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TWF - Tex Willer Forum

Poe

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Everything posted by Poe

  1. Così aveva scritto Boselli nel topic sullo Speciale Tex Willer su Mefisto: "Tex è del 38, ha dunque 22 anni nel 1860. Carson ha circa tredici, quattordici anni più di lui. Mefisto non può essere più giovane, ha dai 38 ai 40 nel 1860. E nel 1850, quando lo incontriamo all'inizio dello Speciale, ha dunque come minimo 28-30 anni. Infatti si prende cura della sorellina in collegio, sorellina che ha dimenticato come sia fatto il fratello e che ha 15 anni meno di lui e quindi tredici anni nel 1850 e circa 17-18 quando lui la va a prendere nel 1854-55 e dunque 20 o 21 nel 1858 all'epoca di Pinkerton Lady. Lily e Tex sono più o meno coetanei, anno più anno meno, propendevo per Lily più giovane di un anno o due, ma poco importa. Yama, nel 1850, è già nato (e abbandonato) da un paio d'anni, quindi ha dieci anni meno di Tex. Mentre Myriam è più o meno coetanea di Mefisto e avrà circa 39-40 anni nel 1860. Data che scelgo non a caso. Kate Warne ha cinque anni più di Tex, circa otto o dieci meno di Carson."
  2. Forse la migliore storia di Ruju sulla serie regolare, o perlomeno la mia preferita. Western e azione allo stato puro, intenso, avvincente, con personaggi ben delineati, compresi quelli minori, un Carson e soprattutto un Tex perfettamente riusciti. Makua è il coprotagonista della storia e resta impresso nella memoria, un mezzosangue diviso tra due culture, in bilico tra il bene e il male, capace di amicizia e generosità ma anche di spietatezza, sempre alla ricerca di un padre e di un'identità che gli sono stati negati, affascinato da Tex ma anche dal desiderio di essere il migliore, per trovare un riscatto alla sua condizione di emarginato, dopo tutti i maltrattamenti subiti fin da bambino. Tutto sommato un debole che, pur cercando di apparire un pistolero duro, si rivelerà solo un ragazzino fragile e confuso, a cui Tex saggiamente concederà una seconda possibilità: "Andrai in prigione, ma ne uscirai prima o poi, sei ancora molto giovane". E infatti nel seguito di questa storia "La tribù dei dannati" Tex lo aspetterà all'uscita dal carcere per indirizzarlo verso la giusta strada. Di Makua sarebbe interessante leggere anche una terza, di storie, per chiudere il cerchio su di lui, magari mettendolo alla ricerca del vero padre che non ha mai conosciuto e che gli ha lasciato solo una pistola (l'unica cosa che sa è che era un fuorilegge e ha combattuto per la rivoluzione in Messico). Due albi ben costruiti, che filano via lisci, con dialoghi scorrevoli e bei personaggi secondari che danno spessore alla trama (vedi nel finale la moglie e il figlio di Juan Roca). Ottimi come sempre i disegni del grande Font, anche se non più nel suo periodo d'oro.
  3. Ma no, dai, non mi sembra, Tex è al centro della storia, è lui l'attore principale: all'inizio salva Zina e cattura il bandito, nel trading post ammazza due banditi, ri-salva Zina nella palude, alla fine fa fuori Zachary e il ragazzo. In 78 pagine ne fa parecchie di cose! 78 pagine! (ed è chiaro che poi è tutto più velocizzato). Ma Zina lo aiuta semplicemente nel finale. Mica può fare tutto lui. Qual è la storia in cui fa tutto Tex e gli altri niente? A maggior ragione se c'è un elemento sovrannaturale che non gli compete. E poi quali danni fa? Se Zina e gli altri finiscono in pericolo è perché c'è in giro una banda di ladri e assassini pericolosi di cui è difficile prevedere e prevenire le azioni. Finiscono in pericolo, ok, ma poi Tex li salva, è questo l'importante.
  4. Senza voler rinfocolare la solita polemica Nizzi/GLB (il cielo me ne scampi!), questi dialoghi di Nizzi erano improntati a certe storie classiche, ispirati per esempio a "La legge del più forte" n. 117-120 (quella col giudice Bean), e a scene memorabili come quella con Carson e Tex chiusi nella vasca che si riempie e, mentre sono con l'acqua alla gola, a un passo dalla morte, ancora si sfottono e scherzano. Tex: - Di' la verità, Kit, che tu in questa vasca ti stai sollazzando un mondo! Oppure alla scena con Carson incatenato all'albero: "Da questa parte Tex, sono sotto l'albero!" "Mi venga un colpo!... Ma che cosa fai?" "Non lo vedi? Mi hanno messo di guardia a questo dannato mesquite!" "E ti hanno incatenato per paura che la pianta scappi?" "L'hai detto... Pare che in questo paese ci tengano molto alle piante." O al processo farsa del Giudice Bean, scena altamente comica e spassosa. Ma tutta "La legge del più forte", secondo me, è stata apprezzata da Nizzi, per i numerosi battibecchi e per il tono da commedia. GLB aveva tante scene e personaggi con aspetti divertenti, vedi il primo Gros-Jean o Pat MacRayan, ma poi non eccedeva (tranne forse solo con Pat l'irlandese). Come dice giustamente Leo, i dialoghi ironici Nizzi ci ha aggiunto un tono da commedia all'italiana. GLb era più ironia da western classico americano. Ogni sceneggiatore ha il suo stile. Boselli ne ha giustamente un altro ancora.
  5. E meno male che ci sei tu che hai spiegato a Rauch che le sue INTENZIONI erano di scrivere una storia di fantasmi, e invece GLI E' VENUTA FUORI una storia di partigiani!!! L'eroico partigiano Zachary che quasi quasi i Mccullen dall'aldilà dovrebbero ringraziare! Così adesso Rauch ha finalmente capito che dovrà rileggersi tutto GLB, che forse non aveva mai letto attentamente prima d'ora! Lo sbadato... P.S.: tra le tante inesattezze scritte nei vari post, c'è anche quella che in Ken Parker Berardi non utilizzerebbe i colpi di scena finali, che tanto le sue storie erano belle lo stesso. Peccato che sia stato proprio Berardi, all'interno della Bonelli, quello che ha cominciato a scrivere storie con finali a sorpresa: una buona metà delle storie di Ken Parker, o forse anche più, ne fa uso! In "Sciopero" alla fine si scopre che l'operaio amico non era un operaio ma un infiltrato della Pinkerton. Nella "ballata di Pat O'Shane" la giubba rossa alla fine si rivela un criminale. In "Omicidio a Washington" l'agente indiano è in realtà un sicario, e così via nella "Città calda" (il rapinatore che in realtà è un infiltrato), nei "Gentiluomini", "Sotto il cielo del Messico" nel "Poeta", ecc. tutte storie con twist finali, in cui qualcuno si scopre non essere quello che dice di essere. Per non parlare delle ultime, da Boston in poi, in cui Ken Parker fa il detective: colpi di scena e controcolpi di scena a go go... (Sclavi, secondo me, si è ispirato molto ai finali kenparkeriani).
  6. Boh... a me sembra, Diablero, che stavolta non vuoi ammettere di aver sbagliato e allora fai finta di non capire, nonostante le cose ti siano state spiegate più volte da persone diverse, compreso l'autore. Anzi, mi viene il sospetto che tu ti diverta a provocare l'autore apposta, per coglierlo in fallo a tutti i costi... - Hai scritto che una cosa assurda era che Tex trova il fucile dopo cinque minuti, e non era affatto vero, è stato solo grazie a Zina e alle sue percezioni. - Continui a insistere su 'sto fucile che Zachary ha gettato in un acquitrino sperduto (forse per scappare in fretta, visto che un fucile è ingombrante correndo in una palude?) come se fosse chissà quale errore: qualunque sia il motivo per cui l'ha gettato non lo avrebbe trovato nessuno, senza i superpoteri di Zina. Quindi di cosa discutiamo? - Dici che Rauch ha detto che la sua storia può essere interpretata in vari modi e quindi anche la tua interpretazione va bene, ma Rauch non ha detto questo, ha solo spiegato che l'unica cosa ambigua sono i fantasmi: possono esserci o no, la si può leggere credendo che i fantasmi siano reali o che siano proiezioni degli assassini (e di Zina). Il resto della storia non è ambiguo. E quindi? La gente vede fantasmi anche dove non ci sono, si sa. Non vuol dire niente che la gente del posto dica che ci sono i fantasmi, anche se magari non li vedono. Magari li ha visti (ammesso che esistano) un ex stragista che è passato di lì e la gente pensa che appaiano a chiunque. Ti è stato spiegato 3-4 volte che qui Zina si riferisce al fatto che ha capito che Zachary ha avvelenato le persone e che Tex deve fermarlo, NON che Zachary ha ucciso il Colonnello e deve essere punito! - Zina è una sensitiva (mai letto o visto "La zona morta"?), va su luogo del delitto e rivede cosa è successo in passato. Quindi nell'ipotesi che "i fantasmi potrebbero essere solo proiezioni e non reali", Zina crede di vederli, ma è solo suggestione, è il suo superpotere di sensitiva. Anche qui ti è stato spiegato 3-4 volte che hanno ottenuto giustizia e possono riposare in pace perché: 1) Sono morti i principali responsabili della strage (o forse anche tutti, forse Spade era l'ultimo, chi lo sa e chi se ne frega). 2) Il fucile con le iniziali ha fatto capire che i McCullen non avevano ucciso il Colonnello e quindi si è fatto luce e verità su quel fatto. ADESSO che si è chiarita tutta la vicenda (Tex lo dice col fucile in mano come prova), e la loro innocenza è dimostrata, possono riposare in pace. NON dice che sono felici perché è morto Zachary, Tex non lo dice e non lo pensa: NON GLIENE FREGA NIENTE A TEX DELLA MORTE DEL COLONNELLO avvenuta vent'anni prima!!!!!!! Lui ADESSO ha fermato un serial killer e fatto luce sul passato. Punto. Qui - mi dispiace Diablero - ma io ci vedo malafede bella e buona: dove ricavi che i "i loro veri assassini sono in gran parte ancora in giro"? Chi te l'ha detto? Dove c'è scritto? Sei in contatto anche tu come Zina con gli spettri? E dove sarebbe l'odio evidente dei fantasmi verso Zachary? Non c'è da nessuna parte, meno che meno nelle parole di Zina o di Tex. I casi sono due: o hai letto male la storia (e anche i commenti qui sopra) oppure non vuoi ammettere di aver sbagliato, stavolta. E in più ti diverti a fare le pulci agli autori per farli incaxxare...
  7. Scusate, scusate... Però qui si continua a ripetere le stesse cose senza neanche prendere in considerazione le risposte alle proprie obiezioni (sbagliate, oggettivamente sbagliate!), persino quando è lo stesso autore - cosa rara - che ve le spiega! Cioè tutti i discorsi su Zachary del tipo che: ha fatto bene a far fuori il Colonello criminale, che anche i partigiani e che le Fosse Ardeatine.... ecc. ecc. non c'entrano una cippa con la storia. Sono tutti viaggi mentali che vi siete fatti, ma che nella storia non sono presenti. Nella storia succede questo: 1) Zachary viene accusato da Tex (l'eroe della storia, il giustiziere) per i delitti di avvelenamento. Tex non dice una parola sull'uccisione del colonnello. 2) Zina non nomina neppure lei il colonnello. 3) Neppure i fantasmi ce l'hanno con Zachary. Lui manco li vede. I fantasmi si placano quando muore Spade. Nel finale, quando muore Zachary, non ci sono. (Rauch ha semplicemente detto qui nel forum - non nella storia - che comunque anche se i fantasmi avessero rancore verso Zachary sarebbe normale, ma comunque non ce l'hanno o almeno non c'è scritto da nessuna parte). 4) Quando Tex parla di giustizia per gli innocenti intende: 1) che sono morti i loro uccisori materiali 2) che è stata ristabilita la verità dei fatti: i Mac Cullen non hanno ucciso infatti nessun Colonnello (buono o cattivo che fosse). Tutto il resto sono vostre deduzioni che non c'entrano niente con quanto si legge nella storia. Questo te lo sei inventato tu, perché né Tex né l'autore lo dicono o lo lasciano intendere. E qui non è questione di interpretazioni: è un fatto oggettivo. Dire che Zachary quando uccide il Colonnello criminale è come un partigiano, e quindi presentare un partigiano come un serial killer che avvelena la gente significherebbe denigrare i partigiani e che la morale della storia sarebbe: "uccidere i criminali di guerra è sbagliato", è una cavolata!
  8. E' vero che il Kit Carson di GLB ha poca simpatia per il sovrannaturale e il misterioso, ma non sempre, e non in modo così insistito come qui. Tempo fa ho riletto la storia dell'alieno, ""La valle della luna", a cui in parte questa di Nizzi si ispira e be', lì Kit Carson non mostra alcun timore verso il sovrannaturale (e in quell'occasione i Nostri hanno a che fare con una miniera maledetta e con un tizio che spara con una pistola laser!!!), si limita a dire in tre vignette all'inizio del racconto cose del tipo: "Tex sei proprio sicuro di voler andare in quella vallata?... Sei veramente un pazzo...", ma poi, una volta arrivato sul posto si mostra coraggioso e risoluto quanto Tex, e non si lamenta neanche una volta. Me lo ricordo perché mi è venuto subito in mente il paragone con il Carson di questa storia, che è veramente troppo fifone e petulante (sembra quasi Cico). Ma Nizzi - si sa - amava spesso calcare i toni da commedia... L'altra cosa che non mi piace in questa storia è la raffigurazione del mostro (del finto-mostro). Si vede che Letteri, pur essendo ancora in gran forma, non era più quello dei tempi d'oro di "Diablero": qui l'uomo serpente, il lucertolone, quando viene mostrato a figura intera è piuttosto goffo e un po' ridicolo...
  9. Mah... io sinceramente di tutti questi difetti non ne ho visto neanche uno... Senza offesa, ma mi pare che a volte ci si perda in elucubrazioni che non hanno riscontro nella storia, che in realtà è molto semplice e immediata. SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER Una cosa non esclude l'altra: Hogan è stato avvelenato, poi come si vede nella prima sequenza gli spettri (o la loro proiezione immaginata da Hogan) hanno completato l'opera. Zachary l'ha gettato nella fuga (ci può stare no? per scappare veloce) in un acquitrino dove nessuno sa che c'è e nessuno riuscirà a recuperarlo. Una volta data la colpa ai Mc Cullen nessuno s'è messo a fare indagini. E vallo a trovare immerso in un acquitrino! Forse ne ha comprato un altro, appena messosi al sicuro? Tex lo trova SOLO GRAZIE A ZINA, che è una sensitiva, altrimenti non l'avrebbe trovato neppure lui nascosto nella palude. Il ragazzo spara perché è complice di un pluriomicida: rischia anche lui l'impiccagione. Cosa dovrebbe fare? Se i suoi colpi vanno a segno fa fuori Tex e poi Zachary l'aiuta a far fuori gli altri. Tutto normalissimo, secondo me. Gli spettri potrebbero esistere o essere una proiezione delle paure dei personaggi. Zina è una sensitiva e riesce a percepire cosa è successo vent'anni prima, cosa ha fatto Zachary e dov'è il suo fucile. L'elemento sicuramente magico qui sono le "percezioni" di Zina. I fantasmi forse esistono, forse no. Zachary è colpevole: 1) di avere ucciso i viandanti che si fermavano alla locanda 2) di aver provocato indirettamente la morte degli innocenti McCullen (non di aver ucciso l'ufficiale nemico). Poteva scagionarli dalle accuse , invece non l'ha fatto, quindi è colpevole della loro morte. Nella storia non si dice da nessuna parte che gli spettri volevano punire Zachary, è solo una tua impressione. Quando Zina dice che la storia non è ancora finita non si riferisce al fatto che gli spettri devono uccidere ancora Zachary, ma che Tex deve fare giustizia di un pluriomicida. E l'ultima frase di Tex lo conferma: ha fatto giustizia, spettri o non spettri, e infatti nel finale loro non compaiono (spariscono dopo la morte di Spade e non compaiono più). Zachary ha provocato la morte degli innocenti McCullen. Ha lasciato che venissero accusati ingiustamente e li ha lasciati ammazzare. E' questa la sua colpa. E le SS non c'entrano molto. Magari Zina ha avuto la "percezione" che dopo vent'anni tutti i responsabili sono passati a miglior vita. Oppure sono morti i principali responsabili del gruppo di irregolari, e dei pesci piccoli chi se ne frega (mentalità, tra l'altro, tipicamente texiana)... La battuta finale di Tex non c'entra niente con gli spettri, anche perché Tex non crede agli spettri. Quella frase vuol dire semplicemente che I Mac Cullen hanno ottenuto giustizia perché sono morti i loro assassini diretti e quello indiretto (Zachary), e soprattutto hanno ottenuto una riabilitazione, perché finalmente si è detta la verità sulla vicenda, e ci sono persino le prove (il fucile). E i partigiani e le SS ancora una volta non c'entrano molto... Infine una piccolo commento alla storia di Mefisto Bella ma troppo corta. Il problema non è che chi non conosce Mefisto non la capisce (secondo me si apprezza lo stesso, anche se ovviamente chi non conosce i precedenti si perde tutte le sfumature), il problema è che è una storia sospesa. Sembra l'incipit, il prologo, di una storia di 3 albi, non ha un finale, come invece per esempio le precedenti storielle sul Magazine di Montales (l'anno scorso) o Jim Brandon l'anno prima. Qui, appunto, sembra il prologo di una futura storia che sicuramente vedremo, magari in un prossimo Speciale Tex Willer (magari con De Angelis ai disegni?). Comunque, anche se sospesa, a me è piaciuta. Due osservazioni: 1) i Cestaro sono bravissimi come sempre, tranne per una cosa: lo scimmione che appare a Myriam. Poco impressionante. Potevano fare meglio. Sarà che ho in mente quelli di Galep, che erano veramente inquietanti (vedi quello che appare dall'oblò ne "I quattro amuleti"). 2) non mi appassiona molto il tema "poteri di Mefisto", ma mi sorge spontaneo: non ne ha un po' troppi in questa storia? Uccidere a distanza un generale...??!
  10. Questo soggetto è stato ispirato dalla recente storia di Mefisto dei Cestaro e dal grande incendio di Vancouver, o meglio dalle possibili direzioni che queste storie potevano prendere a un certo punto e non hanno preso... La lunga notte infernale La storia può essere ambientata a San Francisco oppure a Chicago (forse è meglio Chicago, essendo una metropoli poco o nulla sfruttata). Un criminale brutale, sadico, violento ma intelligente (diciamo una specie di Jack Thunder), appena fuggito di prigione cerca di vendicarsi di chi l'ha arrestato e dei cittadini che hanno collaborato, e allo stesso tempo di arricchirsi. Quindi, con una grossa banda di ladri e assassini di circa 30 membri, una notte cala su San Francisco (o Chicago) con lo scopo di uccidere e rapinare il più possibile. Si dividono in 4 gruppi di circa 7-8 persone ciascuno e colpiscono in quattro punti diversi della città: il primo gruppo assalta una serie di banche, il secondo una strada di gioiellerie, il terzo - con a capo il criminale evaso - assalta la sede della polizia (per vendicarsi di coloro che l'hanno arrestato) e il quarto gruppo provoca incendi alla periferia della città un po' per creare un diversivo, un po' per cercare di bruciare l'intera città che tutti loro odiano. I nostri 4 pards quella notte si trovano casualmente lì, a mangiare allegramente al ristorante con il capo della polizia, e di fronte al caos scatenato si dividono nelle quattro direzioni di attacco. Tex va alla centrale di polizia, il figlio Kit cerca di aiutare i pompieri a domare l'incendio e a fermare i piromani, Carson e Tiger si scontrano con i rapinatori di banche e di gioielli. Tutto avviene in una lunga interminabile notte infernale di piombo e fiamme, in cui i 4 pards si trovano ad agire separatamente con notevoli difficoltà. In particolare Kit Willer si trova a fare il pompiere e il salvatore di donzelle (e non solo) in pericolo in un alto palazzo avvolto dalle fiamme. Anzi si potrebbe farlo incontrare di nuovo con Sarah Wyatt la dottoressa/rapinatrice vista in "Salt River" che, uscita dal carcere, vuole redimersi e lo aiuta. Alla fine i Nostri - dopo aver sventato ogni minaccia - si riuniscono per inseguire il capo della banda e i pochi suoi superstiti che cercano di fuggire con un battello (se a San Francisco sul mare, se a Chicago sul lago Michigan). Lo scontro finale avverrà proprio sul battello su cui i nostri sono riusciti a salire in extremis. Il criminale pazzoide, vista la mala parata, appicca il fuoco per trascinare tutti all'inferno con lui. Ovviamente non ci riesce.
  11. Ok, la prossima volta che farò un sondaggio mi consulterò prima con un sondaggista esperto, visto che non lo sono. Resta il fatto che "aumento costante" o "proliferazione" delle uscite NON sono termini tendenziosi, perché rispecchiano quello che è avvenuto negli ultimi anni e che sta continuando ad accadere a Tex: ogni anno si aggiungono nuovi albi (bis, speciali, a strisce, a colori, extra, ecc.) e continueranno ad aumentare (perché non un bis invernale? un color o un magazine "Tex Willer"? Un Maxi ogni tre mesi? albetti a striscia tutti i mesi?....). La "proliferazione" è un dato di fatto. Che poi possa piacere o meno ai lettori (almeno quelli del forum), è lo scopo del sondaggio... Cito Diablero da un altro topic: "Aggiorniamo i conti: ogni anno adesso escono 12 albi della serie regolare (1320 pp, 52,80€) 1 Albi bis (110 pp, 4,40€) 12 albi di Tex Willer (744 pp, 42€) 2 Speciali Tex Willer (256 pp, 12,80€) 1 Texone (224 pp, 9,90€) 2 Color Tex (320 pp, 15,80€) 2 Maxi Tex (656 pp, 17,80 €) 2 cartonati formato "francese" (92 pp, 19,80 €) 1 Tex Magazine (110 pp, 8,50€) Già così sono TRENTACINQUE uscite (tre tex al mese...) cioè 3832 pagine e 184 Euro, se ci aggiungiamo anche le strisce inedite (che non si sa ancora se saranno 6 o 9) arriviamo a QUARANTUNO O QUARANTAQUATTRO Tex all'anno. Questo è semplicemente "spremere il limone" ormai oltre ogni decenza. Le uscite di Tex sono TRIPLICATE in poco più di un decennio! E c'è chi ancora pensa ad "occasioni speciali", ad un "regalo ai lettori"? (per fare un confronto, ecco i dati del 2010: 12 albi della serie regolare (1320 pp, 32,40 €) 1 Texone (224 pp, 5,80 €) 1 Maxi (328 pp, 6 €) 1 Almanacco (110 pp, 5,70 €) Cioè, in totale, QUINDICI uscite, 1982 pagine e 49,90 Euro. La spesa è quasi QUADRUPLICATA... Cioè, il povero Borden ormai deve sfornare 4000 pagine di Tex all'anno, il doppio di dodici anni fa..." Questo è il calcolo incontestabile fatto da Diablero. Comunque la domanda ancora più chiara e obiettiva è la 2 che in sostanza chiede: Vi stanno bene le uscite attuali (e anzi le vorreste aumentare) o preferireste tornare a quando c'era solo la serie regolare e poco altro? Al momento attuale i votanti sono 4 per la prima opzione e 22 per la seconda. Queste sì che sarebbero opzioni tendenziose e ingannevoli: dove sarebbero tutti questi famosi autori in più "in grado di scrivere un buon Tex"? Se ci fossero sarebbero già venuti fuori, lo stesso Boselli ha ammesso più volte che c'è una gran carenza di sceneggiatori (che non conoscono, non sanno o non vogliono scrivere Tex). D'altra parte se vorresti altri autori, vuol dire che quelli attuali non ti soddisfano del tutto, e quindi perché sognare qualcosa che non ci potrà essere? Comunque il prossimo sondaggio potrebbe essere: "Vorreste Tex e Tex Willer settimanali?" 1) No 2) Sì 3) Sì, purché tutte le storie siano bellissime e tutti i disegnatori siano bravissimi! "E sarà tre volte Natale e festa tutto l'anno..."
  12. Proviamo a vedere con un sondaggio come la pensano i forumisti su questo argomento che periodicamente torna: la cosiddetta "spremitura" di Tex. Favorevoli o contrari? Qualcuno gradisce, qualcun altro no. Naturalmente la casa editrice continuerà nei prossimi anni questa politica, non c'è dubbio, almeno fino a quando le vendite lo permetteranno e non caleranno drasticamente. Ma lasciamo stare le strategie aziendali e pensiamo solo agli interessi e ai gusti di noi lettori.
  13. Secondo albo che procede nel migliore dei modi. Dopo il prologo del primo albo (che serviva per presentarci il contesto storico in cui si muoveranno Cochise e Tex), come prevedibile la vicenda entra nel vivo e Tex si prende la scena occupandola alla grande fino a p. 51, per cederla solo nel finale a Cochise e ancora una volta alla Storia con la S maiuscola, con l'inizio dell'"affare Bascom", raccontato in modo fedele e scrupoloso (in realtà anche lo scalphunter con cui si scontra Tex, veniamo a sapere, è un personaggio realmente esistito). Molto bella la scena d'azione al centro dell'albo, coinvolgente e ben costruita (anche se temo che qualcuno si metterà a calcolare il rapporto tra la velocità dei proiettili sparati e la distanza che separa Tex dagli avversari, cercando di trovarci difetti e imprecisioni). La storia è nel complesso dominata dai dialoghi, ma sono dialoghi piacevoli, che non annoiano, che non sono manieristici o scritti col pilota automatico, ma che portano avanti la vicenda presentandoci anche i personaggi minori (decisamente inedita l'amicizia e i dialoghi tra Tex e il fraticello, così come l'inizio con il Nostro in versione muratore!). La narrazione su due binari paralleli secondo me qui funziona benissimo, permettendo di apprezzare sia Tex in azione che il saggio Cochise. Insomma, questo numero 50 +1 merita. Grazie anche a De Angelis, sempre bravissimo, senza cali qualitativi, capace di caratterizzare ogni personaggio, ogni volto nel migliore dei modi: è il disegnatore numero uno della serie. --------- E visto che ci sono - in attesa del sondaggio sulle migliori storie del 2022 - mi porto avanti coi lavori e mi esprimo già. Il miglior albo del 2022 per me è proprio della stessa coppia di questo, Boselli/De Angelis, ossia lo Speciale "Mefisto: le origini del male", miglior albo in assoluto, compreso la regolare e gli extra. Sembrerà strano, visto che paradossalmente Tex quasi non vi compare, ma a me è piaciuto tanto. Miglior disegnatore del 2022, invece: Gomez, per il cartonato di Giusfredi (ma il 2022 secondo me per i disegni è stata un'annata eccezionale: i Cestaro, Mastantuono, Zuccheri, Casertano, Majo, Dotti, Civitelli, ecc. tanta roba!).
  14. Vorrei farvi notare che l'episodio degli Squamish che salvano una parte degli abitanti di Vancouver (una parte, ovviamente, non tutti!) è realmente avvenuto. C'è addirittura una festa ancora oggi che ricorda quel fatto: https://www.ammsa.com/publications/ravens-eye/community-celebrates-history-canoe-ceremony "Seguendo gli insegnamenti tradizionali degli Anziani Squamish - l'aiuto è sempre dato a chi è nel bisogno - la comunità si riunì, furono varate le canoe, fu composta una canzone sacra e attraversata la pericolosa Burrard Inlet. Molti sopravvissuti all'incendio furono portati al sicuro sulla North Shore." Naturalmente la maggior parte degli abitanti di Vancouver si salvò in altri modi, o fuggendo a piedi lungo la costa o con imbarcazioni proprie. Ruju fa vedere solo un aspetto, quello che gli interessa e quello in cui sono coinvolti gli Squamish. Certo, poteva raccontare anche il resto del Grande Incendio di Vancouver, attingendo ai resoconti dell'epoca, ma poi qualcuno avrebbe sicuramente commentato: "Che palle! Tex sta diventando un fumetto troppo legato alla Storia! Noi vogliamo invece la fantasia, come faceva GLB!" Capilano semplicemente si fa convincere da Tex, che gli dà buoni consigli. Non fa la figura dell'inetto, ma del saggio, come è capitato tante altre volte in passato ad altri capi indiani convinti da Tex a non combattere o a non vendicarsi per evitare guai con i bianchi. In altre trecento storie di Tex prima di questa, come minimo! Non hai capito l'obiezione che ti si fa: fai bene a non guardare solo le figure, ma se ti metti ad analizzare ogni scontro a fuoco od ogni scena per vederne la plausibilità e la perfetta ricostruzione realistica, la maggior parte delle storie di Tex non si salva! Secondo me se analizzi così anche "Uno contro venti", "Sangue Navajo", "Sulle piste del Nord" o "Tucson" la trovi qualche scena in cui non si capisce come Tex faccia a sbagliare un colpo o gli avversari in buona posizione a mancarlo, vedi per esempio il finale di "Tucson" dove dei killer professionisti piazzati in buona posizione sono talmente scarsi che non colpirebbero neanche un elefante, o Gros-Jean che viene infilzato da un coltellaccio a un albero ne "Il tranello" come faccia poco dopo a rimettersi in sesto come niente fosse, ecc. ecc. Gli esempi potrebbero essere migliaia di sparatorie poco credibili e costruite con difetti o dello sceneggiatore o del disegnatore, salvataggi impossibili, incongruenze qua e là che sono sfuggite, ecc. Praticamente in tutte le storie. Però siccome adesso bisogna piano piano distruggere questa, di storia, va bene tutto...
  15. Guarda, Diablero, sei tu che leggi male i post degli altri, non il contrario. Non fare la parte dell'incompreso... La mia risposta e anche quella di Valerio (visto che lui lo cita anche esplicitamente) non erano riferite a te, ma a Exit, ed era piuttosto chiaro, visto che è lui che fa continui riferimenti al mitico Tex di GLB che nessuno sceneggiatore - secondo lui - prende più a modello, o conosce più, e il cui carattere viene continuamente stravolto rispetto all'originale e che ha anche deciso di smettere, per questo motivo, di leggere Tex Willer (ovviamente fa bene, se non gli piace). Quindi nessuno ti ha accusato di niente o ha frainteso il tuo pensiero. Nessuno ha scritto questo di te: Si sa che ti piace anche Boselli. E anche fare un po' la vittima... Sulle tue critiche a questa storia, alcune sono giuste, altre no. Ma ci vorrebbe un'ora ad analizzarle tutte una per una come fai tu, e purtroppo non ho proprio tempo. Dico solo che il famigerato duello di Carson anche a me non è piaciuto molto. Ma poi tu esageri dandogli del "tamarro" e dicendo che si comporta come un "bambino dell'asilo". E mi sembra eccessivo... Comunque, ti propongo un esperimento: rileggiti "Chinatown" o "Il marchio di Satana" e analizzali nei minimi dettagli come hai fatto con questa storia, onestamente, scena per scena, e poi vediamo se non sono prive di difetti, alcuni anche molto gravi, secondo il tuo metro di giudizio... Questo per dire, che alla fine - ma questo lo dici anche tu - non sono tanto i difetti il problema, ma il peso che ognuno di noi vi dà.
  16. Ma infatti è così. Non si può pretendere che il Tex di Ruju o di qualunque altro sceneggiatore sia perfettamente uguale a quello di GLB. Neanche quello di Boselli lo è. Ma questo vale per qualunque serie: l'unico Zagor vero è quello di Nolitta? Tutti i successori di Sclavi su Dylan Dog sono da bocciare, visto che non eguagliano il creatore? E così via... Un conto è stravolgere un personaggio (come spesso faceva Sergio Bonelli su Tex, oppure come alcuni sceneggiatori di Mister No rispetto all'originale pilota amazzonico), un conto sono alcune minime differenze inevitabili. E poi il Tex di GLBonelli era sempre fedele a se stesso? Ad analizzare bene le sue storie con la lente d'ingrandimento - anche quelle classiche - di comportamenti non da Tex se ne possono trovare parecchi, situazioni in cui fa errori madornali, sbaglia previsioni, ci sono incongruenze, o in cui Carson si dimostra ben poco brillante... Si potrebbero fare un sacco di esempi (rileggetevi per esempio "Chinatown" o "Il marchio di Satana", splendide storie di solito apprezzate da quasi tutti - anche da me -, be' lì di cose che non funzionano, o poco da Tex e da Carson, ce ne sono diverse, solo che di solito ci si passa sopra e si apprezza la storia nel suo insieme e via). E poi anche GLB si è modificato nel tempo, figuriamoci se non possono farlo i suoi successori nel 2023... Comunque i difetti di "Vancouver" - che ci sono - secondo me non sono dovuti al fatto che Ruju si discosta dal Tex di GLB ma semmai che non è abbastanza originale (forse proprio per paura di scontentare i lettori più tradizionalisti). L'ultimo albo, per esempio, poteva essere sviluppato meglio: l'incendio poteva essere usato per scene più drammatiche e catastrofiche, l'utilizzo dei personaggi storici o di Angela potevano essere maggiori, i duelli o gli scontri a fuoco potevano essere meno stereotipati...
  17. E' verissimo, e non ho mai capito perché non si veda più Tex in seria difficoltà. Visto che lo scopo principale delle copertine è quello di attirare l'attenzione dei lettori, anche quelli occasionali, le scena drammatiche sicuramente colpiscono di più. E Villa le sa fare bene (vedi le prime splendide copertine di Dylan Dog). Se poi non corrispondono esattamente a quello che si trova nella storia, chi se ne frega! Secondo me quelle postate qui sotto (ma ce ne sarebbero tante altre) fanno venir voglia di comprare l'albo anche a chi non ha mai letto Tex! Come riuscirà a cavarsela?, viene da chiedersi: compriamolo per saperlo...
  18. Negli anni '70 le copertine erano più drammatiche, mentre adesso il Tex delle copertine guarda quasi sempre immobile e impassibile, e non si stupisce più di niente.
  19. SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER Nel complesso una bella storia di Ruju e Mastantuono, che viene voglia di rileggere tra un po' (e questo è un indizio fondamentale per capire se l'avventura è riuscita e merita), ma da cui però mi aspettavo qualcosa di più nel terzo albo. A partire dal "grande incendio", che mi immaginavo occupasse la maggior parte delle 110 pagine, facendo da sfondo spettacolare allo scontro finale fra i Nostri e Artiglio d'Orso (e Warberg), e invece è stato relegato a poche pagine, a ben vedere solo 17 (da p. 40 a p. 56). Voglio dire, hai l'occasione di sfruttare un avvenimento così eclatante e inedito nella serie texiana - l'incendio che devasta un'intera grande città - e non lo sfrutti adeguatamente? Io mi aspettavo scontri a fuoco tra case in fiamme, duelli all'ultimo sangue tra travi fumanti che crollano, nemici che prendono fuoco, ecc. ecc., qualcosa tipo "Ultimo scontro a Bannock" in versione apocalittica/incendiaria, e invece tutto si risolve in poche pagine (anche se effettivamente l'evacuazione degli abitanti con le canoe è una bella scena, originale ed emozionante). A parte questo, non mi ha convinto molto il finale, sia il colpo di scena del poliziotto travestito da Artiglio d'Orso, sia la fine di Warberg che scivola e si dà fuoco da solo!... Vabbe'. Nel complesso, mi sembra che Ruju, come in "Guatemala", abbia delle buone idee sulla trama in generale e sulle location giuste, ma poca fantasia nelle scene d'azione e negli scontri a fuoco. Così alla fine deve sempre ricorrere ai soliti duelli col coltello, a sparatorie non molto coinvolgenti e a colpi di scena telefonati. Nel complesso, però - come detto - una storia che mi è piaciuta. Mastantuono se la gioca come miglior disegnatore di Tex nel 2022 con i fratelli Cestaro. Bravi tutti! Una modesta proposta per le patacche sulla copertina: Visto che la Bonelli non sembra poterne fare a meno, perché almeno non spostare il bollino col prezzo in quarta di copertina, ossia dietro l'albo? Come fanno altri fumetti, o come nei libri. Almeno ci si risparmia un bollino sulla copertina, meglio di niente... Infine, una mia teoria perché ad alcuni non è piaciuto "Il passato di Cochise". Non è tanto perché Tex è poco presente, ma perché ci sono troppe didascalie da leggere! A partire dalla metà in poi, ci sono pagine e pagine strapiene di parole, come non siamo più abituati. E' un albo ispirato da libri e che vuole riportare nel modo più fedele la Storia degli Apaches, insomma ha il ritmo più di un romanzo (a fumetti) che quello di un film. E quella del "fumetto come un film" è un tipo di sceneggiatura a cui ormai siamo abituati e che ci aspettiamo (e che si fa meno fatica a leggere!).
  20. Letta per la prima volta, e mi ero perso una bellissima storia. Cento pagine dense di azione, colpi di scena, personaggi a tutto tondo, atmosfera da classico film western, bei dialoghi, insomma divertimento assicurato a ritmo forsennato. Font è qui nel suo periodo d'oro (tra il Texone e il Maxi "Nei territori del Nord-Ovest"): come si fa a giudicare negativamente (o con sufficienza) i suoi disegni in questa storia? Mah!... Può soggettivamente non piacere, il suo stile, ma il fascino dei suoi paesaggi, del deserto assolato, dei labirinti di rocce, delle notti spazzate dal vento, il dinamismo che trasmettono le sue tavole, per non parlare della caratterizzazione eccezionale di tutti i personaggi (a partire dal bandito Dave), secondo me sono innegabili. La sceneggiatura di Boselli è altrettanto notevole: se si pensa che il soggetto è semplice e classicissimo (un inseguimento di banditi in fuga con ostaggio, mi viene in mente il glbonelliano "La banda dei Dalton" n. 8 di Tex), il lavoro sulla psicologia dei personaggi, sui dialoghi mai banali e sulle scene d'azione sempre ben costruite, è veramente ammirevole. La sequenza dei banditi persi tra i "Dientes del Dragon" e il finale beffardo con Dave, ex marinaio allo sbando in cerca del mare oltre il deserto, restano impressi nella memoria. Quattro - a mio parere - sono le storie degli Almanacchi memorabili: "La ballata di Zeke Colter" di Nizzi/Calegari, "Eroe per caso" di Boselli/Andreucci, "Bad River" di Boselli/Capitanio e ora aggiungo anche questa "La legge del deserto" di Boselli/Font.
  21. E per iniziare l'anno nuovo, cosa di meglio di un classico di GL Bonelli, con tanti fuochi d'artificio? Storia breve e semplice semplice, ma che va presa per quello che è: l’estremo omaggio del creatore al suo personaggio più riuscito (è la terzultima di GLB ma è come se fosse l’ultima, per me) prima di appendere le scarpe (o meglio, le pistole e il cinturone) al chiodo. E’ come un saluto, un commiato e un ringraziamento ( l’ultima vignetta con Nat Mac Kennet che dice: “Gran peccato che se ne vadano via”), che riassume in modo schematico ma divertente e ironico il mondo di Tex: arriva lui e non ce n’è per nessuno, arriva lui e con modi spicci smantella ogni forma di corruzione e malaffare, di mafia ed estorsione (“i cosiddetti protettori che chiedono tangenti non mi sono mai piaciuti… a maggior ragione quando le vittime sono lavoratori onesti e sempliciotti”), contro tutti i prepotenti e i potenti che campano grazie allo sfruttamento, la paura e l’omertà della brava gente (e dei vigliacchi onesti, come il portiere). La scena migliore è ovviamente quella con la dinamite, uno dei marchi di fabbrica di Tex, dopo i pugni e le colt, per eliminare ogni forma di ingiustizia in modo definitivo. E così ci si diverte ancora una volta a vedere Tex e Carson che affondano in quattro e quattr’otto la bisca clandestina, che allegramente distruggono tutto a suon di esplosioni, candelotti e “y que vaja con Dios”, finché il battello non prende fuoco, fa fuggire tutti, criminali e ricchi polli che si fanno spennare, e sparisce tra le acque nere del porto di New Orleans. Ecco, ultimamente si sente un po' la mancanza di Tex e Carson dinamitardi... P.S: nella prima pagina Tex dice che è già stato a New Orleans un paio di volte, ma in realtà sono tre: numeri 37-38, poi n. 72-73 e terza volta n. 229-230-231-232.
  22. Male. Molto male! Pessimo momento per abbandonare Alan Ford: dopo il numero 50 c'è "Il ritorno di Superciuk" (n. 51), poi tante altre belle storie, come "In Transilvania c'è un castello che...", "Natale col vampiro", "Superciuk colpisce ancora", ecc. ecc. ecc. Magnus in realtà se ne andò col n. 75. Ognuno fa le sue scelte, per carità, ma io non rinuncerei assolutamente a tre cose di Tex: la regolare, il Texone e Tex Willer. Il resto è un optional, ma queste tre serie sono imperdibili, imho. Abbandonare solo perché ogni tanto Boselli è un po' troppo puntiglioso nella ricostruzione storica? Come si vede dal video, si è letto un sacco di libroni su Cochise, dovrà pure utilizzarli in qualche modo! A me non dà fastidio, ma capisco che qualcuno possa stufarsi, però mica sarà tutta così, la storia, già dal prossimo albo si capisce che l'avventura entrerà nel vivo con un ritmo più sostenuto. Senza contare che la serie Tex Willer fra un po' promette di diventare più interessante di prima - secondo le anticipazioni - con il periodo che andrà dalla Mano rossa, a Montales, alla Guerra Civile... E' una serie viva, insomma, non una serie-zombi, come altre. Da notare una cosa strana: il famigerato bollino del n. 50, che nelle intenzioni avrebbe dovuto spronare all'acquisto dei numeri successivi, sta spingendo invece qualcuno a dire: "mo' mi fermo qui, alla cifra tonda!"
  23. SPOILER SPOILER SPOILER SPOLIER Secondo me le critiche fatte finora a questo albo sono molto da "pelo nell'uovo", se non proprio sbagliate. Artiglio d'Orso innanzitutto può benissimo essere capitato sul luogo in cui Tex cerca di far parlare Bailey (cerca di farlo parlare per avere informazioni sul pezzo grosso Warberg e magari usarlo come testimone e non per avere informazioni su Artiglio d'Orso che ancora nessuno sa essere coinvolto), perché il luogo dove avviene, cioè i binari della ferrovia, sono a pochi passi dalla casa di Warberg, lo dice lui stesso a pag. 80, e poi si vede. Perciò si può immaginare benissimo che Artiglio d'Orso abbia incrociato i pards che sbatacchiavano Bailey mentre si stava recando a casa del suo boss, si sia poi appostato per vedere cosa succedeva e quando Bailey, dopo lo spavento del treno, stava iniziando a parlare, solo in quel momento, quando ancora non aveva confessato, l'ha fatto fuori. Quindi la coincidenza non è poi così strana e il suo tempismo è spiegabile. Perché non ha ucciso Tex o Carson? Be', si potrebbe spiegare anche con la rabbia verso "quel verme di Bailey" - come dice lui - che in quel momento li sta tradendo. Poi Artiglio d'Orso ha ricevuto come compito principale di uccidere Angela e solo secondariamente Tex e Carson, per cui preferisce non scontrarsi con loro, non prima di aver fatto fuori Angela (anche questo è detto esplicitamente in un dialogo). In ogni caso il cliché dell'uccisione di chi sta per parlare si presta sempre a questo tipo di critica: perché viene ucciso il traditore e non i pards? E' appunto un cliché tipico di tante storie, anche in "Sulle piste del Nord" GL Bonelli lo usa per esempio quando un tizio spara dalla finestra per uccidere la maliarda del saloon che sta spifferando tutto. Perché non fa fuori invece Tex che in quel momento è solo con lei in un salottino? Perché appunto è un cliché. Allo stesso modo i nostri che arrivano al campo indiano al momento giusto. E allora? E' un cliché usato da tutti, è un caposaldo della serie "l'arrivano i nostri". Cosa c'è di strano? Hanno intuito che Angela è in pericolo - e l'hanno intuito solo quando hanno appreso che è coinvolto Artiglio d'Orso, quindi uno che sa muoversi bene anche nei boschi e ha informatori ovunque, mentre prima pensavano di aver a che fare solo con scagnozzi di città - sono corsi in fretta e furia al campo indiano e sono intervenuti salvando almeno Capilano. A me la scena è piaciuta, è molto drammatica e crudele, anche la morte di Taki e prima ancora del cercatore d'oro, poi il ferimento di Carson: c'è un crescendo di drammaticità costruito bene. In generale tutto questo secondo albo secondo me funziona benissimo. E' tutto molto curato, anche i dialoghi, e tutti i personaggi, anche quelli minori, sono ben resi. Come ho già detto, se il terzo albo continua così, con questo crescendo, potrebbe essere la miglior storia di Ruju. P.S: sul fatto che Ruju sia meglio su Tex Willer non sono d'accordo. A parte "Rancheras", che non mi è piaciuta, anche le due precedenti non erano chissà cosa, buone storie di passaggio, ma non molto di più. Finora il meglio di Ruju sono state le prime tre storie sulla regolare: "La prova del fuoco", "Mezzosangue", "Le catene della colpa".
  24. Il secondo albo è ancora meglio del primo - che qualche difettuccio nella trama e nei disegni (per esempio alcune espressioni di Carson poco riuscite) ce l'aveva. La storia prende del tutto quota e diventa sempre più avvincente, con bei comprimari e avversari pericolosi degni antagonisti (il truce Artiglio d'Orso e l'intrallazzatore Warberg), nonostante il ritmo si mantenga lento. Mastantuono è perfetto, riesce a creare una bellissima atmosfera cupa e drammatica, e a caratterizzare ogni personaggio al meglio. Complimenti a lui. Questa si preannuncia come forse la miglior storia texiana di Ruju, se il gran finale il prossimo mese sarà all'altezza. E perché non dovrebbe esserlo, visto le premesse? I nemici sono ancora tutti lì da sconfiggere e l'incendio di Vancouver potrà essere lo scenario ideale per la resa dei conti (speriamo che anche Angela abbia un ruolo importante e non finisca per fare la comparsa). "Rancheras" a me non è piaciuta per niente: storiellina prevedibile, noiosa, con personaggi insulsi. Qui Ruju si riscatta alla grande, dimostrando di saper costruire belle storie classiche ma con variazioni interessanti, come già aveva fatto vedere nel Color estivo ambientato a New Orleans. Prossima copertina di Villa un po' ripetitiva nella solita posa di Tex già vista più e più volte, ben poco drammatica.
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