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Carlo Monni

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About Carlo Monni

  • Birthday 05/28/1958

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    Maschile
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    Fumetti, storia

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    26
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    Kit Willer
  • Favorite character
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  1. Non pensavo affatto agli Inglesi ma principalmente ai due indiani ed all'inuit. Un giorno a te o a qualcun altro potrebbe venire in mente un'idea valida, e sottolineo valida, per una storia che li veda coinvolti. Non si può escludere a priori e difatti hai detto: improbabile, non hai detto impossibile. Per quanto riguarda Dallas e Dawn non mi pongo nemmeno il problema. Sono sicuro che prima o poi le rivedremo.
  2. Non ti sbagli ma per lo stesso motivo io ho il diritto di dire che le persone bigotte e sessuofobiche non mi piacciono... e lo dico.
  3. Per il mio gusto non esistono i disegnatori peggiori di Tex, esistono solo quelli che mi piacciono meno di altri, ma tutti o quasi sono o sono stati bravi. Quando ero bambino il disegnatore che mi piaceva di meno era Muzzi ma se paragonato agli altri del periodo, eppure diverse storie da lui disegnate sono tra quelle che ricordo con più affetto. Tra la seconda metà degli anni 80 e fino al 1994 per me il disegnatore peggiore, mi duole dirlo, era proprio Galep. Leggevo con dolore le storie da lui disegnate in quel periodo in cui era solo l'ombra di se stesso. Un discorso analogo lo potrei fare per Ortiz e Letteri, da me adorati all'inizio e poi via via finiti in fondo alla classifica delle mie preferenze. So benissimo che era colpa dell'età e della malattia ma ciò non toglie che verso la fine della loro carriera la loro decadenza era più che evidente per me. Faccio un discorso diverso per Diso che su Tex per me è sempre stato come un pesce fuor d'acqua ma come tecnica è ancora un maestro. Ho letto il recente Speciale Mister No e vi dico che, anche se qua e là si nota qualche difetto, pochi saprebbero disegnare così a quasi novant'anni. Evidentemente Mister No gli si confà di più, che altro dire? Tra gli attuali, diciamo che quello che è in fiondo alle mie preferenze è Cossu. Gli riconosco la bravura ma a prescindere che trovo gli altri più bravi, non riesce a stimolarmi, Il peggior difetto che gli addebito è una certa freddezza. Mi dà l'impressione che per lui disegnare Tex sia lo stesso che disegnare un qualunque altro personaggio. Gli danno una sceneggiatura e lui la esegue da bravo soldato, incassa il suo compenso e nulla di più. Il tanto vituperato da alcuni Giacomo Danubio ci mette impegno e si sente, io almeno lo sento.
  4. Beh, tu magari ancora non lo sai, ma anch'io scommetterei che qualcuno dei personaggi introdotti in questa storia un giorno potrebbe anche tornare. In fondo, se non ricordo male, tu non avevi progettato di far tornare Dallas addirittura in due storie prima di scrivere il finale di "Giovani assassini" facendoti venire non una ma ben due idee per possibili seguiti. Sai bene, quindi, che non si può escludere nulla. Oggi tu non hai né idee né interesse a farli rivedere ma in futuro chi può saperlo?
  5. Se il giovane Tex avesse avuto Jeff Bridges come idolo vorrebbe dire che aveva doti divinatorie. Non solo il cinema non era stato ancora inventato ma l'attore in questione sarebbe nato 89 anni dopo. Sì, non perdi occasione per dimostrarti bigotto e sessuofobico, il che mi indice a pensare che tu lo sia davvero. Peccato. Ah... è la quarta vignetta non la terza.
  6. Entrambe proprio no. Suppongo che si sia fatto ingannare dalla dicitura. "soggetto: Monni Carlo, Boselli Mauro" senza capre che si riferiva a due storie diverse.
  7. Devo confessarti che nel soggetto non ho dato un nome alla banda, che quindi è frutto della fantasia di Ruju In ogni caso ritengo sia proprio il nome. In una delle tavole ddi anteprima Adam, il cacciatore di taglie, sentendoli definire "Maverick Bunch" sa chi sono quindi...
  8. Sergio aveva raccontato questo aneddoto molti anni fa non ricordo dove, forse in "Come Tex non c'è nessuno", ma non ne sono sicuro e non nascose il favoritismo. In ogni caso, la stoffa c'era. Si può effettivamente dire che fu il suo primo lavoro ad essere pubblicato ma non era una sceneggiatura a fumetti. E anche comporre i titoli degli albi è sì lavorare su un fumetto ma non equivale a scriverlo.
  9. A mia domanda precisa e diretta, Valdambrini ha negato di essersi ispirato a Charles Bronson ed io devo credergli visto che è un amico. Resta il fatto che la somiglianza l'abbiamo vista tutti e questo vorrà pur dire qualcosa. Vorrei comunque precisare che io non trovo e non ho mai trovato nulla di male nel dare a certi personaggi il volto di attori o comunque persone reali, famose o meno e non solo non mi dà fastidio ma davvero non capisco l'idiosincrasia, se non la vera e propria intolleranza di Diablero al riguardo. Sarà che sono cresciuto leggendo l'Intrepido e il Monello dove questa abitudine era di casa.
  10. A me invece è piaciuto molto. Male, molto male.
  11. Dì la verità: quando hai scritto quella battuta, ti sei dimenticato per un attimo che anche nella storia fossero passati vent'anni da quella precedente. Ottima analisi che condivido. Non tutti in verità. Il trasferimento dei Comanches nel Territorio Indiano è dell'agosto 1859 e l'Agente Indiano Bob Neighbors è stato ucciso il 14 settembre 1859, ma direi che sia una questione marginale. Esattamente. La prima storia potrebbe essere ambientata nel 1834 e la seconda, vista la presnza di Stephen Austin, sempre che sia lui e non un omonimo, e visto che si cita il Presidente del Texas Sam Houston, dovrebbe essere ambientata dopo il 22 ottobre e prima del 27 dicembre del 1836, data della morte di Austin. Ma da quando siamo rigorosi con le cronologie? A parte gli ormai noti anacronismi di Zagor, su Tex Ely Parker è ancora Commissario agli Affari Indiani ben quasi 15 anni dopo aver lasciato quella carica nella realtà. E che dire di Cochise, morto nel 1874 ma ben vivo in storie palesemente ambientate dopo il 1880?
  12. Cortina tornerà su Tex Willer ma anche sul Tex classico. Pedro e Miguel credo anch'io che li rivedremo.
  13. Ce ne sarà almeno un altro, questo è sicuro.
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