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Andrea67

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  1. Chissà perché io la penso esattamente all’opposto, per tutto quello che Glb dichiara in questa intervista.
  2. Un discreto Zamberletti confeziona un’onesta storia che si lascia leggere piacevolmente. La pecca della storia, però, è che l’autore, nonostante le decine di nemici, non riesce mai a mettere in difficoltà i protagonisti, pur provandoci con la falsa accusa, che viene smontata immediatamente. Voto positivo, comunque, e alla prossima. Cossu è sempre il solito, senza infamia e senza lode. Voto alla storia: 6,8 Voto ai disegni: 6,8
  3. Due storie in una, ed entrambe coinvolgenti. Piacevole rivedere i vecchi amici di Tex, ma anche il giovane Carson ed altri rangers. L’introduzione di Jesse James, però, è una particolarità che non credo potrà dare molti frutti, per ovvi motivi storici; infatti, l’autore non lo ha mai fatto incontrare/scontrare con Tex né mai lo farà. Consideriamolo, pertanto, come una chicca a sé stante. Ghion molto migliorato dalla sua prima prova nella serie. Voto alla storia: 7,8 Voto ai disegni: 8,5
  4. Storia che sembra scritta da Boselli, del quale il giovane Giusfredi pare abbia assimilato il metodo di scrittura, e questo non può che essere un bene per la serie. Avventura di un Tex giovane, ma un po' più in avanti rispetto al periodo in cui è arrivata la nuova serie. Peccato, però, che Font non riesca a distinguere molto tra quel Tex e quello attuale, così come non ci riusciva neanche Ticci, a dir la verità. Passi per i disegni, è comunque una bella avventura costellata di tanti personaggi e con colpo di scena, seppur telefonato, finale. Avanti così. Voto alla storia: 7,7 Voto ai disegni: 6,5
  5. Storiella di ordinaria amministrazione che sembra scritta dall’ultimo Nizzi, anche se sappiamo che gli autori sono altri. Troviamo, infatti, tutti i cliché del genere western, come un compitino studiato a tavolino, come lo sceriffo ambiguo (il Vice), il boss del paese (anche se segreto), il cattivo di turno (ripreso da una vecchia storia, così come il boss), il giudice corrotto, e, per chi non ne avesse abbastanza, anche la banda di indiani reietti. Tutti quanti liquidati con irrisoria facilità dai due pards uno dopo l’altro, come birilli. Chiederei a chi ha scritto il soggetto e a chi ha sceneggiato un po' più di impegno, augurandomi che sia solo quello che manca, nella consapevolezza che non si può avere tutti i mesi una storia di Boselli, ma non vorremmo neanche tornare indietro di qualche decennio. I disegni, invece, sono promossi a pieni voti e, a questo punto, anche un po' sprecati. Voto alla storia: 6,3 Voto ai disegni: 8,5
  6. Sembra di essere tornati indietro di una ventina di anni, soliti soggetti, solite sceneggiature, solito Nizzi. Sì, sembra proprio una delle tante avventure scritte dallo stesso autore in passato, e mi riferisco al secondo Nizzi, ovviamente. Non manca, infatti, l’origlione, il politicante corrotto, i suoi complici pezzi grossi, l’ufficiale idiota, il solito oro dei Navajos a completare la sagra del “tutto facile” per Tex e co., che se la cavano, alla fine, soltanto grazie ad un generale arrivato sul posto non si sa come e perché (e con che velocità), il quale addirittura degrada l’ufficiale idiota (questa è la prima volta che mi capita, non credo sia possibile) spedendolo in Florida ( questo si può fare). Il tutto farcito da disegni quasi improponibili, ai quali do, però, la sufficienza, per rispetto. Insufficienza piena, invece, per il buon Boselli (ed è la seconda, dopo quella per la storia di Burattini), che permette la pubblicazione di simili storie. Come dire che, non avendone mai presa una sulle sue storie, le prende su quelle altrui. Ma anche questo è il mestiere del curatore.
  7. E dire che era cominciata anche piuttosto bene: buona conoscenza dei personaggi, dialoghi abbastanza riusciti, sufficiente dose di pathos, discreta dose di scene d’azione e, soprattutto, la presenza di tutti e quattro i pards. Però… però… Burattini non ce la fa, è più forte di lui, non gli basta il reinserimento di quelle bestie che tanto erano piaciute (solo a lui) nel color breve pubblicato in passato. Non resiste alla tentazione di introdurre, nelle scene finali, anche dei mostri dalla forma umana, tanto simili a quelli della sua prima prova su Zagor, forse nella convinzione che gli dessero altrettanta approvazione. Ma Tex non è Zagor, caro Moreno, (e, di questi tempi, aggiungo “Per fortuna”), soprattutto non è lo Zagor di oggi, che sta diventando quasi illeggibile se non c’è un certo autore a scriverne le storie. E mi meraviglia anche Boselli che lascia che vengano pubblicati tali soggetti. Purtroppo, non è l’unico, visto che, ultimamente, abbiamo visto almeno un altro paio di storie (vado a memoria perché non le ho rilette e, probabilmente, non lo farò più) con mostri, zombie o giù di lì. Ovviamente non ce l’ho con Moreno, che adoro come persona, perché sono un ottimista e resto convinto che, se solo volesse, potrebbe scrivere storie migliori, anche su Zagor. In questo caso, sono convinto che, se avesse scritto una sceneggiatura puramente western, sarebbe stata certamente migliore, e di gran lunga. Basta mostri, Moreno. Te lo stiamo dicendo su Zagor e te lo ripetiamo anche qui. Basta mostri!!! Non ne possiamo più. Voto alla storia: 6 Voto ai disegni: 7,5
  8. YAVAPAI di Majo/Majo Un buon Majo dimostra di conoscere bene Tex ed imbastisce una classica storia con indiani e duello finale. A proposito di quest’ultimo, piccola tiratina d’orecchi all’autore, quando fa dire a rivolto a Tex, “Che vuoi fare? Un duello?”, come se non lo conoscesse abbastanza. Voto alla storia: 6,5 Voto ai disegni: 7,5 IL PROFESSIONISTA di Burattini e Volante Con Burattini ci si sposta in città, ed esattamente a San Francisco, alle prese con un killer di professione ingaggiato da un gangster. Purtroppo, la trama è piuttosto telefonata e di facile conclusione, senza particolari sussulti. Disegni nella media. Voto alla storia: 6 Voto ai disegni: 7,5 FALSA ACCUSA di Nizzi e Gualandris “Che cosa ci guadagnava Butler a liberarsi di te?”. Ma come? Lo aveva visto uscire armato dalla casa del delitto, ecco perché doveva liberarsi di lui, non per il ranch. E ancora, Tex dice allo sceriffo di voler salutare Butler, ma se questi fosse entrato nel saloon con lui? Secondo me, Nizzi, ormai, scrive le sue storie senza neanche rileggerle altrimenti si accorgerebbe facilmente di questi grossolani errori di sceneggiatura, come quando Tex si vanta, nella sua mente, di essere un celebre baro. Per il resto, la storia non dice molto e i duelli sono costruiti male. Appena sufficiente. Disegni molto macchinosi con poca fluidità nelle scene d’azione. Voto alla storia: 6 Voto ai disegni: 6,5 IL SICARIO di Zamberletti e Barison La trama di Zamb si avvicina a quella di Moreno, ed anche il titolo. La storia però è leggermente migliore, non fosse altro perché si svolge nel west e non in città. Barison non mi fa impazzire, con le sue immagini squadrate. Voto alla storia: 6,5 Voto ai disegni: 7 JOHNNY IL MEZZOSANGUE di Boselli/Gomez Ci voleva Boselli per risollevare un albo, fin qui, appena sopra la sufficienza. Ed il Boss lo fa da par suo, con una bella trama anche ben illustrata. Voto alla storia: 7 Voto ai disegni: 8
  9. Purtroppo non ci siamo. Non la boccio totalmente perché Boselli sa scrivere Tex e perché ci sono anche delle cose positive. Però, non riesco ad accettare tutta quella magia (non l'accetto totalmente neanche su Zagor, figuriamoci), le formule magiche, i raggi marveliani, i demoni dell'oltretomba, le resurrezioni e, soprattutto, che nessuno dei quattro pards ci metta lo zampino nella sconfitta di Mefisto e Yama. Praticamente, fa tutto Padma, con l'aiuto indiretto di Yama e Lily. A questo punto, guardiamo il bicchiere mezzo pieno: forse ce li siamo tolti definitivamente dalle scatole. Mi riferisco, ovviamente, a Yama e Mefisto. Se poi si vuol far tornare la bella infermiera, o anche Lily, che lo si faccia pure, ma in storie con nemici terreni. Adesso si va nel grande nord; poi concentriamoci sugli indiani, apache possibilmente, ma soprattutto sul west, così come solo il Bos lo sa scrivere.
  10. Altra avventura corale di Boselli che, ai quattro pards, aggiunge Brandon, Dallas e Dawn e l’evanescente Mike (che, in questa storia, quanto ad importanza, fa coppia con il Colonnello). Ne esce una grande storia nella quale vengono affrontati nemici diversi e in tempi diversi. Un po’ sopra le righe, forse, il ruolo delle due donne, diventate grandi cacciatrici dall’infallibile mira: soprattutto Dawn non lo aveva mai dimostrato. Caratteristico il personaggio del gigantesco Inuit e memorabile la scena dell’ultima pagina. Bruzzo continua a non dispiacermi, pur senza farmi impazzire. Quel Tex con giaccone sembra quasi un ciccione, a volte, e, in alcuni casi, si stenta a riconoscerlo rispetto agli altri comprimari. Voto alla storia: 8,6 Voto ai disegni: 8
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