Poe
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Secondo albo anche migliore del primo. Grande ritmo, tanta azione ma ben orchestrata (da prendere come modello). Avventura senza personaggi “grigi”: ci sono i buoni e i cattivi. Non ci sono quei carcerati - tipici di storie simili - non del tutto malvagi, oppure vittime di errori giudiziari o che cercano un riscatto: qui sono tutti criminali incalliti che uccidono senza scrupoli, pur di fuggire. (E secondo me faranno tutti una brutta fine - compreso Nick Castle - nell’isola misteriosa su cui sbarcheranno). Storia, insomma, senza alcuna redenzione, almeno finora. Tex e Carson duri e determinati, senza tanti fronzoli, come la situazione drammatica richiede. Grandissimo Dotti, come sempre, soprattutto nelle ultime venti pagine in mezzo alle onde dell’uragano e agli squali. Questa, se continua così, potrebbe persino essere la migliore storia della fascia 700. È vero: onore quindi alla fantasia inesauribile di Boselli che non si adagia sugli allori e non si limita a storielline piatte, insipide e prevedibilissime (vedi per es. l’ultimo bis, che a p. 43 sai già come andrà avanti e si concluderà… E a proposito, perché a Casertano assegnano sempre storie ambientate nel Sud-Ovest, perché non in qualche grande città tipo Boston, Washington, New York, dove darebbe il meglio di sé?). Tornando a Shark Island: molta curiosità per il terzo albo, per i misteri e i pericoli che gli evasi e i Nostri incontreranno nell’isola sperduta.
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Be' a me vengono in mente: - Il figlio di Mefisto (superiore alla comunque ottima "Black Baron") - Il mistero del Monte Rainier (sequel di "Un mondo perduto" e migliore dell'originale) - La seconda vita di Bowen (sequel più riuscito di "Il ragazzo rapito") - anche le 3 storie del Maestro vanno in crescendo Invece "Il ritorno del Carnicero" , "Zhenda" , "La tribù dei dannati" (sequel di Mezzosangue") e "Wolfman è vivo" a mio parere sono peggiori delle rispettive storie d'origine. Vedremo tra un paio d'anni come sarà il seguito di Rick Master...
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SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER Sì, non ho mai letto il libro "Terra di nessuno" ma il tema dei soldati e dei reduci della Prima Guerra Mondiale è tristemente noto. Ho visto diversi video sull'argomento, per esempio sui cosiddetti "scemi di guerra", soldati distrutti psicologicamente dalle atrocità del conflitto. Dovrebbero farli vedere nelle scuole, sono molto più utili e convincenti di tanti discorsi o pagine di libri sulla guerra e sulla pace. Per esempio questo, di soli 4 minuti, terribile e commovente https://www.youtube.com/watch?v=zT-hjBAsFdE Detto questo, però, sinceramente non mi sembra che si possa fare un paragone con la figura del reduce presente ne "L'ultimo guerriero", anche perché Chasko non è un povero contadino a cui hanno messo in mano un fucile e buttato in una trincea, ma un guerriero esperto, abituato alla guerra probabilmente anche prima della Guerra Civile, e infatti Ruju ce lo mostra come valoroso, eroico, che addirittura si butta da solo contro le postazioni nemiche! Da solo!!! Se voleva fare una critica della guerra, Ruju poteva risparmiarsi questa retorica da "il migliore dei guerrieri" "forte e indomabile", "l'ultimo dei combattenti del Sud", e fare come il buon GLBonelli in "Tramonto rosso" che ci mostra un campo di battaglia e un soldato (Rod) che muore appoggiato a un albero, rimpiangendo di essersi arruolato. "L'ultimo guerriero", per quanto mi riguarda, mi sembra molto semplicistico. D'accordo che "Tex Willer" non è un libro di storia e neanche Storia del West di Gino D'Antonio, ma se decidi di affrontare un argomento impegnativo (il tema del reduce) e utilizzi anche eventi realmente accaduti e personaggi esistiti (Stand Watie) fallo almeno con un minimo di approfondimento. Altrimenti si possono benissimo usare personaggi di fantasia... Per esempio, qualcuno ha capito perché i Cherokee (almeno una parte di loro) si schierarono con il Sud? Perché erano a favore della schiavitù dei neri, anzi loro stessi avevano degli schiavi al loro servizio (nel 1860 la Nazione Cherokee possedeva 2511 schiavi, il 15% della loro popolazione), credo addirittura lo stesso Stand Watie che - udite udite! - fece parte persino dei Cavalieri del Cerchio d'Oro, gli acerrimi avversari di Tex!!!... Magari tutto questo, nei dialoghi tra Tex e Stand Watie, poteva anche venire fuori (visto che di fatto erano stati su fronti opposti), invece di far dire al capo indiano come in fondo lui e Chasko sono "nati per combattere" e fargli ammettere che un pochino rimpiange il brivido di quei bei momenti in cui si trovava con le armi in pugno insieme ai suoi soldati... (pag. 74)
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Questo Speciale secondo me è la conseguenza della superproduzione texiana. Troppe storie da scrivere tra Tex e Tex Willer, troppi maxi, bis, Speciali, ecc., e il risultato è che alcuni devono per forza essere scritti in fretta e tirati via: come appunto questa specie di Rambo nel West… SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER La storia non sta in piedi fin dall’inizio (un soldato cherokee mezzo smemorato che, nonostante la fine della Guerra Civile, continua a combattere e ad ammazzare dopo anni (non settimane o mesi, ma anni) durante i quali non si capisce bene cosa abbia fatto, cosa abbia ricordato e cosa no, e come nessuno si sia accorto di lui (né bianchi nè indiani). Il personaggio principale, Chasko, appartiene alla categoria dei guerrieri grandi, grossi, muscolosi (Tex lo chiama “bestione”), di poche parole e poco cervello (in questo caso per colpa di un trauma di guerra) che piace molto ultimamente (vedi il recente El Lobo su Tex, ma a ben pensarci ce n’erano anche in passato, Chogan, Wasape, o simili). Un grande guerriero monodimensionale tanto elogiato, che però non sa neanche per cosa sta combattendo (e anche di fronte a un civile senza uniforme, come Tex, è solo capace di sparare e uccidere, senza nemmeno prima chiedergli chi sia). La trama e i personaggi (Tex compreso) sono semplicistici. Il finale è fastidiosamente melodrammatico e retorico. L’ultima vignetta con Tex che dice: “Ora la Guerra Civile è davvero finita” non ha alcun senso. E poi almeno in Rambo 1 il protagonista aveva una speranza di redenzione, qui il suo capo Stand Watie all’inizio si augura persino che il suo grande guerriero sia morto (meglio per lui e per tutti). E infatti alla fine Chasko si suicida. (Non era meglio, invece, se andava a far visita alla sua tomba, come il fu Mattia Pascal? ) Per fortuna, invece, la serie “Tex Willer” sta attraversando una fase di miglioramento. Direi che rabbia e istinti suicidi in Chasko vanno insieme.
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Grande primo albo! Azione, ritmo, avventura, atmosfera cupa e piovosa, cattivi belli tosti, tutto funziona bene. E soprattutto viene voglia di leggersi subito il seguito. Finora la qualità è quella della storia di "El supremo", cioè alta. Proprio bravi gli autori...
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SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER Silent Foot è il miglior personaggio di questo Texone, anche se in realtà mai come questa volta più che un personaggio sembra il deus ex machina della situazione, quasi una metafora dello stesso sceneggiatore che intreccia i vari fili narrativi conducendoli dove vuole lui. “Stanotte sognerò tutte queste piste che s’intrecciano e in sogno cercherò di districarle”, dice Silent Foot. E infatti Boselli è abilissimo a tessere la sua trama complicata e a districarsi tra decine di personaggi che alla fine devono convergere tutti nello stesso punto, però in modo naturale e senza pestarsi i piedi a vicenda. Si è allenato per anni, d’altra parte, non solo con Tex ma anche con Dampyr, scrivendo storie che, con abili montaggi alternati, mettono in scena una moltitudine di personaggi senza perderne per strada nemmeno uno e dando rilievo a tutti: da questo punto di vista – narrativo - "Avidità" è senz’altro una delle sue storie più riuscite. Dal punto di vista invece dei personaggi e delle scene invece no, questo non è uno dei migliori Texoni secondo me: molto meglio Patagonia, Gli assassini, Il magnifico fuorilegge, La vendetta delle ombre, Tex l’inesorabile, Per l’onore del Texas, Doc, ecc. ecc. che hanno soggetti più originali, personaggi più convincenti, scene più memorabili. Per esempio il soggetto di partenza di “Avidità” sa molto di già visto: una rapina al treno, i banditi che si dividono, alcuni cercano di fregare gli altri, lungo la strada compaiono altri personaggi attirati dai soldi che poi cominciano ad ammazzarsi tra loro prima ancora che arrivi Tex… Quante storie abbiamo letto con soggetti simili? Per restare solo ai Texoni c’è “La grande rapina”, anche lì - per quanto ovviamente molto diversa – incentrata sull’avidità che porterà alla morte di tutti i banditi (con Tex che nel finale, nel vedere i due amanti morti e ricoperti di monete, dice: - Volevano l’oro e l’hanno avuto…) Anche il bianco ferito e curato dalla bella indianina che s’innamora di lui, per fare un altro esempio, è un cliché ormai troppo abusato, un po’ da tutti (solo di recente lo ha usato Nizzi nella storia disegnata da Bruzzo sul soldato scomparso e Ruju nella storia di Font con la pattuglia scomparsa, tutti amorevolmente aiutati da indianine crocerossine. E senza dimenticare Kit Willer e Fiore di Luna!). Ok, la narrativa seriale è fatta di cliché, ma ce ne sono alcuni più usati e abusati di altri: questo mi sembra ormai uno dei più logori… Detto questo, confermo comunque che questa è una gran bella lettura, che merita l’acquisto, una storia di buon livello che viene voglia di rileggere, e un western veramente western come ormai solo Boselli, con questa intensità, sa scrivere. Concludo dicendo che probabilmente la “morale” della storia, ossia che solo gli indiani Zuni si salvano perché non contagiati dall’avidità dell’oro e dall’idea del possesso, sarebbe piaciuta molto a Gianfranco Manfredi.
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La mia copia puzza, e anche molto. E' proprio la carta che emana un intenso odore sgradevole, ma non è una novità per i Texoni, non so perché ma è già capitato altre volte per questa pubblicazione, per es. il Texone "I due fuggitivi"; se ne parlò anche qui nel forum (vedere il topic apposito), con toni più sereni: chi aveva la copia "puzzolente" lo faceva notare e chi non l'aveva se ne stava zitto... SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER Venendo ad "Avidità" a me è piaciuto, me lo sono letto tutto d'un fiato, una piacevolissima lettura, è scritto bene, molto meglio degli ultimi tre (quelli di Palumbo, Biglia e Altuna), piuttosto fiacchi. Però non è tra i Texoni migliori di Boselli. Il problema non sono i tanti personaggi (che vengono presentati un po' alla volta e non creano confusione), ma il fatto che a volte sanno di già visto (sia i personaggi che le situazioni), non spiccano come invece avviene altre volte nelle storie di Boselli. Inoltre Tex e Carson fanno veramente poco o nulla, se non sbatacchiare tre pesci piccoli all'inizio e dare una mano agli indiani contro i desperados. Non sono per niente "la mano del destino" come dice di loro Silent Foot, perché nel finale i cattivi si ammazzano praticamente tutti tra di loro e i Nostri eroi arrivano a fatti avvenuti, limitandosi a dare il colpo di grazia a Shaman, che però di fatto era ormai ferito mortalmente. Detto questo, ribadisco che è comunque sempre una lettura piacevole. Belli i personaggi di Shaman e di Silent Foot (che contrariamente a quello che chiede qualcuno spero non venga approfondito come personaggio, il suo bello è proprio essere misterioso e sfuggente, chi se ne frega del suo passato). Da notare che questa è sì una classica storia western, ma le due scene migliori sono quasi horror: la tortura delle mietitrici rosse (che impressiona davvero) e lo scontro finale nella miniera con Shaman, che uccide all'improvviso sbucando dal buio, come un pazzo assassino di un film (appunto) horror. Bravissimo Rubini, anche se non è tra i miei disegnatori preferiti, e anche se i volti di alcuni personaggi si assomigliano un po' troppo tra loro. Soggetto: 7 Sceneggiatura: 8 Voto: 7,5
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Dico la mia: gli errori del duello sono tre. 1) Dopo aver atterrato e stordito El Lobo, Tex in situazione di superiorità gli permette di estrarre la colt senza fargliela saltare di mano come dovrebbe fare sempre in questi casi (ma Ruju qui vuole creare della suspense a tutti i costi, anche se fare della suspense su Tex - che sappiamo non può morire - a mio modesto parere non ha molto senso) 2) Fa dire a Tex: "Da questa distanza nessuno dei due può sbagliare" (e allora a maggior ragione perché non gli hai impedito di estrarre?) 3) Visto che è un duello suicida per entrambi (l'ha detto Tex), il nostro eroe non dovrebbe dire "Premerò il grilletto se mi costringerai", ma dovrebbe cercare ancora una volta di farlo ragionare, cercando una de escalation invece di assecondare la stupidità di El Lobo (ansioso solo di dimostrare che è il migliore di tutti). Ma appunto, Ruju vuole creare della suspense a tutti i costi, anche quando non ce ne sarebbe bisogno, e così di fatto qui secondo me non fa fare una gran figura a Tex e meno che meno a El Lobo che è ottuso più che mai. Sulla questione invece di Tex salvato in un duello da un carillon che ha nel taschino, a mio parere ha invece ragione TrecentoTrenta, che non mi sembra proprio uno sprovveduto: Nei duelli uno contro uno Tex deve sempre dimostrare la sua superiorità sull'avversario (questa è una caratteristica fondamentale del personaggio), a meno che questi non ricorra a trucchi, ma se l'avversario estrae la colt veloce come Tex, e spara veloce come Tex e mira bene e lo colpisce al cuore come Tex, vuol dire che il duello è finito in parità (stiamo parlando di abilità nell'uso della pistola e capacità di autocontrollo). Se poi Tex ha la botta di c. di avere un carillon nel taschino che impedisce alla pallottola di perforargli il cuore, questo non toglie che il duello ha dimostrato che l'avversario non era inferiore a Tex. Lo si può "perdonare" perché era una storia celebrativa sul Magazine, e molto particolare, quasi tutta onirica... Diciamo che anche il duello con Ordonez è stato tutto un sogno...
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SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER Anche secondo me una storia nella media di Ruju, ossia che parte bene (o benino), che scorre liscia ma poi prosegue così così, con i soliti difetti e le solite situazioni prevedibili. Questa volta Ruju è bravo a sfruttare la suggestiva ambientazione, grazie anche a Rotundo, che riesce a creare una bella atmosfera per tutta la vicenda, ma poi le cose che non funzionano vengono fuori. La scena in cui Tex salva la moglie di El Lobo, per esempio, sbaglia totalmente i tempi (lei sta fuggendo da ore e dovrebbe essere ben lontana dalla capanna, mentre Tex, che vi arriva molto tempo dopo, riesce però a raggiungerla in quattro e quattr’otto e a salvarla all’ultimo istante (tra l’altro prima abbiamo visto lei e gli inseguitori barcamenarsi nella palude del Bayou tra canali, sabbie mobili, labirinti di acquitrini in cui affondano, e Tex invece se ne arriva bel bello a cavallo in poco tempo). Questa scena andava bene per Zagor, che muovendosi agilmente di ramo in ramo raggiunge sempre miracolosamente gli avversari partiti prima di lui, ma non per Tex, un fumetto un po’ più realistico. Anche El Lobo lo vedrei bene più su Zagor che su Tex. Personaggio sopra le righe, monodimensionale, tutto muscoli e poco cervello, nel duello finale è più interessato a dimostrare che è più forte lui (a costo della vita) piuttosto che preoccuparsi della sorte della moglie e del figlio. Deve dimostrare a Tex, a tutti i costi, che è il migliore: ci manca solo un “Ti spiezzo in due!”. Comunque non si fa mancare dialoghi del tipo: “Sono un lupo. Sono a caccia. Voi siete la mia preda. Puoi chiamarmi El Lobo”. Il duello finale secondo me non ha senso, con Tex che lascia estrarre la pistola all’avversario e dice “da questa distanza nessuno dei due può sbagliare”. Quindi se non fosse intervenuta la ragazza si sarebbero uccisi a vicenda? E per che cosa poi, visto che sono dalla stessa parte? Mah... Una volta Ruju faceva personaggi migliori e con un carattere più sfaccettato. Altra nota stonata: il racconto flash-back di Woodlord nel primo albo è tutto un magnificare la bravura da guerriero del padre di Leonidas (e qui ci può stare) fino a riconoscergli un coraggio, una determinazione, un eroismo tali che lo spingono a dire “sacrificò la sua vita ma morì da uomo libero!” (e qui non ci sta proprio, visto che a parlare è Woodlord, un razzista che odia i negri e vuole che abbassino la testa, non un ammiratore di ribelli). Ti sei dimenticato che El Lobo non può tornare al ranch visto che deve far credere a tutti che è morto!
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E comunque, noi possiamo criticare quanto vogliamo quest'ennesima, assurda collana fuori serie di Tex , ma alla fine la casa editrice ha avuto ragione perché, dopo tutte le lamentele, quest'albo alla fine è stato comprato anche da chi non l'avrebbe fatto se fosse stato un semplice Maxi. (Anch'io, che avevo deciso di smettere coi Maxi, l'ho preso). Non c'è niente da fare, una collana nuova, un numero 1 hanno sempre il loro fascino irresistibile. E' una strategia banalissima ma funziona sempre: presentare la solita minestra facendo finta che sia una novità diversa dal solito. Basta un nuovo titolo, una nuova grafica (anche se brutta), un qualcosina di insolito (anche se insignificante), e voilà il lettore è catturato (anche se brontola). Funziona nei fumetti come in politica, cambia il nome del candidato, si modifica il nome del partito (o se ne crea uno ad hoc), si fa credere che il vecchio sia nuovo, ma la minestra rimane sempre la stessa.
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Perdonami, ma o tu sai esattamente il motivo per cui è stata fatta questa scelta (pubblicare la storia di Nizzi /Volante + Eccher / Biglia sulla regolare) od ogni ipotesi è plausibile, compresa quella di Magico Vento. Anche la tua fa acqua da tutte le parti: non sapevano come fare a coprire 3 mesi in modo da arrivare precisi precisi al n. 799? Ma non ci è stato detto nelle anticipazioni che è già pronta per esempio una storia doppia di Ruju/ Ginosatis? E un'altra di Ruju/Prisco di cui c'erano i disegni addirittura nell'anteprima dell'anno scorso? (E probabilmente anche altre di cui non sappiamo niente). Be', se non c'era una tripla pronta, per coprire 3 mesi bastava aggiungere una storia di 1 albo a una doppia e si arrivava lo stesso precisi precisi al n. 799. (Una storia di 1 albo, se non ce n'è nessuna già pronta, si sceneggia e si disegna anche in 1 anno, se il disegnatore è veloce, e tu hai detto che questa decisone è stata presa un anno fa.) Così facendo, invece, è stata messa sulla regolare una brutta storia (quella di Nizzi) e un'altra appena sufficiente, tagliata e con un finale chiaramente accelerato (Eccher). Non una grande idea, a mio modestissimo parere. La mia ipotesi è che questa scelta potrebbe essere stata fatta per i disegni, perché quelli di Biglia sono in effetti notevoli e quelli di Volante piacevoli e molto western e stavano bene sulla regolare. Oppure anche per variare gli sceneggiatori e non fare troppe storie di Ruju una dopo l'altra. Oppure, ma spero proprio di no, che queste due erano considerate le migliori!
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Per la SBE dovrebbe uscire quest'anno una sua storia scritta dal compianto Ambrosini per Dylan Dog Color. Questa la pagina in anteprima: Ma soprattutto adesso lavora (instancabilmente) per altre case editrici: è appena uscito il suo secondo adattamento di un romanzo di Scerbanenco, e a maggio uscirà il secondo volume della serie Bob 84, un noir scritto per lui da Vincenzo Filosa ambientato questa volta in Giappone ("L'insostenibile"). E se a qualcuno interessa, poco tempo fa ha disegnato anche una storia con il Joker a Bologna negli anni '70 ("Joker: strategia della tensione") Milano, Giappone, Bologna. Sempre bravissimo Bacilieri. Manca solo un Tex-Gilas! Scusate l'OT.
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Sondaggio chiuso. L'OSCAR DELLA MIGLIORE STORIA DEL 2024 VA A: STELLA D'ARGENTO (Giusfredi e Del Vecchio) Il secondo posto a: "La regina del fiume" di Boselli e De Angelis Il terzo posto a: "Il mistero del Monte Rainier" di Boselli e Bocci Buona Pasqua!
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Mi accorgo adesso che nell'elenco non compare la storia "La collera di Falco Giallo" n. 765-766 di Nizzi / Ticci. Non so come mai, perché l'avevo inserita. Comunque chiedo a qualche moderatore se è in grado di aggiungerla, in alternativa chi la vuole votare lo scrive qui nei commenti e alla fine si fa la conta.
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Visto che nel 2024 gli Oscar texiani non erano stati aggiudicati, rimediamo adesso. Si vota per due settimane, 3 preferenze. Scusate ma non sono capace di inserire le copertine degli albi!
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Non so… secondo me un personaggio che si rivolge al ritratto del padre morto, appeso al muro, urlando: “Tu mi disapprovi, vero?... Lo so che è così, non c’è bisogno che tu mi risponda!... Al diavolo, pa’!... Avresti voluto un figlio diverso, uguale a te… Ma i tempi cambiano… quante volte te lo devo ripetere!... Tu non mi vuoi ascoltare!... Come? Che cosa dici?... No… A questo non avevo pensato… Hai ragione papà, tu hai sempre ragione, ma non mi trattare così! Non sono più un bambino!” Ecco, un cattivo così mi sembra più adatto a un fumetto comico (non so, tipo “Alan Ford” per esempio), più che a Tex. Se poi nel finale si lancia in una carica suicida sparacchiando e urlando: “No, papà! Non ho paura! Non ho paura di nessuno!”, facendosi così ammazzare da Tex, è difficile prendere sul serio tutta la vicenda.
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Secondo me il miglior personaggio del 2025, anche se non è presente nell'elenco, è Cassie Logan (Color Tex storie brevi: di Boselli-Scibilia). Avrei votato volentieri per lei. Comunque, in alternativa ho scelto Charlie Goode, il bel personaggio di Giusfredi e Valdambrini.
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Mi dispiace deluderti ma ti è sfuggita la sparatoria a p. 105-106 addirittura clamorosa per la lentezza di Tex. L'avversario spara ben 4 colpi a Tex (naturalmente mancandolo da due passi) prima che lui si decida a farlo secco. Per il resto, Volante mi è piaciuto: oltre a saper creare una perfetta atmosfera da western classico, riesce a rendere espressivi e particolari i visi di tutti i personaggi, Tex compreso. Ottimo acquisto. Nizzi si congeda dalla serie regolare con una storia scorrevole ma totalmente di maniera, senza grosse pecche (secondo albo permettendo), ma anche senza nessuna variante a un canovaccio già visto centinaia di volte (allevatore grande contro allevatori piccoli, iniziale diverbio al saloon, poi agguato a Tex tra le rocce, poi origliata, quindi sparatoria al ranch, ecc.). Prevedibile come un discorso di Mattarella a fine anno. In confronto, "Il colonnello Watson" (o "Cheyenne Club" che dir si voglia), che ha lo stesso soggetto, è un capolavoro. Però questa, come storia minore e senza pretese, alla fine - a parte qualche spiegazione di troppo - si legge bene...
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Sì, bella recensione di ubcfumetti , ma aggiungerei due elementi importanti che differenziano questa storia da quella di GLB: - qui è Lily, con l'aiuto del fratello, a mettere fuori combattimento Tex all'interno della diligenza, con una botta in testa, mente nella versione originale era il tenente Roller che sorprendeva il Nostro eroe con il calcio della pistola. Ma soprattutto qui è Lily ad uccidere il vecchio Tom sparandogli alla schiena e non Mefisto, come in GLB. E se non sbaglio questa è la prima volta che Lily si sporca le mani in prima persona, portando a termine la sua parabola criminale iniziata con "Pinkerton Lady" e in "Mefisto: le origini del male", e compiendo di fatto il suo primo vero omicidio. - poi aggiungerei che in questo remake gli elementi che fanno sospettare un possibile rapporto incestuoso tra Steve Dickart e la sorella mi sembrano più evidenti ancora rispetto alla versione originale: il letto nella loro stanza è chiaramente a due piazze (quindi fratello e sorella dormono assieme), mentre nell'originale la cosa era un po' più sfumata; in più qui l'insistere su Mefisto che aiuta Lily a vestirsi per la scena lascia ancora più intendere un rapporto molto intimo tra i due. Comunque sia, anche in GLB Lily era già un personaggio "forte" e predominante, questa non è un'invenzione di Boselli, semmai in questo remake si dà maggior risalto proprio a Mefisto, che non è più un semplice illusionista da quattro soldi, ma un personaggio più inquietante (e inoltre è lui nel finale a escogitare il piano per incastrare Tex svenuto, mentre in GLB l'idea diabolica era di Lily).
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In realtà il tuo commento del 2020, che era sparito, è ricomparso all'improvviso! Evidentemente qualche moderatore è riuscito a recuperarla. In ogni caso, a distanza di tempo il tuo giudizio resta lo stesso, e io sono pienamente d'accordo: storia dimenticabile, che fa acqua da tutte le parti... E con questo hai compiuto l'impresa notevole di recensire tutti i 783 albi della serie regolare. Complimenti davvero! Se hai tempo e voglia potresti fare una veloce statistica di quelle che secondo te sono le storie imperdibili di Tex, quelle a cui hai assegnato il voto 10. Vedi tu... Comunque sia, credo che i tuoi commenti precisi siano spesso molto utili ai lettori texiani per farsi un'idea generale della storia (soprattutto quelle del primo centinaio che pochi hanno commentato), anche perché si sforzano di essere il più possibile obiettivi, indipendentemente dallo sceneggiatore degli albi.
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Condor, ti segnalo una tua dimenticanza: "Attacco alla diligenza" n. 604-605 (storia effettivamente dimenticabile). Per il resto: complimenti sinceri! Credo che tu sia l'unica persona che ha analizzato e commentato tutte le storie di Tex della serie regolare (e sono più di quattrocento!), non solo in questo Forum, ma in assoluto! Roba da guinness dei primati... Se fossi nella casa editrice ti darei un premio e ti citerei nel prossimo Magazine di Tex. Oltretutto le tue sono recensioni sempre precise e ben argomentate, spesso condivisibili (a volte un po' troppo di manica larga nei voti con il Nizzi della fascia 300). Adesso ti mancano i Texoni!
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Splendido disegno inedito di Scibilia
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Si avvicina la fine del 2025 e io comincio già a fare un bilancio. Le mie storie preferite: 1) La maledizione del Charro Negro (cartonato alla francese) 2) Cassie la strega (episodio del Color storie brevi) 3) Rick Master, detective Sulla serie regolare (dal 771 al 782), oltre all'ottima "Rick Master" di Boselli, ci sono state 2 discrete storie di Manfredi, 2 storie e mezzo di Ruju sufficienti ma non di più, oltre alla fine di una storia di Nizzi dimenticabile. Poi un Maxi di Ruju/Casertano buono. Deludenti invece il Texone e il secondo cartonato alla francese su Lozen. Altro non ho letto. Insomma un'annata non tra le migliori (ma neanche tra le peggiori). La serie "Tex Willer" sempre in ottima forma, senza picchi (neanche negli Speciali), ma neanche senza cadute, con una qualità media, in tutte le storie, ammirevole. Sconta il fatto che, per chi conosce gli originali di GLB, i remake dopo un po' stufano... Si spera nelle prossime storie con Montales. I disegnatori migliori del 2025: Gomez, Majo, De Angelis, Benevento, Biglia, Scibilia. Nel 2025 ci ha lasciato Manfredi.
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Nel referendum del 1981 fu considerata la peggiore di Tex degli ultimi 5 anni. Anche se a qualcuno piacque, visto che era anche al quarto nella classifica delle migliori. C'è da dire che i risultati di questo referendum erano ben strani! Non compaiono nemmeno "Gli eroi di Devil Pass" o "Tucson"
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La prefazione