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TWF - Tex Willer Forum

Dix Leroy

Ranchero
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Everything posted by Dix Leroy

  1. Secondo il mio parere la questione è molto più semplice di quello che pensate. Il classico "team up" americano piace poco anche a me: la storia di solito comincia con un supereroe che incontra un altro supereroe che non conosce e si sfidano. Poi capiscono che stanno combattendo tra loro mentre il loro nemico fa il suo comodo, allora uniscono le forze e vincono contro il cattivo. "Potremo rifarlo, un giorno o l'altro!" L'abbiamo già visto un sacco di volte. Quello che ho in mente io è che ne so... Tex è sulle tracce di una banda di predoni indiani e riesce a salvare una carovana di cui Hondo è la guida. l'intervento del ranger è decisivo e gli indiani scappano. Hondo ringrazia e gli offre riparo per la notte e passano la serata parlando per qualche pagina del più e del meno. Il giorno successivo Tex parte e continua la sua storia. Oppure i quattro pard trovano in un fiume un soldato che sta per annegare, lo salvano e poco dopo arriva Tim Carter a riprendersi Dusty che come al solito era caduto in acqua durante una delle loro perlustrazioni. Tanti saluti e pacche sulle spalle e la storia continua. Niente di troppo impegnativo, e chi non conosce i personaggi non si perde niente.
  2. Rispolverare alcune "vecchie glorie", oltre a rendere omaggio ai grandi autori del passato (G.L., Bignotti o Roy D'Amy tra tutti), potrebbe essere di spunto per ripubblicare qualche vecchia avventura, magari nella parte finale del Tex Magazine. A me la storiella di Kit Carson di Monasterolo per esempio è piaciuta parecchio. Ma non faccio testo: sono solo un vecchio nostalgico...
  3. So che se ne è già parlato e l'idea non piace troppo a Boselli. Ma dato che è quasi sicuro che prima o poi si narrerà il primo incontro tra Tex e Cochise (simile alla versione data da Emilio Uberti), io sogno che il ranger possa trovarsi fianco a fianco con i Tre Bill, Tim Carter (e Dusty), il Sgt. York, Hondo, Dix Leroy...
  4. Sono qui che tentenno... Mando o no un mercenario a Lucca per prendermi questa edizione variant di Tex? "Rio Quemado" l'ho voluto a tutti i costi (ma almeno quella copertina ne valeva la pena). Tanto il poster resterà dentro l'albo, esattamente come quello del 122...
  5. Ciao a tutti e bentornato al sito, che per qualche giorno è stato in manutenzione. Mi consentite un intervento provocatore? Penso sia la prima volta che ne parlo qui. Per me i fumetti bisognerebbe vietarli. Con un bel decreto legge. Mi è tornato in mente leggendo il Maxi Martin Mystere di quest'estate "I fumetti nuocciono gravemente alla salute". Negli anni cinquanta gli educatori vedevano i fumetti come "fumo negli occhi" e se la maestra (o peggio il prete) ti beccava col giornaletto tra i quaderni erano guai. Per quello (secondo me) divennero così popolari. Altro che Lucca, occorrebbe fare un rogo pubblico (ovviamente usando scarti di stampa) e una bella crociata antinuvolette a livello planetario. Comunque grazie anticipate a Borden per la storia di Yama in edicola il prossimo mese, non vedo l'ora!
  6. La "tecnica" per colorare nei Color le scene notturne consiste nel rendere il cielo blu smorto e smorzare tutti gli altri colori. Forse usando la carta lucida l'effetto potrebbe anche pagare, ma con la carta del Color estivo dà l'idea ancor di più di essere fatto al risparmio. GFB Comics dovrebbe inventarsi qualche nuovo trucco e non riposarsi sui (pochi) allori. Virare tutto verso il blu e fare il cielo un poco poco più scuro? A me la storia è piaciuta e Tito per una volta ha fregato anche me nella ricerca all'evaso (io ero certo si trattasse del cuoco: non ne ho mai trovato uno che sapesse cucinare!). Incredibile come Mario Milano sia riuscito piano piano a far assomigliare Tex a Steven Seagal… L'attore più inespressivo della storia del cinema qui sorride, guarda acuto, scruta nell'animo delle persone che gli stanno accanto. Non avevo MAI pensato a lui come un volto per Tex. Anche se alcuni non hanno gradito, io alzo il pollice. Ma prenda sempre a riferimento sempre foto di gioventù, il Seagal di adesso nun se po' vedè! Tra i personaggi voto Garth, una spanna sopra gli altri, per forza.
  7. Voglio solo ringraziare quelli che hanno reso possibile acquistare questo imperdibile pezzo della collezione. Se vado indietro con la memoria me ne ricordo solo quattro o cinque di veramente memorabili, ma anche questo resterà negli annali.
  8. Confesso che ho solo dato una occhiata all'albo (acquistandolo comunque!). Molto ben realizzato. A differenza di quello dedicato a Dragonero, qui le storie sono in bianco e nero. Poco male, altrimenti la maggioranza delle testate del ranger ormai sarebbero in technicolor. Un grazie immenso per le storie nuove (ottimamente disegnate) e per il recupero della storia "vintage" del vecchio cammello. Spero che se ne possano leggere ancora. Io adoro gli anni cinquanta a fumetti e se non le ho lette sono comunque nuove.
  9. Cosa c'è di meglio di leggere di Tex nel primo giorno dell'anno? Grazie ragazzi.
  10. Bravo Carlo (e ovviamente grazie della precisazione di Natural Killer): una "autopsia" al mio messaggio che dimostra (se ancora ce ne fosse stato il bisogno) la tua competenza. Su Letteri non ho altro da aggiungere se non accodarmi a chi ne ha apprezzato tantissimo il lavoro su Tex (a parte Rick Master di suo non ho letto altro). Ho "sopportato" con un misto di rassegnazione e gratitudine le sue incerte prove finali, e ancora sono indeciso su chi ne possa esserne l'erede.
  11. a Monni è giusto segnalare che il primo team di disegnatori di Tex non comprendeva Letteri, ma io li reputo gli aiutanti di Galep. In casi eccezionali essi hanno avuto il privilegio di fare interi episodi da soli, e sempre cercando di avvicinarsi allo stile del creatore grafico. A questi aggiungo Raffaele Cormio, sfortunato artista che era quasi l'alter ego di Galleppini. Ticci, Letteri e Nicolò furono i primi a fare un Tex completamente diverso, anche per un lettore distratto. Ai miei occhi di bambinetto erano quasi un "tradimento" e anche se adesso anche a me sembra ridicolo, so che non ero il solo a pensarla così. Se ci pensi i primi episodi non scritti da G.L. Bonelli vennero pubblicati con il trucco di non indicare lo scrittore nei crediti, e il nome dei disegnatori erano accessibili solo a chi li aveva apprezzati in altre testate. Con tempo si cambia opinione e quindi ho trovato inutile nascondere il fatto che saltavo allegramente le storie di Nicolò e Fusco, trovandomi peraltro, anni dopo, con tanto buon materiale da poter apprezzare. Per fare un esempio in quegli anni (fine '70 inizio '80) apprezzavo tantissimo il Topolino di Cavazzano perché allora era innovativo, mentre ora mi da un fastidio enorme vedere nel settimanale Disney (quasi) tutti gli attuali disegnatori che lo imitano! Per restare in tema (cosa che mi viene segnalata ma sarà un vizio duro da vincere), Guglielmo Letteri nella sua giovinezza fu un discreto musicista Jazz (nel "Crystal trio").
  12. L'irripetibile "prima generazione" dei disegnatori di Tex mi ha fatto leggere per anni quasi malvolentieri storie illustrate da altri. Adesso il ricordo è più sbiadito (e forse hanno pesato le quasi dolorose ultime opere dei grandi vecchi), quindi ora è più difficile stabilire anche soggettivamente "solo questo è il vero Tex". Una volta si potevano anche scatenare risse sull'argomento! Da piccolo (dove si è più assoluti nelle scelte), anche il Tex di Nicolò per me era un "pugno in un occhio". Non vi dico che fatica leggere le prime tavole di Fusco... Per fortuna si cresce ma a volte pure io sento il bisogno di riprendere qualche albo pre 200. Letteri era anche un asso nelle figure femminili, spesso avversari di Tex e destinate a una fine tragica per intervento divino, dato che Tex si sa che non spara sulle donne.
  13. Anch'io preferisco lo stile del Ticci "giovane", anche quando allungava le facce senza rendersene conto. Ma di tutti i disegnatori storici è quello che è "invecchiato" in crescendo, ora il suo Tex sarà stilizzato, ma mai "tirato via" o "fatto male". Teniamocelo caro e stretto.
  14. Peste! Tex è Tex e se decide di fare una cosa, quella andava fatta! Se sbaglia lo fa solo per la funzionalità della storia, o un suo eventuale seguito
  15. Di storie "corte" sul mensile ce ne sono state molte, e se escludete i primi cento (dove ce ne sono parecchie), mi vengono in mente almeno "Gli Sterminatori" di Bonelli padre e Galep (qui stratosferico e quasi sempre senza la gabbia bonelliana) che comincia a pagina 64 (!) di Condor Pass (n. 134), e "La Lettera bruciata" di Nizzi-Fusco che inizia a pag. 49 del n. 399. La storia nuova la leggerò stasera con calma, mentre posso già dire che i disegni di Danubio (pur con qualche imperfezione di troppo) non mi sento di accomunarli con quelli dello studio fernadez: almeno qui l'impegno c'è stato. Ma proprio il fatto che qualche volta si intravede lo stile di Vincenzo Monti (che a me piaceva moltissimo, non so se lo sapete) forse rende il mio giudizio poco obbiettivo! Spero però che la redazione faccia pervenire al disegnatore un resoconto dettagliato delle cose che proprio non vanno, prima di iniziare un nuovo assegnamento.
  16. A me la copertina di "Conestoga" ricorda anche quella del "Manuale di Tex nel West"
  17. Io mi accordo per tutto l'anno con l'edicolante, prenotando una copia delle raccolte che faccio. Qualcosa si perde lo stesso (e lo recupero in fumetteria o alle fiere), altrimenti col cavolo leggerei i Fantastici Quattro o Dragonero.
  18. Finito di leggere questo Maxi il giorno del mio compleanno (come da mia tradizione). Adoro il Maxi per questo, anche se troppe volte ho trovato il "mattone" poco digeribile. E invece questa volta mi è piaciuto. Il fatto che il tema sia simile a canovacci visti di recente nel mensile non mi ha minimamente disturbato. Lo stile di Cossu a me piace molto, molto pulito e "vecchia scuola". Anche se ci sono comunque vignette che sembrano allungate, Ortiz non mi è neanche dispiaciuto troppo. Inutile confrontare Faraci e Boselli, il loro Tex è diverso quasi quanto quello di Bonelli padre con quello di Nolitta. Non solo non ci sono parole per il disegnatore scomparso, ma nemmeno per le storie (come ho già segnalato), l'unica critica che mi sento di fare. Però ora sono (quasi) pronto per un altro volume di Diso
  19. Nelle copertine basterebbe che i coloristi la colorassero come fa Claudio Villa e sarebbe già meno un pugno nell'occhio. Ormai è passato troppo tempo per cambiare colore della camicia di Tex, ma sarebbe ora che più spesso usasse qualche giacca a frange o lo spolverino, rigorosamente aperti sul davanti. La camicia rosa di Giuliano Gemma era dello stesso taglio di quella del Kit Willer dei fumetti, piuttosto è il figlioccio di Carson che arrivato alla soglia dei… (ma quanti anni anni ha ora stò benedetto figliolo?), potrebbe comprare in qualche trading store qualcosa di più originale!
  20. E' giusto che chi ha visitato la fiera abbia un ricordo esclusivo, magari autografato da uno degli ospiti. Ma la storia dovrà in seguito essere fruibile da tutti, (magari in un ColorTex storie brevi), proprio per evitare le speculazioni. Comunque su e-bay c'erano vari prezzi, non tutti improponibili.
  21. Le storie vergognose e impubblicabili (quando ci sono), secondo me non riescono ad andare al di là di un semplice soggetto, soprattutto in una casa editrice come SBE, che comunque non pubblica sfarzose graphic novel, ma onesto fumetto popolare d'intrattenimento. Poi che tutte le storie non siano indimenticabili va da sé: sfido chiunque nel proprio mestiere a essere sempre al top, per forza di cose c'è sempre qualcosa che va storto, che si deve sistemare, più o meno con successo. Credo nessun film venga prodotto per diventare un fiasco, eppure quanti ce ne sono!
  22. L'ho terminata adesso: davvero come un film. Giusto mix di dialoghi e azione: ci vuole tempo per leggere ma l'incalzare degli eventi non fa mai calare l'attenzione. Ma in questo modo per il Maxi dovrò aspettare un'altra settimana! Alfonso Font è un furbone: in mezzo a tanti disegni approssimativi mette altrettante vignette su cui invece è un piacere soffermarsi. Non sarà mica Dallas il nuovo nemico ricorrente da cui ora dovranno guardarsi i pards?!
  23. Grazie Chinasky89, ma quello che vorrei condividere sul frontespizio non è una curiosità o un aneddoto sulla sua realizzazione.Nei vecchi albi questa immagine era riprodotta malamente, a causa delle tecniche dell'epoca. Poi è stata digitalizzata ma in tempi non recentissimi e quindi da anni presenta difetti e definizione non all'altezza dei disegni interni (e sicuramente il confronto con l'originale è impietoso). Forse in questo forum potrò segnalare a chi di dovere questo minimo problema.
  24. Anch'io ho preso il Maxi e l'ho subito imbustato. Ho l'abitudine di non leggere una storia se ce n'è un'altra in sospeso (il 660 lo comprerò domani), e ho già fatto una eccezione per il breve "Frontera". Però non sono riuscito a non sfogliarlo, così mi sono accorto di altre curiosità a parte il famoso "refuso" che entrerà nella storia quasi quanto il "Campidoglio". Ho controllato sommariamente e mi sembra che questo Maxi sia il primo in cui non c'è nessuna presentazione delle storie (a parte la quarta di copertina) e nel volume sono presenti due "frontespizi". Con questo termine intendo la tavola di Galep con il titolo e i quattro pards, che altrove ho visto chiamare (per me erroneamente) "Splashpage". Su questo disegno storico, che ho avuto il privilegio di osservare in originale, avrei qualcos'altro da dire: mi sapete indicare dove (e se) mi posso esprimere?
  25. Teneteci informati sulla pubblicazione che conterrà "Rio Quemado". Immagino sarà un volume "una tantum" come il libro di Espresso/Repubblica "Storie Brevi" di qualche anno fa. Intanto buona lettura a chi potrà accaparrarsi l'albetto in anteprima.
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