frank_one
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Non dico sia una brutta edizione, dico che avrebbe dovuto essere meglio. Io sono dell'idea che se proponi una ristampa (di una ristampa di una ristampa) devi cercare di aggiungere qualcosa rispetto alla versione precedente, non devi togliere contenuti. Con la Nuova Ristampa credo avessero sistemato qualcosa rispetto alla Tutto Tex (rimosso ulteriori censure? Corretto alcuni errori? Non ricordo) e nei primi numeri allegavano un nuovo disegno di Villa. Qui hanno preso la Nuova Ristampa, hanno tolto i redazionali, hanno tolto l'immagine di Villa, hanno tolto l'indice.. in alcuni numeri hanno persino tolto i titoli dei capitoli che comparivano tra una striscia e l'altra, credo per sbaglio. Meno male che la chiamavano edizione di pregio, hanno tolto tutto quello che potevano togliere! C'è la copertina cartonata e il ripristino delle copertine di Galep, ok, ma all'interno dell'albo c'è meno roba rispetto a TUTTE le edizioni precedenti. Sul fronte censure, sono d'accordo che alcuni non ne sono a conoscenza e non sanno che nel corso del tempo sono stati tolti e aggiunti pantaloni, coperti seni, chiuse spaccature nei vestiti e altro. Ma dopo decenni possibile che ancora non possiamo leggere "lo sceriffo coi suoi scagnozzi" nelle prime vignette? Che senso ha portare avanti quelle modifiche? Nel frattempo sono uscite le anastatiche delle strisce con la Gazzetta, le scansioni delle tavole originali nei volumi della Scarabeo e ti ostini a proporre ancora ai lettori delle versioni rimaneggiate del tuo fumetto di punta? Tex è storia del fumetto, ma la sua casa editrice sembra quella più incline a non volerlo valorizzare. La Collezione Book era la perfetta occasione per proporre finalmente una versione fedele della serie e dare un senso a quella che altrimenti è l'ennesima ristampa. Sarebbe stato altrettanto interessante se avessero proposto delle nuove scansioni delle tavole per migliorarne la resa. Avrebbero venduto un sacco di copie in più! Invece si sono limitati a metter un bel vestito (che comunque è attaccato con la colla, non stiamo parlando di volumi rilegati o realmente "di pregio") a quella che è la peggiore versione mai realizzata (rispetto alle ristampe precedenti di Tex). Poi, parliamone, quanto spazio occupano questi volumi? Io ne ho presi 10 e mi sono fermato perchè mi sono reso conto che mi portavano via un sacco di spazio in più rispetto alle versioni normali. Sul serio ci sarà qualcuno che arriva al numero 100? Capisco fosse una serie che si conclude in una cinquantina di numeri, ma qui stiamo parlando di centinaia di volumi! La scelta di farli cartonati potrebbe essere stata controproducente, ancora una volta poco lungimirante. Ancora ancora poteva avere senso inserire due albi in un unico volume, come fa la IF, in questo caso la copertina rigida avrebbe inciso meno sullo spazio e la seconda copertina di Galep la mettevi sul retro. E si velocizzavano le uscite.. Siamo fuori tema, eventualmente continuiamo nell'apposita sezione
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4000/12 = 333,33 ma sono comunque tante.
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Stamattina ci pensavo. Hanno così tante testate dedicate a Tex perchè c'è gente che lo compra. Poi però mi è venuto in mente che in realtà oggi Tex vende molto meno rispetto al periodo gestito da Sergio Bonelli, allora perchè all'epoca non si lanciavano ancora più testate rispetto ad oggi? Penso che il punto sia che un tempo Tex vendeva bene e chi gestiva la casa editrice si poteva ritenere soddisfatto del risultato, mentre oggi che i lettori sono in calo viene adottato il lancio di nuove testate come strategia compensativa. I lettori sono in calo e allora si cerca di sfruttare la fedeltà di quelli rimasti, spingendoli a comprare sempre di più. È una strategia dettata dal panico. Io non sono un esperto, ma ci vedo qualcosa di profondamente sbagliato in tutto questo e credo che la strategia possa funzionare solo a breve termine, solo finchè i lettori storici non si stufano. Qualcuno mi dirà che più prodotti immetti sul mercato e più potenzialmente ne puoi vendere e quindi avere tante testate sugli scaffali può anche attirare nuovi lettori, ma saranno solo lettori di passaggio se poi il fumetto che si trovano tra le mani non è di qualità. Così facendo rischi di scontentare i lettori di vecchia data, quelli che ti danno stabilità al bilancio e che pericolosamente sfrutti sempre di più, per cercare di intercettare qualche nuovo lettore casuale che ti leggerà un solo volume e giustamente se ne andrà, non trovando nulla di interessante. A me sembra la strategia di qualcuno che non crede nel futuro dei fumetti e di Tex, qualcuno che vuole mungere il marchio finchè c'è latte, convinto che non ci sia futuro e per questo non curandosi di investire sulla qualità dei prodotti che vende ma impegnandosi solo a produrne sempre di più. Questo qualcuno ha già deciso che il fumetto deve morire e inconsciamente lo sta ammazzando. Lo si vede in tante cose: - la nuova Collezione Book. Una ristampa (per l'ennesima volta censurata) che dovrebbe avvicinare nuovi lettori accompagnandoli per la prima volta nella scoperta delle origini del personaggio, ma è priva di redazionali (ce n'è uno imbarazzantemente banale nel primo numero, con tanto di errori di battitura e poi nulla) e costa più che la serie regolare perchè c'è la copertina in cartone incollata (i primi numeri hanno più pagine, ma sul serio credete che poi diminuiranno il prezzo?). Ad oggi è la ristampa più costosa nonostante abbia meno contenuti di qualsiasi altra ristampa. Si preferisce dare più importanza alla forma. - il fatto che richiamino o che ripublichino autori che in passato avevano già dimostrato di non saper (più) scrivere Tex. L'ultima storia di Nizzi secondo me non era pubblicabile. Se quei due numeri finiscono per disgrazia nelle mani di un potenziale nuovo lettore, te lo sei giocato per sempre. - il lancio di testate nuove ma scritte sempre dagli stessi autori, testate la cui esistenza è giustificata da caratteristiche che di fatto non sussistono (è il caso di questo primo Tex - La Leggenda) - il constatare che il miglior sceneggiatore di Tex ancora attivo sia un signore già in pensione e non si stia investendo nel cercare o formare nuovi talenti (pensate ad esempio l'importanza che ebbe l'Accademia Disney) - l'aumentare i prezzi dando la colpa alle edicole che per anni hanno contribuito alla tua fortuna - far disegnare le copertine a Villa ma farle rovinare da un colorista non all'altezza - produrre più tavole di quando Tex vendeva dieci volte di più, contribuendo a diluire la qualità delle storie e perdere ulteriori lettori, fingendo che il calo dei lettori sia una inesorabile calamità piovuta dal cielo e non anche una conseguenza delle proprie scelte editoriali - stampare i disegni di Brindisi in quel modo su Tex Willer - spacciare delle mere pubblicità ad altri volumi per editoriali (quelli di Frediani, ma forse ultimamente stanno migliorando) - ristampare i Texoni, volumi che celebrano in grande formato la bellezza del fumetto in bianco e nero, in piccolo formato e a colori. Lo so, è una cosa da poco, ma è una questione di principio, un tempo non lo avrebbero fatto Spesso si dice che se c'è un fumetto che non va criticato è proprio Tex perchè se è in edicola da quasi 80 anni vuol dire che tutto sommato chi lo gestisce non ha lavorato così male, però non si considera che Tex non è sempre stato gestito dalle stesse persone. A me sembra che questa gestione stia sfruttando il suo passato senza investire sul suo futuro. Questa ennesima nuova testata è un po' l'emblema di tutto questo e tutti quelli che si chiedevano cosa avesse di speciale questa nuova testata ormai l'hanno capito: di speciale non ha nulla.
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Credo si tratti proprio di una svista di chi ha impostato la grafica di copertina.
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A questo proposito sono curioso di vedere come Ruju farà agire Leonidas, quanto gli permetterà di spingersi oltre. In fondo non è sempre stato un buono e pesano ancora su di lui le colpe del passato, non basta mettere su famiglia e far finta di niente.. o forse sì? Vedremo.
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Può essere che questa prima storia fosse nata per la regolare ed adattata per questa nuova collana solo in un secondo tempo. Vedremo le prossime...
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Visto in edicola, sfogliato. Non è scattata la scintilla, l'ho lasciato lì. Sarà che avevo finito solo ieri di leggere il Tex regolare, non ho sentito il bisogno di portarmi a casa un altro Tex, ero sazio. Sarà per un'altra volta, o forse no.
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Primo albo formidabile, non sembra nemmeno Ruju, che è successo? La storia ha il giusto ritmo, le varie pedine vengono messe in campo una dopo l'altra con una cadenza che appare inesorabile, i personaggi ci vengono presentati con calma, ma mostrandoceli già in azione, senza allungamenti di brodo. L'unica forzatura è stato vedere Tex e Carson invitati nella casa di Woodlord senza nemmeno un pretesto, cosa talmente insolita che di fatto fa scoprire le carte deI capitano. In quasi tre anni da quando ho iniziato a leggere Tex credo di non aver mai letto una storia di Ruju così buona. Spero non si rovini tutto con il secondo albo e anzi mi chiedo se non fosse il caso di distribuire la storia su tre albi perchè in questa prima parte, sebbene presentata in maniera perfetta, abbiamo solo assistito all'introduzione della storia. Vedremo il mese prossimo. Non conoscevo Rotundo, è stata una bella sorpresa. Mi piace molto l'atmosfera che ha dato alla città e ai suoi vicoli, le fisionomie sono precise e dettagliate, anche se un filo altalenanti. Ho guardato alcune tavole di suoi lavori precedenti e mi sembravano più consistenti, più pulite. È comunque ancora su livelli eccezionali. Vedo che nei suoi tratti usa anche inchiostro diluito, ottenendo una gamma che include anche dei grigi. Devo dire che alla Bonelli hanno fatto un ottimo lavoro nel renderli fedelmente e senza perdite di dettaglio. Sembra un altro mondo rispetto alla resa dei disegni di Brindisi su Tex Willer nei mesi scorsi. Per ora sono più che soddisfatto. Dovessi giudicare solo questo albo, andrei oltre l'8. Per ora mi sento solo di esultare per la prova di Ruju, sperando che qualsiasi mezzo od aiuto (deve aver trovato il nascondiglio delle noccioline di Super Pippo) lo abbia portato ad ottenere questi risultati non si esaurisca nei prossimi mesi.
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È già uscito? Domani vado in edicola e se non c'è altro che dirotta i miei acquisti lo prendo. Casertano mi piace molto, Ruju sull'ultimo della regolare sembra rinato e la trama di questo mi incuriosisce. E poi l'ultimo Maxi l'ho saltato.
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Preso in edicola poco fa e questa tua affermazione mi fa ben sperare! Sono morto Che abbia scoperto chatGPT? O forse era ispirato. Non tutte le ciambelle escono col buco: con Ruju questo detto è particolarmente veritiero.
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Pinkerton Lady l'ho letta per la prima volta giusto qualche mese fa. Secondo me rimane un paio di gradini più su rispetto a questa.
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Vero! La posa è identica. Che sia un omaggio voluto?
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Stamparmi le copertine sarebbe l'inizio di un'abitudine leggermente troppo dispendiosa
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Avevo pensato che ogni anno sul dorso ci sarebbe potuto essere un mini logo diverso, legato alla storia dell'albo. In questo caso potevano esserci due stelle da sceriffo leggermente sovrapposte, trattando la storia di due sceriffi. Poi però ho pensato che una singola stella poteva essere un logo adatto a tutta questa fantomatica testata. Volendo essere più consistenti con il resto degli albi, al posto della stella e della scritta verticale "Annual 2026" si potrebbe fare come fanno con i bis e scrivere "2026" al posto del numero dell'albo e "ANNUAL" sotto al numero, dove di solito ci mettono la scritta "BIS". Ma stiamo fantasticando! Questo bell'albo non lo avremo mai, accontentiamoci del "TEX: La leggenda" con copertina bruttina (assumetemi!)
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Sfrutto l'assist di @Dix Leroy per aggiornare la mia fancopertina (e poi la smetto, giuro). Questa da un po' più respiro al disegno di Villa (e rende i colori dello sfondo molto meno smorti!) eliminando quei gradienti color sabbia e toglie qualche strillo di troppo. Purtroppo i font che ho qui sul pc non sono il massimo.
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Non credo che siano solo gli utenti dei social, a qualsiasi lettore la comparsa di un'ennesima testata di Tex suscita un onesto "Perchè?". L'idea di dedicarla ai vari luoghi è posticcia: non credo che uno dei curatori abbia proposto di creare una nuova testata dopo aver avuto l'illuminazione di dedicare delle storie di Tex ai luoghi del West, è più probabile il contrario. Qualcuno dall'alto avrà detto che c'era una nuova testata da varare ed i curatori si sono dovuti lambiccare per trovarne un filo conduttore. Pure loro credo preferirebbero dover gestire meno testate. A Maggio se la giocherà col primo numero della ristampa di Magico Vento della If.
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Se i luoghi sono davvero il perno caratterizzante la testata perché, a maggior ragione, chiamarla "Tex: La leggenda"? Non erano meglio "Il West di Tex", "A spasso con Tex", "Tex: on the road", "Tex: a cavallo dell'avvenutura"..? Già prevedo la risposta: "Beh, ma Tex in questa serie visiterà i luoghi che hanno contribuito a rendere il vecchio west una LEGGENDA" Mah, speriamo che questi luoghi siano davvero i protagonisti delle storie e non vengano subito relegati a sfondo o a nome in una didascalia di apertura. Anche perché, diciamocela tutta, già nelle storie della serie regolare e di tutte le altre serie teoricamente Tex si trova ogni volta in un luogo differente, c'era davvero bisogno di farci una nuova testata? Però forse in questa serie i luoghi verranno approfonditi meglio: scopriremo leggende e tradizioni locali, incontreremo abitanti famosi delle città visitate, gusteremo ricette tipiche della cucina americana di ogni regione.. Speriamolo. Aveva anticipato che qualcuno avrebbe preferito un annual?
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Probabile. Il colorista delle copertine non credo sarebbe capace di realizzare quello sfondo.
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Vero, il Texone è quanto di più vicino ad un annual, ma esce in estate. L'annual coprirebbe il periodo delle vacanze natalizie e sarebbe assimilabile alla serie regolare, mentre il Texone è un volume speciale a parte.
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Mentre leggevo questo ultimo numero mi sono venute in mente le fanzine amatoriali che con mezzi di fortuna pubblicavano materiale proveniente dagli USA o dal Giappone non ancora edito in Italia. Anche quelle onomatopee disegnate un po' male mi hanno fatto pensare ai primi manga che mi capitavano sottomano negli anni '90, quando i redattori cercavano alla meglio di sostituire le scritte giapponesi che indicavano i suoni. Nella loro versione originale i manga contenevano pagine a colori, sopprattutto quando venivano pubblicati a puntate su rivista, e la riduzione in bianco e nero proprosta dalla versione italiana lasciava spesso a desiderare, con vignette troppo scure e impastate.
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Mi immagino il dialogo più o meno così: "Devi scrivere una storia per una nuova collana!" "Benissimo, c'è qualcosa che devo sapere? Uno specifico argomento da trattare, un'impostazione diversa alla narrazione, la presenza di determinati personaggi.." "Ah, no, no. Tu fai finta che sia una storia per la serie regolare in due albi. Anzi, forse facevo prima a non dirti nulla. Scrivi, scrivi!" Credo che abbiano occupato TUTTI i mesi, anche un po' a caso. Io penso che se vuoi spingere i lettori a spendere 10€ senza troppo mal di stomaco, devi offrirgli una giustificazione per tale spesa e, anzi, devi farlo passare come qualcosa di speciale, un regalo della redazione e non un obbligo. Un annual è un numero celebrativo dell'anno appena trascorso insieme, un'ultima storia con tanto di auguri della casa editrice, prima di rivedersi dopo le feste. Dovrebbe contenere qualche pagina di interviste agli autori, un discorso di fine anno del curatore, qualche pinup.. Ed essendo parte della serie regolare (pur essendo uno speciale) il lettore lo comprerebbe col sorriso. E poi vuoi mettere vedere sulla mensolina della collezione quella stelletta da sceriffo in costina: sarebbe un modo per individuare a colpo d'occhio l'inizio e la fine delle varie annate. Questo "La leggenda" invece cos'è? Come lo giustifichi? Una domanda ricorrente sia qui che in alcuni gruppi Facebook è proprio "cos'ha di particolare questa nuova testata?", perchè al lettore viene spontaneo cercare un senso. Con un titolo del genere verrebbe spontaneo ipotizzare che si tratti di una collana di ristampe. Per me a questo giro hanno forzato un po' troppo le cose.
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Io questo lo comprerei tutti gli anni. È lo stesso identico strillo che mettono sui Maxi, variandolo nel caso ci siano più di una storia.
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Ma lo sapevo che costava così, avevo volutamente arrotondato in eccesso. Però adesso non riesco a ricordare dove lo avessi letto
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In effetti sarebbe anche ora di abbandonare quegli strilloni di copertina. Quel "224 pagine!" avrebbe senso se sotto il prezzo sarebbe di 6€, allora il punto esclamativo starebbe ad indicare l'affare. Ma qui sono semplicemente altre 224 pagine di Tex che vanno ad aggiungersi alle altre migliaia di pagine prodotte all'anno e di affaroni non se ne vedono. Il "Una storia completa ed inedita!", con tando di riquadro in stile marchio di qualità è ahimè addirittura tragicomico. È un po' come dire "Effettivamente di solito inondiamo le edicole di ristampe, ma questa non lo è!". Che poi pure di inediti ne pubblicano un sacco, quindi non mi sembra il caso di emozionarsi. Una scritta onesta sarebbe "Questo è un albo completamente in bianco e nero stampato su carta scadente, ma noi ve lo facciamo pagare lo stesso 10€!". Grafiche a parte la copertina non mi dispiace. Come tratto distintivo della testata si potrebbe sempre avere i personaggi in primo piano e poi staccare lo sfondo come in questo primo numero. Quello che non mi piace davvero è il titolo, "La leggenda" non ha nessun senso. Come già detto avrei preferito un "Maxi bis", "Maxi più", "Maxi Special", ma credo che una bella operazione sarebbe stata quella di farlo uscire ogni Dicembre e chiamarlo Annual. Potevano metterci la costina bianca con scritta azzurra e farlo passare per un numero della serie regolare, come i bis, solo che qui il riferimento non era il numero precedente ma l'annata appena trascorsa ("Annual 2026 - I due sceriffi"). Un numero doppio da leggere a Natale penso che avrebbe attirato molti, esattamente come il bis in estate ma più in grande. Così avrebbero portato i numeri della serie regolare a 15 per anno (12 + bis + annual doppio). Questo "La leggenda" così com'è appare come una forzatura.
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È molto vera questa cosa. Ogni volta che arriva uno strumento che permetterebbe di lavorare meno lo si usa invece per lavorare e produrre ancora di più, ma a costi ridotti e quindi peggio. Per me questo è uno dei principali rischi dell'arrivo dell'IA nelle aziende. Esempio: un'azienda realizza un prodotto. Grazie all'IA potrebbe mettere i suoi dipendenti nelle condizioni di migliorarlo, ma nel frattempo visto che l'IA riduce i tempi l'azienda decide di realizzare non uno ma dieci prodotti. Risultato: l'azienda realizza dieci prodotti mediocri e i dipendenti sono stressati. Occhio che ci sono pro e contro. Se uno strumento mi permette di fare una cosa più velocemente non è detto che sia la scelta migliore. La velocità non è l'obiettivo dell'umanità, ma è l'obbiettivo della nostra società malata di produzione. Con l'intelligenza artificiale hai potuto fare quella ricerca in pochissimo tempo, fantastico. Se l'avessi fatta tu c'avresti messo mesi, già. Ma pensa a quante più cose avresti potuto imparare e scoprire in quei mesi, cose che ora non saprai MAI, perché l'intelligenza artificiale ti ha già fornito una risposta soddisfacente, mettendo a riposo la tua curiosità sull'argomento. Qual'era l'obiettivo? La velocità o la conoscenza? Ogni volta che un nuovo strumento viene messo nelle mani dell'uomo quest'ultimo delega allo strumento delle sue capacità ed inevitabilmente le perde. È arrivata la calcolatrice ed abbiamo perso la capacità di fare calcoli, è arrivato il GPS ed abbiamo perso la capacità di orientarci su una mappa. Con l'IA riusciremo a fare un sacco di cose più velocemente, al prezzo di non saperle più fare realmente. Quindi wow, ma sempre con occhio critico.