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Gunny

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  1. Non ho mai seguito il mercato fumettistico americano ma so che i suoi personaggi, dal più famoso al più minuscolo e in particolare i supereroi, non hanno solo una storia editoriale ma praticamente infinite storie editoriali (reboot, universi paralleli, nemesi, cambi di personalità, cambi di persona, ecc.). La domanda che segue è pertanto rivolta principalmente a chi conosce il fumetto a stelle e strisce. Se Tex fosse stata una creatura americana, come l'avrebbero gestita editorialmente parlando? Indignamoci insieme!
  2. Sicuramente il primo terzo di questo centinaio è molto al di sotto rispetto alla qualità medio-alta dei suoi precedenti. Non so fino a che punto la colpa è degli autori mentre credo che molta ne abbia l'ossessiva pretesa di sfornare quante più storie possibile per foraggiare quante più collane possibili. Insomma, c'è troppo lavoro per gli sceneggiatori (che già sono pochissimi) e la ricerca di aiuti esterni ha portato a disastri (Zamberletti e Monni) o a lavori senza arte nè parte (Rauch e Rizzo), mentre quella di alternative narrative è involontariamente sfociata nel ridicolo (la magia del pistolero vudù). Paradossalmente, l'aiuto migliore l'ha dato Nizzi che ha scritto solide storie western molto migliori di quelle delle "nuove" leve, pur senza raggiungere i livelli del miglior Boselli (che comunque nessuno, sono sicuro, gli chiedeva o si aspettava). L'unico record raggiunto da questo primo terzo è il punto più basso toccato in 73 anni di storia editoriale, ossia la storia di Zamberletti e Candita, che in confronto la mitica Montezuma nizziana è da medaglia d'onore. Attaccata a questa storia del cinese c'è, con uno spillo, quella di Manuela Montoya, e a rimorchio quella del pistolero magico: una sequenza (per giunta una dietro l'altra) da ko (così imparano i catastrofisti anti-nizziani ) che affossa inesorabilmente quel poco di buono che era stato fatto in precedenza.
  3. Beh insomma, che non sia triste e malinconico non lo so mica. Intanto quando parla di Lilyth la malinconia e la tristezza mi sembra che le esprima (anche in questo albo di Breccia, senza andare troppo lontano), certo comunque non vive con la rabbia costante. Secondo te in quella storia può assomigliare al Punisher? La domanda non è ironica nè canzonatoria, lo chiedo davvero per curiosità perchè onestamente del Punisher ho letto una sola storia (peraltro ambientata nel West e veramente poca cosa...).
  4. Ho sempre sognato un Tex versione The Punisher e in quella vignetta di Breccia ho subito associato i due personaggi già alla prima occhiata, anche dal punto di vista fisionomico. D'altronde entrambi condividono la stessa tragedia dell'uccisione della moglie (sebbene Castle pure peggiore, visto che perse anche i figli) e un Tex vendicativo e violento sarebbe non solo "non del tutto fuori canone" ma secondo me una figatissima da vedere. Non sulla serio regolare, ovviamente, per carità, altrimenti gli estremisti texiani cominciano poi a piangere.
  5. Infatti in sei mesi ne sono uscite ben 2, 3 se vogliamo includere anche quella del pistolero magico... e tutte consecutive. Se non è record questo!
  6. Ora che ho letto Agente indiano, posso dare anche io i miei voti L’assedio di Mezcali ------ 6 I forzati di Dryfork -------- 5 La rupe del diavolo ------- 6 Netdahe! ----------------- 7 Sulla cattiva strada ------- 5 Guatemala ---------------- 5 Il monaco guerriero ------- 1 Il pistolero vudu ---------- 4 Una colt per Manuela ----- 2 Agente indiano ----------- 7 Media: 4,8
  7. Oh, finalmente una storia di Tex come si deve! Western (non come quella del pistolero vudù), d'atmosfera (non come quella del ritorno di Manuela Montoya), saporita e ricca di dettagli (non come quella del monaco cinese). Ci voleva una storia di un albo scritta da Boselli per spazzare via l'intontimento dovuto al triello di storie più brutto mai apparso su Tex. Una bella storia, dal soggetto classicissimo, con Tex granitico, Tiger sempre in formissima (è davvero un piacere vederlo in azione, grande Tigerone!!!) e i soliti lestofanti che lucrano sui Navajos. Una buona dose d'azione lega il tutto ed è una vera boccata d'aria e un piacere da leggere. L'unico difettuccio sono i soliti dialoghi-fiume, ma stavolta ci si passa su, anche perchè nelle scene più movimentate per fortuna i baloon non straripano. E bravo bravo bravo Boss! Posso dire la parola "finalmente"? Plauso anche a Dotti, specie per la cura maniacale dei dettagli (per un western buff come me è un piacere per gli occhi), ma sono sempre convinto che dovrebbe migliorare nella rappresentazione degli... occhi. Voto soggetto: 6 (classico classico) Voto sceneggiatura: 7 Voto disegni: 7,5
  8. Scusa eh, ma se qualcuno dice "la serie regolare da qualche tempo è calata in qualità" (concetto, non parole testuali), non sarà certo un giudizio "en tranchant" ma è ovvio che si riferisce alla serie regolare in generale e non ad una singola storia. E' un giudizio che proviene dalla lettura di un certo numero di storie per cui si fa una specie di media. Tipo la classifica della serie A all'ultima giornata. Poi non capisco l'incaponirsi su questa cosa, se per te la serie regolare è tutta rose e fiori ok. Io la mia l'ho detta, poi ognuno veda per se.
  9. Perdonami Mauro, premesso che io ovviamente in ogni post che scrivo parlo per me (non posso specificarlo ogni volta) ed esprimo quindi un'opinione assolutamente personale, quell'"inconfutabile" viene semplicemente dal fatto che la quasi totalità degli utenti che commentano qui abbia espresso il dubbio (chi più, chi meno) sulla qualità attuale della serie regolare. Tu giustamente dirai che quattro gatti non fanno primavera, ma d'altronde io posso farmi quest'idea leggendo i post di chi commenta e non posso entrare nella testa di tutti i lettori di Tex, nemmeno di quelli che sono iscritti qui ma che non commentano Poi ovviamente il mio gusto completa il giudizio.
  10. Dalle mia parti si crepa dal caldo, Mauro. Luglio in Sicilia non è proprio il paradiso, e nemmeno il purgatorio E si attende agosto... Scempio sì, forse è esagerato e forse no... Ma che la serie regolare ormai da parecchi numeri non sia più ad alti livelli mi pare inconfutabile, anche gli altri se ne sono accorti quindi non è che mi sto inventando le cose. Senza andare troppo lontano, le storie di Zamberletti e l'ultima tua affonderebbero anche la migliore delle annate (vuoi per i disegni, vuoi per i testi, vuoi per entrambi).
  11. Ma secondo voi tutta la robaccia extra che negli ultimi anni hanno proposto (box, carte, medaglie, edizioni specialissime dei Texoni, Monopoli, magliette e tazze, gioco da tavolo, variant di qualsiasi tipo) è stata davvero pensata "per andare incontro alle tendenze del mercato di oggi" o piuttosto è un sintomo palesissimo di una crisi texiana sempre più nera per cui servono esclusivamente per spennare quanti più polli possibili e raccattare soldi finchè sono in tempo? La serie regolare è oggi come oggi uno scempio. E' chiaro che tutti gli sforzi sono deviati verso il fratellino piccolo "Tex Willer", ne è la prova il fatto che anche le altre uscite collaterali siano pochissima roba (in ordine di inutilità decrescente: color singolo, color storie brevi, Magazine, Maxi [a parte qualcuno sparso, che comunque sono convinto sarebbe confluito su TW, tipo "Nueces Valley"]), tranne i Texoni e qualche cartonato. Ma tranquilli, appena vedranno qualche zero in più nella casella dei rossi, ovvieranno facendo uscire la 8793421675esima ristampa a colori cartonata con pagine laminate d'oro, copertina in pelle di coccodrillo o serpente (a scelta) intarsiata e con medaglia (che fa sempre figo) incastrata al centro e rigorosamente progettata dal peggior grafico editoriale.
  12. Mi fa piacere vedere che dopo una storia così avete ancora la voglia di discutere di una questione così insignificante come quella del linciaggio. A me francamente, dopo aver letto la prima parte, non me ne è fregato niente nè di Tex, nè di Carson, nè di Kit, nè di nessun altro. Poteva pure esserci una scena di sesso esplicito oppure Tex e Carson che ballano il can-can, sarei ugualmente rimasto nella più totale indifferenza.
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