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frank_one

Ranchero
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  1. Il cavallo in copertina ha qualcosa che non mi convince. Forse la testa e il collo. Peccato perché altrimenti sarebbe clamorosa.
  2. Io l'avevo notato ed ho pensato che fosse la prova che Siniscalchi lavora in digitale. Però sì, è strano che nessuno IN REDAZIONE se ne sia accorto.
  3. Dopo mesi mi sono deciso a leggere anche la seconda storia, quella più breve, ad opera di Rauch e Siniscalchi. Il soggetto non era male, anzi inizialmente mi affascinava il mistero di un forte sotto silenzioso scacco, ma ho trovato la realizzazione molto sottotono, con un finale troppo sbrigativo e banale (Tex fa fuori tutti, ne facevo volentieri a meno) e in generale una caratterizzione dei personaggi quasi inesistente, in particolar modo la figura del medico, solo abbozzata. Avrebbe meritato un uso più funzionale delle pagine a disposizione e sarebbe stato interessante legare la storia dei fuggitivi delle prime pagine con la vicenda principale. Bellissima scoperta invece Luigi Siniscalchi! Tratto molto personale, inizialmente non facile da decifrare per via delle linee molto spesse e di una suddivisione tra figure in primo piano e sfondo sicuramente meno netta di quanto visto nelle tavole di Cossu, ma più l'occhio si abitua al suo particolare stile e più se ne apprezzano i dettagli e la mano sicura. Leggo da @Condor senza meta che in futuro lo vedremo su un Maxi tutto suo e non posso che esserne felice. Per me il ragazzo è promosso! Storia: 6 meno Disegni: 7 e mezzo Considerando che il primo episodio (Mignacco/Cossu) di questo Maxi mi era piaciuto molto e che questo secondo raggiunge comunque la sufficienza grazie ai disegni, confermo la mia soddisfazione nei confronti di questa testata e continuerò, salvo eccezioni (quando c'è Diso ad esempio), ad acquistarla. Ne esco con un forte apprezzamento per Ugolino Cossu, di cui finora avevo visto pochissimo (ho un unico albo disegnato da lui, Dylan Dog 266) e che pensavo non mi convincesse del tutto, e con la curiosità per un autore, Siniscalchi, di cui spero di vedere ancora tante storie.
  4. Vedremo se c'hai azzeccato! Molto probabile che madre e figlia saranno quantomeno parte della scena finale a simboleggiare la speranza di un nuovo inizio ed una vita meno turbolenta, ora che uomini pericolosi non gravitano più attorno a Vivien. Mi autosmentisco! Una storia di Font sarà presente sul prossimo Tex Magazine. Vero, non ricordavo che Brendan si fosse macchiato di un delitto ad inizio storia e che quindi non avrebbe potuto comunque uscirne pulito. Il fatto che sia stato ucciso da Hanger e non dai pard se non altro fa digerire meglio la sua morte a quelli che come me un po' facevano il tifo per Brendan e Vivien.
  5. In realtà nell'ultimo periodo della sua vita gli assomigliava parecchio. Se guardate su Wikipedia troverete una foto del vero Carson ormai vecchio, con i baffi e i capelli grigi, leggermente lunghi. È praticamente il nostro Capelli d'argento. Quando GL Bonelli nel 48 (o poco dopo) ideò il personaggio a fumetti, è probabile che non si impegnó in chissà quali ricerche storiche sul vero Kit Carson ma si lasciò ispirare dalle rappresentazioni che i racconti, il cinema e i serial avevano prodotto fino a quell'epoca. Non a caso, se cercate vedrete che nei film anni 30 e 40 Kit Carson era vestito in modo identico a come lo vediamo ancora oggi su Tex, con il suo classico vestito con le frange. Quindi io direi che il nostro Kit dei fumetti forse non sarà il Kit Carson reale, ma quando venne introdotto sulle pagine di Tex era sicuramente molto vicino al Kit Carson che la gente dell'epoca si immaginava, all'idea, alla leggenda. È chiaro che a partire da quel punto le strade del personaggio a fumetti e della sua ispirazione si separarono e il Kit che conosciamo divenne il Kit Carson di Bonelli.
  6. Contro ogni previsione, ho apprezzato questo primo albo. I disegni di Font mi avevano lasciato perplesso durante la lettura della prima decina di pagine ma poi, quando nella storia viene introdotta Vivien, il tratto del disegnatore spagnolo si fa più sinuoso e deciso, meno confuso e anche nel proseguo dell'albo un buon numero di tavole mi ha soddisfatto, permettendomi di intravvedere lo stile di Font di un tempo. Intravvedere, perchè è innegabile che la stanchezza degli anni abbia ormai preso il sopravvento in maniera irreparabile e che un ulteriore peggioramento della qualità potrebbe spingere le tavole oltre la soglia dell'apprezzabilità. Non so se vedremo altre storie disegnate da Font.. La particolarità di questi autori però è che si fanno voler bene per la loro unicità ed ora, mentre sfoglio più volte l'albetto, nonostante le incertezze del tratto e qualche linea di troppo, non riesco a non vedere della bellezza in tanti piccoli dettagli, dalle pose dei corpi, dall'espressività di alcuni volti, anche in quelle prime tavole che non mi avevano convinto. Ho come l'impressione che più i miei occhi si abituano allo stile di Font e più faccio fatica a dare un giudizio negativo a questa sua ultima fatica.. Mi arrendo, per me Font è ancora da 7. Sarò troppo buono? Anche la sceneggiatura di Ruju per me a questo giro è buona. Meglio di quella di "Il morso dello scorpione" (772) e di "L'orrendo massacro" (778), forse anche meglio di quella di "Le quattro vedove nere" (767). Nulla di eclatante, ma non ho trovato nessuna parte noiosa o allunga brodo e sono curioso di vedere come i tre fili narrativi (Tex che indaga sul colpo all'agenzia indiana, Tiger e Kit che controllano i guerrieri Piute in cerca di guai e Vivien in fuga con il biondo verso una vita insieme) arriveranno ad intrecciarsi. Quindi anche Ruju è promosso con un 7. Unico mio rammarico Totale per questo albo: 7/10
  7. Quindi oltre al Magazine chiude anche il Color?
  8. Meglio averli tra una striscia e l'altra che non averli proprio.
  9. Quindi niente Tex in questa storia? Non che sia un problema, come detto in un'altra discussione. Sono contento di incontrare anche qui Kate Warne, è un personaggio che sto apprezzando molto leggendo i numeri 10-13 giusto in questi giorni.
  10. Io sto leggendo questo primo albo mentre contemporaneamente, balzando da uno agli altri, sto leggendo i numeri 11, 12, 13, nei quali Mefisto compariva per la prima volta. Dico solo che STO GODENDO.
  11. Hai fatto bene. L'operazione riguardava il pubblicare una storia scartata, non il riabilitarla a storia "regolare" cancellandone lo status precedente. La parte scritta da te per concludere la storia rimane inerente ad una storia appunto scartata e quindi non necessariamente in continuity.
  12. Dubito abbiano speso soldi per rifare delle vignette. Questa è una ristampa al risparmio, non hanno nemmeno messo l'indice o una pagina per l'editoriale. Scommetto che quei titoli tra una vignetta e l'altra invece si siano semplicemente dimenticati che esistessero.
  13. Storia incredibile! Questo Yama mi sta pure molto più simpatico del padre. Ci sono sequenze come quella dello zombie o della discesa di Yama negli inferi che mi hanno sinceramente emozionato. Forse il finale è stato un po' troppo brusco, avrei voluto che Thomas e compagni incontrassero qualche difficoltà in più nel catturare Yama e Loa, invece si fanno letteralmente mettere nel sacco come due tontoloni qualsiasi. Storia comunque da 10 o poco meno! E si prosegue nella cavalcata tra i vecchi numeri...!
  14. In Tex Nuova Ristampa c'erano ancora?
  15. Vero, ed aggiungo che sono anche un elemento importante per il ritmo della storia. Oltretutto, togliendo i titoli ci si trova nella situazione fastidiosa nella quale il titolo dell'albo richiama il nome di un preciso capitolo, nome che ora però non compare da nessuna parte all'interno dell'albo.
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