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TWF - Tex Willer Forum

ciro

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Everything posted by ciro

  1. Pedro Mauro per gli esterni Cestaro, Bocci, Benevento Piccinelli e Rubini non inferiori ma ancora acerbi, Della Monica , Bacileri non più di una storia breve Saudelli, forse
  2. Condivido quanto da te espresso. Tuttavia una storia con una bionda ed una mora con TEX, penso proprio che si possa dire "SPECIALE" Poi valuteremo dopo la lettura. Dalle Tavole postate in anteprima mi sembra chiaro che la storia sia stata realizzata agli inizi della serie e quindi doveva essere pubblicata qualche tempo fa, non solo per la tavola già presente nel n. 0, ma anche dal tipo di pantalone e stivali di Tex , identici al primo Galep .
  3. SEMPLICE ! una storia inedita di Tex di 128 pagine pubblicata nello "speciale " di natale della serie Tex Willer. Speciale perché offerta fuori serie mensile. parafrasando una nota "influencer": Semplice, è difficile sbagliare !
  4. Caro Diablero a me sembra che i "tre piccioni" lascino nella neve fresca le impronte (vignetta 2 di pag. 20) che indicano le direzioni che hanno preso ed il vecchio Carson le nota subito, illuminate dalla lanterna (vignetta 1 di pag. 20) quindi intuisce le loro posizioni. Questo giustifica la sua sicurezza . Il Giusfredi sceneggia la tavola in modo encomiabile e coerente ( bellissima anche la vignetta di Carson sorridente messa in contrasto al "Piccione" dietro l'albero. A me questi passaggi divinamente disegnati da Gomez , mi hanno invece divertito moltissimo. Altro che "Tamarrata"
  5. Si, tratto "ticciano" , penso, dalle tavole in anteprima , che su TW abbia fatto un buon lavoro, tutttavia attendiamo per un giudizio definitivo. Ho buone speranze anche sui testi di Rauch ! la sua storia pubblicata qualche mese fa con i disegni di De Angelis mi piacque moltissimo.
  6. ... ecco perché preferisco il bianco e nero ...
  7. Scusami ma non riesco a comprendere quanto tu affermi ! Non ho mica detto che Kit bisogna vestirlo come Tex ! Kit ormai non è più un adolescente e proprio perché gli autori (sceneggiatori e disegnatori) lo rappresentano ormai adulto seppur con irruenza giovanile e con un suo carattere ed una personalità autonoma rispetto al padre, a mio avviso mi sembrano antiquati per il suo vestiario i colori giallorossi della camicia ed i pantaloni verde pisello . Colori che non trovano nemmeno riscontro nel vestiario del periodo tardo ottocentesco in cui sono ambientate le sue storie. Sarebbe opportuno rivederli per una maggiore attinenza al periodo storico e per dare anche formalmente un aspetto più consono al giovanotto del resto tale operazione è stata fatta con Tiger ( ricordate gli improbabili pantaloni viola delle vecchie copertine ? sostituiti con un colore marroncino che ci lascia pensare a dei pantaloni in pelle, più naturali per un Navajo )
  8. Sembra che tutti siano concordi che i colori giallo/rosso/verde dei vestiti di kit Willer, probabilmente giustificabili 40 anni fa e per l'adolescente Kit , siano completamente "ridicoli" oggi. Questa incongruenza risalta nel Color dove la Zuccheri ha rappresentato un Kit giovane adulto con una maggiore introspezione del personaggio, seguendo l'ottima sceneggiatura di Ruju. Mi rivolgo al "curatore" Boselli per chiedergli se non ritiene anche lui ormai necessario rivedere questi colori ? anche perchè lo stesso Boselli sta cercando di delineare un figlio di Tex che abbia maggiore autonomia ed un profilo caratteriale ormai da adulto e quei colori , ripeto, riducono enormemente questo lavoro.
  9. Beh, in effetti, ogni tanto si potrebbe cambiare il colore della camicia di Tex (principalmente nei toni del Rosso,... ); Qualche giorno fa ho rivisto il bel film di Eastwood "gli spietati" dove l'attore indossa una bellissima camicia color melagrana con bandana/cravatta nera alla Tex , veramente gradevole. Tuttavia i colori che non digerisco proprio sono gli improbabili colori del vestiario di Kit Willer. La camicia gialla con pettorina rossa su pantaloni verde pisello sono veramente ridicoli e con il numero crescente di albi in Color (vedi l'ultimo "la Gazza ladra", dove Kit svolge un ruolo di prim'attore risulta veramente anacronistico con il rosso-giallo-verde. Giustificato solo, in questo caso, dalla presenza del Carnevale dove si mimetizza bene. Penso che un cambio dei colori ne migliorerebbe anche la percezione "psichica" del ragazzo. Nel tempo la SBE ha corretto per gli altri pards i colori assurdi di primi anni , quali il viola del pantalone di Tiger o il verde acceso di quelli di Carson , tuttavia per Piccolo Falco dobbiamo sorbirci l'arlecchinata, che non ha alcuna attinenza con i colori del periodo del secondo ottocento, mah ... speriamo in un futuro ravvedimento.
  10. Io vedo la nuova versione aggiornata, con la faccia del soggetto diventato di "colore" , sicuramente la copertina è più "leggibile", tuttavia penso che è l'espressione del volto Tex che non mi convince, volto cupo, troppo preoccupato, quasi impaurito oltre alla testa non proporzionata e che rende il tutto poco gradevole
  11. Cari Pards Seguo il Forum da anni e mi fa piacere essere parte di una comunità seppur virtuale che si interessa di un mio "hobby" che coltivo sin dalla prima fanciullezza. Mi interessa soprattutto conoscere le anticipazioni e le opinioni di tanti lettori. Mi fa molto piacere conoscere anche le idee del curatore e degli altri autori e di tutti voi , Tuttavia Non ho molto tempo per rispondere , né approfondire oltre un certo limite, per cui mi scuso se non ribatto a chi mi ha risposto in modo puntuale. Ribadisco che rapportando il costo di un fumetto Bonelli con altri piccoli beni voluttuari e di piacere ( da un gelato , alla tazzina di caffè,...) possiamo certamente affermare che è veramente minimo e popolare , nonostante sia sempre più un prodotto di "nicchia" rispetto al passato. Quando ero ragazzo, potevo solo immaginare e sognare : avventure di Tex in formato gigante(TEXONE) o in formato cartonato a colori (alla francese)o le nuove avventure del giovane Tex, scritte nel rispetto delle caratteristiche del personaggio , ma inserite in un contesto storico abbastanza aderente alla realtà dell'epoca ed altre offerte che oggi la SBE ci offre . Le apprezzo e le compro. Non tutto mi piace e non sono esente dal criticarle . Ad esempio anche le ultime storie di Nizzi pubblicate le considero una iniziativa poco riuscita , tuttavia ci sono lettori che hanno gradito questa iniziativa. Non riesco a rispondere a quanti "criticano" o non condividono le mie posizioni in maniera puntuale , ribadisco che molte volte ritengo alcuni commenti veramente esagerati, ovviamente ognuno di noi ha una sua sensibilità ed una propria visione del mondo , che va rispettata. Tex per me è un'amico, che mi fa piacere trovare in edicola in tante offerte e di cui possiedo tutto ciò che di inedito viene prodotto, perché in ognuna di esse , ci trovo un'occasione d'incontro e di trascorrere un momento di relax. Ribadisco, infine, che l'aumento della produzione proporzionalmente aumenta anche la possibilità di sbagliare. All'inizio Tex era edito su una striscia di carta opera di un soggettista brillante (GLB) e di un disegnatore (Galep) che ci lavorava di notte; lavoravano sulla base di documentazioni quasi inesistente , dando sfogo in particolare alla loro fantasia ed immaginazione; poi siamo passati all'edizione "gigante" e gli autori aumentarono a 5/6 , con maggiore adesione alla realtà ed avendo a disposizione molto più tempo; oggi abbiamo un curatore , 5/6 soggettisti ed un numero di disegnatori che non riesco a contare in maniera precisa, tra i trenta ed i quaranta, forse anche di più, che ci offrono un prodotto su cui ci lavorano anni e che noi "divoriamo" in meno di un'ora e poi subito pronti a criticare ed a sottolineare il minimo "errore" A LAMENTARCI continuamente a trovare la pagliuzza nell'occhio... La mia è una lettura di evasione di relax ! Alla fine cerco sempre di valutare gli aspetti positivi e negativi , dando priorità al soddisfacimento "emotivo" ed al rispetto del personaggio e dei suoi valori , che hanno rappresentato per generazioni il motivo del suo successo ormai ultraottantenne! un abbraccio a tutti in questo torrido fine giugno da "Death Valley"
  12. In riferimento alle tante uscite proposte dalla SBE , IN PARTICOLARE IN ESTATE, di cui il TEX bis ne rappresenta l'ultima, voglio dire la mia . Sono un lettore di Tex da circa cinquant'anni , quindi si intuisce anche la mia età anagrafica ha questa passione ed oggi ha la fortuna di potersi permettere di spendere questi pochi euro per comprare le avventure del suo eroe . La SBE propone ed investe per produrre ed ottenere anche un utile d'impresa, Ci offre la possibilità di trascorrere una mezz'ora di serenità. Non obbliga nessuno! Non penso di rischiare un "overdose" leggendo 4/5 fumetti in un mese . lggo anche alche altra prosposta della SBE ed in Estate avendo più tempo compro anche le proposte a colori degli altri eroi. Certo a volte la qualità ne risente ed aumentando l'offerta aumenta anche la possibilità di sbagliare . Tuttavia mi sembra che ultimamente ci si lascia andare a considerazioni che vanno oltre misura, rispetto al prodotto fumetto. Il fumetto è un intrattenimento popolare , un tempo diffusissimo ! oggi sempre più di nicchia e non può lasciare , paradossalmente, il mercato sfornito , considerata la presenza di sempre maggiori competitor multimediali ( giochi, serie TV , manga, ... e chi più ne ha più ne metta) Quindi io comprerò tutto quanto la SBE pubblicherà di inedito su TEX, apprezzo lo sforzo di offrire prodotti diversi per qualità ( Oggi il TEXONE è considerato uno dei prodotti di maggior prestigio, ma all'epoca nacque per non pubblicare Buzzelli sulla serie normale, ... ). Grazie alle tante pubblicazioni stiamo scoprendo aspetti al contorno che sicuramente sulla serie regolare non ci sarebbero state (vedi lo speciale sul fratello di Tex, o quello su Mefisto (splendido nei disegni e nei testi) o Zagor, inoltre abbiamo la possibilità di apprezzare un parco disegnatori tra i migliori al mondo, di cui Freghieri è l'ultimo acquisto . Spero e penso che parecchi , la famosa maggioranza silenziosa, la pensino come me. Abbiamo la fortuna che il curatore si interfaccia con noi e a volte lascia anche trasparire le tante dinamiche e difficoltà a cui deve rispondere. Siate meno "CRITICONI" E GODETEVI LA VITA anche in compagnia del ns. eroe saluti
  13. SPOILER Texone decisamente migliore di quello dell'anno scorso. Il soggetto riprende per grandi linee quello del Texone n. 7 di Nizzi/Ortiz , tuttavia Manfredi riesce a tessere una trama tutta sua , senza fronzoli , con la giusta ironia e senza sbavature, la lettura scorre gradevolmente, seguendo tutti i vari fili e sottotrame che alla fine convergono all'esito finale. Nessun dettaglio è lasciato al caso. Un Manfredi, dunque, in perfetta sintonia con Tex e Carson. Ottimo anche la caratterizzazione dei vari personaggi: tutti interessanti e funzionali alla trama. ( la banda dei rapinatori, i cacciatori di taglie, il Doc, i vari Barman, il macchinista, i cittadini in consiglio, Il Capoccia del paese, la mamma di Bill, Theo il mugnaio , shorty,... ed un cenno particolare alla bella Josephine) Freghieri , dopo qualche esitazione incomprensibile per le altre storie di Tex iniziate e lasciate nel passato, sfodera una prova da grandissimo Maestro del fumetto. E' in piena sintonia con il personaggio ( in particolare il suo Carson mi ha ricordato tanto Galep) , la caratterizzazione dei vari personaggi è spettacolare ! ha centrato per ognuno la caratterizzazione somatica adatta a quella psicologica data dal soggettista, per non parlare della sua Josie, che non ha nulla da invidiare alle tante "femmes" disegnate per DyD, ... la sua pioggia , i paesaggi.. sono bellissimi... il forte abbandonato, il saloon, l'emporio,... la citazione della " casa nella prateria" ... non dico altro. Aspetto adesso di rileggerlo sul numero Bis , che uscirà il mese prossimo. Due piccole note, a mio avviso, stonate : una grafica (all'arrivo di Shorty al rifugio chiama il bandito di guardia "Menphis" ma non sembra lui o almeno in seguito cambierà vestiario ) l'altra di trama : Non ho capito o risulta debole l'atteggiamento dello scout meticcio alla fine della storia che d'improvviso abbandona i suoi amici cacciatori di Taglie beccandosi una pugnalata alle spalle ,... Voto sceneggiatura 9 voto disegni 9,5
  14. Ha ragione ! l'età inizia a fare brutti scherzi , ne ero al corrente , grazie di avermela rinfrescata
  15. Ottimo lavoro ! Spero che stiate lavorando ad una prossima storia di Tex
  16. Storia scorrevole "on the road", bel soggetto e personaggi originali. Quercia Rossa ben caratterizzato ed interessante , come tanti altri, del resto, tratteggiati in questi anni da Ruju. In un primo momento Tex capisce subito che è stato Quercia Rossa a salvarsi e mi sono chiesto: vabbè come avrà fatto a capirlo ? sembrava un pochino esagerata la sua intuizione. Successivamente Ruju ci spiega che è una modalità propria di Quercia rossa riutilizzare le frecce dei nemici per la sua vendetta e mi ha rinfrancato e rappresenta anche lo spunto per il titolo. Più mono-tono appare il cattivo di turno, seppur subito giustificato dal soggettista per essere stato "bullizzato" da ragazzo. . Prisco, non mi dispiace, equilibrato nella composizione e nervoso nel tratto, tuttavia sul volto di Tex è ancora troppo ondivago e sembra ancora alla ricerca del "suo" TEX. In definitiva prima parte ampiamente al disopra della sufficienza.
  17. si chiama recupero "vintage", infatti la camicia a frange , fu riposta nel baule troppo presto , è quasi nuova e con i tempi che corrono meglio ripiegare sull'usato sicuro! Sai bene che noi appassionati ci teniamo a queste cose . Tuttavia devo ammettere che con il tempo sono diventato meno intransigente e mi do anche io risposte analoghe alla tua.
  18. Chi è costui ? di grazia per noi più giovincelli ! Caro Borden Monni ha ragione , bisogna fare una tiratina d'orecchie all'editor Se le storie del giovane Tex seguiranno una sequenzialità temporale precisa, non non si debbono commettere errori del genere. E pensare che Dotti su suggerimento del Soggettista( a cui vanno i nostri complimenti) ci ha regalato la chicca del Mendoza di Patagonia, perfettamente disegnato. In futuro, mi raccomando, facciamo dialogare maggiormente il soggettista con l'editor
  19. I miei voti: SERIE REGOLARE MENSILE Storia : Alla ricerca delle navi perdute. Copertina : Una pistola per Manuela Montoya Personaggio : Tornuak SERIE "TEX WILLER" Storia : Sull'alto Missouri Copertina : Atascosa Mountaines Personaggio : Direttore Santacruz SERIE SPECIALI Storia : L'ultima missione Copertina: Tex magazine Personaggio : Joe Beauregard
  20. Infatti! ma non era Gros-jean il padrino di Down? doveva esserci lui nella storia. Avremmo avuto dei battibecchi con Carson. Probabilmente Borden ha ritenuto questo sviluppo troppo classico e quindi ha optato per la soluzione adottata . A me la storia è piaciuta e le atmosfere create mi hanno colpito. IL Nord estremo ( LA TUNDRA, IL PACK, ...) non lo avevamo mai visto in Tex Borden cerca sempre di aggiungere elementi innovativi nelle sue storie : di ambientazione, di sfumature caratteriali dei personaggi, ... (TornuaK, è stato il personaggio migliore , per come caratterizzato, meno gli altri)che spesso non soddisfano i "conservatori" ad oltranza , che ritengono efficaci per Tex quelle tre o quattro varianti al Western classico di GLB. Non considerando che la ripetitività annoia e cadiamo nella banalità delle storie dell'ultimo periodo di Nizzi . In merito alla scena finale, ovvero al doppio finale , con l'orso che si "mangia" il morituro Tornuak penso che Borden volesse evidenziare "l'ossessione" dell'inuit per L'orso bianco gigantesco in analogia con la balena bianca Moby Dick . anche in questo caso , letta in questi termini, la scena mi è piaciuta molto.
  21. In merito ai disegnatori che si sono succeduti nel Tempo , dei cinque iniziali, mi piacevano tutti ! ovvviamente Muzzi era il più scarso, sia per le sue difficoltà a rappresentare i volti di Tex, tuttavia farli fare a Galep peggiorava ulteriormente il problema , ma anche per gli scenari poco definiti , personaggi tutti uguali, ecc.... Ognuno eccelleva in determinate atmosfere: Ticci nelle storie nel grande nord, o nelle praterie il suo era ed è il West iconico e documentato associato ad un dinamismo ancora oggi insuperato. Galep per la sua plasticità mi infondeva calore ed equilibrio, stesse sensazioni con Nicolò seppur una spanna sotto. Disegno morbido e classico. Letteri era insuperabile nelle storie cittadine e misteriose. Fusco , pur apprezzandolo, ritenevo indigesto il suo segno a volte caricaturale ed esagerato su TEX . Le prime storie non riuscivo proprio a digerirle. Con il tempo invece la stima nei suoi confronti è sensibilmente aumentata e le storie disegnate tra il 300 ed il 500 sono considerate da tra le più belle. Monti seppur bravo, non mi ha mai preso ! era il brutto clone di Ticci. Blasco , idem Da subito ho invece apprezzato Civitelli e Villa , che con il tempo sono diventati le due colonne portanti di TEx. Bravissimo anche Venturi, seppur lento. Rossi anche seppur troppo Civitelliano Marcello pure ha dato un significativo contributo a Tex e che gradivo con piacere. Mi piaceva il tratto sporco di Ortiz, meno Font per le sue imprecisioni anatomiche. Repetto sufficiente, ma mi sembrava un Muzzi migliore Delle nuove entrate apprezzo tantissimo: Biglia, Benevento e Piccinelli li trovo in sintonia con il personaggio e le sue ambientazioni. Ginosatis , leggermente sotto. Prisco, è un altro giovane che può crescere e che ritengo interessante. Seijas pure lo gradisco Mastanuono mi da le stesse sensazioni che mi dava Fusco, le sua interpretazione è troppo poco canonica ed il suo Tex sembra veramente Ronald Regan , Come ha già rilevato qualche altro forumista. Diso , non è mai riuscito ad entrare in sintonia con Tex , pur restando un grande. Scascitelli , va bene sulle uscite collaterali, ottimo artista Cossu e Danubio a mio avviso non sono da Tex.
  22. Anche io ho trovato nella prima parte molte sbavature d'inchiostro. Niente messaggi in caps lock, prego. @ciro
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