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TWF - Tex Willer Forum

Dix Leroy

Ranchero
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Everything posted by Dix Leroy

  1. La più grande differenza tra le prime storie e le più moderne è che se pur con validi motivi (le prime avventure erano destinate agli smilzi albi a striscia) le prime sono grintose, veloci e senza alcun momento di stanca, mentre oggi per albi interi tutto sembra per aria e non si arriva mai al dunque, se non nelle battute finali. A volte mi è toccato pensare: "Alla malora... e ci voleva così tanto? E neanche mi ricordo come era cominciato tutto questo affare!" L'entrata in scena di Kit Willer è davvero spiccia: in una manciata di vignette viene presentato, si intuisce la situazione familiare e tanti saluti. Poi verrà rapito e stavolta ci vorrà davvero tempo e fatica a toglierlo dai guai e nella storia seguente... saranno già passati dieci anni!
  2. Per rinfrescare una polemica dei mesi scorsi, non è detto che fra qualche tempo potremo incappare in fumetti disegnati "alla maniera di" con la famigerata A.I. Io una nuova storia "alla Galep" dei bei tempi la comprerei pure.
  3. E' proprio una bella collezione! Io per vedere tutti gli albi senza buchi ci ho messo decenni! Poi il fatto che non siano proprio prime stampe non ha neanche tutta questa importanza. Questi li puoi mostrare, sfogliare e leggere in tutta tranquillità (prestare MAI). Come a me stranisce leggere il Tex di oggi (curato, dettagliato, fin troppo complesso), è facile che a prima battuta queste prime avventure sembreranno acerbe, realizzate senza cura e con sviste grandi come una casa, ma una volta abituaticisi il Tex di G.L.Bonelli è inimitabile e sempre sulla breccia!
  4. La definizione corretta è "universo condiviso", il quale appunto raggruppa diversi personaggi in un'unica linea temporale. Il multiverso prevede che i personaggi appartengano a linee temporali distinte, che si possono incontrare a causa di anomalie o apparecchiature. Da quello che so (poi ci saranno i soliti che si divertiranno a smentirmi) il Tex canonico e i Tre Bill vivono nella stessa linea temporale. Il giovane Tex (che non garantisco sia lo stesso della regolare) vive nella stessa linea temporale di un vecchio Zagor (che sembrerebbe quello ufficiale). Martin Mystere vive nella stessa linea temporale di Dylan Dog e ha incontrato Mister No (seppur aiutato dalla tecnologia) Zagor e Dragonero si sono incontrati per via di una "scorciatoia spazio-temporale" per cui non è detto che in realtà condividano il medesimo universo. Sono cose abbastanza distanti da una solida trama western, per quanto di ampie vedute come è sempre stato il west di Tex. Secondo me, a lui stesso credo non interessi granché: se c'è qualcuno in difficoltà lo aiuterà, se c'è qualcun altro da sbatacchiare state certi che non si tirerà indietro!
  5. In pratica sarebbe stilare una lista di disegnatori che non ci piacciono. Rivela i nostri gusti, ma nulla più, dato che se un artista è sulla piazza un motivo dovrà pur esserci. La collana dei Texoni non potrà ospitare tratti troppo cartooneschi (penso a Ortolani o Zerocalcare), a quelli troppo simili ad altri disegnatori (Torti, Piccinelli oppure fuori SBE Dario Perucca), oppure grandi star del passato che non hanno mai ambito a illustrare centinaia di pagine (Castellini e simili). Butto il nome di Roberto Diso, ma in fin dei conti se lo meriterebbe anche.
  6. Boh, nonostante ritenga Civitelli uno dei miei disegnatori preferiti questo romanzo a fumetti dalle anteprime ha più l'aspetto di un album di figurine. Altro non scrivo perché è difficile criticare un albo senza averlo effettivamente visto o letto. Un nuovo riferimento a Zagor mi sembra inopportuno e troppo vicino al precedente. L'evento se continuamente riproposto perde di valore e diventa normalità. Il "multiverso Bonelli" può essere un piacevole diversivo, ma (appunto) che sia tale.
  7. I prezzi "fuori di testa" vanno (giustamente) applicati ad albi spillati primissima stampa senza difetti. Agli altri che propinano Tex sopra i venti euro l'uno digli pure che sono loro fuori di testa. Gira, interessati e abbi pazienza: in ogni via d'Italia esiste una collezione di Tex più o meno completa e prima o poi verrà smembrata e rimessa in commercio.
  8. Per dire: se il buon Satanasso96 avesse esordito con "Mi interessa Tex come personaggio, ma ho visto che sono usciti mille e più titoli e la cosa per me è improponibile", anche io avrei consigliato la serie "Tex Willer", perché è più in sintonia con i gusti moderni, riscrive la mitologia aggiungendo coerenza e soprattutto sono meno albi, meno pagine e meno soldi da spendere!
  9. boh, ognuno la intende come preferisce, ma quando si parla di "Collezione di Tex" si parla soltanto della Seconda collana Gigante. Il resto sono extra/collaterali/speciali che magari aggiungono spessore, ma non valore alla raccolta. Gli albi "vecchi" sarebbe preferibile fossero prezzati L.200, anche perché in grandissima parte non li troverai originali ugualmente. Adesso mi è difficile controllare, ma il primo aumento (a L.250) avvenne soltanto nei primi anni settanta, quindi albi del primo centinaio a L.350 sono ristampe dai tardi anni settanta, mentre uscirono la prima volta quasi vent'anni prima.
  10. E' giusto, ma fino all'uscita dell'albo di cosa parliamo? Senza passare il segno e sfiorare la rissa ognuno è libero di esprimere la sensazione che gli ha dato l'annuncio di questa storia speciale. Un fatto è che anche un disaffezionato come me aspetta con tiepida attesa (non è un refuso) e comprerà l'albo. Io sono un convinto sostenitore del colore nei fumetti e dal poco che si è visto (per me) si tratta di una delle colorazioni migliori viste sulla regolare.
  11. Di tutte le collezioni di fumetti, quella di Tex è ancora quella più facile da recuperare. Può essere una cosa lunga e dispendiosa, ma impossibile ancora no. Sapevo di collezioni che si tramandavano di padre in figlio (tipo la mia), ma poi arriva il nipote sciagurato, la moglie che vuole spazio per le scarpe oppure la coppia di gemellini in arrivo, e così gli albi tanto amati vengono messi su Ebay, svenduti alle fiere o ai mercatini o portati al rigattiere. Sta a noi stare sempre vigili e accaparrarsi i pezzi migliori. Una piccola "cattiveria" per restare sul titolo della discussione: compra gli albi nuovi e leggili subito, perché sono molto diversi da come Tex veniva raccontato in passato. Io che l'ho conosciuto nella sua epoca storica ne ho molta nostalgia, mentre c'è una "bella" fetta di collezione (si parla di quasi vent'anni fa), che si potrebbe definire "trascurabile". Cominciando dal Tex moderno il giudizio complessivo potrebbe essere più obbiettivo e preferire questa epoca alle precedenti.
  12. Per scrivere un seguito o almeno una storia che rimanda al passato il "gancio" è necessario, altrimenti veniva una storia di trafficanti come tante altre e allora era il rimando al "Giuramento" a essere forzato. E' una legge della narrazione. Che poi molti ne abbiano ormai le scatole piene di tutti questi rimandi al passato è legittimo e spesso mi ci metto anch'io. Ma si tratta di una storia anniversario, un po' come quella del numero 700: occorre essere comprensivi.
  13. Io so per esperienza che la "collezione" pur completa ma proveniente da varie edizioni non è soddisfacente. La completai così (nel senso che colmai) i buchi nell'ormai lontano 1990, e forse ne fui contento per un paio di mesi. Mi accorsi che alle fiere gli albi originali che io avevo in versione "TuttoTex" esistevano eccome e dovetti sborsare altri soldi e buttare le ristampe. Poi mi accorsi di quanto stonassero le costine con le "Tre Stelle" (la prima ristampa ufficiale) e di nuovo a cambiare pure quegli albi. Non sostituisco i primissimi solo perché prendere la versione spillata significherebbe prosciugare il conto in banca e avere albi fragilissimi da non toccare.
  14. Buona caccia e buona lettura. Tranne forse i primissimi cinquanta numeri e gli ormai numerosi "Il ritorno di...", gran parte delle avventure di Tex possono essere lette a caso, man mano che si trovano gli albi precedenti o successivi per avere la storia completa. I pochissimi riferimenti storici o vignette dove erano presenti date sono spesso fuorvianti se non anacronistici, quindi neanche da prendere in considerazione. Diverso il discorso della recente "Tex Willer" che è da leggere obbligatoriamente con l'ordine di uscita e dove Boselli cerca di ficcare Tex in un western più aderente alla vera Storia.
  15. Non posso dire una parola che possa essere confermata dai fatti: io non c'ero. Ma io nelle ultime storie di Bonelli padre vedo stanchezza e tanta ripetitività. Ma a uno che ha inventato il personaggio, lo ha portato avanti tanti anni praticamente da solo sfornando centinaia di belle storie non riesco a volergliene. Può anche essere che senza i problemi di salute GianLuigi avrebbe scritto sceneggiature fino a cento anni, ma alla fine avrebbe stancato i suoi lettori, me compreso. I colpi di genio, l'alternanza tra avventura e umorismo, il suo western contaminato di ogni genere letterario... non c'erano più da tempo. Anche la storia del Mondo Perduto in fondo delude le aspettative, anche se sono secoli che non leggo più qualcosa di vagamente avvicinabile. Quella del dinosauro e quella dei vichinghi sono la cosa più vicina al "salto dello squalo". Quando è arrivato Nizzi si è visto subito che la barca si stava rimettendo dritta, anche se non è poi durato molto e il West di Tex non era più lo stesso. Dispiace moltissimo che a Boselli sia stata imposta una lunga gavetta e non abbia potuto affiancare il suo maestro come sarebbe dovuto accadere. Purtroppo anche i Sergi Bonelli a volte sbagliavano. Io per esempio divoravo i libretti degli speciali estivi e conservo con cura tutti gli albi di TuttoWest dove c'era una rubrica godibilissima, a volte più del fumetto presentato.
  16. Con le dovute eccezioni prima o poi ognuno si stanca del lavoro che fa. Che sia per una malattia, per l'età che avanza o più semplicemente perché si ha dato tutto. Purtroppo non tutti possono e riescono a fermarsi in tempo, mentre qualcun altro non si accorge del calo ma nessuno osa farglielo notare, che per me è la cosa peggiore. Il declino di Bonelli padre sembra stato abilmente camuffato dalla redazione per lungo tempo, perché altrimenti Tex avrebbe rapidamente chiuso e come del resto oggi era la testata traino che dava sicurezza e stabilità economica. Oggi conoscendo i fatti e facendo congetture (piuttosto sensate), si rivela una condizione abbastanza triste sul tramonto del patriarca del fumetto, ma purtroppo è la vita.
  17. Il periodo della guerra di secessione è uno dei buchi della cronologia di Tex, quindi non c'è davvero motivo per non volerne sapere di più. Tanto più che per arrivare a questo punto della vita di Tex sul mensile "giovane" si rischia davvero di aspettare un altro decennio.
  18. Non ho nessuna difficoltà ad ammetterlo. O meglio ho frainteso il principio che sta alla base della collana e mi aspettavo qualcosa di molto diverso. Mi spiace che tu abbia una opinione su di me così distorta, ma non sei il solo visto che spesso vengo preso a pesci in faccia allegramente. Non mi aspettavo Tex quarantenne accompagnato da Tiger e Carson, ma il Tex ventenne delle strisce. Io trovo il tex ventenne che ha in testa Boselli, non quello originale. Come già detto ho ripreso in mano un albo dopo anni che non lo seguivo più e alla fine di quello successivo non era accaduto nulla di così importante da spingermi a proseguire. Non mi ricordavo più come era iniziata e non mi interessava più di come sarebbe andata a finire.
  19. Fatto smentito presto dai fatti: le storie di Tex Willer saranno anche belle (comunque sempre ben illustrate), ma col personaggio originale e la sua narrazione sembra impossibile ma hanno ben poco. Poi che piacciano alla maggioranza dei lettori e che lo scrittore si diverta a realizzarla è un altro fatto. A me ha presto stufato perché mi sembra rivolta più a "iniziati" o a studiosi di storia americana.
  20. Se un cuoco non cucina come comoda a me non vado in cucina a lamentarmi: pago e mi segno di non entrare mai più in quel ristorante almeno fino al cambio gestione... A me gli ultimi albi non mi piacevano più di tanto e infatti ho smesso di comprare. Quando Tex tornerà come piace a me potrei anche ricominciare (e in questo caso non farò distinzione su chi lo scrive).
  21. Mi trovo pienamente d'accordo. Le storie "evento" non devono diventare la norma e non dovrebbero abituare i lettori che solo così vanno raccontate le storie. Da piccolo "esperto" è chiaro che è più semplice trovare un buon soggetto e dilungarlo per gran parte dell'anno, ma da lettore le trovo spesso indigeste anche quando ben fatte. Per non parlare che se un disegnatore non mi convince (ma non è questo il caso), ce lo dobbiamo sorbire per mesi e mesi e mesi senza alternativa che non comprare collaterali e speciali... Tex per me dovrebbe essere come un ottimo telefilm (di quelli di una volta): buoni episodi da un'ora scarsa senza troppi riferimenti agli avvenimenti già successi e ogni tanto il mega puntatone in più parti per premiare quelli più attenti ai particolari e alla cronologia, nonché ai tanti amanti delle storie-fiume.
  22. "Fuga da Anderville" è una storia epocale, ma di quelle che (secondo me) non vale la pena rileggere. "Tra due Bandiere", oltre a provocare gran mal di testa soprattutto perché mette in discussione quanto letto prima nella collana, ha il pregio di rimanere nella memoria soltanto per l'atmosfera e per il messaggio che voleva dare. Quindi non riseco mai a ricordarla per filo e per segno e la voglia di riprenderla in mano può venire. Il finale di "Anderville" invece viene fissato in modo indelebile (magari a scapito dello svolgimento) e non mi potrà più dare l'emozione della "prima visione". Non è un difetto di questa storia in particolare, ma di un modo di raccontare le storie.
  23. Io sono abbastanza convinto che esistono autori in grado di proporre nuovi fumetti e mi rifiuto di credere che le nuove generazioni non sappiano farlo. E' che si tratta di persone che il western non lo sopportano proprio o quando lo fanno è per distruggerne o rivoltarne il mito. Personalmente non conosco nessuno sotto i cinquant'anni che conosca i film western e che intenda vederne anche solo uno. Il problema in questo caso è che Tex è un personaggio difficilissimo da scrivere, e opera in un genere (che è un certo tipo di western) che pochi autori vogliono affrontare e in retrospettiva le magre figure di chi ha provato non sono certo di auspicio.
  24. La prima domanda che mi viene in mente è: perché istruire un computer a costruire un fumetto? Le risposte che mi vengono sono: perché vogliamo che queste storie assomiglino a cose fatte in passato oppure perché queste nuove avventure non vengano realizzate da persone che vogliono essere pagate per la loro opera? In ogni caso, l'uso di una macchina è una sconfitta e probabilmente anche una umiliazione, sia per chi ora c'è dietro a Tex sia per chi l'albo lo compra, anche per chi non fa distinzione tra l'uomo e la macchina (se la storia è bella). Ormai in un mondo in cui gli autori di fumetti sono superiori al numero dei lettori non sarebbe impossibile a un giovane chiedere di scrivere "alla Bonelli" o disegnare "alla Galep", e magari non costerebbero neanche tanto, ma non è questo che vogliono i lettori (e presumibilmente neanche gli editori). Però a me i nuovi albi di Asterix non dispiacciono e ai pennelli sembra di vedere il miglior Uderzo. Ne abbiamo parlato più volte di "Avventura a Cedar Miner" contenuta nel n. 21 della serie Gigante (II), e il risultato è semplicemente brutto. E' un pasticcio pubblicato soltanto perché altrimenti ci sarebbe stato un buco. Anche da bimbetto mi accorsi che qualcosa non andava e non vedevo l'ora di finirla. In generale non mi piaceva che Tex non venisse realizzato da Galep, ma questa soluzione era molto peggio di vedere i disegni di Uggeri, Gamba o Muzzi (che comunque ancora non era arrivato, mi sembra).
  25. Solo una Borden. Soltanto una. Per mostrare che si può fare Nizzi meglio di Nizzi.
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