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TWF - Tex Willer Forum

LedZepp

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Everything posted by LedZepp

  1. Cartonato che mi è stato regalato insieme alla "Valle del Terrore" (che accoppiata!!!). Lo sto sfogliando, leggendo la storia disegnata e in parallelo, pagina per pagina la sceneggiatura. Devo dire che è una chicca, ti permette di entrare nell'ufficio di Bonelli padre per qualche minuto ed immaginarlo alla macchina da scrivere mentre si diverte nel raccontare storie fantastiche e di altri tempi. Davvero consigliata, tra l'altro la storia è anche molto interessante e i disegni li trovo di mio gradimento e non per nulla datati. Unica riflessione, forse avrei trovato ancora più comodo alternare le tavole alla sceneggiatura per avere una di fianco all'altra sceneggiatura e tavola corrispondente. Ma va bene anche così. Se non lo avessi ricevuto per regalo (espressamente richiesto) lo avrei comprato io. Non compro mai cartonati a questi prezzi, ma questo ne vale la pena
  2. Sulla questione quantità/qualità mi sono espresso tante volte e apprezzo molto anche l'ultimo commento del saggio @borden. Resta il fatto che per un affezionato di Tex non è sempre facile rinunciare ad una storia a prescindere dal tratto grafico o dallo sceneggiatore. Io l'albo l'ho sfogliato e i disegni non mi hanno fatto impazzire, anzi, ma mi son detto "magari la storia è bella ed è Tex". Fosse stato un altro personaggio che acquisto ma verso cui non ho la stessa passione, avrei lasciato l'albo in edicola. Credo subentri una questione di affetto. Non nego che la mia soluzione stia diventando "continuo a comprare tutto di Tex, perché è Tex, ma ho smesso praticamente Julia e Dampyr e di Zagor e Dylan Dog compro solo ciò che mi ispira e rigorosamente solo della serie mensile". Poi ora è tornato in edicola Morgan Lost che mi è sempre piaciuto, e c'è Magico Vento... Avevo provato a leggere la ristampa di Martin Mystere ma non riesco a starci dietro e costicchia. E tempo fa ho smesso le strisce di Tex, anche se con gran dispiacere, unico prodotto di Tex che ho lasciato per i circa 20 euro mensili aggiuntivi, puntando sugli inediti. Troppa roba in effetti, ma è un cane che si morde la coda e a fine mese si fanno i conti. Non sono però sicuro che Tex tenga in piedi la baracca, forse a livello di puro calcolo economico si, ma nel mio caso, se devo scegliere scelgo lui e quindi le serie che già hanno meno lettori ne risentono. In tutto ciò non vedo una visione lungimirante e che guarda al futuro, ma solo sfruttare la gallina dalle uova d'oro finché il gioco regge
  3. L'utente aveva già tentato di affermare che poi non dobbiamo lamentarci se certi albi vengono venduti a cifre maggiorate, a cui ho risposto spiegando il senso della mia frase per vedermi rispondere di nuovo suggerendo che automaticamente io favorirei la speculazione. La mia reazione è di ferma opposizione perché per come sono io non tollero che mi si mettano in bocca cose non dette o che si facciano insinuazioni poco carine, soprattutto insistendo dopo che si è data una spiegazione. Si entra comunque in un discorso complesso, ma ritengo che non è colpa di una persona se questa desidera un oggetto. Non è colpa di un fan di un gruppo musicale ad esempio se sogna di vedere un dato concerto di una band. Da fan dei Led Zeppelin sognavo di vedere la reunion e avrei ovviamente fatto di tutto per vederli. Non credo sia colpa mia se i biglietti sono finiti in un nano secondo e rivenduti a migliaia di sterline poco dopo. Non è colpa di un tifoso sfegatato se esiste il bagarinaggio fuori dallo stadio, la colpa è di chi non controlla ed eventualmente possiamo accusare chi acquista i biglietti accettando e favorendo quel sistema. Per cui la frase dell'utente implica comportamenti da parte mia che mai ho avuto e che non fanno parte del mio modo di essere. Per me è grave, scusatemi. Tra l'altro non capisco questa necessità di controbattere a qualsiasi affermazione di chiunque. Se io desidero qualcosa perché qualcuno si deve arrogare il diritto di dire che favorisco la speculazione. Ma un po' di c**** suoi no? Con tutto il rispetto, essere in un forum non significa mettere becco su tutto, e soprattutto prendersi una confidenza che non ci sarebbe con uno sconosciuto. Chiudo qua
  4. Io sinceramente speravo il tuo fosse un commento scritto di corsa e invece sei recidivo e penso che dovresti evitare simili affermazioni. Io nel riportare una frase, che non hai evidentemente compreso e interpreti senza alcun motivo a modo tuo, non intendo incentivare alcuna speculazione. Dire "lo devo avere assolutamente" significa che non voglio perdermelo, come immagino tanti altri, inserito nel discorso più ampio in cui chiedo consigli e info su eventuali tirature. Per me trovo il tuo commento offensivo e inopportuno, la speculazione la incentiva chi la esercita e basta, non permetterti ulteriormente di utilizzare le mie parole per trarre conclusioni che con le mie parole non c'entrano nulla. In automatico c'è solo l'imbarazzo di fronte al tuo commento! E anche nella seconda frase, se non lo trovassi da nessuna parte, so io quali pensieri farei, dato che non ci conosciamo eviterei addirittura di suggerirmi cosa io farei. Non andrei sicuramente da chi ne ha comprate tante copie per rivenderle a prezzi assurdi, un mondo che detesto. Per cui non ti permettere assolutamente di prenderti simili libertà nell'usare le mie parole e le mie intenzioni. Mi scuso con altri utenti, ma un post del genere per me è gravissimo e non potevo non rispondere!
  5. In che senso? io non me la prendo per nulla. Mai comprato su ebay e "lo devo assolutamente avere" significa soltanto che non me lo voglio perdere. Non capisco il senso della tua afefrmazione, abbastanza fuori luogo nel contesto
  6. Chiedo, secondo voi questo albo va pre-ordinato sul sito (anche se gli ultimi arretrati spediti dalla Bonelli mi sono arrivati un po' massacrati) o in una libreria o la tiratura dovrebbe permettere a tutti di andare in tranquillità il giorno di uscita o il seguente in libreria e non restare a mani vuote? Voi come farete? Io lo devo assolutamente avere
  7. Letto, finalmente il primo albo. Non mi unisco assolutamente al coro dei super entusiasti, pur apprezzando tantissimo Borden e la sua scrittura. La storia per ora è interessante, verosimile il recupero della Tigre, anche se alla fine relativamente prevedibile. A tratti la lettura scorre eccessivamente lenta e sinceramente alcuni dialoghi dove si mette in mezzo il Vudu etc., suonano per me artificiosi, un po' come tutto lo spiegazionismo di Padma e della sua magia e "della mano sinistra e destra" ripetuto ogni tot, etc etc., che si sono letti nel ritorno ultimo di Mefisto. Mi annoia da morire questo livello di dettaglio e parole e parolone sulla magia. Chiarisco, mi piacciono le storie che virano sul fantastico/ignoto, ma non quando diventano un ricettario di magia e formulette. In linea di massima, bei disegni, molto curati, la speranza è che dopo un incipit che comunque è più positivo che non, anche per come gli attori si muovono nella storia, la storia non si areni in tre albi come successo nel Ritorno di Padma e il Deserto di Altar della saga del Trionfo di Mefisto. Per me risultati pesantissimi. Adoro le storie lunghe, ma quando sono dinamiche e fluide. Una piccola nota che contiene SPOILER . . . . . . . . . . . Nel raccontare la sostituzione con il sosia della Tigre il suo servo fa, credo, un errore (in realtà lo fa Borden facendogli dire che...), e cioè dice che il sosia era caduto in una posizione diversa sulla roccia rispetto alla Tigre, e che sperava Tom Devlin non se ne sarebbe accorto. Cosa abbastanza illogica, Devlin spara dal fiume, da sotto, come fa a vedere la posizione perfetta della Tigre, appiattita su una roccia? Semmai Tex se ne sarebbe potuto accorgere trovandosi in alto. Nulla di che, ma mi è saltato all'occhio
  8. edit post precedente; pensavo di essere nel topic delle anteprime, non so per quale motivo mentre chiaramente il topic è Tex Classic. Si parte bene in questo lunedì......
  9. e mi auguro continui così e anche meglio perché ad oggi Tex Willer è uno dei prodotti migliori della Bonelli, se non il migliore. Non a caso, ho deciso di rileggerlo dal numero 1 e in una settimana ho fatto fuori già una ventina di numeri (devo purtroppo fare anche altro nella vita, tipo lavorare...). Però, a differenza di altre collane, le storie fino ad ora rilette le ricordo tutte piuttosto bene, segno che la prima lettura mi aveva colpito in positivo. Pinkerton Lady, in particolare, rileggendola, è ancora più bella. Devo dire che rivaluto molto anche Paradise Valley di Ruju, una piccola chicca con tanta azione. Posso fare una domanda, anche se siamo nel topic delle anteprime? Avendo già qualche storia di Tex Willer (serie giovane) sul groppone, di quelle uscite ad oggi e scritte da te, quale ritieni la meglio riuscita o quella di cui sei più soddisfatto?
  10. Personalmente non capisco perché vi scaldiate tanto. Higgins mica ha ammazzato la vostra di moglie. Comunque il Giuramento è e rimane un capolavoro, una storia di un'intensità e pathos che non ho mai trovato altrove. O forse un altro caso c'è ed è il Conte di Montecristo. La cavalcata del destino è un tentativo di celebrare e ricordare quella storia, fatto in buona fede, con ottimi disegni ed una buona sceneggiatura. Una storia godibile se si vuole, che perlomeno fa parlare di sé. Fatico a credere, come già scritto che Boselli volesse vandalizzare un capolavoro di GLB, credo il tutto sia stato fatto nelle migliori intenzioni. Si poteva far meglio, si poteva osare un po' meno su Higgins? Si secondo me. Ma ad altri è piaciuta anche questa scelta, ed in fondo adesso siamo certi che Higgins se ne sia andato ai vermi
  11. la rileggerò, forse ho rimosso qualche dettaglio (i due indiani forse erano dei predoni o qualcosa del genere?) ma potrei averlo rimosso perché in ogni caso li reputo due "acchiappagalline" rispetto al feroce criminale Higgins e di quella scena ciò che mi rimane impressa è la cattiveria del criminale a discapito di chiunque abbia trovato sulla sua strada (ha comunque ucciso altre persone in seguito). In ogni caso, per quel che mi riguarda, anche le tue storie che non annovero tra le migliori (per mio gusto) rimangono comunque godibili e offrono spunti memorabili. Su Higgins, hai preso un rischio notevole , sicuramente in modo consapevole, ma con le migliori intenzioni, ovvero un omaggio a GLB e ad un momento chiave della vita di Tex. Per cui io, da amante della storia "il Giuramento" vedo sempre il positivo quando le intenzioni dietro ad una storia sono le migliori. Personalmente aspetto con ansia quando Tex Willer incontrerà nella saga giovanile Lilith, sperando, ma immagino sia così, non morirà nel giro di un albo buona serata Bos
  12. Albo che considero da 7 complessivo...spiego. Boselli resta ad oggi il mio autore preferito su Tex e non di misura (escludo GLB che non metto in queste classifiche, come d'altronde faccio per Galep, per me intoccabili). E Boselli anche quando scrive una storia dove non sono d'accordo su alcune cose, anche in modo drastico, per come scrive lo apprezzo comunque. Sulla sceneggiatura, poco da dire, una volta che si è scelto di far tornare Higgins quella scena finale diventa sicuramente evocativa e la trovo ben sceneggiata. Avrei solo dedicato più spazio a Lilyth, che percepisco poco presente (non parlo di numero di tavole, è una impressione che ho avuto io, la percepisco poco nei ricordi di Tex e nell'atmosfera della storia). Disegni di Villa eccezionali, ed in alcune tavole i colori rendono in maniera eccellente (ad esempio la vignetta dove il sole viene parzialmente coperto da una mano è accecante), in altre i colori finiscono per rendere poco e male offuscando a mio avviso come spesso accade il disegno in b/n (per me o le storie nascono in b/n e colorarle sembra un esercizio da scuola materna, o nascono per essere a colori!, pubblicare una storia in tutte le salse per me è un espediente puramente commerciale che non condivido). Sono d'accordo con chi ha trovato sbagliata la scelta di far tornare Higgins, per ciò che rappresenta l'episodio del Giuramento nella saga di Tex. Il curatore ha scelto così credo nello scopo di omaggiare GLB e riaprire una ferita, giocando sull'impatto emotivo, non credo però il tutto sia riuscito al meglio. Penso sarebbe bastato evitare il ritorno di Higgins e mettere al suo posto un criminale della stessa pasta, che ricordasse Higgins e gli eventi del passato, magari alimentando un giallo, se effettivamente qualcuno del passato fosse tornato a tormentare Tex. Aggiungo che le storie celebrative sono sempre ostiche, questa si pone sopra la media e per quanto mi riguarda la rileggerò semplicemente mettendo un criminale qualunque al posto di Higgins e lasciando nella mia "storyline di Tex" intatta la vendetta di Tex, al momento del Giuramento. Soggetto: 5 (per il ritorno di Higgins) Sceneggiatura: 7 Disegni: 8.5 Colori: 6.5 ps: Quanto dovremo aspettare per rivedere una storia disegnata da Villa? Se lo si alleggerisse di qualche copertina di speciali e collaterali vari, forse riuscirebbe a disegnare qualcosa pubblicabile nel giro di un paio di anni? Sarebbe bello vedere più spesso il copertinista ufficiale di Tex anche nelle pagine interne dell'albo. ps-ps: so bene che GLB non lascia Higgins morto e sepolto, ma ormai è senza scampo. Ho trovato per questo inverosimile che fosse proprio lui a salvarsi anziché il compagno lasciato con la pistola ed un colpo (comunque ad indicare che la sua unica via di salvezza fosse farla finita rapidamente) e comunque in migliori condizioni. Questo secondo me sminuisce un po' Tex, 2 su 2 lasciati senza scampo a suo giudizio e solo con un proiettile per farla finita e 2 su 2 che riescono quasi a sfuggire al deserto, andando anche ad uccidere delle persone innocenti passate di lì per caso (ecco questo si, lo avrei evitato proprio, mentre Tex è sulla tomba di Lylith nella scena finale del Giuramento, i due tipi in teoria potrebbero aver giù ucciso i pastori nel deserto).
  13. Dalle poche tavole di anteprima onestamente la voglia di acquistarlo è poca. Soffermandomi solo sui disegni li trovo statici, con un colore piatto e che sembra appiccicato lì per caso (una involuzione rispetto ai precedenti cartonati). Essendo tavole scelte come anteprima, immagino che siano anche tra le più suggestive o invoglianti, per cui peggio mi sento. Non amo particolarmente lo stile di Civitelli ma qui devo dire che le espressioni dei volti sembrano dei meme e poco curate. Preciso, non amare lo stile di un disegnatore non impedisce di riconoscere (come è ovvio che sia) il suo innegabile talento e bravura. Ma su Tex è uno dei disegnatori che preferisco meno e da questa tavole confermo ancor di più le mie sensazioni di povero ignorante. Comunque lo sfoglierò in edicola e ci penserò su, in genere i cartonati li acquisto volentieri e Giusfredi fino ad ora ha sempre offerto belle storie. Ma entusiasmo per ora smorzato. Se la storia ha a che fare in qualche modo con Zagor non credo sia un problema, nel momento in cui si legge da sola senza problemi (e in Bonelli e su Tex è praticamente sempre così) per cui non comprendo la polemica a riguardo. Tra l'altro nel loro unico vero incontro (Tex e Zagor) Boselli ha tirato fuori una bellissima storia, senza snaturare i personaggi. Per cui se ci dovessero regalare altre storie, scritte bene, che rispettano i personaggi, che creano dei punti di contatti tra eroi che hanno già dei punti in comune (Tex e Zagor avranno caratteri diversi ma voglio dire non è un caso che molti lettori di Tex leggano anche Zagor o viceversa) perché no? Quel che conta sono le idee e il prodotto finale.
  14. Complice l'imminente uscita della storia con il ritorno (se di ritorno si tratta) della tigre nera ho deciso di leggere qualcosa di precedente. Delle tre storie sulla tigre finora uscite l'unica nella mia collezione ad essere completa è proprio questa, la terza. Partendo da qui, ed ignorando i precedenti capitoli, la tigre nera mi sembra tutto tranne che un cattivo di spessore. In questa storia i cattivi più pericolosi sono paradossalmente i cinesi, ma senza di loro, la tigre nera in pratica sa solo scappare e addirittura lasciare nel finale la compagna/servitrice a combattere contro Tex pur di farla franca (ma che minchia di principe/reale/condottiero sarebbe questo tizio ?). Una storia che ho fatto fatica a finire nonostante la brevità, e che nelle ultime pagine ho sfogliato rapidamente. Una storia palesemente scritta senza ambizione e col solo intento di buttare fuori di scena un personaggio che almeno in questo capitolo aggiunge nulla alla saga di Tex. Carson sembra un pivello, ok finire in trappola una volta, ma appena liberato sembra voler menare le mani a destra e sinistra e poi finisce malmenato senza neanche sferrare un colpo contro il cinese energumeno, finendo per frignare e chiedendo l'aiuto del pard. Ok che si tratta di nemici possenti, temuti anche da Tex nel corpo a corpo, ma si poteva sceneggiare meglio una eventuale sconfitta di Carson. In questa storia il suo ruolo è quasi esclusivamente negativo e di impiccio e da amante di Carson non posso non essere infastidito da certe scene. Alla fine, il suo ruolo diventa quello di fare la balia alla complice/compagna della tigre. Fine. Tex finisce in trappola facilmente e viene perculato anche abbastanza per questo, e anche quando potrebbe evitare figuracce inutili le fa comunque. Come quando si lancia all'inseguimento del cinese assassino nel primo albo gridando che "lo prenderà quanto è vero che si chiama Tex" per poi perderselo nel giro di due vignette. Bastava non fargli dire quella scemenza. A me è saltata davvero agli occhi, inutile e dannosa. Rende una scena tragica quasi comica, ma in senso ridicolo. Una storia che si salva grazie ai disegni ma che personalmente mi ha fatto venire il latte alle ginocchia. Manco dei primi due capitoli, che leggo qui essere migliori di questo, ma dopo questo terzo capitolo l'unico motivo per cui penso che valga la pena ripescare la Tigre, è che a scrivere la quarta puntata sia Boselli. Altrimenti, ne avrei fatto volentieri a meno di storie di questo genere e di un personaggio che non mi pare aggiunga molto se non eventualmente nel suo ambiente/territorio naturale (il Borneo). Se in questa storia ci fosse stato un altro cattivo al suo posto a dirigere il traffico di oppio a Frisco, avremmo avuto comunque una storia abbastanza classica, ma si sarebbe evitato di utilizzare male un personaggio che sembra piacere molto ai lettori ed il risultato sarebbe stato migliore. La storia ha un finale (seppur letto frettolosamente) della giusta lunghezza, quello che mi è saltato all'occhio è invece un incipit/inizio un po' povero. Forse la brevità della storia richiedeva di andare subito al dunque ma ho avuto l'impressione che fosse tutto predisposto per arrivare già alle prime vignette con i pard alla caccia della Tigre con il grossolano errore di lasciare il pugnale/indizio; questo ha ammazzato completamente la tensione e il mistero, almeno per me. Soggetto/idea di base: 5 Sceneggiatura: 4.5 (alcune scene ed anche il finale hanno qualche guizzo e dialogo interessante, come ad esempio l'accusa della Tigre a Tex nel finale di non aver difeso la sua causa di oppresso come fatto con i nativi americani e la brillante risposta di Tex, ma per il resto buio totale) Disegni: 7.5
  15. l'ho letta in un colpo solo. Tre ore affilate. Sapevo in parte a cosa andavo incontro tra l'altro, avendo letto prima i commenti sul forum. Ma sto rileggendo tutto il materiale letto tanti anni fa prima che interrompessi l'acquisto di Tex per oltre 18 anni (ho ripreso da poco). Ho molte storie di cui non ricordo molto e le leggo quasi come fosse la prima volta. Ho riletto molti Maxi, mi mancava questo
  16. Storia riletta in questi giorni. Ricordo che l'avevo letta quando uscì nel 2003 e ricordavo solamente lo stallone figlio del vento ma nient'altro di questa storia. In effetti, ricordavo la parte migliore, ovvero un bel soggetto di cui mi par di capire ci fossero comunque dei precedenti simili. Per il resto, la storia è abbastanza noiosa, tirata per le lunghe e si intuisce che ad un certo punto è stato allungato il brodo. Anche se devo dire, paradossalmente la parte "allungata" è forse meglio, se presa da sola, rispetto alla parte iniziale. Perlomeno il maggiore Duncan risulta quasi simpatico e non è soltanto il classico militare ottuso. Purtroppo, trattandosi della parte finale dell'albo, risulta pesante dopo essersi smazzati oltre 200 pagine ma di base non sarebbe scritta male. Se i volti dei pards urtano come una strusciata di ortica sotto le ascelle, devo dire che la parte che ho apprezzato di più della storia sono i paesaggi rappresentati da Diso. Ci sono delle vignette particolarmente belle, per cui il giudizio sui disegni risulta difficile. Se per i volti dei pards, credo fuori fuoco/bersaglio, per tutto il resto un'ottima prova. Un albo che risfoglierei per apprezzare alcuni disegni, con la natura selvaggia spesso a farla da padrone, ma che non rileggerei a breve (forse tra altri 20 anni) Soggetto; 7 Sceneggiatura: 5 Disegni: 4 (per i pards); 8 per ciò che non è la faccia da schiaffi di Tex
  17. Ho la sensazione che questo Texone ci regalerà una storia di altissimo livello, per due motivi. La sceneggiatura è di Boselli e i disegni sono di Dotti. E anche se mi ero ripromesso di non acquistare gli Extra di Tex Willer, a meno che non fossero totalmente inediti per me (cioè assenti nella mia raccolta di Tex), prenderò anche gli Extra a questo giro, per la storia contenuta di GLB (nella mia raccolta mi manca un albo e quindi non l'ho mai letta) e perché come iniziativa editoriale ci sta far uscire quella ristampa in un periodo ravvicinato con questo Texone. Ovviamente chi dispone già della storia intera non è obbligato all'acquisto. Grande attesa per le due uscite
  18. Sto finalmente leggendo questa storia, grazie agli extra di "Tex Willer" usciti qualche mese fa che per mancanza di tempo avevo lasciato sulla libreria. Ho letto i primi due albetti dei 4 di questa versione ristampa, essendo arrivato quindi a metà della storia. Mi era già capitato soltanto una volta con un fumetto, ma mi sono commosso letteralmente almeno in una paio di scene, quella in cui Ken Willer riabbraccia i figli dopo aver pensato di averli persi in seguito all'agguato dei desperados, e quella in cui la famiglia si riunisce sulla tomba di Mae Willer, durante la grande festa organizzata in paese. Si respira, in generale, lungo tutta la storia un'atmosfera tra il sognante, il malinconico, e lo spensierato. Non è semplice mescolare questi sentimenti e farli coesistere e @borden ci riesce. Non è solo il soggetto, che porta ovviamente a provare tra i vari sentimenti quello della nostalgia, ma è Boselli a narrare con maestria e delicatezza. L'autore in questa storia mostra, non tanto nelle parole scelte per la sceneggiatura, ma per il modo in cui si pone nel raccontarla, un estremo rispetto verso Tex. Non è un semplice racconto biografico, si racconta infatti con una sorta di riverenza, delicatezza, dolore e compassione, il dramma della perdita di una madre, attraverso il racconto di un quotidiano, col passaggio dall'età della spensieratezza a quella della maturità. Si raccontano come fossero eventi realmente accaduti ad un amico (si intende nella vita reale, non quella del fumetto). Traspare con enorme potenza il lato umano, e al tempo stesso si fa spazio il mito, la nascita della leggenda e di un futuro eroe, che piano piano fa capolino, costretto a farsi duro prima del tempo per la condizione in cui la famiglia vive. Ho trovato ancora un parallelo, probabilmente non voluto, tra emozioni provate e escamotage narrativi. Il racconto intorno ad un falò di un periodo felice ma non privo di dolore, con delicatezza da parte di Tex, e il rimando ai racconti esagerati di storie vere o verosimili di Gunny Bill e Bridger ai tempi dei loro bivacchi. Non c'è solo l'arte dell'artista nella penna di @borden ma anche l'arte dell'artigiano che sapientemente conosce quali tasti toccare, e li tocca senza forzare la mano, lasciando il lettore piacevolmente spiazzato ma coinvolto, senza possibilità e voglia di opporsi. Siamo soliti parteggiare per Tex e Carson quando pistole in pugno fanno i duri, qui proviamo empatia verso l'uomo. Ho provato qualcosa del genere soltanto leggendo il Giuramento di GLB. E credo, @borden, nonostante sia un autore navigato, e ormai da tempo tra i grandi sceneggiatori di fumetti, vorrà prenderlo come il più grande complimento che potessi fargli. I disegni sono la ciliegina sulla torta. Ho l'impressione che stasera mi godrò un bel finale. edit (aggiunta): e che dire della scena in cui lo schiavo viene comprato per essere liberato. Costruita pagina dopo pagina, tocca il cuore. Questa è la differenza tra il trovare una buona scena ad effetto e buttarla a caso e il costruire una sceneggiatura coinvolgente dalla prima all'ultima pagina dove è la storia a crescere con i personaggi e viceversa, fino ad un epilogo quasi naturale
  19. Ho riletto ieri il primo albo (l'ho trovato un po' meno noioso della prima lettura), e completato poi con il secondo atto fresco di edicola. Storia passabile, un intermezzo, privo di guizzi ed entusiasmo. Storia senza mordente, ne alti ma nemmeno grandi bassi. Da l'impressione di una storia nata e morta senza troppe pretese. Ho apprezzato i disegni. Sicuramente non era necessario andare a riprendere una vecchia storia per farne un seguito, considerando che la vecchia storia era carina ma non un "capolavoro" di GLB, insomma una storia nella media di GLB (anche se la sua media resta superiore a quella di altri autori). Ma quel boss non era certo memorabile. Ma alla fine ci può anche stare, magari ad altri sarà piaciuta più che a me. Paradossalmente mi sono consolato col Maxi di Nizzi, che tutto mi sarei aspettato tranne che di restarne sorpreso in positivo. Onestamente non ho neanche tutta sta gran voglia di lamentarmi, però resto dell'idea che l'aumentare delle uscite alla fine porta anche a pubblicare storie banali. Questa di fatto, tranne che per qualche lieve variazione e la differenza di stile, sembra scritta con la carta carbone sulla precedente di GLB.
  20. Ciao e benvenuto. Quest'anno ricorrono i 75 anni di Tex (in termini editoriali). Puoi verificarlo anche dal bollino presente sulle copertine delle varie uscite. Se vai a ritroso, scoprirai che il n° 1 di Tex Gigante (ovvero la serie inedita che esce in edicola e ha raggiunto numero 750 questo mese) intitolato "La mano rossa" aveva una copertina con una grafica simile. Si tratta in sostanza di un omaggio/ispirazione a quel tema. Inoltre questo mese la Bonelli ha allegato (anche in concomitanza di un aumento di prezzo, ahimè temo inevitabile) dei gadget (le minicopertine), iniziativa che proseguirà nei prossimi mesi. Al di là delle opinioni che si possono avere su queste iniziative, credo si sia trattato in sostanza di una serie di azioni promozionali/celebrative, che strizzano l'occhio alla storia di Tex. ps: non sono un moderatore, ma potrebbe esserti utile (è solo un suggerimento) verificare se esistono già dei topic aperti in cui si parla di cose simili a quelle di tuo interesse, dove poter trovare utenti che ti risponderanno volentieri ai vari quesiti. Puoi anche far riferimento alla chat sulla home page per domande su argomenti vari, qualora tu non volessi creare direttamente un topic ad hoc. Ti auguro una buona lettura e permanenza nel forum!!! ciao
  21. è vero, per una valutazione completa e "fair" bisognerebbe leggere la storia intera ma qualcosa si può già dire su questo primo albo. Premetto che non avevo letto "taglia duemila dollari" e quindi per me "Ritorno a Redrock" è stato di fatto il primo approccio con la "storia". Nonostante questo ho avuto davvero l'impressione di un remake più che di una continuazione. Senza leggere l'antefatto, in questa storia lo si mostra chiaramente, il morto non è morto e quindi torna ad essere il nemico principale, il tirapiedi non è finito in galera quindi torna a vestire i suoi panni. L'unico che era morto, si capisce per certo da quanto leggo qui nel forum (e poi verificato da me leggendo taglia duemila dollari) viene sostituito dal fratello. Tra l'altro le dinamiche sono molto simili se non identiche, c'è la banca, le concessioni aurifere, la stessa città... Sinceramente, l'impressione è che si sia presa la conclusione di una vecchia storia e si sia detto, ok raccontiamola di nuovo facendo tornare tutti gli attori in scena. Mancano forse le idee su delle belle storie? C'è modo e modo di far tornare i cattivi, se proprio si deve (ma questi cattivi erano davvero così rilevanti da meritare un ritorno?). Non si poteva tornare a Redrock per una nuova minaccia, rappresentata magari da qualcun altro? O magari riportando in scena solo un nemico (il fratello del tuerto)? Ho scoperto poi di avere "taglia duemila dollari" in collezione, tra i tanti Tex acquistati per mercatini e ancora da leggere. Ovviamente ho recuperato la storia, non epocale, ma bella. Tex è gagliardo, senza fronzoli, insomma è il Tex di GLB. Non credo che la nuova storia rovini la vecchia. Seppur ritengo vero che non fosse il caso di mostrare in un solo colpo così tanti "fallimenti di Tex", ci può anche stare far tornare un nemico e ci sta ovviamente che non tutti i cattivi finiti al gabbio poi si facciano tutti gli anni in galera (siamo realistici in fondo, Tex è il primo ad esserlo quando si parla di giudici e sceriffi). Ma l'impressione è che sia davvero troppo e che manchi della fantasia. La sceneggiatura non aiuta, pallida rispetto all'originale. La storia di GLB non è rovinata, GLB voleva morto il banchiere e in galera il tirapiedi. Poi qualcuno ha deciso di inventarsi una cosa diversa per fare un'altra storia. Eviterei di dargli troppo peso o di incattivirsi sulla cosa, semplicemente sarà questa seconda storia a sbattere il muso sulla prima e semmai a rimetterci e finita lì. L'unica cosa è sperare in una seconda parte godibile in termini di trama per salvare la baracca. Concludo dicendo che certi ritorni possono essere stucchevoli o dar l'impressione di essere messi li a forza. Penso ad un parallelo con Zagor dove ogni tre per due torna qualcuno. L'ultimo ritorno di Mortimer ad esempio, una storia che aveva davvero poco da dire e che mi ricorda molto questa qui di Tex. Inventarsi nemici sopravvissuti miracolosamente ci sta, ma solo se si ha davvero qualcosa da raccontare. Sono un po' deluso, trattandosi anche di un albo a modo suo celebrativo, ma c'è da dire che confrontarsi con una storia di GLB richiede anche coraggio e credo questa storia non volesse ovviamente "rovinare" ma semmai "omaggiare" e forse si è incappati in un eccesso
  22. Torno sulle mie precedenti osservazioni/sensazioni/previsioni riguardo questo albo. Alla fine ho avuto modo di leggerlo tramite prestito e credo di poter dire che ne sia valsa la pena, inaspettatamente. Potrebbero esserci SPOILER, seppur minori. Il soggetto è classico, il più classico dei classici. C'è tutto il classico di Tex in questa storia, i Navajos in pericolo, il militare ottuso, il potente di turno. E ci sono i quattro pards. La sceneggiatura, al netto di qualche episodio su cui potremmo discutere, scorre benissimo e la lettura è davvero stata piacevole. Ci sono degli origlioni? Beh, in un certo senso si. C'è "Grande Puma", un pastorello che non visto si avvede della direzione presa dai cattivi di turno e per un dollaro rivela a Tex la giusta direzione da seguire. Ma la scena per me è risultata davvero piacevole, ben sceneggiata, curata, dal nome sicuramente ironico del pastorello, alle poche battute recitate in modo spontaneo. Il pastorello che assiste ad un delitto non è certo un'invenzione nuova, ma è uno stratagemma che se usato bene non disturba, anzi. C'è poi il tizio che parla nel sonno e rivela inconsapevolmente alla sua "compagna di letto" di sapere dove fosse Ely Parker. Ma senza spoilerare oltre, basta leggere la storia per capire che alla fine non sarà un vero e proprio origlione. Anzi, qui Nizzi ci sorprende, avrebbe potuto davvero risolverla così, ma non lo fa, regalandoci anche una scena che ho trovato divertente e perfettamente inserita nella narrazione. Tra l'altro non si tratta di una scena fine a se stessa ma funzionale in parte alla storia come si vedrà più avanti. Se in altre storie Nizziane gli origlioni sono fastidiosi, mal gestiti, banali e abusati, qui ho trovato un Nizzi che gestisce benissimo questo suo "difetto", senza cadere nella trappola, ma anzi, gestendo una trama anche abbastanza intricata e con diversi personaggi interessanti. Uno su tutti Samuel. Ogni pard ha un ruolo e alla fine, al netto di qualche errore di valutazione (ma non di vere e proprie piccionate), recitano tutti in scene decisamente importanti e facendosi valere. Disegni un po' fuori canone, ma nel complesso non stonano in questa storia, non saprei spiegare perché, anche se è vero, alcune volte Tex sembra MM e Parker sembra Java. Ne consiglierei l'acquisto, soprattutto perché Nizzi migliora decisamente rispetto all'ultimo Maxi e la sceneggiatura è davvero frizzante con dialoghi che non annoiano mai. Resta un parere soggettivo, ma partendo anche prevenuto su Nizzi (non per antipatia, ma per le ultime letture che mi avevano davvero deluso), devo dire di essere rimasto soddisfatto, tanto da aver deciso di acquistare l'albo. Non credo tra l'altro che Nizzi abbia sacrificato la sceneggiatura, con escamotage vari per semplificarsi la vita, puntando tutto sulla caratterizzazione di Tex. Tex mi è sembrato riconoscibile, e la sceneggiatura ben orchestrata. Unico neo, Nizzi gestisce diversi scenari contemporaneamente, ma poi nel finale, tutto sembra concludersi un po' troppo facilmente. Forse si, sul finale è mancata quella brillantezza che ha caratterizzato il resto della storia. Rimane uno di quegli albi che mi ha lasciato la voglia di un rilettura a breve. Non capita così spesso, soprattutto con un soggetto così classico, non dei miei preferiti. Il merito è proprio della sceneggiatura. Soggetto: 6.5 (un classico, difficile dare voti alti) Sceneggiatura: 8.5 Disegni: 7
  23. dopo l'anonimo, ma per me direi più pessimo, Maxi di Nizzi di 6 mesi fa, volevo metterci una pietra sopra sulle storie di Nizzi e anche sui Maxi. Rimaneva comunque la tentazione di acquistarlo, perché dispiace sempre perdersi una storia di Tex, ma sinceramente se devo sorbirmi un tizio che confessa nel sonno e la prostituta che va a spifferare a Tex.... (una specie di doppio origlione). A questo punto la prostituta avrebbe potuto spifferare tutto ad un altro cliente che ubriaco avrebbe potuto raccontare tutto al barista del saloon che a sua volta avrebbe potuto confessare tutto a Tex a seguito di un pestaggio... A qualcuno magari sarebbe pure piaciuto leggere una roba simile. Se avevo ancora un minimo di tentazione, simili espedienti fanno solo passare la voglia. Sembra un Tex destinato a gente ipodotata. Sarei curioso però di sapere se almeno in questo Maxi sia stato evitato l'abuso di patatine e bistecche.
  24. Ho acquistato (ovviamente non in doppio) alcune uscite (Dampyr, Julia, Zagor attirato dalle storie e nonostante l'aumento dei prezzi che accetto consapevole di quanto sia probabilmente inevitabile), tutti e tre contenenti le famose minicopertine. Al netto del giudizio ipernegativo su questa iniziativa, imbarazzante per motivi già elencati e discussi qui e altrove, ora ho potuto anche verificare la qualità della minicopertina e posso trarre tre conclusioni fondamentali: - la minicopertina è un pezzetto di plastica, flessibile e di dubbia qualità, al tatto ancora peggiore che alla vista. Qualità infima. Nei pacchetti di patatine si trovavano gadget migliori. - la grafica della minicopertina è scadente, le immagini sembrano sfocate, sarà la qualità del colore, sarà la tessitura della plastica. Ma in generale, è un prodotto davvero scadente e che non reputo degno di figurare come "materiale da collezione". Semmai è plasticume che andrà a prendere polvere e/o spazio a cose ben più utili. Ma contento per chi si ritroverà tutte queste plastichine di valore pari a 0 dopo aver sborsato decine e decine di euro in più (e magari accumulando pure albi doppi a iosa). - I magneti risultano davvero inconsistenti al tatto. In generale sembra di ritrovarsi in mano una roba raffazzonata e scadente. Ripeto, al netto, delle ben più gravi criticità già evidenziate su questa iniziativa che per me è al limite dell'offensivo. Tra l'altro sto facendo di tutto per ridurre i consumi di plastica, me ne invento di ogni, e poi con tre fumetti acquistati mi ritrovo già ad avere un inutile spreco di plastica (incluso l'impacchettamento). Potrei restituire la minicopertina all'edicolante, ma comunque il mio acquisto produrrebbe lo stesso consumo di plastica (l'impacchettamento e la minicard sono comunque prodotte e associate al mio albo). Ecco, avrei voluto poter acquistare l'albo senza alcun plasticume, ma per portare avanti una passione sono costretto anche ad inquinare (più di quanto sia necessario, dato che quasi ogni gesto produce inquinamento). Uun pacchettino di plastica non cambia il mondo, ma se Tex lo comprano in 150000, bel consumo di plastica, e se ci metti che questa roba è stata pensata su tante testate e con albi doppioni, beh.... Non è certo questo lo spirito di Tex, leggere Tex significa avere anche a cuore temi come la preservazione dell'ambiente e la bellezza del non contaminato. Per me. I fumetti hanno anche un odore diverso, in particolare Julia, le pagine puzzano di plasticume. Da vomitare, spero sia un caso isolato. Davvero, spero qualcuno si metta una mano sulla coscienza e cambi direzione, perché c'è da vergognarsi nel 2023 a proporre una cosa del genere e farla passare per innovativa e "spettacolare".
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