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TWF - Tex Willer Forum

Gunny

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Everything posted by Gunny

  1. Ho studiato a lungo la "gastronomia" del vecchio West e questa cosa non mi pare sia mai esistita. Semmai il cuoco dei cowboy (o i pionieri di una carovana) teneva sempre pronto, sul chuck wagon, un barattolo di lievito madre con cui fare il pane per il giorno dopo, ma non ho mai sentito di cowboy solitari trasportare l'impasto con sè. Quello descritto, comunque, è il "pane del trapper": i cacciatori di pellicce mischiavano farina e acqua in un impasto, lo attorcigliavano intorno ad un ramo e lo cuocevano sul fuoco da campo, ma era comunque una pratica comune nel West.
  2. Ohhh, finalmente qualcuno che legge i post e ne capisce il chiaro significato. Grazie @juanraza85.
  3. Diablero, quando la pianterai di dare del pro Nizzi (e di disprezzare) a chiunque, anche per sbaglio, anche senza intenzione, dica qualcosa che non sia contro di lui, allora forse si potrà discutere, anche se tendenzialmente evito di avere a che fare con te. A me non me ne frega NIENTE di fare il tifoso di Nizzi o di Boselli. NIENTE. E le 4 pagine di crociata sono solo in questo topic, perchè fai finta di dimenticare le altre 10 del forum Interviste agli autori.
  4. Secondo me la state facendo lunga. Ma veramente lunga. E per cose già sapute e risapute, che Nizzi ha sempre detto ma che non hanno avuto la "fortuna" di venire condivise tramite un video. Adesso invece Nizzi (che certo ha sbagliato nei toni, per carità) è diventato il mostro cannibale da schifare ed isolare, praticamente un buono a nulla sin dal suo esordio, e Boselli il Santo più di quanto già non lo fosse (per voi). Per cose che poi in realtà sono abbastanza comuni nelle aziende (ma anche in tutti gli altri contesti della vita lavorativa e sociale) e di cui i primi a fregarsene sono proprio i due contendenti (a vedere le reazioni pubbliche, Nizzi è tranquillo nell'esporre i suoi punti di vista e Boselli non mi è parso più turbato di tanto, a giudicare dai suoi post sull'argomento). Francamente non capisco dunque tutta questa crociata anti Nizzi, che da quel fatidico video è diventata esponenzialmente più velenosa e astiosa di quanto non lo fosse prima per via delle sue storie. PS. Guarino non si comporta con Nizzi diversamente da come si comportano molti utenti qui dentro con Boselli. Purtroppo la sudditanza psicologica non esiste solo nel calcio.
  5. Non di Font ma di Magnus, 1996: Magnus a giugno e Bernet a novembre.
  6. Io direi di non esagerare troppo. Più volte lo stesso Mauro ha detto che le decisioni della direzione sono oltre il suo campo di influenza e che certe scelte dei piani alti sono state definitive anche di fronte al suo veto o alle sue perplessità. Quindi Boselli o non Boselli, tutte le scellerate novità partorite alla SBE sarebbero comunque state messe in atto. Ma anche i consumatori, se è per questo.
  7. Sibillino? Credo che sia noto a tutti il mio pensiero sui texoni, visto che l'ho espresso più volte in vari topic (specie quelli d'anteprima). Non voglio allungare il brodo qui per non andare OT, se vuoi sapere come la penso puoi cercare quei miei post.
  8. Poi mi spieghi dov'è che mi sarei lamentato dei disegni.
  9. Almeno per il Texone si impegnava a onorarne la filosofia di base. Oggi invece...
  10. Ah ecco, ricordavo Marcello per una storia relativa a Font... non ricordavo fosse "Morte nella nebbia". Chissà che meraviglia sarebbe stata "Colorado Belle" con i disegni di Capitanio! (non che Font non abbia fatto un bellissimo lavoro!)
  11. Ricordo male io o in realtà era stata affidata a Marcello e non a Capitanio?
  12. L'ultima tavola di anteprima poteva essere molto interessante, poi ho letto "Zamberletti" e a quel punto... adios!
  13. Ditemi che quel logo è uno scherzo, vi prego. Non si può davvero partorire una cosa del genere, non tanto il logo in sè (comunque osceno) quanto l'idea di metterne uno in copertina. Aspettative sulla storia: molto basse, mi aspetto un altro mattone come quello dell'Erebus. L'ambientazione sanfranciscana poi è un altro punto a sfavore, e mi ricorda quell'altro mattone indigeribile della storia del Maestro (l'unica storia di Tex che ho abbandonato dopo il primo albo, e ho ancora i restanti ficcati in libreria senza mai averli aperti - e non lo farò), anche se quella è ambientata dal lato opposto degli USA.
  14. Spero che le storie così inutilmente non western siano finite per sempre. L'ho letta adesso, dopo aver raccolto i 4 albi. A me è sembrata soltanto una scusa bella e buona per raccontare la storia dell'Erebus, storia di cui francamente non se ne sentiva nè il bisogno nè l'utilità, su Tex. Completamente avulsa dal contesto del personaggio, forse pure più di Patagonia o di altre fuori ambientazione. Per il resto è la classica storia boselliana: 3000 personaggi, tre miliardi di parole, Tex che ogni tanto c'è, buonismo a vagonate come al solito (ho perso da decenni la tolleranza su questo punto). Poi a parte le discussioni infinite tra i personaggi non mi ricordo nulla di particolare o di memorabile, se non il ritrovamento della nave. Tanta noia, a dire il vero. Disegni di Bruzzo però lodevoli, ha fatto davvero un buon lavoro, forse però si nota troppo lo stacco tra la prima parte di tavole in cui prende le misure di Ticci prima maniera e quella dove evidentemente trova finalmente la quadra mettendoci il proprio tocco. Insomma, alla fine si rivela una storia noiosa, a tratti irritante, e ripeto assolutamente inutile (rimarrò per sempre con il dubbio su cosa davvero c'entri TEX con tutto ciò, e viceversa). Mi sa che è un altro chiodo sulla bara del mio interesse per il personaggio. Alla fine dell'imminente run con Mefisto (che già non mi suscita nessun interesse) l'ardua sentenza.
  15. Da quel che ne so Monti ritoccò i volti di Wilson e non quelli di De La Fuente. Cosa che, chiunque fosse stato il disegnatore "corretto", giudico un'eresia (specie su disegni strepitosi come quelli di Wilson).
  16. Ho letto l'albo su prestito, e meno male. Lette le prime 4 perchè dopo la quarta ho desistito. Mi sono parse tutte storielle senza arte nè parte. La prima abbastanza insulsa, si salvano i disegni (molto interessanti, devo dire). Quella sul muto altrettanta poca roba, niente di che, ma menzione speciale negativa per i disegni, scopiazzati impunemente (e male) da Ticci. La storia di Nizzi ordinarissima amministrazione ma Torti a me piace molto (spero di rivederlo in una storia lunga e in b/n). Infine (per me) la storia del soldato, del povero Ulzana, altrettanto insufficiente come le altre: nessuna trama, credibilità zero (quante probabilità c'erano che il tizio venisse salvato ben 4 volte da Tex? Dai su...) e un finale così telefonato non l'avevo mai visto... si nota solo l'atmosfera di tristezza, forse riflesso della situazione del suo autore. Insomma, per farla brevissima: risparmiatevi sti 8 euro, che oggi non sono pochi.
  17. Gunny

    Addio, Ulzana!

    Mi dispiace davvero tanto, sono notizie che non vorrei mai leggere. Non aggiungo altro perchè in circostanze così non so mai cosa dire. Che riposi in pace. Ciao Ulzana.
  18. Se dovessi giudicare dalle tavole in anteprima direi che i disegni sono, a dir poco, anonimi. Solo Torti (che, vi dirò, a me piace un sacco) spicca per stile. La seconda tavola, che credo sia della storia di Jannì, è palesemente una (brutta) scopiazzatura di Ticci. Il resto mi pare molto mediocre, con partecipazione della classica colorazione piatta che sicuramente bene non fa.
  19. Non ho mai seguito il mercato fumettistico americano ma so che i suoi personaggi, dal più famoso al più minuscolo e in particolare i supereroi, non hanno solo una storia editoriale ma praticamente infinite storie editoriali (reboot, universi paralleli, nemesi, cambi di personalità, cambi di persona, ecc.). La domanda che segue è pertanto rivolta principalmente a chi conosce il fumetto a stelle e strisce. Se Tex fosse stata una creatura americana, come l'avrebbero gestita editorialmente parlando? Indignamoci insieme!
  20. Sicuramente il primo terzo di questo centinaio è molto al di sotto rispetto alla qualità medio-alta dei suoi precedenti. Non so fino a che punto la colpa è degli autori mentre credo che molta ne abbia l'ossessiva pretesa di sfornare quante più storie possibile per foraggiare quante più collane possibili. Insomma, c'è troppo lavoro per gli sceneggiatori (che già sono pochissimi) e la ricerca di aiuti esterni ha portato a disastri (Zamberletti e Monni) o a lavori senza arte nè parte (Rauch e Rizzo), mentre quella di alternative narrative è involontariamente sfociata nel ridicolo (la magia del pistolero vudù). Paradossalmente, l'aiuto migliore l'ha dato Nizzi che ha scritto solide storie western molto migliori di quelle delle "nuove" leve, pur senza raggiungere i livelli del miglior Boselli (che comunque nessuno, sono sicuro, gli chiedeva o si aspettava). L'unico record raggiunto da questo primo terzo è il punto più basso toccato in 73 anni di storia editoriale, ossia la storia di Zamberletti e Candita, che in confronto la mitica Montezuma nizziana è da medaglia d'onore. Attaccata a questa storia del cinese c'è, con uno spillo, quella di Manuela Montoya, e a rimorchio quella del pistolero magico: una sequenza (per giunta una dietro l'altra) da ko (così imparano i catastrofisti anti-nizziani ) che affossa inesorabilmente quel poco di buono che era stato fatto in precedenza.
  21. Beh insomma, che non sia triste e malinconico non lo so mica. Intanto quando parla di Lilyth la malinconia e la tristezza mi sembra che le esprima (anche in questo albo di Breccia, senza andare troppo lontano), certo comunque non vive con la rabbia costante. Secondo te in quella storia può assomigliare al Punisher? La domanda non è ironica nè canzonatoria, lo chiedo davvero per curiosità perchè onestamente del Punisher ho letto una sola storia (peraltro ambientata nel West e veramente poca cosa...).
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