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Jim Brandon

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  1. Potrebbe essere un indice del livello delle altre...
  2. Questione di gusti... io l'ultimo l'ho trovato pesante e farraginoso.
  3. Una delle scene più emozionanti della saga texiana è a mio avviso la parte finale dell'albo "Una campana per Lucero", con il capo dei Mescaleros che galoppa verso la missione, ormai in preda al delirio, mentre la morte lo ghermisce. Dopo aver percorso a piedi l'ultimo tratto, barcollando e brandendo il crocifisso che aveva sottratto a padre Tommaso, viene accolto dai frati, cui si rivela, e viene condotto sulla tomba di padre Michele, di cui invoca il perdono. Quando Tex e i Pards arrivano alla missione di San Xavier, accolti dai lugubri rintocchi di una campana a morto, uno dei frati li informa che Lucero è morto sulla tomba di padre Michele, mostrandogli poi la sua sepoltura, sotto una rozza croce di legno, su cui è stato inciso frettolosamente il suo nome: "tutto quello che resta del tanto temuto Lucero". Beh, per parafrasare Dante "e se non piangi, di che pianger suoli?" Per inciso, spero ardentemente che a nessuno venga in mente in futuro, sulla base del fatto che non si è visto "materialmente" morire Lucero, di farlo tornare.
  4. Discreto a mio giudizio questo primo albo, entra subito nel vivo della vicenda, a differenza della storia precedente della Tigre Nera, dall'interminabile e prolissa introduzione. L'inizio, con le due giubbe rosse sperdute nel grande nord, mi ha ricordato atmosfere kenparkeriane. Speriamo che il prosieguo della storia mantenga le buone premesse. Si sente il bisogno di storie coinvolgenti, dopo che sulla serie regolare ne abbiamo lette negli ultimi anni troppe dall'effetto soporifero. Apprezzabile, a mio avviso, anche il buon dosaggio dei personaggi, senza troppi comprimari e subcomprimari, voltafaccia e controvoltafaccia, che costringono il lettore a tornare periodicamente indietro per vedere di chi mai si stia parlando. Chissà se Ruju riuscirà con questa storia a farci dimenticare il "Pistolero Vodoo"... speriamolo.
  5. L'idea di Boselli era certamente di rappresentare un'amicizia virile. Il problema è che non gli è riuscito bene e quella di Silva sembra più che altro un'infatuazione, tipo colpo di fulmine, tanto da suscitare le ironie che abbiamo letto. Stessa impressione mi suscitò, ne "I lupi rossi" l'amicizia virile, che percorre la storia, fra Colpo Coraggioso e Cavallo Bianco, resa in maniera davvero stucchevole.
  6. Questa è la mia personale classifica, in ordine di "gradimento al momento della lettura". Rio Hondo è una storia western dalla trama molto classica, ma davvero piacevole e ben scritta, con mestiere. Certo, "Nueces Valley" è fondamentale all'interno della saga, ma dopo una prima parte a livelli davvero alti, cade nel finale, nella parte con Jim Bridger vecchio. Nei territori del Nord Ovest, con disegni di Ticci al posto di quelli del pur bravo Font (che però non è nelle mie corde) nella mia personale classifica avrebbe sicuramente vinto. Oklahoma lo trovo alquanto sopravvalutato. Mi attireró molte critiche, ma a tratti, vista anche la mole corposa della storia, mi sono annoiato. Come ultimo dei cinque metto i Tre Bill, buona storia di Boselli, anche perché di lettura più recente: non me ne vengono in mente altri di buon livello. Fuori dal mio "quintetto" tutte le storie di Ortiz/Segura, adatte a mio avviso più ai film western all'italiana che a Tex: uno (il treno blindato) non sono mai riuscito nemmeno a finirlo. 1) Rio Hondo 2) Nueces Valley 3) Nei territori del Nord-Ovest 4) Oklahoma 5) I Tre Bill
  7. Carson sotto il controllo della strega ne "Il Pistolero Vodoo".
  8. Lessi la scena da bambino e sinceramente non mi scadalizzai, trovandola anzi divertente. Ebbi l'impressione come di un'avventura che presentava, anche graficamente, un Tex "più giovane", che agiva ancora da solo. Insomma, il Tex di Nolitta non sarà canonico, ma, anche riletta con gli occhi di oggi a me "I ribelli del Canada" continua a piacere.
  9. Quando lessi la storia da bambino, ebbi l'impressione di un Tex diverso, più guascone e istintivo rispetto a quello assennato cui eravamo abituati. Anche il tratto di Fusco, insieme al fatto che agisse da solo, me lo faceva sembrare quasi un giovane Tex, ancora senza Kit e i pards. Diciamo un anticipo della collana "Tex Willer"
  10. 1973. "Terra Promessa" per me migliore storia in assoluto.
  11. Stessa mia previsione, ma sarebbe una conclusione un po' troppo "telefonata". Speriamo che Boselli ci stupisca una conclusione più originale.
  12. I disegni di Tarquinio e la sceneggiatura di GLB "valgono il prezzo del biglietto". Inimitabile lo stile sintetico ed essenziale del creatore di Tex: che contrasto con le "fitte trame" dei balloon nelle 9 tavole aggiunte...
  13. Non ho ancora letto il secondo albo e potrò esprimermi a ragion veduta solo dopo averlo fatto, ma leggendo la recensione precedente mi viene da sperare che il "lungo decollo" non comporti poi un atterraggio repentino, con un finale affrettato, come già successo. La parte introduttiva del primo albo, dai tempi alquanto dilatati, mi pareva già sufficientemente lunga.
  14. Si ipotizzava in un altro topic, scherzando, il ritorno de El Muerto, ed ecco che si è concretizzato...
  15. Anche a me il gesto di Kit aveva colpito, non favorevolmente...
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