno uno e dando rilievo a tutti: da questo punto di vista – narrativo - "Avidità" è senz’altro una delle sue storie più riuscite. Dal punto di vista invece dei personaggi e delle scene invece no, questo non è uno dei migliori Texoni secondo me: molto meglio Patagonia, Gli assassini, Il magnifico fuorilegge, La vendetta delle ombre, Tex l’inesorabile, Per l’onore del Texas, Doc, ecc. ecc. che hanno soggetti più originali, personaggi più convincenti, scene più memorabili. Per esempio il soggetto di partenza di “Avidità” sa molto di già visto: una rapina al treno, i banditi che si dividono, alcuni cercano di fregare gli altri, lungo la strada compaiono altri personaggi attirati dai soldi che poi cominciano ad ammazzarsi tra loro prima ancora che arrivi Tex… Quante storie abbiamo letto con soggetti simili? Per restare solo ai Texoni c’è “La grande rapina”, anche lì - per quanto ovviamente molto diversa – incentrata sull’avidità che porterà alla morte di tutti i banditi (con Tex che nel finale, nel vedere i due amanti morti e ricoperti di monete, dice: - Volevano l’oro e l’hanno avuto…) Anche il bianco ferito e curato dalla bella indianina che s’innamora di lui, per fare un altro esempio, è un cliché ormai troppo abusato, un po’ da tutti (solo di recente lo ha usato Nizzi nella storia disegnata da Bruzzo sul soldato scomparso e Ruju nella storia di Font con la pattuglia scomparsa, tutti amorevolmente aiutati da indianine crocerossine. E senza dimenticare Kit Willer e Fiore di Luna!). Ok, la narrativa seriale è fatta di cliché, ma ce ne sono alcuni più usati e abusati di altri: questo mi sembra ormai uno dei più logori… Detto questo, confermo comunque che questa è una gran bella lettura, che merita l’acquisto, una storia di buon livello che viene voglia di rileggere, e un western veramente western come ormai solo Boselli, con questa intensità, sa scrivere. Concludo dicendo che probabilmente la “morale” della storia, ossia che solo gli indiani Zuni si salvano perché non contagiati dall’avidità dell’oro e dall’idea del possesso, sarebbe piaciuta molto a Gianfranco Manfredi.
  11. La mia copia puzza, e anche molto. E' proprio la carta che emana un intenso odore sgradevole, ma non è una novità per i Texoni, non so perché ma è già capitato altre volte per questa pubblicazione, per es. il Texone "I due fuggitivi"; se ne parlò anche qui nel forum (vedere il topic apposito), con toni più sereni: chi aveva la copia "puzzolente" lo faceva notare e chi non l'aveva se ne stava zitto... SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER Venendo ad "Avidità" a me è piaciuto, me lo sono letto tutto d'un fiato, una piacevolissima lettura, è scritto bene, molto meglio degli ultimi tre (quelli di Palumbo, Biglia e Altuna), piuttosto fiacchi. Però non è tra i Texoni migliori di Boselli. Il problema non sono i tanti personaggi (che vengono presentati un po' alla volta e non creano confusione), ma il fatto che a volte sanno di già visto (sia i personaggi che le situazioni), non spiccano come invece avviene altre volte nelle storie di Boselli. Inoltre Tex e Carson fanno veramente poco o nulla, se non sbatacchiare tre pesci piccoli all'inizio e dare una mano agli indiani contro i desperados. Non sono per niente "la mano del destino" come dice di loro Silent Foot, perché nel finale i cattivi si ammazzano praticamente tutti tra di loro e i Nostri eroi arrivano a fatti avvenuti, limitandosi a dare il colpo di grazia a Shaman, che però di fatto era ormai ferito mortalmente. Detto questo, ribadisco che è comunque sempre una lettura piacevole. Belli i personaggi di Shaman e di Silent Foot (che contrariamente a quello che chiede qualcuno spero non venga approfondito come personaggio, il suo bello è proprio essere misterioso e sfuggente, chi se ne frega del suo passato). Da notare che questa è sì una classica storia western, ma le due scene migliori sono quasi horror: la tortura delle mietitrici rosse (che impressiona davvero) e lo scontro finale nella miniera con Shaman, che uccide all'improvviso sbucando dal buio, come un pazzo assassino di un film (appunto) horror. Bravissimo Rubini, anche se non è tra i miei disegnatori preferiti, e anche se i volti di alcuni personaggi si assomigliano un po' troppo tra loro. Soggetto: 7 Sceneggiatura: 8 Voto: 7,5
  12. Dico la mia: gli errori del duello sono tre. 1) Dopo aver atterrato e stordito El Lobo, Tex in situazione di superiorità gli permette di estrarre la colt senza fargliela saltare di mano come dovrebbe fare sempre in questi casi (ma Ruju qui vuole creare della suspense a tutti i costi, anche se fare della suspense su Tex - che sappiamo non può morire - a mio modesto parere non ha molto senso) 2) Fa dire a Tex: "Da questa distanza nessuno dei due può sbagliare" (e allora a maggior ragione perché non gli hai impedito di estrarre?) 3) Visto che è un duello suicida per entrambi (l'ha detto Tex), il nostro eroe non dovrebbe dire "Premerò il grilletto se mi costringerai", ma dovrebbe cercare ancora una volta di farlo ragionare, cercando una de escalation invece di assecondare la stupidità di El Lobo (ansioso solo di dimostrare che è il migliore di tutti). Ma appunto, Ruju vuole creare della suspense a tutti i costi, anche quando non ce ne sarebbe bisogno, e così di fatto qui secondo me non fa fare una gran figura a Tex e meno che meno a El Lobo che è ottuso più che mai. Sulla questione invece di Tex salvato in un duello da un carillon che ha nel taschino, a mio parere ha invece ragione TrecentoTrenta, che non mi sembra proprio uno sprovveduto: Nei duelli uno contro uno Tex deve sempre dimostrare la sua superiorità sull'avversario (questa è una caratteristica fondamentale del personaggio), a meno che questi non ricorra a trucchi, ma se l'avversario estrae la colt veloce come Tex, e spara veloce come Tex e mira bene e lo colpisce al cuore come Tex, vuol dire che il duello è finito in parità (stiamo parlando di abilità nell'uso della pistola e capacità di autocontrollo). Se poi Tex ha la botta di c. di avere un carillon nel taschino che impedisce alla pallottola di perforargli il cuore, questo non toglie che il duello ha dimostrato che l'avversario non era inferiore a Tex. Lo si può "perdonare" perché era una storia celebrativa sul Magazine, e molto particolare, quasi tutta onirica... Diciamo che anche il duello con Ordonez è stato tutto un sogno...
  13. SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER Anche secondo me una storia nella media di Ruju, ossia che parte bene (o benino), che scorre liscia ma poi prosegue così così, con i soliti difetti e le solite situazioni prevedibili. Questa volta Ruju è bravo a sfruttare la suggestiva ambientazione, grazie anche a Rotundo, che riesce a creare una bella atmosfera per tutta la vicenda, ma poi le cose che non funzionano vengono fuori. La scena in cui Tex salva la moglie di El Lobo, per esempio, sbaglia totalmente i tempi (lei sta fuggendo da ore e dovrebbe essere ben lontana dalla capanna, mentre Tex, che vi arriva molto tempo dopo, riesce però a raggiungerla in quattro e quattr’otto e a salvarla all’ultimo istante (tra l’altro prima abbiamo visto lei e gli inseguitori barcamenarsi nella palude del Bayou tra canali, sabbie mobili, labirinti di acquitrini in cui affondano, e Tex invece se ne arriva bel bello a cavallo in poco tempo). Questa scena andava bene per Zagor, che muovendosi agilmente di ramo in ramo raggiunge sempre miracolosamente gli avversari partiti prima di lui, ma non per Tex, un fumetto un po’ più realistico. Anche El Lobo lo vedrei bene più su Zagor che su Tex. Personaggio sopra le righe, monodimensionale, tutto muscoli e poco cervello, nel duello finale è più interessato a dimostrare che è più forte lui (a costo della vita) piuttosto che preoccuparsi della sorte della moglie e del figlio. Deve dimostrare a Tex, a tutti i costi, che è il migliore: ci manca solo un “Ti spiezzo in due!”. Comunque non si fa mancare dialoghi del tipo: “Sono un lupo. Sono a caccia. Voi siete la mia preda. Puoi chiamarmi El Lobo”. Il duello finale secondo me non ha senso, con Tex che lascia estrarre la pistola all’avversario e dice “da questa distanza nessuno dei due può sbagliare”. Quindi se non fosse intervenuta la ragazza si sarebbero uccisi a vicenda? E per che cosa poi, visto che sono dalla stessa parte? Mah... Una volta Ruju faceva personaggi migliori e con un carattere più sfaccettato. Altra nota stonata: il racconto flash-back di Woodlord nel primo albo è tutto un magnificare la bravura da guerriero del padre di Leonidas (e qui ci può stare) fino a riconoscergli un coraggio, una determinazione, un eroismo tali che lo spingono a dire “sacrificò la sua vita ma morì da uomo libero!” (e qui non ci sta proprio, visto che a parlare è Woodlord, un razzista che odia i negri e vuole che abbassino la testa, non un ammiratore di ribelli). Ti sei dimenticato che El Lobo non può tornare al ranch visto che deve far credere a tutti che è morto!
  14. E comunque, noi possiamo criticare quanto vogliamo quest'ennesima, assurda collana fuori serie di Tex , ma alla fine la casa editrice ha avuto ragione perché, dopo tutte le lamentele, quest'albo alla fine è stato comprato anche da chi non l'avrebbe fatto se fosse stato un semplice Maxi. (Anch'io, che avevo deciso di smettere coi Maxi, l'ho preso). Non c'è niente da fare, una collana nuova, un numero 1 hanno sempre il loro fascino irresistibile. E' una strategia banalissima ma funziona sempre: presentare la solita minestra facendo finta che sia una novità diversa dal solito. Basta un nuovo titolo, una nuova grafica (anche se brutta), un qualcosina di insolito (anche se insignificante), e voilà il lettore è catturato (anche se brontola). Funziona nei fumetti come in politica, cambia il nome del candidato, si modifica il nome del partito (o se ne crea uno ad hoc), si fa credere che il vecchio sia nuovo, ma la minestra rimane sempre la stessa.
  15. Perdonami, ma o tu sai esattamente il motivo per cui è stata fatta questa scelta (pubblicare la storia di Nizzi /Volante + Eccher / Biglia sulla regolare) od ogni ipotesi è plausibile, compresa quella di Magico Vento. Anche la tua fa acqua da tutte le parti: non sapevano come fare a coprire 3 mesi in modo da arrivare precisi precisi al n. 799? Ma non ci è stato detto nelle anticipazioni che è già pronta per esempio una storia doppia di Ruju/ Ginosatis? E un'altra di Ruju/Prisco di cui c'erano i disegni addirittura nell'anteprima dell'anno scorso? (E probabilmente anche altre di cui non sappiamo niente). Be', se non c'era una tripla pronta, per coprire 3 mesi bastava aggiungere una storia di 1 albo a una doppia e si arrivava lo stesso precisi precisi al n. 799. (Una storia di 1 albo, se non ce n'è nessuna già pronta, si sceneggia e si disegna anche in 1 anno, se il disegnatore è veloce, e tu hai detto che questa decisone è stata presa un anno fa.) Così facendo, invece, è stata messa sulla regolare una brutta storia (quella di Nizzi) e un'altra appena sufficiente, tagliata e con un finale chiaramente accelerato (Eccher). Non una grande idea, a mio modestissimo parere. La mia ipotesi è che questa scelta potrebbe essere stata fatta per i disegni, perché quelli di Biglia sono in effetti notevoli e quelli di Volante piacevoli e molto western e stavano bene sulla regolare. Oppure anche per variare gli sceneggiatori e non fare troppe storie di Ruju una dopo l'altra. Oppure, ma spero proprio di no, che queste due erano considerate le migliori!
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