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Gunny

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  1. Poi alcuni di voi dicono che la quantità non fa calare la qualità. Ecco che roba è obbligato ad accettare Boselli per tenere il ritmo delle uscite.
  2. Sugli ultimi quattro paragrafi sono d'accordo con te, decisamente (avevo letto su Comicus il post sul bilancio SBE). Sugli altri riguardanti i remake invece mi trovi in disaccordo, nel senso che non approvo i remake, nè qui nè in ambito cinematografico, se non in rare occasioni.
  3. Diablero, io credevo che tu fossi contrario a priori a qualsiasi tipo di remake delle storie di GLB. Tra l'altro, Tex o Tex Willer che sia, ho l'impressione che qui (e quindi non solo alla SBE) qualcuno ritenga un vero e proprio obbligo remakeare/sequellizzare (sono neologismi che ho appena inventato ) le vecchie storie, quando invece Boselli potrebbe semplicemente scrivere storie del Tex giovane che mai sono uscite dalla macchina da scrivere di GLB.
  4. Risposta seria: a parte che il Tex di GLB è ancora oggi attuale e desiderato dai lettori, non mi pare che si sia ufficialmente deciso di fare un Tex diverso dal suo, quindi per quanto mi riguarda, da lettore pagante, pretendo e mi aspetto che il Tex che va in edicola sia quanto più vicino possibile a quello del suo creatore (e ciò non vuol dire ricalcato pedissequamente). Altrimenti, ripeto, ci dicano che vogliono farne uno diverso e almeno lo sappiamo ed evitiamo di farci "il sangue amaro" (relativamente parlando, mica qui parliamo di questioni vitali).
  5. Qui proprio nessuno chiede di imitare punto per punto GLB, proprio perchè facendolo si cade in prodotti che non hanno un'anima, aridi, privi di verve o di un minimo di interesse. Basterebbe semplicemente attenersi alle regole (scritte e non) del suo CREATORE per evitare di far fare a Tex figure barbine e far indispettire il lettore (perlomeno quello che ha ancora un minimo di affezione per il personaggio). Altrimenti lo si dica chiaramente che il Tex di oggi NON È PIU' il Tex di GLB e che è un reboot della SBE e noi ci metteremo l'anima in pace.
  6. Riguardo il buonismo fatto notare da @Diablero (a cui non stento a credere), volevo chiedergli se si è accorto che solo quasi alla fine del viaggio di Long John con Tex e Carson viene detto che in realtà lui - il prigioniero - l'agente Pinkerton "per fortuna non l'ha accoppato"... mi pare che fino ad allora non si capiva se l'avesse ammazzato oppure no. Se ricordo bene, questa "rivelazione" mi sembra tanto di toppa messa in post-produzione proprio per far apparire il bandito non proprio un cattivone ammazza cristiani.
  7. Anche io ho due pagine sbiadite nella mia copia, ma diverse dalle tue: 75 e 82.
  8. Concordo assolutamente con Joe e con Diablero. Il fatto è che si capisce subito quanto poco Tex esprime questa storia: sembra la copia, della copia, della copia, della copia di una storia del nostro ranger. Sembra che Rauch l'abbia scritta con il "Manuale di GLB" a portata di mano: ogni tanto lo sfogliava, leggeva che il Tex GLBiano diceva "Satanasso, giuggiola, peste, diavolo" e pensava "Ah sì, questo lo metto qui, quest'altro lo inserisco là... Sì, così mi sembra proprio una storia di Tex". Se la "famosa" storia di Zamberletti del guerriero cinese sembrava una fanfiction, questa di Rauch se pure non lo è gli si avvicina molto. Forse, dopotutto, i disegni mosci di Palumbo riflettono la mediocrità della storia.
  9. Dopo tutto, concordo con la recensione di Exit. Effettivamente una nota positiva della storia è non tanto il personaggio dello yaqui quanto il fatto che nel duello con Tex il nostro ranger si trova in difficoltà e ne busca anche abbastanza. Questo sì, ma come ho detto prima se hai un disegnatore non canonico (per Tex) deve sapere almeno disegnare il western o avere uno stile adatto (esempio: Sicomoro), altrimenti o niente oppure gli scrivi una storia apposta dove fai leva sulle sue corde e cerchi di tenere il western più "nascosto" possibile (esempi: Roi e Magnus). Non è che lo spirito originario dei Texoni vuol dire ficcarci dentro chiunque.
  10. Anche per me storiella che dice veramente poco, sicuramente del tutto inadatta ad un Texone: non che uno si aspetta il capolavoro ma almeno una storia che non sia stata scritta con il pilota automatico. Leggendo questo Texone mi pare abbastanza evidente che Rauch abbia pensato ad un western "giusto perchè è il genere di Tex" e ci abbia messo quei dialoghetti caratteristici senza curarsi di dargli un minimo di credibilità (insomma: satanasso, bistecche e patatine, la barba di tizio e quella di caio, ecc. ecc... tutti forzatissimi e insapori) così come a tutta la storia in generale. I disegni di Palumbo mi hanno lasciato abbastanza indifferente: nonostante adori i disegnatori con le linee di contorno spesse, qui è proprio lo stile di Palumbo che è lontanissimo dal western e non ti permette di calarti nel contesto. Nell'altro post avevo detto che la prima vignetta è da occhi a cuoricino, ed è vero, ma è stata semplicemente una falsa partenza, perchè per il resto il mondo western del sudovest sembra la scenografia di uno spaghetti western, che si vede lontano un miglio che è "finta". Palumbo ci stava per un Texone, il suo Tex è abbastanza personale, ma allo stesso tempo non ci stava su Tex perchè non è un artista western. Per dirne una, Alessandrini può piacere o non piacere (a me è piaciuto, meno la storia di Nizzi) ma sul Texone ci stava benissimo perchè il suo stile era inedito per Tex e al contempo adatto al western. Palumbo invece neanche per sbaglio. Alcuni di questo tipo di disegnatori che sono stati messi a fare un Texone se la sono cavata bene perchè a monte c'era stata la scelta di affidargli una storia meno western e più adatta alle loro corde (Magnus, Roi, Rotundo), cosa non successa con Palumbo (e fatta notare anche da Diablero). Tra l'altro la storia è pure un po' pesantina da leggere/guardare per via di tutto quel nero... evidentemente Palumbo non fa economia di inchiostro! Se dovessi dare dei voti direi soggetto: 6 (senza arte nè parte, niente di particolarmente interessante) sceneggiatura: 6 (idem come sopra) disegni: 6-
  11. Preso 2 minuti fa e sfogliato in 0,5 secondi netti. Per ora posso dire che i disegni appaiono migliori che nelle anteprime qui sopra e che la primissima vignetta è da occhi a cuoricino.
  12. Un'altra storia al limite del ridicolo che secondo me denota una discesa qualitativa incontrollata della serie regolare, come se del resto ce ne fosse bisogno... L'ennesimo riempimento di pagine che se non fossero disegnate non direbbero niente. Ma soprattutto l'ennesima storia non Western di Boselli, che è da 3 anni esatti che non ne pubblica più una Western sulla serie regolare (voglio dimenticare apposta quella di Higgins), e da più tempo ancora che non ne pubblica una decente (l'ultima è stata Netdahe, giugno 2020). Nel frattempo altri autori con storielle, storielline e storiacce e mai davvero nulla di apprezzabile. Per questa sci-fi (e non sci-fi/western) ha detto tutto Exit e mi trova sostanzialmente d'accordo. L'unica cosa che riesco a salvare sono i disegni di Bocci, che da un lato si esaltano con le scenografie della storia, dall'altro sono sprecati per tutto il resto. Ridatemi Nizzi...
  13. A me il fatto che da sempre si disprezzi e si osteggi la narrativa popolare mi fa incazzare in una maniera che non ne avete idea. E' una campagna diffamatoria ad opera della stessa gente che scrive e legge storie "d'autore" che le uniche cose di grande che hanno sono la supponenza e la noia, opere convinte di veicolare chissà quale messaggio profondo o seguire le tendenze del momento. Una tragedia, insomma! Se l'editoria prescindesse da me (che compro e leggo tantissimo) che acquisto questo tipo di opere, sarebbe fallita già da decenni. Per questo dico: ma ben vengano i Salgari, i L'Amour, i Lansdale, i B-movies, i pulp, i GLB, e via di questo passo! BEN VENGANO!
  14. Nella penultima vignetta della prima tavola manca l'accento sulla e.
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