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zagor70

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  1. Potrebbe anche essere che Tornuak, ormai agonizzante ed in preda al delirio, abbia solo immaginato di vedere l'orso accanto a lui. In realtà l'orso era già morto, ma la sua ossessione resta fino alla fine. Il finale si presta a libera interpretazione.
  2. Forse voleva dire Jim Bridger del maxi Nueces Valley, che in effetti era un pò sbruffone. Se così è il giovane Tex, incontrando una persona matura e molto diversa da lui (Zagor), ha avuto modo di riflettere e crescere.
  3. Questo l'ho pensato subito anch'io: un pò come le storie di Chiaverotti su Dylan Dog (una su tutte "il buio") dove ad un certo punto si arriva ad una soluzione razionale, ma nell'ultima pagina si ritorna al soprannaturale. Però io non la vedo come una cosa negativa... anzi. Per il resto, se una storia mi piace, non mi faccio guastare il piacere della lettura da qualche situazione che può essere più o meno irrealistica (ho ben digerito anche le soluzioni magiche su "pistolero vudu"). Altrimenti l'80% di fumetti, libri e film sarebbe da scartare per questo motivo. Penso ad esempio alla serie "Breaking bad" dove quello che accade al professore di chimica è sempre più inverosimile, ma sempre più divertente. Se tutto deve essere sempre rigorosamente realistico, poi finisce per annoiare: per me l'ideale è un giusto bilanciamento con situazioni adatte a spettacolarizzare la storia, senza esagerare.
  4. Non è la migliore di Boselli ma sicuramente la miglior storia post 700. Complici anche i bei disegni di Bruzzo. Schema collaudato con la narrazione che si alterna sui vari gruppi coinvolti nella vicenda, sempre ben sviluppata. C'è spazio pure per un momento con Tex umano, quando ammette di trovarsi in difficoltà in un luogo molto diverso da quello in cui si muove abitualmente, salvo poi ritornare protagonista ,sia con le armi che con la testa. Alcune scene abbastanza cruente (Dallas che spappola un cannibale / l'orso mangiatesta) hanno contribuito ad alzare il livello di drammaticità della storia. Stavolta anche il finale, che a volte è il punto debole dell'autore (soluzioni un po' improbabili, frettolose o troppo smielate), mi ha invece soddisfatto: anche le ultimissime pagine, con l'orso e l'uomo che si inabissano insieme nelle acque, le ho trovate azzeccate. L'unico appunto che si può fare è un pochino di lentezza soprattutto nei primi due albi: forse si poteva ridurre qualcosa e chiudere con 3 albi e mezzo, o solo 3 .... ma va bene così. Per me il voto complessivo è 9.
  5. Altra bellissima storia di Burattini, bella corposa e con personaggi caratterizzati in modo superlativo: se non da top 10 é almeno da top 20 zagoriana. Questa e il maxi "La lunga marcia" sarebbero da aggiungere alle 2 che ho già citato. D'altra parte in 60 anni di vita editoriale, ci sarà qualche ciofeca, ma di avventure con la A maiuscola ce ne sono tante.
  6. Rispondo volentieri anche se solo 3 sono davvero poche (facciamo almeno 10 in ordine temporale e non di preferenza). Le migliori per gli zagoriani sono naturalmente quelle di Nolitta, ma anche Boselli e Burattini hanno sfornato storie che sono indelebili nella mente dei lettori. Per Nolitta ti dico: 85-87 Zagor contro il vampiro 89-92 Libertà o morte 112-116 La marcia della disperazione 122-125 Zagor contro Supermike 129-133 Kandrax il mago Per Boselli: 345-348 L'esploratore scomparso 366-367 Vendetta vudu 386-388 Il terrore dal mare Per Burattini: Gigante 2 L'uomo che sconfisse la morte 590-593 Mortimer ultimo atto Questi sono tutti capolavori, e non sarebbero i soli. Attenzione che la numerazione è quella di Zagor... sulla costolina degli albi della serie Zenith va sommato 51, perché all'inizio non conteneva storie di Zagor.
  7. Si, Kiki Manito é il dio dei nativi, creato da Tiziano Sclavi (il papà di Dylan Dog) nella storia "Incubi", che é la più onirica dell'intera serie. Viene rappresentato graficamente come un bambino indiano in groppa ad un bisonte. In questa vicenda di ben 6 albi, in una dimensione parallela, c'è addirittura uno Zagor che si suicida sparandosi in testa dopo aver visto andare in frantumi il suo sogno di pace, con gli indiani sterminati dall'uomo bianco. Per contro Boselli ha creato il dio del male Wendigo in uno speciale: lui è rappresentato come una specie di enorme culturista, tutto nero con dei cerchi rossi sparsi sul corpo a mò di tatuaggio. Nelle storie del filone fantastico non manca nulla.
  8. A questo rispondo. Sul numero 400, quando Zagor incontra il padre, Mike Wilding gli dice che un tempo era accecato dall'odio e dall'ambizione, per cui si é reso responsabile del massacro che per sempre lo tormenterà. Solo DOPO capisce l'errore, diventa praticamente un'altra persona... CAMBIA, e per questo gli Abenaki nell'aldilà lo hanno perdonato: perché anche loro capiscono che non é più lo stesso uomo. Questo ha scritto Boselli, e non va in contrasto neanche di una virgola rispetto a quanto dice (o fa intendere) Nolitta su "Zagor racconta". Burattini invece, sulla miniserie "Le origini" trasforma Mike Wilding in un personaggio buono fin dall'inizio. Gli trova un sacco di scusanti: era giovane e inesperto, i commiltoni lo spingono ad attaccare gli indiani e così via..... tutto perché nelle idee di Burattini il padre di Zagor doveva essere stato sempre buono per forza ... come se una persona non potesse cambiare anche drasticamente, a seguito di un evento traumatico. Oltretutto anche S.Kinsky che era un personaggio schivo ma che amava i suoi abenaki al punto di insegnargli anche a lavorare la terra e vuole (giustamente) punire il padre di Zagor massacratore di indiani, viene nella miniserie trasformato in un predicatore folle con tanto di occhi strabuzzanti, che gode a frustare i suoi protetti. In questo modo, Zagor non ha più commesso un errore vendicandosi degli Abenaki: erano loro i cattivi e non più suo padre (povero diavolo spinto all'errore da eventi esterni). E così facendo non ha senso che nasca lo spirito con la scure (come dice anche Diablero), perché Patrick Wilding non ha nessuna colpa da espiare. A scanso di equivoci, a me Burattini piace, ci sono tante bellissime storie scritte da lui e anche alcuni capolavori. Ma in questa occasione ha fortemente deluso; e continua a dire che non ha cambiato nulla. Io faccio finta che la miniserie "le origini" non esista
  9. Non é così. Sulla prima storia con Kandrax, si arriva alla fattoria dei Coleman, vicino al luogo dove si risveglia il druido, proprio per curare Cico che é stato ferito da un pazzo che perde le staffe quando sente parlare in messicano. Su "incubi" di Sclavi Cico viene legato al palo della tortura e ad un certo punto sembra che una scure gli abbia aperto la testa in due: poi ovviamente si vede che é stato solo ferito. Ma sai quante volte CIco é stato ferito in modo più o meno importante ? Non tutti gli autori lo hanno usato solo come macchietta che deve far ridere in ogni occasione. Bene, molto bene
  10. Alla fine della storia, il giovane navajos Nakai ottiene in sposa la figlia del vecchio sciamano Hopi. Gli vengono anche consegnate le tavole sacre con le quali acquisterà credibilità agli occhi della sua tribù, che convincerà a perseguire la strada della pace. Nakai chiede a Masawi se il suo popolo avrà un lungo futuro, ed il vecchio gli dice che ci sarà un grande capo bianco ad aiutarli per farli restare sempre sulle loro terre: chiaro riferimento a Tex. La domanda però è: anche ammesso che Zagor si ricordi di questa frase dopo quasi 30 anni, come fa ad associarla proprio al giovincello Tex ? Solo perché questo WIller é amico dei Seminoles? Gliel' ha sussurrato Kiki Manito all'orecchio durante il sonno ? Zagor, il grande stregone con poteri divinatori, ha interrogato gli spiriti in proposito? Io la vedo come una cosa poco plausibile se non per spettacolarizzare l'arrivederci tra i due eroi. PS: se la storia "Le sette città di Cibola" davvero non l'hai letta, ti consiglio di recuperarla perché merita non poco.
  11. Più che giusto: infatti qui e anche sul forum di Zagor siamo tutti soddisfatti della storia, che é andata anche meglio di quanto ci si potesse aspettare. Su youtube, chi non segue regolarmente i due personaggi, la pensa diversamente: E' una terza parte di ..... non ci ha capito un cippa... troppi personaggi Peggio per loro e buon per noi.
  12. Questo team-up é realistico. Come tutte le storie uscite sulla serie del giovane Tex, tranne quella dove "sfiora" Mefisto. E guarda caso, pur piacendomi molto, é l'unica che contiene un'incongruenza: Mefisto ha già poteri enormi in un tempo precedente a quello dei numeri 3-4 della serie regolare, dove era poco più di un prestigiatore. Poi questo fatto della profezia su cui ci stiamo dilungando non é che alla fine sia una cosa da marchiare con la matita rossa.... però io come altri, lo avrei evitato.
  13. Attenzione però: il fantastico su Zagor c'è sempre stato, ma lo Zagor delle origini (quello di Nolitta) non era un personaggio fantastico lui stesso. Appariva fantastico agli indiani grazie anche ai trucchi ideati con Molti Occhi, o anche solo con Cico. Su una storia della serie Tex WIller non c'è il mondo fantastico di Zagor, e soprattutto in quello del giovane Tex non c'è stato ancora nemmeno Mefisto. Per questo fare la profezia da parte di Zagor senza nessun fatto concreto a surrogarla può essere poetico, ma in questo contesto decisamente realistico, un po' mi stona. Esatto: il team-up di Zagor con Flash penso sia la più grossa bidonata fatta fino ad ora. Sulla Zenith, dopo il disastroso Kandrax di Chiaverotti, ed altri episodi con mostriciattoli di ogni forma e tipo, molto contestati, sembra che stiano un po' aggiustando il tiro.
  14. Sempre più bella questa storia. La tribù dei cannibali che appaiono con i denti aguzzi é rappresentata benissimo anche dal punto di vista grafico. L'idea di chi siano e da dove sono saltati fuori, ce l'avranno ormai in diversi. La scena in cui Dallas ne uccide uno colpendolo ripetutamente alla testa con il calcio del fucile, rende l'idea di quanto possano incutere timore. A meno di un'improbabile crollo nell'ultimo albo, questa sarà da ricordare come una delle migliori storie degli ultimi anni.
  15. Può darsi che lo "Zagor veggente" mi abbia ricordato un po' la storia dell' "inviato di Manito" post-Nolittiana, che ha sostituito il semplice uomo dei boschi che inganna gli indiani a fin di bene, ed ho digerito un po' per volta, a fatica. Se i chupacabras in arrivo sono la storia di Burattini mi fa piacere: sono particolarmente curioso di leggerla e pensavo non arrivasse presto
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