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TWF - Tex Willer Forum
ymalpas

[387/392] Il Segreto Del Morisco

Voto alla storia  

42 voti

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Soggetto e sceneggiatura: Guido Nolitta
Disegni: Guglielmo Letteri
Periodicità mensile: Gennaio 1993 - Giugno 1993
Inizia nel numero 387 a pag. 79 e finisce nel numero 392

 

 

Di notte, fra le rovine della casa di El Morisco, distrutta da fantomatici esseri, Tex incontra Eusebio, l'aiutante dello studioso. El Morisco, rifugiato in un grotta, racconta al Ranger dell'assalto degli Uomini Giaguaro, guidati da un fanatico mascherato da Tezcalipoca, una sinistra divinità azteca! Il folle aveva sottratto al brujo un prezioso codice precolombiano e rapito Kit Willer. Visto che una parte del manoscritto è conservata nella missione di San Diego, Tex e il Morisco partono per anticipare le mosse degli assassini, scoprendo che hanno trucidato sul loro cammino un avamposto militare.

 

 

© Sergio Bonelli Editore

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La storia, nata agli inizi degli anni novanta dalla penna di Sergio Bonelli, si snoda lungo cinque albi e ben 585 tavole, un record, tutte disegnate da un Guglielmo Letteri ormai in fase calante ( si vedano in particolar modo le tavole, stanche, che raffigurano l'episodio del sacrificio nel tempio sotterraneo ). Un'avventura messicana, che ci ripropone dunque il classico cocktail di mistero incentrato questa volta su uno dei tanti antichi culti superstiziosi aztechi che riaffiora con il suo carico di sangue e crudeltà, quello dello specchio fumante e degli uomini giaguaro di Tezcalipoca, ma soprattutto il - giallo - che si snoda intorno al contenuto del "codice Muller", i cui due frammenti si trovano divisi in due parti ( rendendone di fatto inintelligibile il pericolo messaggio finale ). A dominare la storia è anche la disperata ricerca di Kit, una corsa contro il tempo, che Tex conduce in questa remota contrada dello stato di Chihuahua, che lo porter? infine in compagnia di Montales e del Morisco, qui riuniti insieme, nello sperduto centro minerario di Valle de Rosario, dove coperti da una fitta coltre di omert?, regnano i due fratelli Herrera, Antonio e Victor, i due colpevoli, le cui ambizioni ricalcano, in negativo, rispettivamente quella politica ( di Antonio che è amico di Montales ) e la passione per gli studi degli antichi culti ancestrali e per l'archeologia ( che è propria invece di Victor e che lo avvicina al "brujo" di Pilares ). Gli Herrera, servendosi degli umili e poveri campesinos che nel nome di Tezcalipoca li venerano e li proteggono, tramano contro le autorit?, che rappresentano ai loro occhi l'immagine distorta del vecchio regime autoritario e conservatore, al quale mirano idealmente di sostituirsi, macchiando così con una lunga scia di sangue e di delitti il loro cammino verso il potere, al cui vertice si trova proprio il loro amico Montales. Montales che agisce per la prima volta in questa storia in qualità di governatore, ritorna per un giorno il vecchio uomo d'azione che abbiamo conosciuto agli esordi. In particolar modo è doveroso segnalare il personalissimo show, a tratti buffonesco, che conduce nella vecchia missione di San Diego ai danni di padre Xavier, che cerca inutilmente di dissuaderlo dal penetrare all'interno della cripta ( per ricercare il frammento del codice mancante ). Proprio la cripta, che cela misteri inenarrabili, permette a Nolitta una gratuita divagazione su una passata invasione pacifica degli alieni, a parer mio decisamente fuori luogo. Una piccola nota per El Morisco. Oltre alle sue profonde conoscenze ci viene mostrata in questa storia un'altra sua dote, l'ipnotismo, di cui si serve nel tentativo di evadere dalle carceri di Casas Grandes. Un Morisco in grande spolvero e siamo certi che la tana di Victor Herrera, ovvero la sua enorme e ricchissima biblioteca, servir? alla fine a ricostituire degnamente la sua, andata tristemente in fumo assieme alla casa all'inizio della storia. Il fido Eusebio, con un passato da ladro e scassinatore di porte, come veniamo a sapere in queste pagine, è lasciato a Pilares proprio per ricostruire la caratteristica abitazione del suo padrone, sarà sostituito dal comprimario Matewa, molto più abile di lui con uno sputafuoco in mano e ingiustamente sacrificato da Nolitta alla fine della storia. Una storia che ha entusiasmato pochi lettori, forse troppo lunga, ma che merita sicuramente una rilettura.

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Alcuni messaggi dal vecchio forum...




Rimatt

Che volete, questa storia sarà pure prolissa, tirata per le lunghe, troppo lunga per quel che ha da raccontare... però a me è sempre piaciuta! Il modo di scrivere di Nolitta, lento e molto "classico", mi cattura sempre e non mi fa mai passare la voglia di proseguire a leggere. Questa non sarà una delle sue prove migliori, ma la trovo comunque dignitosissima. Letteri è in fase calante, ma si difende ancora bene. Anche la sua prova successiva, Uomini crudeli, è tutto sommato ben disegnata, l'ultimo Letteri di buon livello è quello di Orrore. Poi il calo inizia a farsi avvertire molto.

In complesso, storia da 6,5 o 7.




Anthony Steffen

Ricordo ancora molto bene quella storia anche se e' da molto tempo che non la leggo. Se non sbaglio e' la storia piu' lunga mai apparsa su Tex. Quasi tutta la prima meta' del '93!!!
Non male, anche se alla fine la sua lunghezza eccessiva si e' fatta sentire. I Bonelli sono degli appassionati sui misteri degli antichi Aztechi e hanno scritto molte storie che riguardano questa civilta'. Troppe!
Simpatica l'idea di far incontrare per la prima volta El Morisco e Montales.
Per quanto riguarda i disegni si nota la stanchezza di Letteri che prima di disegnare questo polpettone proveniva da un altra grande fatica:le 348 pagine di "Oklahoma" primo Maxi Tex del 1991. Quindi del tutto giustificato e comunque il suo tratto stava gia' regredendo.

Il mio voto per quanto riguarda la trama e' 7 (volendo premiare se non altro lo sforzo di Nollitta alias Sergio Bonelli)

Disegni:considerando i grandi impegni di quel periodo di Letteri mi sento di dargli un 6 e mezzo.

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Guest Kerzhakov 91

Avendo letto la storia (bellissima!) non credo sinceramente che "Il segreto del Morisco" sia il titolo più adatto...

Mi spiego meglio e mi scuso per essere stato un p? vago: intendevo dire che del segreto del Morisco si parla di fatto solo nel primo albo, in cui viene spiegato. Difficile trovare un titolo alternativo: credo che "Gli uomini giaguaro" (che alla fine sono il vero mistero che permane fino alla fine della storia o quasi) oppure "Il Dio azteco" siano i titoli più adatti ;)Comunque, pur non ricordandomi bene il finale, mi sento di poter dire che siete stati un p? troppo severi verso questa storia, personalmente l'apprezzai tantissimo.

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Una gran bella storia, lunga, appassionante e soprattutto versosimile in alcuni elementi (e mi riferisco soprattutto alla coltre di omert? dietro cui i fratelli Herrera si celano). La storia poi mescola parti politiche ad altre decisamente sovrannaturali, risultando gradevolissima, nonostante la lunghezza. Per quanto riguarda i disegni,Letteri se la cava benone, ma il segno risente pesantemente dell'età dell'autore, ed è un peccato non aver potuto ammirare in questa storia il Letteri degli anni ruggenti, credo avrebbe offerto una prova sontuosa...... Voto 8Saluti

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Per il momento, dato che non possiedo gli albi nn. 390 - 391, ho solo una conoscenza parziale della storia; in base ad una prima parziale impressione mi sembra comunque di poter dire che, nonostante la grande ricchezza di personaggi e di episodi che la vicenda presenta, la storia è condizionata dalla volont? di Nolitta di "spalmarla" nel maggior numero di albi possibile ( del resto la prolissit? è abbastanza spesso in agguato nelle storie di Sergio Bonelli, almeno IMHO ). La cosa, come ha giustamente detto Ymalpas, esercita anche un influsso negativo su Letteri, costretto talora dall'estensione della vicenda a tirare via ( certi volti di Kit Willer steso sulla tavola sacrificale mi paiono davvero sgraziati ).

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Questa storia

? molto emozionante, sia per il ritorno del Morisco, sia per la prima ed unica volta degli Uomini Giaguaro, esseri umani trasformati in giaguari con chiazze nere sulla pelle e istinto animalesco. Ambientata in Messico, mi è piaciuta moltissimo per queste cose, ma soprattutto per la spiegazione finale sulla nascita degli Uomini Giaguaro. Voto: 8

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Ho finalmente messo insieme e letto di seguito tutti i sei albi su cui è "spalmata" questa storia - fiume, che, come è noto, rappresenta a tutt'oggi la più lunga avventura texiana. Si tratta anche di una delle avventure più ricche di scenari e situazioni, nonchè di una delle più composite, dato che Nolitta si rif? ad elementi tipici delle storie paterne ( l'esotismo e l'esoterismo aztechi, qui mescolati con riferimenti agli extraterrestri ) e di quelle nizziane ( lo sfruttamento a fini di potere di credenze superstiziose

operato dai fratelli Herrera, i vilains di questa vicenda
rimanda IMHO inequivocabilmente ai modelli offerti da sceneggiature come "Gli spiriti del deserto", "Nelle paludi della Louisiana" e "La miniera del terrore" ), non senza qualche ammicco a fonti cinematografiche ( come in "El Muerto" tutta la conclamata avversione di Nolitta per gli spaghetti - western non poteva nascondere il fatto che la sequenza del duello citava scopertamente "Per qualche dollaro in più", così in questo caso, il giudizio globalmente negativo che Sergio Bonelli d' dei film del ciclo di Indiana Jones non impedisce di notare, nella scena più dominata dall'esoterismo azteco
quella del tentato sacrificio di Kit Willer
echi abbastanza chiari di "Indiana Jones e il tempio maledetto", tanto più in quanto anche l' i "cattivi", che si presentano come fanatici devoti di Kal', hanno ambiziose mire di potere sull'India e sul mondo ). Malgrado tutti questi elementi, lo sviluppo di questa avventura e la caratterizzazione di Tex sono però quelle tipiche di Nolitta, come dimostra la parte iniziale della vicenda in cui ( malgrado vi sia qualche rimando al GLB de "La piramide misteriosa", nell'evocazione del clima cupo e ostile di Pilares ) Tex si presenta fin dall'inizio ( prima ancora di scontrarsi coi campesinos di Pilares e poi coi rurales ) irritato, iracondo e sprezzante nei confronti dell'ambiente in cui si trova. Allorch? poi scopre la scomparsa del figlio, inizia per lui ( affiancato dal brujo ) un nervoso viaggio di ricerca in cui, malgrado l'intervento in suo sostegno di Montales, sembra passare di ostacolo in ostacolo, mentre il mistero degli uomini giaguaro si complica e si infittisce sempre più. L'ansia per la sorte di Kit spinge Tex ad agire in maniera affannosa e continua, ma pare offuscargli le facolt? intellettive
quando i rurales arrestano lui e il Morisco si scaglia contro di loro anche se l'unico risultato è farsi riempire di botte; più avanti sarebbe pronto a fare a pezzi l'ufficiale dei rurales che ha commesso la dabbenaggine di ammazzare un uomo - giaguaro che sarebbe stato possibile catturare vivo; infine, la sua giustificata diffidenza per i campesinos di Valle Del Rosario rischia di fargli rompere l'osso del collo alla fedele guida indiana Matewa
; certo, se il Tex usuale del quarto centinaio è quello "investigativo" di Nizzi, qui siamo agli antipodi; si può altresè rilevare che anche il Tex di GLB aveva mantenuto una lucidit? ben maggiore quand'era finito dietro le sbarre del carcere di Vicksburg. In ogni modo, malgrado vi sia la tendenza ad una certa prolissit? ( non poche sequenze di raccordo sembrano messe l' per arrivare ad allungare il numero delle pagine; Nolitta mirava del resto, come è noto, ad "occupare" il maggior numero possibile di albi in attesa del ritorno di Nizzi alla sceneggiatura ) la tensione narrativa viene mantenuta a livelli elevati per gran parte della vicenda dai continui ostacoli alla ricerca di Tex & Co.; arrivati però al climax
costituito dalle scene che si svolgono nel tempio sotterraneo di Tezcalipoca
Nolitta si diverte a spiazzare le attese del lettore, anche a costo di introdurre elementi disarmonici nella vicenda. Infatti, la liberazione di Kit non porta automaticamente alla scoperta e alla liquidazione dei "cattivi"; al contrario, costoro hanno un'ultima possibilità di raddrizzare la situazione, perchè Tex
malgrado abbia potuto vedere che i seguaci del dio azteco sono quegli stessi campesionos che si mostrano tanto devoti e obbedienti ai fratelli Herrera non trae la logica deduzione che anche costoro debbano essere immischiati nella faccia fino a quando non vede Kit, Montales ed El Morisco sotto la mira delle armi dei muchachos dei signorotti di Valle del Rosario
, facendo in tal modo ( almeno a mio parere ) una memorabile figura da piccione. I "cattivi", ormai in vista del traguardo, si permettono addirittura un lungo "spiegone" finale, col tono del detective che ha messo con le spalle al muro il colpevole ( davvero paradossale ed umiliante per il nostro ranger :rolleyes: ) e la cosa è talmente vera che occorre un tipico colpo di scena nolittiano ( paragonabile all'intervento inaspettato dell'apache Negrito in "Missione suicida", o al risolutivo voltafaccia del servo indiano dei mercanti di whisky di "Contro tutti" ) per condurre a felice soluzione la vicenda ( e offrire qualche occasione di ironia ai critici di Nolitta ;) ):
avendo Victor Herrera commesso la leggerezza di rivelare che il parroco del paesello era stato ammazzato per evitare che rivelasse i riti magico - religiosi in onore di Tezcalipoca, uno dei suoi sgherri, devoto al defunto, ha uno scatto di ribellione che, malgrado lui venga ucciso, consente a Tex, Montales e Kit di uccidere Victor Herrera e alcuni dei suoi seguaci, catturando Antonio Herrera e gli altri
. Tra i vari comprimari, particolarmente riuscito, come segnala Ymalpas, mi è parso Matewa ( il cui sacrificio commuove il lettore, ma serve anche a ricordagli che, in questa storia centrata emotivamente su Kit, pare proprio che Tex abbia assorbito le capacità jettatorie del figlio:infatti
i poveri "marmittoni" ( come li chiama lui ) che Montales mette a disposizione sua e del Morisco vengono tutti inesorabilmente dilaniati dagli uomini - giaguaro
; Montales fornisce la sua migliore prestazione assoluta come uomo d'azione, mentre El Morisco, malgrado non abbia a disposizione la sua fornita biblioteca, mette a profitto le sue conoscenze magico - occultistiche; per contro, Kit Willer, se è importante come catalizzatore dell'emotivit? di suo padre, si mostra piuttosto fiacco ed insicuro sul piano dell'azione
(nelle battute finali, il fatto che Tex lo incarichi di difendere El Morisco dagli abitanti di Valle Del Rosario tenendo sotto la minaccia delle armi Antonio Herrera sembra più che altro un premio di consolazione e un modo per fargli riacquistare fiducia in sè medesimo; Kit stesso, del resto, dice inizialmente di non sentirsi in grado di farcela)
. Letteri, alle prese con un tour de force di questo genere ( 586 tavole :rolleyes: ), accusa comprensibilmente la fatica in più di un caso: particolarmente piatte e tirate via mi sono parse alcune facce di Eusebio, mentre, come ho detto in precedente post, a Kit Willer sono stati spesso conferiti caratteri facciali sgraziati ed incongruamente infantili ( nelle ultime tavole della storia sembra abbia un'età di poco maggiore del ragazzino che Tex incarica di vegliare sul suo cavallo quando si reca nel saloon di Pilares ); valida mi è sembrata per contro la resa di Tex, Montales ed El Morisco, come pure quella dei fratelli Herrera e di Matewa. Insomma, a mio giudizio:soggetto 7sceneggiatura 7 --disegni 7 +

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Un altro particolare della trama che mostra come Nolitta abbia forzatamente indirizzato la vicenda verso lo scioglimento da lui prescelto:

nella scena del sacrificio, è Victor Herrera, sotto la maschera di Tezcalipoca, che dovrebbe affondare il coltello nel cuore di Kit; proprio per questo, però, ( anche se non lo sa ) offre un eccellente bersaglio ai Winchester di Tex, Montales e Matewa. Inspiegabilmente, però, ( specie se consideriamo che è in gioco la vita di suo figlio e che, proprio per questo, aveva tante volte dimostrato un irrazionale furore nei confronti di persone che non erano direttamente responsabili del suo rapimento, ma semplicemente gli creavano ostacoli nella sua ricerca ) il nostro ranger si comporta come i tanti suoi nemici che lo hanno avuto alla loro merc? e dice "Lo voglio vivo" ( :rolleyes: ); la cosa complica inutilmente la vita a Montales e Matewa quando scendono in basso ad affrontare i devoti del dio azteco ( oltre a provocare indirettamente la morte del secondo ) dato che, se Tex avesse impallinato il gran capo di questi fanatici, li avrebbe messi in rotta senza problemi ( una volta che il loro adorato Tezcalipoca fosse divenuto cibo per vermi avrebbero sicuramente subito un irreversibile crollo morale; tutt'al più ci sarebbe stato da stendere qualche uomo - giaguaro ), avrebbe tranquillamente scoperto che le trame della setta erano orchestrate dai fratelli Herrera e avrebbe potuto affrontare Antonio Herrera su di un piano di parit?, se non proprio da posizioni di forza. IMHO sarebbe stato preferibile che, se proprio voleva arrivare ad un epilogo come quello da lui scelto, Nolitta avesse fatto sbagliare la mira ( o deviare il proiettile ) a Tex, perchè una defaillance di questo genere mi pare assai meno compromettente per il prestigio del nostro ranger di una carenza di logica e raziocinio come quella che si evince dalla linea di condotta che adotta effettivamente
.

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Un'osservazione sulla tecnica narrativa nolittiana: per quanto sia piuttosto umiliante per Tex & Co. lo "spiegone" dei "cattivi" nell'epilogo si rende necessario per lo sceneggiatore dato che l'azione in sè e per sè non ha dato risposta a tutti gli interrogativi che i particolari poco a poco trapelati sul mistero degli uomini - giaguaro avevano posto. La cosa era stata possibile perchè, come è noto, Nolitta ( a differenza di qualunque altro sceneggiatore texiano ) tiene Tex pressoch? costantemente in scena

( l'unica importante eccezione in questa vicenda di dimensioni fluviali è costituita dalla breve scena in cui Victor Herrera, dopo essersi liberato di Matewa con l'aiuto di "madama dinamite", si toglie la maschera di Tezcalipoca davanti ad El Morisco, che si era alzato di soprassalto; la cosa non ha comunque influenza sull'intreccio, giacch? il gaglioffo si avvede della presenza del brujo e lo mette ko )
e non ci permette mai di essere al corrente dei piani e dei preparativi dei "cattivi" contro il nostro ranger. La cosa può risultare straordinariamente efficace in alcuni casi ( l'esempio più ovvio è costituito IMHO da "El Muerto" ), ma in altri ( come nella storia in questione ) si rivela un impaccio ed un condizionamento, come mi pare lo stesso Sergio Bonelli abbia ammesso nel suo libro - intervista texiano.

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Avendo letto la storia (bellissima!) non credo sinceramente che "Il segreto del Morisco" sia il titolo più adatto... Mi spiego meglio e mi scuso per essere stato un p? vago: intendevo dire che del segreto del Morisco si parla di fatto solo nel primo albo, in cui viene spiegato. Difficile trovare un titolo alternativo: credo che "Gli uomini giaguaro" (che alla fine sono il vero mistero che permane fino alla fine della storia o quasi) oppure "Il Dio azteco" siano i titoli più adatti ;)

Sono daccordissimo per il titolo.. Secondo me è una delle storie piu' belle lette finora... Non nascondo che è stato tra i miei primi albi quindi sono particolarmente legato a questa storia.. Trovo che sia ricca di Suspence.. e diro' di piu'.. secondo me se provano a farci un film sopra non viene nemmeno tanto male.. Voto 9Alex :old:

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Tutto sommato a me la prolissit? di questa storia di Tex non mi disturba affatto anzi ho trovato "Il segreto del morisco" molto bello. Quasi quasi mi dispiace che SB si sia dovuto piegare ai voleri della redazione ed abbia tagliato quelle 30 pagine dedicate all'attacco degli apache. Mi è rimasta la curiosità di leggerle. Chissa perchè poi la redazione ha imposto questo taglio. In linea generale non sono contrario alle storie molto lunghe, ovviamente a patto che siano storie interessanti e che mantengono la suspence fino alla fine. Questa storia a mio parere lo fa.

In un primo momento avevo sospettato che il frate fosse coinvolto, poi quando si è presentato Victor Herrera è ovvio che i miei sospetti si siano concentrati su di lui ma non credevo che anche il fratello Antonio amico di Montales fosse coinvolto.
I disegni di Letteri, tranne per alcune vignette come già detto da altri, secondo me sono buoni anche perchè il suo tratto è adatto alle storie ambientate nei paesaggi del Messico. Voto alla storia 9.

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I disegni di Letteri, tranne per alcune vignette come già detto da altri, secondo me sono buoni anche perchè il suo tratto è adatto alle storie ambientate nei paesaggi del Messico.

concordo, anche secondo me sono buoni, certo c'è di meglio am alla fine sono risultati buoni. non trovo buona invece al scelta del primo titolo "il segreto del Morisco" dato che con la storia non ci azzecca in pieno. lettura gradevole e scorrevole, penso però che se si fosse articolata in almeno un albo in meno la storia ne avrebbe giovato. Voto 8

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penso però che se si fosse articolata in almeno un albo in meno la storia ne avrebbe giovato.

Non mi trovo molto d'accordo. Un intero albo in meno sono quasi 100 pagine da tagliare, un p? troppe senza che la fluidità del racconto non ne risenta. E poi cosa o quale parte si dovrebbe tagliare?

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penso però che se si fosse articolata in almeno un albo in meno la storia ne avrebbe giovato.

Non mi trovo molto d'accordo. Un intero albo in meno sono quasi 100 pagine da tagliare, un p? troppe senza che la fluidità del racconto non ne risenta. E poi cosa o quale parte si dovrebbe tagliare?
non taglierei completamente una parte, ma ridurrei un attimo tutti i dialochi, che c'è ne sono (se non ricordo male) alcuni davvero lunghi, penso ceh riducendo così i vari dialoghi, alla fine ven°ga quasi un albo in meno. no?

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penso però che se si fosse articolata in almeno un albo in meno la storia ne avrebbe giovato.

Non mi trovo molto d'accordo. Un intero albo in meno sono quasi 100 pagine da tagliare, un p? troppe senza che la fluidità del racconto non ne risenta. E poi cosa o quale parte si dovrebbe tagliare?
non taglierei completamente una parte, ma ridurrei un attimo tutti i dialochi, che c'è ne sono (se non ricordo male) alcuni davvero lunghi, penso ceh riducendo così i vari dialoghi, alla fine ven°ga quasi un albo in meno. no?
Secondo me i dialoghi non sono affatto prolissi e vanno bene così, ma qui rientramo ovviamente nelle valutazioni molto soggettive per cui ritengo normale che a te siano sembrati lunghi mentre a me no. Ognuno hai i suoi gusti e come si suol dire il mondo è bello anche per questo :indianovestito:

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Storia che raccoglie dentro di sè vari gradevolissimi argomenti: Il mistero- rappresentato dall'enigmatica figura di Tezcapolica, L'elemento fantasy- ovvero gli uomini giaguaro e i macabri culti aztechi, L'avventura- sullo sfondo di un desolato e a tratti ostile messico, addirittura la fantascienza- con una piccola parentesi su una possibile invasione degli alieni avvenuta secoli prima, la magia e le arti oscure- che in questa storia prendono il sopravvento grazie all'indimenticabile presenza del Morisco, I rancori di carattere politico- centrati in pieno nelle figure dei fratelli Herrera e sottolineati soprattutto dall'intervento di Montales. In sostanza una storia molta articolata, ricca di spunti, con dei protagonisti eccezzionali che ricoprono ruoli determinanti e soprattutto non sono stati inseriti solo per il gusto di farli comparire, e questo naturalmente è uno dei motivi per cui questa storia mi ha sempre elettrizzato, e poi nessuno, neanche bonelli senior aveva mai pensato di far incontrare due autentici pilastri del fumetto come Morisco e Montales, un'idea geniale, non c'è che dire!Per non parlare poi di Tex: Arrabbiato e preoccupato per le sorti del figlio e spinto da una irrefrenabile voglia di menare le mani. Neanche per me quello della lunghezza è mai stato un problema, anzi, ha permesso all'autore di spaziare e aggiungere vari elementi nel contesto narrativo, a mio giudizio storia da rivalutare.

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penso però che se si fosse articolata in almeno un albo in meno la storia ne avrebbe giovato.

Non mi trovo molto d'accordo. Un intero albo in meno sono quasi 100 pagine da tagliare, un p? troppe senza che la fluidità del racconto non ne risenta. E poi cosa o quale parte si dovrebbe tagliare?
non taglierei completamente una parte, ma ridurrei un attimo tutti i dialochi, che c'è ne sono (se non ricordo male) alcuni davvero lunghi, penso ceh riducendo così i vari dialoghi, alla fine ven°ga quasi un albo in meno. no?
Secondo me i dialoghi non sono affatto prolissi e vanno bene così, ma qui rientramo ovviamente nelle valutazioni molto soggettive per cui ritengo normale che a te siano sembrati lunghi mentre a me no. Ognuno hai i suoi gusti e come si suol dire il mondo è bello anche per questo :indianovestito:
::evvai:: assolutamente daccordo! :) :) ::evvai::

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Comunque in questa storia ho visto una scena in cui c'è un macroscopico errore:

Dopo che Kit è stato liberato viene condotto dagli uomini di Antonio Herrera nella casa dei fratelli Herrera insieme a Montales. Quando arrivano anche Tex e Antonio Herrera trovano Montales e Kit seduti al tavolo con Victorio Herrera sotto la minaccia delle pistole degli uomini dei fratelli Herrera. La cosa buffa è che Kit non è più a torso nudo e con il gonnellino sacrificale ma con i suoi vestiti compreso la mitica camicia gialla. Domanda anche ammesso che gli avrebbero concesso di cambiarsi, e non mi sembra proprio il caso vista la situazione, chi gli avrebbe mai fornito una camicia gialla? _ahsisi

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Sono molto legato a questa storia!!Considerata da tanti lettori, come la più brutta tra quelle scritte da Nolitta su Tex!Secondo il mio gusto invece, e nonostante l'allungamento esagerato di alcune sequenze, questa è una buona storia, originale e certamente con una visione diversa dell'universo Texiano!Peccato davvero siano state tagliate alcune pagine, imho non avrebbero sfigurato dato che di "lungaggini" la storia ne è piena, ma forse è proprio questo il suo punto di forza!Questo allungamento era tipico del modo di scrivere di Nolitta, soprattutto amava molto non andare dritto per una via, ma lasciarsi trasportare per strade completamente diverse!Nascono così sequenze che sono inutili ai fini della storia;, varie sottotrame si intrecciano al "troncone" principale, magari molte potremmo anche saltarle e non perderemmo comunque l'orientamento!Cosa che ad esempio che non succede nelle storie firmate "Boselli" dove non ti è concesso perderti neppure una vignetta, dove non puoi dimenticarti il nome di un personaggio o la sua "psicologia"... dovresti tornare indietro o rischieresti di non capire o non apprezzare il risultato finale!Gli Uomini Giaguaro è quindi un bel "polpettone", ricco di trame e sottotrame, che annoierebbero i lettori meno preparati. Non è di certo una storia da consigliare ad un texiano di primo pelo. Gli anti-nolittiani troverebbero sicuramente parecchio su cui discutere animatamente, soprattutto sulla perdita della proverbiale calma da parte di Tex, imprigionato insieme al fedele amico Morisco, che per una volta accompagna il nostro senza nessun altro pard! :deserto La prima volta che lessi questa storia, ero ancora piccolo (anche dal punto di vista di letture Texiane), dovrebbe infatti essere tra le prime 5 storie che lessi nel più o meno lontano '96 (o '97?) _thia- A Nolitta va anche il ringraziamento per aver fatto incontrare per la prima volta Montales e El Morisco.... quale altro autore l'avrebbe fatto?Forse Nizzi nella sua Yucatan°Comunque questi incontri tra i vari amici più cari di Tex e pards, mi sono sempre piaciuti!Poi Montales era stato un p? accantonato, sia da GLB che da Nizzi, e prendeva sempre più il suo ruolo di imbrattacarte-scaldapoltrone!Quindi a Nolitta in questa storia va anche il ringraziamento per avercelo mostrato come uomo d'azione, anche se non abilissimo, ma la sua bella figura la fa!Il colpo di scena finale, con la scoperta della vera faccia di Tezcalipoca e del covo degli Uomini Giaguaro, non è tra i più riusciti, ma non importa!La storia mi ha sempre lasciato impressioni più che positive!Nonostante i difetti o le parti deboli siano numerose, nell'insieme mi ha sempre divertito!Questa poi era stata scritta solo perchè Nizzi era entrato in crisi e si aveva una certa urgenza di materiale da pubblicare, ma mi spiace che Nolitta abbia scritto così poco su Tex!Avrebbe potuto regalarci altre avventure, con visioni completamente diverse dell'universo Texiano, ma sarebbero state un variare dalle sceneggiature Nizziane dell'epoca!Poi arriv? Canzio, Medda e finalmente anche Boselli!!A quell'epoca c'era davvero una gran rivoluzione sulla serie! Forse molto più grossa di questo momento!Il mio voto è 8! :trapper:

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Peccato davvero siano state tagliate alcune pagine, imho non avrebbero sfigurato dato che di "lungaggini" la storia ne è piena, ma forse è proprio questo il suo punto di forza!

Pienamente d'accordo!

Gli anti-nolittiani troverebbero sicuramente parecchio su cui discutere animatamente, soprattutto sulla perdita della proverbiale calma da parte di Tex, imprigionato insieme al fedele amico Morisco, che per una volta accompagna il nostro senza nessun altro pard!  :deserto

Ma agli antinolittiani io dico se Tex non perde la calma in momenti come questi in cui non sa se suo figlio è vivo o meno e sa che ogni minuto potrebbe essere fatale quando mai la dovrebbe perdere?

Comunque questi incontri tra i vari amici più cari di Tex e pards, mi sono sempre piaciuti!Poi Montales era stato un p? accantonato, sia da GLB che da Nizzi, e prendeva sempre più il suo ruolo di imbrattacarte-scaldapoltrone!Quindi a Nolitta in questa storia va anche il ringraziamento per avercelo mostrato come uomo d'azione, anche se non abilissimo, ma la sua bella figura la fa!

Concordo anche qui su tutto!

Questa poi era stata scritta solo perchè Nizzi era entrato in crisi e si aveva una certa urgenza di materiale da pubblicare, ma mi spiace che Nolitta abbia scritto così poco su Tex!

Anche secondo me è un peccato che Nolitta non abbia scritto più storie.

Avrebbe potuto regalarci altre avventure, con visioni completamente diverse dell'universo Texiano, ma sarebbero state un variare dalle sceneggiature Nizziane dell'epoca!

Concordo. Credo che la presenza di più sceneggiatori non possa che essere un bene per la serie di Tex.

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La strana arma rinvenuta nella cripta della missione, nell'albo "Il dio azteco", non è una banale pistola inventata di sana pianta da Letteri, bensìla "murchadna", ossia la pistola a raggi usata per anni da Martin Mystere e che provveniva addirittura dal continente perduto di Atlantide. Anche gli altri oggetti nascosti nel sotterraneo della missione di San Diego, giudicati "pericolosi" dalle autorit? ecclesiastiche, ricordano molto quelli conservati in un nascondiglio segreto di cui si parla nel n° 241 di Martin Mystere. L'omaggio alla saga del Detective dell'impossibile ideato da Castelli e Alessandrini fu voluto dallo stesso Sergio Bonelli, autore della storia.

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