frank_one
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Possibilissimo. Di fronte ad una storia un po' frettolosa ci si trova a fantasticare su cosa si sarebbe potuto approfondire con qualche pagina in più.. ma a volte è meglio non saperlo perché è proprio la sua brevità a rendere la storia interessante e a farci appunto fantasticare.
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Sarebbe stato interessante avere Kit Willer in questa storia, chissà come si sarebbero rapportati lui e Rick, anche se credo che quest'ultimo sia un po' più giovane. Soprattutto sarebbe stato bello vedere il doppio parallelo
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Non mi esprimo sulle didascalie del passato di Tex perché mi mancano centinaia di numeri da leggere. Posso dire che nei primi 150 numeri di Tex non ne ho mai trovata una fastidiosa, anzi solitamente apprezzo quelle che hanno un certo gusto poetico per la narrativa avventurosa. Questa la trovo antipatica perché nella sua brevità è banale e pedante, è un po' come se ci fosse scritto "E come volevasi dimostrare..". Ci trovo più un intento moraleggiante che un gusto avventuroso. Come dire "Hai fatto il bandito? E così ecco che ti succede: finisci in galera!". Non ho ancora letto quella storia (ma c'arriveró presto ), ma penso che quello che descrivi è un problema di stile narrativo forse un po' antiquato e invecchiato "male" (di virgolette ce ne vorrebbero almeno dieci). Quello che critico io invece è più una questione di intenti che di stile.
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Meglio di nulla, no?
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Grazie per la precisazione. Per quel che ne so, l'avere meno pagine a disposizione potrebbe anche aver giovato a questa storia, dal momento che non sappiamo cosa avrebbe aggiunto Eccher. Dal canto mio avrei apprezzato Però come mi disse una volta @borden in un'altra discussione non si può giudicare una storia sulla base di quello che noi avremmo voluto trovarci, si può solo giudicare quello che c'è sulla pagina. Ma solo a me quella didascalia "E così" a pagina 110 da un fastidio enorme?
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Ho apprezzato il ritmo e buona parte dei dialoghi di Eccher, ma ci sono qui e lì dei dettagli che ho trovato forzati ed altri forse più adatti ad una storia Disney che ad un albo di Tex. So che alcuni non hanno ancora letto la storia, quindi metto tutto sotto spoiler: Eccher mi sembra bravino, più spigliato di un sonnolente Ruju, ma vorrei vederlo più a briglia sciolta e che non si facesse prendere dalla malattia del dover spiegare ogni snodo della vicenda col rischio di rendere alcuni passaggi troppo rigidi, impacciati. Un po' più di sicurezza, su! Disegni di Biglia favolosi! Ho trovato ogni personaggio ben caratterizzato nel volto e nel corpo. Molto particolare il volto di Rick e quella sua strana espressione tra il malinconico e l'enigmatico che da subito lo caratterizza e che fin dalle prime pagine mi ha spinto ad interrogarmi su cosa nascondesse quel ragazzo. Molto d'impatto l'ingresso dei pard in controluce a pagina 95: sembravano i cavalieri dell'apocalisse, ti credo che la ragazzina sviene! A pagina 87 invece Snake curiosamente sembra essersi rasato il capo. Un dettaglio che ho notato: Biglia disegna delle mani molto convincenti. Per me la storia è promossa. Il soggetto è buono (a proposito, solo io c'ho visto un po' di Guerre Stellari nel dialogo a pagina 67?), la vicenda ha un buon ritmo e tiene incollati alla pagina. Peccato per qualche incertezza e qualche passaggio che cigola un po'. I disegni, come già detto, sono perfetti. A volergli trovare un difetto posso dire che mancano di un piglio autoriale, un tratto personale che li fa emergere e riconoscere ulteriormente. Non che siano piatti, assolutamente. Soggetto e Sceneggiatura: 7- (il soggetto, siamo onesti, non è poi così originale e la sceneggiatura ha i difetti elencati sopra) Disegni: 8+ (Perchè se a Biglia do un 9 poi ad altri maestri dovrei dare un 12) Numericamente ne usciamo quindi con un 7 e 1/2, ma a sentimento potrei togliere quel meno a Eccher e riconoscergli di avermi portato fino alla fine dell'albo senza mai far calare il mio interesse. Considerando che gli sono state tagliate diverse pagine per questioni editoriali, quel meno potrebbe diventare un più. A conti fatti quindi ritengo un 8- il voto giusto per questa storia.
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Mi son permesso di creare un topic per la storia di Eccher e Biglia, così evitiamo di parlarne qui:
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Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Eccher Disegni: Stefano Biglia Copertine: Claudio Villa La storia comincia a pagina 99 del 785 "Verdetto finale" (contenente la breve prima parte "Rapina a Winslow") e si conclude alla fine del 786 "Scritto nel sangue".
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Sono ancora all'inizio della lettura, ma mi hanno colpito due cose: - Rick dice di aver imparato l'arte dello scassinatore rubando la marmellata di sua madre. Momento buffo e tenero che poteva anche starci, ma mi sarei aspettato una reazione di scherno da parte dei due criminali, che avrebbe riportato il tono alla realtà. Qualcosa come: "Un ladro di marmellata, eh? Gus, ma perché stiamo dando ancora retta a questo moccioso?" "Perché è l'unico ad avere un briciolo d'idea, Jeb. Il ragazzo sa il fatto suo, diamogli fiducia". - Ad un certo punto Snake parla di Tex, Kit e Tiger Jack con i suoi uomini. Mi è suonato strano vederlo riferirsi a quest'ultimo con il nome "Tiger Jack" e non con un semplice "il loro pard indiano". Perché un bandito dovrebbe conoscere il nome di Tiger, ma soprattutto perché dovrebbe fregargliene qualcosa? Mi è sembrato anche forzato il modo con cui incita i suoi uomini a dare il benvenuto a Rick, un po' troppo da imbonitore motivazionale per essere un bandito. Poi urlando rischia pure di far scoprire il suo covo segreto!
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[Romanzi A Fumetti] Tex presenta: L'uomo del Texas
frank_one replied to natural killer's topic in Romanzi a fumetti di Tex
Qualcuno sicuramente lo prenderà, ma qui dentro penso che nessuno sia interessato. L'originale, per chi non lo avesse già, è disponibile su eBay allo stesso prezzo di questa ristampa. Inutile dire che i colori originali erano migliori. -
Credo che pure un Frank Miller potrebbe fare ben poco su Tex, avrebbe le mani legate.
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Sì, e anche nella mia proposta a numero di pagine ridotto (o suddivise su più storie/autori) non rinuncerei mai al formato più grande. Ovviamente non ho inserito questa provocazione in una discussione che parla di come rilanciare Tex a caso. Credo che riportare nomi illustri su una pubblicazione di Tex sia un modo di ridargli un po' di pubblicità in Italia e all'estero.
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Pensate ad un grande disegnatore che vi piace. Piuttosto che non vederlo mai disegnare un texone di 200 pagine non sareste disposti ad accettare il compromesso di vederlo disegnare una storia di 60-80 pagine?
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Spesso si è parlato di come oggi sia molto difficile trovare disegnatori di fama internazionale disposti a realizzare un Texone, lavoro che richiede all'artista di rimanere impegnato per centinaia di pagine. Quello che vi chiedo è: sareste disposti ad accettare dei compromessi? Si potrebbe ad esempio avere un texone con lo stesso numero di pagine, ma contenente più di una storia, ciascuna disegnata da un autore diverso, così che ognuno debba impegnarsi per meno pagine. Mi immagino ad esempio un numero dedicato ad autori giapponesi, contenente tre o quattro storie di importanti mangaka. Altra alternativa sarebbe quella di introdurre dei texoni fuori serie con un numero ridotto di pagine, pur mantenendo lo stesso formato. A mio avviso questi compromessi sono l'unico modo di veder ancora Tex disegnato da artisti importanti.
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La qualità di stampa dei disegni in un albo a fumetti non è una questione relativa, è una questione fondamentale. Ci vengono venduti come prodotti di alta qualità e fatti pagare come tali, è lecito pretendere che lo siano o quantomeno sollevare certe criticità, quando rilevate. Nessuno qui vuole fare polemiche, stavamo solo cercando di capire perché un albetto pagato 4,50€ sembra stampato con una fotocopiatrice da ufficio. Vogliamo bene a questi personaggi e a chi li scrive e disegna, per questo ci sembra importante che il loro lavoro venga valorizzato e non sminuito per mancanza di cura o incompetenza.