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TWF - Tex Willer Forum

frank_one

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Everything posted by frank_one

  1. Ma quanto è bella pagina 80 del terzo albo? Quella in cui Kit guarda nell'oblò dell'astronave. Ha anche un che di metaforico: guardare dentro e contemporaneamente (poiché la superficie del vetro è trasparente ma anche un po' riflettente) guardarsi dentro. Se al posto di Kit ci fosse stato Tex sarebbe stato un modo perfetto per rappresentare la sua accettazione del mistero come fenomeno di realtà a cui non si può più fare a meno che credere.
  2. Tex in Europa? Dopo la recente avventura nel Borneo non mi stupirei di vedere Tex giungere in Europa o in Africa. E dopo quest'ultimo episodio non mi stupirei nemmeno di vederlo atterrare sulla Luna Sì, Letizia, lo so che si dice allunare.
  3. Hai ragione, non ci avevo pensato. Capire che la storia non ti piace quando ormai ne hai disegnate diverse pagine ti pone in una situazione professionale diversa, ti lega al compito.
  4. A me sembra che Tex passi più tempo a spasso che nella riserva Navajo!
  5. Non è che se una storia non piace a Ticci allora non può piacere nemmeno a noi. Dispiace sapere che l'abbia disegnata controvoglia, certo è che non credo qualcuno lo abbia legato ad un tavolo: se proprio non gli piaceva poteva anche fare altro. Sarebbe stato più rispettoso nei confronti dello sceneggiatore.
  6. Io a questa storia do un 7,5 abbondante, che ad una seconda lettura potrebbe diventare anche un 8. Vedo che molti continuano a usare frasi come "Ma il Tex di Bonelli non avrebbe fatto così" per criticare queste nuove storie. Per voi quindi un nuovo autore non può metterci del suo? Il Tex di Bonelli è morto con Bonelli (e ormai sono un po' di anni), è inutile che vi ostinate a cercarlo nei nuovi albi, alimentate solo la vostra frustrazione. Per il vostro bene, datevi tregua. Oltretutto non solo non esiste più il Tex di Bonelli, ma non esiste nemmeno più il Tex di 40 anni fa o più. Non vi sembra plausibile che un personaggio possa cambiare col tempo? Non credete possibile che le esperienze abbiano un impatto su di lui, le sue credenze e il suo atteggiamento? Capisco che un personaggio in quanto tale debba rimanere fedele a se stesso, ma almeno all'interno di una storia concedetegli che possa cambiare in relazione agli eventi vissuti. Pretendete che un personaggio continui ad essere scettico nei confronti degli alieni seppure li abbia appena incontrati solo perché il Tex di Bonelli era scettico. Non ha senso, è un campanello d'allarme di quanto esasperato sia il vostro attaccamento ad un modello che ritenete intoccabile, immutabile. Ma Tex lo comprate ancora perché vi piace o lo fate solo per abitudine e fedeltà a Bonelli?
  7. I vestiti nella cultura occidentale più che avere a che fare con dignità e pudore riguardano il concetto di civiltà. Chi non indossa vestiti è considerato incivile, ovvero non appartiene alla città e quindi è privo di regole. In una parola è un selvaggio, un animale. Poi è subentrata la vanità e la premura di dare dello straccione a chi non è ben vestito. Il pudore invece è più un concetto legato a morale e religione.
  8. Eh, no. Non un altro albo, per carità! Avrei piuttosto preferito che si fosse gestito meglio lo spazio dandone meno a scene non così importanti come quelle dedicate a Holt e compagni. Non è che voglio uno spiegone, ma c'è uno scienziato che incontra degli alieni (Alieni! Mica la signora Martini del piano di sotto) e riesce pure a parlarci e.. non dice nulla di quello che gli hanno detto?! Mi sarei accontentato di qualche semplice frase rivolta a Tex per convincerlo a seguirli nel loro mondo, qualcosa tipo: "Mi hanno raccontato di città immense interamente di metallo e palazzi alti un miglio! Carrozze volanti, tecnologie inimmaginabili, ti rendi conto, Tex!". E invece se ne sta lì senza esprimere la minima meraviglia, come se invece che aver parlato con degli alieni fosse stato a chiacchierare del più o del meno con un fruttivendolo. Mi sarei aspettato un qualche cenno di entusiasmo, soprattutto da un uomo di scienza come lui, un entusiasmo che trabocca e si lascia sfuggire qualche dettaglio incredibile. E invece no. "Questi sono alieni che vengono dalle stelle. Io conosco la loro lingua, ma me ne ero dimenticato. Vado via con loro perché sono uno scienziato e sono curioso. Ciao".
  9. Letto il terzo albo e apprezzato. Nulla di sconvolgente. Qualche ingenuità qui e lì, come il russo che conosce la lingua aliena ma se l'era dimenticato (o meglio, gliela hanno tolta dalla testa a distanza quando è scappato) o l'indiana che sopravvive per mesi senza cibo sotto un ghiacciaio. Mi ha fatto un po' sorridere qualche didascalia di troppo come una che dice "L'ascesa continua..", come se non fosse chiaro quello che mostravano i disegni. Molto buffa anche la scena dei cavalli che tornano a casa da soli, risolta in un'unica vignetta, quando in questi tre albi si sono usate decine di pagine per vicende che ne richiedevano al massimo un paio come la questione della mandria nel primo episodio. Alla fine gli alieni si vedono, giusto 5 minuti prima di partire per lo spazio. Dobbiamo comunque ritenerci fortunati: nella recente vicenda della Tigre nera Tex arrivava quando il nemico era ormai sconfitto, qui almeno ha avuto il tempo di interagirci per qualche secondo. Mi chiedo se fosse davvero necessario mettere in campo decine di ghundar, lupi feroci e indiane sfigurate per proteggere una navicella sepolta sotto un ghiacciaio: chi diavolo l'avrebbe mai trovata? Ma poi quelle pietre ustionanti cos'erano esattamente? In una vignetta si vedono dei ghundar che buttano qualcosa in un buco all'interno della nave ed ho pensato che fossero quelle pietre usate come carburante. Allo stesso tempo però non credo che le pietre fossero già sul ghiacciaio, le devono aver portate dallo spazio gli alieni. È un peccato che non ci sia stato detto praticamente nulla sugli alieni: da dove arrivavano esattamente? Perché erano sulla Terra? Da quanto tempo erano qui? Cosa cercavano? Che tipo di civiltà è la loro? Non sappiamo nulla, eppure c'era addirittura un tizio che parlava la loro lingua! Disegni di Bocci ottimi, anche se basta che un personaggio faccia qualche passo indietro verso lo sfondo per fargli sparire improvvisamente dettagli come la bocca o le dita. Bizzarro.
  10. Interessante, grazie per aver raccolto questi dati e grazie a chi li ha forniti. Sarei curioso di approfondire la questione del divieto cattolico, di cui non ero a conoscenza. Come venne promulgato? Tramite annuncio sui giornali? Tramite esortazione dei preti in chiesa? I distributori e gli edicolanti come si comportarono? Continuarono a diffondere Tex come se nulla fosse? Qualche edicolante più religioso si rifiutò di esporlo? Mi immagino scene in cui il cliente chiede Tex sottovoce e l'edicolante glielo prende con circospezione da sotto il bancone. E i genitori che dicevano se vedevano arrivare il figlio a casa con Tex? Glielo buttavano? Insomma, un divieto ufficiale dalla Chiesa cattolica non mi sembra cosa da poco.
  11. ll calo della qualità delle storie è solo un fattore, ma ce ne sono anche altri da considerare: - a metà anni '70 il genere western non aveva più lo stesso appeal dei '60 - nuovi fumetti "più moderni" erano comparsi nelle edicole italiane. Un esempio su tutti i supereroi americani proposti dalla Corno che qui era nel suo periodo d'oro - il primo zoccolo duro di lettori, quello presente dal '48, cominciava ad avere una certa età ed altro a cui pensare, mentre per la prima volta l'ondata di nuovi lettori stava rallentando per i due motivi elencati sopra. Tex cominciava ad apparire come un fumetto ormai vecchio, ma allo stesso tempo non era ancora così vecchio da aver assunto la fama di classico senza tempo.
  12. Finora se non ho capito male Kalya costava 4,90€ per 96 pagine, quindi era già più caro di Tex come costo per pagina. Mantenerlo a 4,90€ e portarlo a 64 pagine lo metterebbe in competizione con Tex Willer, che però costa 1€ di meno, per ora. Secondo me un taglio di 30 pagine è un po' troppo drastico, è praticamente un terzo di un albo attuale.
  13. Non lo sapevo e grazie per l'assist che ci riporta all'argomento della discussione. Quante pagine hanno tolto?
  14. Sarà la mia prima storia di Ticci sulla regolare, dopo averlo visto sul Magazine 75.
  15. Penso che in alcuni casi pure i registi avessero la perversione di inserire scene ai limiti del porno o del buon gusto proprio perché sapevano che avrebbero provocato la censura o semplicemente fatto discutere. È un po' un tiro alla fune tra perversi di diverso tipo. Una scena di sesso esplicita o una scena di uno che va in bagno con tanto di zoom sull'escremento non rendono di per sé un film o un fumetto più "alto". Posso capire che alcune scene possano avere avuto un'importanza storica perché hanno permesso di andare oltre un certo perbenismo e alzato l'asticella della rappresentazione realistica del mondo, ma è appunto un'importanza meramente storica. Non è che più un prodotto è realistico e più è alto, bello e geniale. C'è gente che valuta la grandezza delle opere del passato in base a quanto abbia fatto arrabbiare la censura e i ben pensanti. Per me questi prendono grosse cantonate.
  16. In tv adesso parlano di arte? È da un po' che non la guardo. Questi tromboni sono rilevanti?
  17. Sì, le regole vanno conosciute. Ogni medium ha un suo linguaggio, dai tempi del montaggio in un film alla direzione delle linee di fuga in una vignetta. Sono limiti con cui bisogna fare i conti, ma sono anche i confini che definiscono una particolare arte. C'è anche da dire che i più grandi artisti sono diventati tali proprio perché hanno saputo andare oltre le regole (e così hanno contribuito a codificarne di nuove), però è vero che per infrangere le regole le devi prima conoscere. L'esempio di Michelangelo è azzeccato. Gli hanno dato un limite e guarda cosa ne ha tirato fuori. Non glielo avessero dato avrebbe probabilmente creato una cosa senza capo ne coda: il peggior nemico di un artista è la mancanza di limiti.
  18. Occhio che però questo è il tuo modo personale di fruire il fumetto e i modi sono molteplici. Qualsiasi opera è veicolo di messaggi? Sono d'accordo, però devi anche considerare che i messaggi possono anche essere ignorati o semplicemente non colti da tutti. Per te non esiste il "mero intrattenimento" proprio perché sei attento ai messaggi quando leggi un fumetto, ma per una persona che legge in maniera più rilassata o che è più attenta al lato grafico, per lei il "mero intrattenimento" esiste eccome! Ognuno legge quello che gli pare, ma soprattutto CI LEGGE quello che gli pare. E uno può anche decidere di non leggerci nulla, a prescindere dagli intenti dell'autore. E se uno riesce a parlare alla gente (ma bisognerebbe capire quale gente, ci sono pubblici diversi) come conseguenza di questa sua capacità non finisce forse per vendere ed avere successo? (Uno può parlare solo alla gente che compra i suoi fumetti, non a quelli che non li comprano). Sul fatto di durare nel tempo ci sarebbe da ragionarci. Tex per esempio è durato nel tempo, ma il pubblico a cui parla è più o meno sempre quello. Obiettivamente quanti sono quelli sotto i 30 anni che leggono Tex oggi? A noi viene spontaneo pensare che i valori che Tex incarna siano tuttora validi dopo 75 anni, ma è la nostra opinione. Un ventenne sarebbe d'accordo?
  19. Sei brava perché al posto di guardare Netflix o il soffitto ti sei data da fare e hai coltivato una passione ed assecondato un tuo bisogno espressivo. Sei anche un'autrice perché quell'opera l'hai fatta tu. Se poi sei una brava... autrice, beh, questo lo decide il pubblico.
  20. Un prodotto è definito d'autore quando chi lo realizza è nel pieno delle sue capacità decisionali e non ha limiti riguardo a scelte stilistiche o temi da affrontare, ovvero quando non è costretto a subire passivamente le imposizioni del committente. Detto questo, non sta scritto da nessuna parte che un prodotto d'autore abbia maggiore qualità di un prodotto fatto su commissione. Anche perché l'autore non è detto che sia bravo a priori e anzi essere obbligato a seguire delle indicazioni può essergli di aiuto o addirittura indispensabile per focalizzare le sue competenze e trasformarle in un'opera finita. Tante volte la qualità di un'opera è data dalla bravura di chi la commissiona e dalla sinergia che riesce a creare con chi la realizza.
  21. Benvenuto sul forum e bentornato nel mondo di Tex!
  22. Chine sulle fotocopie? Wow, che tempi!
  23. Le storie di oggi sono più decompresse, meno dense. Parlare di brodo allungato è offensivo, fa intendere che ci siano poche idee e che si cerchi di gonfiarle per riempire le pagine. Non è necessariamente così, può essere benissimo un diverso stile narrativo e non una mancanza di idee alla base della sensazione di "storia dilatata". Ovvero, la quantità di idee contenute in una storia è la stessa di un tempo, ma si fanno durare di più le storie e così sembra che le idee siano meno. Personalmente preferirei storie più corte. Se penso alle ultime storie: quella della tigre nera, quella della pattuglia scomparsa e probabilmente anche questa del monte Rainier, anche se non ne conosco ancora il finale, non posso fare a meno di pensare che mi sarebbero piaciute di più se fossero durate un albo in meno. Ne avrebbero giovato, questa è la mia opinione. Ma sia chiaro, mi sono comunque piaciute, così come mi sta piacendo questa che stiamo leggendo. Ecco, in quest'ultima forse i tempi dilatati giocano pure a favore dell'atmosfera di mistero. Certo però che se l'ultimo albo risulterà inconcludente allora tutta questa costruzione della tensione si ritorcerà contro.
  24. Quanto costerà? Sarà il mio primo texone? Forse no.
  25. Vero, e talvolta anche un ritmo. Ed è per questo che penso che avere meno pagine farebbe bene alle storie: perché ci sarebbero paletti più frequenti. Ahimè, questo credo sia una conseguenza dell'epoca in cui viviamo. Le persone sono più soggette ad ansia, stress, depressione e nemmeno gli sceneggiatori ne sono immuni. Non mi stupisce che alcuni adulti tornino a leggere Topolino per avere una boccata di positività e fuggire a temi tragici e deprimenti (senza per questo sminuire gli autori Disney: sicuramente su Topolino non si trova solo positività ma anche qualità).
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