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TWF - Tex Willer Forum

Letizia

Ranchera
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Everything posted by Letizia

  1. Purtroppo però la modestia è la mia unica virtù. Tutto il resto son difetti. Pronostici: Della prima trologia il primo ti piacerà poco, il secondo un po' di più e il terzo ti farà venire la pelle d'oca. La seconda trilogia la leggerai tutta d'un fiato facendo magari le ore piccole. Incuriosito leggerai anche gli altri quattro. Il primo le rileggerai almeno un'altra volta, il secondo ti farà cascare gli occhi per terra, il terzo ti farà scervellare ma non troverai mai e poi mai l'assassino. Del quarto non leggere le ultime due pagine. Ma guarda un po' che ci si deve inventare per invogliare la gente a leggermi. L'unica cosa di vero che c'è in questo post è che quello di Letizia è un Tex che non avete mai visto!
  2. Leo, Leo, boccaccia mia statte zitta... Ma li leggi i commenti?
  3. Mi trovi perfettamente d'accordo: i capolavori sono molto rari. Quindi se ne vuoi leggere qualcuno, naturalmente su Tex, vai sul mio sito (lo trovi in calce ai miei commenti) e ne trovi una decina (aggratise).
  4. Incredibile. Questa non l'avevo ancora sentita. Ti sei fatta la domanda e ti sei dato la risposta da solo e hai giudicata poco credibile l'accaduto. Magari adesso Boselli tira fuori una storia in cui Tex racconta a suo figlio della volta in cui, quando Kit era piccolo, parlò a Carson e a Tiger Jack del suo amico Bridger e poi il buon Tiger ricorderà con piacere i bei tempi in cui, durante una delle innumerevoli assenze di Tex, raccontò a Piccolo Falco di quando i suoi nonni arrivarono nella Nueces Valley e di tutti i guai che hanno dovuto affrontare. Così sarai contento: non è vero che in passato Tex non aveva mai parlato ai suoi pard del caro amico che gli salvò la pelle per ben tre volte. Gliene ha parlato, solo che noi non lo sapevamo (ma lo sapremo presto). Così ti va bene? Giudicare poi poco credibile che un ottantenne batta a cazzotti un ex-pugile te lo concedo: è fantasioso. Ma a me pare più fantasioso che Tex sia uscito indenne da centinaia di sparatorie e agguati. Lo sai qual'è la probabilità che una persona più in gamba e più fortunata di Tex non rimanga accoppato, neanche a causa di una pallottola di rimbalzo, in così tante avventure? Praticamente zero. E' un po' come puntare sempre sul nero alla roulette per centinaia di volte e vedere sempre, ma proprio sempre, uscire il rosso. Ma dai! Eppure nessuno si è mai lamentato che il fatto sia un po' troppo inverosimile. Come si fa a giudicare poco credibile una storia come Nueces Valley? Se lo è questa, lo sono anche tutte le storie di Tex in generale. Io spero invece che Boselli in futuro porti in Tex altri personaggi realmente esistiti o anche personaggi immaginari famosi. Lo sapevate che Bridge compare anche nel Pecos Bill di Guido Martina (nelle avventure canadesi)? E lo sapevate che nelle avventure di Pecos Bill (che sono ambientate negli anni immediatamente successivi al 1848) compare Davy Crockett, che in realtà muore ad Alamo nel 1836, e Calamity Jane, che in realtà nasce nel 1852? E allora? Sarebbe come pretendere che si facciano oggi scavi archeologici in Arizona per scoprire dove Tex è sepolto.
  5. Direte che la mia è proprio una fissazione, ma che ci posso fare se questa storia mi piace un sacco? Non sarebbe una bella idea se in futuro (non troppo remoto, però) uscisse anche in versione a colori? Magari un bel cartonato per accontentare tutti gli appassionati (le pagine forse sono un po' troppe per un cartonato a colori ma, per carità, non spezzate la storia in due parti). E allora facciamoci sentire e, mi raccomando, siate numerosi. Per farvi venire l'acquolina in bocca, date un'occhiata qui sotto. Non è una delizia? Immaginate poi come sarebbe colorato da seri professionisti invece che una dilettante come me. Aspetto da voi un sacco di adesioni. Forza, ragazzi. E tu, Borden, fatti vivo e facci sentire come la pensi.
  6. Mauro, sei sempre in tempo a limitare il "danno". Una pagina web si modifica in due minuti e mancano ancora più di tre settimane all'uscita del nuovo albo. Quindi chissà quante persone, che non hanno ancora letto la pagina "incriminata", l'andranno a leggere da oggi in poi. M'intriga moltissimo quel tuo "non così grave, sappiatelo" che nasconde chissà quale sorpresa. Perché sulla gravità mi trovi d'accordo: credo che moltissimi abbiano individuato subito il "maggiordomo". Non è la discussione giusta, ma complimenti per il Maxi e va' nella pagina relativa a prenderti i meritati elogi (e magari accontenta un'assidua lettrice con una storia con più Mae).
  7. Ma non me la son presa per niente. Lo dimostra il fatto che non ti ho risposto subito "a caldo". Anche a me piace scherzare e ti ho preso un po' in giro, goliardicamente parlando. Sicuramente adesso non ti offenderai tu, almeno lo spero, perché, con il massimo rispetto che io ho per tutti, mi piacerebbe continuare a scherzare. Ho solo preso da te l'incipit per mostrare la mia "fatica" con Mae (e ti assicuro che lo è stata davvero). Son felice che ti sia piaciuta e pare che sia piaciuta anche ad altri (e a proposito vorrei ringraziare lo sconosciuto che mi ha regalato un cuoricino). Non mi so spiegare però lo strano silenzio di Mauro che, dopo le numerose osservazioni su Lupe, ben si merita i plausi che sicuramente aumenteranno. Mauro, non ti dimenticare però la mia nota sul paio di vignette in più per Mae e promettimi, senza incrociare le dita dietro la schiena (a proposito, hai fatto il militare in marina?), che ci penserai su per realizzare una storia sul passato di Tex tutta incentrata sui loro genitori (più su Mae) dalla nascita del primogenito fino a prima (molto prima) della sua immatura dipartita. E pretendi che alle tavole ci sia Del Vecchio. PS: Aquila, se come dici non sei un fanatico degli stereotipi di Tex, leggi i miei romanzi (specialmente L'urlo del Falco, che è il migliore). Ma attento allo stomaco: è roba forte (a proposito dello scalpo citato da Monni).
  8. Sdolcinata? Si vede che mi conosci molto poco. Ma in fondo me lo merito. Io vi ho dato dei "giuggioloni" (peccato però che il commento, nel Ritorno di Lupe, sia andato perduto e forse non l'hai letto). E quindi, per non smentire il mio caratterino, cerco di confonderti ancor più le idee, postando un ulteriore ritratto "fotoscioppato" della dolcissima Mae. Lo so, non le ho reso giustizia, ma che ci volete fare? Non sono una pittrice! E che vuoi che ti dica? Pur essendo perfettamente d'acordo con quanto dice Betta, Mae è bellissima. Inserisci altri media
  9. Ma dai, lo sappiamo tutti come si concluderà la storia, così come sappiamo tutti chi è stato a uccidere il fratello di Wolfman (perché chiamarlo assassino mi sembra un po' esagerato). Quello che ci aspettiamo di vedere è quello che succederà "nel mezzo", cioè come si svilupperanno gli eventi fino ad arrivare al finale che tutti già conosciamo.
  10. Avete notato com'è bella Mae? Nei disegni presenti nella presentazione perché, nella ventina di vignette in cui compare, non le viene resa giustizia. Se posso, è più bella anche di Lupe, la Lupe delle splendide tavole di Piccinelli e della favolosa copertina di Villa del mio avatar. Lupe è una bellezza forse più selvaggia e "caliente", ma la dolcezza dei lineamenti della Mae di Del Vecchio, con il suo velo di tristezza negli occhi, sono tutta un'altra cosa. Mae è di gran lunga più bella di Lupe. Peccato che sia un "non personaggio", una figura scomoda da eliminare il più presto possibile. D'accordo, sappiamo tutti che muore quando i figli sono ancora piccoli (sparisce in un battito di ciglia come tutte le donne importanti di Tex; Lilyth insegna), ma le si poteva dedicare uno spazio maggiore. E qui cosa fa? Carica il fucile del marito, si fa rapire da un indiano e poi? Poi muore. Alla faccia. Ha messo al mondo Tex e poi un altro figlio, avrà avuto poi una vita intensa di sacrifici, no? Prendersi cura di marito e due figli in una zona selvaggia come il Nueces, è forse una cosa semplice? Ma Mauro ha obbedito alla dura legge texiana: le donne e l'avventura non vanno d'accordo. D'altra parte come dargli torto? Cosa avrebbe dovuto inventarsi su Mae che non avesse fatto addormentare i lettori? Lo chiedete a me? E' lui lo scrittore. Io sono solo un'imbrattacarte (a proposito, cosa devo fare perché questa mia qualifica possa figurare nei miei commenti e nel mio profilo?). Peccato, però. Sarebbero bastate un paio di vignette in più, magari con un dolcissimo primo piano, in cui la si vede portare, senza dire una parola, un bricco di caffè agli uomini seduti intorno a un fuoco del bivacco...
  11. Che dire? Ottima storia, ottimi disegni, e buona copertina. Buona? Solo buona? Sì. Non vi sembra che Villa, in assoluto per me il migliore nei disegni, abbia esagerato con le gambe corte?
  12. Peccato per quel blackout che ha fatto sparire decine di commenti proprio su questo affascinante argomento. Vorrei solo fare una piccola considerazione. Il ritorno Lupe nella vita di Tex è un tema difficilissimo e, qualunque piega si decida di far prendere agli avvenimenti, scontenti almeno la metà dei lettori. E avrei anche una "piccola" domandina all'autore: la scelta fosse stata tua, che avresti fatto con Lupe? Oppure la scelta è stata proprio solo tua?
  13. Le "famose 30 righe tagliate" sono in realtà 38 pagine. E' verissimo che non sono mai state colorate perché non sono mai state inserite nella interminabile storia degli Uomini Giaguaro che sarebbe costituita, se contiamo anche i 38 tagli, da ben 624 pagine. Credo che in rete circoli la versione digitale del Tex 390, L'Idolo Atzeco, in versione integrale con 162 pagine
  14. NK, dove prendi le immagini dei Tex non ancora in edicola? Nel sito SBE ho visto che c'è solo la copertina e che le altre immagini vengono dal servimg, che è un cloud in cui le hai caricate tu, ma da dove?
  15. No credo, credo invece il contrario. Credo che esistano tutti e sei gli albi a colori di Occhio Cupo, colorati da chissà chi. Devo assolutamente trovarli perché Occhio Cupo è un personaggio che mi piace moltissimo e inoltre vado pazza per Rino Albertarelli che, a quanto pare, ha realizzato gli ultimi due albi prendendo la storia dal suo famoso Capitan Fortuna ( vedi http://www.sergiobonelli.it/news/storia/9595/CAPITAN-FORTUNA.html ) e disegnandola con l'aiuto del nostro Galep.
  16. Bellissimo volume con tantissime informazioni sul nostro Galep che mi hanno invogliata a cercare ulteriori informazioni in rete. Con mio grandissimo stupore, scartabellando qua e là, ho trovato anche un paio di immagini che riporto: Si tratta sicuramente delle avventure di Occhio Cupo, perché i titoli corrispondono a quelli trovati su Wikipedia. A parte il fatto che sono a colori (e probabilmente colorate da persone diverse, viste le evidenti differenze tra i due stili), ma sbaglio o le due storie non compaiono nel volume uscito in edicola pochi giorni fa? Qualcuno ha idea da dove possano saltare fuori queste due pagine?
  17. Niente di più facile e fattibile. Vedrete che anche Borden sarà d'accordo. Basterà usare la tecnica del flashback. Volete un esempio? El Morisco chiama Tex e pard, racconta il motivo della chiamata e qui si inserisce la "storia breve incentrata sui comprimari" che sarà una storia a sé stante, cioè completa, ma che ha avuto un seguito che ha richiesto l'intervento indispensabile di Tex & Co. Semplice, no?
  18. Vuoi leggere di Tex vecchierel canuto e stanco (beh, canuto sì mao stanco no davvero)? Chiedi e ti sarà dato (ma non si tratta di fumetti).
  19. Tim, io non ho modificato nulla. La mia è una storia completamente diversa. Luz è la figlia di Tex e Lupe, quindi i due figli di Lupe dovevano "sparire" nella prima parte della storia, quella vera. A questo proposito avrei una mezza idea per Borden. Perché non far uscire una nuova collana di Tex, a tiratura annuale o semestrale, dal titolo roboante "Tex - Le storie impossibili"? A Tex non può succedere mai che si sposi e neppure che si innamori. E a suo figlio Kit può capitare al massimo che si innamori ma, se si dovesse sposare, la nuora di Tex dovrebbe immancabilmente passare a miglior vita, purtroppo. E così ci sono degli "avvenimenti che non possono avvenire" perché Tex è questo e a noi tutti va bene così. Non si cambia. Però, in questa fantomatica collana, potrebbe succedere di tutto perché sarebbero "storie di fantasia". Oddio, non è che le altre storie non siano opera di fantasia, ma ci siamo capiti benissimo. E in questo modo si potrebbero infrangere tutte le regole perché poi, nelle storie "normali" tutto sarebbe dimenticato e "mai accaduto". Scappatelle di Carson, Kit che sposa Luna d'Argento, Tex che si innamora di Lois, Tex che ha altri figli, tutto sarebbe possibile in "Tex - Le storie impossibili". Non è un'idea niente male, vero?
  20. Me la fate dire una cattiveria? No no, avete capito male. Storia bellissima e bei disegni. Però... Insomma, si svolge quando Tex era poco più di un ragazzino, poco importa se poco prima o poco dopo la guerra di secessione. Si svolge però sicuramente prima del 1873. Eh sì, il 1873 è l'anno in cui sono comparsi il fucile winchester e le prime pistole a retrocarica. Come come come??? Ancora eh sì. Prima, tutte le colt sparavano palle (e non pallottole) calibro 36 ed erano ad avancarica. A caricare una sola colt ci voleva un quarto d'ora: in ciascuna delle sei camere prima si metteva la polvere, poi la palla di piombo, spinta in fondo con uno strumento chiamato calcatoio, e infine della pasta simile alla cera che impermeabilizzava la camera e impediva ritorni di fiamma che potevano far incendiare ed esplodere la polvere nera compressa con conseguenze poco piacevoli per il pistolero. Infine, nella parte anteriore, nei sei luminelli, si mettevano le capsule che, colpite dal cane, provocavano la scintilla che dava fuoco alla polvere. Avete presente le capsule che mettevate da bambini nelle pistole giocattolo? Sì, proprio quelle. E nel 1873, quando comparirono i primi proiettili con bossoli metallici, arrivarono le prime colt calibro 45. Ma allora le colt costavano 15 dollari, in media uno stipendio e mezzo mensile. La gente si teneva le vecchie colt ad avancarica e solo i più spendaccioni trasformavano le vecchie colt cambiando solo i pezzi indispensabili. Il consumismo non era stato ancora inventato. Le armi di Tex sono, nella storia pur bellissima in questione, sicuramente winchester e colt, entrambi calibro 45 con pallottole intercambiabili tra le due armi. Possiamo perdonare simili anacronismi. Ma certo. Soprattutto perché tutti fanno simili errori. Cercate su youtube, se non la ricordate a memoria, la celebre scena di Tuco nell'armeria nel famoso film "Il buono, il brutto, il cattivo", che si svolge, lo sappiamo tutti, nel 1862 in piena guerra di secessione.
  21. Non so se qualcuno si era accorto dal mio avatar che il viso di Lupe era un po' diverso da quello della copertina del secondo albo. E allora vi ripropongo la splendida copertina di Villa, un po' rivisitata con photoshop. Eliminati i contorni neri, ammorbidite le forme e i colori e altre cosette varie. Spero che vi piaccia.
  22. L'emoticon sorridente ti aveva già tradito. E ho risposto anch'io con ironia (solo che io non ho usato faccine per non scoprire le mie carte). Non c'è sistema migliore per convincere qualcuno a fare qualcosa che suggerirgli caldamente di non farla.
  23. Coyotenero, se la pensi così, NON leggere assolutamente i miei due romanzi "Lois" e "L'ultimo duello di Tex" (il duello, che naturalmente è all'ultimo sangue, è tra Tex e Kit Carson). Anzi ti consiglio proprio di non leggere NESSUNO dei miei romanzi. A parte i primi due "L'Aquila contro la Tigre" e "La luce nelle tenebre" che sono abbastanza leggeri, tutti gli altri sono molto duri da digerire. Se poi li vuoi proprio leggere, procurati un gastroprotettore.
  24. Visto che ci sono state un paio di richieste, vi ripropongo il riassunto (un po' stringato per la verità) di una mia personalissima e alquanto improponibile versione della storia "Il ritorno di Lupe". La storia, a quanto pare è piaciuta un pochino a Borden e questo mi ha ha reso molto felice. Inoltre il nostro bravissimo autore mi ha detto di aver letto qualcosa dei miei romanzi (molto più improponibili di questa storia) su Tex e i suoi pard (che potrete trovare sul mio sito visibile nel mio profilo). A questo proposito, mi piacerebbe avere le vostre critiche, anche le più feroci, perché a me pare, ma io non ho voce in capitolo, che non siano niente male, anche se adir poco "originali" e improponibili (se li leggerete capirete il perché). Ma ora, bando alle ciance, eccovi la "mia" storia su Lupe. Kit incontra nel deserto una ragazza stremata. Quando Tex la vede impallidisce riconoscendo nei suoi lineamenti quelli di Lupe. La ragazza però non può esserne la figlia e Tex racconta in un flashback la storia di Lupe ai suoi pard. Qualche anno prima, poco tempo dopo la morte della sua amata Lilyth, Tex, lasciato il figlio alle amorevoli cure dei suoi Navajo, cercava la solitudine errando nei territori tra Arizona e Messico. Nei territori della Sierra incontra dei peones diventati guerriglieri per contrastare ai soprusi di un ricco ranchero che tratta i contadini che lavorano nelle sue terre come se fossero di sua proprietà. Scopre anche che costui, invaghitosi di una ragazza bellissima, l'ha rapita per costringerla a divertarne lo sposo. Tex naturalmente si offre di aiutare i peones a combattere il signorotto e liberare la fanciulla. Dopo aver scoperto il luogo dove la ragazza è tenuta prigioniera e dopo aver accoppato un buon numero di sgherri del ranchero, Tex raggiunge e libera la ragazza. Scopre così che si tratta di Lupe. Dopo alcuni brevissimi momenti di ringraziamenti da parte di Lupe, i due si accorgono che altri uomini del ranchero sono arrivati nel frattempo e hanno messo sotto assedio la casa, fortunatamente ben difendibile, dove sono asserragliati i due giovani. Dopo un paio di giorni di assedio, proprio quando i due stanno per essere sopraffatti, arriva in loro aiuto un gruppo di peones armati fino ai denti. Gli assedianti, presi tra due fuochi, in breve vengono messi in condizioni di non nuocere. Ma il loro capo, pur crivellato di colpi, afferra Lupe nel vano tentativo di non cadere tra le rocce e la trascina con sé nel baratro. Lupe scompare tra i flutti del torrente impetuoso. Tex finisce il racconto dicendo che si è tuffato nel tentativo di salvarla e che l'ha cercata a lungo invano. Quando si sveglia, a sua volta la ragazza racconta a Tex la sua storia. Si chiama Luz e viveva in un pueblo di Apache con sua madre Morena che gli indiani chiamano Sinayer (N.d.A.: sin ayer, in spagnolo senza ieri) poiché ha perso la memoria e non ricorda il suo passato. La rispettano e la trattano come una persona sacra perché credono che il dio Manito l'abbia toccata rubandole i giorni passati. Tex impallidisce per un istante mentre Luz continua il racconto. Un giorno il pueblo apache viene assalito da una banda di messicani cacciatori di scalpi, quasi tutti gli apache vengoso uccisi e scalpati e sua madre viene rapita. Luz, aiutata dal vecchio sciamano, riesce a mettersi in salvo. Più di una volta ha sentito gli Apache raccontarle del capo bianco dei Navajo come di un uomo forte e generoso che aiuta i deboli senza badare al colore della loro pelle e decide di cercarlo per chiedere il suo aiuto per liberare la madre che rischia di essere venduta come schiava. Tex non perde un attimo e si mette subito in viaggio seguito dai suoi pard e da Luz. Giunti dopo pochi giorni a quello che resta del pueblo apache, Tiger non ci mette molto a trovare le tracce dei razziatori. In breve i cinque raggiungono il covo dei banditi e, dopo aver trovato il luogo in cui è rinchiusa la madre di Luz, Tex studia un piano: mentre lui raggiunge la prigioniera per liberarla e proteggerla, i suoi pard scateneranno l'inferno. E così è. Tex libera Lupe (perché è proprio lei la madre di Luz) che però non lo riconosce e, dopo una furiosa battaglia, degli sciacalli cacciatori di scalpi nessuno rimane in vita. Però Lupe cade colpita alla testa. Le grida disperate di Tex e di Luz sono un tutt'uno. Ma per fortuna la pallottola ha colpito la donna solo di striscio: Lupe è ancora viva. Il colpo alla fronte le ha fatto recuperare la memoria e, rinvenendo tra le braccia di Tex, lo stringe forte a sé. Tex la scosta da sé dolcemente e le rivolge uno sguardo interrogativo. Lupe intuisce la tacita domanda. "Si, Tex, Luz è tua figlia" risponde lei sotto gli occhi meravigliati dei suoi pard e di Luz che corre ad abbracciare il padre. Lupe racconta di essere stata salvata dai flutti del torrente da uno sciamano apache. Lei non ricordava del suo passato e non sapeva neanche di aspettare Luz né chi fosse il padre. Si è scelto il nome Morena per i suoi capelli nerissimi e ha vissuto per tutti questi anni tra gli Apache. Ha cercato invano le sue origini e sperava che qualcuno l'avrebbe cercata e alfine trovata. Ma evidentemente i suoi cari la credevano morta. Data l'ora tarda decidono di passare la notte nelle baracche dei banditi. Il giorno dopo sarebbero tornati tutti alla riserva dove Lupe avrebbe passato il resto della sua vita accanto a Tex. Ma il mattino dopo nessuna traccia di Lupe e Luz. Toccandosi la testa dolorante, Kit racconta che le due donne se ne sono andate lasciando un biglietto. Lui era di guardia, ha cercato di fermarle e di avvisare il padre, ma Lupe lo ha colpito alla testa facendogli perdere i sensi. Tex legge il biglietto. Nella vita del ranger, capo di tutti i Navajo e loro agente indiano, non c'è spazio per lei e la figlia. Ha preso parte del denaro dei banditi che, anche se insanguinato, servirà per una giusta causa: dare una buona istruzione a Luz e farla crescere in una grande città. "Tex, se mi ami, non mi cercare" conclude la lettera. Tex capisce così di aver perso Lupe per la seconda volta. Chissà per quanto tempo il sorriso non comparirà sulle sue labbra.
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