Poe
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Me and Tex
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Non so… secondo me un personaggio che si rivolge al ritratto del padre morto, appeso al muro, urlando: “Tu mi disapprovi, vero?... Lo so che è così, non c’è bisogno che tu mi risponda!... Al diavolo, pa’!... Avresti voluto un figlio diverso, uguale a te… Ma i tempi cambiano… quante volte te lo devo ripetere!... Tu non mi vuoi ascoltare!... Come? Che cosa dici?... No… A questo non avevo pensato… Hai ragione papà, tu hai sempre ragione, ma non mi trattare così! Non sono più un bambino!” Ecco, un cattivo così mi sembra più adatto a un fumetto comico (non so, tipo “Alan Ford” per esempio), più che a Tex. Se poi nel finale si lancia in una carica suicida sparacchiando e urlando: “No, papà! Non ho paura! Non ho paura di nessuno!”, facendosi così ammazzare da Tex, è difficile prendere sul serio tutta la vicenda.
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Secondo me il miglior personaggio del 2025, anche se non è presente nell'elenco, è Cassie Logan (Color Tex storie brevi: di Boselli-Scibilia). Avrei votato volentieri per lei. Comunque, in alternativa ho scelto Charlie Goode, il bel personaggio di Giusfredi e Valdambrini.
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Mi dispiace deluderti ma ti è sfuggita la sparatoria a p. 105-106 addirittura clamorosa per la lentezza di Tex. L'avversario spara ben 4 colpi a Tex (naturalmente mancandolo da due passi) prima che lui si decida a farlo secco. Per il resto, Volante mi è piaciuto: oltre a saper creare una perfetta atmosfera da western classico, riesce a rendere espressivi e particolari i visi di tutti i personaggi, Tex compreso. Ottimo acquisto. Nizzi si congeda dalla serie regolare con una storia scorrevole ma totalmente di maniera, senza grosse pecche (secondo albo permettendo), ma anche senza nessuna variante a un canovaccio già visto centinaia di volte (allevatore grande contro allevatori piccoli, iniziale diverbio al saloon, poi agguato a Tex tra le rocce, poi origliata, quindi sparatoria al ranch, ecc.). Prevedibile come un discorso di Mattarella a fine anno. In confronto, "Il colonnello Watson" (o "Cheyenne Club" che dir si voglia), che ha lo stesso soggetto, è un capolavoro. Però questa, come storia minore e senza pretese, alla fine - a parte qualche spiegazione di troppo - si legge bene...
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Sì, bella recensione di ubcfumetti , ma aggiungerei due elementi importanti che differenziano questa storia da quella di GLB: - qui è Lily, con l'aiuto del fratello, a mettere fuori combattimento Tex all'interno della diligenza, con una botta in testa, mente nella versione originale era il tenente Roller che sorprendeva il Nostro eroe con il calcio della pistola. Ma soprattutto qui è Lily ad uccidere il vecchio Tom sparandogli alla schiena e non Mefisto, come in GLB. E se non sbaglio questa è la prima volta che Lily si sporca le mani in prima persona, portando a termine la sua parabola criminale iniziata con "Pinkerton Lady" e in "Mefisto: le origini del male", e compiendo di fatto il suo primo vero omicidio. - poi aggiungerei che in questo remake gli elementi che fanno sospettare un possibile rapporto incestuoso tra Steve Dickart e la sorella mi sembrano più evidenti ancora rispetto alla versione originale: il letto nella loro stanza è chiaramente a due piazze (quindi fratello e sorella dormono assieme), mentre nell'originale la cosa era un po' più sfumata; in più qui l'insistere su Mefisto che aiuta Lily a vestirsi per la scena lascia ancora più intendere un rapporto molto intimo tra i due. Comunque sia, anche in GLB Lily era già un personaggio "forte" e predominante, questa non è un'invenzione di Boselli, semmai in questo remake si dà maggior risalto proprio a Mefisto, che non è più un semplice illusionista da quattro soldi, ma un personaggio più inquietante (e inoltre è lui nel finale a escogitare il piano per incastrare Tex svenuto, mentre in GLB l'idea diabolica era di Lily).
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In realtà il tuo commento del 2020, che era sparito, è ricomparso all'improvviso! Evidentemente qualche moderatore è riuscito a recuperarla. In ogni caso, a distanza di tempo il tuo giudizio resta lo stesso, e io sono pienamente d'accordo: storia dimenticabile, che fa acqua da tutte le parti... E con questo hai compiuto l'impresa notevole di recensire tutti i 783 albi della serie regolare. Complimenti davvero! Se hai tempo e voglia potresti fare una veloce statistica di quelle che secondo te sono le storie imperdibili di Tex, quelle a cui hai assegnato il voto 10. Vedi tu... Comunque sia, credo che i tuoi commenti precisi siano spesso molto utili ai lettori texiani per farsi un'idea generale della storia (soprattutto quelle del primo centinaio che pochi hanno commentato), anche perché si sforzano di essere il più possibile obiettivi, indipendentemente dallo sceneggiatore degli albi.
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Condor, ti segnalo una tua dimenticanza: "Attacco alla diligenza" n. 604-605 (storia effettivamente dimenticabile). Per il resto: complimenti sinceri! Credo che tu sia l'unica persona che ha analizzato e commentato tutte le storie di Tex della serie regolare (e sono più di quattrocento!), non solo in questo Forum, ma in assoluto! Roba da guinness dei primati... Se fossi nella casa editrice ti darei un premio e ti citerei nel prossimo Magazine di Tex. Oltretutto le tue sono recensioni sempre precise e ben argomentate, spesso condivisibili (a volte un po' troppo di manica larga nei voti con il Nizzi della fascia 300). Adesso ti mancano i Texoni!
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Splendido disegno inedito di Scibilia
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Si avvicina la fine del 2025 e io comincio già a fare un bilancio. Le mie storie preferite: 1) La maledizione del Charro Negro (cartonato alla francese) 2) Cassie la strega (episodio del Color storie brevi) 3) Rick Master, detective Sulla serie regolare (dal 771 al 782), oltre all'ottima "Rick Master" di Boselli, ci sono state 2 discrete storie di Manfredi, 2 storie e mezzo di Ruju sufficienti ma non di più, oltre alla fine di una storia di Nizzi dimenticabile. Poi un Maxi di Ruju/Casertano buono. Deludenti invece il Texone e il secondo cartonato alla francese su Lozen. Altro non ho letto. Insomma un'annata non tra le migliori (ma neanche tra le peggiori). La serie "Tex Willer" sempre in ottima forma, senza picchi (neanche negli Speciali), ma neanche senza cadute, con una qualità media, in tutte le storie, ammirevole. Sconta il fatto che, per chi conosce gli originali di GLB, i remake dopo un po' stufano... Si spera nelle prossime storie con Montales. I disegnatori migliori del 2025: Gomez, Majo, De Angelis, Benevento, Biglia, Scibilia. Nel 2025 ci ha lasciato Manfredi.
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Nel referendum del 1981 fu considerata la peggiore di Tex degli ultimi 5 anni. Anche se a qualcuno piacque, visto che era anche al quarto nella classifica delle migliori. C'è da dire che i risultati di questo referendum erano ben strani! Non compaiono nemmeno "Gli eroi di Devil Pass" o "Tucson"
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La prefazione
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Ottimo albo e ultimo Color con storie brevi curato da Boselli, che saluta i lettori con due racconti riusciti bene, in particolare il primo, “Cassie la strega”, un’autentica perla sia per la sceneggiatura che per i disegni. Tutti e cinque i racconti sono piacevoli da leggere (tranne il terzo di Barbieri e Cipriani, pieno di noiosi stereotipi ormai datati), e paradossalmente funzionano bene anche se Tex rimane in secondo piano, lasciando spazio ad altri protagonisti: il proprietario di un saloon dalle fattezze boselliane che lascia e cede l’attività al suo successore (metafumetto?); un bravo dottore innamorato della ragazza di un bandito; gli abitanti di Cerro Verde che si difendono da una banda di feroci desperados (belli i disegni di Perovic). Ma il personaggio migliore è appunto Cassandra Logan, della prima storia, magistralmente disegnata da Scibilia, una ragazza che attraverso drammatiche vicissitudini da maestra diventa entreneuse, poi moglie di uno sceriffo, quindi aiutante di un prete e così via, sempre perseguitata dalla sfortuna… Un bel ritratto di donna del West (in sole 32 pagine) che Kit Willer aiuterà a uscire dalla disperazione, facendole prendere coscienza di sé e accompagnandola lontano da una cittadina di maligni fantasmi. Veramente - come si dice in questi casi - un gioiellino. (E Scibilia mi sembra pronto per un futuro cartonato alla francese)
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Alcune pagine in anteprima. La storia promette molto bene, con Kit Carson, Kate Warne e persino un pizzico di sovrannaturale (almeno così sembra), basato su una romantica leggenda del Colorado, la leggenda di Silverheels https://adamjamesjones.com/2011/05/04/silverheels/
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Majo è un grandissimo, uno dei migliori disegnatori di tutta la Bonelli (non è una novità), e vederlo sulla regolare di Tex è una bella soddisfazione. Finora aveva disegnato un ottimo Texone "I rangers di Finnegan" e due brevi storie per il color, "Yavapai" e "L'ultimo dei Mimbres" , scritte, sceneggiate e disegnate tutto da solo (due color non molto adatti a un maestro del chiaroscuro come lui). I suoi capolavori sono comunque su Dampyr, quattro su tutti: "Il grande fiume", "I lupi mannari", "Le terminatrici" e "Lamiah" (ma tutte le storie disegnate da lui sono uno spettacolo). La serie regolare di Tex guadagna un altro grande artista, e mi viene da dire che mai come in questo periodo (se si esclude l'età d'oro di Galep-Ticci-Letteri-Nicolò) Tex ha avuto così tanti bravi disegnatori: Gomez, Majo, Cestaro, Mastantuono, Andreucci, Font, Dotti, Benevento, Villa, De Angelis su Tex Willer, ecc. ecc. ecc. Il meglio del meglio. La storia di Manfredi, invece, non convince del tutto. E' un po' così così... Parte molto bene (la prima metà del primo albo), poi si dilunga in una sparatoria eccessivamente dilatata e noiosa (Tex e Carson non sono mai davvero in difficoltà), per poi nel secondo albo ruotare tutta attorno al passaggio segreto del forte, che oltre a essere un'idea ben poco originale (usata per esempio anche da Faraci ne "I valorosi di Fort Kerney") non entusiasma molto. Anch'io ho trovato l'ossessione di Larkin per il suo vecchio avversario apache un po' appiccicata lì, tanto per dargli un carattere. E anche alcuni passaggi narrativi sono un po' forzati e incoerenti (ad esempio se la concessione mineraria di Dutch scade fra appena due settimane, e poi torna in mano a Larkin che può non rinnovarla, che bisogno c'è di minacciarlo e spaventarlo? In due settimane, visto anche i suoi poveri mezzi, non credo che esaurisca il filone d'argento). Anche la fuga improvvisa di Larkin e il tradimento finale di Fergus, che spara ai suoi alleati invece che a Tex, sembrano dettati più dal fatto che la trama debba andare in quella direzione, piuttosto che da reali motivazioni. Insomma Manfredi si congeda con una storia discreta, ma nulla più. Una storia che, comunque, contiene, come in tutte le sue, un messaggio di giustizia sociale, sempre in difesa degli sfruttati (i minatori e i lavoratori cinesi che si riscattano nel finale). Anzi - a ripensarci - "quasi sempre" presente, perché la precedente "I dimenticati" invece era decisamente pessimista.
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Con tutto il rispetto per gli autori, né Cossu né tantomeno Siniscalchi sono adatti a Tex. Entrambi sono disegnatosi validi (Siniscalchi per esempio ha disegnato negli ultimi anni degli ottimi albi del "Commissario Ricciardi"), ma non c'entrano assolutamente niente con Tex: le tavole postate lo dimostrano. I Maxi, per quanto mi riguarda, (contrariamente ai cartonati alla francese) potrebbero smettere di pubblicarli.
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I capolavori (o comunque le storie memorabili) in questi 6 anni dal 2019 al 2025 ci sono stati, ma al di fuori della serie regolare: Texoni: quelli di Carnevale, Villa e Dotti Tex Willer: Nella terra dei Seminoles, Pinkerton Lady, Il passato di Cochise, Fantasmi di Natale (più tante altre storie ottime) Cartonati: Pearl, La leggenda di Yellow Bird, La maledizione del Charro Negro Purtroppo nella fascia 700 si è visto soprattutto un calo di Ruju, con storie che partono bene e interessanti ma (quasi tutte) si afflosciano a metà. Nizzi che non doveva tornare. Manfredi in fase calante. Rauch e Burattini e Zamberletti senza alcuna ambizione. Boselli che osa e cerca sempre di fare qualcosa di nuovo, ma non con la brillantezza di un tempo. Storie migliori: Mefisto dei Cestaro (pur con finale non del tutto riuscito), Navi perdute, Vancouver e Rick Master (anche queste non prive di difetti), Agente indiano, Monte Rainer (siamo in pochi, credo, a cui è piaciuta ).