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TWF - Tex Willer Forum

[68/69] Piombo Caldo


Voto alla storia  

17 members have voted

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Soggetto e sceneggiatura: G. L. Bonelli
Disegni: Guglielmo Letteri
Periodicità mensile: Giugno 1966 - Luglio 1966
Inizia nel numero 68 a pag. 75 e termina nel numero 69 a pag 89


Una serpe in seno: è quella che si è allevato il ricco ranchero "King" Chris Mac Kennet viziando troppo il figlio Red, un vile che depreda il bestiame del padre ricorrendo ai servigi della banda Carleton. Complice di Red è il bieco soprastante Bull Hocker, interessato alla figlia del padrone, la bella Loren: i due infami avevano incastrato e fatto spedire in gattabuia l'innocente Jim Mander, rampollo di una famiglia rivale e fidanzato di Loren. Ma Tex fa giustizia.

Copyright: Sergio Bonelli Editore

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  • 8 months later...
  • Rangers

Questa storia la considero tra le migliori di GLB. Ogni volta che la rileggo, risulta sempre migliore. Il tema è classico, abbiamo i soliti piccoli rancheros, che vengono pian piano divorati e distrutti dalla solita famiglia prepotente. Ma abbiamo molti risvolti e colpi di scena che vanno ad esaltare aspetti che fanno di questa storia un piccolo capolavoro. Intanto i dialoghi sono tra i più brillanti, e me ne accorgo leggendo la saga texiana in ordine cronologico; infatti con questa storia GLB sembra curare meglio i dialoghi (sia quelli tra Tex e Carson ma anche quelli tra gli altri personaggi), assumendo quasi un tono da film. Memorabile, da 10 e lode il dialogo tra Tex e Carson, quando quest'ultimo più o meno dice di aver già visto una storia come quella in cui si sono imbattuti, in un teatro qualche tempo prima, in uno spettacolo intitolato: "Giulietta e il Rodeo". :) :inch:

La storia è piena zeppa di scene memorabili, sparatorie, scazzottate, personaggi interessanti, tra cui uno sceriffo legato ai Mac Kennet che poi si redime e passa nettamente dalla parte dei nostri, prendendo coraggio e mostrando anche i denti. Un gruppo variegato di cattivi: il losco Bull Hocker soprastante dei Mac Kenneth, Red Mac Kenneth, il figlio che ruba al padre, finisce in modo tragico. La banda Carleton, i cui componenti sono degli assassini senza scrupoli e rimorsi, non esitano ad ammazzare a sangue freddo un povero barman, che tempo prima era stato testimone ad una rapina. Indimenticabile quando i nostri requisiscono tutte le armi e le distruggono dal fabbro Olaf. Da incorniciare anche la sparatoria verso la fine con i Carleton e il finale tragico del figlio dei Mac Kenneth. Da ricordarsi che questa è la primissima prova di Letteri, il cui segno ancora acerbo mostra già qualità elevatissime, sia nel raffigurare le persone che le ambientazioni. Una svista: a pagina 67 troviamo Tex a piedi avanzante verso i Carleton, mentre poco prima e subito dopo è a cavallo. Per concludere darei alla storia un bel 10 tondo tondo. :trapper:

  • +1 1
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  • Collaboratori

La copertina del numero 69, "Piombo caldo", segna una tappa decisiva nel modo di disegnare le copertine da parte di Aurelio Galleppini. Con i ritagli delle copertine degli albi d'oro e ( a partire dal numero 44 ) con le nuove copertine di Galep, che metteva in posa il ranger, l'editore perseguiva una precisa strategia di marketing, cercando di mettere Tex sempre in primo piano, con un logo molto grande, in modo che l'albo, tra le tantissime proposte editoriali allora in edicola, potesse subito essere riconosciuto dal lettore. Con "Piombo caldo" invece, per la prima volta, Tex viene mostrato non più come l'elemento centrale della copertina, seppure lo sfondo praticamente bianco nel quale è inserito riesce a conferirgli comunque una certa visibilità, accresciuta da un logo che assume, ai giorni nostri, delle dimensioni leggermente spropositate.

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  • 1 year later...

Gran bella storia, che in molti passaggi diventa davvero entusiasmante! Il titolo non delude le attese: infatti di piombo tra le pagine dell'albo ne vola davvero tanto! Bonelli infarcisce la storia di spunti narrativi diversi, ben ordinati dalle sue mani sicure. Il primo elemento è a dire il vero inconsueto: una storia d'amore fra due teneri colombi, una storia sfortunata e osteggiata da tutti. Classica nel suo genere (l'amore tra i due pargoli di famiglie rivali) e ben raccontata, non annoia il lettore anche perché è ricondotta subito sui binari della trama vera e propria: non è solo per evitare il nefasto matrimonio che il giovanotto innamorato viene ingiustamente condannato. La love story però, man mano che passano le pagine, comincia a scomparire del tutto; morale della favola: quando vola il piombo, non c'è spazio per bacetti e sviolinate! :-)

Peso maggiore ha invece l'altro elemento che compone la vicenda: il tradimento del figlio verso il padre. Mi ha molto colpito l'ultima vignetta di pag.87: Tex è padre, e non vuole che il vecchio MacKenneth, che già ha visto il figlio morire, subisca l'estremo dolore di sapere tutto, di sapere cioè, nella maniera più dettagliata e provata, quali porcheria il figlio aveva commesso nei confronti del suo stesso padre. Tex entra nei panni di questo povero padre; instaura con lui un rapporto naturalmente empatico: per un attimo immagina come si potrebbe sentire - anzi, riesce a provare realmente, istintivamente, quel sentimento orribile - se una cosa del genere succedesse col suo Kit...

Quando giunge il momento dell'azione, non c'è più posto per sentimentalismi o riflessioni varie. Quando giunge il momento dell'azione si spara e basta!, e Tex e Carson danno una delle prove più entusiasmanti della loro magnificenza!

Non c'è molto altro da dire: a chi non lo ha ancora fatto, non resta che godersi questi due fulmini scatenati!... come tutti sappiamo, nelle storie di Bonelli, Tex è non solo l'assoluto protagonista, ma anche l'assoluto Giustiziere, colui che, della Giustizia, sembra esserne a tutti gli effetti l'incarnazione. Non c'è nessuno come lui, nessuno può sperare di arrivare alla sua statura. Eppure Tex, nelle storie di Bonelli, ha sovente un rivale. Uno che giunge in maniera quasi inaspettata, e che si diverte a prendere il posto del ranger, quasi lo sfidasse a dimostrare chi dei due è il migliore, chi dei due è il vero Giustiziere... Questo qualcuno è il Destino, che anche questa volta ha vinto la sfida... Un altro ottimo motivo per leggere assolutamente questa storia? E' la prima disegnata da Letteri, uno dei più grandi disegnatori della storia di Tex! Qui ancora non raggiunge la perfezione e la magnificenza di "L'asso nella manica" o "Senza tregua" (alcuni volti di Tex sono di Galep), eppure le sue tavole già sono superbe, invitanti l'occhio a leggere la storia. Quindi, se devo dare un voto, dico 8,5... anzi: dico 9, e crepi l'avarizia! :-)

ps.... questa volta, prima di cliccare su "Aggiungi risposta", faccio una preghierina al padreterno :P:D<_<

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  • 2 years later...

Storia che va ricordata principalmente per il debutto di Letteri. Trama piuttosto semplice, ma nella quale risaltano dialoghi vivaci ed azione in ogni scena.

 

Spoiler

La tragica fine del giovane MacKennet ancora una volta enfatizza la giustizia divina, rievocando a grandi linee il Conte di Montecristo, giustiziere come Tex, ma che in diverse occasioni vede il suo compito compiuto non personalmente.

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  • 10 months later...

Ancora una volta GL Bonelli utilizza un tema molto classico, quello del grande allevatore che vuole i pascoli dei più piccoli (nei primi 70 numeri di storie con questo soggetto ce ne sono parecchie) per scrivere una sceneggiatura molto bella, senza sottotrame o colpi di scena ma che suscita ugualmente l'interesse del lettore. L'unico "cambiamento" è quello dello sceriffo che decide di schierarsi al fianco di Tex e Carson, una crisi di coscienza o semplice attaccamento alla pellaccia? :D Ho notato anche che Letteri lo disegna uguale spiccicato a Gordon:dubbioso: All'inizio era solo un'impressione ma alla fine mi sono convinto che "Bad River" dell'almanacco 1997 sia profondamente ispirata da "Piombo caldo", le analogie sono evidenti: Clint Jackson nello stesso ruolo di Jim Mander esattamente come Linda/Loren, Luke Stoddard/Red Mac Kennet e Lance Stoddard/Chris Mac Kennet. E il destino finale di Luke è molto simile a quello di Red. Ci sono cmq delle differenze e io preferisco questa, "Bad River" è ottima ma la scena del dollaro bucato con il barman ciccione è fantastica :inch:

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  • 4 years later...

Prima rilettura del 2025.

Non male come inizio, mi verrebbe da dire! 

 

Con la formula degli albetti a 80 strisce, il livello delle sceneggiature di Bonelli prese decisamente quota, grazie al maggiore spazio a disposizione per curare i dialoghi e caratterizzare con più dovizia di particolare i personaggi, ma pure i ritmi meno serrati permisero un respiro narrativo più profondo che incide nell'esito finale e introduce gli anni d'oro dell'autore e di Tex in genere.

 

Pure ai disegni, l'esigenza di dover ampliare l'organico porta all'ingaggio di nuovi disegnatori che, come in questo caso, diverranno colonne portanti della saga.

Il debutto di Letteri ha un'importanza fondamentale sull'evoluzione della testata, grazie alla sua classe sopraffina, stile pulito ed espressivo e indiscutibile prolificità realizzativa. 

Usando un'espressione ormai in disuso, con lui in redazione fecero "Tredici" e sebbene il tratto sulle strisce di esordio, in alcuni casi appare ancora incerto e acerbo, con alcune revisioni di Galep nei volti di Tex, s'intravede già decisamente la qualità della mano del compianto disegnatore romano; ciò che si evincerà in seguito sarà pure la sua duttilità stilistica in tematiche diverse; l'autentico jolly da potersi giocare in ogni tipo di sceneggiatura con esito assicurato e ritmi di consegna certi. Nizzi non sarà d'accordo con me visto lo scarso feeling col disegnatore in questione :D, tuttavia ogni buon texiano che si rispetti, non può non ringraziare l'artista che ha contribuito a consolidare il mito del nostro ranger preferito, felini a parte. :P:lol:

 

Chiusa la premessa (scusandomi per la mia consueta mancanza di sintesi) mi appresto a commentare la storia, che ho appena rigustato.

Episodio dall'impianto classico ma appetitoso. Bonelli ci introduce l'amore contrastato di due ragazzi, a causa della rivalità delle due famiglie nella più classica tradizione shakesperiana; addirittura il fratello della bella Loren non esita ad incastrare il possibile cognato, mandandolo ingiustamente in gattabuia con una trappola ordita in combutta col bieco soprastante Bull Hocker, il cui obiettivo è quello di impalmare la giovane per poter ereditare il ranch di "King" Mac Kenneth.

 

Inizia così una girandola di eventi con sullo sfondo la detonazione dei clarini e la puzza di polvere da sparo.

Accantonata la parentesi rosa, Bonelli mette al centro la sfida fra i rancheri, col piano criminoso ordito da Red Mac Kenneth, Hocker e la banda Carlerton, per danneggiare gli allevatori vicini.

 

Tex e Carson riusciranno a ripristinare la giustizia, facendo fallire i criminosi piani, smantellando la banda degli avversari e mostrando al vecchio Mac Kennet il tradimento del figlio (tematica cara a Bonelli che verrà spesso ripresa in altre storie epiche come Sunset Ranch), sarà comunque il destino a punire il figlio irrispettoso con una fine davvero terribile.

 

Da mettere in evidenza la figura dello sceriffo, che con Tex accanto viene "fulminato sulla via di Damasco" e riscatta la codardia del passato mostrandosi degno della stella appuntata al petto. Pure il vecchio Mac Kennet, sebbene duro come il granito e parzialmente arrogante, non è il tipico personaggio nero tutto d'un pezzo e metterà la testa a posto nel finale, accettando il matrimonio della figlia con l'erede del ranch rivale.

 

Tex e Carson si mostrano perfetti come al solito e ci dilettano con scambi di battute notevoli; memorabile la "svista" di Carson con "Giulietta e il rodeo" :D simbolo di un Bonelli in piena verve creativa e ironica. 

 

Il tutto è completato dai pennelli di Letteri, le cui lodi le ho già espresse in cima al commento. L'esito finale è ottimo e ogni rilettura lo riconferma.

Credo che sia stato il modo migliore per inaugurare l'anno con le letture texiane. Il mio voto finale è 8 

Edited by Condor senza meta
  • +1 1
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1 ora fa, Condor senza meta dice:

L'esito finale è ottimo e ogni rilettura lo riconferma.

Credo che sia stato il modo migliore per inaugurare l'anno con le letture texiane.

Condivido il giudizio e il voto. Bellissima storia di G.L. Bonelli e Letteri (al suo esordio).

 

Memorabile questa battuta di Tex: :lol:

IMG-20250103-231640712-AE.jpg

 

Da notare che questa storia dimostra come GLBonelli non disdegnasse affatto di inserire elementi sentimentali, ogni tanto. Non sono molti i casi, ma ci sono. (Anche in "Dramma al circo", per esempio, di poco precedente a questa, GLB si era soffermato sulle gelosie e i tradimenti dei circensi).

Uno dei suoi grandi pregi è sempre stato quello di variare il più possibile da albo ad albo, per non annoiare il lettore, e qui la storia d'amore tra i due giovani ragazzi ci sta a meraviglia.

 

Da ricordare anche che "Piombo caldo" ispirerà l'altrettanto riuscita "Bad River" di Boselli / Capitanio, nell'Almanacco del 1997. Anche lì un soggetto molto simile, di cowboy ed ex galeotti, di amori e rancheri.

 

Infine, un piccolo difetto: Tex che attraversa a cavallo la main-street tra le pallottole dei numerosi avversari che sparano ben al riparo dalle finestre del saloon e manco gli fanno un graffio è sì spettacolare, ma forse un tantino eccessiva. :lol:

Edited by Poe
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