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Andrea67

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  1. Ma infatti la penso come te. Le altre sono discrete, ma l’alta qualità ce l’abbiamo grazie a Boselli. Senza di lui sarebbe una serie quasi anonima. Non so come faremo senza se lui deciderà di smettere…
  2. Ho letto il post di Diablero e sono parzialmente d’accordo. Tutto giusto tranne che per il primo errore, che non è quello di aver salvato la vita a Fraser, ci mancherebbe, ma di aver suggerito l’umiliante punizione. È questa che porta alla vendetta. Detto questo, Massacro piace molto anche a me, ma GLB ha scritto di meglio, per fortuna. P.S. Dimenticavo, altra cosa in cui non sono d’accordo con Diablero: Cruzado è un capolavoro, non scherziamo.
  3. Addirittura la più bella di Bonelli!!! Forse l’unica sua storia in cui vi è un Tex fallibile.
  4. Abbiamo aspettato tanto, ma alla fine ne è valsa la pena. Questo è uno “storione”, signori, non mi aspettavo tanto, sinceramente, nonostante la mia incondizionata fiducia in Boselli. Tutto è dosato al punto giusto, i personaggi sono caratterizzati perfettamente e la trama è splendidamente seriosa, con alcuni picchi di epicità. Mi è piaciuto tantissimo il finale, venato di romanticismo, con la promessa di un nuovo incontro ed il richiamo al pancione messicano. L’unica parte, a mio parere, leggermente sottotono (ma non è una critica, forse è giusto così) è proprio lo scontro tra i due eroi, reso in maniera troppo scherzosa e terminato alla pari. Io avrei fatto prevalere, seppur di poco, Zagor, non solo per le caratteristiche fisiche, ma anche per l’esperienza dovuta all’età. Ma capisco che la collana è del giovane Tex e che i lettori puramente texiani non sono abituati a vederlo soccombere. Piccinelli perfetto con il giovane Tex, lo è un po’ meno con il maturo Zagor, un po’ troppo musone, per i miei gusti. Splendide, invece, le scene di battaglia. Voto alla storia: 8,5 Voto ai disegni: 9,5
  5. E qui concordo in pieno. Il capolavoro c’è tutto.
  6. Come il suo soldato che non riusciva mai a ringraziare Tex, lui non è riuscito a vedere la sua storia in edicola. Che tristezza!
  7. Ma quando la smetterai di fare il buonista???
  8. Intanto, ringrazio Boselli per queste “chicche” che ci regala, e mi esalta la sua sincerità e spontaneità, lontana dagli schemi di ipocrisia che ormai ritroviamo ovunque. Detto questo, anche io, come Ymalpas, avevo capito che correggevi poco, soprattutto agli autori di una certa levatura. Mi sembra che li affermasti parlando di Nizzi. Quindi, la domanda è: a Manfredi sì e a Nizzi no?
  9. Tutto sommato, storia che non dispiace e che, al netto delle scelte di sceneggiatura, si guadagna una più che piena sufficienza. Qui, Manfredi assomiglia molto a Segura, sia nella costruzione della storia che nei dialoghi, lontano quindi anni luce dallo stile di Boselli oltre che da quello degli altri autori che si mantengono all’interno dei canoni texiani. Non mi piace, infatti, la caratterizzazione dei due pards ne’ la motivazione che li spinge ad entrare in scena, per non parlare della facilità con cui si sbarazzano delle decine di nemici che gli si parano davanti. Detto questo, avvincenti le scene d’azione e coinvolgente il viaggio sul fiume, sempre ad effetto. Molto bravo Rotundo nel ricostruire i particolari delle città visitate e le scene d’azione, molto ben movimentate. Un po’ meno con i due pards, mai così musoni. Voto alla storia: 6,7 Voto ai disegni: 8
  10. Lette le prime 130 pagine, per ora, e la storia mi sembra sulla piena sufficienza, niente di più. Il modo di sceneggiare di Manfredi mi ricorda molto quello di Segura, sia nella costruzione della trama che nei dialoghi, e non è un complimento. È quanto di più lontano ci sia dal metodo di Boselli, e finanche da quelli di Ruju e Rauch, senza voler scomodare il grande vecchio. Vedremo! Rotundo è bravo, ma un sorriso ogni tanto…. P.S. La battuta “conosco solo la borsa o la vita, preferisco la vita “ credo sia una delle peggiori mai apparse su un albo Bonelli.
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