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TWF - Tex Willer Forum

Jeff_Weber

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  1. Bella presentazione, davvero La guida "Tex primi passi" da 7 anni in su. Consiglierei a @borden di consigliarla ai piani alti per acquistare lettori delle primissime generazioni. Tutto chiaro, imboccato con il cucchiaino ... anche per i più grandicelli che ormai non leggono altro che i messaggi WhatsApp Chissà che grazie @LedZepp si facciano nuovi proseliti. Piccoli texiani crescono
  2. Mi sembra il consiglio migliore. E poi perché escludere la testata Tex Willer, oggi fiore all'occhiello della produzione su questo personaggio? Se trattasi di un lettore giovane, a maggior ragione inizierei dalla produzione recente di @borden & Co., e proprio dal Tex Willer, per poi passare al Tex regolare se l'utente dovesse gradire. Ovviamente punto di vista personale
  3. Da non dimenticare ... scrittori anche loro e di successo, Fabio Volo e Luciana Littizzetto
  4. Bellissima storia ... @borden. Continuo a pensare che nonostante tutto l'affetto per Tex e negli ultimi anni particolarmente per Tex Willer, Dampyr abbia potenzialità anni luce maggiori. E quella storia non è l'eccezione che conferma la regola, anzi
  5. Io acquisterei tutto il pubblicato se si trattasse "soltanto" di: 12 Tex Regolare 01 Texone 01 Tex Magazine 02 Tex Cartonati 12 Tex Willer Regolare 02 Speciali Si eviterebbe di acquistare il Maxi, facendo rientrare le storie che meritano nella serie regolare, i bis piuttosto ordinari (a parte il primo), le storielle del Color Tex (esiste già spazio nel Tex Magazine) e implementerei ad una coppia i cartonati. Vanno bene 2 speciali per il Tex Willer. Allo stato attuale spiace invece lasciare il Color Tex in edicola, come pure qualche Maxi. Ovviamente però sono soltanto nostri pareri che non potranno mai scalfire le decisioni editoriali.
  6. Prima storia incentrata sull'oro della Riserva dei Navajo, spicca per l'alternarsi di Tex e Tiger nelle vesti dello Spirito della Morte al fine di dissuadere i numerosi cercatori dall'occupare i territori degli indiani. Niente di eccezionale, ma risulta evidente la voglia di GL Bonelli di stupire con situazioni molto spesso originali. Concordo che Tex sia ormai non più un ranger ordinario, quanto un affiliato con riserva di autonomia.
  7. Storia atipica con parecchi sottintesi sparsi fra le frasi che coinvolgono il "negro" Tom e la bionda Lucy. Concordo con @Carlo Monni relativamente ai disegni di Gamba che ci riportano alle storie per Il Piccolo Ranger, per cui tutto appare un pò meno serio e adulto del solito, nonostante il tema del razzismo di questa vicenda. Siamo ormai fuori continuity, ma qui si dice esplicitamente che sono trascorsi almeno 3 anni dalla fine della Guerra di Secessione. Il fatto che non sia palesemente presente Kit Willer potrebbe far quindi rientrare, a posteriori, questa storia nel canone texiano? Chissà !
  8. Appena completata la lettura del Magazine caratterizzato da tre delle migliori matite della produzione recente di Tex. Mastantuono, sebbene con un tratto in alcune scene leggermente semplificato rispetto all'ultima storia di Ruju, coinvolge e cattura l'attenzione del lettore in maniera quasi ipnotica. I fratelli Cestaro cesellano come sempre la loro arte dimostrando di essere ormai dei mostri sacri del fumetto. Prima storia di Rauch particolarmente scorrevole e tradizionale, con dialoghi freschi e incisivi. L'aspetto paranormale aleggia senza essere invadente. La lunghezza limitata della storia rende poi il tutto particolarmente "efficace". Seconda storia di @borden un bel complemento a quanto abbiamo letto su Mefisto nell'ultimo anno, con precisazioni che rendono più intelligibile la vita di questo arcinemico di Tex. Bei redazionali, mi fa molto piacere ritrovare Maurizio Colombo. Di certo questa testata ha un suo motivo d'essere, forse più di altre anche più classiche come il maxi le cui storie potrebbero trovare collocazione nella regolare. Voto complessivo: 8.5
  9. Infatti , ho cercato di dimostrare come anche un bellissimo albo come questo @borden che fa parte di una grande saga che ho apprezzato sin da quello scorso, inserita in una testata che non ha mai sbagliato un colpo, possa facilmente diventare oggetto anche di critiche molto aspre se si tende a guardare le pagliuzze piuttosto che al tutto, snaturando così la fruizione del fumetto. Se poi c'è da parte di qualcuno un pregiudizio verso certi sceneggiatori e disegnatori, mi sembra ovvio che non si faccia un gran lavoro per la sopravvivenza dei nostri eroi preferiti. Quindi leggiamo e guardiamo Tex per quel sano piacere ludico e culturale (specie il Tex Willer) che rappresenta P.S. Bella appendice alla lunga saga di Mefisto la tua storia breve @borden nel Tex Magazine, disegnata dei sempre eccellenti Cestaro. Altrettanto piacevoli I disegni di Mastantuono, sebbene la storia di Rauch non l'abbia ancora letta. Mi fa piacere anche che Colombo continui a scrivere servizi per i Magazine.
  10. Stupendo secondo albo che approfondisce usi e costumi delle tribù indiane, mette in ordine la cronologia delle vicende del passato di Tex e permette di andare in po' avanti con le vicende "in diretta" di questa nuova lunga storia. Disegni fantastici e giudizio complessivo fra i più alti possibili Potrebbe bastare. E invece no Ho deciso anche qui, come per l'ultima storia di Ruju, di rileggere a breve distanza dal primo commento a caldo. Cosa succede ad una seconda lettura ? Analizzando e soffermandosi, vignetta dopo vignetta, sui dialoghi esce fuori un Tex dalla mente logorroica, lui stesso a pag. 30 lo ammette con Dinamite. Esce fuori che quasi ogni vignetta è quasi un atto di sottomissione inconscia di@borden a coloro che spaccano il capello in quattro (ad esempio, Tex è ansioso di farci sapere esattamente i tempi e lo spazio di un proiettile sparato in una certa direzione e in determinate condizioni, quasi un trattato di fisica; Tex e gli stessi indiani dal linguaggio forbitissimo ci erudiscono sulle differenze fra tribù in termini di usi e costumi e comportamenti in linea o meno con il loro modus operandi descritto nei trattati storici; praticamente una continua spiegazione riguardante ogni cosa) Non solo ... vediamo un Tex munifico e gentile con tutti, che non ama sparare a nessuno, torturare nessuno e che utilizza come termine più scurrile possibile "Testa dura !", esattamente in linea con il beneamato GL Bonelli E leggendo e guardando al rallentatore e al microscopio ci accorgiamo anche che Tex ha una muscolatura dopata, non frutto quindi di fatiche e scorribande, ma piuttosto conseguenza della frequentazione di qualche palestra alla moda dove ha potenziato soltanto certi muscoli, anche con l'ausilio di alcuni "aiutini" così da essere pronto ad andare a Uomini e Donne, oppure al Grande Fratello Ecco cosa può uscir fuori da una valutazione fatta con l'intento di analizzare troppo ciò che deve rimanere sempre e soltanto un piacere ed uno svago. E qui sto parlando soltanto di valutazione obiettiva, non falsata da pregiudizi o volontà specifica a trovare necessariamente l'errore Preferisco pertanto rimanere fedele alla mia valutazione di primo acchito, basata sul piacere immediato della lettura, l'approfondimento storico e folklorico (si parla anche di vampiri in questo albo, vorrà dire qualcosa per il futuro di Dampy?) e le capacità indiscusse del disegnatore Quindi, voto complessivo: 9
  11. Adrenalina pura e mix sapiente di tutti gli ingredienti di Tex, dai classici scontri con i nemici a colpi di frecce e proiettili, al ruolo della magia/illusionismo di Mefisto, all'altruismo dei comprimari, senza contare l'occhio attento alla continuity della saga. Forse superfluo oggi dare un punteggio: in ogni caso almeno un 9 pieno.
  12. Bella storia con Tex tornato ad essere completamente libero di gestire la giustizia senza vincoli di sorta, ovvero a colpi di sganassoni e proiettili. Piuttosto affrettata la fine, disegni che si evince chiaramente non escano tutti dalle matite di Galep, anzi qualche vignetta sembra proprio posticcia.
  13. Disegni molto interessanti, in particolare il profilo perché più originale. Ancora complimenti, mi sembra di vedere una qualche affiliazione allo stile del grande Magnus, sebbene più agile e stilizzato
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