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TWF - Tex Willer Forum

Black Jim

Cowboy
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Posts posted by Black Jim

  1. Il 12/06/2024 at 23:46, Piombo Caldo dice:

    Concordo su tutto.🙋‍♂️

    Sostanzialmente anch'io.

    Bene la Valle della luna

    (che mi pare fu scelta per una drlle prime colorazioni e pubblicata su Il Sabato, facendo infuriare Bonelli per la qualita' della stampa), ok anche i fiori(animali)- vampiri extraterrestri (annichiliti dall' alcol) ma la fantascienza con scienziati che partono con gli alieni stride con Tex per quanto possa essere ben scritta.

    Ho apprezzato i disegni tuttavia.

    <span style="color:red">16 ore fa</span>, Piombo Caldo dice:

    Io avrei preferito che Boselli in questa storia lasciasse più un alone di mistero sugli alieni, così ogni lettore poteva credere alla loro esistenza o meno.:old:

    Esatto, per lo meno Carson, che non li ha visti, nella vignetta finale  rimane libero di non crederci!

    <span style="color:red">7 ore fa</span>, Magic Wind dice:

     

    Ma più che i lettori a me sembra che siano gli autori a continuare a cercarlo il Tex di Bonelli, per fornirne delle integrazioni / personalizzazioni / modifiche non dovute e non richieste. Ovvio che a qualcuno la cosa fa venire il mal di pancia, ma te la vai a cercare. Tanto più che c'è già una collana dedicata allo scopo (la Tex Willer). Io mi associo a quelli che richiedono il ritorno a storie originali (senza agganci con quelle passate) 

    Concordo e soprattutto sulle STORIE ORIGINALI.

    • +1 1
  2. <span style="color:red">7 ore fa</span>, joe7 dice:

    Ora posso tirare fuori le conclusioni dei dati che mi avete fatto conoscere. Non pretendo di convincere nessuno, nè di aver ragione: quindi potete prendere questi dati come volete. Tutto è cominciato quando ho letto la faccenda di Diablero che diceva che Tex era stato proibito dalla Chiesa Cattolica. Ho voluto esaminare bene il fatto, perchè c'era qualcosa che non mi quadrava.

     

    Infatti, Tex, dalle mie parti era popolare. Un mio cugino lo comprava, anche un mio zio, e un altro parente mi aveva regalato l'intera serie. come vi ho raccontato. Ed erano tutti cattolici. Tex era conosciutissimo e tutti ne parlavano con ammirazione. Anzi, c'era una tal confidenza col personaggio che era entrato nel linguaggio comune: per esempio, si diceva: "Ehi, Aquila della notte!" per indicare un tizio particolarmente cretino che non arrivava alle cose più ovvie. E si parlava sempre di bistecche alte tre dita e una montagna di patatine. Magari questo somigliava al Tex di Nizzi, ma non credo, perchè lì siamo troppo avanti: sto parlando infatti degli anni '50-'60. Cioè in piena "proibizione cattolica".

     

    Io non sono passato attraverso il periodo delle "proibizioni cattoliche", visto che non ero ancora nato: comunque, se io non leggevo Tex, non è che facessi così perchè me lo proibivano. Semplicemente non mi interessava.

     

    Ho voluto vedere questo fatto più da vicino. Per prima cosa, queste "proibizioni" riguardavano solo i cattolici: quindi, chi non lo era, poteva benissimo fregarsene. Nessuno gli proibiva niente. Inoltre, queste "proibizioni", per i cattolici, erano delle indicazioni, dei consigli, ma non degli obblighi

     

    Inoltre, come capita sempre, indicare certe letture che non sono da leggere, stimola la curiosità in chi non le ha mai sentite nominare. E poi, c'è anche il brivido del proibito che viene stimolato. E' anche per questo che il famoso "Indice dei Libri Proibiti" della Chiesa Cattolica fu poi rimosso: non faceva altro che dare pubblicità involontaria.

     

    In sostanza, credo che la proibizione (riservata solo ai cattolici, ripeto) di leggere Tex non fece altro che far aumentare le vendite di Tex. Perchè, in questo modo, Tex veniva comperato dai non cattolici, per ripicca, e dai cattolici, per curiosità. E la qualità delle storie di Gian Luigi Bonelli fece il resto. Basta guardare i dati qui sotto, che mi avete fornito. 

     

    1949-1950: Raccoltine Tex

    1951: Da qui in avanti partono le dichiarazioni di proibizione dell'Apostolato Buona Stampa Cattolica che dicono di non leggere Tex (e altri, ma qui parliamo di Tex)

    Anni '50 - Il Grande Blek vende 400.000 copie, Capitan Miki vende 200.000 copie

    1954-1957: anni in cui esce Tex 1-29

    1958: esce Tex Gigante Seconda serie (il nostro Tex)

    Fine anni '50: strisce di Tex vendono 60.000 copie. Saranno pubblicate per vent'anni.

    1962 Inizia ad essere pubblicato sulle copertine il bollino di Garanzia Morale sui fumetti

    1962: inizia Diabolik

    1963: punto di svolta delle vendite: Tex Gigante Seconda serie da bimestrale diventa mensile.

    1964: inizia Tex Tre Stelle

    1964: iniziano Kriminal e Satanik

    1965: inizia Sadik

    1966: inizia Goldrake, il primo fumetto erotico

    1967 Fine bollino Garanzia Morale sui fumetti (che ormai non serviva più a un fico)

    1967: ultimo Tex a striscia inedito.

    1968: primo Tex inedito "La caccia", n. 96: inizia il periodo d'oro.

    1969: Jacula, uno dei primi fumetti erotici

    1972: ultimo Tex a striscia (ristampe)

    ANNI '60-PRIMA META' ANNI '70: aumento fino al top delle vendite

     

    Come vedete, anche con l' "Apostolato della Buona Stampa Cattolica", in cui si proibiva di leggere Tex, il successo di Tex fu tale che nel 1958 nacque il Tex definitivo, il Gigante Seconda Serie. Ma non è finita. Nel periodo 1962-1967 Tex mise sulle copertine il bollino "Garanzia Morale": e in quel periodo, nel 1963, si raggiunge il picco delle vendite con Tex che diventa mensile e anzi si pubblica la ristampa Tex Tre Stelle, tanta è la domanda. E, dopo il 1967, l'ultimo anno della "Garanzia Morale", inizia il periodo d'oro di Tex, che non sarebbe mai accaduto senza il successo degli anni precedenti. E credo proprio che una mano l'abbiano data proprio le "proibizioni". Tra l'altro, la Garanzia Morale, come vedete, non ha potuto fare un fico sui fumetti neri ed erotici.

     

    Ma ha fatto male la Chiesa a mettere queste "proibizioni"?

    Dipende in che modo le vedi. Quando vostra madre vi diceva da piccoli "Bada di non dire bugie!" esagerava forse? Apparentemente, sì. In fondo, che male fa una bugia innocente? E invece un male lo fa, e anche grosso: rompe il rapporto di fiducia, rompe il legame con la madre, che non è più solido; e poi da qui se ne possono fare di bugie ancora più gravi, si fanno cose di nascosto ancora più gravi, poi non si fanno più di nascosto e così via...e questo solo per una piccola bugia. Perchè non si fa il male grosso subito: nessuno si sveglia, si sente malvagio e va subito a rapinare una banca. Si inizia con le piccole cose, che, se trascurate, portano a grandi cose. Non esiste un male "medio", che resta fermo così: semplicemente si va sempre più giù, senza accorgersene.

     

    Ora, magari si esagerava nel giudicare certe scene di Tex? Forse. Ma chi metteva dei divieti sapeva cosa sarebbe successo dopo. Infatti, nel 1962 (l'anno dell'inizio dell'inutile Bollino di Garanzia Morale) iniziarono i fumetti neri come Diabolik,  Kriminal (1964), Satanik (1964), Sadik (1965). E che c'entra Tex con questi? Nulla, forse: ma le sue apparizioni come "Aquila della Notte" col cappuccio e come "Uomo della Morte" erano già delle anticipazioni. Poi arrivarono i fumetti erotici di Goldrake (1966); l'inutile Bollino di Garanzia Morale andò a remengo, poi vennero Jacula (1969) e gli altri. Da cosa nasce cosa, come vedete.

     

    In sostanza, si sapeva già sin dagli anni '50 che alla fine si sarebbe arrivati a fare questo tipo di fumetti. E si sapeva già che non c'era niente da fare, tra l'altro: le proibizioni cattoliche erano come le "Grida" manzoniane, non contavano niente. Ma almeno avvisare, almeno dire...non potevano certo farne a meno.

     

    Potete condannarli, se volete, ma ne capisco la logica. 

    Sottoscrivo quanto detto nel post e vale per tanti altre cose.

    Chi e' fedele nel poco e' fedele anche nel poco.

     

    Si puo' avere idee diverse su QUANTO qualcosa sia violento o sconveniente, ma che lo siano e ci vogliano dei limiti non ci piove.

    E, per chiarire, a me Tex e' sempre piaciuto, ma sono lieto della sua evoluzione piu' umana

    (non a caso mi rimangono sullo stomaco le poche scene in cui i nostri non contrastano un linciaggio=> si' sempre Kit Willer in Messico)

    e che... non si chiami "Tex Killer" se non  sotto falso nome!

     

     

  3. Il 30/05/2024 at 22:07, Poe dice:

    A me non pare "un errore grossolano": di solito si usa "con la", è vero, ma va bene anche "colla", non è sbagliato, 

    Vero, la tradizione poetica ha sempre accettato le preposizioni articolate col/colle e persino "pel" per il.

    Personalmente ho scoperto col/collo in Epica(Monti, Pindemonte) alle medie e lo uso da allora, molto più immediato di "con il".

    Certo "colla" si può equivocare coll'adesivo, ma il contesto chiarisce.

    Bellissima lingua l'italiano.

  4. 2 ore fa, joe7 dice:

     

    Nonostante i pareri contrari ricevuti in precedenza quoto Frank_one e Joe7 sul punto di poter fare terminare le storie alla loro conclusione naturale e non a multipli obbligati.

    2 ore fa, joe7 dice:

    Non è il numero di pagine il problema della narrazione, ma la capacità di narrare. Inoltre, personalmente sarei favorevole alla storia che finisce anche a metà albo, anzichè sempre all'ultima pagina del fumetto. Questo ha sempre portato a finali affrettati. 

     

    E' quello che ho sempre pensato. Per essere dei buoni sceneggiatori, oltre al talento, ovvio, è fondamentale avere una certa cultura. C'è molta ignoranza culturale e letteraria oggi: ma per saper raccontare bene è fondamentale leggere molto. I classici, per cominciare: Manzoni, Dostoevskij, Dumas, Melville, Shakespeare e così via; conoscere la lingua italiana, la storia, la geografia, le nozioni di base, poi approfondite. Sembrano cose che non c'entrano niente con una storia di cowboy e indiani: eppure, senza queste conoscenze, non puoi andare oltre a qualche vaga fantasia da nerd. Anzi, lo stesso discorso vale anche per i disegnatori.

    La cultura - quella vera, non la paccottiglia che danno sui telefonini, nel mass-media e nelle scuole (che sono di una superficialità spaventosa) - dà solidità e sicurezza in tutti i campi, anche in quelli del fumetto.

     

    La narrazione avventurosa deve essere avvincente, ma oggi non si ha intenzione - nè la capacità, penso - di farlo, semplicemente. Si tratta di una carenza culturale tipica del mondo d'oggi: lo vedo anche nei film, non solo nei fumetti. 

     

    E' necessario che vengano nuovi narratori. 

    Quoto Frank_one e Joe7: assolutamente d'accordo sul valore della cultura letteraria e generale, ma spezzo anche una lancia favore della scuola: è vero che tutto- dai progetti alle ingerenze delle università nell' Orientamento, al livello del culturame 2024 e non ultimo la soglia d'attenzione "nulla" dell' adolescente medio  dovuta allo smartofono-  spinge alla superficialità e all' appiattimento, ma vi assicuro che c' è chi si impegna per tenere un livello decente.

     

    Né, nonostante Covid & smartofono, tutti i nostri adolescenti sono fusi.

    SPERIAMO di avere nuovi autori/sceneggiatori d'avventura: NARRARE NECESSE.

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  5. È già stato detto da altri in passato, ma, anche se da ragazzino mi dava fastidio avere le storie interrotte a metà albo senza sapere "come finiva" (e spesso come iniziava!), tornare a non fare albi completi sarebbe un incentivo a fare ANCHE storie più brevi o -ove necessario- da quattro albi e mezzo senza giocarsi i finali.

    Non basterebbe, ma sarebbe qualcosa.

  6. Adesso, Leo dice:

     

    In realtà prende tempo con lo Sceriffo, gli chiede di poter verificare se le donne siano in salvo. Magari da lì in poi potrebbe inventarsi qualcosa, chi lo sa? ma la scelta narrativa è diversa: interviene il vecchio McLean, un personaggio a mio parere significativo, riuscito. Il suo ingresso in scena non è limitato a cavare le castagne dal fuoco a Tex, ma è finalizzato a preparare il drammatico e sorprendente finale, in cui il vecchio (che simboleggia una certa visione della vita) vince sul nuovo, ma al prezzo tremendo di uccidere una parte di sé.

    Magari, senza quest'intervento, Tex si sarebbe inventato qualcosa, chissà; ma non ce n'è stato bisogno, grazie a uno snodo narrativo accettabile (a mio parere, non solo accettabile, ma molto bello). 

     

     

    Il Tex di Nizzi non è mai stato quello di GLB. Quello del creatore era anarchico, incontrollabile, un vulcano costantemente in eruzione. Quello di Nizzi è stato sempre più pacato, più legalitario. Nizzi non è riuscito, nemmeno nei suoi anni migliori, a rendere al meglio questo tipo di caratteristiche di Tex. Come probabilmente non c'è riuscito nessuno dopo di lui. Il Tex di GLB è semplicemente inimitabile.

     

    Il campo in cui Nizzi ha forse eguagliato il maestro, o comunque è stato quello ad andarci più vicino, è in effetti quello dei dialoghi brillanti. L'ironia, la brillantezza, l'umorismo delle sceneggiature nizziane - del primo Nizzi - sono a mio parere tra le peculiarità più felici dell'autore modenese. C'è, dentro questi dialoghi, il cameratismo di un gruppo di amici, c'è la complicità tra di loro ma anche con il lettore, cui sembra quasi che Tex e pards strizzino l'occhio in un momento di comune divertimento; c'è una certa visione "leggera" della vita. Ma questo non significa che le storie siano solo bistecche e patatine. Queste sono solo un "tormentone", peraltro già esistente, che non è una mera scopiazzatura di GLB, ma è invece felicemente innestato in un contesto che funziona, che diverte il lettore, per il quale quel tavolo sotto cui stendere le gambe e sopra il quale gustarsi una bella birra e una bistecca alta tre dita è un momento di tregua dell'avventura, un momento di leggerezza di cui approfittare per "chiacchierare" un po' con i suoi amici del West. Le bistecche e le patatine di Nizzi erano - e lo sono ancora adesso, a rileggerle - davvero gustose, saporite, e la sua birra era dissetante. Lo sono state finché Nizzi si è divertito a scrivere Tex. 

     

     

    Poi non si è divertito più. Io credo che il problema del tardo Nizzi non fossero questi momenti, quanto il fatto che oltre a questi non c'era più nulla. Non c'era entusiasmo, non c'era passione, c'era il burnout, sempre più evidente nelle sue sceneggiature fiacche, noiose, alcune al limite del presentabile. La SBE avrebbe dovuto prendere dei provvedimenti, ma colpevolmente non lo fece, inducendo al burnout texiano anche molti lettori, cui il nome di Nizzi sul tamburino faceva ormai venire l'orticaria (me incluso, molte sue storie le ho recuperate solo dopo essermi iscritto al forum). 

     

     

    Nizzi è un uomo probabilmente rustico, di paese. Quando dice che i suoi lettori cercano in Tex "un bagno caldo" non li sta offendendo, anzi lo dice con simpatia. Quella stessa simpatia che poi ha saputo tante volte infondere nelle pagine delle sue storie, non solo di Tex. Io ho letto alcuni suoi romanzi, dei gialli ambientati in paese, gustosi e piacevoli, il cui punto di forza sta proprio nell'ambientazione in piccoli paesi di provincia, popolati da gente semplice, rustica, di una semplicità che non è un difetto ma una qualità, sinonimo di schiettezza, valori sani e umili, sincerità. Questo vuol dire Nizzi quando chiama "semplici" i lettori, e queste a ben pensarci sono anche le caratteristiche di tanti suoi personaggi anche in Tex: lo sceriffo non eroico ma persona perbene, il vecchietto simpatico, l'anziano lavoratore che ha faticato una vita in miniera o a zappare la terra, il buon frate un po' tocco. "Semplice" per Nizzi è un pregio.

     

    Ma questa sua visione di semplicità è stata anche, a lungo andare, un limite. Che è venuto fuori però solo quando non ce l'ha fatta più. Prima, Nizzi non ha scritto storie semplici per sempliciotti. Le sue storie potevano essere gialle, con La locanda dei fantasmi ha introdotto l'elemento psico-noir, molto suggestivo, c'erano le storie di congiure (I Cospiratori, Attentato a Santa Fe, Gli uomini che uccisero Lincoln), c'erano le storie commedia (La Congiura, un vero spasso, La leggenda della vecchia missione, indimenticabile), le storie drammatiche (Anderville, l'Uomo senza passato, Fiamme sull'Arizona, Le Colline del Vento, Furia Rossa), storie robustamente western (La grande Rapina), storie fantasy (Nelle paludi della Louisiana), storie del Grande Nord, ecc. Storie varie, ricche, ben costruite, avvincenti, scritte sempre per quel pubblico che lui considera semplice, ma che rispetta e che vuole far divertire.

     

    E' solo dopo, quando è arrivato al burnout, che ha confuso la semplicità dei lettori con la dabbenaggine: ma qui a mio parere è più una versione di comodo che si è auto-costruita, perché semplicemente Nizzi a un certo punto non sa più cosa scrivere, non si diverte più, e giustifica le sue storie sempre più insulse trincerandosi dietro la presunta semplicità del lettore. E qui, in questa fase, viene fuori impietosamente il carattere dell'uomo, che litiga con Sergio Bonelli, che - più tardi ancora - viene richiamato da Boselli ma nei confronti del quale si comporta in maniera a dir poco ingenerosa, che si lascia andare a giudizi sulla Bonelli che fanno capire più cose di lui che li esprime che non della Bonelli che ne è vittima.  E' qui che Nizzi manca di rispetto. Al suo vecchio editore. A chi lo ha arricchito. A chi lo ha richiamato. Al lettore. Ma, prima di tutti, a sé stesso. 

    Bello, grazie Leo.:Ave:

    • Thanks (+1) 1
  7. Il 5/5/2024 at 08:40, Diablero dice:

    Oggi, per caso seguendo un link a una cosa diversa, mi è capitato di trovare un articolo su questa storia di Marco Gremignai, risalente a ben tre anni fa, sul "nuovo" uBC, qui:

    https://magazineubcfumetti.com/2021/07/26/tex-i-due-rivali/

     

    L'articolo fa considerazioni interessanti e consiglio di leggerlo, e Gremignai fa un opera più che meritoria: si è messo a confrontare l'edizione originale di questa storia con quella sulla "nuova ristampa". Ed è un massacro...  hanno cambiato i testi un po' ovunque! Sapevo dei balloon cambiati, e di "alcune" modifiche, ma non avendo mai comprato ristampe di storie così tarde non sapevo che ci fossero tante modifiche nei numeri dopo al 200!

     

    Cito:

    [...]

    Sfogliando l’edizione “Tex Nuova Ristampa” della storia in oggetto, notiamo diverse modifiche rispetto all’originale, a parte il rifacimento dei balloon e molte correzioni e/o aggiunte riguardanti le onomatopee. Riportiamo qui di seguito alcune tra le modifiche più significative.
    N.214: la domanda di Carson “A che guardi?” diventa “Cosa guardi?” (pag.5);
    alla frase di Carson viene aggiunto un “allora” finale (pag.6, vignetta in alto a sinistra);
    la frase “Veloce come il fulmine, è stato” viene ribaltata, facendola cominciare con il verbo (pag.7);
    viene eliminato l’“Ugh!” pronunciato dall’indiano (pag.8);
    “fuori dalla riserva” viene sostituito con “girovagando” (pag.14, vignetta centrale);
    “che” viene sostituito con “cosa” (pag.19 in basso a sinistra; 68 centrale);
    dal pensiero di Don Pedro “…quanto costa lo sfidare e insultare un Don Pedro Cortez!” vengono eliminati “lo, un” (pag.24);
    “Buen dia” pronunciato da Don Carlos diventa “Buenos dias” (pag.25);
    “quel” viene sostituito con “quello” (pag.27, 30 e 75 vignetta centrale; 77 e 112 in basso a sinistra);
    la battuta “… non vedo il momento in cui arrivi…” pronunciata da Kit diventa “Non vedo l’ora che arrivi…” e “batterie” viene sostituito con “carte” (pag.28);
    la frase di Kit “Manuela è una bella ragazza e per di più la sola ereditiera del patrimonio dei Montoya…” diventa “Manuela è una bella ragazza e, pur essendo la sola ereditiera del patrimonio dei Montoya, è un tipo molto modesto ed è priva della solita boria dei ricchi” (pag.39);
    vengono sostituiti “Buen dia” con “Salve!” (pag.44), “voler” con “volere” (pag.46), “avevamo” con “abbiamo” (pag.48), “Ch’io sia…” con “Che io sia…” (pag. 67), “anch’io” con “pure” (pag.83), “col” con ““con il” (pag.85), “Valle de los caballos” con “Valle de los caballeros” (pag.92), “sino” con “fino” (pag.110), “buttar” con “buttare” (pag.112, 114);
    “bellissima ragazza” diventa “bellissima e bravissima ragazza” (pag.53);
    viene aggiunto “avremo” prima di “parlato” nella frase di Don Carlos (pag.64,centrale);
    la battuta “mi lascia tutto sconvolto” viene sostituita da “è sconvolgente” (pag.77);
    la frase di Tex “Di esser prima o poi inseguiti, devono averlo pensato…” viene modificata in “Devono aver pensato che prima o poi sarebbero stati inseguiti…” (pag.81);
    “soliloquio” viene sostituito con “pensieri” (pag.93);
    l’esclamazione di Manuela “Mio Dio!” viene sostituita con “?!” (pag.105);
    viene eliminata la domanda di Tex “Tutto bene?” mentre alla risposta di Carson viene aggiunto all’inizio un “Qui” (pag.107).
    N.215: “la mia banda” viene sostituito con “i miei ragazzi” (pag.13), “fu” con “è stato” e “aveva detto” con “ha detto” (pag.14);
    la parte finale della frase pronunciata da Don Carlos “…sarebbe un’impresa quasi disperata il ritrovarli” diventa “…ritrovarli sarebbe un’impresa quasi disperata” (pag.17);
    anche la parte finale della frase pronunciata da Carson “…al primo gesto ostile con una bella scarica di piombo!” viene invertita (pag.25);
    “metter” viene sostituito con “mettere” (pag.26);
    viene eliminato “señor” all’interno della frase pronunciata da Tex (pag.38, in basso).

     

    -------------------------------------

     

    Per albi così recenti, che si trovano a pochi euro usati, NON FIDATEVI DELLE RISTAMPE BONELLI, MAI!

     

    Meglio avere il VERO albo uscito ORIGINALE all'epoca, anche magari in condizioni non perfette, che avere queste versioni rimaneggiate, apocrife e "riscritte" anche se nuove luccicanti...

     

    Attualizzazioni penose nella loro pratica ente assoluta inutilità!

    Alcune correzioni poi d

    sono addirittura peggiorative...☹️

  8. Il 24/4/2024 at 17:32, frank_one dice:

    texwiller67-el-diablo-rossa-2.png

    L'ho scurita leggermente. Nelle copertine non è che fosse proprio rossa, spesso era amaranto.

    Molto bella, ma la scurirei ancora un po', ma è 

     

    Il 24/4/2024 at 16:53, frank_one dice:

    Intanto in un universo alternativo..

    texwiller67-el-diablo-rossa.png

    In effetti così sembra El Diablo contro Trinità (che deve aver rammendato la camicia!).

    Il 24/4/2024 at 17:32, frank_one dice:

    texwiller67-el-diablo-rossa-2.png

    L'ho scurita leggermente. Nelle copertine non è che fosse proprio rossa, spesso era amaranto.

    🤔👍Bella!😄

  9. Adesso, Condor senza meta dice:

    ... patente ...che quest'anno il giorno del mio compleanno dovrò rinnovarla. :D

    A dire il vero, mi ricordava un carabiniere che mi ha recentemente fermato in un posto di blocco, che in quei giorni mi scade pure la revisione dell'auto, quindi non c'è male come regalo l'esborso previsto. :D

    Sì, questa nuova scadenza col compleanno sarà comoda per non scordarsi la data (? ¿Ma se ti scordi l'anno?😀), ma non costituisce certo un "bel regalo" anche dolo per la burocrazia.

    • +1 1
  10. <span style="color:red">2 ore fa</span>, Diablero dice:

    io proporrei di riassumere Nizzi (ovviamente, con una clausola che se apre di nuovo bocca in pubblico, gli arriva un multone, e con un tariffario da autore "normale", non ha senso strapagare per certa roba) e dedicargli ufficialmente la collana dei Maxi, rinominata da "Maxi Tex" in "Nixi Tex".

     

    1) Assodato che ci sono fan a cui quei "dialoghi frizzanti" (boh,l'avranno ri-gasato con la CO2, le ultime volte pareva la ferrarelle lasciata al sole due anni, manco una bollicina in tutta la bottiglia...) piacciono, e quindi c'è mercato.

     

    2) Assodato che 4000 pagine all'anno fanno passare la voglia di leggere Tex, e quindi bisogna tagliare.

     

    3) Assodato che alla Bonelli i soldi che arrivano da 2 maxi tex all'anno piacciono e non ci rinunceranno mai.

     

    ...direi che sarebbe la soluzione perfetta: la fame di "grana" della Bonelli viene saziata dai fan di Nizzi, che pagano il privilegio dell'avere nuove storie di Nizzi, e chi non sopporta Nizzi può finalmente essere sicuro che i maxi li può lasciare tutti in edicola, risparmiando sia i soldi che il tempo di lettura senza avere la numerazione altalenante in libreria (io non ce l'ho perchè da quando ho smesso di prendere tutto ho visto solo Maxi felicemente evitabili, ma questa storia che in futuro usciranno di nuovo Maxi scritti da Boselli mi preoccupa, mica voglio doverne comprare altri numeri...)

    Mi associo a quanto detto da @Leo, a me andrebbe bene!

  11. <span style="color:red">15 ore fa</span>, Diablero dice:

     

    Io avrei preferito la prima versione, mentre la seconda  mi convince meno di quella poi scelta, ma sono tutte di livello; non c'è  bisogno di dirlo, però  che bravo Villa!

    E grazie al forum portoghese per le immagini dei bozzetti.

  12. Il 28/3/2024 at 18:01, Diablero dice:

     

    Agli inizi della sua strada nelle "riviste d'autore"...(Orient Express) ancora fa storie western tipo "l'Indiana Bianca", ma già si nota la debolezza delle sue sceneggiature.[...]

     

    A differenza di Angelo, io posso anche apprezzare un fumetto basato solo sui disegni: basta che i testi si levino davvero di mezzo, tipo Harzack di Moebius, e non stiano a rompere le scatole in mega-ballons pallosissimi e scritti male. 

    Quoto in toto!

    Peccato che non sia intervenuta la redazione a riscriverli/ridurli, ma forse come "autore d'autore" era "insindacabile"? 

     

    I disegni erano bellissimi, sulla trama... chiaramente fuori continuity, ma direi proprio "fuori serie", tuttavia rimangono i dialoghi in quella storia ad essere una vera piaga!

    Il 28/3/2024 at 18:01, Diablero dice:

     

    E la cosa peculiare è che... Tex è stato disegnato NUMEROSE VOLTE da disegnatori migliori di lui [...]E si sono approcciati a Tex con molta più umiltà e senza bizza da primadonna.

     

    Ma purtroppo, alla Bonelli ce ne sono tanti che si sono bevuti la storiella del "fumetto d'autore".

     

     

    Non ricordo, Sergio era già morto o il cartonato fu "approvato" da lui?

     

  13. <span style="color:red">49 minuti fa</span>, Letizia dice:

    A proposito di politicamente corretto.

    In questi giorni ho rivisto per l'ennesima volta i Blues Brothers.

    A parte il fatto che i nazisti dell'Illinois ci fanno una figura di m...a e che si tratta di satira antinazista, ma il loro capo dice "... l'ebreo sta usando il negro ..." e io, sarò profondamente scorretta, ma preferisco di gran lunga la frase originale piuttosto che "... l'israelita sta usando l'uomo di colore ...".

    "Io odio i nazisti dell'Illinois"cit.

    Gran film :wub:

  14. <span style="color:red">17 ore fa</span>, frank_one dice:

    Non sono sicuro di apprezzare questi adeguamenti. Se Bonelli aveva piazzato un cinese e ora Boselli lo trova fuori luogo, preferirei che quest'ultimo si inventasse qualcosa per spiegare come c'è capitato un cinese in quel posto insolito, piuttosto che sostituire un cinese con un messicano. Anche perché c'è il rischio di far passare il messaggio che uno straniero vale l'altro.

     

    Revisioni a parte, ho apprezzato molto questo secondo albo.

    Ghion mi sembra ancora meglio che nel primo: magistrale! Con certi disegnatori così bravi comincio a chiedermi se faccio bene a seguire la serie Tex Willer comprando gli albetti mensili o se forse non dovrei recuperare queste storie tramite i volumi da libreria che le ristampano in un formato più grande.

    Ho trovato qua e là qualche dialogo poco naturale, come se chi scrive senta il bisogno di spiegare ogni cosa. Serviva che Tex mi spiegasse che si mette i fiammiferi dietro l'orecchio per non bagnarli? Serviva che i banditi mi spiegassero di cosa si occupa la Wells Fargo? O quei dialoghi per spiegarmi che Dinamite sembra comprendere quello che gli si dice? Si cade un po' spesso nel didascalico, quando invece mi aspetterei dialoghi un po' più sporchi, veristi, soprattutto quando a parlare sono furfanti e rapinatori. Siamo nel vecchio west, dannazione!

    Bell'albo, però condivido  ampiamente la pesantezza e inutilità di alcuni dialoghi iperdidascalici: sarebbe bene eliminarli e dove possono sembrare un po' più naturali, asciugarli e renderli più  incisivi, limitando il numero delle parole (sì, sarebbe bene farlo anche nei miei post, lo so 😅).

    Fortunatamente non sono tutti così e la seconda parte dell'albo fila via meglio, anche per la trama.

    Però anche cose come "E [la pista] porta qui, in questa piccola valle! Qualcosa mi dice che sono vicino alla meta"p11 danno fastidio.

    Se proprio occorre, non bastava "Ci siamo: devono essere qui vicino!".

       Intendiamoci, Borden sa il fatto suo (e da quel che ho letto sul forum parrebbe che i lettori "del 2024" si siano abituati cosi-¡ma si sono abituati MALE😅! Oh yes!) tuttavia è in atto una serpierizzazione*dei dialoghi che a me disturba.

     

    * Vedi il primo cartonato alla francese col Tex fuori continuity: disegni magistrali, dialoghi da elementari.

    E in realtà "da elementari" e lì solo per assonanza, si tratta di dialoghi semplicemente  inutili, pesanti e, in una parola PESANTI!

    Qui non siamo però a quei livelli, grazie a Dio!

  15. Il 16/3/2024 at 21:48, Mister P dice:

    Allora perché usi ¿ e ¡ ?

    L' ho imparato sbirciando la "trascrizione fonetica" quando studiavo (e NON imparavo) la pronuncia inglese alle medie, c'era anche questa notazione ¡xxc! ¿yyy? che viene appunto dallo spagnolo.

    Mi viene utile per sottolineare la parte da leggere come esclamativa o interrogativa (ovviamente solo negli scritti informali). L' ho usato in passato, poi semplicemente m'è capitato di digitare "¡" tenendo pigiato "!" e mi è tornato in mente e l'ho recuperato anche perché, pur non conoscendolo, ho un debole per lo spagnolo, anche grazie a Tex.

    L'inglese invece l'ho studiato, ma non lo sfango (nemmeno su Tex, in effetti, amo parole come "amigos" mi va bene "metis", ma già storco il naso per blackfoot dato che esiste da sempre l' equivalente Piedi Neri 🙂).

    Grazie a Dio nel mio lavoro non ne ho bisogno o sarebbero guai.

    ¡Un saluto a tutti!

  16. <span style="color:red">8 ore fa</span>, Laramie dice:

     😝 Personalmente, al netto di qualche sbavatura più che comprensibile, ho trovato il segno di Font galvanizzato da questa storia, evidentemente l'aveva sentita in modo particolare. L'ambientazione canadese, poi, si sposa benissimo con il suo tratto attuale. 

    Ora io non sono assolutamente un esperto di disegno, ma mi viene da pensare che l'ambientazione innevata gli sia più congeniale rispetto a quella tipicamente western dove invece, per rendere al meglio, occorre abbondare con segni e dettagli e più abbondi più incappi nelle sbavature, ecc.

     

    <span style="color:red">17 ore fa</span>, Poe dice:

    Alcune critiche a questa storia le condivido, altre proprio no. Per esempio questa:

    Non c'è nessun dramma psicologico?:dubbioso:  La storia ruota proprio su questo, su una mancata elaborazione del lutto da parte di Lagarde, che non riesce ad accettare la morte della fidanzata né del suo amico Larry (che è costretto ad uccidere proprio nelle primissime pagine per alleviargli le sofferenze), finendo per sentirsi in colpa e dialogare continuamente coi loro fantasmi che lo tormentano.

    E' un uomo fin dall'inizio sull'orlo del suicidio, che non ha più motivi per vivere, che vorrebbe ricongiungersi coi morti e che riesce alla fine a salvarsi solo grazie a Nadie prima, e a Tex poi, nella bellissima vignetta finale che da sola vale il prezzo dell'albo, quando Tex lo strappa dalle gelide acque, pensando: "Te la caverai Lagarde. E' tempo di ricominciare a vivere!"

    Un finale che - diciamo la verità - nessuno, neanche i più saputelli del forum avevano immaginato. :lol:

     

    Altra critica sbagliata, OBIETTIVAMENTE sbagliata:

    Non è proprio così: a p. 64 del secondo albo il capo dei Blackfoot dice a Jim Brandon, una volta capito che i colpevoli sono i trafficanti di whisky: "Voglio trovare quegli assassini più di quanto vogliate voi!"... "I miei guerrieri e io faremo la nostra parte", ecc. ecc. e per il resto della storia il capo Blackfoot accompagnerà Tex e gli altri combattendo nel finale e facendo fuori i trafficanti, persino quelli che si erano arresi, dicendo alla fine: "Giustizia è fatta!"

    Ragazzi, leggete meglio prima di fare critiche tranchant...:lol:

     

    Una critica che invece condivido è il finale affrettatissimo in cui Boucher e gli altri vengono fatti fuori piuttosto facilmente, soprattutto se paragonato alle lungaggini un po' noiosette in cui i Blackfoot si confrontano con le Giubbe Rosse e Tex, facendosi convincere da loro un po' troppo facilmente (considerando la rabbia che li aveva accecati fino a quel momento).

     

    Osservazione che invece mi sembra esagerata:

    Tex e Carson ogni tanto sbagliano, è sempre stato così. A volte si fanno infinocchiare, a volte valutano male la situazione, a volte gli avversari sono molto abili, a volte i nemici sfuggono momentaneamente alla loro caccia, fanno perdere le loro tracce, ecc. ecc. Ma se Tex e Carson sbagliano vuol forse dire che tutto ciò che combinano gli avversari dopo che i Nostri non sono riusciti a  fermarli o se li sono lasciati sfuggire è colpa loro?

    Se questo fosse vero le soluzioni narrative per rendere Tex e Carson moralmente irreprensibili sono: 1) Tex e Carson non sbagliano mai, sono perfetti (sai che barba!:rolleyes:) 2) Gli avversari vengono subito e definitivamente resi innocui non appena entrano in contatto con i Nostri (ma allora sì che le storie diventano davvero prevedibilissime!:lol:)

     

    Un paragone tratto dal n. 18 "Dodge City". Carson, che doveva affiancare il sospettato Sterling detto "Lupo grigio", si becca una botta in testa, con Sterling che nella vignetta gli dà pure dello "scemo".

    Tex.jpg

    Sterling nel seguito della storia - bellissima, splendida avventura di GLB - darà del filo da torcere ai Nostri causando la morte di tanti coloni per mano degli indiani guidati da lui. Dovremmo dire che la morte dei coloni è imputabile tutta alla dabbenaggine di Carson? Nessuno credo l'abbia mai pensato.

     

    Comunque, tornando a Ruju, mentre nel primo albo secondo me riesce a rendere interessanti le due storie parallele (quella di Tex e Carson con Frank e quella di Lagarde coi suoi fantasmi), nel secondo albo no, visto che l'attenzione del lettore è tutta per Lagarde e Nadie, mentre la parte che riguarda Tex è piuttosto telefonata e noiosetta.

    Concludendo, primo albo da 7, secondo albo da 6.

    Voto complessivo: 6,5

     

     

     

    Quoto @Poe, ottimamente precisato: anch'io non ho capito alcune critiche(ma altre sì!), alla fine Piedi Neri e Giubbe Rosse si limitano a ritardare il loro arrivo, mica disertano, e intanto mandano in avanscoperta i loro campioni.Certo poi bastano loro a far piazza pulita, ma non c'è errore in questa scelta.

     

    Idem su Tex, che è convincente con la sua osservazione che Lagarde avrebbe potuto uccidere gli indiani sopravvenuti (quello che è meno convincente è il fatto che i Piedi Neri accettino di parlare con Jim Brandom invece che attaccare subito pur desiderando combattere; e attaccare, dopo aver parlamentato, sarebbe stato un massacro come argutamente osserva Jim).

     

    Tutto sommato bene la storia tra Nadie e Lagarde (avrei preferito qualche vignetta muta in meno e qualche nuvola SIGNIFICATIVA in più, ma ci sta la scelta di Ruju, lo sceneggiatore è  lui e bella la scena in cui Nadie segue il "suo uomo").

     

    Ho trovato invece un po' troppo tutto insieme non la botta inferta a Carson in sé (no problema), ma che accada proprio mentre Tex (appena arrivato) sta parlando coi Black Foot e Jim (troppe coincidenze, per me si poteva sceneggiare meglio).

     

    Poi Big Frank veramente malvagio nell'uccidere il suo amico per un binocolo e una spiata e molto "fesso" a sperare di poter fregare Tex e Boucher(¡ma probabilmente non aveva letto i precedenti 760 numeri più i bis, ahilui!), ma bella l'idea di ricattare Lagarde perché uccida Boucher.Tutto sommato bene caratterizzato👍.

     

    Da parte sua Boucher, per uno che ha fatto sterminare indiani e Giubbe Rosse, si è rivelato un avversario da poco (fin dalla scelta degli osservatori lasciati indietro e della sorveglianza della sua valle- scegli due tonti? Poi ok nel finale eri allo scoperto e vada anche per l'agguato all'alba di Lagarde, ma andiamo: Tex a cavallo da dove è uscito, i suoi uomini dormivano ?).

     

    Ho invece trovato obiettivamente stancante e sfribiante la parte introduttiva con molti dialoghi inutilmente logorroici e vuoti se non didascalici.

     

    Come sempre erroneo per me la strage degli indifesi/arresi, ok la compie un "selvaggio" indiano e tutti proviamo empatia con la sua vendetta (tutti in realtà no!Diciamo comprensione)

    e ok Carson grida "Rowtag no!".

     

         ¿¿Ma non è presente Jim Brandon che avrebbe il dovere di arrestarlo anche se i tre probabilmente sarebbero stati poi condannati 

    a morte??

    <=>

    Tanto più che "come sempre" Tex fredda Boucher DOPO essersi fatto sparare, lui.

     

    Qui non c'è la scusa di Kit Willer che è solo e in Messico...

        Certo nel finale affrettato Ruju ha buon gioco a non dover riprendere la cosa (e credo sia passata sotto silenzio), ma sarebbe stato necessario almeno due vignette della serie: Jim Brandon "Dovrei portarti al Forte e farti impiccare...Ehm no, ho bisogno della pace coi tuoi e dopo tutto erano assassini", cosa che ovviamente difficilmente Jim avrebbe potuto dire, oppure Kit:"Che ne pensi Jim, dopo tutto è stato accecato dalla vendetta", Jim "Non ho visto niente-ero impallato da Tex!!😂-, tutto gli uomini di Boucher sono morti nella battaglia, no?".

    Per me stonatura grave

    (ma in linea col "carattere" quel che ricordo delle sceneggiature di Ruju).

     

    Invece bene che nell'ultima pagina, bellissima, Lagarde non torni da Nadie, gli auguriamo di farlo (dove la trova un' altra donna così?) e di tornare prossimamente nella collana oltre che nella colonna dei Monties, ma giusto che con Tex (finalmente superuomo: due salvataggi in acque gelide, praticamente impossibile o "da Tex"👍) ci sia la sua fidanzata a salvarlo.

     

    Infine, concordo con @Laramie sui disegni di Font.

    Non mi fa impazzire e qualche posa mi è sembrata un po' legnosa, quasi goffa, ma i personaggi sono riconoscibili e le scene gustose e ben realizzate, concordo anche sul fatto che l'ambientazione ha aiutato,         ¡sempre bello il Canada

         delle Giubbe Rosse!

    Sempre bella la copertina di Villa.

    Sempre bello leggere Tex e questa volta con un Ruju sorprendente ¡e positivo!

     

    Copertina 8

    Disegni 7,5

    Soggetto 8

    Sceneggiatura* II ALBO 6

    (Dialoghi 5)

    Finale 10

    Voto complessivo II ALBO 7-

     

    *Per la precisione:

    parte preparatoria (4), troppo lenta e un po' inverosimile tutta la parte blackfoot,

    (poi sentinelle sceme e ci può stare, ma sfortunatissime=>Tex passa e sale sul monte proprio mentre si fanno il caffè?!), arrivo a pelo dei nostri (6), sparatoria con uccisioni a sangue freddo e Lagarde che toglie il cavallo a Jim Brandom e fa presagire pessimo finale (2), ma  Finale NON alla Ruju DIECI-10-DIECI, una lieta, felice, sorprendente sorpresa che dà senso ai due albi (e relativi fantasmi).

    poi certo "a logica" l' avventura dovrebbe finire con l'arresto di Rowtag e una "bella" rivolta indiana

    ¿magari in un prossimo albo? ma in realtà spero che Ruju ce la risparmierà...

    ne sono sicuro anzi!

  17. Il 15/3/2024 at 15:07, frank_one dice:

    Letto e apprezzato il primo albo. Ottima prova di Ghion (che ancora non conoscevo), a parte quando in un paio di occasioni nel ritrarre i volti dei personaggi lontani piazza una chiazza nera informe al posto degli occhi, cosa che mi ricorda certi incubi generati dall'AI. Non vedo l'ora di leggere il seguito e sono curiosissimo di vedere Tex abbandonare per la prima volta la sua casacca con le frange in favore della camicia.. rossa! Sì, vorrei quella rossa sulle copertine, almeno per un po'. Per quella classica gialla c'è tempo!

    Tex giovane fuorilegge: giacca con le frange

    Tex giovane ranger: camicia rossa

    Tex adulto: camicia gialla

    Una bella idea:

    ¡il ritorno della camicia rossa!🙂 ¡SOTTOSCRIVO! 🙂

  18. Il 1/3/2024 at 14:39, virgin dice:

     

    Che è la stessa risposta, con i medesimi esempi, fornita da Craxi illo tempore quando gli si rimproveravano le sue simpatie per Arafat. Andreotti, più sobriamente, diceva: "Fossi nato in un campo profughi in Giordania, sarei diventato un terrorista anch'io"; Cossiga si limitava a dire che definire Arafat un terrorista fosse una bestialità.

    Pentapartitico e basatissimo Borden.

    Vero.

    Comunque, pur apprezzando Shane

    -e non Danny, il traditore!- trovai la storia troppo violenta, bella intendiamoci, ma sopra le righe=>

     

    (anche se non quanto il Kit Willer che si rassegna ad assistere a un linciaggio in Messico🤔😑☹️😭😭)

     

    =>: lieto però di venir sapere da @Leo che il ragazzo sia stato "solo ferito", ne sarà lieta pure sua madre!😄.

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