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Ulzana

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  1. Il Tex di Bonelli non si schiera con nessuno. La Storia lasciamola ai libri. Il mio eroe, quello che amo, va oltre questo. È un giustiziere. Fa il culo a chi sbaglia, indipendentemente dalla casacca che indossa. E poi il comportamento di Tex durante le apocrife storie della Guerra (in)Civile è chiaro, basta leggere gli albi. Parlo ideologicamente, perché quelle storie non seguono la "continuity" però è chiaro Tex che pensa della guerra. Ed è chiaro pure il finale di Tramonto rosso
  2. Nah, sono parole di Nizzi. Cioè lui la pensa così. Anni fa disse, riferendosi al nuovo Tex di Boselli che arrivava in edicola, che era pericoloso per la tradizione (cioè il fatto che Tex non fosse centrale alle storie, o i troppi comprimari in gamba quasi come il protagonista principale). Attenzione, Nizzi non ha mai detto che erano storie sceneggiate male, il problema, semmai, è la sua personale visione del personaggio. Una visione che è sua e solo sua e che non gli ha permesso di maturare come autore. Secondo me lì è il nocciolo della questione. Nizzi approccia a Tex come un artigiano che ripete il lavoro che ha imparato negli anni. Come a bottega. Non ci mette nulla di più ed è radicato nella sua metodica lavorativa. Che poi, quando era in vena, Nizzi ha raggiunto risultati ottimi è innegabile, ma oggi è un autore che fa un lavoro privo di sussulti. Essere artigiani non fa di te un artista, ma è proprio per questo che Boselli se lo tiene in staff, perché Nizzi è uno che sa lavorare, vai sul sicuro, non devi aspettarti nulla, non ti crea problemi. Oltre al fatto che ha un vasto pubblico di ammiratori cresciuti con lui e che lo seguono, dunque è una scelta che posso capire...
  3. Per me, la migliore storia del Bos...
  4. Di Bradbury consiglio (mi si permetta un veloce off topic) le raccolte di racconti L'uomo Illustrato, Paese d’Ottobre, La fine del Principio, Le auree mele del sole e Molto dopo Mezzanotte. Non si pentirà chi ama le short story di cui Bradbury è Maestro. E in Paese d’Ottobre, così come nel romanzo Il popolo dell'autunno, ci sono alcuni racconti pregni di atmosfera horror adatti a chi ha apprezzato questo Texone (ed ecco che, magicamente, torno in topic ).
  5. Fuori luogo... beh, capisco, ma se aumentano avranno i loro motivi e mi inquieta pure elencarli perché tanto li sappiamo. Per me cinquanta centesimi in più non sono un problema. Se acquisto cinque testate Bonelli al mese, per fare un esempio, si tratterebbe di un incremento di euro 2,50 alla cifra totale che spendo. Ora, io non sono ricco, anzi, ma non vado sotto i ponti se li sborso questi 2,50. Certo, ci sono gli extra, uno potrebbe dire, special e quant'altro, però il mio esempio è per far capire che, poi, non è la fine del mondo. Va bene pretendere qualità ma nemmeno questa nenia che si sta intonando da giorni. Se si ama il fumetto lo si sostiene. Se no il fumetto da edicola sparirà. Resterà solo un prodotto di nicchia costoso e per pochi. E quando vedo quello che tanti spendono tutti i giorni per le sigarette, sono felice di non fumare, solo che il fumo è un vizio mentre l'arte no. Strano mondo
  6. Vabbeh dai, se Diablero scrive che una volta Nizzi almeno faceva ridere e oggi invece fa... lasciando intendere che ora fa cagare, se le cerca. Se Monni fa il saputello dicendo che vogliono pubblicare Nizzi per "levarselo" di torno (come se uno sceneggiatore che ha fatto la storia di Tex fosse il primo scarto di cane da piazzare alla meglio), allora i fan di Nizzi, giustamente, lo difendeno e si crea la discussione. Per me, Lotta sul mare, è una storia meravigliosa. La congiura è una storia meravigliosa. Preferisco quella di GLB senza sé e senza ma. Per quanto riguarda la caratterizzazione di Barbanera do ragione a Diablero, ciò non toglie che avercene di storie simili!
  7. Posso dire una cosa su Galep (ebbene sì, voglio "difenderlo")? Ieri rivedevo i disegni di Il grande Re e non ho notato sproporzioni, personaggi mal posizionati, occhi strabici e altre inesattezze. Mi sembrano tavole meravigliose, fresche, agili e perfino minuziose, nonostante i tempi di lavorazione massacranti cui era sottoposto Galep. Aggiungo poi che c'è un aspetto FONDAMENTALE da tenere in considerazione quando si parla di Galep (il Maestro Galep): non ha mai diminuito la produzione di pagine perché per il lettore lui era un punto di riferimento. Galep poteva ergersi a grande autore e fare capricci, dire a Sergio "io sti ritmi non voglio più reggerli" e campare di rendita, invece ha lavorato sodo per dare ai lettori quello che volevano: i suoi disegni. Perché questo è da tenere in considerazione dal punto di vista editoriale. La gente reclamava Galep e Sergio gli dava Galep. Poi, certo, c'è gente che disprezza Mozart, ok, ma davvero davanti alle tavole de Il figlio di Mefisto c'è solo da ringraziare gli dèi della fantasia che ci hanno permesso di godere di un autore così magnifico. Idem le tavole marinaresche di Lotta sul mare. Perché Galep è proprio epico. Al diavolo i tecnicismo, il disegno fotocopia tutto uguale di tanti autori attuali, così freddi e distanti dal MIO modo di vedere il fumetto! Negli anni Cinquanta le copertine dei fumetti si stampavano in tipografia usando la triconomia, ossia tre colori base, giallo, rosso e blu. Solo verso la fine degli anni Cinquanta si sarebbe passati alla stampa in litografia a quattro colori. Ora, chi studia un po' il fumetto sa bene che, in quel periodo storico, e parlo del dopoguerra, le cover avevano un ruolo determinante. I personaggi uscivano nelle edicole in tanti formati, strisce, albo d'oro, quadretto, raccoltine, e sparivano nel giro di pochi numeri sostituiti da altri. C'era tanta confusione. La Essegesse è stata, negli anni Cinquanta, la regina delle vendite, e le copertine di Sinchetto, soprattutto le primissime di Capitan Miki, hanno determinato il meritato successo del trio torinese. Ecco, io sono davvero sicuro che, pure se il successo di copie di Tex si sia consolidato grazie al formato gigante, è grazie alle copertine di Galep dei primi anni Cinquanta che il nostro eroe è riuscito a SOPRAVVIVERE in edicola. Sappiamo che, pur essendo moderno e avanti nei testi (rispetto a Blek, Sciuscià, Pecos Bill), Tex non era popolare come vendite rispetto a un Piccolo Sceriffo, tanto per fare un esempio. Ma le storie di GLB di quegli anni, seppur meravigliose, hanno retto nelle edicole grazie a quelle stupende copertine delle strisce, degli albo d'oro o delle raccoltine (queste davvero meravigliose), a quei colori sgargianti, al tratto evocativo e immediato di Aurelio Galleppini in arte Galep. Un punto di riferimento per il lettore.
  8. Grazie, Poe, bella la testimonianza di Sclavi!
  9. Invece è un dialogo giusto e pertinente. Tex non vuole perdere tempo in chiacchiere perché la situazione è di per sé drammatica e intuisce lo stato d'animo del figlio. Insomma si comporta da padre e tu ci vedi Un posto al Sole. Ooook Beh se per te è da telenovela che ti devo dire... per fortuna tu, Grande Tex, non sei uno sceneggiatore!
  10. A proposito di pathos, vogliamo parlare di come GLB ha sceneggiato tutta la sequenza dell'arresto di Tex fino al suo arrivo in carcere (mi riferisco alla celebrata storia "La trappola")? Dialoghi, montaggio, scene. Tutto perfetto. E quando il giovane Kit, arrivati al penitenziario di Vicksburg, tentenna e fa capire al padre che deve ripensarci, di non entrare in quel carcere, di scappare perché si è ancora in tempo! E Tex, da eroe giusto, affronta il suo destino. "Non dire niente, Kit, non dire niente!..." e i due si abbracciano. La trovo una sequenza molto "sentita" e umana potrei dire. Ogni volta che la rileggo, ho i brividi. Eppure GLB è praticamente essenziale, con poche parole fa dire tutto a Tex, perché i suoi eroi sono uomini veri. Altri sceneggiatori avrebbero forse rimarcato il momento, si sarebbero soffermati (Nolitta di sicuro) ma lui no. Ripeto, GLB è sempre essenziale, diretto e pratico. Come un proiettile calibro .45
  11. Scusa, Mac, ma davvero sulla storia delle fonti... dai. Non insisto nemmeno. Questa storia è anacronistica già di per sé. Ma hai letto i numeri post 17? Sul discorso Galep, pure lui ha disegnato gli episodi più belli (Il figlio di Mefisto, Il giuramento, Sangue Navajo, Il tranello... Posso continuare sai). Pure Galep e il suo stile sarebbero evoluti se non fosse stato per i problemi fisici che purtroppo ha avuto. Ma basta così, non devo convincerti. Rivendico il diritto di difendere Galep se mi si dice che era un incapace. Sul discorso età, davvero glisso ma, per il resto, mica sto offendendo. Credo che tu abbia molti più anni, ma che problema c'è? Se sei davvero un tredicenne beato te
  12. Ecco, io che adoro Ticci non dico nulla. Perché qui sono gusti personali. Però se uno mi inizia a dire che Ticci non sa disegnare (perché è quello che Mac sta dicendo sostanzialmente di Galep), allora no. Giocoforza si crea una discussione. Perché certe cose vanno oltre la critica o il parere personale. Al massimo, se proprio uno vuol dire quello che gli pare, sia concesso di rispondere. Con argomentazioni, ed è ciò che faccio Niente di male eh, io credo di avere sempre 21 anni
  13. Ma poi, stai parlando di ricostruzione e verosimiglianza per un albo dove c'è un chiaro errore storico e temporale interno alla serie (la guerra di secessione, ). Dai...
  14. Il problema non è il criticare o la libertà di farlo. È l'esagerazione che stona. Questo è il forum di Tex, non di Nick Raider. Se muovi critiche (e si può) agli autori originali del personaggio si risponde. Se tu credi che Tex sia Storia del West, almeno quello di GLB, hai un problema proprio di comprensione del personaggio
  15. È ovvio che i detrattori di Galep suonano (e suoni) sempre la stessa musica. In tanti anni impari a conoscerli. Vanno a vedere gli occhi strabici, gli sfondi e le proporzioni dei personaggi, ma allora dobbiamo fare le pulci a tutti? Sai quante belle scoperte che si farebbero. Che, ad esempio, il Monumentale Ticci non sappia disegnare le donne, lo diciamo? O forse, per questo, lo mettiamo in discussione dicendo che fa defecare? Eppure, una storia non è fatta solo di ambienti, dove Ticci è Maestro, ma anche di altro. Io ho parlato con persone che sono state a casa di Galleppini e hanno visto le tavole originali dei primissimi Tex e hanno parlato di miracolo. Perché in quei disegni abbozzati di fretta c'era TUTTO. E ci sono fior di professionisti che, ancora oggi, si meravigliano di come Galep abbia potuto fare certi tratteggi a mano così minuziosi nelle sue tavole e in tempi eroici del fumetto, tanto da non perdere la vista! E senza l'uso degli espedienti tecnici che ci sono oggi. Tu poi parli di collinette sarde. Dici che Galep è Dio, insomma fai ironia. Che il volto di Tex fatto da Galep è "da fesso", parli (e sei ripetitivo) su quanto ti faccia defecare (e no, tu non sei ironico come Virgin) e ancora credi di conoscere Galep ma non SAI nulla della sua produzione anni Trenta e Quaranta, però blateri lo stesso. Non hai ancora capito che a me non frega nulla del tuo parere su Galep (oltre al fatto che sei un quattordicenne finto. Certo, mentire in un forum non è reato, però perdi di credibilità, "ragazzo"), ma che tu voglia entrare nello specifico: "tutti sono superiori a lui, tranne solo lo studio Fernandez", e ti aspetti che non ti si risponda, è utopistico! Eh, caro mio, su! Perfino Boselli, che di solito non interviene nelle discussioni che riguardano i disegnatori per ovvi motivi (visto il suo ruolo di autore e curatore), ti ha detto che Galep, ancora oggi, darebbe punti a tutti (quindi ai vari professionisti che lavorano su Tex e che lui ben conosce), ma te niente. Te ne esci che dici la tua. Che sorpresa! Noi (io) diciamo la nostra. E io ho sempre pensato che le critiche, soprattutto se sprezzanti, vanno motivate con cognizione (vedi Diablero su Nizzi: puoi non essere d'accordo, però le argomentazioni lui le porta!), e allora continua pure a pensare quello che credi, ma se spari cavolate su Galleppini ti si risponde a muso duro. P.s. Stanotte ho rivisto i disegni di questa storia (Tra due bandiere) e li ho trovati buoni a dispetto della poca verosimiglianza storica ma, francamente, chi se ne importa!
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