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West10

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Me and Tex

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  1. Gran bella storia quella sceneggiata da Mauro Boselli in questo ultimo Texone, ho avuto modo di leggerla al rientro dalle ferie dopo averla recuperata dalla fumetteria da cui mi servo e l’ho trovata molto interessante. Inizio dal titolo “Avidità” che ritengo molto azzeccato. La copertina di Michele Rubini è molto bella, con quel primo piano di Shaman con gli occhi dallo sguardo magnetico. Ritengo la copertina del Texone di Dotti superiore, per fare un confronto col precedente Texone scritto da Mauro, ma quella di Dotti, secondo me, è una delle copertine più belle dei Texoni. Tornando a Rubini, i suoi disegni sono ottimi, ha fatto un buon lavoro. Personalmente non amo molto il suo tratto nervoso e spigoloso, ma il mio gusto personale non può inficiare il giudizio sul lavoro fatto da Rubini. Mi è piaciuto trovare, per la prima volta se non erro, l’introduzione fatta da Boselli, se questo è dovuto al fatto che ora che non ha la cura di tre serie ma solo di una ha più tempo libero, spero che continui. Per quanto riguarda la sceneggiatura non ho trovato buchi narrativi e tutto mi sembra ben congegnato. Ho letto che qualcuno in un post precedente, non ricordo chi, ha scritto che se ne potrebbe trarre un buon film, sono d’accordo. D’altronde più volte ho affermato che da parecchie storie di Mauro si potrebbero trarre degli ottimi film. Personalmente, essendo un amante del genere, ho visto diversi film western le cui sceneggiature erano veramente penose, Mauro Boselli ad Hollywood avrebbe fatto un’ottima carriera, fortunatamente non lo conoscono e lo possiamo avere tutto per noi! La storia è puro western, duro sì, ma la vita nel West non era rose e fiori. Con un tocco di soprannaturale nel personaggio di Silent Foot che riesce a “vedere” cose a distanza. Ho trovato una sola cosa per me priva di senso, o comunque forzata. Verso la fine della storia, scrivo tanto ormai credo che tutti l’abbiano letto e non c’è il rischio di spoiler, quel che rimane della banda di Cuero gli si ribella contro e lo fa fuori, e fin qui tutto normale, ma poi perché trascinarselo dietro? Ecco Mauro se vuoi chiarirmi il motivo di questa tua scelta te ne sarei grato. In definitiva un bel Texone, forse un poco al di sotto del precedente di Mauro, “Per l’onore del Texas”, che ritengo un pelino migliore e che in futuro mi piacerebbe vedere in una versione a colori, ma forse il mio giudizio è influenzato dai disegni di Maurizio Dotti che preferisco rispetto a quelli di Rubini. P.S. ho letto che Rubini è stato il terzo disegnatore a cui è stato affidato questo Texone dopo gli abbandoni di Carnevale e De Vita, immagino la faccia di Boselli quando anche il secondo disegnatore ha buttato la spugna, sicuramente ha meditato bene sulla scelta del terzo, cercando di andare su uno che sicuramente non avrebbe fatto scherzi!
  2. La mia critica è riferita al modo, se scrivi "tamarro" è un modo abbastanza scortese per dire qualcosa perché è un'accezione sarcastica e spregiativa, per non dire peggio. Se io ti dico lavori come un tamarro vedi di migliorare, c'è la volontà di offenderti, se invece ti dico non stai facendo un buon lavoro dovresti migliorare, il significato è lo stesso ma non c'è nessun intento offensivo. Per quanto riguarda i Cherokee, te lo ripeto per la terza volta perché da come rispondi mi sembra che non leggi attentamente i miei post e dopodiché la finisco qui perché non possiamo andare all'infinito, Mauro Boselli a pag. 4 dell'albo speciale "L'ultimo guerriero" ha spiegato tutto molto bene, tra cui anche la questione del perché si fossero schierati con il sud in quanto essi stessi avevano degli schiavi. Per cui bastava leggere l'albo.
  3. Che non ti sia piaciuta ci può stare, che denigri lo sceneggiatore con frasi del tipo: "ennesimo personaggio tamarro", secondo me no. Parere personale ovviamente. Non ci vedo nulla di strano su un indiano che si lancia all'attacco da solo, è plausibile. E poi se lo fa Tiger o Tex sta bene, se lo fa un altro no? Per il resto, rimango della mia opinione, che inserire dialoghi su schiavi e motivazioni sarebbe stato fuori luogo. Tex non va lì per chiedere spiegazioni sul perché si siano schierati con il sud o abbiano partecipato a una guerra. Comunque non voglio assolutamente convincere nessuno, a me è piaciuta a te no, credo che ognuno resterà della sue opinioni. Mi sembra normale. Più che altro, come detto nel precedente post, non capivo il senso della domanda quando scrivi se qualcuno aveva capito il motivo della partecipazione, dato che tutti, chi prima o chi dopo, leggono l'introduzione alla storia e lì Boselli l'aveva spiegata per bene, per cui tutti lo sapevano.
  4. Ottimo speciale estivo, l'ho letto ieri approfittando della domenica pomeriggio e ha contribuito a farmi passare un pò di tempo bene visto che in città con questo caldo c'è ben poco da fare. I disegni di Zaghi sono belli, ho trovato un unico neo, il volto che da a Tex è più da adulto che da giovane, avrebbe dovuto cercare di dargli un'aria più giovanile e sbarazzina. Ho trovato la copertina di Dotti molto bella. Passando alla sceneggiatura, molto interessante l'introduzione di Mauro Boselli, non sapevo che l'ultimo generale ad arrendersi fosse un indiano. A tal proposito, non capisco il commento di Poe che chiede se qualcuno ha capito perché i Cherokee si fossero schierati con il sud e poi ne da la spiegazione, lamentandosi che non viene riportato nel fumetto. Direi che tutti si sono letti l'introduzione di Boselli e quindi a che pro la domanda? Per il resto lo speciale non è un libro di storia, nel colloquio con Tex Ruju ha inserito la frase che a mio avviso è migliore, tutto il resto è sottointeso sarebbe stato inutile dare la spiegazione del perché fosse andato in guerra e Tex non è lì per chiedergli spiegazioni, il rapido scambio è funzionale: il capo indiano pur apprezzando la pace ricorda l'adrenalina, Tex gli risponde da par suo, pur avendo impiombato parecchie carogne lo ha fatto per necessità e spera di non dover fare altrettanto con Chasko. La trama nel complesso scorre bene, il comportamento di Chasko è compatibile con la sua mente ormai offuscata e si comporta di conseguenza, alternando momenti di lucidità a momenti di follia.
  5. Dopo dieci anni torna ancora sull'argomento e con il solito "stile". Francamente Mauro, a parte il giusto disappunto tuo è della SBE, meno male che non avete collaborato con una "personcina così a modo". Quel che mi fa ridere sono il codazzo degli adulatori che nella quasi totalità si sono affrettati a dargli ragione, andare a informarsi sulla vicenda prima di mettere i like e rispondere adoranti sarebbe stato troppo difficile?
  6. Concordo... e non scherzo Comunque, nel sottolineare che anche a me questa storia è piaciuta e anche tanto, mi piace anche scoprire che c'è anche chi è ancora più in arretrato di me nella lettura delle storie Ciao Paco
  7. Ricordo che quando uscì questo Texone, nonostante l'ottima prova di Rotundo, non si sapeva se sarebbe stato inserito nello staff dei disegnatori di Tex in pianta stabile, anche se c'erano alcuni segnali che lo facevano ritenere probabile. A distanza di anni sono contento che questo sia avvenuto e che Rotundo ci abbia fatto vedere ciò di cui è capace, anche quando è stato chiamato a colorare i suoi disegni per il cartonato.
  8. Ho fatto una rapida lettura di questo topic. Qua e là ho letto delle affermazioni alquanto discutibili, come ad esempio che Mauro sarebbe contento di poter avere una IA a disposizione che gli riproducesse storie sullo stile di GLB. Mi vien da sorridere. A parte il fatto che Mauro Boselli ha una considerazione dell'IA prossima allo zero, il problema di Mauro è semmai il tempo perché ha più volte affermato di avere tante di quelle idee in testa per delle storie che sicuramente non gli basterà una vita per realizzarle, per cui che bisogno avrebbe dell'IA? Quel che ha detto Villa è condiviso da buona parte dei disegnatori, sicuramente di tutti quelli di talento che non hanno certo bisogno dell'IA per realizzare i loro disegni e sono giustamente irritati da millantatori che utilizzando, anzi saccheggiando i loro disegni, ne creano altri simili. L'IA senza un bacino di informazione a cui attingere è uno strumento spuntato. Non per nulla, ad esempio i telegiornali, vietano di utilizzare i loro notiziari per istruire le varie IA. È vero che le case cinematografiche hanno fatto passi da gigante e riescono a fare intere scene, ma lì il gioco vale la candela, certe scene sarebbero improponibili o costosissime e il costo dell'IA per ricrearle si ripaga anche perché poi il film, generalmente americano, lo rivendi in tutto il mondo. Ma la Sbe? I disegni di Villa sono di Villa, ogni volta che vengono ristampati la bonelli deve pagargli le royalties e non credo che ne concederebbe l'uso sapendo di essere così sostituito. In più il costo di un IA che riuscirebbe a essere convincente attualmente è talmente costosa che con le tirature attuali non si ripagherebbe. Io, in ogni caso preferisco gli originali. Per finire a proposito della copertina di Zagor postata. Generalmente sono d'accordo con Sandro ma questa volta su quanto espresso su Piccinelli e quella sottospecie di copertina raffazzonata, e no caro Sandro, non mi trovi per nulla d'accordo.
  9. Grazie per le tue belle parole e per gli apprezzamenti al magazine Antonio. È stato un piacere anche per me conoscerti di persona in cui ho avuto modo di confermare l'impressione positiva che mi ero fatto di te leggendo i tuoi post. Spero che il progetto della vostra associazione abbia presto a disposizione i locali promessi dall'amministrazione comunale. 🤠
  10. Segnalo l’interessante libro appena uscito di Daniele Clarizia, che ho letto nel fine settimana, “Tex la letteratura più veloce del West”. La prima parte del libro è dedicata all’avventura editoriale del ranger più famoso delle nuvole parlanti, nato grazie ad un’idea di Gianluigi Bonelli e portato al successo grazie al coraggio editoriale di Tea Bertasi. Clarizia narra tutte le vicende correlate a quell’avventura, ne esce fuori una gustosa cronistoria ricca di aneddoti, con precise citazioni delle fonti, che interessano tutte le persone che man mano hanno preso parte all’avventura di Tex. Il libro prosegue con un interessante studio di come i diversi autori, che hanno dato vita alle storie di Aquila della Notte, si siano ispirati a opere letterarie e/o teatrali o film. Non manca la sezione dedicata ai principali sceneggiatori di Tex e al diverso modo di raccontarlo, sempre nel solco della tradizione. La parte finale è riservata al rapporto di Tex con i giornali e… ad altro ancora che vi lascio scoprire. L’ottima analisi di Clarizia è sempre accompagnata da note a piè di pagina da cui si può capire se i riferimenti sono frutto di dati certi o solo supposti dall’autore, e denotano la vasta conoscenza di Daniele Clarizia dell’argomento e l’accurato studio effettuato nello scrivere questo libro. Il libro è accompagnato da una discreta carrellata di disegni e copertine tratte dalle storie, fra cui una chicca abbastanza importante, ossia la lettera autografa con cui Tea chiese ad Aurelio Galleppini di disegnare “una nuova pubblicazione che dovrà far scintille”… e no, non si trattava di Tex, ma di Occhio Cupo. Nel libro, ben scritto e agevole da leggere, ho trovato solo una piccola svista, quando scrive che Ruju è l’attuale curatore della serie regolare, ma che non incide certamente sulla qualità del libro che, visto l’inizio delle vacanze estive consiglio come ottimo libro da leggere sotto l’ombrellone o meglio in una comoda sedia al fresco di una montagna, per poi riporlo in libreria accanto alla collezione di Tex dove farà ottima figura. Tra l'altro visto i tanti rimandi alla letteratura, si possono trovare degli ottimi spunti per qualche bel romanzo western da leggere. P.S. Leggendo il bel libro di Daniele Clarizia ho scoperto che fra i testi consultati figurano anche i vari numeri del nostro Magazine. Infatti, fra le note citate a piè di pagina ci sono articoli e/o interviste di Sandro, del sottoscritto, di Leo, Charles ed Emanuele. Fa piacere scoprire che fra gli assidui lettori del nostro Magazine ci sia anche un esperto di fumetti come lui. Filippo TWMagazine Per ulteriori info consultate il link alla casa editrice Luni che lo ha pubblicato https://www.lunieditrice.com/product/daniele-clarizia-tex-tra-letteratura-e-avventura-editoriale/
  11. Concordo su tutto con il giudizio da te espresso. Hai scritto esattamente ciò che avrei detto io. La storia non è un capolavoro ma sicuramente una buona lettura. Per il futuro so che Fabio Civitelli è al lavoro su una storia per questa collana e naturalmente non vedo l'ora di averla fra le mani.
  12. Ringrazio Mauro per il post inserito sul suo profilo instagram in cui presenta il TW Magazine nr. 22 e anche per l'onore che ci farà a dicembre quando ne parlerà sulla sua rubrica nella serie Tex Willer!
  13. Giovedì mattina io e mio figlio Federico abbiamo consegnato la copia cartacea del nuovo TW Magazine nr. 22. Un’edizione speciale interamente dedicata al nostro caro e grande Mauro per celebrare la sua lunga e splendida carriera, che naturalmente non terminerà ma continuerà anche dopo il suo pensionamento. Questo numero, che a breve sarà disponibile come al solito sul forum per il download gratuito in pdf, non si sofferma solo sulle sue storie di Tex ma abbraccia anche Zagor, Dampyr e tutto il resto delle storie scritte da Mauro. Per l’occasione desidero ringraziare tutte le persone che hanno collaborato alla preparazione di questo numero e mi hanno aiutato a confezionare questo regalo a sorpresa per il nostro Mauro. In ordine sparso grazie a Giorgio Bonelli, Moreno Burattini, Giorgio Giusfredi, Maurizio Dotti e Stefano Andreucci, che non hanno bisogno di presentazioni, al vignettista di Autosprint Giorgio Serra, in arte “Matitaccia”, al giornalista e scrittore Mario Donnini, al vicedirettore di SCLS Magazine Stefano Bidetti, a mia figlia Miriam, esperta di Dampyr, e naturalmente ai collaboratori di questo numero del TW Magazine, Sandro Palmas, Maurizio Nicastro, Carlo Monni, Fabio Cenci, Marco Zaino, Fabio D’Amelia e Massimo Musella. In ultimo, ma non certo per ultimo, un grosso ringraziamento a Mauro Boselli che nei mesi scorsi ha pazientemente risposto alle mie innumerevoli domande per la lunga intervista che troverete in questo numero, senza sapere cosa "tramavo" alle sue spalle. Caro Mauro, grazie ancora per tutte le belle storie che ci hai donato e che hanno allietato il nostro tempo libero, ma soprattutto grazie in anticipo per tutte quelle che ci donerai. Filippo Galizia P.S. In occasione di questo numero speciale ho consegnato una copia, oltre a tutti gli autori della SBE che hanno partecipato anche al grande Davide Bonelli, e naturalmente a suo zio Giorgio tramite lo stesso Davide.
  14. Sulla pagina facebook di Moreno "Zagor" Burattini il TW Magazine nr. 21
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