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mangiatortillas

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  1. Avevo dimenticato le memorabili "parentesi nel discorso diretto", uno dei cavalli di battaglia di Nizzi negli anni novanta e duemila È un espediente formale così sciatto che mi lasciava sbalordito anche da bambino, non credo di averlo mai visto usato da altri
  2. Ricordo una storia disegnata da Fusco, forse era "Il mercante francese": Tex prigioniero, legato ad un palo nei pressi di un torrente. I pards si avvicinano di soppiatto e Tiger spiega "Ci bagneremo, ma purtroppo è l'unico modo per salvare Aquila della notte" All'epoca ero ragazzino e leggevo su TWO le recensioni tue e di altri su queste perle di comicità... Che tempi
  3. L'unica storia "solo sua" direi che è la prima, quella che ho citato io. In tutte le successive, il volto di Tex è disegnato da Galleppini. Non tutti i volti di Tex, ma almeno una parte, di solito quelli in primo piano. Se dici che ci sono certamente altre storie integralmente di Muzzi, potresti indicare quali?
  4. "Contrabbando", albi 44-45 della serie gigante, è disegnata integralmente da Muzzi, con un risultato di gran lunga superiore rispetto ai capoccioni di Galep posticci di tutte le storie successive.
  5. Sei sicuro, Diablero? Ho guardato attentamente il video e con il fermo immagine, mi sembra che tutte le tavole mostrate siano della SdW (si vedono Pat e Abele). Di Tex vengono mostrati solo alcuni schizzi, probabilmente eseguiti in anni più recenti, a giudicare dal tratto tremolante.
  6. Per quel che può valere, qualche confronto l'ho fatto io. Ad esempio nella terza serie, albetto n. 27 "La capanna sul fiume", a pag 31 la Piacentini è errata, riportando la frase censurata "sarà sotto un metro di terra". Invece l'anastatica Bonelli riporta la frase e il lettering originale: "sarà buona solo per i vermi". Magari! Si tratta di soli 3 o 4 albetti e sarebbe veramente utile, invece hanno ristampato solo la striscia della prima serie con l'inutile "variant" della camicia a quadretti in copertina
  7. Come immaginava Diablero e diversamente da quanto sostenuto da Carlo Monni, la storia è incompleta anche per quanto riguarda la sceneggiatura di GL Bonelli ed è stata completata da Boselli per i disegni di Torricelli. Lo ha confermato il redattore Del Savio in un'intervista pubblicata ieri.
  8. Rimando alla lettura delle pagine 105 e 115: Tex ammette a se stesso di aver fallito nel vendicarsi dell'uomo che uccise sua moglie. Davvero un particolare secondario! solo degli integralisti potrebbero prendersela per una bazzecola simile!
  9. Ecco la prima citazione che ho trovato, Monni il 9 settembre a p. 5, ne ricordo altre ma non ho voglia di rileggermi 16 pagine di topic: Come vedi non ho inventato nulla, qualcuno ha implicato che Tex avesse lasciato una possibilità di salvezza ANCHE a Higgins, perché "a Tex della morte di Higgins non importa" (tralasciamo poi che Tucker non era l'inventore del piano, ma va beh). E fino alla pubblicazione di questo albo, Tex non aveva commesso nessun errore su Higgins, ed è per questo che io e altri stiamo dicendo che non sentivamo affatto bisogno di questa "rivelazione".
  10. Pag. 105: "Lui stesso [Tex], animato da un furore selvaggio, pare tutt'uno col vento, mentre vola implacabile all'inseguimento dell'uomo che uccise Lilyth!" Qui è la didascalia stessa a smentire l'interpretazione secondo cui Higgins ne "Il giuramento" era solo un pesce piccolo, un mero esecutore come centinaia di altri incontrati da Tex; no, in questa didascalia dallo stile così enfatico e roboante, Higgins viene presentato come "l'uomo che uccise Lilyth!" Pag. 115: "Con lui non avrei fatto due volte lo stesso errore". Qui il suo pensiero smentisce chiaramente coloro che hanno scritto che Tex, dopotutto, aveva voluto lasciare una possibilità di sopravvivenza a Higgins (teoria chiaramente insostenibile dopo una lettura attenta del "giuramento", come illustrato da Diablero). No, è Tex stesso a definirlo un errore: cioè, lui era convinto di aver ucciso Higgins lasciandolo agonizzante nel deserto, ma ha commesso un errore di valutazione, ha fallito. E così, nel settembre 2023, ho dovuto leggere che Tex ha fallito una delle missioni più importanti della sua vita, se non la più importante: la vendetta contro "l'uomo che uccise Lilyth!"... E sono venuto a saperlo dalla penna del mio sceneggiatore preferito dopo GL Bonelli, verso cui ho anche un legame di riconoscenza personale. La mia domanda è PERCHÉ? Come è possibile considerare il soggetto di questo albo come un omaggio al mito settantennale di Tex? Per me è stata una grande delusione, certo addolcita dalla meravigliosa arte di Villa e dai bei colori di Vattani.
  11. Lettura in corso. A pag. 100 ho sorriso nel vedere l'ufficio dello sceriffo, identico a quello di "un dollaro d'onore", perfino nei manifesti affissi nella bacheca. Anche la posa e l'abbigliamento del vice ricordano il personaggio di Wayne. Peccato che l'insegna reciti "Presidio County", come quella del film, mentre la scena del texone si svolge da tutt'altra parte. Non è una critica scassamaroni, semplicemente quando noto queste curiosità mi fa piacere condividerle 😄
  12. No, non regge, perché la storia dell'almanacco prende avvio dalla battaglia di Glorieta, per poi svolgersi nell'arco di parecchi giorni. Cito da p. 56: "QUALCHE giorno dopo, la città fu evacuata e noi la conquistammo senza quasi colpo ferire (...) Io e Damned Dick ci assumemmo l'incarico di sorvegliare la ritirata (...)" A quel punto inizia la vicenda dell'assedio alla diligenza, che si conclude dopo altri quattro giorni. Confronta tutto questo con p. 82 di Tramonto rosso: "Eravamo all'inizio di aprile del 1862 e Dick e io eravamo appena tornati da una puntata esplorativa lungo il corso del Cumberland". Detto ciò, il mio messaggio non voleva mica essere critico, l'Almanacco del '98 è una bellissima storia e chi se ne importa dell'incongruenza! Ho sempre trovato simpatico questo "sdoppiamento" di Tex nell'aprile del '62 e l'ho fatto presente a Diablero a mo' di battuta.
  13. Mi dispiace deluderti, ma (lo dico scherzosamente e con tutto l'affetto possibile per Boselli)... Già il suo almanacco del 1998 è incoerente rispetto a Tra due Bandiere, dato che si svolge negli stessi giorni, a fine marzo/ inizio aprile 1862, ma uno è ambientato in New Mexico e l'altro in Tennessee Filippo Iiriti
  14. Le censure e le modifiche, apportate nel passaggio dalle strisce alla serie gigante, sono rilevanti nella frequenza e nella sostanza proprio fino alla serie Rio Bravo del 1959, cioè la ventiduesima. Da quel punto in avanti le modifiche diventano sempre più sporadiche e irrilevanti (ricordo, ad esempio, una decina di vignette ridisegnate da Muzzi nella serie Pueblo, lasciando inalterati i testi). Quindi, per rispondere alla tua domanda, se l'interesse è quello di riscoprire testi e disegni originali, a mio avviso vale la pena proseguire.
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